Vai al contenuto
Menu principale
Menu principale
sposta nella barra laterale
nascondi
Navigazione
Pagina principale
Ultime modifiche
Una pagina a caso
Aiuto su MediaWiki
Unipedia
Ricerca
Ricerca
entra
Strumenti personali
entra
Pagine per utenti anonimi
ulteriori informazioni
contributi
discussioni
Modifica di
Friedrich Nietzsche
(sezione)
Pagina
Discussione
italiano
Leggi
Modifica
Cronologia
Strumenti
Strumenti
sposta nella barra laterale
nascondi
Azioni
Leggi
Modifica
Cronologia
Generale
Puntano qui
Modifiche correlate
Pagine speciali
Informazioni pagina
Attenzione:
non hai effettuato l'accesso. Se effettuerai delle modifiche il tuo indirizzo IP sarà visibile pubblicamente. Se
accedi
o
crei un'utenza
, le tue modifiche saranno attribuite al tuo nome utente, insieme ad altri benefici.
Controllo anti-spam.
NON
riempirlo!
==Pensiero filosofico== ===La critica alla metafisica=== Friedrich Nietzsche rivolge una critica radicale alla metafisica tradizionale<ref>https://isentieridellaragione.weebly.com/la-crisi-della-metafisica.html#:~:text=La%20critica%20di%20Nietzsche%20alla,immutabili%20e%20universali%3A%20in%20questo </ref>, vista come la ricerca di verità assolute e universali. Egli considera questa visione una costruzione artificiosa, che cerca di spiegare la realtà in termini di entità astratte, separandosi dalla concretezza e dalla dinamicità dell'esistenza umana. La metafisica, che affonda le sue radici in filosofi come Platone e Aristotele, presuppone che il mondo sensibile sia una manifestazione imperfetta di una realtà superiore, quella delle idee o del mondo delle forme. Nietzsche rifiuta decisamente questa separazione tra un "mondo vero" e un "mondo apparente", considerandola una distorsione della natura delle cose. Egli critica il legame della metafisica con concetti come l'immortalità dell'anima, le realtà trascendenti e principi morali assoluti come il bene e il male, che hanno dominato il pensiero occidentale. Secondo Nietzsche, queste idee sono tentativi di sfuggire alla realtà concreta e al caos del divenire, privilegiando una ricerca di stabilità che non corrisponde alla vera natura della vita, caratterizzata invece da continuo mutamento, conflitto e divenire. Soffocano inoltre la creatività e l'autenticità dell'individuo, proponendo visioni statiche e fisse che vanno contro la vitalità dell'esistenza. Pertanto, Nietzsche invita a superare le concezioni metafisiche tradizionali, promuovendo una visione della realtà ancorata all'esperienza sensibile, al mondo fisico e al processo di auto-affermazione, che permetta all'individuo di creare e dare significato alla propria esistenza senza rifugiarsi in ideali astratti e assoluti. ===La “morte di Dio” e il nichilismo=== La morte di Dio è una delle affermazioni più celebri e provocatorie di Nietzsche, che appare in ''La gaia scienza'' (1882). Questo concetto non deve essere inteso in senso letterale o teologico, ma come una metafora che segnala la fine di un ordine di pensiero che ha dominato l'Occidente per secoli. Con la morte di Dio, Nietzsche annuncia il crollo della visione metafisica e religiosa del mondo, in cui Dio rappresentava la fonte di ogni valore, significato e morale e la religione cristiana come il centro di un ordine universale. La morte di Dio lascia l'individuo senza una guida esterna e universale, costringendolo ad affrontare un mondo senza un significato pre-determinato. Ciò dà avvio a una crisi di valori che Nietzsche descrive come il nichilismo <ref>https://www.treccani.it/enciclopedia/nichilismo_(Enciclopedia-dei-ragazzi)/ </ref> , una sorta di crisi esistenziale. Tuttavia, Nietzsche non vede questa situazione come una tragedia in senso assoluto, ma come una sfida, o meglio come una fase di transizione che implica una possibilità di rinnovamento. Invece di sprofondare nel vuoto, l'individuo è chiamato a liberarsi dalle catene di un sistema di valori imposti dall'esterno. ===L’oltreuomo=== L'oltreuomo (Übermensch), o superuomo, è uno dei concetti centrali nella filosofia di Nietzsche e viene sviluppato principalmente in ''Così parlò Zarathustra''. L'oltreuomo rappresenta l'individuo che oltrepassa i limiti imposti dalla tradizionale moralità, per creare e vivere secondo una propria autonomia e originalità. L'oltreuomo è colui che, consapevole della morte di Dio e del tramonto delle verità assolute, prende in mano la propria vita, plasmando nuovi valori che esprimano la sua volontà di potenza. L'oltreuomo non cede alla disperazione, ma sfrutta questo vuoto per costruire un