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====Le tavole di Heraclea==== Le tavole di Heraclea sono due tavole bronzee risalenti al IV sec. a.C. Sulle tavole sono iscritte due leggi con cui il governo della città disponeva la nuova divisione e redistribuzione di due terreni sacri. La prima tavola contiene su una facciata un testo in greco relativo alle «terre di Dioniso» e, sul retro, un testo in latino di molto successivo con un frammento di una legge romana, forse la ''Lex Iulia Municipalis''. L’incompletezza del provvedimento in latino lascia pensare all’esistenza di un’ulteriore tavola greca, poi riutilizzata dai romani per la restante parte della disposizione. La seconda tavola, iscritta solo su una facciata, presenta un testo, in greco, relativo alle «terre di Atena». I provvedimenti si rendevano necessari a causa della lunga occupazione di quei terreni da parte di membri molto influenti dell’aristocrazia cittadina: le tavole suggeriscono, dunque, il passaggio da una fase oligarchica a una più democratica e rappresentano, di fatto, la prima delle due riforme agrarie che interesseranno, a distanza di secoli l’una dall’altra, il territorio di Policoro <ref>Percoco, 2010, p. 97.</ref>. La tavole di Heraclea furono ritrovate nel 1732 nei pressi del torrente Cavone, che segnava il confine tra il territorio di Heraclea e quello di Metaponto: probabilmente proprio lì sorgeva l’antico archivio pubblico della città. <ref>Filippo Coarelli, ''Problemi e ipotesi sulle Tavole greche di Eraclea'', in ''Siritide e Metapontino: storie di due territori coloniali'', Napoli, Centre Jean Bérard - Fondazione Paestum, 1998, pp. 281-290.</ref> Oggi le tavole sono conservate presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
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