Comunità LGBTQIA+: differenze tra le versioni

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Già nel 1928, nei pasi di lingua inglese la scrittrice Radclyffe Hall aveva fatto parlare di sé con la pubblicazione di ''The Well of Loneliness'', un romanzo che trattava apertamente l’amore tra donne, suscitando un grande scandalo ma diventando anche un simbolo importante per molte persone. Durante la prima metà del Novecento, nonostante l’omosessualità fosse ancora considerata un tabù, iniziarono a emergere forme di attivismo, anche se in modo molto discreto.
Già nel 1928, nei pasi di lingua inglese la scrittrice Radclyffe Hall aveva fatto parlare di sé con la pubblicazione di ''The Well of Loneliness'', un romanzo che trattava apertamente l’amore tra donne, suscitando un grande scandalo ma diventando anche un simbolo importante per molte persone. Durante la prima metà del Novecento, nonostante l’omosessualità fosse ancora considerata un tabù, iniziarono a emergere forme di attivismo, anche se in modo molto discreto.


Negli Stati Uniti, nel 1950 nacque la Mattachine Society, una delle prime organizzazioni a supportare i diritti delle persone omosessuali. Nel 1955 si costituì l'associazione delle Daughters of Bilitis, pensata specificamente per le donne lesbiche. Entrambi i gruppi cominciarono a organizzare incontri, pubblicare riviste e costruire una rete di sostegno per rompere l’isolamento e opporsi all’oppressione. Da lì in poi, il movimento lesbico iniziò a prendere sempre più forza in modo autonomo.<ref>M. De Leo, ''Queer. Storia culturale della comunità LGBT+'',(pp. 81-87).</ref>
Negli Stati Uniti, nel 1950 nacque la Mattachine Society, una delle prime organizzazioni a supportare i diritti delle persone omosessuali. Nel 1955 si costituì l'associazione delle Daughters of Bilitis, pensata specificamente per le donne lesbiche. Entrambi i gruppi cominciarono a organizzare incontri, pubblicare riviste e costruire una rete di sostegno per rompere l’isolamento e opporsi all’oppressione. Da lì in poi, il movimento lesbico iniziò a prendere sempre più forza in modo autonomo.<ref>De Leo, ''Queer'', pp. 81-87.</ref>


===I moti di Stonewall ===
===I moti di Stonewall ===
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Questi eventi segnarono una svolta nella lotta per i diritti della comunità, ispirando la nascita di organizzazioni come il Gay Liberation Front e la Gay Activists Alliance. Da quel momento, l'attivismo LGBTQIA+ divenne più visibile e organizzato, influenzando il movimento a livello globale<ref>Redaelli, L. (2022, 28 giugno), ''La storia dei moti di Stonewall. Era il 28 giugno 1969. E da allora, tutto ebbe inizio'', L'Officiel Italia, https://www.lofficielitalia.com/pop-culture/storia-moti-stonewall-cosa-sono.</ref>.
Questi eventi segnarono una svolta nella lotta per i diritti della comunità, ispirando la nascita di organizzazioni come il Gay Liberation Front e la Gay Activists Alliance. Da quel momento, l'attivismo LGBTQIA+ divenne più visibile e organizzato, influenzando il movimento a livello globale<ref>Redaelli, L. (2022, 28 giugno), ''La storia dei moti di Stonewall. Era il 28 giugno 1969. E da allora, tutto ebbe inizio'', L'Officiel Italia, https://www.lofficielitalia.com/pop-culture/storia-moti-stonewall-cosa-sono.</ref>.


Un anno dopo, nel giugno 1970, si tenne a New York la prima marcia del Gay Pride, nata come conseguenza diretta dei moti di Stonewall. Oggi, quell’evento è ricordato ogni anno con il Pride Month, celebrato in tutto il mondo<ref>M. De Leo, ''Queer. Storia culturale della comunità LGBT+'', (pp.141- 166).</ref>.
Un anno dopo, nel giugno 1970, si tenne a New York la prima marcia del Gay Pride, nata come conseguenza diretta dei moti di Stonewall. Oggi, quell’evento è ricordato ogni anno con il Pride Month, celebrato in tutto il mondo<ref>De Leo, ''Queer'', pp.141- 166.</ref>.


==Sviluppi successivi ==
==Sviluppi successivi ==
Dalla fine del Novecento, la comunità LGBTQIA+ ha compiuto importanti passi avanti in termini di diritti, visibilità e accettazione. I cambiamenti legislativi e culturali hanno ridefinito il panorama della lotta per l'uguaglianza, trasformando il movimento in un fenomeno globale sostenuto dalla collaborazione tra attivisti, istituzioni e media.
Dalla fine del Novecento, la comunità LGBTQIA+ ha compiuto importanti passi avanti in termini di diritti, visibilità e accettazione. I cambiamenti legislativi e culturali hanno ridefinito il panorama della lotta per l'uguaglianza, trasformando il movimento in un fenomeno globale sostenuto dalla collaborazione tra attivisti, istituzioni, media e organizzazioni della società civile.


===Evoluzione legislativa e diritti civili ===
===Evoluzione legislativa e diritti civili ===
A partire dagli anni Settanta, molti paesi hanno iniziato a riconoscere i diritti civili delle persone LGBTQIA+, introducendo normative a tutela delle minoranze sessuali. Questo percorso ha portato in diversi paesi al riconoscimento legale delle relazioni omosessuali con l’introduzione delle unioni civili e, successivamente, del matrimonio egualitario. Queste misure hanno garantito alle coppie dello stesso sesso gli stessi diritti e protezioni legali delle coppie eterosessuali, rappresentando una svolta storica nella lotta per l'uguaglianza<ref>M. De Leo ''Queer. Storia culturale della comunità LGBT+'', (pp. 167-188).</ref>.  
A partire dagli anni Settanta, molti paesi hanno iniziato a riconoscere i diritti civili delle persone LGBTQIA+, introducendo normative a tutela delle minoranze sessuali. Questo percorso ha portato in diversi paesi al riconoscimento legale delle relazioni omosessuali con l’introduzione delle unioni civili e, successivamente, del matrimonio egualitario. Queste misure hanno garantito alle coppie dello stesso sesso gli stessi diritti e protezioni legali delle coppie eterosessuali, rappresentando una svolta storica nella lotta per l'uguaglianza<ref>De Leo, ''Queer'', pp. 167-188.</ref>.  


Parallelamente, le leggi anti-discriminazione hanno fornito strumenti legali per contrastare esclusioni e abusi in ambiti come il lavoro, l'istruzione e l’accesso ai servizi pubblici. Organizzazioni internazionali come l’ILGA (International Lesbian, Gay, Bisexual, Trans and Intersex Association) monitorano e promuovono i diritti umani della comunità LGBTQIA+ a livello globale.
Parallelamente, le leggi anti-discriminazione hanno fornito strumenti legali per contrastare esclusioni e abusi in ambiti come il lavoro, l'istruzione e l’accesso ai servizi pubblici<ref>OHCHR, Independent Expert on protection against violence and discrimination based on sexual orientation and gender identity, https://www.ohchr.org/en/special-procedures/ie-sexual-orientation-and-gender-identity.</ref>. Programmi educativi, soprattutto nelle scuole, mirano a ridurre i pregiudizi fin dalla giovane età, grazie a politiche contro il bullismo e percorsi di formazione sulla diversità e l’inclusione.


Tuttavia, nonostante i progressi, l’applicazione delle leggi non è sempre effettiva, a seconda del contesto locale. Istituzioni come le Nazioni Unite e l’Unione Europea hanno emanato direttive e raccomandazioni per promuovere il rispetto dei diritti umani, fissando standard minimi per la tutela delle libertà individuali e collettive<ref>OHCHR, Independent Expert on protection against violence and discrimination based on sexual orientation and gender identity, https://www.ohchr.org/en/special-procedures/ie-sexual-orientation-and-gender-identity.</ref>. Questi strumenti giuridici hanno contribuito a costruire un quadro normativo internazionale volto a sostenere i diritti della comunità LGBTQIA+ e a favorire il progresso sociale.
Organizzazioni internazionali come l’ILGA (International Lesbian, Gay, Bisexual, Trans and Intersex Association) monitorano e promuovono i diritti umani della comunità LGBTQIA+ a livello globale. In Italia, ONG come Arcigay, Amnesty International Italia e Famiglie Arcobaleno hanno un ruolo attivo anche a livello nazionale nel sensibilizzare l’opinione pubblica e fare pressione sulle istituzioni.


