Comunità LGBTQIA+: differenze tra le versioni
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La comunità LGBTQIA+ continua a subire discriminazioni su diversi livelli, che vanno da forme legali e istituzionali a quelle sociali e culturali. Questi meccanismi di esclusione, stigmatizzazione e violenza hanno radici profonde nella storia e influenzano ancora oggi la vita quotidiana di molte persone. | La comunità LGBTQIA+ continua a subire discriminazioni su diversi livelli, che vanno da forme legali e istituzionali a quelle sociali e culturali. Questi meccanismi di esclusione, stigmatizzazione e violenza hanno radici profonde nella storia e influenzano ancora oggi la vita quotidiana di molte persone<ref>Il Resto del Carlino (2023), In Emilia Romagna l'80% delle persone Lgbtqi+ ha subito discriminazioni, https://www.ilrestodelcarlino.it/emilia-romagna/cronaca/lgbtqi-discriminazione-dati-emilia-romagna-bc1513ba.</ref>. | ||
===Radici storiche della discriminazione=== | ===Radici storiche della discriminazione=== | ||
Versione delle 07:29, 15 mag 2025
La comunità LGBTQIA+ è formata da persone che si identificano come lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer, intersessuali, asessuali o in altre identità di genere e orientamenti sessuali non conformi alla norma eterosessuale e cisgender. Questa comunità si è spesso unita per rivendicare diritti, uguaglianza, visibilità, inclusione e rispetto delle diversità affettive, sessuali e di genere.[1]
Nascita della Comunità LGBTQIA+
La comunità LGBTQIA+ in quanto tale ha origini recenti, ma raccoglie l'eredità di comunità e movimenti attivi fin dall'antichità e in contesti diversi dalla civiltà occidentale. Per esempio, nell'Ottocento molte tribù indigene del Nordamerica includevano più di due generi tra di loro e la figura detta “Two-Spirits” era associata a persone che riunivano aspetti sia maschili che femminili[2].
Origini antiche
In alcune civiltà antiche, come quella greca, le relazioni tra uomini erano considerate parte integrante della vita sociale e culturale, e figure come Platone esploravano il concetto di amore tra uomini nelle loro opere[3]. Anche nell’antica Roma, le coppie maschili non erano rare ed erano generalmente accettate nelle élite.
Medioevo e Rinascimento
Con l'avvento del Medioevo, l'influenza della Chiesa cristiana portò a una forte condanna delle relazioni omosessuali: l'omosessualità veniva associata all'eresia e spesso punita severamente, sebbene esistessero comunque comunità clandestine e artisti che, in forma velata, esprimevano temi affini [4]. Durante il Rinascimento, la riscoperta della cultura classica favorì una parziale riapertura verso tali tematiche, almeno all'interno delle élite intellettuali, dove figure come Leonardo da Vinci e Michelangelo sono oggi ricordate anche per il loro legame con l’omosessualità[5] [6].
Ottocento
I primi cambiamenti di atteggiamento dell’Occidente rispetto alle questioni sessuali non si presentarono come modi di riappropriarsi i diritti. Nell'Ottocento vi furono forme primordiali di attivismo LGBTQIA+. Karl Heinrich Ulrichs coniò il termine “Urning” per uomini che amano gli uomini. Il sessuologo tedesco Magnus Hirschfeld, fondatore dell’Istituto per la Scienza Sessuale a Berlino, lottò per la decriminalizzazione dell’omosessualità e i diritti transgender[7][8].
Prima metà del Novecento
Già nel 1928, nei pasi di lingua inglese la scrittrice Radclyffe Hall aveva fatto parlare di sé con la pubblicazione di The Well of Loneliness, un romanzo che trattava apertamente l’amore tra donne, suscitando un grande scandalo ma diventando anche un simbolo importante per molte persone. Durante la prima metà del Novecento, nonostante l’omosessualità fosse ancora considerata un tabù, iniziarono a emergere forme di attivismo, anche se in modo molto discreto.
