Chiesa e convento di Santa Maria in Selva: differenze tra le versioni
→Fiera in Selva: Riformulazioni |
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La chiesa e convento di Santa Maria in Selva sono | La chiesa e convento di Santa Maria in Selva sono un complesso di edifici religiosi costruiti nel XIII secolo e situati nell’omonima frazione del comune di Buggiano, in provincia di Pistoia. | ||
==Storia== | ==Storia== | ||
L'inurbamento degli Ordini Mendicanti nella seconda metà del XIII secolo | L'inurbamento degli Ordini Mendicanti nella seconda metà del XIII secolo portò i frati agostiniani dell'eremo di Cerralto a fondare il complesso religioso in uno spiazzo della selva nella pianura di Buggiano. | ||
I frati costruirono la chiesa e il piccolo convento, formato da un chiostro e da una stanza adibita a dormitorio, lungo l'antica strada medievale "delle Cerbaie" (oggi via Livornese).<ref> Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva'', p.5 | I frati costruirono la chiesa e il piccolo convento, formato da un chiostro e da una stanza adibita a dormitorio, lungo l'antica strada medievale "delle Cerbaie" (oggi via Livornese).<ref> Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva'', p. 5 e pp. 31-35.</ref> | ||
Nel XIV secolo, lo sviluppo del complesso | Nel XIV secolo, lo sviluppo del complesso fu rallentato da eventi politici e naturali, quali la Battaglia di Montecatini (1315), il saccheggio della città di Buggiano a opera di Castruccio Castracani (1316) e l'epidemia di peste nera (1348). | ||
Nel XVI secolo, la bonifica granducale della pianura di Buggiano favorì la nascita della frazione di Santa Maria in Selva attorno al complesso religioso.<ref> Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva'', p. 8.</ref> | |||
Lo sviluppo urbanistico del XVIII secolo portò alla costruzione della "Strada Regia Traversa della Valdinievole" (oggi via Buggianese) sul lato opposto agli edifici religiosi. L'intersezione di questa strada con quella "delle Cerbaie" definì la forma triangolare del prato adiacente alla chiesa.<ref> Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva'', pp. 31-35.</ref> | |||
Successivamente, gli edifici furono ampliati e abbelliti fino alla chiusura del convento, dovuta alla soppressione degli ordini religiosi da parte del governo francese (1808) e italiano (1866). | |||
Dopo una lunga trattativa con il comune, il 2 aprile del 1883 Padre Benigno Pera ristabilì la comunità religiosa, acquistando il convento per 15.000 lire.<ref> https://visitbuggiano.com/chiesa-di-santa-maria/, 4 maggio 2021.</ref> | |||
== | Durante il XX secolo, invece, il convento fu adibito a ospedale militare (dal 1914 al 1918), poi a istituto ecclesiastico (dal 1959 al 1962) e, infine, a scuola elementare (dal 1974 al 1992). | ||
Nel 2023 i frati dell'Ordine di Sant'Agostino lasciarono definitivamente il convento, ponendo fine a una presenza durata più di 750 anni.<ref> Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva'', pp. 18-19.</ref> | |||
==Convento== | |||
===Esterno=== | ===Esterno=== | ||
====Prato==== | ====Prato==== | ||
Il prato, adiacente al complesso religioso, è stato per lungo tempo conteso tra i frati del convento e il comune di Buggiano. Nel 1765 la contesa | Il prato, adiacente al complesso religioso, è stato per lungo tempo conteso tra i frati del convento e il comune di Buggiano. Nel 1765 la contesa sulla proprietà condusse a un procedimento giudiziario. In quell'anno, i frati costruirono il muretto perimetrale del prato e il comune protestò, rivendicandone l'uso pubblico. Entrambe le parti presentarono a processo vari documenti storici, quali l'elenco dei beni del convento (incluso il prato) da parte dei frati e una delibera del 1723 da parte del comune, che confermava l'uso pubblico del prato. L'accesa discussione tra le parti si interruppe nel 1808 con la soppressione del convento, ma riprese quando la comunità religiosa vi fece ritorno e si riappropriò del prato. Il processo si concluse definitivamente nel 1866 con il passaggio del prato alla proprietà comunale.<ref> Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva'', pp. 23-30.</ref> | ||
===Interno=== | |||
=====Sala Capitolare===== | =====Sala Capitolare===== | ||
Riscoperta nel 1952, durante i lavori alla cucina, la sala capitolare conserva la facciata originale in mattoni. | |||
La facciata, in stile | La facciata, in stile romanico, presenta al centro una porta d'ingresso con ai lati due finestre con doppia apertura, sulle quali poggiano archi a tutto sesto. Le finestre laterali sono divise da una colonnina in pietra serena con capitello e basamento decorati con motivi a foglie d'acanto. | ||
All'interno della sala si trovano mobili d'epoca, ceramiche e un dipinto seicentesco a olio su tela raffigurante la Vergine Annunziata. | All'interno della sala si trovano mobili d'epoca, ceramiche e un dipinto seicentesco a olio su tela raffigurante la Vergine Annunziata. | ||
<ref> Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva'', p.48</ref> | <ref> Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva'', p. 48 e https://catalogo.beniculturali.it/detail/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/0900375310, 2020. </ref> | ||
=====Chiostro===== | =====Chiostro===== | ||
Il chiostro, anche | Il chiostro, detto anche "del Brunelleschi", è situato all'interno del convento di Santa Maria in Selva. Probabilmente costruito da Andrea Cavalcanti, detto “il Buggiano”, presenta una pianta quadrata e uno stile rinascimentale. Il chiostro è delimitato da un corridoio coperto da volte a crociera e sostenuto da colonne in pietra serena che sorreggono il piano superiore. Il colonnato poggia su un muro basso, caratterizzato da due aperture. In passato, questo passaggio facilitava il collegamento dagli alloggi dei forestieri alla sala capitolare. | ||