=== Cultura, identità e rappresentazione ===
=== Cultura, identità e rappresentazione ===
I media e la cultura hanno avuto un'influenza determinante nel modellare l'immaginario collettivo e nel cambiare la percezione della comunità LGBTQIA+<ref>GLAAD, ''Storia della Rappresentazione LGBTQ+'', https://www.glaad.org/about/history.</ref>.
I media e la cultura hanno avuto un'influenza determinante nel modellare l'immaginario collettivo e nel cambiare la percezione della comunità LGBTQIA+<ref>GLAAD, ''Storia della Rappresentazione LGBTQ+'', https://www.glaad.org/about/history.</ref>.
====Media tradizionali e cinema====
====Media tradizionali e cinema====
A partire dagli anni Settanta, il mondo del cinema, della televisione e della musica ha iniziato a raccontare le vite delle persone LGBTQIA+ in modo più autentico e umano. Film come ''Milk'' e ''Philadelphia'' hanno portato queste storie all'attenzione del grande pubblico, contribuendo a sensibilizzare l’opinione pubblica e a favorire una maggiore accettazione<ref>BBC, ''LGBTQ+ and the BBC'', https://www.bbc.com/historyofthebbc/lgbtq/lgbtq-and-the-bbc.</ref> <ref>Avery, D. (2022, 24 giugno), ''Beaming With Pride: How TV Became the Unsung Hero For LGBTQ+ Representation'', Oprah Daily,https://www.oprahdaily.com/entertainment/tv-movies/a40369004/lgbtq-representation-in-television-history/.</ref>.
A partire dagli anni Settanta, il mondo del cinema, della televisione e della musica ha iniziato a raccontare le vite delle persone LGBTQIA+ in modo più autentico e umano. Film come ''Philadelphia'' (1993) e ''Milk'' (2008) hanno portato queste storie all'attenzione del grande pubblico, contribuendo a sensibilizzare l’opinione pubblica e a favorire una maggiore accettazione<ref>BBC, ''LGBTQ+ and the BBC'', https://www.bbc.com/historyofthebbc/lgbtq/lgbtq-and-the-bbc.</ref> <ref>Avery, D. (2022, 24 giugno), ''Beaming With Pride: How TV Became the Unsung Hero For LGBTQ+ Representation'', Oprah Daily,https://www.oprahdaily.com/entertainment/tv-movies/a40369004/lgbtq-representation-in-television-history/.</ref>.
 
Anche le piattaforme digitali e i social media hanno avuto un impatto notevole. Questi spazi virtuali hanno permesso la creazione di comunità online, la condivisione di esperienze personali e la mobilitazione immediata contro episodi di discriminazione. Campagne virali, hashtag di denuncia e video testimonianze hanno contribuito a dare visibilità alle problematiche della comunità LGBTQIA+ e a rafforzare le reti di supporto.


====Arte, documentari e rappresentazione====
====Arte, documentari e rappresentazione====
Documentari, serie TV e campagne pubblicitarie hanno svolto un ruolo chiave nel contrastare i pregiudizi e nel promuovere la diversità delle esperienze individuali. Serie televisive come ''Pose'' (2018) e ''Orange Is the New Black'' (2013) hanno offerto rappresentazioni realistiche e sfaccettate delle vite delle persone LGBTQIA+.
Documentari, serie TV e campagne pubblicitarie hanno svolto un ruolo chiave nel contrastare i pregiudizi e nel promuovere la diversità delle esperienze individuali. Serie televisive come ''Orange Is the New Black'' (2013) e ''Pose'' (2018) hanno offerto rappresentazioni realistiche e sfaccettate delle vite delle persone LGBTQIA+.


Inoltre, la copertura mediatica di eventi come i moti di Stonewall e le marce del Pride ha avuto un impatto fondamentale nel denunciare le discriminazioni e nel mobilitare il sostegno alla causa, spingendo le istituzioni ad adottare misure di tutela per i diritti della comunità.<ref>BBC, ''LGBTQ+ and the BBC'',https://www.bbc.com/historyofthebbc/lgbtq/lgbtq-and-the-bbc.</ref>.
Inoltre, la copertura mediatica di eventi come i moti di Stonewall e le marce del Pride ha avuto un impatto fondamentale nel denunciare le discriminazioni e nel mobilitare il sostegno alla causa, spingendo le istituzioni ad adottare misure di tutela per i diritti della comunità.<ref>BBC, ''LGBTQ+ and the BBC'',https://www.bbc.com/historyofthebbc/lgbtq/lgbtq-and-the-bbc.</ref>.
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L’innovazione digitale ha trasformato non solo le modalità di comunicazione, ma anche il modo in cui la comunità LGBTQIA+ si organizza e reagisce alle discriminazioni. Le piattaforme online hanno creato spazi di aggregazione e attivismo, consentendo a individui e gruppi di condividere informazioni, promuovere eventi e mobilitarsi rapidamente. Questo nuovo modello di attivismo, spesso caratterizzato da campagne virali e iniziative di sensibilizzazione, ha mantenuto alta l’attenzione su episodi di discriminazione e violenza, spingendo le autorità a rispondere in modo più tempestivo.
L’innovazione digitale ha trasformato non solo le modalità di comunicazione, ma anche il modo in cui la comunità LGBTQIA+ si organizza e reagisce alle discriminazioni. Le piattaforme online hanno creato spazi di aggregazione e attivismo, consentendo a individui e gruppi di condividere informazioni, promuovere eventi e mobilitarsi rapidamente. Questo nuovo modello di attivismo, spesso caratterizzato da campagne virali e iniziative di sensibilizzazione, ha mantenuto alta l’attenzione su episodi di discriminazione e violenza, spingendo le autorità a rispondere in modo più tempestivo.


Tuttavia, permangono numerose sfide. La comunità transgender continua a essere esposta a livelli elevati di discriminazione e violenza, spesso aggravati da leggi restrittive e da narrazioni transfobiche diffuse in alcuni paesi. In questo contesto, è fondamentale comprendere il concetto di intersezionalità, che si riferisce al modo in cui diverse forme di discriminazione – come quelle basate su genere, orientamento sessuale, razza, disabilità o classe sociale – si intrecciano e si sovrappongono, creando esperienze uniche e più complesse di emarginazione. Ad esempio, una persona transgender che è anche nera o disabile può affrontare non solo la transfobia, ma anche il razzismo o l’abilismo, in un insieme di oppressioni che non possono essere considerate separatamente. L’intersezionalità aiuta quindi a comprendere come le persone appartenenti a più gruppi marginalizzati – come le persone LGBTQIA+ di colore, con disabilità o provenienti da contesti socioeconomici svantaggiati – subiscano discriminazioni multiple e interconnesse, che rendono ancora più difficile la loro battaglia per l’uguaglianza.
Tuttavia, permangono numerose sfide. La comunità transgender continua a essere esposta a livelli elevati di discriminazione e violenza, spesso aggravati da leggi restrittive e dalle narrazioni transfobiche diffuse in alcuni paesi. In questo contesto, è spesso usato il concetto di intersezionalità, che si riferisce al modo in cui diverse forme di discriminazione – come quelle basate su genere, orientamento sessuale, razza, disabilità o classe sociale – si intrecciano e si sovrappongono, creando esperienze uniche e più complesse di emarginazione. Per esempio, una persona transgender che è anche nera o disabile può affrontare non solo la transfobia, ma anche il razzismo o l’abilismo, in un insieme di oppressioni che non possono essere considerate separatamente. In pratica, persone appartenenti a più gruppi marginalizzati subiscono discriminazioni multiple e interconnesse, che rendono ancora più difficile la loro battaglia per l’uguaglianza.


Negli ultimi anni, il movimento per i diritti LGBTQIA+ ha assunto una dimensione globale, grazie alla collaborazione tra attivisti di diverse nazioni, alla condivisione di strategie attraverso il web e alla partecipazione a conferenze internazionali. Questo scambio di risorse e buone pratiche ha rafforzato il movimento, contribuendo a promuovere cambiamenti culturali e legislativi in tutto il mondo.
Negli ultimi anni, il movimento per i diritti LGBTQIA+ ha assunto una dimensione globale, grazie alla collaborazione tra attivisti di diverse nazioni, alla condivisione di strategie attraverso il web e alla partecipazione a conferenze internazionali. Questo scambio di risorse e buone pratiche ha rafforzato il movimento, contribuendo a promuovere cambiamenti culturali e legislativi in tutto il mondo.
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==Discriminazione==
==Discriminazione==
La comunità LGBTQIA+ continua a subire discriminazioni su diversi livelli, che vanno da forme legali e istituzionali a quelle sociali e culturali. Questi meccanismi di esclusione, stigmatizzazione e violenza hanno radici profonde nella storia e influenzano ancora oggi la vita quotidiana di molte persone.  
La comunità LGBTQIA+ continua a subire discriminazioni su diversi livelli, che vanno da forme legali e istituzionali a quelle sociali e culturali. Questi meccanismi di esclusione, stigmatizzazione e violenza hanno radici profonde nella storia e influenzano ancora oggi la vita quotidiana di molte persone<ref>Il Resto del Carlino (2023), In Emilia Romagna l'80% delle persone Lgbtqi+ ha subito discriminazioni, https://www.ilrestodelcarlino.it/emilia-romagna/cronaca/lgbtqi-discriminazione-dati-emilia-romagna-bc1513ba.</ref>.  


