Omicidio di Elisa Claps: differenze tra le versioni

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L’omicidio di Elisa Claps, avvenuto il 12 settembre 1993, è uno dei casi di cronaca nera più conosciuti in Italia. La vittima, Elisa Claps, una studentessa di soli 16 anni, viene uccisa da  Danilo Restivo, di 21 anni, che venne incarcerato solo molti anni successivi al fatto, dopo il ritrovamento del cadavere della ragazza, nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità a Potenza, il 17 marzo 2010.
L’omicidio di Elisa Claps, avvenuto a Potenza il 12 settembre 1993, è uno dei casi di cronaca nera più conosciuti in Italia. La vittima, Elisa Claps, una studentessa di 16 anni, viene uccisa da  Danilo Restivo, di 21 anni, che nascose il corpo nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità a Potenza. Per 17 anni la vittima fu considerata una persona scomparsa; l'omicida fu arrestato solo dopo il ritrovamento del corpo, avvenuto il 17 marzo 2010.  


==Vita==
==Vita==
Elisa Claps nacque il 21 gennaio 1977 a Potenza, capoluogo della Basilicata, in una famiglia di  origini modeste. Figlia di Antonio Claps, tabaccaio, e di Filomena Iemma, impiegata, Elisa aveva anche due fratelli maggiori: Gildo e Luciano Claps, rispettivamente di 25 e 22 anni all’epoca dei fatti e con loro aveva un rapporto molto stretto, specialmente con il primogenito, studente di legge.
Elisa Claps nacque il 21 gennaio 1977 a Potenza, capoluogo della Basilicata, in una famiglia di  origini modeste. Figlia di Antonio Claps, tabaccaio, e di Filomena Iemma, impiegata, Elisa aveva anche due fratelli maggiori: Gildo e Luciano Claps, rispettivamente di 25 e 22 anni al momento della scomparsa della sorella. Elisa aveva un rapporto molto stretto con i fratelli, specialmente con il primogenito, studente di legge, che si impegnò per anni nelle ricerche della sorella, fondando anche, nel 2002, l'associazione ''Penelope'' per l'assistenza a famiglie che non hanno più notizie di un proprio caro o amico<ref> ''La nostra missione'', "Penelopeitalia.org". https://www.penelopeitalia.org/mission/ </ref>.
Infatti, proprio quest’ultimo, negli anni a seguire la scomparsa della giovane, non smise mai di ricercare la verità su ciò che era capitato alla sorella, fondando anche, nel 2002, un’associazione in suo onore, con il nome di “''Penelope''”, che si impegna a dare sostegno a tutte le famiglie che non hanno più notizie di un proprio caro o amico scomparso<ref> [https://www.penelopeitalia.org/mission/ l'associazione Penelope] in ''penelopeitalia.org'' </ref>.
 
La ragazza era una diligente studentessa e frequentava il terzo anno del liceo classico di Potenza. Nonostante la giovane età, Elisa aveva le idee chiare: una volta conseguito il diploma di scuola superiore, avrebbe studiato medicina, con l’ambizione di lavorare in Africa, unendosi ai Medici senza frontiera <ref> [https://www.lanuova.net/un-ambulatorio-in-africa-in-memoria-di-elisa-gildo-claps-realizzeremo-il-suo-sogno-voleva-diventare-un-medico/ i Medici senza frontiera] in ''lanuova.net''</ref>.
La ragazza era una diligente studentessa, iscritta al terzo anno del liceo classico di Potenza.
Elisa, da cattolica quale era, amava anche frequentare gli ambienti ecclesiastici e andava a messa tutte le domeniche, nella vicina chiesa di San Michele, dove cantava nel coro.
Inoltre frequentava gli ambienti ecclesiastici e andava a messa tutte le domeniche, nella vicina chiesa di San Michele, dove cantava nel coro<ref> Zaccagnino, ''Sono io Elisa Claps'', p. 28</ref>.


==Scomparsa==
==Scomparsa==
La sera di sabato 11 settembre del 1993 Elisa ricevette una chiamata, al telefono di casa, da parte di Danilo Restivo. Quest'ultimo era figlio del direttore della Biblioteca Nazionale di Potenza e conoscente di Elisa. Da coloro che lo conoscevano, veniva descritto come un uomo disturbato e con evidenti problemi di socializzazione: era sempre respinto dai suoi coetanei e preso in giro per il modo di comportarsi e relazionarsi. Anzi, quelle poche volte che lo faceva, le persone, soprattutto le ragazze, ne erano infastidite, quasi intimorite.  
La sera di sabato 11 settembre del 1993 Elisa ricevette una chiamata, al telefono di casa, da parte di Danilo Restivo. Quest'ultimo era figlio del direttore della Biblioteca Nazionale di Potenza e conoscente di Elisa. Da coloro che lo conoscevano, veniva descritto come un uomo disturbato e con evidenti problemi di socializzazione: era sempre respinto dai suoi coetanei e preso in giro per il modo di comportarsi e relazionarsi, che provocava anche timore. Inoltre, importunava le donne, corteggiandole in maniera insistente e con la strana abitudine di tagliare loro di nascosto ciocche di capelli che poi conservava<ref>Melissa Scotto di Mase, ''La storia di Elisa Claps: l’omicidio, il ritrovamento del corpo e la condanna di Danilo Restivo'', "Fanpage.it", 7 novembre 2023. https://www.fanpage.it/attualita/la-storia-di-elisa-claps-lomicidio-il-ritrovamento-del-corpo-e-la-condanna-di-danilo-restivo/</ref>. In più occasioni, era stato denunciato alla polizia: la prima volta per aver ferito con un coltellino, per semplice divertimento, un dodicenne, mentre altre volte per le molestie, che egli faceva attraverso telefonate anonime a decine di donne <ref>Di Vito e Amendolara, ''Elisa Claps'', pp. 54-57.</ref>.  
Danilo, quella sera, propose a Elisa un appuntamento per il giorno seguente, davanti la chiesa della Santissima Trinità, con la scusa di volerle consegnare un regalo, per l'esame di riparazione di greco che lei aveva superato, e anche per farsi dare dei consigli riguardo una ragazza, di cui lui si era invaghito <ref> [https://www.fanpage.it/attualita/l-omicidio-di-elisa-claps-la-ragazza-rimasta-sepolta-per-18-anni-nella-soffitta-della-chiesa/ la chiamata sospetta] in ''fanpage.it''</ref>. La giovane, seppur non gradisse molto la sua compagnia, acconsentì a incontrarsi l’indomani.
 
Danilo, quella sera, propose a Elisa un appuntamento per il giorno seguente, davanti alla chiesa della Santissima Trinità. Come giustificazioni per l'appuntamento presentò il desiderio di consegnare a Elisa un regalo, per l'esame di riparazione di greco che la ragazza aveva appena superato, e anche quello di chiedere dei consigli riguardo una ragazza di cui si era invaghito <ref>
Angela Marino, ''L’omicidio di Elisa Claps, sepolta per 17 anni nella soffitta della chiesa'' "Fanpage.it". https://www.fanpage.it/attualita/l-omicidio-di-elisa-claps-la-ragazza-rimasta-sepolta-per-18-anni-nella-soffitta-della-chiesa/ </ref>. La giovane, seppur non gradisse molto la sua compagnia, acconsentì a incontrarsi l’indomani.
 
