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===Narratore onnisciente=== ''Emma'' è narrato da una terza persona onnisciente a cui si alterna una terza persona focalizzata che si esprime col discorso indiretto libero. Il narratore onnisciente interviene più frequentemente nei capitoli in cui vengono introdotti nuovi personaggi. In questi casi, fornisce direttamente alcune informazioni essenziali su di loro, per poi lasciare che le loro parole e azioni ne sviluppino il carattere.<ref> Setiawan, ''An analysis of Jane Austen’s style in'' Emma, p. 59.</ref> La presentazione del padre di Emma, Mr. Woodhouse, ne è un esempio: «Era infatti un uomo nervoso, facilmente incline alla depressione, affezionato a chiunque avesse di solito attorno, detestando separarsi da loro come anche qualsiasi cambiamento.»<ref> Austen, ''Emma'', p. 5-6. </ref> Questa affermazione viene confermata poche righe dopo da una battuta dello stesso Mr. Woodhouse: «"Povera signorina Tylor! Vorrei che fosse ancora qui! Che peccato che il signor Weston abbia anche solo pensato a lei!"»<ref> Austen, ''Emma'', p. 6. </ref> Gli interventi del narratore onnisciente sono segnalati da parole ed espressioni come “infatti”, “in realtà” e “comunque”, che aiutano a distinguere i pensieri dei personaggi dalla realtà. Inoltre, il narratore talvolta pone domande od offre risposte sui sentimenti dei personaggi in determinate situazioni. Questo approccio crea un contatto diretto col lettore, guidandolo nel giudicare i personaggi e gli eventi.<ref> Setiawan, ''An analysis of Jane Austen’s style in'' Emma, p. 61. </ref> Infatti, il narratore mette in guardia il lettore rispetto ai difetti di Emma, come per suggerire di non fidarsi troppo di lei:<ref> Setiawan, ''An analysis of Jane Austen’s style in'' Emma, p. 67. </ref> «Tuttavia, i veri mali della situazione di Emma stavano nella possibilità di andare troppo per la propria strada e nell’inclinazione ad avere troppa stima di sé stessa; questi erano gli svantaggi che minacciavano di macchiare i suoi tanti piaceri.»<ref> Austen, ''Emma'', pp. 3-4. </ref>
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