Open source: differenze tra le versioni
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=== La definizione di software fino agli anni '60 === | === La definizione di software fino agli anni '60 === | ||
Fino alla fine degli anni ‘60, il software veniva condiviso liberamente tra gli addetti ai lavori e distribuito insieme all’hardware, infatti i programmi venivano considerati come strumenti accessori e non prodotti con un proprio valore commerciale. IBM, ad esempio, forniva il software insieme alle macchine senza costi aggiuntivi, solo quelli di manutenzione hardware, permettendo agli utenti finali di studiarlo, condividerlo, modificarlo e adattarlo alle proprie esigenze. Questo approccio favoriva un ambiente collaborativo tra ricerca, ingegneri e sviluppatori, in particolare all’interno delle università. Si trattava di fatto di una prassi che anticipava gran parte dei principi | Fino alla fine degli anni ‘60, il software veniva condiviso liberamente tra gli addetti ai lavori e distribuito insieme all’hardware, infatti i programmi venivano considerati come strumenti accessori e non prodotti con un proprio valore commerciale. '''IBM''', ad esempio, forniva il software insieme alle macchine senza costi aggiuntivi, solo quelli di manutenzione hardware, permettendo agli utenti finali di studiarlo, condividerlo, modificarlo e adattarlo alle proprie esigenze. <br> | ||
Questo approccio favoriva un ambiente collaborativo tra ricerca, ingegneri e sviluppatori, in particolare all’interno delle università. Si trattava di fatto di una prassi che anticipava gran parte dei principi dell’'''open source''', nonostante non vi fosse una formalizzazione ideologica e giuridica. | |||
=== Separazione hardware e software, l’inizio del copyright === | === Separazione hardware e software, l’inizio del copyright === | ||
Il modello di software proprietario nasce con la separazione tra hardware e software, nel 1969, quando IBM annuncia la separazione di alcuni software dal catalogo principale, vendendoli separatamente. | Il modello di software proprietario nasce con la separazione tra hardware e software, nel 1969, quando '''IBM''' annuncia la separazione di alcuni software dal catalogo principale, vendendoli separatamente rispetto all’hardware. <br> | ||
Dalla concezione quindi di ''accessorio'' del hardware, il software in quel momento ha assunto un proprio valore ''economico'' e ''commerciale''. Questo cambiamento aprì la strada alla nascita dell'''industria del software indipendente'', in cui numerose aziende cominciarono a sviluppare e commercializzare programmi destinati a funzionare su hardware prodotto da terzi. Questa evoluzione rese necessaria la definizione di leggi specifiche sul copyright al fine di tutelare i diritti degli sviluppatori, facendo si che l’utilizzo di programmi informatici fosse soggetto a '''licenze''' e '''restrizioni d’uso'''. | |||
=== Prima distribuzione di software “libero” (anni ‘80) === | === Prima distribuzione di software “libero” (anni ‘80) === | ||
Nonostante la vendita di software proprietario fosse ormai una prassi già a metà degli anni '70, alcuni programmi, già agli albori degli anni '80, vengono distribuiti in modo simile al concetto che oggi chiamiamo '''FOSS''' (Free Open Source Software). Tra questi i nomi che spiccano maggiormente sono: | |||
* '''SPICE''' (Simulation Program with Integrated Circuit Emphasis) | |||
* '''TeX''' | |||
* '''Unix''' | |||
'''SPICE''', sviluppato da Donald O. Pederson presso l’'''Università della California''', era un software ideato come supporto didattico per l’insegnamento della progettazione di circuiti integrati. Già nel 1973 il programma e il codice sorgente erano disponibili pubblicamente per volere dell’autore, in modo da permettere il libero accesso a studenti e ricercatori. <br> | |||
In maniera analoga, '''TeX''', un sistema di composizione tipografica e ''markup'' sviluppato da Donald Knuth, venne distribuito liberamente insieme al codice sorgente. <br> | |||
'''Unix''', sviluppato inizialmente nei laboratori '''Bell''', fu distribuito tra le istituzioni accademiche negli anni ‘70, favorendone lo sviluppo e la collaborazione tra ricercatori. | |||
Questi tre esempi rappresentano le prime manifestazioni del concetto di software libero, ponendo le basi per la cultura della '''condivisione''' e della '''collaborazione''' nel campo dello sviluppo software. | |||
Il consolidamento e la creazione di una struttura del movimento avvenne per mano di '''Richard Stallman''', che nel 1983 lanciò il progetto '''GNU''' (GNU’s Not Unix) insieme a una ''“mail manifesto”'' in cui dichiarava l’inizio del progetto, con l’obiettivo creare un sistema operativo completamente '''libero'''. Due anni dopo fondò la '''Free Software Foundation (FSF)''', un’associazione ''non profit'' per finanziare e tutelare lo sviluppo di software libero, definendo le '''quattro libertà fondamentali''' dell’utente citate a inizio voce. | |||
=== L’avvento di Internet e il suo impatto sul “free software” === | === L’avvento di Internet e il suo impatto sul “free software” === | ||
=== Contributi pubblici e privati su progetti open source === | === Contributi pubblici e privati su progetti open source === | ||
Versione delle 10:23, 23 mag 2025
L'open source è un concetto alla base della produzione software che prevede quattro principi fondamentali (“four freedoms”) definiti da Stallman [1]: Libero utilizzo e studio del software Possibilità di modificarlo Poter ridistribuire copie del software Poter distribuire le proprie modifiche L’approccio open source è basato sulla trasparenza e la collaborazione, le libertà sopra elencate hanno posto una nuova visione della produzione software, orientata alla cooperazione tra sviluppatori utenti e istituzioni.