La pavimentazione del chiostro è ricoperta da lastre di pietra irregolari che favoriscono lo scorrimento dell'acqua piovana. Sulla parete sud vi sono i resti di un portale monumentale che un tempo collegava il chiostro agli orti del convento. | |||
<ref> Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva'', pp.48-50 e https://visitbuggiano.com/chiesa-di-santa-maria/, 4 maggio 2021.</ref> | La pavimentazione del chiostro è ricoperta da lastre di pietra irregolari che favoriscono lo scorrimento dell'acqua piovana. Sulla parete sud vi sono i resti di un portale monumentale che un tempo collegava il chiostro agli orti del convento. Il chiostro è stato restaurato e dotato di un impianto di illuminazione verso la fine del 2001.<ref> Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva'', p. 19, pp. 48-50 e https://visitbuggiano.com/chiesa-di-santa-maria/, 4 maggio 2021.</ref> | ||
== | ==Chiesa== | ||
===Esterno=== | ===Esterno=== | ||
La chiesa, costruita in laterizio, è stata consacrata nel 1280 dal vescovo di Lucca Paganello da Porcari.<ref> Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva'', p.6. </ref> | La chiesa, costruita in laterizio, è stata consacrata nel 1280 dal vescovo di Lucca Paganello da Porcari.<ref> Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva'', p. 6. </ref> | ||
Antistanti alla facciata sorgevano un piccolo cimitero e l'antica cappellina dell'Annunciazione, oggi non più visibili. La decorazione esterna seguiva i canoni stilistici dell'arte tardo gotica, come dimostra la traccia, ancora visibile, della finestra originale collocata sul fianco nord. | |||
Tra il 1685 e il 1688, invece, sono stati aggiunti dei pilastri di sostegno lungo il fianco nord e sulla facciata della chiesa.<ref> Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva'', p.40 | Antistanti alla facciata sorgevano un piccolo cimitero e l'antica cappellina dell'Annunciazione, oggi non più visibili. La decorazione esterna della chiesa seguiva i canoni stilistici dell'arte tardo gotica, come dimostra la traccia, ancora visibile, della finestra originale collocata sul fianco nord. Tra il 1685 e il 1688, invece, sono stati aggiunti dei pilastri di sostegno lungo il fianco nord e sulla facciata della chiesa.<ref> Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva'', p. 40 e p. 45.</ref> | ||
====La facciata==== | ====La facciata==== | ||
La facciata, ultimata nel 1688, è divisa in due parti da una gronda in mattoni. | La facciata, ultimata nel 1688, è divisa in due parti da una gronda in mattoni. | ||
La parte inferiore ospita al centro l'ingresso della chiesa e due pilastri decorativi ai lati. | |||
L'ingresso è incorniciato da un arco a tutto sesto ed è formato da un portone in legno massiccio, su cui poggia un architrave in pietra serena. Quest'ultimo è sovrastato da una lunetta decorata da un affresco risalente al 1800, legato al tema dell'Annunciazione. | La parte inferiore ospita al centro l'ingresso della chiesa e due pilastri decorativi ai lati. L'ingresso è incorniciato da un arco a tutto sesto ed è formato da un portone in legno massiccio, su cui poggia un architrave in pietra serena. Quest'ultimo è sovrastato da una lunetta decorata da un affresco risalente al 1800, legato al tema dell'Annunciazione. | ||
La parte superiore, invece, presenta due finestre moderne e lo stemma degli agostiniani in pietra serena. | |||
<ref> Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva'', p.42.</ref> | La parte superiore, invece, presenta due finestre moderne e lo stemma degli agostiniani in pietra serena.<ref>Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva'', p. 42.</ref> | ||
====Il Campanile==== | ====Il Campanile==== | ||
Il campanile, collocato sul fianco nord della chiesa, è stato realizzato assieme alla costruzione | Il campanile, collocato sul fianco nord della chiesa, è stato realizzato assieme alla costruzione all'edificio religioso. In origine, presentava una conformazione a vela ed era situato tra la parete sinistra e la facciata della chiesa. In seguito ai lavori avvenuti nel 1647, il campanile ha assunto la struttura a torre. Nel 1926 sono stati eseguiti ulteriori interventi, quali l'aggiunta di finestroni con archi a sesto acuto, una copertura ornata con merli ghibellini e un orologio a quattro quadranti.<ref> Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva'', pp. 46-47.</ref> | ||
<ref> Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva'', pp.46-47.</ref> | |||
===Interno=== | ===Interno=== | ||
Originariamente, la chiesa era caratterizzata da un pavimento in cotto, due altari in legno e due porte laterali al presbiterio (quella di sinistra dava sul cortile interno del convento, mentre l'altra si affacciava sul prato esterno). Da una terza porta si accedeva alla sagrestia.<ref> Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva'', p. 6 e p. 39.</ref> | |||
Particolarmente rilevanti sono stati gli interventi strutturali avvenuti tra il 1642 e il 1648, come l'inserimento della cappellina dell'Annunciazione all'interno della parete destra della chiesa | Particolarmente rilevanti sono stati gli interventi strutturali avvenuti tra il 1642 e il 1648, come l'inserimento della cappellina dell'Annunciazione all'interno della parete destra della chiesa (1647). Attualmente, l'interno della chiesa presenta uno stile barocco ed è composto da un’unica navata coperta da volte a crociera con costoloni in pietra serena.<ref> Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva'', pp. 39-42.</ref> | ||
La controfacciata è formata dal portone d'ingresso e dalla cantoria in pietra serena del 1648, illuminata da due grandi finestre rettangolari. La cantoria presenta motivi barocchi lungo la base e le cornici degli specchi. La direzione dei cori da parte del compositore Lorenzo Perosi, durante le celebrazioni liturgiche dei primi anni del XX secolo, ha conferito alla cantoria un'importante rilevanza storica. | La controfacciata è formata dal portone d'ingresso e dalla cantoria in pietra serena del 1648, illuminata da due grandi finestre rettangolari. La cantoria presenta motivi barocchi lungo la base e le cornici degli specchi. La direzione dei cori da parte del compositore Lorenzo Perosi, durante le celebrazioni liturgiche dei primi anni del XX secolo, ha conferito alla cantoria un'importante rilevanza storica. L'archivio del convento conserva una composizione musicale di Lorenzo Perosi datata 9 maggio 1903. | ||