Il 12 settembre, la famiglia Claps aveva in programma un pranzo domenicale nella propria casa di campagna nell’agro di Tito Scalo <ref>Sciarelli e Claps, ''Per Elisa'', p. 5</ref>, nella periferia di Potenza. Lì Elisa avrebbe dovuto raggiungere i parenti, insieme a suo fratello Gildo, non appena conclusa la messa a cui aveva detto che avrebbe assistito.


Il 12 settembre, la famiglia Claps aveva in programma, ormai da tradizione, un pranzo domenicale nella loro casa di campagna nell’agro di Tito Scalo <ref>Federica Sciarelli, Gildo Claps, ''Per Elisa. Il caso Claps: 18 anni di depistaggi, silenzi e omissioni'', Milano, Rizzoli, 2011, pag. 5</ref>, in periferia di Potenza, dove Elisa avrebbe dovuto raggiungerla, insieme a suo fratello Gildo, non appena conclusasi la celebrazione religiosa.
Elisa, dunque, quella mattina uscì di casa accompagnata dalla migliore amica, Eliana De Cillis, che Elisa, d’accordo con la madre, aveva precedentemente invitato al pranzo familiare. Arrivate alla chiesa della Santissima Trinità, le due amiche si separarono, cosicché Elisa potesse parlare con Danilo da sola; si diedero però appuntamento in un bar vicino per potersi incontrare più tardi <ref> ''Sedicenne scompare dopo la messa allarme e mistero a Potenza'', "la Repubblica", 17 settembre 1993. https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1993/09/17/sedicenne-scompare-dopo-la-messa-allarme-mistero.html</ref>.
Elisa, dunque, quella stessa mattina uscì di casa accompagnata dalla migliore amica, Eliana De Cillis, che Elisa, d’accordo con la madre, aveva precedentemente invitato al pranzo familiare.  
Le due quindi si incamminarono verso la chiesa della Santissima Trinità, dove l’amica lasciò Elisa da sola, in modo tale che potesse incontrare Danilo, dandole poi appuntamento in un bar vicino per potersi rincontrare in un secondo momento <ref> [https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1993/09/17/sedicenne-scompare-dopo-la-messa-allarme-mistero.html l'appuntamento con Danilo] in ''la Repubblica''</ref>.


Da quando la giovane mise piede in quella chiesa, per incontrarsi con l'uomo, non si ebbero più notizie di lei.
Da quando la ragazza mise piede in quella chiesa, per incontrarsi con Restivo, non si ebbero più notizie di lei. Infatti, suonate le campane di mezzogiorno, Eliana, non vedendo l’amica uscire dalla chiesa, si preoccupò e comunicò subito la notizia al fratello maggiore di Elisa, Gildo, che stava aspettando la sorella. Trascorse le ore, della studentessa ancora non c’erano tracce. Da quel momento iniziarono le ricerche , che però rimasero senza risultato per 17 anni, quando, nel marzo 2010, vennero ritrovati i resti del corpo della giovane nella chiesa della Santissima Trinità.
Infatti, suonate le campane di mezzogiorno, Eliana, non vedendo l’amica uscire dalla chiesa stessa, si iniziò a preoccupare e si recò presso casa Claps, comunicando la notizia al fratello maggiore di Elisa, Gildo, che stava aspettando la sorella all’interno della casa stessa, per poi potersi recare al pranzo atteso. Trascorse le ore, della studentessa ancora non c’erano tracce e, grazie alla testimonianza dell’amica di Elisa, Eliana, si scoprì finalmente il nome del ragazzo con cui la giovane si era incontrata la domenica mattina, ovvero Danilo Restivo.
Da questo momento in poi iniziarono le ricerche imperterrite di Elisa Claps, il cui corpo venne rinvenuto solo 17 anni dopo, nella medesima chiesa da cui lei non uscì mai.


==Indagini==
==Indagini==
La scomparsa di Elisa, ha congelato la vita dei suoi familiari. La madre smise di lavorare, mentre i fratelli, ormai impegnati a cercarla tra le vie di Potenza, abbandonarono gli studi per un po’ di tempo<ref> Mariagrazia Zaccagnino, ''Sono io Elisa Claps: nei diari inediti, sogni, speranze di una vita interrotta'', Avellino, Edigrafema, 2023, pag. 48-49</ref>.
La scomparsa di Elisa sconvolse la vita dei suoi familiari. La madre smise di lavorare, mentre i fratelli, impegnati a cercarla, abbandonarono gli studi per un lungo periodo di tempo<ref> Zaccagnino, ''Sono io Elisa Claps'', pp. 48-49</ref>.
Il giorno stesso della sparizione, i fratelli di Elisa, dopo svariati tentativi di convinzione, riuscirono a parlare con Restivo: l’ultimo ad aver incontrato Elisa quella mattina. Dopo la conversazione, non tanto fruttuosa, che i fratelli Claps intrapresero con Danilo, essi non rimasero convinti della sua versione e questo fece accrescere i sospetti su di lui <ref>Federica Sciarelli, Gildo Claps, ''Per Elisa. Il caso Claps: 18 anni di depistaggi, silenzi e omissioni'', Milano, Rizzoli, 2011, pag. 23-24</ref>. I due decisero in seguito di entrare nella chiesa della Santissima Trinità, in cui la 16enne fu vista per l’ultima volta, prima di sparire nel nulla, e all’interno della casa del Signore, si accorsero della presenza di una porta dietro l’altare, che portava ai piani superiori della chiesa stessa. Quest’ultima però non poteva essere aperta, poiché il possessore delle chiavi, il parroco stesso della chiesa, don Mimì, era andato via subito dopo la celebrazione religiosa fatta da lui <ref> Mariagrazia Zaccagnino, ''Sono io Elisa Claps: nei diari inediti, sogni, speranze di una vita interrotta'', Avellino, Edigrafema, 2023, pag. 72</ref>. Il parroco, inoltre, vieterà poi anche in seguito l’apertura della medesima porta.
Il giorno stesso della sparizione, i fratelli di Elisa riuscirono a parlare con Restivo, l’ultima persona ad aver incontrato Elisa quella mattina. Dopo la conversazione, non tanto fruttuosa, che i fratelli Claps intrapresero con Danilo, essi non rimasero convinti della sua versione<ref>Sciarelli e Claps, ''Per Elisa'' pp. 23-24</ref>. I due in seguito entrarono nella chiesa della Santissima Trinità e si accorsero che dietro un'altare era presente una porta che portava ai piani superiori della chiesa stessa. La porta però non poteva essere aperta, poiché il possessore delle chiavi, il parroco della chiesa, don Mimì, era andato via subito dopo aver celebrato la messa<ref>Zaccagnino, ''Sono io Elisa Claps'', p. 72</ref>. Il parroco, inoltre, vietò anche in seguito l’apertura della porta.
 
Gildo e Luciano, il giorno stesso, si rivolsero alla polizia e presentarono subito i propri sospetti su Danilo Restivo<ref>Sciarelli e Claps, ''Per Elisa'', p. 80</ref>. Nonostante questa segnalazione, le ricerche non partirono immediatamente: da protocollo, i familiari di persone scomparse possono denunciare l’accaduto solo dopo 48 ore, nel caso la persona che non si trova non ritorni di sua spontanea volontà.