===Radici storiche della discriminazione===
===Radici storiche della discriminazione===
Le discriminazioni contro le persone LGBTQIA+ si basano su tradizioni culturali, religiose e normative che, per secoli, hanno escluso e perseguitato molte espressioni di identità e orientamento sessuale non conformi ai modelli eteronormativi.
Le discriminazioni contro le persone LGBTQIA+ si basano su tradizioni culturali, religiose e normative che, per secoli, hanno escluso e perseguitato molte espressioni di identità e orientamento sessuale non conformi ai modelli eteronormativi.
Fin dall’antichità, istituzioni religiose e governi hanno contribuito a diffondere un’immagine negativa delle relazioni omosessuali. Dottrine e testi antichi hanno spesso associato l’omosessualità a comportamenti considerati devianti o peccaminosi, giustificando persecuzioni ed emarginazione. Questi pregiudizi hanno alimentato una visione distorta delle identità queer, rafforzando discriminazioni che si sono protratte nei secoli.
Fin dall’antichità, istituzioni religiose e governi hanno contribuito a diffondere un’immagine negativa delle relazioni omosessuali. Dottrine e testi antichi hanno spesso associato l’omosessualità a comportamenti considerati devianti o peccaminosi, giustificando persecuzioni ed emarginazione<ref>Focus.it (2019), Giornata contro l'omofobia: le stragi degli omosessuali, https://www.focus.it/cultura/storia/giornata-contro-l-omofobia-storia-persecuzioni-di-omosessuali.</ref>. Questi pregiudizi hanno alimentato una visione distorta delle identità queer, rafforzando discriminazioni che si sono protratte nei secoli.
====Eredità normativa====
====Eredità normativa====
Il retaggio di leggi punitive e politiche discriminatorie ha avuto un impatto duraturo sulla comunità LGBTQIA+. In molte parti del mondo, le relazioni omosessuali sono state criminalizzate per lungo tempo, e ancora oggi alcuni paesi mantengono legislazioni repressive. La memoria storica delle persecuzioni ha inoltre generato un clima di sfiducia verso le istituzioni, rendendo più difficile l’applicazione di misure efficaci per garantire l’inclusione e la tutela dei diritti fondamentali delle persone LGBTQIA+.
Il retaggio di leggi punitive e politiche discriminatorie ha avuto un impatto duraturo sulla comunità LGBTQIA+. In molte parti del mondo, le relazioni omosessuali sono state criminalizzate per lungo tempo, e ancora oggi alcuni paesi mantengono legislazioni repressive. La memoria storica delle persecuzioni ha inoltre generato un clima di sfiducia verso le istituzioni, rendendo più difficile l’applicazione di misure efficaci per garantire l’inclusione e la tutela dei diritti fondamentali delle persone LGBTQIA+.
Questa sfiducia, radicata nell’esperienza collettiva di marginalizzazione, può tradursi in una minore partecipazione della comunità LGBTQIA+ ai processi politici e sociali, nella riluttanza a denunciare abusi o discriminazioni, e in una generale resistenza ad affidarsi ai servizi pubblici, ostacolando così l’efficacia delle politiche di inclusione e protezione<ref> Amnesty International Italia, ''I diritti delle persone Lgbtqia+ in Italia e nel mondo'', https://www.amnesty.it/i-diritti-delle-persone-lgbtqia/.</ref>.
Questa sfiducia, radicata nell’esperienza collettiva di marginalizzazione, può tradursi in una minore partecipazione della comunità LGBTQIA+ ai processi politici e sociali, nella riluttanza a denunciare abusi o discriminazioni, e in una generale resistenza ad affidarsi ai servizi pubblici, riduce così l’efficacia delle politiche di inclusione e protezione<ref> Amnesty International Italia, ''I diritti delle persone Lgbtqia+ in Italia e nel mondo'', https://www.amnesty.it/i-diritti-delle-persone-lgbtqia/.</ref>.


===Discriminazione legale e istituzionale===
===Discriminazione legale e istituzionale===
L’assenza di leggi anti-discriminazione specifiche per la tutela delle persone LGBTQIA+ in settori come il lavoro, l’istruzione e l’accesso ai servizi pubblici contribuisce a creare un ambiente di vulnerabilità. Senza un quadro normativo chiaro e inclusivo, è più difficile difendere i diritti della comunità e garantire un contesto sicuro e rispettoso. Queste lacune legislative, unite a pregiudizi culturali ancora diffusi, alimentano situazioni di esclusione e ostilità, rendendo più complessa l’integrazione sociale delle persone LGBTQIA+.
L’assenza di leggi anti-discriminazione specifiche per la tutela delle persone LGBTQIA+ in settori come il lavoro, l’istruzione e l’accesso ai servizi pubblici contribuisce a creare un ambiente di vulnerabilità. Queste lacune legislative, unite a pregiudizi culturali ancora diffusi, alimentano situazioni di esclusione e ostilità, rendendo più complessa l’integrazione sociale delle persone LGBTQIA+<ref>Solimani S. (2024), Diritti delle persone LGBT+: cosa dice il rapporto ECRI sull’Italia, Scienza & Pace Magazine, 15 novembre 2024, https://magazine.cisp.unipi.it/diritti-persone-lgbt-cosa-dice-rapporto-ecri-italia/.</ref>.


===Discriminazione sul posto di lavoro===
===Discriminazione sul posto di lavoro===
La discriminazione sul posto di lavoro è una delle sfide più diffuse e complesse che le persone LGBTQIA+ devono affrontare, con ripercussioni significative sia a livello professionale che personale<ref> PON, ''Inclusione. LGBT.'', https://poninclusione.lavoro.gov.it/areeintervento/interventosocialenondiscriminazione/Pagine/LGBT.</ref><ref>ISTAT-UNAR (2023), ''L’indagine ISTAT-UNAR sulle discriminazioni lavorative nei confronti delle persone LGBT+ (non in unione civile o già in unione)'', https://www.unar.it/portale/documents/20125/187034/report-discriminazioni15maggio.pdf/4b4d3bdc-cbb3-39e9-baad-3052efe9ce0a.</ref>.
La discriminazione sul posto di lavoro è una delle sfide più diffuse e complesse che le persone LGBTQIA+ devono affrontare, con ripercussioni significative sia a livello professionale che personale<ref> PON, ''Inclusione. LGBT.'', https://poninclusione.lavoro.gov.it/areeintervento/interventosocialenondiscriminazione/Pagine/LGBT.</ref><ref>ISTAT-UNAR (2023), ''L’indagine ISTAT-UNAR sulle discriminazioni lavorative nei confronti delle persone LGBT+ (non in unione civile o già in unione)'', https://www.unar.it/portale/documents/20125/187034/report-discriminazioni15maggio.pdf/4b4d3bdc-cbb3-39e9-baad-3052efe9ce0a.</ref>.
Molti lavoratori LGBTQIA+ subiscono discriminazioni che si manifestano in diverse forme, tra cui il rifiuto di assunzione, licenziamenti ingiusti, ostacoli alle promozioni e molestie sul luogo di lavoro. Queste pratiche non solo limitano le opportunità di carriera, ma hanno anche un impatto negativo sul benessere psicologico e fisico delle persone coinvolte, creando ambienti lavorativi ostili e poco inclusivi.
Molti lavoratori LGBTQIA+ subiscono discriminazioni che si manifestano in diverse forme, tra cui rifiuti di assunzione, licenziamenti ingiusti, ostacoli alle promozioni e molestie sul luogo di lavoro. Queste pratiche non solo limitano le opportunità di carriera, ma hanno un impatto negativo sul benessere psicologico e fisico delle persone coinvolte, creando ambienti lavorativi ostili e poco inclusivi.


