Torre di Pisa: differenze tra le versioni

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==Costruzione==
==Costruzione==
Secondo i maggiori studiosi, il progetto iniziale è attribuibile all'architetto e scultore Bonanno Pisano. I lavori per la costruzione dell’opera iniziarono nell’agosto del 1173 e proseguirono fino al 1178, quando fu raggiunta la metà del quarto ordine. Seguì un’interruzione di circa un secolo a causa di problemi economici e politici.
Il progetto iniziale è attribuibile all'architetto e scultore Bonanno Pisano. I lavori per la costruzione dell’opera iniziarono nell’agosto del 1173 e proseguirono fino al 1178, quando fu raggiunta la metà del quarto ordine. Seguì un’interruzione di circa un secolo a causa di problemi economici e politici.


Nel 1272, con l’architetto Giovanni di Simone, avvenne la ripresa dei lavori, con cui si giunse alla costruzione della settima cornice della Torre nel 1278. Durante questa fase la Torre iniziò ad inclinarsi e, per correggere la pendenza, a partire dalla quarta cornice alcune modifiche resero l’asse del campanile non rettilineo.
Nel 1272, con l’architetto Giovanni di Simone, avvenne la ripresa dei lavori, con cui si giunse alla costruzione della settima cornice della Torre. Durante questa fase la Torre iniziò a inclinarsi e per correggere la pendenza, a partire dalla quarta cornice, alcune modifiche resero l’asse del campanile non rettilineo.


La costruzione fu nuovamente interrotta; nello stesso periodo sopraggiunse la sconfitta dei Pisani contro i Genovesi nella battaglia della Meloria, che segnò l’inizio del declino della Repubblica Pisana.
La costruzione fu nuovamente interrotta nel 1278; poco più tardi, la sconfitta dei Pisani contro i Genovesi nella battaglia della Meloria del 1282 segnò l’inizio del declino della Repubblica Pisana.


Le due interruzioni salvarono di fatto il campanile, che, a causa dei suoi problemi di fondazione, sarebbe crollato se i lavori fossero proseguiti.<ref>Michele Jamiolkowski e Carlo Viggiani (a cura di), ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', Pisa, Pacini Editore, 2023, p. 8.</ref> Infatti, il suolo sottostante la Piazza dei Miracoli è formato da terreni alluvionali geologicamente recenti (come limi, argille e sabbie fini), depositati in un ambiente paludoso, alternati a sabbie di vecchie dune costiere e argille di origine marina. Perciò, fino a una profondità di 40 metri, il terreno sotto alla Torre è costituito da materiali scadenti, tra cui uno strato di argilla detto “pancone”, che, a causa della sua alta cedibilità, è la causa primaria dei problemi di fondazione dell’opera. <ref>Michele Jamiolkowski e Carlo Viggiani (a cura di), ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', Pisa, Pacini Editore, 2023, p. 7.</ref>
Le due interruzioni salvarono di fatto il campanile, che, a causa di difetti strutturali nelle fondazioni, sarebbe crollato qualora i lavori fossero continuati.<ref>Jamiolkowski e Viggiani, ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', p. 8.</ref> Infatti, il suolo sottostante la Piazza dei Miracoli è formato da terreni alluvionali di formazione recente (come limi, argille e sabbie sottili), depositati in un ambiente paludoso, alternati a sabbie di vecchie dune costiere e argille di natura marina. Perciò, fino a una profondità di 40 metri, il terreno sotto alla Torre è costituito da materiali scadenti, tra cui uno strato di argilla noto come “pancone” che, a causa della sua alta cedibilità, è la causa primaria dei problemi strutturali dell’opera.<ref>Jamiolkowski e Viggiani, ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', p. 7.</ref>


I lavori furono ripresi nel 1360  con la costruzione della cella campanaria, voluta da Tommaso di Andrea Pisano. Essa fu la componente della Torre che subì la modifica più significativa per contrastare la pendenza: per questo motivo, tra il pavimento della cella e la settima cornice sono presenti quattro gradini sul lato nord e sei sul lato sud. La costruzione del monumento fu quindi terminata nel 1370, dopo circa due secoli.<ref>Michele Jamiolkowski e Carlo Viggiani (a cura di), ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', Pisa, Pacini Editore, 2023, p. 7.</ref>
I lavori furono ripresi nel 1360  con la costruzione della cella campanaria, voluta da Tommaso di Andrea Pisano. Essa fu la componente della Torre che subì la modifica più significativa per contrastare la pendenza: per questo motivo, il dislivello tra il pavimento della cella e la settima cornice è colmato da quattro gradini sul lato settentrionale e sei sul lato meridionale. La costruzione del monumento fu quindi terminata nel 1370, dopo circa due secoli.<ref>Jamiolkowski e Viggiani, ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', pp. 8-9.</ref>


==Restauri==
==Restauri==
===Commissioni===
===Commissioni===
Nel corso dei secoli si sono susseguite numerose commissioni con il compito di promuovere studi sulla Torre. La prima, che si insediò nel 1292, operò eseguendo una serie di misurazioni attraverso l’utilizzo di un filo di piombo.<ref>Michele Jamiolkowski e Carlo Viggiani (a cura di), ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', Pisa, Pacini Editore, 2023, p. 12.</ref>
Nel corso dei secoli si sono susseguite numerose commissioni con il compito di promuovere studi sulla Torre. La prima, che si insediò nel 1292, operò eseguendo un insieme di misurazioni attraverso l’utilizzo di un filo di piombo.<ref>Jamiolkowski e Viggiani, ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', p. 12.</ref>


Agli inizi del Novecento, in occasione del crollo del Campanile di San Marco a Venezia, una nuova commissione per la Torre di Pisa fu istituita dal governo.
Nei primi anni del Novecento, in occasione del crollo del Campanile di San Marco a Venezia, una nuova commissione per la Torre di Pisa fu istituita dal governo italiano.


