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== '''Uccisione di Mustafà''' == Nel 1552, un attacco dell’impero safavide ai confini orientali costrinse l’impero ottomano a una risposta militare. Solimano inizialmente non prese parte alla spedizione, mandando come comandante in capo il suo gran visir Rustem. Tuttavia, Rustem riferì di alcune voci circolanti tra i soldati, secondo i quali Solimano, non più in grado di guidare una spedizione, si sarebbe dovuto ritirare, lasciando il trono a Mustafà, che, ormai quarantenne, aveva dimostrato il suo valore in molteplici occasioni. Secondo Rustem, alcuni giannizzeri erano giunti a tentare di persuadere Mustafà a detronizzare suo padre. Sebbene Mustafà avesse immediatamente rifiutato, tuttavia aveva accettato di parlare con loro e ascoltare il loro punto di vista. Alla notizia, Solimano rifiutò categoricamente l’accusa di tradimento nei confronti di Mustafà, tuttavia si unì subito alla spedizione.<ref>Peirce, ''Empress of the East'', cap. 14.</ref> Solimano convocò Mustafà a Ereğli, vicino Konya. Nonostante Solimano avesse già incontrato Selim e Bayezid lungo la strada, tutti i consiglieri di Mustafà temettero per la sua vita e tentarono di dissuaderlo dall’andare all'incontro. Anche Mahidevran, che negli anni aveva tentato di proteggere il figlio in ogni modo, giungendo a preparare lei stessa il suo cibo per paura di un avvelenamento, lo implorò di non andare. Mustafà rifiutò di credere che suo padre potesse fargli del male; inoltre, il non recarsi dal sultano sarebbe stato già di per sé un atto di sfida. Decise quindi di inviare dei doni al sultano, e arrivò all’accampamento del padre il 5 ottobre 1553. Nonostante fosse arrivato al campo del principe un messaggio, legato a una freccia, che lo avvertiva delle cattive intenzioni di Solimano, il giorno seguente Mustafà si recò a cavallo, seguito dai suoi uomini, alla tenda del padre. Una volta nella tenda, in cui era entrato disarmato e senza scorta, fu strangolato dopo una lunga lotta dalle guardie di suo padre. Il corpo del principe fu esposto per provare la sua morte; molti degli uomini fedeli a lui vennero giustiziati, i suoi beni furono requisiti dal tesoro imperiale e la sua tenda venne fatta crollare per simboleggiare la caduta del principe. Già la sera stessa, dopo una breve cerimonia funebre, il corpo del principe fu mandato a Bursa per la sepoltura; non gli era infatti concessa la sepoltura a Istambul, come il suo fratellastro Mehmet, perché condannato per tradimento. La rabbia dei soldati nel campo per la morte del loro principe favorito fu enorme. I soldati chiesero immediatamente la testa di Rustem, e Solimano per calmarli fu costretto a mandarlo in semi-esilio, togliendoli la carica di gran visir. Nominò inoltre come gran visir Kara Ahmed, il quale era stato vicino a Mustafà fin dall'infanzia, tanto che si pensa che sia stato lui a mandare la freccia con l'avvertimento. Pochi mesi dopo, anche l’unico figlio maschio di Mustafà, di circa otto anni, che si era dato alla fuga con sua madre, fu trovato, strangolato e sepolto nella tomba del padre.<ref>Peirce, ''Empress of the East'', cap. 14.</ref>
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