===Discriminazione nei servizi sanitari e nell'istruzione===
===Discriminazione nei servizi sanitari e nell'istruzione===
Le persone LGBTQIA+ affrontano discriminazioni significative nei settori della sanità e dell’istruzione, compromettendo il loro benessere e il loro sviluppo personale<ref> Kull, R. M., Kosciw, J. G., & Greytak, E. A. (2015), ''From Statehouse to Schoolhouse: Anti-Bullying Policy Efforts in U.S. States and School Districts. Gay, Lesbian and Straight Education Network (GLSEN)'', https://files.eric.ed.gov/fulltext/ED570446.pdf (pp. 59-72).</ref>.
Le persone LGBTQIA+ affrontano discriminazioni significative nei settori della sanità e dell’istruzione<ref> Kull, R. M., Kosciw, J. G., & Greytak, E. A. (2015), ''From Statehouse to Schoolhouse: Anti-Bullying Policy Efforts in U.S. States and School Districts. Gay, Lesbian and Straight Education Network (GLSEN)'',(pp. 59-72), https://files.eric.ed.gov/fulltext/ED570446.pdf.</ref>.
====Servizi sanitari====
====Servizi sanitari====
L’accesso a cure mediche adeguate può essere ostacolato da pregiudizi, dalla mancanza di formazione specifica degli operatori sanitari e, in alcuni casi, dal rifiuto esplicito di fornire assistenza. Le persone transgender, per esempio, incontrano spesso difficoltà nell’ottenere trattamenti di affermazione di genere, come la terapia ormonale o la chirurgia, e possono temere giudizi e discriminazioni a tal punto da evitare di cercare cure mediche.
L’accesso a cure mediche adeguate può essere ostacolato da pregiudizi, dalla mancanza di formazione specifica degli operatori sanitari e, in alcuni casi, dal rifiuto esplicito di fornire assistenza. Le persone transgender, per esempio, incontrano spesso difficoltà nell’ottenere trattamenti di affermazione di genere, come la terapia ormonale o la chirurgia, e possono temere giudizi e discriminazioni a tal punto da evitare di cercare cure mediche<ref>GenerAzioneD. (2025, 12 maggio). Rassegna degli studi e approfondimenti sulla disforia di genere (aprile/maggio 2025), https://www.generazioned.org/rassegna-degli-studi-e-approfondimenti-sulla-disforia-di-genere-aprile-maggio-2025/</ref>.


====Istruzione====
====Istruzione====
Nel contesto scolastico, molti studenti LGBTQIA+ subiscono bullismo, esclusione e mancanza di supporto da parte di compagni e insegnanti. L’assenza di programmi educativi inclusivi e la diffusione di curricula che ignorano o stigmatizzano le esperienze LGBTQIA+ contribuiscono a creare ambienti scolastici poco sicuri, limitando il benessere e la crescita personale degli studenti.
Nel contesto scolastico, molti studenti LGBTQIA+ subiscono bullismo, esclusione e mancanza di supporto da parte di compagni e insegnanti. L’assenza di programmi educativi inclusivi e la diffusione di curricula che ignorano o stigmatizzano le esperienze LGBTQIA+ contribuiscono a creare ambienti scolastici poco sicuri, limitando il benessere e la crescita personale degli studenti<ref>Arcigay, Bullismo omofobico nelle scuole superiori (pp. 6-10), https://www.arcigay.it/wp-content/uploads/ARCIGAY_BullismoOmofobico_Report.pdf.</ref>.


===Manifestazioni contemporanee della discriminazione===
===Manifestazioni contemporanee della discriminazione===
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La discriminazione si estende oltre il mondo del lavoro e dell’istruzione, influenzando anche l’accesso ai servizi sociali e alle opportunità di partecipazione civica. Barriere culturali e istituzionali impediscono l’integrazione completa delle persone LGBTQIA+ nella società, costringendole a lottare costantemente per il riconoscimento della propria identità e dei propri diritti.
La discriminazione si estende oltre il mondo del lavoro e dell’istruzione, influenzando anche l’accesso ai servizi sociali e alle opportunità di partecipazione civica. Barriere culturali e istituzionali impediscono l’integrazione completa delle persone LGBTQIA+ nella società, costringendole a lottare costantemente per il riconoscimento della propria identità e dei propri diritti.
====Discriminazione interna====
====Discriminazione interna====
Anche all’interno della stessa comunità LGBTQIA+ possono emergere dinamiche di esclusione. Per esempio, le persone transgender e non binarie talvolta non ricevono la stessa visibilità o il medesimo sostegno all’interno dei movimenti principali, creando ulteriori sfide in termini di rappresentazione e tutela. Questa mancanza di inclusione dimostra la necessità di un approccio intersezionale nella lotta per i diritti, affinché nessuna identità venga lasciata indietro.
Anche all’interno della stessa comunità LGBTQIA+ emergono dinamiche di esclusione. Per esempio, le persone transgender e non binarie talvolta non ricevono la stessa visibilità o il medesimo sostegno all’interno dei movimenti principali, creando ulteriori sfide in termini di rappresentazione e tutela. Questa mancanza di inclusione dimostra la necessità di un approccio intersezionale nella lotta per i diritti, affinché nessuna identità venga lasciata indietro <ref>CESIE ETS. (2024, 29 febbraio). Il rapporto tra violenza e genere: un’analisi sull’intersezionalità e la legislazione. CESIE, https://cesie.org/giustizia/community-linkage-rapporto-violenza-intersezionalita/</ref>.
 
===Strategie di contrasto e iniziative di sensibilizzazione===
Per affrontare e ridurre la discriminazione contro la comunità LGBTQIA+, sono state sviluppate diverse strategie a livello locale e internazionale, mirate a promuovere l’inclusione e a garantire una maggiore tutela dei diritti<ref>European Commission (2016), ''List of actions by the Commission to advance LGBTI equality'',
https://commission.europa.eu/system/files/2017-06/lgbti-actionlist-dg-just_en.pdf .</ref>.
====Interventi legislativi ed educativi====
L’adozione di leggi antidiscriminatorie è uno strumento essenziale per garantire la parità di diritti e contrastare le ingiustizie. Parallelamente, le campagne educative giocano un ruolo chiave nel modificare il tessuto culturale e nel promuovere una società più inclusiva. Programmi di formazione nelle scuole e iniziative mirate contro il bullismo aiutano a creare ambienti più sicuri e accoglienti per gli studenti LGBTQIA+, riducendo pregiudizi e discriminazioni fin dalla giovane età.
====Ruolo degli attivisti e delle ONG====
Le organizzazioni non governative (ONG) e i movimenti di attivismo hanno avuto un impatto cruciale nella sensibilizzazione dell’opinione pubblica. Attraverso campagne di informazione, eventi di volontariato e raccolta di testimonianze dirette, queste realtà hanno dato voce alle persone LGBTQIA+ e denunciato ingiustizie. La collaborazione tra istituzioni pubbliche e private ha inoltre favorito l’adozione di politiche di "tolleranza zero" contro ogni forma di pregiudizio e discriminazione.
====Utilizzo dei social media====
Le piattaforme digitali e i social media hanno amplificato il messaggio dell’inclusione, permettendo la creazione di comunità virtuali in cui le persone possono condividere esperienze e trovare supporto. Inoltre, queste piattaforme hanno reso possibile una mobilitazione immediata in risposta a episodi di discriminazione, aumentando la visibilità delle problematiche della comunità LGBTQIA+ e rafforzando le reti di sostegno a livello globale. <p>
Queste strategie, combinate, stanno contribuendo a un cambiamento culturale significativo, promuovendo una società più equa e rispettosa della diversità.