Negli Stati Uniti, nel 1950 nacque la Mattachine Society, una delle prime organizzazioni a supportare i diritti delle persone omosessuali. Nel 1955 si costituì l'associazione delle Daughters of Bilitis, pensata specificamente per le donne lesbiche. Entrambi i gruppi cominciarono a organizzare incontri, pubblicare riviste e costruire una rete di sostegno per rompere l’isolamento e opporsi all’oppressione. Da lì in poi, il movimento lesbico iniziò a prendere sempre più forza in modo autonomo.[9]
I moti di Stonewall
Un momento fondamentale nella storia della comunità LGBTQIA+ fu rappresentato dai moti di Stonewall a New York. Negli anni Sessanta, negli Stati Uniti, le persone LGBTQIA+ vivevano infatti sotto la costante minaccia di discriminazioni e persecuzioni. La notte del 28 giugno 1969, durante un raid della polizia allo Stonewall Inn, un bar gay nel quartiere del Greenwich Village a New York, i clienti, esasperati dagli abusi subiti per anni, decisero di reagire. Questa reazione spontanea si trasformò in giorni di proteste e scontri con la polizia[10].
Questi eventi segnarono una svolta nella lotta per i diritti della comunità, ispirando la nascita di organizzazioni come il Gay Liberation Front e la Gay Activists Alliance. Da quel momento, l'attivismo LGBTQIA+ divenne più visibile e organizzato, influenzando il movimento a livello globale[11]. Un anno dopo, nel giugno 1970, si tenne a New York la prima marcia del Gay Pride, nata come conseguenza diretta dei moti di Stonewall. Oggi, quell’evento è ricordato ogni anno con il Pride Month, celebrato in tutto il mondo[12].
Sviluppi successivi
Dalla fine del Novecento, la comunità LGBTQIA+ ha compiuto importanti passi avanti in termini di diritti, visibilità e accettazione. I cambiamenti legislativi e culturali hanno ridefinito il panorama della lotta per l'uguaglianza, trasformando il movimento in un fenomeno globale sostenuto dalla collaborazione tra attivisti, istituzioni e media.
Evoluzione legislativa e diritti civili
A partire dagli anni Settanta, molti paesi hanno iniziato a riconoscere i diritti civili delle persone LGBTQIA+, introducendo normative a tutela delle minoranze sessuali. Questo percorso ha portato in diversi paesi al riconoscimento legale delle relazioni omosessuali con l’introduzione delle unioni civili e, successivamente, del matrimonio egualitario. Queste misure hanno garantito alle coppie dello stesso sesso gli stessi diritti e protezioni legali delle coppie eterosessuali, rappresentando una svolta storica nella lotta per l'uguaglianza[13].
Parallelamente, le leggi anti-discriminazione hanno fornito strumenti legali per contrastare esclusioni e abusi in ambiti come il lavoro, l'istruzione e l’accesso ai servizi pubblici. Organizzazioni internazionali come l’ILGA (International Lesbian, Gay, Bisexual, Trans and Intersex Association) monitorano e promuovono i diritti umani della comunità LGBTQIA+ a livello globale.
Tuttavia, nonostante i progressi, l’applicazione delle leggi non è sempre effettiva, a seconda del contesto locale. Istituzioni come le Nazioni Unite e l’Unione Europea hanno emanato direttive e raccomandazioni per promuovere il rispetto dei diritti umani, fissando standard minimi per la tutela delle libertà individuali e collettive[14]. Questi strumenti giuridici hanno contribuito a costruire un quadro normativo internazionale volto a sostenere i diritti della comunità LGBTQIA+ e a favorire il progresso sociale.
Cultura, identità e rappresentazione
I media e la cultura hanno avuto un'influenza determinante nel modellare l'immaginario collettivo e nel cambiare la percezione della comunità LGBTQIA+[15].
Media tradizionali e cinema
A partire dagli anni Settanta, il mondo del cinema, della televisione e della musica ha iniziato a raccontare le vite delle persone LGBTQIA+ in modo più autentico e umano. Film come Milk e Philadelphia hanno portato queste storie all'attenzione del grande pubblico, contribuendo a sensibilizzare l’opinione pubblica e a favorire una maggiore accettazione[16] [17].