<ref> Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva'', p. 45.</ref> | |||
Superato l'ingresso principale della chiesa, sulla parete di destra si trova l'affresco della ''Sacra Conversazione'', mentre sulla parete di sinistra si trova l'altare dedicato a San Pietro. | Superato l'ingresso principale della chiesa, sulla parete di destra si trova l'affresco della ''Sacra Conversazione'', mentre sulla parete di sinistra si trova l'altare dedicato a San Pietro. | ||
Tutti gli altari presenti all’interno della chiesa, tranne quello dedicato all'Annunciazione, sono sormontati da sculture religiose di fine | Tutti gli altari presenti all’interno della chiesa, tranne quello dedicato all'Annunciazione, sono sormontati da sculture religiose di fine Ottocento e inizi Novecento.<ref> Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva'', p. 60.</ref> | ||
Più avanti, si trovano due confessionali con interni in legno e lo stemma dell'Ordine Agostiniano sulla sommità. Ciascun confessionale è inserito all'interno di trifore serliane, ricavate su entrambe le pareti laterali della navata. Il pulpito, commissionato da P. Pietro Bartoli da Stignano nel 1644, sovrasta il secondo confessionale di destra. Il pulpito presenta al centro la sigla '' | Più avanti, si trovano due confessionali con interni in legno e lo stemma dell'Ordine Agostiniano sulla sommità. Ciascun confessionale è inserito all'interno di trifore serliane, ricavate su entrambe le pareti laterali della navata.<ref> Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva'', pp. 41-42.</ref> | ||
Il pulpito, commissionato da P. Pietro Bartoli da Stignano nel 1644, sovrasta il secondo confessionale di destra. Il pulpito presenta al centro la sigla ''IHS'' e modanature lisce ai lati. | |||
<ref> Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva'', p. 46.</ref> | |||
Entrambi gli altari barocchi, disposti tra i confessionali, presentano una statua inserita all'interno di una nicchia con cornice dorata. La statua dell'altare a destra rappresenta S. Nicola da Tolentino, mentre quella dell'altare a sinistra raffigura l'episodio dell'annunciazione del Signore. | Entrambi gli altari barocchi, disposti tra i confessionali, presentano una statua inserita all'interno di una nicchia con cornice dorata. La statua dell'altare a destra rappresenta S. Nicola da Tolentino, mentre quella dell'altare a sinistra raffigura l'episodio dell'annunciazione del Signore.<ref> Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva'', p. 61.</ref> | ||
Nel 1642 le antiche porte laterali al presbiterio sono state chiuse e sostituite da due porte in pietra serena. L'architrave della porta di sinistra riporta la data della loro costruzione e due incisioni raffiguranti lo stemma del comune. | Nel 1642 le antiche porte laterali al presbiterio sono state chiuse e sostituite da due porte in pietra serena. L'architrave della porta di sinistra riporta la data della loro costruzione e due incisioni raffiguranti lo stemma del comune.<ref> Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva'', pp. 40-41.</ref> | ||
Entrambe le pareti laterali del transetto presentano una nicchia contenente una statua in cartapesta: a destra si colloca quella di San Giuseppe con il Bambino, mentre a sinistra quella di Sant'Agostino | Entrambe le pareti laterali del transetto presentano una nicchia contenente una statua in cartapesta: a destra si colloca quella di San Giuseppe con il Bambino, mentre a sinistra quella di Sant'Agostino. | ||
L'arco, costruito per volere della famiglia Dei, riporta lo stemma araldico della stessa e | Un arco a tutto sesto separa la navata dall'area del coro.<ref> Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva'', p. 61.</ref> L'arco, costruito per volere della famiglia Dei, riporta lo stemma araldico della stessa e una incisione latina. L'area del coro, invece, presenta sulla parete di fondo il dipinto ''S. Agostino trionfante sull'eresia'' di Innocenzo Ansaldi. | ||
<ref> Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva'', p. 41 e p. 45.</ref> | |||
L'altare maggiore è collocato perpendicolarmente all'arco ed è presente all'interno della chiesa dalla fine degli anni | L'altare maggiore è collocato perpendicolarmente all'arco ed è presente all'interno della chiesa dalla fine degli anni Sessanta. Esso ha sostituito i precedenti altari realizzati in marmo e in pietra serena, quest'ultimo commissionato da Padre Giovanni.<ref> Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva'', pp. 42-44.</ref> | ||
Nel 1952 il pavimento originale in cotto è stato sostituito con un rivestimento a mattonelle bianche e grigie disposte a scacchiera. Quelle recanti una piccola croce identificano le aree utilizzate in passato per la sepoltura, tra cui l'antica tomba della famiglia Dei posta davanti l'altare di San Nicola da Tolentino. Sul pavimento davanti l'altare maggiore, invece, è raffigurato lo stemma dell'Ordine di Sant'Agostino. <ref> Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva'', p. 45 e p. 61.</ref> | |||
====Affreschi==== | ====Affreschi==== | ||
=====Sacra Conversazione===== | =====Sacra Conversazione===== | ||
L'affresco della ''Sacra Conversazione'' è stato dipinto da Giovan Battista Volponi | L'affresco della ''Sacra Conversazione'' è stato dipinto da Giovan Battista Volponi a metà del XVI secolo durante il suo soggiorno in Toscana. Anticamente, costituiva la decorazione della parete di fondo dell'antica cappellina dell'Annunciazione. Attualmente, si trova sulla parete destra della navata ed è incorniciato da due pilastri disegnati a finto marmo bianco. | ||