==Violenze e molestie==
==Violenze e molestie==
Le persone LGBTQIA+ sono spesso bersaglio di atti di violenza e molestie, che possono assumere forme fisiche, psicologiche, sessuali e persino manifestarsi attraverso crimini d'odio. Tali aggressioni, motivate dal pregiudizio contro l'identità di genere o l'orientamento sessuale, costituiscono una delle sfide più gravi che la comunità deve affrontare quotidianamente<ref>European Union Agency for Fundamental Rights (2024), ''LGBTIQ equality at a crossroads – Progress and challenges'', https://fra.europa.eu/sites/default/files/fra_uploads/fra-2024-lgbtiq-equality_en.pdf (pp.54-76).</ref>.
Le persone LGBTQIA+ sono spesso bersaglio di atti di violenza e molestie, che possono assumere forme fisiche, psicologiche, sessuali e persino manifestarsi attraverso crimini d'odio. Tali aggressioni, motivate dal pregiudizio contro l'identità di genere o l'orientamento sessuale, costituiscono una delle sfide più gravi che la comunità deve affrontare quotidianamente<ref>European Union Agency for Fundamental Rights (2024), ''LGBTIQ equality at a crossroads – Progress and challenges'', (pp.54-76), https://fra.europa.eu/sites/default/files/fra_uploads/fra-2024-lgbtiq-equality_en.pdf.</ref>.
===Tipologie di violenze e molestie===
===Tipologie di violenze e molestie===
La violenza contro la comunità LGBTQIA+ si manifesta in numerose forme, ciascuna con impatti devastanti sulla vita delle vittime <ref>Amnesty International, ''LGBTI Rights'', https://www.amnesty.org/en/what-we-do/discrimination/lgbti-rights/.</ref> <ref>Human Rights Watch (2023), ''They Can Harass Us Because of the Laws: Violence and Discrimination against LGBT People in Saint Vincent and the Grenadines'', https://www.hrw.org/report/2023/07/20/they-can-harass-us-because-laws/violence-and-discrimination-against-lgbt-people.</ref>
La violenza contro la comunità LGBTQIA+ si manifesta in numerose forme: <ref>Amnesty International, ''LGBTI Rights'', https://www.amnesty.org/en/what-we-do/discrimination/lgbti-rights/.</ref> <ref>Human Rights Watch (2023), ''They Can Harass Us Because of the Laws: Violence and Discrimination against LGBT People in Saint Vincent and the Grenadines'', https://www.hrw.org/report/2023/07/20/they-can-harass-us-because-laws/violence-and-discrimination-against-lgbt-people.</ref>
*'''Aggressioni fisiche''': le persone LGBTQIA+ possono essere soggette ad attacchi fisici, che vanno da percosse a violenze gravi, talvolta fatali. Questi attacchi, spesso frutto di omofobia e transfobia, si verificano in contesti pubblici o privati e fanno parte di un sistema più ampio di esclusione.
*'''Aggressioni fisiche''': le persone LGBTQIA+ possono essere soggette ad attacchi fisici, che vanno da percosse a violenze gravi, talvolta fatali. Questi attacchi, spesso frutto di omofobia e transfobia, si verificano in contesti sia pubblici sia privati.
*'''Abusi psicologici''': oltre alla violenza fisica, le vittime sono frequentemente colpite da abusi psicologici, che includono insulti, minacce e altre forme di intimidazione. Questi atti mirano a degradare l’autostima e a creare un clima di terrore e isolamento.
*'''Abusi psicologici''': oltre alla violenza fisica, le vittime sono frequentemente colpite da abusi psicologici, che includono insulti, minacce e altre forme di intimidazione. Questi atti mirano a degradare l’autostima e a creare un clima di terrore e isolamento.
*'''Bullismo''': particolarmente diffuso nelle scuole e nei contesti giovanili, esso colpisce in maniera significativa gli studenti LGBTQIA+. Questo fenomeno può portare a conseguenze a lungo termine, come disturbi da stress post-traumatico, ansia e depressione.
*'''Bullismo''': particolarmente diffuso nelle scuole e nei contesti giovanili, il bullismo colpisce in maniera significativa gli studenti LGBTQIA+. Questo fenomeno può portare a conseguenze a lungo termine, come disturbi da stress post-traumatico, ansia e depressione.
*'''Molestie sessuali''': le molestie sessuali, che comprendono commenti inappropriati, toccamenti non desiderati e altri abusi di natura sessuale, danneggiano la dignità e la sicurezza delle persone LGBTQIA+.
*'''Molestie sessuali''': le molestie sessuali, che comprendono commenti inappropriati, toccamenti non desiderati e altri abusi di natura sessuale, danneggiano la dignità e la sicurezza delle persone LGBTQIA+.
*'''Crimini d’odio''': gli atti di violenza motivati da pregiudizi – i cosiddetti crimini d’odio – sono particolarmente gravi. Questi atti non solo hanno lo scopo di intimidire la vittima, ma mirano anche a terrorizzare l’intera comunità, perpetuando uno stigma sociale diffuso.
*'''Crimini d’odio''': gli atti di violenza motivati da pregiudizi – i cosiddetti crimini d’odio non solo hanno lo scopo di intimidire la vittima, ma mirano anche a terrorizzare l’intera comunità, perpetuando uno stigma sociale diffuso.
*'''Vulnerabilità delle persone transgender''': le persone transgender, in particolare le donne transgender di colore, sono esposte a tassi di violenza e omicidi significativamente più elevati rispetto ad altri gruppi. La discriminazione sistemica e la mancanza di adeguato supporto istituzionale esacerbano questa vulnerabilità, rendendo l’accesso a servizi di protezione e assistenza estremamente difficile.
*'''Vulnerabilità delle persone transgender''': le persone transgender, in particolare le donne transgender di colore, sono esposte a tassi di violenza e omicidi significativamente più elevati rispetto ad altri gruppi. La discriminazione sistemica e la mancanza di adeguato supporto istituzionale esacerbano questa vulnerabilità, rendendo l’accesso a servizi di protezione e assistenza estremamente difficile.


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===Risposta istituzionale e attivismo===
===Risposta istituzionale e attivismo===
La lotta contro le violenze e le molestie è stata affrontata attraverso un approccio multidimensionale che unisce interventi istituzionali e attività di attivismo
La lotta contro le violenze e le molestie verso le persone LGBTQIA+ si basa su un approccio che combina interventi istituzionali, politiche di tutela e attività di attivismo sociale. Le normative esistenti e le organizzazioni attive lavorano insieme per contrastare discriminazioni e violenze.
====Risposte istituzionali====
====Risposte istituzionali====
Molti paesi hanno adottato politiche di tolleranza zero e normative specifiche per contrastare i crimini d’odio. Le forze dell’ordine sono chiamate a intervenire tempestivamente per reprimere gli abusi, mentre le leggi anti-discriminazione mirano a proteggere le vittime. Tuttavia, persistono criticità legate alla formazione specifica degli operatori e alla rapida applicazione delle normative.
Tra le leggi italiane più rilevanti si segnalano la Legge Mancino (L. 205/1993), che punisce i crimini d’odio basati su orientamento sessuale e identità di genere, e la Legge Cirinnà (L. 76/2016), che riconosce le unioni civili e tutela i diritti delle coppie omosessuali. Il Codice Penale prevede inoltre aggravanti per i reati motivati da omotransfobia. Tuttavia, restano criticità legate all’applicazione concreta delle leggi e alla formazione degli operatori coinvolti.
 
A livello internazionale, vari paesi hanno adottato misure analoghe o ulteriori. In Canada, nei Paesi Bassi e in Spagna esistono leggi che vietano esplicitamente la discriminazione basata sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere. L'Unione Europea ha introdotto strategie comuni, come la "Strategia per l'Uguaglianza LGBTQI 2020-2025", con l'obiettivo di promuover ei diritti e pari opportunità in tutti gli stati membri.
 
====Interventi e campagne di sensibilizzazione====
====Interventi e campagne di sensibilizzazione====
Campagne di sensibilizzazione e programmi educativi sono fondamentali per informare il pubblico sugli effetti devastanti della violenza contro la comunità LGBTQIA+ e per promuovere il rispetto e la tolleranza. Queste iniziative sono spesso supportate da organizzazioni non governative e movimenti di attivismo.
Le campagne di sensibilizzazione e i programmi educativi costituiscono una componente ricorrente delle politiche di contrasto alla discriminazione.
 
In Italia, iniziative come ''"Scuole in rete contro l'omofobia"'' o ''"Educare alle differenze"'' sono attuate in ambito scolastico attraverso percorsi formativi per studenti e insegnanti. Campagne istituzionali come ''"Da' voce al rispetto"'', promossa dal Dipartimento per le pari opportunità, diffondono messaggi contro l'odio e la violenza tramite i media e le affissioni pubbliche.
 
In ambito internazionale, l'UNESCO promuove linee guida per l'inclusione delle tematiche LGBTQIA+ nei curricula scolastici. Le Nazioni Unite portano avanti la campagna ''"Free & Equal"'' per la sensibilizzazione globale sui diritti delle persone appartenenti alla comunità.
 