Gildo e Luciano, il giorno stesso, si rivolsero alle squadre di polizia, per accelerare i tentativi di ricerca.
Le indagini vennero affidate alla PM Felicia Genovese e partirono da Restivo, l'ultimo ad aver visto Elisa. Quando gli agenti si recarono a casa di Restivo, il padre Maurizio comunicò che il figlio era da poco partito per Napoli, per sostenere un esame, e che sarebbe rincasato il giorno successivo <ref> ''Elisa Claps'', 5 ottobre 1993, "Chi l'ha Visto?" https://www.chilhavisto.rai.it/dl/clv/Misteri/ContentSet-44181156-43d6-4474-b957-82287351f4a2.html</ref>.
Raccontarono loro tutta la vicenda, facendo ricadere i loro sospetti su Danilo Restivo fin da subito <ref> Federica Sciarelli, Gildo Claps, ''Per Elisa. Il caso Claps: 18 anni di depistaggi, silenzi e omissioni'', Milano, Rizzoli, 2011, pag. 80</ref>.
Nonostante questa segnalazione, le ricerche non partirono immediatamente: da protocollo, i familiari di persone scomparse possono denunciarne l’accaduto solo dopo il giro di 48 ore, nel caso la persona che non si trova ritorni di sua spontanea volontà.


Fino a quel momento, in tanti credettero alla versione raccontata dagli agenti delle forze dell’ordine, i quali vedevano la scomparsa della giovane come un semplice caso di allontanamento volontario, anche se la famiglia Claps, conoscendo bene Elisa, non riteneva plausibile una tale versione della storia <ref> Mariagrazia Zaccagnino, ''Sono io Elisa Claps: nei diari inediti, sogni, speranze di una vita interrotta'', Avellino, Edigrafema, 2023, pag. 88-89</ref>.
Una volta tornato a Potenza, Danilo Restivo, insieme al padre e all’avvocato, si presentò in questura. Durante l’interrogatorio, Restivo dichiarò di essere rimasto a parlare con Elisa, dietro l’altare, prima ancora che la messa iniziasse, e di averla poi vista uscire dalla chiesa, mentre lui era rimasto all’interno di quest’ultima per pregare.  
Ormai la figura di Danilo era nota anche agli agenti: era un ragazzo enigmatico, importunava le donne, corteggiandole in maniere insistente e con la strana abitudine di tagliare loro di nascosto ciocche di capelli, per poi conservarle accuratamente<ref> [https://www.fanpage.it/attualita/la-storia-di-elisa-claps-lomicidio-il-ritrovamento-del-corpo-e-la-condanna-di-danilo-restivo/ la figura di Danilo Restivo] in ''fanpage.it''</ref>.
Oltretutto, Danilo, in più occasioni, venne denunciato alla polizia: la prima volta per aver ferito con un coltellino, per semplice divertimento, un dodicenne, mentre altre volte per le continue molestie, che egli faceva attraverso telefonate anonime a decine di donne <ref> Fabrizio Di Vito, Fabio Amendolara, ''Elisa Claps. Indagine nell’abisso della chiesa della Santissima Trinità'', Potenza, EdiMavi, 2023, pag 54-57</ref>.  


Le indagini vennero affidate alla PM Felicia Genovese e partirono proprio da Restivo. Quando gli agenti si recarono presso casa di Restivo, l'uomo, come comunicato dal padre Maurizio, era da poco partito per Napoli, per sostenere un esame, e che sarebbe dunque rincasato il giorno successivo <ref> [https://www.chilhavisto.rai.it/dl/clv/Misteri/ContentSet-44181156-43d6-4474-b957-82287351f4a2.html la partenza per Napoli] in ''Chi l'ha Visto?'' </ref>.
Gli inquirenti notarono inoltre sul dorso della mano del ragazzo una ferita simile al taglio provocato da lama. Agli agenti Restivo disse di essere caduto su una scala mobile in ricostruzione, in un cantiere nei pressi di Potenza, quando una scheggia di metallo si era conficcata tra pollice e indice, provocandogli quella strana ferita e sporcandogli i vestiti di sangue<ref>Di Vito e Amendolara, ''Elisa Claps'', pp. 12-13</ref>. Questa versione però destò dei dubbi, per alcuni motivi. Innanzitutto, nessuno lo aveva visto avvicinarsi al cantiere di cui parlava. In secondo luogo, non appena Danilo era tornato a casa, la mattina del 12 settembre, era stato accompagnato dalla sorella in ospedale per curare la ferita e il medico che lo aveva visitato confermò che si trattava di una ferita da taglio e non del frutto di una caduta dalle scale.  
Una volta tornato a Potenza, Danilo, insieme al padre e all’avvocato, si presentò in questura. Durante l’interrogatorio, il 21enne dichiarò di essere rimasto a parlare con Elisa, dietro l’altare, prima ancora che la messa iniziasse, e di averla poi vista uscire dalla chiesa, mentre lui era rimasto all’interno di quest’ultima per pregare .
Gli inquirenti notarono inoltre una ferita sul dorso della mano del ragazzo (quasi paragonabile ad un taglio provocato da lama), che Danilo si era procurato poche ore successive alla scomparsa di Elisa.
Agli agenti però egli disse di essere caduto su delle scale mobili in ricostruzione, in un cantiere nei pressi di Potenza, quando una scheggia di metallo si era conficcata tra pollice e indice, provocandogli quella strana ferita e sporcando quindi i vestiti di sangue<ref> Fabrizio Di Vito, Fabio Amendolara, ''Elisa Claps. Indagine nell’abisso della chiesa della Santissima Trinità'', Potenza, EdiMavi, 2023, pag. 12-13</ref>. Questa storia da lui raccontata però faceva acqua da tutti i pori per alcuni motivi. Innanzitutto, nessuno lo vide mai avvicinarsi al cantiere di cui egli stesso parlava. In secondo luogo, non appena Danilo tornò a casa, la mattina del 12 settembre, venne accompagnato dalla sorella in ospedale per curarsi quella brutta ferita e, il medico che lo visitò, confermò il fatto che quella fosse una ferita da taglio e non frutto di una caduta dalle scale.
La polizia quindi chiese alla famiglia Restivo di poter esaminare i vestiti insanguinati, che Danilo indossava il giorno della presunta caduta, ma questi ultimi, come disse il padre, erano già stati lavati e non potevano essere analizzati.


Durante il suo soggiorno a Potenza, Restivo aveva tentato in tutti i modi di depistare le indagini: da una postazione computer di una sala giochi mandò un’email all’indirizzo di posta elettronica della famiglia Claps, in cui comunicava loro che Elisa in realtà stava bene e non voleva essere cercata<ref> [https://www.fanpage.it/attualita/l-omicidio-di-elisa-claps-la-ragazza-rimasta-sepolta-per-18-anni-nella-soffitta-della-chiesa/ il depistaggio delle indagini] in ''fanpage.it''</ref>. Intanto, per allontanarlo da Potenza, il padre gli trovò un impiego a Roma, che poi lascerà per trasferirsi a Rimini, dove continuò comunque a molestare ed importunare le donne.
La polizia quindi chiese alla famiglia Restivo di poter esaminare i vestiti insanguinati, che Danilo indossava il giorno della presunta caduta; il padre però rispose che i vestiti erano già stati lavati e non potevano essere analizzati.