Arte, documentari e rappresentazione
Documentari, serie TV e campagne pubblicitarie hanno svolto un ruolo chiave nel contrastare i pregiudizi e nel promuovere la diversità delle esperienze individuali. Serie televisive come Pose (2018) e Orange Is the New Black (2013) hanno offerto rappresentazioni realistiche e sfaccettate delle vite delle persone LGBTQIA+.
Inoltre, la copertura mediatica di eventi come i moti di Stonewall e le marce del Pride ha avuto un impatto fondamentale nel denunciare le discriminazioni e nel mobilitare il sostegno alla causa, spingendo le istituzioni ad adottare misure di tutela per i diritti della comunità.[18].
Situazione contemporanea
L’innovazione digitale ha trasformato non solo le modalità di comunicazione, ma anche il modo in cui la comunità LGBTQIA+ si organizza e reagisce alle discriminazioni. Le piattaforme online hanno creato spazi di aggregazione e attivismo, consentendo a individui e gruppi di condividere informazioni, promuovere eventi e mobilitarsi rapidamente. Questo nuovo modello di attivismo, spesso caratterizzato da campagne virali e iniziative di sensibilizzazione, ha mantenuto alta l’attenzione su episodi di discriminazione e violenza, spingendo le autorità a rispondere in modo più tempestivo.
Tuttavia, permangono numerose sfide. La comunità transgender continua a essere esposta a livelli elevati di discriminazione e violenza, spesso aggravati da leggi restrittive e da narrazioni transfobiche diffuse in alcuni paesi. In questo contesto, è fondamentale comprendere il concetto di intersezionalità, che si riferisce al modo in cui diverse forme di discriminazione – come quelle basate su genere, orientamento sessuale, razza, disabilità o classe sociale – si intrecciano e si sovrappongono, creando esperienze uniche e più complesse di emarginazione. Ad esempio, una persona transgender che è anche nera o disabile può affrontare non solo la transfobia, ma anche il razzismo o l’abilismo, in un insieme di oppressioni che non possono essere considerate separatamente. L’intersezionalità aiuta quindi a comprendere come le persone appartenenti a più gruppi marginalizzati – come le persone LGBTQIA+ di colore, con disabilità o provenienti da contesti socioeconomici svantaggiati – subiscano discriminazioni multiple e interconnesse, che rendono ancora più difficile la loro battaglia per l’uguaglianza.
Negli ultimi anni, il movimento per i diritti LGBTQIA+ ha assunto una dimensione globale, grazie alla collaborazione tra attivisti di diverse nazioni, alla condivisione di strategie attraverso il web e alla partecipazione a conferenze internazionali. Questo scambio di risorse e buone pratiche ha rafforzato il movimento, contribuendo a promuovere cambiamenti culturali e legislativi in tutto il mondo.
La sinergia tra attivisti, media e istituzioni ha favorito anche l’adozione di nuove tecnologie per monitorare e denunciare abusi, creando reti di supporto immediate per le vittime. Questo approccio ha permesso una risposta più coordinata e incisiva da parte delle autorità, consolidando l’impegno globale per la tutela dei diritti della comunità LGBTQIA+[19].
Discriminazione
La comunità LGBTQIA+ continua a subire discriminazioni su diversi livelli, che vanno da forme legali e istituzionali a quelle sociali e culturali. Questi meccanismi di esclusione, stigmatizzazione e violenza hanno radici profonde nella storia e influenzano ancora oggi la vita quotidiana di molte persone[20].
Radici storiche della discriminazione
Le discriminazioni contro le persone LGBTQIA+ si basano su tradizioni culturali, religiose e normative che, per secoli, hanno escluso e perseguitato molte espressioni di identità e orientamento sessuale non conformi ai modelli eteronormativi. Fin dall’antichità, istituzioni religiose e governi hanno contribuito a diffondere un’immagine negativa delle relazioni omosessuali. Dottrine e testi antichi hanno spesso associato l’omosessualità a comportamenti considerati devianti o peccaminosi, giustificando persecuzioni ed emarginazione. Questi pregiudizi hanno alimentato una visione distorta delle identità queer, rafforzando discriminazioni che si sono protratte nei secoli.