Tra gli anni sessanta e settanta dello scorso secolo, la Commissione Polvani condusse importanti studi sulla struttura, sulla storia e sul sottosuolo del campanile. In quegli anni fu inoltre indetto un appalto internazionale con l’obiettivo di stabilizzare la Torre, ma senza risultati.<ref>Michele Jamiolkowski e Carlo Viggiani (a cura di), ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', Pisa, Pacini Editore, 2023, p. 13.</ref>
Tra gli anni Sessanta e Settanta del Novecento, la Commissione Polvani condusse importanti studi sulla struttura, sulla storia e sul sottosuolo del campanile. In quegli anni fu inoltre indetto un concorso internazionale per appaltare i lavori di stabilizzazione della Torre; l'appalto però non fu assegnato.<ref>Jamiolkowski e Viggiani, ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', p. 13.</ref>


Una nuova commissione fu nominata nel 1989, a seguito del crollo della torre civica di Pavia che causò quattro vittime. L'accesso al monumento pisano fu interdetto e l’opinione pubblica esercitò molta pressione per trovare una soluzione, era diffuso il timore di decisioni troppo affrettate per la stabilità della Torre.
Una nuova commissione fu nominata nel 1989, a seguito del crollo della torre civica di Pavia che causò quattro vittime. L'accesso al monumento pisano fu interdetto e l’opinione pubblica esercitò molta pressione per trovare una soluzione; d'altra parte, gli esperti temevano che decisioni affrettate portassero ad applicare soluzioni non idonee.


Le crescenti preoccupazioni portarono, nel 1990, all’istituzione del Comitato Internazionale, formato da ingegneri, esperti di materiali lapidei, restauratori e storici d’arte dall’Europa e dagli Stati Uniti.<ref>Michele Jamiolkowski e Carlo Viggiani (a cura di), ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', Pisa, Pacini Editore, 2023, pp. 14-15.</ref>
Le crescenti preoccupazioni portarono, nel 1990, all’istituzione di un Comitato Internazionale, formato da ingegneri, esperti di costruzioni in pietra, restauratori e storici d’arte provenienti da vari paesi.<ref>Jamiolkowski e Viggiani, ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', pp. 14-15.</ref>


===Il Comitato Internazionale===
===Il Comitato Internazionale===
Il Comitato, dotato di risorse finanziarie, aveva il compito di individuare una soluzione definitiva per la stabilizzazione della Torre. L'organismo riconobbe un rischio legato alle sollecitazioni in alcune zone elevate della struttura, che avrebbero potuto portare ad un collasso, ed un altro relativo al ribaltamento del monumento per rottura del terreno.<ref>Michele Jamiolkowski e Carlo Viggiani (a cura di), ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', Pisa, Pacini Editore, 2023, pp. 16-17.</ref>
Il Comitato, dotato di fondi economici, aveva il compito di individuare una soluzione definitiva per stabilizzare la Torre. L'organismo individuò un rischio dovuto alle sollecitazioni in alcune zone elevate della struttura, che avrebbero potuto causare un collasso, ed un altro rischio relativo al ribaltamento del monumento per cedimento del terreno.<ref>Jamiolkowski e Viggiani, ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', pp. 16-17.</ref>


Nel 1992 la realizzazione di cerchiature con cavi di acciaio migliorò temporaneamente la sicurezza strutturale della Torre.
Nel 1992 la realizzazione di cerchiature con cavi di acciaio migliorò temporaneamente la tenuta strutturale del campanile.


Tra il 1988 e il 1989 furono individuate zone della struttura in cui le murature apparivano soggette a degrado in caso di elevate sollecitazioni. La consolidazione delle murature avvenne attraverso l’iniezione di malte cementizie e l’inserimento di barre in acciaio inossidabile. Inoltre, la cerchiatura provvisoria fu sostituita da una nuova, anch’essa in acciaio inossidabile.<ref>Michele Jamiolkowski e Carlo Viggiani (a cura di), ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', Pisa, Pacini Editore, 2023, p. 17.</ref>
Tra il 1998 e il 1999 furono individuate zone della struttura in cui le murature apparivano soggette a degrado in caso di eccessive sollecitazioni. Il consolidamento delle murature avvenne attraverso l’iniezione di malte cementizie e l’inserimento di rinforzi in acciaio inossidabile. Inoltre, la cerchiatura provvisoria fu sostituita da una cerchiatura nuova, anch’essa in acciaio inossidabile.<ref>Jamiolkowski e Viggiani, ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', p. 17.</ref>


===Stabilizzazione geotecnica temporanea===
===Stabilizzazione geotecnica temporanea===
Per la stabilizzazione geotecnica temporanea della Torre fu applicato un contrappeso alla sua base, costituito da una una trave anulare di cemento armato precompresso su cui fu poggiata una catasta di lingotti di piombo. L'intervento causò una diminuzione della pendenza di circa 54 secondi d’arco ed un cedimento medio di circa 2,5 mm: fu la prima volta nella storia della Torre.<ref>Michele Jamiolkowski e Carlo Viggiani (a cura di), ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', Pisa, Pacini Editore, 2023, pp. 19-20.</ref>
Per la stabilizzazione geotecnica temporanea della Torre fu applicato alla sua base un contrappeso costituito da una trave circolare in cemento armato, su cui fu collocato un carico di lingotti di piombo. L'intervento causò una riduzione della pendenza di circa 54 secondi d’arco ed un cedimento medio di circa 2,5 mm: fu un evento senza precedenti nella storia della Torre.<ref>Jamiolkowski e Viggiani, ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', pp. 19-20.</ref>