====Supporto alle vittime====
====Supporto alle vittime====
Organizzazioni come il Trevor Project, il Transgender Law Center e altri gruppi locali offrono supporto legale, psicologico e sociale alle vittime di violenza. Questi servizi includono linee di assistenza, rifugi sicuri e consulenza, contribuendo a mitigare le conseguenze degli abusi e a prevenire ulteriori tragedie.
Numerose organizzazioni forniscono supporto legale, psicologico e sociale alle vittime di violenza e discriminazione. In Italia, associazioni come Arcigay e Associazione Transgenere offrono servizi di consulenza, linee telefoniche di assistenza e spazi protetti. Negli Stati Uniti, gruppi come il Trevor Project e il Transgender Law Center forniscono supporto psicologico, legale e programmi di prevenzione del suicidio, contribuendo a mitigare le conseguenze degli abusi. Questo sostegno è fondamentale per aiutare le persone colpite a superare le difficoltà legate alla violenza e alla discriminazione.
====Interventi nelle scuole====
====Interventi nelle scuole====
Programmi anti-bullismo e politiche di inclusione nelle scuole sono essenziali per creare ambienti sicuri e accoglienti per gli studenti LGBTQIA+. Queste iniziative mirano a prevenire episodi di violenza e a favorire una cultura di rispetto sin dalla giovane età.
Programmi anti-bullismo e politiche di inclusione nelle scuole sono essenziali per creare ambienti sicuri e accoglienti per gli studenti LGBTQIA+. Queste iniziative mirano a prevenire episodi di violenza e a favorire una cultura di rispetto sin dalla giovane età.
===Prospettive per il futuro===
===Prospettive per il futuro===
L'evoluzione delle tecnologie digitali e l'incremento della partecipazione della società civile offrono nuove prospettive per il contrasto alle violenze.
L'evoluzione delle tecnologie digitali e l'incremento della partecipazione della società civile offrono nuove prospettive per il contrasto alle violenze.
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L’implementazione di piattaforme online dedicate alla segnalazione di abusi e lo sviluppo di applicazioni per la sicurezza rappresentano soluzioni innovative per monitorare e intervenire in tempo reale. Questi strumenti facilitano una risposta immediata da parte delle autorità e contribuiscono a creare una rete di protezione capillare.<ref>Amnesty International, ''Online violence'',https://www.amnesty.org/en/what-we-do/technology/online-violence/.</ref>
L’implementazione di piattaforme online dedicate alla segnalazione di abusi e lo sviluppo di applicazioni per la sicurezza rappresentano soluzioni innovative per monitorare e intervenire in tempo reale. Questi strumenti facilitano una risposta immediata da parte delle autorità e contribuiscono a creare una rete di protezione capillare.<ref>Amnesty International, ''Online violence'',https://www.amnesty.org/en/what-we-do/technology/online-violence/.</ref>


====Strategie multidimensionali====
L'adozione di strategie che integrino interventi legislativi, programmi educativi e iniziative di attivismo appare essenziale per affrontare in maniera sistemica le cause profonde delle violenze. La collaborazione internazionale e lo scambio di best practice tra paesi e organizzazioni sono fondamentali per costruire un futuro in cui la sicurezza e la dignità di ogni individuo siano garantite.
====Collaborazione e mobilitazione globale====
====Collaborazione e mobilitazione globale====
La crescente partecipazione dei movimenti di attivismo e la collaborazione tra organizzazioni a livello globale probabilmente continueranno a rafforzare la lotta contro la violenza, promuovendo una cultura del rispetto e dell'inclusione che possa contribuire a ridurre drasticamente gli episodi di abusi.
La crescente partecipazione dei movimenti di attivismo e la collaborazione tra organizzazioni a livello globale probabilmente continueranno a rafforzare la lotta contro la violenza, promuovendo una cultura del rispetto e dell'inclusione che possa contribuire a ridurre drasticamente gli episodi di abusi.

Versione attuale delle 15:00, 19 mag 2025

La comunità LGBTQIA+ è formata da persone che si identificano come lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer, intersessuali, asessuali o in altre identità di genere e orientamenti sessuali non conformi alla norma eterosessuale e cisgender. Questa comunità si è spesso unita per rivendicare diritti, uguaglianza, visibilità, inclusione e rispetto delle diversità affettive, sessuali e di genere.[1]

Nascita della Comunità LGBTQIA+[modifica]

La comunità LGBTQIA+ in quanto tale ha origini recenti, ma raccoglie l'eredità di comunità e movimenti attivi fin dall'antichità e in contesti diversi dalla civiltà occidentale. Per esempio, nell'Ottocento molte tribù indigene del Nordamerica includevano più di due generi tra di loro e la figura detta “Two-Spirits” era associata a persone che riunivano aspetti sia maschili che femminili[2].

Origini antiche[modifica]

In alcune civiltà antiche, come quella greca, le relazioni tra uomini erano considerate parte integrante della vita sociale e culturale, e figure come Platone esploravano il concetto di amore tra uomini nelle loro opere[3]. Anche nell’antica Roma, le coppie maschili non erano rare ed erano generalmente accettate nelle élite.

Medioevo e Rinascimento[modifica]

Con l'avvento del Medioevo, l'influenza della Chiesa cristiana portò a una forte condanna delle relazioni omosessuali: l'omosessualità veniva associata all'eresia e spesso punita severamente, sebbene esistessero comunque comunità clandestine e artisti che, in forma velata, esprimevano temi affini [4]. Durante il Rinascimento, la riscoperta della cultura classica favorì una parziale riapertura verso tali tematiche, almeno all'interno delle élite intellettuali, dove figure come Leonardo da Vinci e Michelangelo sono oggi ricordate anche per il loro legame con l’omosessualità[5] [6].

Ottocento[modifica]

I primi cambiamenti di atteggiamento dell’Occidente rispetto alle questioni sessuali non si presentarono come modi di riappropriarsi i diritti. Nell'Ottocento vi furono forme primordiali di attivismo LGBTQIA+. Karl Heinrich Ulrichs coniò il termine “Urning” per uomini che amano gli uomini. Il sessuologo tedesco Magnus Hirschfeld, fondatore dell’Istituto per la Scienza Sessuale a Berlino, lottò per la decriminalizzazione dell’omosessualità e i diritti transgender[7][8].

Prima metà del Novecento[modifica]

Già nel 1928, nei pasi di lingua inglese la scrittrice Radclyffe Hall aveva fatto parlare di sé con la pubblicazione di The Well of Loneliness, un romanzo che trattava apertamente l’amore tra donne, suscitando un grande scandalo ma diventando anche un simbolo importante per molte persone. Durante la prima metà del Novecento, nonostante l’omosessualità fosse ancora considerata un tabù, iniziarono a emergere forme di attivismo, anche se in modo molto discreto.

Negli Stati Uniti, nel 1950 nacque la Mattachine Society, una delle prime organizzazioni a supportare i diritti delle persone omosessuali. Nel 1955 si costituì l'associazione delle Daughters of Bilitis, pensata specificamente per le donne lesbiche. Entrambi i gruppi cominciarono a organizzare incontri, pubblicare riviste e costruire una rete di sostegno per rompere l’isolamento e opporsi all’oppressione. Da lì in poi, il movimento lesbico iniziò a prendere sempre più forza in modo autonomo.[9]

I moti di Stonewall[modifica]

Un momento fondamentale nella storia della comunità LGBTQIA+ fu rappresentato dai moti di Stonewall a New York. Negli anni Sessanta, negli Stati Uniti, le persone LGBTQIA+ vivevano infatti sotto la costante minaccia di discriminazioni e persecuzioni. La notte del 28 giugno 1969, durante un raid della polizia allo Stonewall Inn, un bar gay nel quartiere del Greenwich Village a New York, i clienti, esasperati dagli abusi subiti per anni, decisero di reagire. Questa reazione spontanea si trasformò in giorni di proteste e scontri con la polizia[10].

Questi eventi segnarono una svolta nella lotta per i diritti della comunità, ispirando la nascita di organizzazioni come il Gay Liberation Front e la Gay Activists Alliance. Da quel momento, l'attivismo LGBTQIA+ divenne più visibile e organizzato, influenzando il movimento a livello globale[11]. Un anno dopo, nel giugno 1970, si tenne a New York la prima marcia del Gay Pride, nata come conseguenza diretta dei moti di Stonewall. Oggi, quell’evento è ricordato ogni anno con il Pride Month, celebrato in tutto il mondo[12].

Sviluppi successivi[modifica]

Dalla fine del Novecento, la comunità LGBTQIA+ ha compiuto importanti passi avanti in termini di diritti, visibilità e accettazione. I cambiamenti legislativi e culturali hanno ridefinito il panorama della lotta per l'uguaglianza, trasformando il movimento in un fenomeno globale sostenuto dalla collaborazione tra attivisti, istituzioni, media e organizzazioni della società civile.

Evoluzione legislativa e diritti civili[modifica]

A partire dagli anni Settanta, molti paesi hanno iniziato a riconoscere i diritti civili delle persone LGBTQIA+, introducendo normative a tutela delle minoranze sessuali. Questo percorso ha portato in diversi paesi al riconoscimento legale delle relazioni omosessuali con l’introduzione delle unioni civili e, successivamente, del matrimonio egualitario. Queste misure hanno garantito alle coppie dello stesso sesso gli stessi diritti e protezioni legali delle coppie eterosessuali, rappresentando una svolta storica nella lotta per l'uguaglianza[13].

Parallelamente, le leggi anti-discriminazione hanno fornito strumenti legali per contrastare esclusioni e abusi in ambiti come il lavoro, l'istruzione e l’accesso ai servizi pubblici[14]. Programmi educativi, soprattutto nelle scuole, mirano a ridurre i pregiudizi fin dalla giovane età, grazie a politiche contro il bullismo e percorsi di formazione sulla diversità e l’inclusione.

