Vai al contenuto
Menu principale
Menu principale
sposta nella barra laterale
nascondi
Navigazione
Pagina principale
Ultime modifiche
Una pagina a caso
Aiuto su MediaWiki
Unipedia
Ricerca
Ricerca
entra
Strumenti personali
entra
Pagine per utenti anonimi
ulteriori informazioni
contributi
discussioni
Modifica di
Nova Scotia
(sezione)
Pagina
Discussione
italiano
Leggi
Modifica
Cronologia
Strumenti
Strumenti
sposta nella barra laterale
nascondi
Azioni
Leggi
Modifica
Cronologia
Generale
Puntano qui
Modifiche correlate
Pagine speciali
Informazioni pagina
Attenzione:
non hai effettuato l'accesso. Se effettuerai delle modifiche il tuo indirizzo IP sarà visibile pubblicamente. Se
accedi
o
crei un'utenza
, le tue modifiche saranno attribuite al tuo nome utente, insieme ad altri benefici.
Controllo anti-spam.
NON
riempirlo!
= Passeggeri = Le fonti non sono concordi nel riportare il numero delle persone presenti sulla nave al momento della partenza. Erano stati imbarcati militari italiani (in numero tra 765 e 769) e tedeschi, prigionieri civili, diversi passeggeri, tra i quali alcune donne (mogli di ufficiali, suore di Sant'Anna, maestre, infermiere<ref>Silvio Masullo, Patria Indipendente [https://www.patriaindipendente.it/longform/nova-scotia-la-tragedia-dimenticata/</ref>) e alcuni importanti professionisti. Tra questi ultimi figuravano il Professor [[Antonio Caridi]], direttore del reparto di maternità dell’ospedale di Massaua e l’alto funzionario, etnologo, [[Giovanni Ellero]]. Erano inoltre presenti 134 soldati sudafricani, oltre a 113/114 membri di equipaggio, per un totale compreso tra 1000 e 1200 persone. La nave trasportava anche 3000 sacchi di posta.<ref>''Nova Scotia'' [https://www.navenovascotia.it/</ref> Tra i soldati italiani, la maggior parte proveniva dagli equipaggi di altre navi che la guerra aveva bloccato a Massaua, come la nave ospedale ''Tevere'', autoaffondata dopo aver riportato gravi danni per la collisione con una mina, la ''Mazzini'', autoaffondata o bombardata nell’aprile del 1941, e il transatlantico ''Colombo'', la più grande delle navi autoaffondate presso l’isola di Dahlak Kebir, davanti al porto di Massaua, poco prima dell’occupazione della città da parte delle forze britanniche.<ref>Lorenzo Colombo, ''Con la pelle appesa a un chiodo In ricordo dei militari e civili italiani scomparsi in mare durante la seconda guerra mondiale'' [https://conlapelleappesaaunchiodo.blogspot.com/2015/06/colombo.html?m=1</ref> I prigionieri civili italiani erano destinati, come i militari, ai campi di concentramento inglesi in Sudafrica, probabilmente nei pressi della città di Durban. Lungo il tronco stradale Durban-Pietermaritzburg esisteva, infatti, un campo di concentramento che ospitava 5000 italiani e 3000 tedeschi. Il 19 novembre, secondo le testimonianze dei sopravvissuti, la ''Nova Scotia'' fece scalo ad Aden, nello [[Yemen]], dove venne fatto sbarcare un soldato colpito da appendicite.<ref> Testimonianze [https://www.navenovascotia.it/testimonianze/. Il fortunato prigioniero sbarcato prima della tragedia si chiamava Sergio Galliussi (Valeria Isacchini ''L'onda gridava forte. Il caso del Nova Scotia e di altro fuoco amico su civili italiani'', Mursia, 2008, p. 140).</ref>
Oggetto:
Per favore tieni presente che tutti i contributi a Unipedia possono essere modificati, stravolti o cancellati da altri contributori. Se non vuoi che i tuoi testi possano essere alterati, allora non inserirli.
Inviando il testo dichiari inoltre, sotto tua responsabilità, che è stato scritto da te personalmente oppure è stato copiato da una fonte di pubblico dominio o similarmente libera (vedi
Unipedia:Copyright
per maggiori dettagli).
Non inviare materiale protetto da copyright senza autorizzazione!
Annulla
Guida
(si apre in una nuova finestra)
Toggle limited content width