===Stabilizzazione geotecnica definitiva===
===Stabilizzazione geotecnica definitiva===
Dopo aver ricostruito i movimenti della struttura ed aver interpretato le misure effettuate dalla sua costruzione fino al 1900, il Comitato giunse alla conclusione che una riduzione della pendenza sarebbe stata la soluzione per stabilizzare la Torre. Fu deciso, quindi, di ridurre l’inclinazione di mezzo grado (1800 secondi d’arco), ovvero circa del 10% della pendenza registrata al 1993. L’intervento, oltre a migliorare la stabilità del monumento e a ridurre le sollecitazioni sulla struttura muraria, non avrebbe modificato l’immagine né l’integrità del monumento.<ref>Michele Jamiolkowski e Carlo Viggiani (a cura di), ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', Pisa, Pacini Editore, 2023, pp. 20-21.</ref>
Dopo aver studiato i movimenti della struttura ed aver analizzato le misure effettuate dalla sua costruzione fino al Novecento, il Comitato giunse alla conclusione che una riduzione della pendenza sarebbe stata la soluzione per stabilizzare la Torre. Fu deciso, quindi, di diminuire l’inclinazione di mezzo grado (1800 secondi d’arco), ovvero circa del 10% della pendenza registrata al 1993. L’intervento, oltre a migliorare la stabilità del monumento e ad alleggerire il carico sulla struttura muraria, non avrebbe mutato l'aspetto né l’integrità del monumento.<ref>Jamiolkowski e Viggiani, ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', pp. 20-21.</ref>


Il Comitato individuò la soluzione nel metodo della "sottoescavazione". Essa consisteva nell’estrarre una porzione di terreno in un determinato tratto del sottosuolo, lasciando una cavità destinata a richiudersi grazie alla pressione agente, inducendo così un piccolo sprofondamento in superficie. Il cedimento si sarebbe sviluppato gradualmente ripetendo il processo in varie posizioni.<ref>Michele Jamiolkowski e Carlo Viggiani (a cura di), ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', Pisa, Pacini Editore, 2023, p. 21.</ref> L’intervento fu studiato con calcoli e prove su modelli in scala ridotta, mentre, successivamente, fu effettuato un esperimento in grande scala in Piazza dei Miracoli.<ref>Michele Jamiolkowski e Carlo Viggiani (a cura di), ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', Pisa, Pacini Editore, 2023, pp. 21-22.</ref>
Il Comitato individuò la soluzione nel metodo della "sottoescavazione". Essa consisteva nell’asportare una porzione di terreno in un determinato tratto del sottosuolo, creando un vuoto destinato a richiudersi grazie alla pressione agente, causando così un leggero sprofondamento a livello del suolo. Il cedimento si sarebbe sviluppato gradualmente con la ripetizione del processo in varie posizioni.<ref>Jamiolkowski e Viggiani, ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', p. 21.</ref> L’intervento fu preparato attraverso calcoli e test su modelli in miniatura, mentre, successivamente, fu effettuata una prova in grande scala in Piazza dei Miracoli.<ref>Jamiolkowski e Viggiani, ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', pp. 21-22.</ref>


===Sottoescavazione preliminare===
===Sottoescavazione preliminare===
L’operazione fu condotta nel 1999. Si iniziò ad operare sulla Torre con una fase di sottoescavazione molto limitata, solo dopo aver installato una struttura di presidio in caso di imprevisti, formata da doppi cavi di acciaio collegati alla Torre e a blocchi di ancoraggio metallici.<ref>Michele Jamiolkowski e Carlo Viggiani (a cura di), ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', Pisa, Pacini Editore, 2023, p. 22.</ref>
La sottoescavazione preliminare fu eseguita nel 1999. I lavori iniziarono con una fase di sottoescavazione molto ridotta, dopo aver installato, in caso di imprevisti, una struttura di presidio formata da doppi cavi di acciaio che collegavano la Torre a blocchi di ancoraggio metallici.<ref>Jamiolkowski e Viggiani, ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', p. 22.</ref>


Questa fase portò all’estrazione di  7 m³ di terreno, di cui il 15% sottostante la fondazione e l’85% a nord di essa. Furono effettuate 12 perforazioni inclinate nel sottosuolo, raggiungendo penetrazioni al di sotto del basamento di massimo un metro.<ref>Michele Jamiolkowski e Carlo Viggiani (a cura di), ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', Pisa, Pacini Editore, 2023, pp. 22-25.</ref> A seguito dell'estrazione si ebbe una rotazione verso nord di 90 secondi di arco, aumentata, successivamente, a 130; la riduzione dell’inclinazione fu di 2,9 cm. I movimenti si arrestarono dopo la rimozione di tre dei lingotti di piombo, la Torre tornò, così, alla configurazione del 1968.<ref>Michele Jamiolkowski e Carlo Viggiani (a cura di), ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', Pisa, Pacini Editore, 2023, p. 25.</ref>
Questa fase portò all’estrazione di  7 m³ di terreno, di cui il 15% sottostante la fondazione e l’85% sul lato nord. Furono effettuate 12 perforazioni inclinate nel sottosuolo, raggiungendo una profondità massima di un metro al di sotto del basamento.<ref>Jamiolkowski e Viggiani, ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', pp. 22-25.</ref> A seguito dell'estrazione si ebbe una rotazione verso nord di 90 secondi d'arco, aumentata, successivamente, a 130; la riduzione dell’inclinazione fu di 2,9 cm. I movimenti si fermarono dopo la rimozione di tre dei lingotti di piombo, la Torre tornò, così, allo stato in cui si trovava nel 1968.<ref>Jamiolkowski e Viggiani, ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', p. 25.</ref>