Nel 1999, un pentito mafioso collegato alla ’ndrangheta, Gennaro Cappiello, diventò un collaboratore di giustizia e nelle sue dichiarazioni parlò anche del caso di Elisa Claps, soprattutto concentrando il suo discorso sulla PM Felicia Genovese. Egli disse infatti che il padre di Restivo, Maurizio, avrebbe offerto al marito della Genovese una somma molto cospicua di denaro, affinché l’uomo potesse condizionare la moglie a influire le indagini su Danilo stesso<ref> [https://www.corriere.it/cronache/23_settembre_02/elisa-claps-danilo-restivo-omicidio-a2686f60-4969-11ee-9bd2-accbaad86dfa.shtml le indagini corrotte] in ''corriere.it''</ref>. Queste accuse vennero considerate infondate, ma, nonostante ciò, per una questione di maggiore sicurezza, il fascicolo del caso Claps venne spostato dalla procura di Potenza a quella di Salerno, con la creazione di una nuova squadra investigativa e un nuovo capo delle indagini, Barbara Strappato <ref>Fabrizio Di Vito, Fabio Amendolara, ''Elisa Claps. Indagine nell’abisso della chiesa della Santissima Trinità'', Potenza, EdiMavi, 2023, pag. 46</ref>.  
Restivo tentò poi di depistare le indagini: da una postazione computer di una sala giochi mandò un’email all’indirizzo di posta elettronica della famiglia Claps, in cui comunicava che Elisa in realtà stava bene e non voleva essere cercata<ref> ''L’omicidio di Elisa Claps, sepolta per 17 anni nella soffitta della chiesa'', Angela Marino, "Fanpage.it"
Le indagini quindi ripartirono e una delle prime cose fatte fu perquisire casa dei Restivo e gli interni della chiesa della Santissima Trinità, senza però trovare prove.  
https://www.fanpage.it/attualita/l-omicidio-di-elisa-claps-la-ragazza-rimasta-sepolta-per-18-anni-nella-soffitta-della-chiesa/</ref>. In seguito, per allontanarlo da Potenza, il padre gli trovò un impiego a Roma. Danilo Restivo si trasferì poi a Rimini, dove continuò comunque a molestare ed importunare le donne.
 
Il 7 marzo 1995, Restivo venne accusato di false dichiarazioni al PM sulla scomparsa di Elisa <ref>Di Vito e Amendolara, ''Elisa Claps'', p. 33</ref>, e venne condannato a 2 anni e 8 mesi, che scontò facendo lavori socialmente utili. Nello stesso anno dovette affrontare un altro processo, per stalking, che però si concluse con una semplice multa da pagare.
 
Nel 1999, un pentito mafioso collegato alla ’ndrangheta, Gennaro Cappiello, diventò un collaboratore di giustizia e nelle sue dichiarazioni parlò anche del caso di Elisa Claps, soprattutto concentrando il suo discorso sulla PM Felicia Genovese. Egli disse infatti che il padre di Restivo aveva offerto al marito della PM una somma cospicua di denaro per condizionare le indagini su Danilo stesso<ref> ''Il caso di Elisa Claps e Danilo Restivo, dall’inizio: «Com’è stato possibile che nessuno abbia visto quel corpo, in chiesa?»'', Carlo Macrì, 13 novembre 2023, "Corriere.it. https://www.corriere.it/cronache/23_settembre_02/elisa-claps-danilo-restivo-omicidio-a2686f60-4969-11ee-9bd2-accbaad86dfa.shtml</ref>. Queste accuse vennero considerate infondate, ma, per una questione di sicurezza, il fascicolo del caso Claps venne comunque spostato dalla procura di Potenza a quella di Salerno, con la creazione di una nuova squadra investigativa e un nuovo capo delle indagini, Barbara Strappato <ref>Di Vito e Amendolara, ''Elisa Claps'', p. 46</ref>. Le indagini quindi ripartirono; uno dei primi atti fu una nuova perquisisizione della casa dei Restivo e degli interni della chiesa della Santissima Trinità, senza però che venissero trovate prove.
 
===Allontanamento di Danilo Restivo dall'Italia e omicidio di Heather Barnett===
Nel 2002, Restivo decise di allontanarsi dall'Italia e si trasferì in Inghilterra, a Bournemouth, insieme alla compagna Fiamma Marsango, con la quale si sposò. Lì Restivo fece la conoscenza della vicina di casa, Heather Barnett, 48enne sarta e madre single di due figli. L'uomo le faceva molto spesso visita a casa e le commissionò delle tende per il suo salotto.
 
Nel novembre dello stesso anno, la signora Barnett venne trovata morta nel bagno di casa sua. Nelle mani della donna furono ritrovate alcune sue ciocche di capelli. Questo fece nascere sospetti su Danilo Restivo, che aveva proprio la strana abitudine di tagliare ciocche di capelli alle donne.
 
Restivo venne accusato dell'uccisione di Heather Barnett nel maggio del 2009, poco tempo prima del ritrovamento del corpo di Elisa Claps <ref> ''Heather Barnett, 21 anni fa l'omicidio della donna inglese per mano di Danilo Restivo'', 12 novembre 2023, "Skytg24". https://tg24.sky.it/cronaca/2023/08/30/heather-barnett-omicidio </ref>.


===Ritrovamento del corpo===
===Ritrovamento del corpo===
17 anni dopo la scomparsa di Elisa, il 17 marzo 2010, durante i lavori di ristrutturazione nella chiesa della Santissima Trinità, i resti del corpo della giovane vennero rinvenuti nel sottotetto della chiesa, da cui Elisa non mise più piede fuori.  
17 anni dopo la scomparsa di Elisa, il 17 marzo 2010, durante i lavori di ristrutturazione nella chiesa della Santissima Trinità, i resti del corpo della giovane vennero rinvenuti nel sottotetto della chiesa.
Oltre al cadavere, sono stati trovati anche frammenti dei suoi beni personali, tra cui reggiseno e jeans strappati, che fecero presumere un’aggressione a sfondo sessuale, da cui la ragazza tentò di sottrarsi senza successo.
 
Dalla perizia sul cadavere, si verificò la brutalità con cui la giovane venne uccisa: fu colpita 13 volte al torace e al collo, anteriormente e posteriormente, con un’arma da taglio (presumibilmente un coltello) e soffocata >ref> Fabrizio Di Vito, Fabio Amendolara, ''Elisa Claps. Indagine nell’abisso della chiesa della Santissima Trinità'', Potenza, EdiMavi, 2023, pag 119-120</ref>.  
Oltre al cadavere, vennero trovati anche frammenti dei suoi beni personali, tra cui reggiseno e jeans strappati, che fecero presumere un’aggressione a sfondo sessuale, da cui la ragazza aveva tentato di difendersi.
Fonti giudiziarie rivelarono che alla ragazza sono state tagliate alcune ciocche di capelli e questo quindi strinse il cerchio intorno a Danilo Restivo<ref> [https://www.corriere.it/cronache/10_aprile_27/claps-omicidio_2ff90e60-51e5-11df-9da0-00144f02aabe.shtml la perizia sul cadavere] in ''corriere.it''</ref>.
 
Quest’ultimo ormai da molti anni viveva in Inghilterra, a Bournemouth, insieme alla compagna Fiamma Marsango, ma la sua fuga non durò a lungo. Infatti, due giorni dopo il ritrovamento del cadavere di Elisa, Restivo venne fermato dalla polizia inglese con l’accusa di omicidio della vicina di casa, Heather Barnett, 48enne sarta e madre single di due figli, avvenuto nel 2002.
La perizia sul cadavere mostrò che la giovane era stata uccisa con brutalità: era stata colpita 13 volte al torace e al collo, anteriormente e posteriormente, con un’arma da taglio (presumibilmente un coltello) e soffocata <ref>Di Vito e Amendolara, ''Elisa Claps'', pp. 119-120</ref>.  
 
