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Omicidio di Elisa Claps
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==Indagini== La scomparsa di Elisa sconvolse la vita dei suoi familiari. La madre smise di lavorare, mentre i fratelli, impegnati a cercarla, abbandonarono gli studi per un lungo periodo di tempo<ref> Zaccagnino, ''Sono io Elisa Claps'', pp. 48-49</ref>. Il giorno stesso della sparizione, i fratelli di Elisa riuscirono a parlare con Restivo, l’ultima persona ad aver incontrato Elisa quella mattina. Dopo la conversazione, non tanto fruttuosa, che i fratelli Claps intrapresero con Danilo, essi non rimasero convinti della sua versione<ref>Sciarelli e Claps, ''Per Elisa'' pp. 23-24</ref>. I due in seguito entrarono nella chiesa della Santissima Trinità e si accorsero che dietro un'altare era presente una porta che portava ai piani superiori della chiesa stessa. La porta però non poteva essere aperta, poiché il possessore delle chiavi, il parroco della chiesa, don Mimì, era andato via subito dopo aver celebrato la messa<ref>Zaccagnino, ''Sono io Elisa Claps'', p. 72</ref>. Il parroco, inoltre, vietò anche in seguito l’apertura della porta. Gildo e Luciano, il giorno stesso, si rivolsero alla polizia e presentarono subito i propri sospetti su Danilo Restivo<ref>Sciarelli e Claps, ''Per Elisa'', p. 80</ref>. Nonostante questa segnalazione, le ricerche non partirono immediatamente: da protocollo, i familiari di persone scomparse possono denunciare l’accaduto solo dopo 48 ore, nel caso la persona che non si trova non ritorni di sua spontanea volontà. Le indagini vennero affidate alla PM Felicia Genovese e partirono da Restivo, l'ultimo ad aver visto Elisa. Quando gli agenti si recarono a casa di Restivo, il padre Maurizio comunicò che il figlio era da poco partito per Napoli, per sostenere un esame, e che sarebbe rincasato il giorno successivo <ref> ''Elisa Claps'', 5 ottobre 1993, "Chi l'ha Visto?" https://www.chilhavisto.rai.it/dl/clv/Misteri/ContentSet-44181156-43d6-4474-b957-82287351f4a2.html</ref>. Una volta tornato a Potenza, Danilo Restivo, insieme al padre e all’avvocato, si presentò in questura. Durante l’interrogatorio, Restivo dichiarò di essere rimasto a parlare con Elisa, dietro l’altare, prima ancora che la messa iniziasse, e di averla poi vista uscire dalla chiesa, mentre lui era rimasto all’interno di quest’ultima per pregare. Gli inquirenti notarono inoltre sul dorso della mano del ragazzo una ferita simile al taglio provocato da lama. Agli agenti Restivo disse di essere caduto su una scala mobile in ricostruzione, in un cantiere nei pressi di Potenza, quando una scheggia di metallo si era conficcata tra pollice e indice, provocandogli quella strana ferita e sporcandogli i vestiti di sangue<ref>Di Vito e Amendolara, ''Elisa Claps'', pp. 12-13</ref>. Questa versione però destò dei dubbi, per alcuni motivi. Innanzitutto, nessuno lo aveva visto avvicinarsi al cantiere di cui parlava. In secondo luogo, non appena Danilo era tornato a casa, la mattina del 12 settembre, era stato accompagnato dalla sorella in ospedale per curare la ferita e il medico che lo aveva visitato confermò che si trattava di una ferita da taglio e non del frutto di una caduta dalle scale. La polizia quindi chiese alla famiglia Restivo di poter esaminare i vestiti insanguinati, che Danilo indossava il giorno della presunta caduta; il padre però rispose che i vestiti erano già stati lavati e non potevano essere analizzati. Restivo tentò poi di depistare le indagini: da una postazione computer di una sala giochi mandò un’email all’indirizzo di posta elettronica della famiglia Claps, in cui comunicava che Elisa in realtà stava bene e non voleva essere cercata<ref> ''L’omicidio di Elisa Claps, sepolta per 17 anni nella soffitta della chiesa'', Angela Marino, "Fanpage.it" https://www.fanpage.it/attualita/l-omicidio-di-elisa-claps-la-ragazza-rimasta-sepolta-per-18-anni-nella-soffitta-della-chiesa/</ref>. In seguito, per allontanarlo da Potenza, il padre gli trovò un impiego a Roma. Danilo Restivo si trasferì