===Sottoescavazione definitiva===
===Sottoescavazione definitiva===
Tra il 2000 ed il 2001, attraverso 41 perforazioni inclinate, fu effettuata la sottoescavazione definitiva. Inoltre, furono rimossi i lingotti di piombo, la trave di appoggio e la struttura di presidio, che non entrò mai in funzione.<ref>Michele Jamiolkowski e Carlo Viggiani (a cura di), ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', Pisa, Pacini Editore, 2023, p. 26.</ref>
Tra il 2000 ed il 2001, mediante 41 perforazioni inclinate, fu effettuata la sottoescavazione definitiva. Inoltre, furono eliminati i lingotti di piombo, la trave di appoggio e la struttura di protezione, che non era mai entrata in funzione.<ref>Jamiolkowski e Viggiani, ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', p. 26.</ref>


Questa fase portò all’estrazione di  38 m³ di terreno, di cui il 30% sottostante la fondazione ed il 70% a nord di essa, con penetrazioni al di sotto del basamento fino a un massimo di 2 m. L’operazione restituì alla Torre la configurazione degli inizi dell'Ottocento.<ref>Michele Jamiolkowski e Carlo Viggiani (a cura di), ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', Pisa, Pacini Editore, 2023, p. 27.</ref>
Questa fase portò all’estrazione di  38 m³ di terreno, di cui il 30% sottostante la fondazione ed il 70% sul lato nord, con scavi al di sotto del basamento fino a un massimo di 2 m. L’operazione restituì alla Torre la configurazione degli inizi dell'Ottocento.<ref>Jamiolkowski e Viggiani, ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', p. 27.</ref>


===Regolazione della falda idrica===
===Regolazione della falda idrica===
Una delle cause del continuo incremento dell’inclinazione è la continua oscillazione del livello della falda idrica nel sottosuolo di Piazza dei Miracoli, dovuta alle piogge.<ref>Michele Jamiolkowski e Carlo Viggiani (a cura di), ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', Pisa, Pacini Editore, 2023, p. 28.</ref>
Uno dei fattori del costante incremento dell’inclinazione è l'oscillazione dovuta alle precipitazioni del livello della falda idrica nel sottosuolo di Piazza dei Miracoli.<ref>Jamiolkowski e Viggiani, ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', p. 28.</ref>


Durante i restauri, la falda venne controllata tramite pompaggio; poiché il metodo risultò efficace, si studiò un sistema di regolazione col medesimo effetto ma che non richiedesse sorveglianza continua. Fu quindi realizzato un sistema di drenaggio che raccoglie le acque senza l’utilizzo di pompe, ma attraverso tre pozzi drenanti che le convogliano nell’antica vasca di raccolta del Catino.<ref>Michele Jamiolkowski e Carlo Viggiani (a cura di), ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', Pisa, Pacini Editore, 2023, p. 28-29.</ref>
Durante i restauri, la falda venne controllata tramite pompaggio; poiché il metodo risultò valido, si progettò un sistema di regolazione con lo stesso esito ma che non richiedesse monitoraggio continuo. Fu così creato un impianto di drenaggio che recupera le acque attraverso tre pozzi drenanti, che le convogliano nell’antico serbatoio di raccolta del Catino, alla base della Torre.<ref>Jamiolkowski e Viggiani, ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', pp. 28-29.</ref>


==Struttura e misure==
==Struttura e misure==
La struttura della Torre è composta da un corpo cilindrico cavo in muratura circondato da loggiati con archi e colonne, che si sviluppano a partire dal basamento e sono coronati da una cella campanaria.<ref>Michele Jamiolkowski e Carlo Viggiani (a cura di), ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', Pisa, Pacini Editore, 2023, p. 5.</ref>
La struttura della Torre è composta da un corpo cilindrico cavo in muratura, cinto da ordini di loggiati che si sviluppano a partire dal basamento e culminano in una cella campanaria.<ref>Jamiolkowski e Viggiani, ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', p. 5.</ref>


Il campanile raggiunge un’altezza di 58,63 metri, con un peso di 14453 tonnellate e un diametro esterno di 15 m. Per la sua costruzione sono stati impiegati 29424 conci in pietra; le decorazioni comprendono 207 capitelli.<ref>[https://www.opapisa.it/visita/torre-pendente/ ''Torre pendente''], Opera della Primaziale Pisana.</ref>
Il campanile raggiunge un’altezza di 58,63 metri, con un peso di 14.453 tonnellate e un diametro esterno di 15 m. Per la sua costruzione sono stati impiegati 29.424 conci in pietra; le decorazioni comprendono 207 capitelli.<ref>[https://www.opapisa.it/visita/torre-pendente/ ''Torre pendente''], Opera della Primaziale Pisana.</ref>


Attualmente, a seguito degli interventi di restauro, l’inclinazione della Torre è di 3,97° rispetto all’asse verticale.<ref>[https://cultura.gov.it/luogo/torre-campanaria-pendente ''Torre campanaria pendente''], Ministero della cultura, 2021.</ref>
Attualmente, a seguito degli interventi di restauro, la Torre presenta un'inclinazione di 3,97° rispetto all’asse verticale.<ref>[https://cultura.gov.it/luogo/torre-campanaria-pendente ''Torre campanaria pendente''], Ministero della cultura, 2021.</ref>


Il cilindro cavo in muratura è rivestito all’esterno in marmo e all’interno in pietra lavorata. Tra i due paramenti è presente una zona di riempimento composta da malta di calce e pietre irregolari, all’interno della quale è ricavata un scala elicoidale di 293 scalini che porta alla cella campanaria.<ref>Michele Jamiolkowski e Carlo Viggiani (a cura di), ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', Pisa, Pacini Editore, 2023, p. 5.</ref>
Il corpo centrale della Torre è rivestito all’esterno in marmo e all’interno in pietra lavorata. All'interno della zona compresa tra i due rivestimenti, composta da malta di calce e pietre irregolari, si snoda una scala elicoidale di 293 scalini che conduce alla sommità del campanile.<ref>Jamiolkowski e Viggiani, ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', p. 5.</ref>