Nell'affresco, la Madonna siede su di un alto gradino in pietra, mentre sorregge il Bambino con entrambe le mani, e indossa un abito rosso e un lungo velo di colore azzurro, che lascia intravedere i piedi incrociati. In basso, si dispongono a coppie quattro santi: a sinistra Sant'Agostino e San Giovanni Battista, a destra San Lorenzo e San Nicola da Bari. Un recente restauro ha scoperto alcuni frammenti di un antico disegno preparatorio alla base dell'affresco. Il disegno, probabilmente rovinato, è stato sostituito per volere dei frati dalla ''Sacra Conversazione''.<ref> Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva'', pp. 51-53 e Funicelli, ''Gli affreschi cinquecenteschi di Santa Maria in Selva a Borgo a Buggiano'', pp. 101-103.</ref> | |||
In basso, si dispongono a coppie quattro santi: a sinistra Sant'Agostino e San Giovanni Battista, a destra San Lorenzo e San Nicola da Bari. Un recente restauro ha scoperto alcuni frammenti di un antico disegno preparatorio alla base dell'affresco | |||
=====Padre Eterno Benedicente===== | =====Padre Eterno Benedicente===== | ||
L'affresco raffigurante l'''Eterno Padre Benedicente'' è inserito all’interno di una lunetta, posta | L'affresco raffigurante l'''Eterno Padre Benedicente'', realizzato anch'esso da Giovan Battista Volponi, è inserito all’interno di una lunetta, posta sopra l'affresco della ''Sacra Conversazione''. Il Padre Eterno emerge dallo sfondo ocra, circondato da cherubini alati e da nuvole bianche. Raffigurato nell'atto di benedire, tiene in mano un libro aperto contenente i simboli dell'Alfa e dell'Omega. L'opera è delimitata da un bordo decorato con motivi geometrici.<ref> Funicelli, ''Gli affreschi cinquecenteschi di Santa Maria in Selva a Borgo a Buggiano'', p. 92.</ref> | ||
<ref> Funicelli, ''Gli affreschi cinquecenteschi di Santa Maria in Selva a Borgo a Buggiano'', p.92.</ref> | |||
===== S. Agostino trionfante sull'eresia ===== | ===== S. Agostino trionfante sull'eresia ===== | ||
''S. Agostino trionfante sull'eresia'' (o ''Gloria di Sant'Agostino con il trionfo della | ''S. Agostino trionfante sull'eresia'' (o ''Gloria di Sant'Agostino con il trionfo della Chiesa sull'eresia'') è un'opera a olio su tela realizzata nel 1760 dal pittore pesciatino Innocenzo Ansaldi. | ||
L'opera risente | |||
La figura di Sant'Agostino, in abito vescovile, è circondata da angeli e da cherubini. | L'opera risente di influenze tardobarocche fiorentine unite a un'iconografia classicheggiante. La figura di Sant'Agostino, in abito vescovile, è circondata da angeli e da cherubini. Il santo volge gli occhi al cielo mentre trionfa sull'eresia, personificata da una donna dai capelli serpentiformi.<ref> Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva'', p. 58. e https://catalogo.cultura.gov.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900002786 .</ref> | ||
Il santo volge gli occhi al cielo mentre trionfa sull'eresia, | |||
<ref> Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva'', p.58. e https://catalogo.cultura.gov.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900002786 .</ref> | |||
=====Sant'Agostino fra Santi===== | =====Sant'Agostino fra Santi===== | ||
L'affresco di ''Sant'Agostino fra Santi'' è datato 1410 e si trova tra il secondo e il terzo altare della parete di destra. Lo stile pittorico del dipinto segue quello tipico della scuola fiorentina dell'Orcagna. Nonostante | L'affresco di ''Sant'Agostino fra Santi'' è datato 1410 e si trova tra il secondo e il terzo altare della parete di destra. Lo stile pittorico del dipinto segue quello tipico della scuola fiorentina dell'Orcagna. Nonostante un recente restauro, l'opera, in passato composta dalle figure di cinque santi, risulta incompleta e conserva solo tre santi: Sant' Agostino (con i simboli episcopali), Santa Caterina d'Alessandria (con i simboli del suo martirio) e San Leonardo de Limoges. Le restanti figure sono andate perdute nel 1643. Inoltre, la parte inferiore dell'affresco è stata distrutta nel 1642 per ricavare la porta di accesso al chiostro.<ref> Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva'', p. 55.</ref> | ||
Le restanti figure sono andate perdute nel 1643. Inoltre, | |||
<ref> Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva'', p. | =====Affreschi di Niccolò Nannetti===== | ||
Nel XVIII secolo, il pittore fiorentino Niccolò Nannetti (1645-1749) ha decorato la maggior parte delle pareti interne della chiesa con opere di arte barocca. | |||
L'opera di maggior rilievo è l'affresco '''''Apoteosi della Madonna''''', collocato sulla parete sopra l'altare maggiore. La Madonna in gloria sorregge il Bambino col braccio sinistro mentre mostra una cintola con la mano destra. Al centro della scena, la figura emerge da uno sfondo luminoso, circondata da nuvole e da un gruppo di angeli e putti alati.<ref> Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva'', p. 56; https://visitbuggiano.com/chiesa-di-santa-maria/, 4 maggio 2021 e https://catalogo.beniculturali.it/detail/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/0900375310, 2020.</ref> | |||
Oltre alla decorazione delle volte della navata, Nannetti ha realizzato un ciclo pittorico dipinto ad affresco, dedicato alle scene di vita dei santi. Il ciclo è composto da quattro dipinti: nelle lunette laterali l'''Apoteosi della Madonna'' si trovano ''Sant'Agostino e il mistero della Trinità'' (a sinistra) e ''La carità di San Tommaso da Villanova'' (a destra); la lunetta sopra il secondo altare di destra e di sinistra presenta, rispettivamente, ''La Messa di San Nicola'' e il ''Miracolo di Cordoba''.<ref> Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva'', pp. 57-58, https://visitbuggiano.com/chiesa-di-santa-maria/, 4 maggio 2021 e https://catalogo.beniculturali.it/detail/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/0900375310, 2020.</ref> | |||