poi a Rimini, dove continuò comunque a molestare ed importunare le donne. Il 7 marzo 1995, Restivo venne accusato di false dichiarazioni al PM sulla scomparsa di Elisa <ref>Di Vito e Amendolara, ''Elisa Claps'', p. 33</ref>, e venne condannato a 2 anni e 8 mesi, che scontò facendo lavori socialmente utili. Nello stesso anno dovette affrontare un altro processo, per stalking, che però si concluse con una semplice multa da pagare. Nel 1999, un pentito mafioso collegato alla ’ndrangheta, Gennaro Cappiello, diventò un collaboratore di giustizia e nelle sue dichiarazioni parlò anche del caso di Elisa Claps, soprattutto concentrando il suo discorso sulla PM Felicia Genovese. Egli disse infatti che il padre di Restivo aveva offerto al marito della PM una somma cospicua di denaro per condizionare le indagini su Danilo stesso<ref> ''Il caso di Elisa Claps e Danilo Restivo, dall’inizio: «Com’è stato possibile che nessuno abbia visto quel corpo, in chiesa?»'', Carlo Macrì, 13 novembre 2023, "Corriere.it. https://www.corriere.it/cronache/23_settembre_02/elisa-claps-danilo-restivo-omicidio-a2686f60-4969-11ee-9bd2-accbaad86dfa.shtml</ref>. Queste accuse vennero considerate infondate, ma, per una questione di sicurezza, il fascicolo del caso Claps venne comunque spostato dalla procura di Potenza a quella di Salerno, con la creazione di una nuova squadra investigativa e un nuovo capo delle indagini, Barbara Strappato <ref>Di Vito e Amendolara, ''Elisa Claps'', p. 46</ref>. Le indagini quindi ripartirono; uno dei primi atti fu una nuova perquisisizione della casa dei Restivo e degli interni della chiesa della Santissima Trinità, senza però che venissero trovate prove. ===Allontanamento di Danilo Restivo dall'Italia e omicidio di Heather Barnett=== Nel 2002, Restivo decise di allontanarsi dall'Italia e si trasferì in Inghilterra, a Bournemouth, insieme alla compagna Fiamma Marsango, con la quale si sposò. Lì Restivo fece la conoscenza della vicina di casa, Heather Barnett, 48enne sarta e madre single di due figli. L'uomo le faceva molto spesso visita a casa e le commissionò delle tende per il suo salotto. Nel novembre dello stesso anno, la signora Barnett venne trovata morta nel bagno di casa sua. Nelle mani della donna furono ritrovate alcune sue ciocche di capelli. Questo fece nascere sospetti su Danilo Restivo, che aveva proprio la strana abitudine di tagliare ciocche di capelli alle donne. Restivo venne accusato dell'uccisione di Heather Barnett nel maggio del 2009, poco tempo prima del ritrovamento del corpo di Elisa Claps <ref> ''Heather Barnett, 21 anni fa l'omicidio della donna inglese per mano di Danilo Restivo'', 12 novembre 2023, "Skytg24". https://tg24.sky.it/cronaca/2023/08/30/heather-barnett-omicidio </ref>. ===Ritrovamento del corpo=== 17 anni dopo la scomparsa di Elisa, il 17 marzo 2010, durante i lavori di ristrutturazione nella chiesa della Santissima Trinità, i resti del corpo della giovane vennero rinvenuti nel sottotetto della chiesa. Oltre al cadavere, vennero trovati anche frammenti dei suoi beni personali, tra cui reggiseno e jeans strappati, che fecero presumere un’aggressione a sfondo sessuale, da cui la ragazza aveva tentato di difendersi. La perizia sul cadavere mostrò che la giovane era stata uccisa con brutalità: era stata colpita 13 volte al torace e al collo, anteriormente e posteriormente, con un’arma da taglio (presumibilmente un coltello) e soffocata <ref>Di Vito e Amendolara, ''Elisa Claps'', pp. 119-120</ref>. Le analisi mostrarono anche che alla ragazza erano state tagliate alcune ciocche di capelli prima della sua uccisione<ref> ''Elisa Claps fu accoltellata e soffocata'', 27 aprile 2010, "Corriere.it". https://www.corriere.it/cronache/10_aprile_27/claps-omicidio_2ff90e60-51e5-11df-9da0-00144f02aabe.shtml </ref>. Questo particolare ricondusse subito a Danilo Restivo e al suo insolito vizio di tagliare ciuffi di capelli alle ragazze. Il 19 marzo Restivo, che si trovava ancora in Inghilterra, fu arrestato dalla polizia inglese.
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