La struttura poggia su un basamento formato da 3 gradini; il primo ordine è costituito da un falso loggiato, mentre i successivi sei ordini presentano loggiati praticabili. L’ottavo ordine è costituito da una struttura circolare traforata da varie aperture, che circonda uno spazio praticabile ed è delimitata da una terrazza anulare.
La struttura poggia su un basamento formato da 3 gradini; il primo ordine è costituito da un falso loggiato, mentre i successivi sei ordini presentano loggiati praticabili. L’ottavo ordine è costituito da una struttura circolare caratterizzata da varie aperture, che racchiude uno spazio calpestabile ed è delimitata da una terrazza circolare.


Dalla porta d’ingresso, situata al primo ordine, si accede a un vano interno vuoto che prosegue verso l’alto fino al settimo ordine. A sinistra della porta ha inizio la scala elicoidale, che giunge alla loggia del settimo ordine dopo tre giri in senso orario. Durante il percorso, grazie ad alcune aperture, è possibile affacciarsi sia verso le logge esterne sia verso la cavità interna. Presso il settimo ordine, nel muro perimetrale, si aprono sei grandi arcate; qui, inoltre, ha inizio una scala a chiocciola che consente l’accesso all’ordine successivo, costituito dalla cella campanaria e dalla terrazza corrispondente.<ref>Antonino Caleca, ''La Torre di Pisa: viaggio fotografico e storico'', Pisa, Pacini Editore, 2001, p. 9.</ref>
Dalla porta d’ingresso, situata al primo ordine, si accede a un vano interno vuoto che prosegue verso l’alto fino al settimo ordine. A sinistra della porta ha inizio la scala elicoidale, che giunge alla loggia del settimo ordine dopo tre giri in senso orario. Durante il percorso, grazie ad alcune aperture, è possibile affacciarsi sia verso le logge esterne sia verso la cavità interna. Presso il settimo ordine, nel muro perimetrale si aprono sei grandi arcate; qui, inoltre, ha inizio una scala a chiocciola che conduce all’ordine successivo, costituito dalla cella campanaria e dalla terrazza corrispondente.<ref>Antonino Caleca, ''La Torre di Pisa: viaggio fotografico e storico'', Pisa, Pacini, 2001, p. 9.</ref>


==Ruolo Culturale==
==Ruolo culturale==
La Torre di Pisa non ha mai svolto una funzione difensiva per la città, ma in quanto campanile di un complesso religioso, aveva lo scopo di scandire il tempo, umano e divino, attraverso le sue sette campane. È oggi celebre in tutto il mondo per la sua struttura architettonica, per la sua caratteristica pendenza e per essere uno dei monumenti della Piazza dei Miracoli.<ref>[https://www.opapisa.it/visita/torre-pendente/ ''Torre''], Opera della Primaziale Pisana.</ref>
La Torre di Pisa non ha mai svolto una funzione difensiva per la città, ma, in quanto campanile di un complesso religioso, aveva lo scopo di scandire il tempo, regolando attraverso le sue sette campane la vita quotidiana e le funzioni religiose. È oggi celebre in tutto il mondo per la sua struttura architettonica, per la sua caratteristica pendenza e per essere uno dei monumenti della Piazza dei Miracoli.<ref>[https://www.opapisa.it/visita/torre-pendente/ ''Torre''], Opera della Primaziale Pisana.</ref>


Dal 1987, la Torre, insieme all’intera Piazza del Duomo, fa parte dei siti Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO. Tale riconoscimento è sancito dalla Dichiarazione di Valore Universale Eccezionale, documento che esplicita le motivazioni dell’inclusione del campanile nella Lista del Patrimonio Mondiale, individuandone le caratteristiche più significative.<ref>[https://www.turismo.pisa.it/patrimonio-mondiale/piazza-del-duomo/dichiarazione-valore-universale-eccezionale ''Dichiarazione di Valore Universale Eccezionale''], turismo.pisa.it.</ref>
Dal 1987, la Torre, insieme all’intera Piazza del Duomo, fa parte dei siti Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO. Tale riconoscimento è sancito dalla Dichiarazione di Valore Universale Eccezionale, documento che esplica le motivazioni dell’inclusione del campanile nella Lista dei Patrimoni, individuandone le caratteristiche più significative.<ref>[https://www.turismo.pisa.it/patrimonio-mondiale/piazza-del-duomo/dichiarazione-valore-universale-eccezionale ''Dichiarazione di Valore Universale Eccezionale''], turismo.pisa.it.</ref>


Nel 2021 è stato ultimato il Piano di gestione del Patrimonio di Piazza del Duomo, con lo scopo di gestire e monitorare il sito per assicurarne la permanenza all’interno della Lista del Patrimonio Mondiale. Diverse istituzioni hanno collaborato, istituendo un Comitato di Pilotaggio, per definire strategie di analisi, progettazione e pianificazione di misure volte a conservare il Valore Universale Eccezionale del Patrimonio. Il Piano definisce una strategia di intervento quinquennale, finalizzata a diminuire i rischi derivanti da calamità naturali e dall’attività antropica dovuta al turismo di massa, ma anche a valorizzare il sito come complesso monumentale unitario.<ref>[https://www.turismo.pisa.it/patrimonio-mondiale/piano-di-gestione/presentazione ''Il Piano di gestione del sito di Piazza del Duomo''], turismo.pisa.it.</ref>
Nel 2021 è stato completato il Piano di gestione del Patrimonio di Piazza del Duomo, con lo scopo di salvaguardare il sito per assicurarne la permanenza all’interno della Lista del Patrimonio Mondiale. Diverse istituzioni hanno collaborato, istituendo un Comitato di Pilotaggio, per definire strategie di studio, progettazione e programmazione di misure volte a preservare il Valore Universale Eccezionale del Patrimonio. Il Piano definisce un programma di interventi della durata di cinque anni, finalizzato a ridurre i rischi derivanti dai fenomeni naturali e dall'attività dell'uomo dovuta al turismo di massa, ma anche a promuovere il sito come un'area monumentale unica.<ref>[https://www.turismo.pisa.it/patrimonio-mondiale/piano-di-gestione/presentazione ''Il Piano di gestione del sito di Piazza del Duomo''], turismo.pisa.it.</ref>