Le analisi mostrarono anche che alla ragazza erano state tagliate alcune ciocche di capelli prima della sua uccisione<ref> ''Elisa Claps fu accoltellata e soffocata'', 27 aprile 2010, "Corriere.it". https://www.corriere.it/cronache/10_aprile_27/claps-omicidio_2ff90e60-51e5-11df-9da0-00144f02aabe.shtml </ref>. Questo particolare ricondusse subito a Danilo Restivo e al suo insolito vizio di tagliare ciuffi di capelli alle ragazze. Il 19 marzo Restivo, che si trovava ancora in Inghilterra, fu arrestato dalla polizia inglese.


==Processi==
==Processi==
Il 7 marzo 1995, Restivo venne accusato dalla polizia per falsa dichiarazione al PM, ovvero di aver mentito sulle dichiarazioni riguardo alla scomparsa di Elisa <ref> Fabrizio Di Vito, Fabio Amendolara, ''Elisa Claps. Indagine nell’abisso della chiesa della Santissima Trinità'', Potenza, EdiMavi, 2023, pag. 33</ref>, ma venne condannato a 2 anni e 8 mesi, che lui scontò facendo lavori socialmente utili.
 
Nello stesso anno dovette affrontare un altro processo: quello per stalking, che però si concluse con una semplice multa da pagare.
I processi tenuti a carico di Danilo Restivo per le uccisioni di Heather Barnett e di Elisa Claps si sono conclusi rispettivamente nel 2011 e nel 2014. Il primo, avvenuto in Inghilterra, iniziò l’8 ottobre 2010 e terminò nel maggio 2011. Il processo in Italia durò dall’8 all’11 novembre 2011 per il primo grado e si concluse, con i gradi successivi, definitivamente nell’ottobre 2014<ref> ''Elisa Claps, 9 anni fa la condanna a 30 anni in Cassazione per Danilo Restivo'', 23 ottobre 2023, "Skytg24". https://tg24.sky.it/cronaca/2023/10/23/elisa-claps-processo-danilo-restivo#13 </ref>.
I processi successivi, tenuti a carico di Danilo Restivo, per le uccisioni di Heather Barnett e di Elisa Claps, si sono conclusi rispettivamente il 2011 e il 2014.  
Il primo tra i due, avvenuto in Inghilterra, ha inizio l’8 ottobre 2010 e terminerà a maggio 2011.
Il processo in Italia di primo grado dura all’incirca tre giorni, dall’8 all’11 novembre 2011 e si concluderà, con i gradi successivi, definitivamente nell’ottobre 2014 con la conferma della condanna<ref> [https://tg24.sky.it/cronaca/2023/10/23/elisa-claps-processo-danilo-restivo#13 il processo in Italia] in ''skytg24''</ref>.


===Condanne===
===Condanne===
La corte d’appello di Londra, dopo la prima sentenza annunciò il carcere a vita per l’imputato, Danilo Restivo, il quale successivamente, nel 2014, ricorse in appello contro questa sentenza e la pena venne abbassata ad un periodo di reclusione, pari a 40 anni, per l’omicidio di Heather Barnett<ref> [https://tg24.sky.it/mondo/2023/11/08/omicidio-heather-barnett-processo-danilo-restivo#09 la sentenza inglese] in ''skytg24''</ref>.
Il processo di primo grado in Inghilterra per l’omicidio di Heather Barnett si concluse con la condanna di Restivo al carcere a vita. Nel 2014 Restivo fece ricorso in appello e la pena fu convertita in 40 anni di reclusione<ref> ''Omicidio Heather Barnett, 13 anni fa il processo contro Danilo Restivo a Winchester'', 9 novembre 2023, "Skytg24". https://tg24.sky.it/mondo/2023/11/08/omicidio-heather-barnett-processo-danilo-restivo#09 </ref>.
Anche la corte di Salerno, il 27 maggio dello stesso anno, dispone l’arresto del 39enne potentino, accusandolo dell’omicidio di Elisa Claps e successivamente condannandolo a 30 anni di carcere<ref>[https://www.liberoquotidiano.it/news/cronaca/1127582/caso-claps-omicidio-barnett-per-restivo-niente-ergastolo-ma-40-anni-di-carcere.html la sentenza italiana] in ''liberoquotidiano.it''</ref>.
 
Attualmente Danilo Restivo sta scontando la sua pena di 40 anni nel penitenziario “''HM Prison''” di Full Sutton di Londra. Al termine di questa, egli verrà poi trasferito al carcere di Salerno, dove sconterà la condanna inflittagli per l’uccisione della giovane studentessa Elisa, pari a 30 anni di reclusione.
Il tribunale di Salerno, il 27 maggio del 2011, dispose l’arresto del 39enne potentino, accusandolo dell’omicidio di Elisa Claps. Restivo fu in seguito condannato a 30 anni di carcere<ref>''Caso Claps: omicidio Barnett, per Restivo niente ergastolo ma 40 anni di carcere'', 25 novembre 2012, ""Liberoquotidiano.it". https://www.liberoquotidiano.it/news/cronaca/1127582/caso-claps-omicidio-barnett-per-restivo-niente-ergastolo-ma-40-anni-di-carcere.html </ref>.
 
Attualmente Danilo Restivo sta scontando la sua pena di 40 anni, per l'uccisione di Heather Barnett, nel penitenziario di Full Sutton di Londra. Al termine di questa, verrà poi trasferito al carcere di Salerno, dove sconterà la condanna di 30 anni per l’uccisione di Elisa Claps.


==Influenza culturale==
==Influenza culturale==
L’omicidio di Elisa Claps, fin dai suoi primi riscontri, suscitò molto sdegno e attenzione da parte dell’intera comunità potentina, ma non solo: il suo intervento mediatico ha varcato le soglie della regione stessa, di cui Potenza è capoluogo, colpendo il cuore di un’intera popolazione nazionale e internazionale.  
L’omicidio di Elisa Claps ha suscitato molto sdegno e attenzione a Potenza e in Italia. Alla vicenda sono stati dedicati libri, documentari e podcast.
Anche ad oggi, la storia di questa giovane ragazzina stupisce in molti, diffondendosi nelle conoscenze delle nuove generazioni tramite la serie di libri, documentari di cui è protagonista. Qui di seguito ne citiamo alcuni.
===Documentari/Fiction===
===Documentari/Fiction===
#''Cercando Elisa'' - ''Il delitto Claps'', documentario trasmesso su Discovery+ nel 2021;
*''Cercando Elisa'' - ''Il delitto Claps'', documentario trasmesso su Discovery+ nel 2021.
#''Dove Nessuno Guarda'' - ''Il caso Elisa Claps'', documentario in quattro puntate scritto e condotto da Pablo Trincia e Riccardo Spagnoli, prodotto da Sky TG24 e tratto dall'omonimo podcast;
 
#''Per Elisa'' - ''Il caso Claps'', miniserie TV di sei puntate, andata in onda su Rai 1 dal 24 ottobre e il 7 novembre 2023. Dal 25 luglio 2024, la miniserie è stata pubblicata anche su Netflix e PrimeVideo.
*''Dove Nessuno Guarda'' - ''Il caso Elisa Claps'', documentario in quattro puntate scritto e condotto, nell'agosto del 2023, da Pablo Trincia e Riccardo Spagnoli, prodotto da Sky TG24 e tratto dall'omonimo podcast.
 