; '''''Sant'Agostino e il Mistero della Trinità''''': Rappresenta l'incontro avvenuto tra Sant'Agostino e un fanciullo intento a svuotare il mare con una conchiglia. Il dipinto simboleggia l'incapacità dell'uomo a comprendere pienamente il mistero divino | |||
; | ; '''''La carità di San Tommaso da Villanova''''': Ritratto del santo mentre aiuta i bisognosi | ||
; San | ; '''''La messa di San Nicola''''': San Nicola celebra la messa per aiutare a ridurre la permanenza delle anime dei defunti in Purgatorio | ||
; '''''Il Miracolo di Cordoba''''': Rappresenta un miracolo avvenuto nel 1602. Gesù abbraccia San Nicola grazie all'incontro tra i frati agostiniani e i frati francescani | |||
==Cronotassi dei priori in carica dal 1936 al 2022 == | ==Cronotassi dei priori in carica dal 1936 al 2022 == | ||
Elenco dei priori al governo del convento dal 1936 al 2022. | Elenco dei priori al governo del convento dal 1936 al 2022. | ||
<ref> Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva'', p.20.</ref> | <ref> Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva'', p. 20.</ref> | ||
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! Periodo | ! Periodo | ||
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| Vitalino Balestri da Vernio || 1936 | | Vitalino Balestri da Vernio || 1936 – 1942 | ||
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| Giovanni Fagni da Cecina di Larciano || 1942 | | Giovanni Fagni da Cecina di Larciano || 1942 – 1945 | ||
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| Vitalino Balestri da Vernio || 1945 | | Vitalino Balestri da Vernio || 1945 – 1948 | ||
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| Giorgio Canè da Bologna || 1948 | | Giorgio Canè da Bologna || 1948 – 1951 | ||
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| Renzo Spadoni da Borgo a Buggiano || 1951 – 1967 | | Renzo Spadoni da Borgo a Buggiano || 1951 – 1967 | ||
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== Fiera in Selva== | == Fiera in Selva== | ||
La fiera di Santa Maria in Selva è un evento popolare che si svolge dal 25 al 27 marzo di ogni anno lungo le due vie principali che circondano il complesso religioso. | La fiera di Santa Maria in Selva è un evento popolare che si svolge dal 25 al 27 marzo di ogni anno lungo le due vie principali che circondano il complesso religioso. La sua origine, sebbene sconosciuta, sembra essere legata al culto del tabernacolo dell'Annunicazione custodito nell'antica cappellina antistante la chiesa. | ||
La sua origine, sebbene sconosciuta, sembra essere legata al culto del tabernacolo dell'Annunicazione custodito nell'antica cappellina. | |||
Nel | Nel 1367 l'umanista Coluccio Salutati, che fu nominato procuratore, determinò la funzione mercantile della fiera. | ||
Questo nuovo aspetto, sommato a quello religioso, | Questo nuovo aspetto, sommato a quello religioso, rafforzò la posizione strategica della fiera all'interno del territorio. | ||
<ref> Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva'', pp.36-37 e https://visitbuggiano.com/chiesa-di-santa-maria/, 4 maggio 2021.</ref> | |||
In seguito, la fiera ha attraversato un periodo di declino dovuto ai ripetuti conflitti tra i mercanti e i frati del convento. Nell'Ottocento, però, ha riacquisito la sua importanza, distinguendosi dalle altre fiere per l'ampia offerta di prodotti enogastronomici e botanici esposti dai commercianti. Nonostante la scomparsa di alcune tradizioni popolari, la fiera continua a coinvolgere gli abitanti della zona e numerosi visitatori con bancarelle e giostre.<ref> Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva'', pp. 36-37 e https://visitbuggiano.com/chiesa-di-santa-maria/, 4 maggio 2021.</ref> | |||
==Note== | ==Note== | ||
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==Bibliografia== | ==Bibliografia== | ||
*[https://catalogo.beniculturali.it/detail/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/0900375310, «Catalogo generale dei Beni Culturali»]. | *[https://catalogo.beniculturali.it/detail/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/0900375310, «Catalogo generale dei Beni Culturali»]. | ||
* Celeste Funicelli, ''Gli affreschi cinquecenteschi di Santa Maria in Selva a Borgo a Buggiano: una proposta per lo Scalabrino pistoiese'', in: | * Celeste Funicelli, ''Gli affreschi cinquecenteschi di Santa Maria in Selva a Borgo a Buggiano: una proposta per lo Scalabrino pistoiese'', in: Società Pistoiese di Storia Patria (a cura di), «Bullettino Storico Pistoiese», vol. 122, Pistoia, 2020, (terza serie LV), pp.91-119. [http://www.societapistoiesestoriapatria.it/bullettino/bullettino-2020/ Bullettino 2020] | ||
*Omero Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva: con alcune notizie storiche tratte da appunti di P. Tullio Zazzeri'', Buggiano, Comune di Buggiano, 2001. | *Omero Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva: con alcune notizie storiche tratte da appunti di P. Tullio Zazzeri'', Buggiano, Comune di Buggiano, 2001. | ||
* [https://visitbuggiano.com/, «Visit Buggiano»]. | * [https://visitbuggiano.com/, «Visit Buggiano»]. | ||
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La chiesa e convento di Santa Maria in Selva sono un complesso di edifici religiosi costruiti nel XIII secolo e situati nell’omonima frazione del comune di Buggiano, in provincia di Pistoia.
Storia[modifica]
L'inurbamento degli Ordini Mendicanti nella seconda metà del XIII secolo portò i frati agostiniani dell'eremo di Cerralto a fondare il complesso religioso in uno spiazzo della selva nella pianura di Buggiano. I frati costruirono la chiesa e il piccolo convento, formato da un chiostro e da una stanza adibita a dormitorio, lungo l'antica strada medievale "delle Cerbaie" (oggi via Livornese).[1]
Nel XIV secolo, lo sviluppo del complesso fu rallentato da eventi politici e naturali, quali la Battaglia di Montecatini (1315), il saccheggio della città di Buggiano a opera di Castruccio Castracani (1316) e l'epidemia di peste nera (1348).
