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Pompeo Mazzocchi
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==Contributo all’industria della seta== Il proverbio “L’ombra del gelso è l’ombra d’oro” testimonia l’importanza della bachicoltura nella pianura e nelle zone pedemontane lombarde nell’Ottocento. Dall’inizio del secolo moltissime famiglie contadine si dedicarono, oltre alla coltivazione dei campi, anche all’allevamento del baco. Questa attività stagionale era una risorsa importante per il miglioramento delle loro condizioni di vita. Veniva anche eseguita la prima parte della lavorazione della seta, la ''trattura'': i bozzoli venivano posti in acqua bollente, il filo dipanato e avvolto in matasse di seta grezza. Questo era un impegno per tutta la famiglia, compresi i minori tra i cinque ai dodici anni, per dodici o quindici ore al giorno. <Ref>Caterina Saldi Barisani, ''Pompeo Mazzocchi: la vita e i viaggi, '' pp. 18-19.</Ref> Pompeo Mazzocchi visse nella realtà di una azienda agricola bene avviata, sia pure con difficoltà e debiti, e divenne un profondo conoscitore della bachicoltura. Mazzocchi fece parte di una ristretta categoria di professionisti, i semai, alle cui capacità venivano affidate la scelta, l’acquisto e la spedizione dei semi di baco. Dal loro lavoro, generalmente legato ad associazioni o aziende, dipendeva la sopravvivenza di centinaia di famiglie. <Ref> Claudio Zanier (a cura di), ''Il Diario di Pompeo Mazzocchi 1829-1915,'' p. 21.</Ref> Erano quindi richieste ai semai, oltre alla competenza e l’onestà, anche coraggio e disponibilità a viaggiare per mesi in territori ostili a rischio della propria vita, spirito imprenditoriale, capacità di creare legami commerciali e di gestire la parte di conservazione e trasporto a destinazione di un materiale vivo e delicato. Le numerose spedizioni di Mazzocchi in Giappone permisero l’instaurarsi di durature relazioni commerciali e garantirono, negli anni successivi, una costante fornitura di semi sani. Il suo lavoro diede un decisivo contributo alla tutela e alla ripresa dell’industria serica. <Ref> Caterina Saldi Barisani, ''Pompeo Mazzocchi: la vita e i viaggi, '' p. 130.</Ref>
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