*''Per Elisa'' - ''Il caso Claps'', miniserie TV di sei puntate, andata in onda su Rai 1 dal 24 ottobre e il 7 novembre 2023. Dal 25 luglio 2024, la miniserie è stata pubblicata anche su Netflix e PrimeVideo.


===Podcast===
===Podcast===
#''Indagini: Potenza, 12 settembre 1993'' (2022), podcast in due puntate a cura di Stefano Nazzi;
*''Indagini: Potenza, 12 settembre 1993'' (2022), podcast in due puntate a cura di Stefano Nazzi.
#''Dove nessuno guarda: il caso Elisa Claps'' (2023), podcast in otto puntate di Pablo Trincia per Chora Media;
 
#''La scomparsa di Elisa Claps e Danilo, il parrucchiere di Potenza'' (2023) di Elisa De Marco.
*''Dove nessuno guarda: il caso Elisa Claps'' (2023), podcast in otto puntate di Pablo Trincia per Chora Media.
 
*''La scomparsa di Elisa Claps e Danilo, il parrucchiere di Potenza'' (2023) di Elisa De Marco.
 
===Libri===
===Libri===
#''Per Elisa: Il caso Claps. 18 anni di depistaggi, silenzi e omissioni'', scritto da Federica Sciarelli e con la testimonianza del fratello maggiore di Elisa, Gildo. La prima pubblicazione risale al 2011, dalla casa editrice Feltrinelli;
*Federica Sciarelli, Gildo Claps, ''Per Elisa. Il caso Claps: 18 anni di depistaggi, silenzi e omissioni'', Milano, Rizzoli, 2011.
#''Sangue sull'altare. Il caso Elisa Claps: storia di un efferato omicidio e della difficile ricerca della verità''. Scritto da Tobias Jones e tradotto in italiano da Luca Fontana. La casa editrice “''il saggiatore''” lo pubblicò nel lontano 2012;
 
#''Elisa Claps. Indagine nell'abisso della Chiesa della Trinità''. Scritto da Fabio Amendolara e Fabrizio Di Vito e poi pubblicato dalla casa editrice EdiMavi nel 2023.
*Tobias Jones, ''Sangue sull'altare. Il caso Elisa Claps: storia di un efferato omicidio e della difficile ricerca della verità'', Milano, Il Saggiatore, 2012.
 
*Fabrizio Di Vito, Fabio Amendolara, ''Elisa Claps. Indagine nell’abisso della chiesa della Santissima Trinità'', Potenza, EdiMavi, 2023.


==Note==
==Note==
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==Bibliografia==
==Bibliografia==
Federica Sciarelli, Gildo Claps, ''Per Elisa. Il caso Claps: 18 anni di depistaggi, silenzi e omissioni'', Milano, Rizzoli, 2011
*Federica Sciarelli, Gildo Claps, ''Per Elisa. Il caso Claps: 18 anni di depistaggi, silenzi e omissioni'', Milano, Rizzoli, 2011


Mariagrazia Zaccagnino, ''Sono io Elisa Claps: nei diari inediti, sogni, speranze di una vita interrotta'', Avellino, Edigrafema, 2023
*Mariagrazia Zaccagnino, ''Sono io Elisa Claps: nei diari inediti, sogni, speranze di una vita interrotta'', Avellino, Edigrafema, 2023


Fabrizio Di Vito, Fabio Amendolara, ''Elisa Claps. Indagine nell’abisso della chiesa della Santissima Trinità'', Potenza, EdiMavi, 2023
*Fabrizio Di Vito, Fabio Amendolara, ''Elisa Claps. Indagine nell’abisso della chiesa della Santissima Trinità'', Potenza, EdiMavi, 2023

Versione attuale delle 17:01, 18 feb 2025

L’omicidio di Elisa Claps, avvenuto a Potenza il 12 settembre 1993, è uno dei casi di cronaca nera più conosciuti in Italia. La vittima, Elisa Claps, una studentessa di 16 anni, viene uccisa da Danilo Restivo, di 21 anni, che nascose il corpo nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità a Potenza. Per 17 anni la vittima fu considerata una persona scomparsa; l'omicida fu arrestato solo dopo il ritrovamento del corpo, avvenuto il 17 marzo 2010.

Vita[modifica]

Elisa Claps nacque il 21 gennaio 1977 a Potenza, capoluogo della Basilicata, in una famiglia di origini modeste. Figlia di Antonio Claps, tabaccaio, e di Filomena Iemma, impiegata, Elisa aveva anche due fratelli maggiori: Gildo e Luciano Claps, rispettivamente di 25 e 22 anni al momento della scomparsa della sorella. Elisa aveva un rapporto molto stretto con i fratelli, specialmente con il primogenito, studente di legge, che si impegnò per anni nelle ricerche della sorella, fondando anche, nel 2002, l'associazione Penelope per l'assistenza a famiglie che non hanno più notizie di un proprio caro o amico[1].

La ragazza era una diligente studentessa, iscritta al terzo anno del liceo classico di Potenza. Inoltre frequentava gli ambienti ecclesiastici e andava a messa tutte le domeniche, nella vicina chiesa di San Michele, dove cantava nel coro[2].

Scomparsa[modifica]

La sera di sabato 11 settembre del 1993 Elisa ricevette una chiamata, al telefono di casa, da parte di Danilo Restivo. Quest'ultimo era figlio del direttore della Biblioteca Nazionale di Potenza e conoscente di Elisa. Da coloro che lo conoscevano, veniva descritto come un uomo disturbato e con evidenti problemi di socializzazione: era sempre respinto dai suoi coetanei e preso in giro per il modo di comportarsi e relazionarsi, che provocava anche timore. Inoltre, importunava le donne, corteggiandole in maniera insistente e con la strana abitudine di tagliare loro di nascosto ciocche di capelli che poi conservava[3]. In più occasioni, era stato denunciato alla polizia: la prima volta per aver ferito con un coltellino, per semplice divertimento, un dodicenne, mentre altre volte per le molestie, che egli faceva attraverso telefonate anonime a decine di donne [4].

Danilo, quella sera, propose a Elisa un appuntamento per il giorno seguente, davanti alla chiesa della Santissima Trinità. Come giustificazioni per l'appuntamento presentò il desiderio di consegnare a Elisa un regalo, per l'esame di riparazione di greco che la ragazza aveva appena superato, e anche quello di chiedere dei consigli riguardo una ragazza di cui si era invaghito [5]. La giovane, seppur non gradisse molto la sua compagnia, acconsentì a incontrarsi l’indomani.

Il 12 settembre, la famiglia Claps aveva in programma un pranzo domenicale nella propria casa di campagna nell’agro di Tito Scalo [6], nella periferia di Potenza. Lì Elisa avrebbe dovuto raggiungere i parenti, insieme a suo fratello Gildo, non appena conclusa la messa a cui aveva detto che avrebbe assistito.

Elisa, dunque, quella mattina uscì di casa accompagnata dalla migliore amica, Eliana De Cillis, che Elisa, d’accordo con la madre, aveva precedentemente invitato al pranzo familiare. Arrivate alla chiesa della Santissima Trinità, le due amiche si separarono, cosicché Elisa potesse parlare con Danilo da sola; si diedero però appuntamento in un bar vicino per potersi incontrare più tardi [7].