Eredità normativa
Il retaggio di leggi punitive e politiche discriminatorie ha avuto un impatto duraturo sulla comunità LGBTQIA+. In molte parti del mondo, le relazioni omosessuali sono state criminalizzate per lungo tempo, e ancora oggi alcuni paesi mantengono legislazioni repressive. La memoria storica delle persecuzioni ha inoltre generato un clima di sfiducia verso le istituzioni, rendendo più difficile l’applicazione di misure efficaci per garantire l’inclusione e la tutela dei diritti fondamentali delle persone LGBTQIA+. Questa sfiducia, radicata nell’esperienza collettiva di marginalizzazione, può tradursi in una minore partecipazione della comunità LGBTQIA+ ai processi politici e sociali, nella riluttanza a denunciare abusi o discriminazioni, e in una generale resistenza ad affidarsi ai servizi pubblici, ostacolando così l’efficacia delle politiche di inclusione e protezione[21].
Discriminazione legale e istituzionale
L’assenza di leggi anti-discriminazione specifiche per la tutela delle persone LGBTQIA+ in settori come il lavoro, l’istruzione e l’accesso ai servizi pubblici contribuisce a creare un ambiente di vulnerabilità. Senza un quadro normativo chiaro e inclusivo, è più difficile difendere i diritti della comunità e garantire un contesto sicuro e rispettoso. Queste lacune legislative, unite a pregiudizi culturali ancora diffusi, alimentano situazioni di esclusione e ostilità, rendendo più complessa l’integrazione sociale delle persone LGBTQIA+.
Discriminazione sul posto di lavoro
La discriminazione sul posto di lavoro è una delle sfide più diffuse e complesse che le persone LGBTQIA+ devono affrontare, con ripercussioni significative sia a livello professionale che personale[22][23]. Molti lavoratori LGBTQIA+ subiscono discriminazioni che si manifestano in diverse forme, tra cui il rifiuto di assunzione, licenziamenti ingiusti, ostacoli alle promozioni e molestie sul luogo di lavoro. Queste pratiche non solo limitano le opportunità di carriera, ma hanno anche un impatto negativo sul benessere psicologico e fisico delle persone coinvolte, creando ambienti lavorativi ostili e poco inclusivi.
Discriminazione nei servizi sanitari e nell'istruzione
Le persone LGBTQIA+ affrontano discriminazioni significative nei settori della sanità e dell’istruzione, compromettendo il loro benessere e il loro sviluppo personale[24].
Servizi sanitari
L’accesso a cure mediche adeguate può essere ostacolato da pregiudizi, dalla mancanza di formazione specifica degli operatori sanitari e, in alcuni casi, dal rifiuto esplicito di fornire assistenza. Le persone transgender, per esempio, incontrano spesso difficoltà nell’ottenere trattamenti di affermazione di genere, come la terapia ormonale o la chirurgia, e possono temere giudizi e discriminazioni a tal punto da evitare di cercare cure mediche.
Istruzione
Nel contesto scolastico, molti studenti LGBTQIA+ subiscono bullismo, esclusione e mancanza di supporto da parte di compagni e insegnanti. L’assenza di programmi educativi inclusivi e la diffusione di curricula che ignorano o stigmatizzano le esperienze LGBTQIA+ contribuiscono a creare ambienti scolastici poco sicuri, limitando il benessere e la crescita personale degli studenti.
Manifestazioni contemporanee della discriminazione
Nonostante i progressi in termini di diritti e rappresentazione, la discriminazione rimane una realtà quotidiana per molte persone LGBTQIA+[25].