==Note==
==Note==
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==Bibliografia==
==Bibliografia==
* Michele Jamiolkowski e Carlo Viggiani (a cura di), ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', Pisa, Pacini Editore, 2023.
* Michele Jamiolkowski e Carlo Viggiani, ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', Pisa, Pacini, 2023.
* [https://www.opapisa.it/visita/torre-pendente/ ''Torre''], Opera della Primaziale Pisana.
* [https://www.opapisa.it/visita/torre-pendente/ ''Torre''], Opera della Primaziale Pisana.
* [https://cultura.gov.it/luogo/torre-campanaria-pendente ''Torre campanaria pendente''], Ministero della cultura, 2021.
* [https://cultura.gov.it/luogo/torre-campanaria-pendente ''Torre campanaria pendente''], Ministero della cultura, 2021.
* Antonino Caleca, ''La Torre di Pisa: viaggio fotografico e storico'', Pisa, Pacini Editore, 2001.
* Antonino Caleca, ''La Torre di Pisa: viaggio fotografico e storico'', Pisa, Pacini, 2001.
* [https://www.turismo.pisa.it/patrimonio-mondiale/piazza-del-duomo/dichiarazione-valore-universale-eccezionale ''Dichiarazione di Valore Universale Eccezionale''], turismo.pisa.it.
* [https://www.turismo.pisa.it/patrimonio-mondiale/piazza-del-duomo/dichiarazione-valore-universale-eccezionale ''Dichiarazione di Valore Universale Eccezionale''], turismo.pisa.it.
* [https://www.turismo.pisa.it/patrimonio-mondiale/piano-di-gestione/presentazione ''Il Piano di gestione del sito di Piazza del Duomo''], turismo.pisa.it.
* [https://www.turismo.pisa.it/patrimonio-mondiale/piano-di-gestione/presentazione ''Il Piano di gestione del sito di Piazza del Duomo''], turismo.pisa.it.

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La Torre di Pisa è il campanile del Duomo di Pisa. Costruita a partire dal 1173, sorge nella famosa Piazza dei Miracoli e rappresenta oggi un simbolo, non solo della città di Pisa, ma dell’Italia nel mondo.

Costruzione

Il progetto iniziale è attribuibile all'architetto e scultore Bonanno Pisano. I lavori per la costruzione dell’opera iniziarono nell’agosto del 1173 e proseguirono fino al 1178, quando fu raggiunta la metà del quarto ordine. Seguì un’interruzione di circa un secolo a causa di problemi economici e politici.

Nel 1272, con l’architetto Giovanni di Simone, avvenne la ripresa dei lavori, con cui si giunse alla costruzione della settima cornice della Torre. Durante questa fase la Torre iniziò a inclinarsi e per correggere la pendenza, a partire dalla quarta cornice, alcune modifiche resero l’asse del campanile non rettilineo.

La costruzione fu nuovamente interrotta nel 1278; poco più tardi, la sconfitta dei Pisani contro i Genovesi nella battaglia della Meloria del 1282 segnò l’inizio del declino della Repubblica Pisana.

Le due interruzioni salvarono di fatto il campanile, che, a causa di difetti strutturali nelle fondazioni, sarebbe crollato qualora i lavori fossero continuati.[1] Infatti, il suolo sottostante la Piazza dei Miracoli è formato da terreni alluvionali di formazione recente (come limi, argille e sabbie sottili), depositati in un ambiente paludoso, alternati a sabbie di vecchie dune costiere e argille di natura marina. Perciò, fino a una profondità di 40 metri, il terreno sotto alla Torre è costituito da materiali scadenti, tra cui uno strato di argilla noto come “pancone” che, a causa della sua alta cedibilità, è la causa primaria dei problemi strutturali dell’opera.[2]

I lavori furono ripresi nel 1360 con la costruzione della cella campanaria, voluta da Tommaso di Andrea Pisano. Essa fu la componente della Torre che subì la modifica più significativa per contrastare la pendenza: per questo motivo, il dislivello tra il pavimento della cella e la settima cornice è colmato da quattro gradini sul lato settentrionale e sei sul lato meridionale. La costruzione del monumento fu quindi terminata nel 1370, dopo circa due secoli.[3]

Restauri

Commissioni

Nel corso dei secoli si sono susseguite numerose commissioni con il compito di promuovere studi sulla Torre. La prima, che si insediò nel 1292, operò eseguendo un insieme di misurazioni attraverso l’utilizzo di un filo di piombo.[4]

Nei primi anni del Novecento, in occasione del crollo del Campanile di San Marco a Venezia, una nuova commissione per la Torre di Pisa fu istituita dal governo italiano.