Nel XVI secolo, la bonifica granducale della pianura di Buggiano favorì la nascita della frazione di Santa Maria in Selva attorno al complesso religioso.[2]
Lo sviluppo urbanistico del XVIII secolo portò alla costruzione della "Strada Regia Traversa della Valdinievole" (oggi via Buggianese) sul lato opposto agli edifici religiosi. L'intersezione di questa strada con quella "delle Cerbaie" definì la forma triangolare del prato adiacente alla chiesa.[3]
Successivamente, gli edifici furono ampliati e abbelliti fino alla chiusura del convento, dovuta alla soppressione degli ordini religiosi da parte del governo francese (1808) e italiano (1866). Dopo una lunga trattativa con il comune, il 2 aprile del 1883 Padre Benigno Pera ristabilì la comunità religiosa, acquistando il convento per 15.000 lire.[4]
Durante il XX secolo, invece, il convento fu adibito a ospedale militare (dal 1914 al 1918), poi a istituto ecclesiastico (dal 1959 al 1962) e, infine, a scuola elementare (dal 1974 al 1992). Nel 2023 i frati dell'Ordine di Sant'Agostino lasciarono definitivamente il convento, ponendo fine a una presenza durata più di 750 anni.[5]
Convento[modifica]
Esterno[modifica]
Prato[modifica]
Il prato, adiacente al complesso religioso, è stato per lungo tempo conteso tra i frati del convento e il comune di Buggiano. Nel 1765 la contesa sulla proprietà condusse a un procedimento giudiziario. In quell'anno, i frati costruirono il muretto perimetrale del prato e il comune protestò, rivendicandone l'uso pubblico. Entrambe le parti presentarono a processo vari documenti storici, quali l'elenco dei beni del convento (incluso il prato) da parte dei frati e una delibera del 1723 da parte del comune, che confermava l'uso pubblico del prato. L'accesa discussione tra le parti si interruppe nel 1808 con la soppressione del convento, ma riprese quando la comunità religiosa vi fece ritorno e si riappropriò del prato. Il processo si concluse definitivamente nel 1866 con il passaggio del prato alla proprietà comunale.[6]
Interno[modifica]
Sala Capitolare[modifica]
Riscoperta nel 1952, durante i lavori alla cucina, la sala capitolare conserva la facciata originale in mattoni. La facciata, in stile romanico, presenta al centro una porta d'ingresso con ai lati due finestre con doppia apertura, sulle quali poggiano archi a tutto sesto. Le finestre laterali sono divise da una colonnina in pietra serena con capitello e basamento decorati con motivi a foglie d'acanto. All'interno della sala si trovano mobili d'epoca, ceramiche e un dipinto seicentesco a olio su tela raffigurante la Vergine Annunziata. [7]
Chiostro[modifica]
Il chiostro, detto anche "del Brunelleschi", è situato all'interno del convento di Santa Maria in Selva. Probabilmente costruito da Andrea Cavalcanti, detto “il Buggiano”, presenta una pianta quadrata e uno stile rinascimentale. Il chiostro è delimitato da un corridoio coperto da volte a crociera e sostenuto da colonne in pietra serena che sorreggono il piano superiore. Il colonnato poggia su un muro basso, caratterizzato da due aperture. In passato, questo passaggio facilitava il collegamento dagli alloggi dei forestieri alla sala capitolare.
La pavimentazione del chiostro è ricoperta da lastre di pietra irregolari che favoriscono lo scorrimento dell'acqua piovana. Sulla parete sud vi sono i resti di un portale monumentale che un tempo collegava il chiostro agli orti del convento. Il chiostro è stato restaurato e dotato di un impianto di illuminazione verso la fine del 2001.[8]
Chiesa[modifica]
Esterno[modifica]
La chiesa, costruita in laterizio, è stata consacrata nel 1280 dal vescovo di Lucca Paganello da Porcari.[9]
Antistanti alla facciata sorgevano un piccolo cimitero e l'antica cappellina dell'Annunciazione, oggi non più visibili. La decorazione esterna della chiesa seguiva i canoni stilistici dell'arte tardo gotica, come dimostra la traccia, ancora visibile, della finestra originale collocata sul fianco nord. Tra il 1685 e il 1688, invece, sono stati aggiunti dei pilastri di sostegno lungo il fianco nord e sulla facciata della chiesa.[10]
La facciata[modifica]
La facciata, ultimata nel 1688, è divisa in due parti da una gronda in mattoni.
La parte inferiore ospita al centro l'ingresso della chiesa e due pilastri decorativi ai lati. L'ingresso è incorniciato da un arco a tutto sesto ed è formato da un portone in legno massiccio, su cui poggia un architrave in pietra serena. Quest'ultimo è sovrastato da una lunetta decorata da un affresco risalente al 1800, legato al tema dell'Annunciazione.
La parte superiore, invece, presenta due finestre moderne e lo stemma degli agostiniani in pietra serena.[11]
Il Campanile[modifica]
Il campanile, collocato sul fianco nord della chiesa, è stato realizzato assieme alla costruzione all'edificio religioso. In origine, presentava una conformazione a vela ed era situato tra la parete sinistra e la facciata della chiesa. In seguito ai lavori avvenuti nel 1647, il campanile ha assunto la struttura a torre. Nel 1926 sono stati eseguiti ulteriori interventi, quali l'aggiunta di finestroni con archi a sesto acuto, una copertura ornata con merli ghibellini e un orologio a quattro quadranti.[12]
Interno[modifica]
Originariamente, la chiesa era caratterizzata da un pavimento in cotto, due altari in legno e due porte laterali al presbiterio (quella di sinistra dava sul cortile interno del convento, mentre l'altra si affacciava sul prato esterno). Da una terza porta si accedeva alla sagrestia.[13]
Particolarmente rilevanti sono stati gli interventi strutturali avvenuti tra il 1642 e il 1648, come l'inserimento della cappellina dell'Annunciazione all'interno della parete destra della chiesa (1647). Attualmente, l'interno della chiesa presenta uno stile barocco ed è composto da un’unica navata coperta da volte a crociera con costoloni in pietra serena.[14]
La controfacciata è formata dal portone d'ingresso e dalla cantoria in pietra serena del 1648, illuminata da due grandi finestre rettangolari. La cantoria presenta motivi barocchi lungo la base e le cornici degli specchi. La direzione dei cori da parte del compositore Lorenzo Perosi, durante le celebrazioni liturgiche dei primi anni del XX secolo, ha conferito alla cantoria un'importante rilevanza storica. L'archivio del convento conserva una composizione musicale di Lorenzo Perosi datata 9 maggio 1903. [15]
Superato l'ingresso principale della chiesa, sulla parete di destra si trova l'affresco della Sacra Conversazione, mentre sulla parete di sinistra si trova l'altare dedicato a San Pietro. Tutti gli altari presenti all’interno della chiesa, tranne quello dedicato all'Annunciazione, sono sormontati da sculture religiose di fine Ottocento e inizi Novecento.[16]
Più avanti, si trovano due confessionali con interni in legno e lo stemma dell'Ordine Agostiniano sulla sommità. Ciascun confessionale è inserito all'interno di trifore serliane, ricavate su entrambe le pareti laterali della navata.[17] Il pulpito, commissionato da P. Pietro Bartoli da Stignano nel 1644, sovrasta il secondo confessionale di destra. Il pulpito presenta al centro la sigla IHS e modanature lisce ai lati. [18]
Entrambi gli altari barocchi, disposti tra i confessionali, presentano una statua inserita all'interno di una nicchia con cornice dorata. La statua dell'altare a destra rappresenta S. Nicola da Tolentino, mentre quella dell'altare a sinistra raffigura l'episodio dell'annunciazione del Signore.[19]
Nel 1642 le antiche porte laterali al presbiterio sono state chiuse e sostituite da due porte in pietra serena. L'architrave della porta di sinistra riporta la data della loro costruzione e due incisioni raffiguranti lo stemma del comune.[20]
Entrambe le pareti laterali del transetto presentano una nicchia contenente una statua in cartapesta: a destra si colloca quella di San Giuseppe con il Bambino, mentre a sinistra quella di Sant'Agostino.