Integrazione e accesso
La discriminazione si estende oltre il mondo del lavoro e dell’istruzione, influenzando anche l’accesso ai servizi sociali e alle opportunità di partecipazione civica. Barriere culturali e istituzionali impediscono l’integrazione completa delle persone LGBTQIA+ nella società, costringendole a lottare costantemente per il riconoscimento della propria identità e dei propri diritti.
Discriminazione interna
Anche all’interno della stessa comunità LGBTQIA+ possono emergere dinamiche di esclusione. Per esempio, le persone transgender e non binarie talvolta non ricevono la stessa visibilità o il medesimo sostegno all’interno dei movimenti principali, creando ulteriori sfide in termini di rappresentazione e tutela. Questa mancanza di inclusione dimostra la necessità di un approccio intersezionale nella lotta per i diritti, affinché nessuna identità venga lasciata indietro.
Strategie di contrasto e iniziative di sensibilizzazione
Per affrontare e ridurre la discriminazione contro la comunità LGBTQIA+, sono state sviluppate diverse strategie a livello locale e internazionale, mirate a promuovere l’inclusione e a garantire una maggiore tutela dei diritti[26].
Interventi legislativi ed educativi
L’adozione di leggi antidiscriminatorie è uno strumento essenziale per garantire la parità di diritti e contrastare le ingiustizie. Parallelamente, le campagne educative giocano un ruolo chiave nel modificare il tessuto culturale e nel promuovere una società più inclusiva. Programmi di formazione nelle scuole e iniziative mirate contro il bullismo aiutano a creare ambienti più sicuri e accoglienti per gli studenti LGBTQIA+, riducendo pregiudizi e discriminazioni fin dalla giovane età.
Ruolo degli attivisti e delle ONG
Le organizzazioni non governative (ONG) e i movimenti di attivismo hanno avuto un impatto cruciale nella sensibilizzazione dell’opinione pubblica. Attraverso campagne di informazione, eventi di volontariato e raccolta di testimonianze dirette, queste realtà hanno dato voce alle persone LGBTQIA+ e denunciato ingiustizie. La collaborazione tra istituzioni pubbliche e private ha inoltre favorito l’adozione di politiche di "tolleranza zero" contro ogni forma di pregiudizio e discriminazione.
Utilizzo dei social media
Le piattaforme digitali e i social media hanno amplificato il messaggio dell’inclusione, permettendo la creazione di comunità virtuali in cui le persone possono condividere esperienze e trovare supporto. Inoltre, queste piattaforme hanno reso possibile una mobilitazione immediata in risposta a episodi di discriminazione, aumentando la visibilità delle problematiche della comunità LGBTQIA+ e rafforzando le reti di sostegno a livello globale.
Queste strategie, combinate, stanno contribuendo a un cambiamento culturale significativo, promuovendo una società più equa e rispettosa della diversità.
Violenze e molestie
Le persone LGBTQIA+ sono spesso bersaglio di atti di violenza e molestie, che possono assumere forme fisiche, psicologiche, sessuali e persino manifestarsi attraverso crimini d'odio. Tali aggressioni, motivate dal pregiudizio contro l'identità di genere o l'orientamento sessuale, costituiscono una delle sfide più gravi che la comunità deve affrontare quotidianamente[27].
Tipologie di violenze e molestie
La violenza contro la comunità LGBTQIA+ si manifesta in numerose forme, ciascuna con impatti devastanti sulla vita delle vittime [28] [29]
- Aggressioni fisiche: le persone LGBTQIA+ possono essere soggette ad attacchi fisici, che vanno da percosse a violenze gravi, talvolta fatali. Questi attacchi, spesso frutto di omofobia e transfobia, si verificano in contesti pubblici o privati e fanno parte di un sistema più ampio di esclusione.
- Abusi psicologici: oltre alla violenza fisica, le vittime sono frequentemente colpite da abusi psicologici, che includono insulti, minacce e altre forme di intimidazione. Questi atti mirano a degradare l’autostima e a creare un clima di terrore e isolamento.
