Vai al contenuto
Menu principale
Menu principale
sposta nella barra laterale
nascondi
Navigazione
Pagina principale
Ultime modifiche
Una pagina a caso
Aiuto su MediaWiki
Unipedia
Ricerca
Ricerca
entra
Strumenti personali
entra
Pagine per utenti anonimi
ulteriori informazioni
contributi
discussioni
Modifica di
Vittorio Emanuele III
(sezione)
Pagina
Discussione
italiano
Leggi
Modifica
Cronologia
Strumenti
Strumenti
sposta nella barra laterale
nascondi
Azioni
Leggi
Modifica
Cronologia
Generale
Puntano qui
Modifiche correlate
Pagine speciali
Informazioni pagina
Attenzione:
non hai effettuato l'accesso. Se effettuerai delle modifiche il tuo indirizzo IP sarà visibile pubblicamente. Se
accedi
o
crei un'utenza
, le tue modifiche saranno attribuite al tuo nome utente, insieme ad altri benefici.
Controllo anti-spam.
NON
riempirlo!
==Seconda guerra mondiale== Il 1º settembre 1939 la Germania invase la Polonia, dando inizio alla Seconda guerra mondiale. In tale contesto, Benito Mussolini dichiarò la neutralità dell’Italia, consapevole della preparazione insufficiente delle forze armate italiane, ma con l’intento di farla entrare il prima possibile. Vittorio Emanuele, contrario all’ingresso del paese nel conflitto a fianco della Germania, avviò contatti riservati con il ministro degli Esteri Galeazzo Ciano, tramite il ministro della Real Casa Pietro Acquarone, nel tentativo di crearsi margini di manovra; tali iniziative non produssero tuttavia risultati concreti e l’Italia entrò successivamente in guerra.<ref>Paolo Colombo, «Vittorio Emanuele III di Savoia, re d’Italia», in ''Dizionario Biografico degli Italiani'', Istituto dell’Enciclopedia Italiana – Treccani, https://www.treccani.it/enciclopedia/vittorio-emanuele-iii-di-savoia-re-d-italia_(Dizionario-Biografico)/</ref> A partire dalla fine del 1942 si intensificarono le pressioni politiche e istituzionali affinché il sovrano intervenisse contro Mussolini. Vittorio Emanuele, come da lui stesso più volte sostenuto, attese che il Gran Consiglio del fascismo sfiduciasse il duce e, nel corso della seduta del 25 luglio 1943, Dino Grandi presentò un ordine del giorno che proponeva il ripristino delle prerogative statali, il ritorno all’assetto costituzionale e il riconoscimento delle funzioni parlamentari.<ref>Spinosa, ''Vittorio Emanuele III. L'astuzia di un re'', pp. 391-392</ref> Il documento fu approvato dal Gran Consiglio e, il giorno successivo, il re fece convocare Mussolini, ne dispose l’arresto e affidò l’incarico di capo del governo al maresciallo Pietro Badoglio.<ref>Paolo Colombo, «Vittorio Emanuele III di Savoia, re d’Italia», in ''Dizionario Biografico degli Italiani'', Istituto dell’Enciclopedia Italiana – Treccani, https://www.treccani.it/enciclopedia/vittorio-emanuele-iii-di-savoia-re-d-italia_(Dizionario-Biografico)/</ref> Il nuovo governo Badoglio avviò trattative con gli Alleati per ottenere l’uscita dell’Italia dal conflitto; questi imposero tuttavia la resa incondizionata, che condusse alla proclamazione dell’armistizio dell’8 settembre 1943. In seguito all’armistizio, il paese si trovò diviso: l’Italia settentrionale venne occupata dalle forze tedesche, decise a ristabilire il potere di Mussolini, mentre il Mezzogiorno passò sotto il controllo anglo-americano, dando avvio a una guerra civile, esito che il sovrano aveva a lungo temuto. Timoroso di un possibile arresto da parte delle autorità tedesche, Vittorio Emanuele lasciò Roma insieme alla famiglia reale e si rifugiò nell’Italia meridionale.<ref>Spinosa, ''Vittorio Emanuele III. L'astuzia di un re'', pp. 397-398, 403-409</ref> Tale decisione fu ampiamente interpretata come una fuga finalizzata alla salvaguardia personale del sovrano e contribuì a compromettere ulteriormente il prestigio della monarchia, e la cosa fu aggravata dal divieto che fu dato al principe Umberto di ritornare nella capitale.<ref>Paolo Colombo, «Vittorio Emanuele III di Savoia, re d’Italia», in ''Dizionario Biografico degli Italiani'', Istituto dell’Enciclopedia Italiana – Treccani, https://www.treccani.it/enciclopedia/vittorio-emanuele-iii-di-savoia-re-d-italia_(Dizionario-Biografico)/</ref> Con la liberazione di Roma da parte delle forze alleate, l’ipotesi di un’abdicazione del re divenne largamente condivisa nel dibattito politico e nell’opinione pubblica. Essa era attesa in primo luogo dagli ambienti antifascisti, che attribuivano al sovrano una responsabilità diretta nelle vicende del regime e ne auspicavano l’uscita di scena, ma veniva sostenuta anche da settori monarchici, che la consideravano una scelta necessaria per salvaguardare la continuità e la credibilità dell’istituzione monarchica. Nonostante tali aspettative, Vittorio Emanuele III, su consiglio di Enrico De Nicola, optò per una soluzione di compromesso, trasferendo i propri poteri al figlio Umberto, nominato luogotenente del Regno, e ritirandosi dalla vita pubblica nella residenza di Posillipo, presso Napoli, insieme alla consorte.<ref>Spinosa, ''Vittorio Emanuele III. L'astuzia di un re'', pp. 415, 421</ref>
Oggetto:
Per favore tieni presente che tutti i contributi a Unipedia possono essere modificati, stravolti o cancellati da altri contributori. Se non vuoi che i tuoi testi possano essere alterati, allora non inserirli.
Inviando il testo dichiari inoltre, sotto tua responsabilità, che è stato scritto da te personalmente oppure è stato copiato da una fonte di pubblico dominio o similarmente libera (vedi
Unipedia:Copyright
per maggiori dettagli).
Non inviare materiale protetto da copyright senza autorizzazione!
Annulla
Guida
(si apre in una nuova finestra)
Toggle limited content width