Tra gli anni Sessanta e Settanta del Novecento, la Commissione Polvani condusse importanti studi sulla struttura, sulla storia e sul sottosuolo del campanile. In quegli anni fu inoltre indetto un concorso internazionale per appaltare i lavori di stabilizzazione della Torre; l'appalto però non fu assegnato.[5]

Una nuova commissione fu nominata nel 1989, a seguito del crollo della torre civica di Pavia che causò quattro vittime. L'accesso al monumento pisano fu interdetto e l’opinione pubblica esercitò molta pressione per trovare una soluzione; d'altra parte, gli esperti temevano che decisioni affrettate portassero ad applicare soluzioni non idonee.

Le crescenti preoccupazioni portarono, nel 1990, all’istituzione di un Comitato Internazionale, formato da ingegneri, esperti di costruzioni in pietra, restauratori e storici d’arte provenienti da vari paesi.[6]

Il Comitato Internazionale

Il Comitato, dotato di fondi economici, aveva il compito di individuare una soluzione definitiva per stabilizzare la Torre. L'organismo individuò un rischio dovuto alle sollecitazioni in alcune zone elevate della struttura, che avrebbero potuto causare un collasso, ed un altro rischio relativo al ribaltamento del monumento per cedimento del terreno.[7]

Nel 1992 la realizzazione di cerchiature con cavi di acciaio migliorò temporaneamente la tenuta strutturale del campanile.

Tra il 1998 e il 1999 furono individuate zone della struttura in cui le murature apparivano soggette a degrado in caso di eccessive sollecitazioni. Il consolidamento delle murature avvenne attraverso l’iniezione di malte cementizie e l’inserimento di rinforzi in acciaio inossidabile. Inoltre, la cerchiatura provvisoria fu sostituita da una cerchiatura nuova, anch’essa in acciaio inossidabile.[8]

Stabilizzazione geotecnica temporanea

Per la stabilizzazione geotecnica temporanea della Torre fu applicato alla sua base un contrappeso costituito da una trave circolare in cemento armato, su cui fu collocato un carico di lingotti di piombo. L'intervento causò una riduzione della pendenza di circa 54 secondi d’arco ed un cedimento medio di circa 2,5 mm: fu un evento senza precedenti nella storia della Torre.[9]

Stabilizzazione geotecnica definitiva

Dopo aver studiato i movimenti della struttura ed aver analizzato le misure effettuate dalla sua costruzione fino al Novecento, il Comitato giunse alla conclusione che una riduzione della pendenza sarebbe stata la soluzione per stabilizzare la Torre. Fu deciso, quindi, di diminuire l’inclinazione di mezzo grado (1800 secondi d’arco), ovvero circa del 10% della pendenza registrata al 1993. L’intervento, oltre a migliorare la stabilità del monumento e ad alleggerire il carico sulla struttura muraria, non avrebbe mutato né l'aspetto né l’integrità del monumento.[10]

Il Comitato individuò la soluzione nel metodo della "sottoescavazione". Essa consisteva nell’asportare una porzione di terreno in un determinato tratto del sottosuolo, creando un vuoto destinato a richiudersi grazie alla pressione agente, causando così un leggero sprofondamento a livello del suolo. Il cedimento si sarebbe sviluppato gradualmente con la ripetizione del processo in varie posizioni.[11] L’intervento fu preparato attraverso calcoli e test su modelli in miniatura, mentre, successivamente, fu effettuata una prova in grande scala in Piazza dei Miracoli.[12]

Sottoescavazione preliminare

La sottoescavazione preliminare fu eseguita nel 1999. I lavori iniziarono con una fase di sottoescavazione molto ridotta, dopo aver installato, in caso di imprevisti, una struttura di presidio formata da doppi cavi di acciaio che collegavano la Torre a blocchi di ancoraggio metallici.[13]

Questa fase portò all’estrazione di 7 m³ di terreno, di cui il 15% sottostante la fondazione e l’85% sul lato nord. Furono effettuate 12 perforazioni inclinate nel sottosuolo, raggiungendo una profondità massima di un metro al di sotto del basamento.[14] A seguito dell'estrazione si ebbe una rotazione verso nord di 90 secondi d'arco, aumentata, successivamente, a 130; la riduzione dell’inclinazione fu di 2,9 cm. I movimenti si fermarono dopo la rimozione di tre dei lingotti di piombo, la Torre tornò, così, allo stato in cui si trovava nel 1968.[15]

Sottoescavazione definitiva

Tra il 2000 ed il 2001, mediante 41 perforazioni inclinate, fu effettuata la sottoescavazione definitiva. Inoltre, furono eliminati i lingotti di piombo, la trave di appoggio e la struttura di protezione, che non era mai entrata in funzione.[16]

Questa fase portò all’estrazione di 38 m³ di terreno, di cui il 30% sottostante la fondazione ed il 70% sul lato nord, con scavi al di sotto del basamento fino a un massimo di 2 m. L’operazione restituì alla Torre la configurazione degli inizi dell'Ottocento.[17]

Regolazione della falda idrica

Uno dei fattori del costante incremento dell’inclinazione è l'oscillazione dovuta alle precipitazioni del livello della falda idrica nel sottosuolo di Piazza dei Miracoli.[18]

Durante i restauri, la falda venne controllata tramite pompaggio; poiché il metodo risultò valido, si progettò un sistema di regolazione con lo stesso esito ma che non richiedesse monitoraggio continuo. Fu così creato un impianto di drenaggio che recupera le acque attraverso tre pozzi drenanti, che le convogliano nell’antico serbatoio di raccolta del Catino, alla base della Torre.[19]

Struttura e misure

La struttura della Torre è composta da un corpo cilindrico cavo in muratura, cinto da ordini di loggiati che si sviluppano a partire dal basamento e culminano in una cella campanaria.[20]

Il campanile raggiunge un’altezza di 58,63 metri, con un peso di 14.453 tonnellate e un diametro esterno di 15 m. Per la sua costruzione sono stati impiegati 29.424 conci in pietra; le decorazioni comprendono 207 capitelli.[21]

Attualmente, a seguito degli interventi di restauro, la Torre presenta un'inclinazione di 3,97° rispetto all’asse verticale.[22]

Il corpo centrale della Torre è rivestito all’esterno in marmo e all’interno in pietra lavorata. All'interno della zona compresa tra i due rivestimenti, composta da malta di calce e pietre irregolari, si snoda una scala elicoidale di 293 scalini che conduce alla sommità del campanile.[23]

La struttura poggia su un basamento formato da 3 gradini; il primo ordine è costituito da un falso loggiato, mentre i successivi sei ordini presentano loggiati praticabili. L’ottavo ordine è costituito da una struttura circolare caratterizzata da varie aperture, che racchiude uno spazio calpestabile ed è delimitata da una terrazza circolare.