- Bullismo: particolarmente diffuso nelle scuole e nei contesti giovanili, esso colpisce in maniera significativa gli studenti LGBTQIA+. Questo fenomeno può portare a conseguenze a lungo termine, come disturbi da stress post-traumatico, ansia e depressione.
- Molestie sessuali: le molestie sessuali, che comprendono commenti inappropriati, toccamenti non desiderati e altri abusi di natura sessuale, danneggiano la dignità e la sicurezza delle persone LGBTQIA+.
- Crimini d’odio: gli atti di violenza motivati da pregiudizi – i cosiddetti crimini d’odio – sono particolarmente gravi. Questi atti non solo hanno lo scopo di intimidire la vittima, ma mirano anche a terrorizzare l’intera comunità, perpetuando uno stigma sociale diffuso.
- Vulnerabilità delle persone transgender: le persone transgender, in particolare le donne transgender di colore, sono esposte a tassi di violenza e omicidi significativamente più elevati rispetto ad altri gruppi. La discriminazione sistemica e la mancanza di adeguato supporto istituzionale esacerbano questa vulnerabilità, rendendo l’accesso a servizi di protezione e assistenza estremamente difficile.
Effetti della violenza
Le conseguenze della violenza e delle molestie contro le persone LGBTQIA+ sono molteplici e spesso devastanti[30]. Le vittime possono sperimentare disturbi da stress post-traumatico (PTSD), ansia, depressione e un aumento del rischio di suicidio. La costante paura di ulteriori aggressioni può condurre a una progressiva chiusura sociale, limitando la libertà di movimento e la partecipazione a spazi pubblici[31]. Oltre agli effetti immediati, le violenze possono avere ripercussioni durature sulla salute fisica e psicologica, influenzando la qualità della vita e la capacità di instaurare relazioni sociali e lavorative.
Risposta istituzionale e attivismo
La lotta contro le violenze e le molestie è stata affrontata attraverso un approccio multidimensionale che unisce interventi istituzionali e attività di attivismo
Risposte istituzionali
Molti paesi hanno adottato politiche di tolleranza zero e normative specifiche per contrastare i crimini d’odio. Le forze dell’ordine sono chiamate a intervenire tempestivamente per reprimere gli abusi, mentre le leggi anti-discriminazione mirano a proteggere le vittime. Tuttavia, persistono criticità legate alla formazione specifica degli operatori e alla rapida applicazione delle normative.
Interventi e campagne di sensibilizzazione
Campagne di sensibilizzazione e programmi educativi sono fondamentali per informare il pubblico sugli effetti devastanti della violenza contro la comunità LGBTQIA+ e per promuovere il rispetto e la tolleranza. Queste iniziative sono spesso supportate da organizzazioni non governative e movimenti di attivismo.
Supporto alle vittime
Organizzazioni come il Trevor Project, il Transgender Law Center e altri gruppi locali offrono supporto legale, psicologico e sociale alle vittime di violenza. Questi servizi includono linee di assistenza, rifugi sicuri e consulenza, contribuendo a mitigare le conseguenze degli abusi e a prevenire ulteriori tragedie.
Interventi nelle scuole
Programmi anti-bullismo e politiche di inclusione nelle scuole sono essenziali per creare ambienti sicuri e accoglienti per gli studenti LGBTQIA+. Queste iniziative mirano a prevenire episodi di violenza e a favorire una cultura di rispetto sin dalla giovane età.
Prospettive per il futuro
L'evoluzione delle tecnologie digitali e l'incremento della partecipazione della società civile offrono nuove prospettive per il contrasto alle violenze.
Strumenti tecnologici
L’implementazione di piattaforme online dedicate alla segnalazione di abusi e lo sviluppo di applicazioni per la sicurezza rappresentano soluzioni innovative per monitorare e intervenire in tempo reale. Questi strumenti facilitano una risposta immediata da parte delle autorità e contribuiscono a creare una rete di protezione capillare.[32]
Strategie multidimensionali
L'adozione di strategie che integrino interventi legislativi, programmi educativi e iniziative di attivismo appare essenziale per affrontare in maniera sistemica le cause profonde delle violenze. La collaborazione internazionale e lo scambio di best practice tra paesi e organizzazioni sono fondamentali per costruire un futuro in cui la sicurezza e la dignità di ogni individuo siano garantite.
