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==Storia== I primi segni d'insediamento nella zona di Carrara risalgono al Neolitico, come mostrano alcuni reperti rinvenuti nella Tecchia della Gabellaccia e nella frazione di Torano. Successivamente, il territorio fu occupato e abitato a lungo dai Liguri, che furono sottomessi da Roma intorno al 180 a.C. Dopo il dominio romano, la regione vide l'arrivo dei Goti, dei Bizantini e dei Longobardi. ===I conti e i vescovi di Luni=== Un primo insediamento si sviluppò dalla "curtis de Cararia", come attestato da un diploma imperiale di Ottone I, che nel 945 nominò Oberto I conte di Luni, includendo anche Carrara nel suo dominio, e da un documento del 963 che assegnava l'intera ''Curtis de Cararia'' a Gotifredo I, vescovo di Luni. Nel 1185, un diploma di Federico I Barbarossa confermò i diritti storici sulla ''Curtis de Cararia'' al vescovo-conte di Luni, Pietro. Nel 1215 Federico II sottrasse parte della Corte carrarese ai vescovi, cedendola a Guglielmo Malaspina dei Massa-Corsica-Cagliari. Tuttavia, i vescovi riacquistarono il controllo nel 1230, dopo la sconfitta ghibellina. ===I cambiamenti di possesso nel Trecento=== Nel 1313, con la caduta del potere vescovile, sancita dalla pace di Castelnuovo Magra del 1306 con i Malaspina, Carrara passò sotto Pisa fino al 1322, poi a Castruccio Castracani fino al 1329, e successivamente a Spinetta Malaspina il Grande della Verrucola di Fivizzano per un breve periodo, prima di passare a Firenze, Genova e infine ai Visconti di Milano nel 1385. Le dispute su Carrara continuarono per decenni, coinvolgendo Paolo Guinigi, signore di Lucca, i Campo Fregoso di Genova e i marchesi Malaspina di Fosdinovo. ===Dai Campo Fregosi a Giacomo Malaspina=== Nel 1437, i Campo Fregoso conquistarono le fortezze di Avenza, Castelpoggio e Moneta, assediando le truppe dei Visconti nel castello di Carrara. Nel 1447, con il ritiro dei Visconti, la contesa per Carrara tra i Campo Fregoso e i Malaspina di Fosdinovo fu risolta da un arbitrato del doge di Genova, Giano di Campo Fregoso, a favore del nipote Spinetta. Alla sua morte nel 1473, il figlio Antonietto cedette il Vicariato di Carrara a Giacomo Malaspina dello Spino Fiorito di Fosdinovo, figlio di Alberico I, signore di Massa dal 1442. ===Cybo Malaspina=== Carrara seguì le sorti della vicina Massa anche con la nuova dinastia Cybo-Malaspina grazie al matrimonio tra Ricciarda, figlia di Antonio Alberico Cybo, e il nobile genovese Lorenzo Cybo. La dinastia continuò con Alberico Cybo, figlio di Ricciarda, Carlo I, Alberico II e, nel 1690, Carlo II. Alla morte senza eredi di quest'ultimo, Carrara passò al fratello Alderano Cybo e alla figlia Maria Teresa, che nel 1741 sposò Ercole Rinaldo d’Este. ===Da Napoleone all'unità d'Italia=== Con l'arrivo di Napoleone, Maria Beatrice, sposa dell'arciduca austriaco Ferdinando, fu costretta a rinunciare alla città, che fu governata da Elisa Bonaparte Baciocchi. Con la Restaurazione Carrara venne riassegnata a Maria Beatrice; alla morte di quest'ultima, il territorio fu assorbito dal Ducato di Modena fino all'unità d'Italia. <ref>''Storia di Carrara'',https://www.terredilunigiana.com/riviera-apuana/carrarastoria.php</ref>
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