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==Restauri== Nei primi anni del Cinquecento, dopo il restauro della vicina torre della Verruca, la rocca di Vico Pisano e il suo complesso non erano adatti a sostenere le nuove esigenze belliche. Visto il periodo di quiete, i Capitani di Parte Guelfa smilitarizzarono quindi la torre e la affidarono a un cittadino fiorentino; successivamente altre famiglie accudirono alcune parti della rocca. Il terreno circostante era fertile, perciò i curatori della fortezza poterono trarre beneficio dalle coltivazioni. La rocca venne venduta a privati nel Seicento<ref>Ciampa (a cura di), ''Le fortificazioni di Vicopisano'', pp. 77-80.</ref>. ===Famiglia Fehr=== Agli inizi dell'Ottocento, lo sviluppo del porto di Livorno consentì alla famiglia svizzera Fehr di stabilirsi in Toscana per motivi commerciali. Nel 1842 i Fehr acquisirono dei terreni nel territorio di Pisa, compresa la torre della Rocca e il cassero. L'amministrazione comunale invitò gli acquirenti a restaurare gli edifici medioevali; i Fehr pertanto decisero di aggiungere al progetto di restauro la costruzione di una villa nell'area del convento francescano, edificato a suo tempo nel cortile della rocca. Il restauro prevedeva di consolidare le pietre pericolanti, installare delle catene di ferro per la sommità della torre e per i beccatelli instabili, erigere pilastri in mattoni e installare il parafulmine sulla torre<ref>Ciampa (a cura di), ''Le fortificazioni di Vicopisano'', pp. 86-92.</ref>. Il 18 aprile 1911 il Ministero dell'Istruzione Pubblica del Regno d'Italia riconobbe la monumentalità della rocca e la dichiarò monumento di importante interesse storico<ref>Ciampa (a cura di), ''Le fortificazioni di Vicopisano'', p. 103.</ref>. Durante la Seconda Guerra mondiale i tedeschi, giunti a Vicopisano e nelle zone limitrofe, vollero insediare un comando nella villa ma, grazie ai loro legami familiari, i Fehr ottennero la protezione del Consolato Svizzero di Firenze; i tedeschi si insediarono quindi nel palazzo Pretorio, immediatamente vicino all'area della fortezza. I danni recati alla fortificazione furono minimi rispetto agli altri paesi<ref>Ciampa (a cura di), ''Le fortificazioni di Vicopisano'', pp. 106-107.</ref>. Nel 1959 i Fehr acquisirono anche la torre del Soccorso e la restaurarono<ref>Ciampa (a cura di), ''Le fortificazioni di Vicopisano'', p. 108.</ref>. ===Restauri recenti=== Nel 1996 la fortificazione subì un nuovo intervento di restauro alle mura. Due anni dopo la rocca riaprì al pubblico. Nel 2003, la Fondazione Pisa, il comune di Vicopisano e la provincia di Pisa costituirono l'associazione "Il Borgo Murato A.p.s" che ottenne un patrocinio dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali. Per realizzare il progetto di restauro delle fortificazioni nel comune di Vicopisano, l'associazione predispose una convenzione con la Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio, per il Patrimonio Storico, Artistico e Demoantropologico (SBAPPSAD) di alcune province toscane. Nel gennaio 2005, un team di esperti avviò il lavoro di progettazione analizzando attentamente il territorio e lo stato dei sottomessi al restauro. Le attività realizzate si sono basate su linee guida per le pratiche e la conservazione secondo i principi internazionali UNESCO<ref>Ciampa (a cura di), ''Le fortificazioni di Vicopisano'', p. 11.</ref>. Il restauro comprendeva la bonifica dalla vegetazione, nuove catene alla torre del Soccorso e il consolidamento del camminamento<ref>Ciampa (a cura di), ''Le fortificazioni di Vicopisano'', p. 231.</ref>. Nel 2021 il camminamento è stato aperto ai visitatori. L'associazione Ippolito Rossellini si occupa delle visite guidate al monumento, la realizzazione di eventi e di pubblicazioni per diffondere la conoscenza della Rocca di Vicopisano e del suo complesso fortificato<ref>Ciampa (a cura di), ''Le fortificazioni di Vicopisano'', p. 253.</ref>.
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