Collaborazione e mobilitazione globale
La crescente partecipazione dei movimenti di attivismo e la collaborazione tra organizzazioni a livello globale probabilmente continueranno a rafforzare la lotta contro la violenza, promuovendo una cultura del rispetto e dell'inclusione che possa contribuire a ridurre drasticamente gli episodi di abusi.
Note
- ↑ Human Rights Campaign, Glossary of Terms, https://www.hrc.org/resources/glossary-of-terms.
- ↑ National Geographic, From LGBT to LGBTQIA+: The Evolving Recognition of Identity, Washington, D.C., National Geographic, https://www.nationalgeographic.com/history/article/from-lgbt-to-lgbtqia-the-evolving-recognition-of-identity.
- ↑ Encyclopedia Britannica – Homosexuality in Ancient Greece, https://www.britannica.com/topic/homosexuality/Homosexuality-in-ancient-Greece .
- ↑ Encyclopedia Britannica – Christianity and Homosexuality, https://www.britannica.com/topic/homosexuality/Christianity-and-homosexuality.
- ↑ University of Oxford, CFP: Always Here – Non-Binary/Gender, Trans Identities, and Queerness in the Global Middle Ages (c. 250–1650), Oxford, University of Oxford, 2025 https://medieval.ox.ac.uk/2025/01/23/cfp-always-here-non-binarygender-trans-identities-andqueerness-in-the-global-middleages-c-250-1650/.
- ↑ The Collector, LGBTQIA+ Art History: An Introduction, New York, The Collector, https://www.thecollector.com/lgbtqia-art-history-introduction/.
- ↑ Magnus Hirschfeld Society, https://www.magnushirschfeld.de.
- ↑ ILGA World, State-Sponsored Homophobia, https://ilga.org/.
- ↑ M. De Leo, Queer. Storia culturale della comunità LGBT+,(pp. 81-87).
- ↑ Encyclopedia Britannica,Stonewall Riots, https://www.britannica.com/event/Stonewall-riots
- ↑ Redaelli, L. (2022, 28 giugno), La storia dei moti di Stonewall. Era il 28 giugno 1969. E da allora, tutto ebbe inizio, L'Officiel Italia, https://www.lofficielitalia.com/pop-culture/storia-moti-stonewall-cosa-sono.
- ↑ M. De Leo, Queer. Storia culturale della comunità LGBT+, (pp.141- 166).
- ↑ M. De Leo Queer. Storia culturale della comunità LGBT+, (pp. 167-188).
- ↑ OHCHR, Independent Expert on protection against violence and discrimination based on sexual orientation and gender identity, https://www.ohchr.org/en/special-procedures/ie-sexual-orientation-and-gender-identity.
- ↑ GLAAD, Storia della Rappresentazione LGBTQ+, https://www.glaad.org/about/history.
- ↑ BBC, LGBTQ+ and the BBC, https://www.bbc.com/historyofthebbc/lgbtq/lgbtq-and-the-bbc.
- ↑ Avery, D. (2022, 24 giugno), Beaming With Pride: How TV Became the Unsung Hero For LGBTQ+ Representation, Oprah Daily,https://www.oprahdaily.com/entertainment/tv-movies/a40369004/lgbtq-representation-in-television-history/.
- ↑ BBC, LGBTQ+ and the BBC,https://www.bbc.com/historyofthebbc/lgbtq/lgbtq-and-the-bbc.
- ↑ ILGA-Europe. Annual Review 2025: The Human Rights Situation of Lesbian, Gay, Bisexual, Trans and Intersex People in Europe and Central Asia. Febbraio 2025. https://www.ilga-europe.org/report/annual-review-2025/.
- ↑ Il Resto del Carlino (2023), In Emilia Romagna l'80% delle persone Lgbtqi+ ha subito discriminazioni, https://www.ilrestodelcarlino.it/emilia-romagna/cronaca/lgbtqi-discriminazione-dati-emilia-romagna-bc1513ba.