Organizzazioni internazionali come l’ILGA (International Lesbian, Gay, Bisexual, Trans and Intersex Association) monitorano e promuovono i diritti umani della comunità LGBTQIA+ a livello globale. In Italia, ONG come Arcigay, Amnesty International Italia e Famiglie Arcobaleno hanno un ruolo attivo anche a livello nazionale nel sensibilizzare l’opinione pubblica e fare pressione sulle istituzioni.

Cultura, identità e rappresentazione[modifica]

I media e la cultura hanno avuto un'influenza determinante nel modellare l'immaginario collettivo e nel cambiare la percezione della comunità LGBTQIA+[15].

Media tradizionali e cinema[modifica]

A partire dagli anni Settanta, il mondo del cinema, della televisione e della musica ha iniziato a raccontare le vite delle persone LGBTQIA+ in modo più autentico e umano. Film come Philadelphia (1993) e Milk (2008) hanno portato queste storie all'attenzione del grande pubblico, contribuendo a sensibilizzare l’opinione pubblica e a favorire una maggiore accettazione[16] [17].

Anche le piattaforme digitali e i social media hanno avuto un impatto notevole. Questi spazi virtuali hanno permesso la creazione di comunità online, la condivisione di esperienze personali e la mobilitazione immediata contro episodi di discriminazione. Campagne virali, hashtag di denuncia e video testimonianze hanno contribuito a dare visibilità alle problematiche della comunità LGBTQIA+ e a rafforzare le reti di supporto.

Arte, documentari e rappresentazione[modifica]

Documentari, serie TV e campagne pubblicitarie hanno svolto un ruolo chiave nel contrastare i pregiudizi e nel promuovere la diversità delle esperienze individuali. Serie televisive come Orange Is the New Black (2013) e Pose (2018) hanno offerto rappresentazioni realistiche e sfaccettate delle vite delle persone LGBTQIA+.

Inoltre, la copertura mediatica di eventi come i moti di Stonewall e le marce del Pride ha avuto un impatto fondamentale nel denunciare le discriminazioni e nel mobilitare il sostegno alla causa, spingendo le istituzioni ad adottare misure di tutela per i diritti della comunità.[18].

Situazione contemporanea[modifica]

L’innovazione digitale ha trasformato non solo le modalità di comunicazione, ma anche il modo in cui la comunità LGBTQIA+ si organizza e reagisce alle discriminazioni. Le piattaforme online hanno creato spazi di aggregazione e attivismo, consentendo a individui e gruppi di condividere informazioni, promuovere eventi e mobilitarsi rapidamente. Questo nuovo modello di attivismo, spesso caratterizzato da campagne virali e iniziative di sensibilizzazione, ha mantenuto alta l’attenzione su episodi di discriminazione e violenza, spingendo le autorità a rispondere in modo più tempestivo.

Tuttavia, permangono numerose sfide. La comunità transgender continua a essere esposta a livelli elevati di discriminazione e violenza, spesso aggravati da leggi restrittive e dalle narrazioni transfobiche diffuse in alcuni paesi. In questo contesto, è spesso usato il concetto di intersezionalità, che si riferisce al modo in cui diverse forme di discriminazione – come quelle basate su genere, orientamento sessuale, razza, disabilità o classe sociale – si intrecciano e si sovrappongono, creando esperienze uniche e più complesse di emarginazione. Per esempio, una persona transgender che è anche nera o disabile può affrontare non solo la transfobia, ma anche il razzismo o l’abilismo, in un insieme di oppressioni che non possono essere considerate separatamente. In pratica, persone appartenenti a più gruppi marginalizzati subiscono discriminazioni multiple e interconnesse, che rendono ancora più difficile la loro battaglia per l’uguaglianza.

Negli ultimi anni, il movimento per i diritti LGBTQIA+ ha assunto una dimensione globale, grazie alla collaborazione tra attivisti di diverse nazioni, alla condivisione di strategie attraverso il web e alla partecipazione a conferenze internazionali. Questo scambio di risorse e buone pratiche ha rafforzato il movimento, contribuendo a promuovere cambiamenti culturali e legislativi in tutto il mondo.

La sinergia tra attivisti, media e istituzioni ha favorito anche l’adozione di nuove tecnologie per monitorare e denunciare abusi, creando reti di supporto immediate per le vittime. Questo approccio ha permesso una risposta più coordinata e incisiva da parte delle autorità, consolidando l’impegno globale per la tutela dei diritti della comunità LGBTQIA+[19].

Discriminazione[modifica]

La comunità LGBTQIA+ continua a subire discriminazioni su diversi livelli, che vanno da forme legali e istituzionali a quelle sociali e culturali. Questi meccanismi di esclusione, stigmatizzazione e violenza hanno radici profonde nella storia e influenzano ancora oggi la vita quotidiana di molte persone[20].

Radici storiche della discriminazione[modifica]

Le discriminazioni contro le persone LGBTQIA+ si basano su tradizioni culturali, religiose e normative che, per secoli, hanno escluso e perseguitato molte espressioni di identità e orientamento sessuale non conformi ai modelli eteronormativi. Fin dall’antichità, istituzioni religiose e governi hanno contribuito a diffondere un’immagine negativa delle relazioni omosessuali. Dottrine e testi antichi hanno spesso associato l’omosessualità a comportamenti considerati devianti o peccaminosi, giustificando persecuzioni ed emarginazione[21]. Questi pregiudizi hanno alimentato una visione distorta delle identità queer, rafforzando discriminazioni che si sono protratte nei secoli.

Eredità normativa[modifica]

Il retaggio di leggi punitive e politiche discriminatorie ha avuto un impatto duraturo sulla comunità LGBTQIA+. In molte parti del mondo, le relazioni omosessuali sono state criminalizzate per lungo tempo, e ancora oggi alcuni paesi mantengono legislazioni repressive. La memoria storica delle persecuzioni ha inoltre generato un clima di sfiducia verso le istituzioni, rendendo più difficile l’applicazione di misure efficaci per garantire l’inclusione e la tutela dei diritti fondamentali delle persone LGBTQIA+. Questa sfiducia, radicata nell’esperienza collettiva di marginalizzazione, può tradursi in una minore partecipazione della comunità LGBTQIA+ ai processi politici e sociali, nella riluttanza a denunciare abusi o discriminazioni, e in una generale resistenza ad affidarsi ai servizi pubblici, riduce così l’efficacia delle politiche di inclusione e protezione[22].

Discriminazione legale e istituzionale[modifica]

L’assenza di leggi anti-discriminazione specifiche per la tutela delle persone LGBTQIA+ in settori come il lavoro, l’istruzione e l’accesso ai servizi pubblici contribuisce a creare un ambiente di vulnerabilità. Queste lacune legislative, unite a pregiudizi culturali ancora diffusi, alimentano situazioni di esclusione e ostilità, rendendo più complessa l’integrazione sociale delle persone LGBTQIA+[23].

Discriminazione sul posto di lavoro[modifica]

La discriminazione sul posto di lavoro è una delle sfide più diffuse e complesse che le persone LGBTQIA+ devono affrontare, con ripercussioni significative sia a livello professionale che personale[24][25]. Molti lavoratori LGBTQIA+ subiscono discriminazioni che si manifestano in diverse forme, tra cui rifiuti di assunzione, licenziamenti ingiusti, ostacoli alle promozioni e molestie sul luogo di lavoro. Queste pratiche non solo limitano le opportunità di carriera, ma hanno un impatto negativo sul benessere psicologico e fisico delle persone coinvolte, creando ambienti lavorativi ostili e poco inclusivi.

Discriminazione nei servizi sanitari e nell'istruzione[modifica]

Le persone LGBTQIA+ affrontano discriminazioni significative nei settori della sanità e dell’istruzione[26].

Servizi sanitari[modifica]

L’accesso a cure mediche adeguate può essere ostacolato da pregiudizi, dalla mancanza di formazione specifica degli operatori sanitari e, in alcuni casi, dal rifiuto esplicito di fornire assistenza. Le persone transgender, per esempio, incontrano spesso difficoltà nell’ottenere trattamenti di affermazione di genere, come la terapia ormonale o la chirurgia, e possono temere giudizi e discriminazioni a tal punto da evitare di cercare cure mediche[27].

Istruzione[modifica]

Nel contesto scolastico, molti studenti LGBTQIA+ subiscono bullismo, esclusione e mancanza di supporto da parte di compagni e insegnanti. L’assenza di programmi educativi inclusivi e la diffusione di curricula che ignorano o stigmatizzano le esperienze LGBTQIA+ contribuiscono a creare ambienti scolastici poco sicuri, limitando il benessere e la crescita personale degli studenti[28].

Manifestazioni contemporanee della discriminazione[modifica]

Nonostante i progressi in termini di diritti e rappresentazione, la discriminazione rimane una realtà quotidiana per molte persone LGBTQIA+[29].

