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Violenza sulle donne
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==Contesto storico== Sin dall’Antichità, la donna in molte società è stata vista come inferiore all’uomo e con pochi diritti legali e sociali. La situazione si è un trasformata nel tempo, ma la violenza di genere non è mai stata regolamentata in modo efficace e le vittime mai state protette con leggi adeguate. Dunque, questo fenomeno è una costante storica, presente anche in altri periodi oltre a quelli citati. I miglioramenti, si videro a partire dall’Ottocento, con maggiori diritti e legislazioni. ===Antica Grecia=== Nell’Antica Grecia, le donne erano legate a un uomo, che fosse un padre, un fratello o un marito, al quale dovevano sottostare: la loro condizione era fortemente influenzata da una concezione patriarcale. In tutte le città greche la vita femminile era incentrata sulla sfera domestica, dove le donne svolgevano compiti come prendersi cura dei figli e cucinare e subivano punizioni spesso corporali a ogni disubbidienza. La violenza di genere non era regolamentata ed era ampiamente praticata; di rado le donne potevano difendersi legalmente, poiché gli abusi erano considerati parte del matrimonio. In generale, si aveva sottomissione giuridica della donna all’uomo (le donne erano escluse dal diritto di cittadinanza), la preclusione di alcune attività ritenute maschili e il monopolio alle donne di attività considerate disonorevoli per un uomo <ref> [https://www.mondadorieducation.it/risorse/media/secondaria_secondo/greco/enciclopedia_antico/lemmi/condizione_femminile.html Enciclopedia dell'antico] </ref> <br> <br> Il femminicidio non era un fenomeno comune, ma veniva adoperato, per esempio, nei casi di infedeltà: in generale, il contesto sociale giustificava e approvava la violenza sulle donne, anche se letale. ===Antica Roma=== La situazione è analoga nell’Antica Roma, dove il compito delle donne consisteva nella gestione della casa e della famiglia, con una partecipazione assai limitata alla vita pubblica e politica, con alcuni cambiamenti nel corso degli anni. In generale, le donne non avevano piena cittadinanza, dunque non avevano diritto di voto. Spesso potevano possedere proprietà e gestire affari e, in questo modo, guadagnavano una certa indipendenza, ma restavano comunque subordinate alla supervisione di un uomo. La società era basata su un sistema di autorità maschile chiamato ''patria potestas'', secondo il quale l’uomo a capo della famiglia, il ''pater familias'', aveva il controllo assoluto sui membri della famiglia. <ref> [https://sapere.virgilio.it/scuola/superiori/letteratura-storia-filosofia/storia-antica/ruolo-donna-antica-roma?form=MG0AV3 ''Le donne nell'Antica Roma: che ruolo avevano'', Andrea Bosio] </ref> Il sistema giudiziario romano presentava alcune norme riguardo l’abuso fisico, soprattutto nel caso di adulterio: se una donna veniva violentata, il fatto veniva trattato come un crimine, ma spesso il colpevole non veniva punito severamente. La violenza domestica non era considerata a livello legislativo e se una donna violava il codice morale la violenza fisica come punizione era accettata. ===Medioevo in Europa=== Le donne nel Medioevo europeo venivano viste come esseri deboli da proteggere, da sé e dagli altri, e per questo motivo erano costrette a essere supervisionate e guidate da una figura maschile. Quindi, non potevano avere alcun tipo di indipendenza: per esempio, non era concesso a loro condurre in proprio un’attività, la cui amministrazione doveva obbligatoriamente essere integrata da un uomo. La violenza contro le donne era largamente presente, in quanto erano considerate a tutti gli effetti un possedimento degli uomini. <ref> [https://www.italiamedievale.org/la-condizione-della-donna-nel-medioevo/ "La condizione della donna nel Medioevo", Giovanna Barbieri] </ref> In questo periodo storico la violenza di genere si manifestava attraverso percosse, stupri e omicidi, giustificati dalla necessità di riportare sulla retta via le donne considerate deviate. ===Rinascimento in Italia=== Questa fu un’epoca di grandi innovazioni, ma la condizione della donna rimase comunque influenzata da una cultura patriarcale. Le donne della classe medio-alta avevano possibilità di miglioramento tramite la possibilità di ricevere un’educazione ma mantenevano limitazioni nella vita sociale e politica. Abusi e omicidi venivano ancora giustificati dalla necessità di mantenere il controllo sul genere femminile, ancora considerato inferiore e subordinato agli uomini. <ref> [https://www.storicang.it/a/essere-donna-nellitalia-rinascimento_15103?form=MG0AV3 ''Essere donna nell'Italia del Rinascimento'', Abel De' Medici] </ref> Nonostante le difficoltà, durante il Rinascimento ci furono alcune donne che riuscirono a ottenere una certa autonomia e ruoli importanti nella società. Un esempio di spicco è quello della Regina Elisabetta I d’Inghilterra, che salì al trono nel 1558 e che dovette combattere contro i pregiudizi e le discriminazioni della società patriarcale: infatti fu molto difficile per lei dimostrarsi all’altezza di un ruolo considerato solo maschile. ===XIX Secolo=== La condizione delle donne era ancora influenzata dalle tradizioni norme sociali e la violenza di genere e il femminicidio non venivano affrontati, soprattutto in ambito legale, nel modo adeguato. Infatti, la violenza domestica era frequente per gran parte delle donne, poiché la famiglia era considerata un ambito privato, quindi i maltrattamenti venivano ignorati o, in ogni caso, considerati normali. ===XX Secolo=== Durante la Seconda guerra mondiale, le donne divennero ancora più vulnerabili e usate come arma per sottomettere le popolazioni: infatti erano spesso vittime di violenze sessuali da parte dei soldati; per esempio, durante l’invasione della Polonia molti soldati tedeschi commisero stupri. Nonostante ciò questo fu un secolo importante per i diritti delle donne, in quanto in molti paesi si raggiunse il diritto al voto, al divorzio e all’aborto, furono ammesse come impiegate negli uffici pubblici e fu abolito il matrimonio riparatore. <ref> [https://latoscanadelledonne.it/tappe-della-parita-di-genere/ ''Tappe della parità di genere'']</ref>
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