Un arco a tutto sesto separa la navata dall'area del coro.[21] L'arco, costruito per volere della famiglia Dei, riporta lo stemma araldico della stessa e una incisione latina. L'area del coro, invece, presenta sulla parete di fondo il dipinto S. Agostino trionfante sull'eresia di Innocenzo Ansaldi. [22]
L'altare maggiore è collocato perpendicolarmente all'arco ed è presente all'interno della chiesa dalla fine degli anni Sessanta. Esso ha sostituito i precedenti altari realizzati in marmo e in pietra serena, quest'ultimo commissionato da Padre Giovanni.[23]
Nel 1952 il pavimento originale in cotto è stato sostituito con un rivestimento a mattonelle bianche e grigie disposte a scacchiera. Quelle recanti una piccola croce identificano le aree utilizzate in passato per la sepoltura, tra cui l'antica tomba della famiglia Dei posta davanti l'altare di San Nicola da Tolentino. Sul pavimento davanti l'altare maggiore, invece, è raffigurato lo stemma dell'Ordine di Sant'Agostino. [24]
Affreschi[modifica]
Sacra Conversazione[modifica]
L'affresco della Sacra Conversazione è stato dipinto da Giovan Battista Volponi a metà del XVI secolo durante il suo soggiorno in Toscana. Anticamente, costituiva la decorazione della parete di fondo dell'antica cappellina dell'Annunciazione. Attualmente, si trova sulla parete destra della navata ed è incorniciato da due pilastri disegnati a finto marmo bianco.
Nell'affresco, la Madonna siede su di un alto gradino in pietra, mentre sorregge il Bambino con entrambe le mani, e indossa un abito rosso e un lungo velo di colore azzurro, che lascia intravedere i piedi incrociati. In basso, si dispongono a coppie quattro santi: a sinistra Sant'Agostino e San Giovanni Battista, a destra San Lorenzo e San Nicola da Bari. Un recente restauro ha scoperto alcuni frammenti di un antico disegno preparatorio alla base dell'affresco. Il disegno, probabilmente rovinato, è stato sostituito per volere dei frati dalla Sacra Conversazione.[25]
Padre Eterno Benedicente[modifica]
L'affresco raffigurante l'Eterno Padre Benedicente, realizzato anch'esso da Giovan Battista Volponi, è inserito all’interno di una lunetta, posta sopra l'affresco della Sacra Conversazione. Il Padre Eterno emerge dallo sfondo ocra, circondato da cherubini alati e da nuvole bianche. Raffigurato nell'atto di benedire, tiene in mano un libro aperto contenente i simboli dell'Alfa e dell'Omega. L'opera è delimitata da un bordo decorato con motivi geometrici.[26]
S. Agostino trionfante sull'eresia[modifica]
S. Agostino trionfante sull'eresia (o Gloria di Sant'Agostino con il trionfo della Chiesa sull'eresia) è un'opera a olio su tela realizzata nel 1760 dal pittore pesciatino Innocenzo Ansaldi.
L'opera risente di influenze tardobarocche fiorentine unite a un'iconografia classicheggiante. La figura di Sant'Agostino, in abito vescovile, è circondata da angeli e da cherubini. Il santo volge gli occhi al cielo mentre trionfa sull'eresia, personificata da una donna dai capelli serpentiformi.[27]
Sant'Agostino fra Santi[modifica]
L'affresco di Sant'Agostino fra Santi è datato 1410 e si trova tra il secondo e il terzo altare della parete di destra. Lo stile pittorico del dipinto segue quello tipico della scuola fiorentina dell'Orcagna. Nonostante un recente restauro, l'opera, in passato composta dalle figure di cinque santi, risulta incompleta e conserva solo tre santi: Sant' Agostino (con i simboli episcopali), Santa Caterina d'Alessandria (con i simboli del suo martirio) e San Leonardo de Limoges. Le restanti figure sono andate perdute nel 1643. Inoltre, la parte inferiore dell'affresco è stata distrutta nel 1642 per ricavare la porta di accesso al chiostro.[28]
Affreschi di Niccolò Nannetti[modifica]
Nel XVIII secolo, il pittore fiorentino Niccolò Nannetti (1645-1749) ha decorato la maggior parte delle pareti interne della chiesa con opere di arte barocca.