Integrazione e accesso[modifica]

La discriminazione si estende oltre il mondo del lavoro e dell’istruzione, influenzando anche l’accesso ai servizi sociali e alle opportunità di partecipazione civica. Barriere culturali e istituzionali impediscono l’integrazione completa delle persone LGBTQIA+ nella società, costringendole a lottare costantemente per il riconoscimento della propria identità e dei propri diritti.

Discriminazione interna[modifica]

Anche all’interno della stessa comunità LGBTQIA+ emergono dinamiche di esclusione. Per esempio, le persone transgender e non binarie talvolta non ricevono la stessa visibilità o il medesimo sostegno all’interno dei movimenti principali, creando ulteriori sfide in termini di rappresentazione e tutela. Questa mancanza di inclusione dimostra la necessità di un approccio intersezionale nella lotta per i diritti, affinché nessuna identità venga lasciata indietro [30].

Violenze e molestie[modifica]

Le persone LGBTQIA+ sono spesso bersaglio di atti di violenza e molestie, che possono assumere forme fisiche, psicologiche, sessuali e persino manifestarsi attraverso crimini d'odio. Tali aggressioni, motivate dal pregiudizio contro l'identità di genere o l'orientamento sessuale, costituiscono una delle sfide più gravi che la comunità deve affrontare quotidianamente[31].

Tipologie di violenze e molestie[modifica]

La violenza contro la comunità LGBTQIA+ si manifesta in numerose forme: [32] [33]

  • Aggressioni fisiche: le persone LGBTQIA+ possono essere soggette ad attacchi fisici, che vanno da percosse a violenze gravi, talvolta fatali. Questi attacchi, spesso frutto di omofobia e transfobia, si verificano in contesti sia pubblici sia privati.
  • Abusi psicologici: oltre alla violenza fisica, le vittime sono frequentemente colpite da abusi psicologici, che includono insulti, minacce e altre forme di intimidazione. Questi atti mirano a degradare l’autostima e a creare un clima di terrore e isolamento.
  • Bullismo: particolarmente diffuso nelle scuole e nei contesti giovanili, il bullismo colpisce in maniera significativa gli studenti LGBTQIA+. Questo fenomeno può portare a conseguenze a lungo termine, come disturbi da stress post-traumatico, ansia e depressione.
  • Molestie sessuali: le molestie sessuali, che comprendono commenti inappropriati, toccamenti non desiderati e altri abusi di natura sessuale, danneggiano la dignità e la sicurezza delle persone LGBTQIA+.
  • Crimini d’odio: gli atti di violenza motivati da pregiudizi – i cosiddetti crimini d’odio non solo hanno lo scopo di intimidire la vittima, ma mirano anche a terrorizzare l’intera comunità, perpetuando uno stigma sociale diffuso.
  • Vulnerabilità delle persone transgender: le persone transgender, in particolare le donne transgender di colore, sono esposte a tassi di violenza e omicidi significativamente più elevati rispetto ad altri gruppi. La discriminazione sistemica e la mancanza di adeguato supporto istituzionale esacerbano questa vulnerabilità, rendendo l’accesso a servizi di protezione e assistenza estremamente difficile.

Effetti della violenza[modifica]

Le conseguenze della violenza e delle molestie contro le persone LGBTQIA+ sono molteplici e spesso devastanti[34]. Le vittime possono sperimentare disturbi da stress post-traumatico (PTSD), ansia, depressione e un aumento del rischio di suicidio. La costante paura di ulteriori aggressioni può condurre a una progressiva chiusura sociale, limitando la libertà di movimento e la partecipazione a spazi pubblici[35]. Oltre agli effetti immediati, le violenze possono avere ripercussioni durature sulla salute fisica e psicologica, influenzando la qualità della vita e la capacità di instaurare relazioni sociali e lavorative.

Risposta istituzionale e attivismo[modifica]

La lotta contro le violenze e le molestie verso le persone LGBTQIA+ si basa su un approccio che combina interventi istituzionali, politiche di tutela e attività di attivismo sociale. Le normative esistenti e le organizzazioni attive lavorano insieme per contrastare discriminazioni e violenze.

Risposte istituzionali[modifica]

Tra le leggi italiane più rilevanti si segnalano la Legge Mancino (L. 205/1993), che punisce i crimini d’odio basati su orientamento sessuale e identità di genere, e la Legge Cirinnà (L. 76/2016), che riconosce le unioni civili e tutela i diritti delle coppie omosessuali. Il Codice Penale prevede inoltre aggravanti per i reati motivati da omotransfobia. Tuttavia, restano criticità legate all’applicazione concreta delle leggi e alla formazione degli operatori coinvolti.

A livello internazionale, vari paesi hanno adottato misure analoghe o ulteriori. In Canada, nei Paesi Bassi e in Spagna esistono leggi che vietano esplicitamente la discriminazione basata sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere. L'Unione Europea ha introdotto strategie comuni, come la "Strategia per l'Uguaglianza LGBTQI 2020-2025", con l'obiettivo di promuover ei diritti e pari opportunità in tutti gli stati membri.

Interventi e campagne di sensibilizzazione[modifica]

Le campagne di sensibilizzazione e i programmi educativi costituiscono una componente ricorrente delle politiche di contrasto alla discriminazione.

In Italia, iniziative come "Scuole in rete contro l'omofobia" o "Educare alle differenze" sono attuate in ambito scolastico attraverso percorsi formativi per studenti e insegnanti. Campagne istituzionali come "Da' voce al rispetto", promossa dal Dipartimento per le pari opportunità, diffondono messaggi contro l'odio e la violenza tramite i media e le affissioni pubbliche.

In ambito internazionale, l'UNESCO promuove linee guida per l'inclusione delle tematiche LGBTQIA+ nei curricula scolastici. Le Nazioni Unite portano avanti la campagna "Free & Equal" per la sensibilizzazione globale sui diritti delle persone appartenenti alla comunità.

Supporto alle vittime[modifica]

Numerose organizzazioni forniscono supporto legale, psicologico e sociale alle vittime di violenza e discriminazione. In Italia, associazioni come Arcigay e Associazione Transgenere offrono servizi di consulenza, linee telefoniche di assistenza e spazi protetti. Negli Stati Uniti, gruppi come il Trevor Project e il Transgender Law Center forniscono supporto psicologico, legale e programmi di prevenzione del suicidio, contribuendo a mitigare le conseguenze degli abusi. Questo sostegno è fondamentale per aiutare le persone colpite a superare le difficoltà legate alla violenza e alla discriminazione.

Interventi nelle scuole[modifica]

Programmi anti-bullismo e politiche di inclusione nelle scuole sono essenziali per creare ambienti sicuri e accoglienti per gli studenti LGBTQIA+. Queste iniziative mirano a prevenire episodi di violenza e a favorire una cultura di rispetto sin dalla giovane età.

Prospettive per il futuro[modifica]

L'evoluzione delle tecnologie digitali e l'incremento della partecipazione della società civile offrono nuove prospettive per il contrasto alle violenze.

Strumenti tecnologici[modifica]

L’implementazione di piattaforme online dedicate alla segnalazione di abusi e lo sviluppo di applicazioni per la sicurezza rappresentano soluzioni innovative per monitorare e intervenire in tempo reale. Questi strumenti facilitano una risposta immediata da parte delle autorità e contribuiscono a creare una rete di protezione capillare.[36]

Collaborazione e mobilitazione globale[modifica]

La crescente partecipazione dei movimenti di attivismo e la collaborazione tra organizzazioni a livello globale probabilmente continueranno a rafforzare la lotta contro la violenza, promuovendo una cultura del rispetto e dell'inclusione che possa contribuire a ridurre drasticamente gli episodi di abusi.

Note[modifica]

  1. Human Rights Campaign, Glossary of Terms, https://www.hrc.org/resources/glossary-of-terms.
  2. National Geographic, From LGBT to LGBTQIA+: The Evolving Recognition of Identity, Washington, D.C., National Geographic, https://www.nationalgeographic.com/history/article/from-lgbt-to-lgbtqia-the-evolving-recognition-of-identity.
  3. Encyclopedia Britannica – Homosexuality in Ancient Greece, https://www.britannica.com/topic/homosexuality/Homosexuality-in-ancient-Greece .
  4. Encyclopedia Britannica – Christianity and Homosexuality, https://www.britannica.com/topic/homosexuality/Christianity-and-homosexuality.
  5. University of Oxford, CFP: Always Here – Non-Binary/Gender, Trans Identities, and Queerness in the Global Middle Ages (c. 250–1650), Oxford, University of Oxford, 2025 https://medieval.ox.ac.uk/2025/01/23/cfp-always-here-non-binarygender-trans-identities-andqueerness-in-the-global-middleages-c-250-1650/.
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Bibliografia[modifica]