Da quando la ragazza mise piede in quella chiesa, per incontrarsi con Restivo, non si ebbero più notizie di lei. Infatti, suonate le campane di mezzogiorno, Eliana, non vedendo l’amica uscire dalla chiesa, si preoccupò e comunicò subito la notizia al fratello maggiore di Elisa, Gildo, che stava aspettando la sorella. Trascorse le ore, della studentessa ancora non c’erano tracce. Da quel momento iniziarono le ricerche , che però rimasero senza risultato per 17 anni, quando, nel marzo 2010, vennero ritrovati i resti del corpo della giovane nella chiesa della Santissima Trinità.

Indagini[modifica]

La scomparsa di Elisa sconvolse la vita dei suoi familiari. La madre smise di lavorare, mentre i fratelli, impegnati a cercarla, abbandonarono gli studi per un lungo periodo di tempo[8]. Il giorno stesso della sparizione, i fratelli di Elisa riuscirono a parlare con Restivo, l’ultima persona ad aver incontrato Elisa quella mattina. Dopo la conversazione, non tanto fruttuosa, che i fratelli Claps intrapresero con Danilo, essi non rimasero convinti della sua versione[9]. I due in seguito entrarono nella chiesa della Santissima Trinità e si accorsero che dietro un'altare era presente una porta che portava ai piani superiori della chiesa stessa. La porta però non poteva essere aperta, poiché il possessore delle chiavi, il parroco della chiesa, don Mimì, era andato via subito dopo aver celebrato la messa[10]. Il parroco, inoltre, vietò anche in seguito l’apertura della porta.

Gildo e Luciano, il giorno stesso, si rivolsero alla polizia e presentarono subito i propri sospetti su Danilo Restivo[11]. Nonostante questa segnalazione, le ricerche non partirono immediatamente: da protocollo, i familiari di persone scomparse possono denunciare l’accaduto solo dopo 48 ore, nel caso la persona che non si trova non ritorni di sua spontanea volontà.

Le indagini vennero affidate alla PM Felicia Genovese e partirono da Restivo, l'ultimo ad aver visto Elisa. Quando gli agenti si recarono a casa di Restivo, il padre Maurizio comunicò che il figlio era da poco partito per Napoli, per sostenere un esame, e che sarebbe rincasato il giorno successivo [12].

Una volta tornato a Potenza, Danilo Restivo, insieme al padre e all’avvocato, si presentò in questura. Durante l’interrogatorio, Restivo dichiarò di essere rimasto a parlare con Elisa, dietro l’altare, prima ancora che la messa iniziasse, e di averla poi vista uscire dalla chiesa, mentre lui era rimasto all’interno di quest’ultima per pregare.

Gli inquirenti notarono inoltre sul dorso della mano del ragazzo una ferita simile al taglio provocato da lama. Agli agenti Restivo disse di essere caduto su una scala mobile in ricostruzione, in un cantiere nei pressi di Potenza, quando una scheggia di metallo si era conficcata tra pollice e indice, provocandogli quella strana ferita e sporcandogli i vestiti di sangue[13]. Questa versione però destò dei dubbi, per alcuni motivi. Innanzitutto, nessuno lo aveva visto avvicinarsi al cantiere di cui parlava. In secondo luogo, non appena Danilo era tornato a casa, la mattina del 12 settembre, era stato accompagnato dalla sorella in ospedale per curare la ferita e il medico che lo aveva visitato confermò che si trattava di una ferita da taglio e non del frutto di una caduta dalle scale.

La polizia quindi chiese alla famiglia Restivo di poter esaminare i vestiti insanguinati, che Danilo indossava il giorno della presunta caduta; il padre però rispose che i vestiti erano già stati lavati e non potevano essere analizzati.

Restivo tentò poi di depistare le indagini: da una postazione computer di una sala giochi mandò un’email all’indirizzo di posta elettronica della famiglia Claps, in cui comunicava che Elisa in realtà stava bene e non voleva essere cercata[14]. In seguito, per allontanarlo da Potenza, il padre gli trovò un impiego a Roma. Danilo Restivo si trasferì poi a Rimini, dove continuò comunque a molestare ed importunare le donne.

Il 7 marzo 1995, Restivo venne accusato di false dichiarazioni al PM sulla scomparsa di Elisa [15], e venne condannato a 2 anni e 8 mesi, che scontò facendo lavori socialmente utili. Nello stesso anno dovette affrontare un altro processo, per stalking, che però si concluse con una semplice multa da pagare.

Nel 1999, un pentito mafioso collegato alla ’ndrangheta, Gennaro Cappiello, diventò un collaboratore di giustizia e nelle sue dichiarazioni parlò anche del caso di Elisa Claps, soprattutto concentrando il suo discorso sulla PM Felicia Genovese. Egli disse infatti che il padre di Restivo aveva offerto al marito della PM una somma cospicua di denaro per condizionare le indagini su Danilo stesso[16]. Queste accuse vennero considerate infondate, ma, per una questione di sicurezza, il fascicolo del caso Claps venne comunque spostato dalla procura di Potenza a quella di Salerno, con la creazione di una nuova squadra investigativa e un nuovo capo delle indagini, Barbara Strappato [17]. Le indagini quindi ripartirono; uno dei primi atti fu una nuova perquisisizione della casa dei Restivo e degli interni della chiesa della Santissima Trinità, senza però che venissero trovate prove.

Allontanamento di Danilo Restivo dall'Italia e omicidio di Heather Barnett[modifica]

Nel 2002, Restivo decise di allontanarsi dall'Italia e si trasferì in Inghilterra, a Bournemouth, insieme alla compagna Fiamma Marsango, con la quale si sposò. Lì Restivo fece la conoscenza della vicina di casa, Heather Barnett, 48enne sarta e madre single di due figli. L'uomo le faceva molto spesso visita a casa e le commissionò delle tende per il suo salotto.

Nel novembre dello stesso anno, la signora Barnett venne trovata morta nel bagno di casa sua. Nelle mani della donna furono ritrovate alcune sue ciocche di capelli. Questo fece nascere sospetti su Danilo Restivo, che aveva proprio la strana abitudine di tagliare ciocche di capelli alle donne.

Restivo venne accusato dell'uccisione di Heather Barnett nel maggio del 2009, poco tempo prima del ritrovamento del corpo di Elisa Claps [18].

Ritrovamento del corpo[modifica]

17 anni dopo la scomparsa di Elisa, il 17 marzo 2010, durante i lavori di ristrutturazione nella chiesa della Santissima Trinità, i resti del corpo della giovane vennero rinvenuti nel sottotetto della chiesa.

Oltre al cadavere, vennero trovati anche frammenti dei suoi beni personali, tra cui reggiseno e jeans strappati, che fecero presumere un’aggressione a sfondo sessuale, da cui la ragazza aveva tentato di difendersi.

La perizia sul cadavere mostrò che la giovane era stata uccisa con brutalità: era stata colpita 13 volte al torace e al collo, anteriormente e posteriormente, con un’arma da taglio (presumibilmente un coltello) e soffocata [19].

Le analisi mostrarono anche che alla ragazza erano state tagliate alcune ciocche di capelli prima della sua uccisione[20]. Questo particolare ricondusse subito a Danilo Restivo e al suo insolito vizio di tagliare ciuffi di capelli alle ragazze. Il 19 marzo Restivo, che si trovava ancora in Inghilterra, fu arrestato dalla polizia inglese.

Processi[modifica]

I processi tenuti a carico di Danilo Restivo per le uccisioni di Heather Barnett e di Elisa Claps si sono conclusi rispettivamente nel 2011 e nel 2014. Il primo, avvenuto in Inghilterra, iniziò l’8 ottobre 2010 e terminò nel maggio 2011. Il processo in Italia durò dall’8 all’11 novembre 2011 per il primo grado e si concluse, con i gradi successivi, definitivamente nell’ottobre 2014[21].