- ↑ Amnesty International Italia, I diritti delle persone Lgbtqia+ in Italia e nel mondo, https://www.amnesty.it/i-diritti-delle-persone-lgbtqia/.
- ↑ PON, Inclusione. LGBT., https://poninclusione.lavoro.gov.it/areeintervento/interventosocialenondiscriminazione/Pagine/LGBT.
- ↑ ISTAT-UNAR (2023), L’indagine ISTAT-UNAR sulle discriminazioni lavorative nei confronti delle persone LGBT+ (non in unione civile o già in unione), https://www.unar.it/portale/documents/20125/187034/report-discriminazioni15maggio.pdf/4b4d3bdc-cbb3-39e9-baad-3052efe9ce0a.
- ↑ Kull, R. M., Kosciw, J. G., & Greytak, E. A. (2015), From Statehouse to Schoolhouse: Anti-Bullying Policy Efforts in U.S. States and School Districts. Gay, Lesbian and Straight Education Network (GLSEN), https://files.eric.ed.gov/fulltext/ED570446.pdf (pp. 59-72).
- ↑ Città di Torino (n.d.), Discriminazioni delle persone LGBTQIA+, http://www.comune.torino.it/torinogiovani/salute-e-vita-affettiva/omofobia-e-transfobia.
- ↑ European Commission (2016), List of actions by the Commission to advance LGBTI equality, https://commission.europa.eu/system/files/2017-06/lgbti-actionlist-dg-just_en.pdf .
- ↑ European Union Agency for Fundamental Rights (2024), LGBTIQ equality at a crossroads – Progress and challenges, https://fra.europa.eu/sites/default/files/fra_uploads/fra-2024-lgbtiq-equality_en.pdf (pp.54-76).
- ↑ Amnesty International, LGBTI Rights, https://www.amnesty.org/en/what-we-do/discrimination/lgbti-rights/.
- ↑ Human Rights Watch (2023), They Can Harass Us Because of the Laws: Violence and Discrimination against LGBT People in Saint Vincent and the Grenadines, https://www.hrw.org/report/2023/07/20/they-can-harass-us-because-laws/violence-and-discrimination-against-lgbt-people.
- ↑ Kull, R. M., Kosciw, J. G., & Greytak, E. A. (2015), From Statehouse to Schoolhouse: Anti-Bullying Policy Efforts in U.S. States and School Districts Gay, Lesbian and Straight Education Network (GLSEN) https://files.eric.ed.gov/fulltext/ED570446.pdf (pp.39-55).
- ↑ LGBTQIA Counseling, LGBTQ challenges in society, https://lgbtqiacounseling.com/lgbtq/lgbtq-issues/lgbtq-challenges-in-society/#Media_Representation.
- ↑ Amnesty International, Online violence,https://www.amnesty.org/en/what-we-do/technology/online-violence/.
Bibliografia
- Human Rights Campaign, Glossary of Terms, https://www.hrc.org/resources/glossary-of-terms.
- Maya De Leo. Queer. Storia culturale della comunità LGBT+. Torino: Einaudi, 2021.
- Dipartimento per le Pari Opportunità (2022), Strategia Nazionale LGBT+ 2022–2025, https://politichecoesione.governo.it/media/2968/strategia-nazionale-lgbtplus_2022-2025.pdf.
- Kull, R. M., Kosciw, J. G., & Greytak, E. A. (2015), From Statehouse to Schoolhouse: Anti-Bullying Policy Efforts in U.S. States and School Districts. Gay, Lesbian and Straight Education Network (GLSEN) https://files.eric.ed.gov/fulltext/ED570446.pdf.
- ILGA-Europe (2025), Annual Review 2025: La situazione dei diritti umani delle persone lesbiche, gay, bisessuali, trans e intersex in Europa e Asia centrale, https://www.ilga-europe.org/files/uploads/2025/02/ILGA-Europe-Annual-Review-2025.pdf.