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==Terapia dialettico comportamentale == Oltre alle terapie farmacologiche, sono fondamentali anche altre tipologie di terapia. Nel 1993 la dottoressa M. Linehan, basandosi su alcuni studi svolti su donne che soddisfacevano i requisiti per una diagnosi di disturbo borderline, ha sviluppato una terapia mirata. Linehan ipotizzò che molti dei comportamenti che le pazienti avevano, soprattutto quelli autolesionistici, venissero messi in pratica per controllare il dolore emotivo o per l'incapacità di gestire le emozioni.<ref>Porr, ''Superare il Disturbo Borderline di Personalità'', 2024, p. 172.</ref> Per aiutare queste persone mise in atto un programma suddiviso in quattro moduli. Ognuno di essi serviva per spiegare ed insegnare alle donne come mettere in pratica diverse abilità, in modo da rendere la loro sofferenza e i loro sbalzi d’umore più controllabili e meno dannosi. Un punto fondamentale di questa terapia è la capacità di pensare in modo dialettico, non solo da parte del malato ma anche da parte dei familiari. Questa modalità di pensiero fa sì che i congiunti del soggetto con DBP imparino a non giudicarlo, ma lo aiutino a trovare una soluzione; il malato, con il tempo, deve invece impegnarsi a uscire dalla sua visione estremistica delle cose, trovando una via di mezzo, che gli faccia comprendere che gli opposti possono coesistere. Acquisendo un nuovo modo di pensare e di vedere la realtà circostante i pazienti cominciano ad avere un nuovo modo di reagire alle situazioni che si presentano loro nella vita di tutti i giorni ed è questo il fulcro della terapia dialettico comportamentale. I modi di comportarsi e le reazioni di una personalità borderline sono nocivi e autodistruttivi; per ovviare a ciò si cerca di stabilire nuove regole da seguire, non solo per scoraggiare l’atteggiamento disfunzionale ma anche per sostituirlo del tutto con nuove modalità di reazione. La terapia dialettico comportamentale si basa molto sull’impegno e sulla forza di volontà del paziente. I familiari a loro volta devono riuscire ad avere un alto grado di compassione, imparando nuove forme di interazione per aiutare al meglio il malato e farlo sentire accettato. Questo trattamento vuole far uscire le persone con DBP dai loro schemi di pensiero rigidi, insegnando loro ad agire e prendere decisioni in modo flessibile, rendendole più disponibili verso un possibile compromesso, tramite un dialogo pacato e sincero, senza che esso sfoci in un conflitto. Il percorso terapeutico si sviluppa su alcuni principi di base: si parte dalla concezione che i pazienti stiano facendo il meglio che è in loro potere ma possono sempre migliorare e le personalità borderline vogliono migliorare. I pazienti devono capire che è necessario sviluppare le proprie capacità di problem solving e che devono cercare di affrontare con successo la terapia.<ref>Gunderson, ''Disturbo di Personalità Borderline'', 2010, p. 29.</ref> I malati devono svolgere sia incontri individuali con il terapeuta che incontri di gruppo due volte a settimana per migliorare le competenze interpersonali. Si cerca di far acquisire al paziente un nuovo repertorio di risposte e reazioni funzionali le quali poi potranno essere applicate nella vita reale. Alla fine del periodo della terapia la persona può scegliere di far parte di altri gruppi di supporto in maniera continua.<ref>Porr, ''Superare il Disturbo Borderline di Personalità'', 2024, pp. 180-200.</ref> Oltre a questa terapia, che è la più utilizzata per il DBP, ne esistono altre: * la terapia dello schema, il cui scopo è quello di far capire al paziente stesso le proprie distorsioni e sfidarle nella vita di tutti i giorni, facendo sì che egli diventi un “adulto sano”. * il trattamento di gruppo STEPS, che consiste nel ridurre i comportamenti autolesivi e il numero di ricoveri e può svolgersi in aggiunta ad altri trattamenti psicoterapeutici in corso.<ref>Gunderson, ''Disturbo di Personalità Borderline'', 2010, pp. 29-32.</ref>
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