Dalla porta d’ingresso, situata al primo ordine, si accede a un vano interno vuoto che prosegue verso l’alto fino al settimo ordine. A sinistra della porta ha inizio la scala elicoidale, che giunge alla loggia del settimo ordine dopo tre giri in senso orario. Durante il percorso, grazie ad alcune aperture, è possibile affacciarsi sia verso le logge esterne sia verso la cavità interna. Presso il settimo ordine, nel muro perimetrale si aprono sei grandi arcate; qui, inoltre, ha inizio una scala a chiocciola che conduce all’ordine successivo, costituito dalla cella campanaria e dalla terrazza corrispondente.[24]

Ruolo culturale

La Torre di Pisa non ha mai svolto una funzione difensiva per la città, ma, in quanto campanile di un complesso religioso, aveva lo scopo di scandire il tempo, regolando attraverso le sue sette campane la vita quotidiana e le funzioni religiose. È oggi celebre in tutto il mondo per la sua struttura architettonica, per la sua caratteristica pendenza e per essere uno dei monumenti della Piazza dei Miracoli.[25]

Dal 1987, la Torre, insieme all’intera Piazza del Duomo, fa parte dei siti Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO. Tale riconoscimento è sancito dalla Dichiarazione di Valore Universale Eccezionale, documento che esplica le motivazioni dell’inclusione del campanile nella Lista dei Patrimoni, individuandone le caratteristiche più significative.[26]

Nel 2021 è stato completato il Piano di gestione del Patrimonio di Piazza del Duomo, con lo scopo di salvaguardare il sito per assicurarne la permanenza all’interno della Lista del Patrimonio Mondiale. Diverse istituzioni hanno collaborato, istituendo un Comitato di Pilotaggio, per definire strategie di studio, progettazione e programmazione di misure volte a preservare il Valore Universale Eccezionale del Patrimonio. Il Piano definisce un programma di interventi della durata di cinque anni, finalizzato a ridurre i rischi derivanti dai fenomeni naturali e dall'attività dell'uomo dovuta al turismo di massa, ma anche a promuovere il sito come un'area monumentale unica.[27]

Note

  1. Jamiolkowski e Viggiani, Il restauro della Torre pendente di Pisa, p. 8.
  2. Jamiolkowski e Viggiani, Il restauro della Torre pendente di Pisa, p. 7.
  3. Jamiolkowski e Viggiani, Il restauro della Torre pendente di Pisa, pp. 8-9.
  4. Jamiolkowski e Viggiani, Il restauro della Torre pendente di Pisa, p. 12.
  5. Jamiolkowski e Viggiani, Il restauro della Torre pendente di Pisa, p. 13.
  6. Jamiolkowski e Viggiani, Il restauro della Torre pendente di Pisa, pp. 14-15.
  7. Jamiolkowski e Viggiani, Il restauro della Torre pendente di Pisa, pp. 16-17.
  8. Jamiolkowski e Viggiani, Il restauro della Torre pendente di Pisa, p. 17.
  9. Jamiolkowski e Viggiani, Il restauro della Torre pendente di Pisa, pp. 19-20.
  10. Jamiolkowski e Viggiani, Il restauro della Torre pendente di Pisa, pp. 20-21.
  11. Jamiolkowski e Viggiani, Il restauro della Torre pendente di Pisa, p. 21.
  12. Jamiolkowski e Viggiani, Il restauro della Torre pendente di Pisa, pp. 21-22.
  13. Jamiolkowski e Viggiani, Il restauro della Torre pendente di Pisa, p. 22.
  14. Jamiolkowski e Viggiani, Il restauro della Torre pendente di Pisa, pp. 22-25.
  15. Jamiolkowski e Viggiani, Il restauro della Torre pendente di Pisa, p. 25.
  16. Jamiolkowski e Viggiani, Il restauro della Torre pendente di Pisa, p. 26.
  17. Jamiolkowski e Viggiani, Il restauro della Torre pendente di Pisa, p. 27.
  18. Jamiolkowski e Viggiani, Il restauro della Torre pendente di Pisa, p. 28.
  19. Jamiolkowski e Viggiani, Il restauro della Torre pendente di Pisa, pp. 28-29.
  20. Jamiolkowski e Viggiani, Il restauro della Torre pendente di Pisa, p. 5.
  21. Torre pendente, Opera della Primaziale Pisana.
  22. Torre campanaria pendente, Ministero della cultura, 2021.
  23. Jamiolkowski e Viggiani, Il restauro della Torre pendente di Pisa, p. 5.
  24. Antonino Caleca, La Torre di Pisa: viaggio fotografico e storico, Pisa, Pacini, 2001, p. 9.
  25. Torre, Opera della Primaziale Pisana.
  26. Dichiarazione di Valore Universale Eccezionale, turismo.pisa.it.
  27. Il Piano di gestione del sito di Piazza del Duomo, turismo.pisa.it.

Bibliografia