senso personale, in grado di determinare liberamente la propria esistenza, anche in un contesto di incertezza assoluta. All'interno del ''Così parlò Zarathustra'' la genesi dell’oltreuomo viene descritta nel primo discorso di Zarathustra, intitolato “Delle tre metamorfosi” <ref>https://www.istitutocalvino.edu.it/blog/2009/10/le-tre-metamorfosi-di-f-nietzsche/</ref>, in cui il cammello rappresenta l’uomo che porta i pesi della tradizione; il leone rappresenta l’uomo che si libera dai fardelli metafisici ed etici; il fanciullo rappresenta infine l’oltreuomo, che nella sua innocenza sa dire sì alla vita. ===La volontà di potenza=== La volontà di potenza è uno dei concetti fondamentali della filosofia di Nietzsche, rappresentando l’impulso primario che muove tutti gli esseri viventi. Questa volontà non è limitata al desiderio di dominare sugli altri, ma include una forza creativa che spinge l’individuo a superarsi, a crescere e a realizzare il proprio potenziale. Nietzsche la descrive come un principio universale che anima ogni forma di vita, un'energia che si esprime in vari aspetti dell'esistenza, dal progresso intellettuale all'espressione artistica, fino alla trasformazione personale. Contrariamente a visioni riduttive, la volontà di potenza non riguarda solo il potere materiale o politico, ma si connette all'idea di un costante auto superamento: ogni individuo è spinto a trascendere i propri limiti e a raggiungere una versione più elevata di sé, in un processo continuo di evoluzione. La volontà di potenza ha anche una dimensione sociale. Tuttavia, Nietzsche critica le forme di potere che limitano la libertà e l'autodeterminazione dell'individuo, come nel caso della religione cristiana e delle morali tradizionali, che, secondo lui, soffocano l’affermazione autentica della volontà di potenza. ===L’eterno ritorno=== Nietzsche presenta la teoria dell’eterno ritorno <ref>https://www.pensierofilosofico.it/articolo/Eterno-ritorno-e-Amor-Fati-in-Friedrich-Nietzsche/213/ </ref> dell’uguale, ovvero della ripetizione eterna di tutte le vicende del mondo. La formulazione più eloquente e suggestiva della teoria dell'eterno ritorno si trova in ''Così parlò Zarathustra'', nel discorso intitolato “la visione e l’enigma” in cui si descrive una visione del «più solitario tra gli uomini» (= il filosofo autentico). Zarathustra narra di una salita su un impervio sentiero di montagna (simbolo del faticoso innalzarsi del pensiero), durante la quale egli, seguito da un nano, giunge di fronte a una porta carraia sulla quale è scritta la parola «attimo» (= il presente) e dinanzi alla quale si uniscono due sentieri che «nessuno ha mai percorso sino alla fine», in quanto si perdono nell'eternità. Uno di essi porta all'indietro (= il passato) e l'altro porta in avanti (= il futuro). Zarathustra chiede al nano se le due vie siano destinate a contraddirsi in eterno. «Tutte le cose diritte mentono», borbotta sprezzante il nano: «Ogni verità è ricurva, il tempo stesso è un circolo». A questo punto si assiste a una trasformazione della scena, una sorta di visione nella visione: Zarathustra vede un giovane pastore rotolarsi stravolto in viso, cui un greve serpente nero penzolava dalla bocca. Zarathustra cerca di tirare con forza il serpente ma non riesce a estrarlo; il pastore, poi, morde il serpente, sputa la testa e balza in piedi, trasformandosi in una creatura circonfusa di luce. Parecchi significati specifici di questo racconto rimangono enigmatici, tuttavia, la scena centrale del pastore che morde la testa al serpente, trasformandosi in creatura luminosa e ridente, allude in modo abbastanza chiaro al fatto che l'uomo (= il pastore) può trasformarsi in creatura superiore e ridente (= il superuomo) solo a patto di vincere la ripugnanza soffocante del pensiero dell'eterno ritorno (= il serpente, emblema del circolo) e di prendere una decisione coraggiosa nei suoi confronti (= il morso alla testa del serpente).
Oggetto:
Per favore tieni presente che tutti i contributi a Unipedia possono essere modificati, stravolti o cancellati da altri contributori. Se non vuoi che i tuoi testi possano essere alterati, allora non inserirli.
Inviando il testo dichiari inoltre, sotto tua responsabilità, che è stato scritto da te personalmente oppure è stato copiato da una fonte di pubblico dominio o similarmente libera (vedi
Unipedia:Copyright
per maggiori dettagli).
Non inviare materiale protetto da copyright senza autorizzazione!
Annulla
Guida
(si apre in una nuova finestra)
Toggle limited content width