L'opera di maggior rilievo è l'affresco Apoteosi della Madonna, collocato sulla parete sopra l'altare maggiore. La Madonna in gloria sorregge il Bambino col braccio sinistro mentre mostra una cintola con la mano destra. Al centro della scena, la figura emerge da uno sfondo luminoso, circondata da nuvole e da un gruppo di angeli e putti alati.[29]
Oltre alla decorazione delle volte della navata, Nannetti ha realizzato un ciclo pittorico dipinto ad affresco, dedicato alle scene di vita dei santi. Il ciclo è composto da quattro dipinti: nelle lunette laterali l'Apoteosi della Madonna si trovano Sant'Agostino e il mistero della Trinità (a sinistra) e La carità di San Tommaso da Villanova (a destra); la lunetta sopra il secondo altare di destra e di sinistra presenta, rispettivamente, La Messa di San Nicola e il Miracolo di Cordoba.[30]
- Sant'Agostino e il Mistero della Trinità
- Rappresenta l'incontro avvenuto tra Sant'Agostino e un fanciullo intento a svuotare il mare con una conchiglia. Il dipinto simboleggia l'incapacità dell'uomo a comprendere pienamente il mistero divino
- La carità di San Tommaso da Villanova
- Ritratto del santo mentre aiuta i bisognosi
- La messa di San Nicola
- San Nicola celebra la messa per aiutare a ridurre la permanenza delle anime dei defunti in Purgatorio
- Il Miracolo di Cordoba
- Rappresenta un miracolo avvenuto nel 1602. Gesù abbraccia San Nicola grazie all'incontro tra i frati agostiniani e i frati francescani
Cronotassi dei priori in carica dal 1936 al 2022[modifica]
Elenco dei priori al governo del convento dal 1936 al 2022. [31]
| Priore | Periodo |
|---|---|
| Vitalino Balestri da Vernio | 1936 – 1942 |
| Giovanni Fagni da Cecina di Larciano | 1942 – 1945 |
| Vitalino Balestri da Vernio | 1945 – 1948 |
| Giorgio Canè da Bologna | 1948 – 1951 |
| Renzo Spadoni da Borgo a Buggiano | 1951 – 1967 |
| Mario Giglioli da San Gimignano | 1957 – 1963 |
| Giuseppe Cisana da Ponte San Pietro-Bergamo | 1963 – 1966 |
| Mario Giglioli | 1966 – 1969 |
| Giuseppe Cisana | 1969 – 1977 |
| Umberto Romano Morelli | 1977 – 1981 |
| Giuseppino Romani da Monsummano Terme | 1981 – 1985 |
| Mario Giglioli | 1985 – 1989 |
| Giuseppino Romani da Monsummano Terme | 1989 – 2022 |
Fiera in Selva[modifica]
La fiera di Santa Maria in Selva è un evento popolare che si svolge dal 25 al 27 marzo di ogni anno lungo le due vie principali che circondano il complesso religioso. La sua origine, sebbene sconosciuta, sembra essere legata al culto del tabernacolo dell'Annunicazione custodito nell'antica cappellina antistante la chiesa.
Nel 1367 l'umanista Coluccio Salutati, che fu nominato procuratore, determinò la funzione mercantile della fiera. Questo nuovo aspetto, sommato a quello religioso, rafforzò la posizione strategica della fiera all'interno del territorio.
In seguito, la fiera ha attraversato un periodo di declino dovuto ai ripetuti conflitti tra i mercanti e i frati del convento. Nell'Ottocento, però, ha riacquisito la sua importanza, distinguendosi dalle altre fiere per l'ampia offerta di prodotti enogastronomici e botanici esposti dai commercianti. Nonostante la scomparsa di alcune tradizioni popolari, la fiera continua a coinvolgere gli abitanti della zona e numerosi visitatori con bancarelle e giostre.[32]
Note[modifica]
- ↑ Nardini, La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva, p. 5 e pp. 31-35.
- ↑ Nardini, La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva, p. 8.
- ↑ Nardini, La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva, pp. 31-35.
- ↑ https://visitbuggiano.com/chiesa-di-santa-maria/, 4 maggio 2021.
- ↑ Nardini, La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva, pp. 18-19.
- ↑ Nardini, La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva, pp. 23-30.
- ↑ Nardini, La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva, p. 48 e https://catalogo.beniculturali.it/detail/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/0900375310, 2020.
- ↑ Nardini, La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva, p. 19, pp. 48-50 e https://visitbuggiano.com/chiesa-di-santa-maria/, 4 maggio 2021.
- ↑ Nardini, La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva, p. 6.
- ↑ Nardini, La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva, p. 40 e p. 45.
- ↑ Nardini, La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva, p. 42.
- ↑ Nardini, La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva, pp. 46-47.
- ↑ Nardini, La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva, p. 6 e p. 39.
- ↑ Nardini, La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva, pp. 39-42.
- ↑ Nardini, La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva, p. 45.
- ↑ Nardini, La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva, p. 60.
- ↑ Nardini, La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva, pp. 41-42.
- ↑ Nardini, La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva, p. 46.
- ↑ Nardini, La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva, p. 61.
- ↑ Nardini, La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva, pp. 40-41.
- ↑ Nardini, La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva, p. 61.
- ↑ Nardini, La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva, p. 41 e p. 45.
- ↑ Nardini, La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva, pp. 42-44.
- ↑ Nardini, La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva, p. 45 e p. 61.
- ↑ Nardini, La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva, pp. 51-53 e Funicelli, Gli affreschi cinquecenteschi di Santa Maria in Selva a Borgo a Buggiano, pp. 101-103.
- ↑ Funicelli, Gli affreschi cinquecenteschi di Santa Maria in Selva a Borgo a Buggiano, p. 92.
- ↑ Nardini, La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva, p. 58. e https://catalogo.cultura.gov.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900002786 .
- ↑ Nardini, La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva, p. 55.
- ↑ Nardini, La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva, p. 56; https://visitbuggiano.com/chiesa-di-santa-maria/, 4 maggio 2021 e https://catalogo.beniculturali.it/detail/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/0900375310, 2020.
- ↑ Nardini, La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva, pp. 57-58, https://visitbuggiano.com/chiesa-di-santa-maria/, 4 maggio 2021 e https://catalogo.beniculturali.it/detail/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/0900375310, 2020.
- ↑ Nardini, La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva, p. 20.
- ↑ Nardini, La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva, pp. 36-37 e https://visitbuggiano.com/chiesa-di-santa-maria/, 4 maggio 2021.
Bibliografia[modifica]
- «Catalogo generale dei Beni Culturali».
- Celeste Funicelli, Gli affreschi cinquecenteschi di Santa Maria in Selva a Borgo a Buggiano: una proposta per lo Scalabrino pistoiese, in: Società Pistoiese di Storia Patria (a cura di), «Bullettino Storico Pistoiese», vol. 122, Pistoia, 2020, (terza serie LV), pp.91-119. Bullettino 2020
- Omero Nardini, La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva: con alcune notizie storiche tratte da appunti di P. Tullio Zazzeri, Buggiano, Comune di Buggiano, 2001.
- «Visit Buggiano».