Origini e contesto storico
Il concetto dietro al termine open source, il “free software” comincia a svilupparsi negli Stati Uniti all’inizio degli anni ‘80, prima di prendere il termine di open source software verso la fine degli anni ‘90. [1]
La definizione di software fino agli anni '60
Fino alla fine degli anni ‘60, il software veniva condiviso liberamente tra gli addetti ai lavori e distribuito insieme all’hardware, infatti i programmi venivano considerati come strumenti accessori e non prodotti con un proprio valore commerciale. IBM, ad esempio, forniva il software insieme alle macchine senza costi aggiuntivi, solo quelli di manutenzione hardware, permettendo agli utenti finali di studiarlo, condividerlo, modificarlo e adattarlo alle proprie esigenze.
Questo approccio favoriva un ambiente collaborativo tra ricerca, ingegneri e sviluppatori, in particolare all’interno delle università. Si trattava di fatto di una prassi che anticipava gran parte dei principi dell’open source, nonostante non vi fosse una formalizzazione ideologica e giuridica.
Separazione hardware e software, l’inizio del copyright
Il modello di software proprietario nasce con la separazione tra hardware e software, nel 1969, quando IBM annuncia la separazione di alcuni software dal catalogo principale, vendendoli separatamente rispetto all’hardware.
Dalla concezione quindi di accessorio del hardware, il software in quel momento ha assunto un proprio valore economico e commerciale. Questo cambiamento aprì la strada alla nascita dell'industria del software indipendente, in cui numerose aziende cominciarono a sviluppare e commercializzare programmi destinati a funzionare su hardware prodotto da terzi. Questa evoluzione rese necessaria la definizione di leggi specifiche sul copyright al fine di tutelare i diritti degli sviluppatori, facendo si che l’utilizzo di programmi informatici fosse soggetto a licenze e restrizioni d’uso.
Prima distribuzione di software “libero” (anni ‘80)
Nonostante la vendita di software proprietario fosse ormai una prassi già a metà degli anni '70, alcuni programmi, già agli albori degli anni '80, vengono distribuiti in modo simile al concetto che oggi chiamiamo FOSS (Free Open Source Software). Tra questi i nomi che spiccano maggiormente sono:
- SPICE (Simulation Program with Integrated Circuit Emphasis)
- TeX
- Unix
SPICE, sviluppato da Donald O. Pederson presso l’Università della California, era un software ideato come supporto didattico per l’insegnamento della progettazione di circuiti integrati. Già nel 1973 il programma e il codice sorgente erano disponibili pubblicamente per volere dell’autore, in modo da permettere il libero accesso a studenti e ricercatori.
In maniera analoga, TeX, un sistema di composizione tipografica e markup sviluppato da Donald Knuth, venne distribuito liberamente insieme al codice sorgente.
Unix, sviluppato inizialmente nei laboratori Bell, fu distribuito tra le istituzioni accademiche negli anni ‘70, favorendone lo sviluppo e la collaborazione tra ricercatori.
Questi tre esempi rappresentano le prime manifestazioni del concetto di software libero, ponendo le basi per la cultura della condivisione e della collaborazione nel campo dello sviluppo software.
Il consolidamento e la creazione di una struttura del movimento avvenne per mano di Richard Stallman, che nel 1983 lanciò il progetto GNU (GNU’s Not Unix) insieme a una “mail manifesto” in cui dichiarava l’inizio del progetto, con l’obiettivo creare un sistema operativo completamente libero. Due anni dopo fondò la Free Software Foundation (FSF), un’associazione non profit per finanziare e tutelare lo sviluppo di software libero, definendo le quattro libertà fondamentali dell’utente citate a inizio voce.