Condanne[modifica]

Il processo di primo grado in Inghilterra per l’omicidio di Heather Barnett si concluse con la condanna di Restivo al carcere a vita. Nel 2014 Restivo fece ricorso in appello e la pena fu convertita in 40 anni di reclusione[22].

Il tribunale di Salerno, il 27 maggio del 2011, dispose l’arresto del 39enne potentino, accusandolo dell’omicidio di Elisa Claps. Restivo fu in seguito condannato a 30 anni di carcere[23].

Attualmente Danilo Restivo sta scontando la sua pena di 40 anni, per l'uccisione di Heather Barnett, nel penitenziario di Full Sutton di Londra. Al termine di questa, verrà poi trasferito al carcere di Salerno, dove sconterà la condanna di 30 anni per l’uccisione di Elisa Claps.

Influenza culturale[modifica]

L’omicidio di Elisa Claps ha suscitato molto sdegno e attenzione a Potenza e in Italia. Alla vicenda sono stati dedicati libri, documentari e podcast.

Documentari/Fiction[modifica]

  • Cercando Elisa - Il delitto Claps, documentario trasmesso su Discovery+ nel 2021.
  • Dove Nessuno Guarda - Il caso Elisa Claps, documentario in quattro puntate scritto e condotto, nell'agosto del 2023, da Pablo Trincia e Riccardo Spagnoli, prodotto da Sky TG24 e tratto dall'omonimo podcast.
  • Per Elisa - Il caso Claps, miniserie TV di sei puntate, andata in onda su Rai 1 dal 24 ottobre e il 7 novembre 2023. Dal 25 luglio 2024, la miniserie è stata pubblicata anche su Netflix e PrimeVideo.

Podcast[modifica]

  • Indagini: Potenza, 12 settembre 1993 (2022), podcast in due puntate a cura di Stefano Nazzi.
  • Dove nessuno guarda: il caso Elisa Claps (2023), podcast in otto puntate di Pablo Trincia per Chora Media.
  • La scomparsa di Elisa Claps e Danilo, il parrucchiere di Potenza (2023) di Elisa De Marco.

Libri[modifica]

  • Federica Sciarelli, Gildo Claps, Per Elisa. Il caso Claps: 18 anni di depistaggi, silenzi e omissioni, Milano, Rizzoli, 2011.
  • Tobias Jones, Sangue sull'altare. Il caso Elisa Claps: storia di un efferato omicidio e della difficile ricerca della verità, Milano, Il Saggiatore, 2012.
  • Fabrizio Di Vito, Fabio Amendolara, Elisa Claps. Indagine nell’abisso della chiesa della Santissima Trinità, Potenza, EdiMavi, 2023.

Note[modifica]

  1. La nostra missione, "Penelopeitalia.org". https://www.penelopeitalia.org/mission/
  2. Zaccagnino, Sono io Elisa Claps, p. 28
  3. Melissa Scotto di Mase, La storia di Elisa Claps: l’omicidio, il ritrovamento del corpo e la condanna di Danilo Restivo, "Fanpage.it", 7 novembre 2023. https://www.fanpage.it/attualita/la-storia-di-elisa-claps-lomicidio-il-ritrovamento-del-corpo-e-la-condanna-di-danilo-restivo/
  4. Di Vito e Amendolara, Elisa Claps, pp. 54-57.
  5. Angela Marino, L’omicidio di Elisa Claps, sepolta per 17 anni nella soffitta della chiesa "Fanpage.it". https://www.fanpage.it/attualita/l-omicidio-di-elisa-claps-la-ragazza-rimasta-sepolta-per-18-anni-nella-soffitta-della-chiesa/
  6. Sciarelli e Claps, Per Elisa, p. 5
  7. Sedicenne scompare dopo la messa allarme e mistero a Potenza, "la Repubblica", 17 settembre 1993. https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1993/09/17/sedicenne-scompare-dopo-la-messa-allarme-mistero.html
  8. Zaccagnino, Sono io Elisa Claps, pp. 48-49
  9. Sciarelli e Claps, Per Elisa pp. 23-24
  10. Zaccagnino, Sono io Elisa Claps, p. 72
  11. Sciarelli e Claps, Per Elisa, p. 80
  12. Elisa Claps, 5 ottobre 1993, "Chi l'ha Visto?" https://www.chilhavisto.rai.it/dl/clv/Misteri/ContentSet-44181156-43d6-4474-b957-82287351f4a2.html
  13. Di Vito e Amendolara, Elisa Claps, pp. 12-13
  14. L’omicidio di Elisa Claps, sepolta per 17 anni nella soffitta della chiesa, Angela Marino, "Fanpage.it" https://www.fanpage.it/attualita/l-omicidio-di-elisa-claps-la-ragazza-rimasta-sepolta-per-18-anni-nella-soffitta-della-chiesa/
  15. Di Vito e Amendolara, Elisa Claps, p. 33
  16. Il caso di Elisa Claps e Danilo Restivo, dall’inizio: «Com’è stato possibile che nessuno abbia visto quel corpo, in chiesa?», Carlo Macrì, 13 novembre 2023, "Corriere.it. https://www.corriere.it/cronache/23_settembre_02/elisa-claps-danilo-restivo-omicidio-a2686f60-4969-11ee-9bd2-accbaad86dfa.shtml
  17. Di Vito e Amendolara, Elisa Claps, p. 46
  18. Heather Barnett, 21 anni fa l'omicidio della donna inglese per mano di Danilo Restivo, 12 novembre 2023, "Skytg24". https://tg24.sky.it/cronaca/2023/08/30/heather-barnett-omicidio
  19. Di Vito e Amendolara, Elisa Claps, pp. 119-120
  20. Elisa Claps fu accoltellata e soffocata, 27 aprile 2010, "Corriere.it". https://www.corriere.it/cronache/10_aprile_27/claps-omicidio_2ff90e60-51e5-11df-9da0-00144f02aabe.shtml
  21. Elisa Claps, 9 anni fa la condanna a 30 anni in Cassazione per Danilo Restivo, 23 ottobre 2023, "Skytg24". https://tg24.sky.it/cronaca/2023/10/23/elisa-claps-processo-danilo-restivo#13
  22. Omicidio Heather Barnett, 13 anni fa il processo contro Danilo Restivo a Winchester, 9 novembre 2023, "Skytg24". https://tg24.sky.it/mondo/2023/11/08/omicidio-heather-barnett-processo-danilo-restivo#09
  23. Caso Claps: omicidio Barnett, per Restivo niente ergastolo ma 40 anni di carcere, 25 novembre 2012, ""Liberoquotidiano.it". https://www.liberoquotidiano.it/news/cronaca/1127582/caso-claps-omicidio-barnett-per-restivo-niente-ergastolo-ma-40-anni-di-carcere.html

Bibliografia[modifica]

  • Federica Sciarelli, Gildo Claps, Per Elisa. Il caso Claps: 18 anni di depistaggi, silenzi e omissioni, Milano, Rizzoli, 2011
  • Mariagrazia Zaccagnino, Sono io Elisa Claps: nei diari inediti, sogni, speranze di una vita interrotta, Avellino, Edigrafema, 2023
  • Fabrizio Di Vito, Fabio Amendolara, Elisa Claps. Indagine nell’abisso della chiesa della Santissima Trinità, Potenza, EdiMavi, 2023