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== Gli studi == Non è facile ricostruire i momenti formativi di Dante. Sicuramente frequentò le scuole disponibili a tutti i bambini del suo rango. Nella sua parrocchia è attestato un certo Romano, maestro di giovani, che con tutta probabilità insegnò a Dante a leggere, scrivere e le basi del latino. Intorno ai 10 anni d’età l’istruzione subiva una divaricazione: la gran parte dei bambini proseguiva il percorso concentrandosi sull’abilità di far di conto, per permettere uno sbocco in ambito mercantile, mentre una minoranza decideva di continuare lo studio del latino. È certo, che, se ne ebbe la possibilità, il giovane Dante scelse questo secondo percorso. In questo momento della formazione di Dante va inserito il celebre maestro Brunetto Latini, incontrato dal poeta nel XV canto dell’''Inferno''. Dal suo insegnamento Dante probabilmente ottenne un affinamento delle capacità di comunicazione, dal parlare in pubblico (fondamentale per la vita politica) allo scrivere bene. Questa è l’interpretazione più verosimile tenendo conto delle parole di Dante nel canto sopracitato, «M’insegnavate come l’uom s’etterna», e del ruolo ricoperto da Brunetto Latini nella Firenze della metà del XIII secolo. Dante ventenne si recò a Bologna intorno al 1287. Lì con tutta probabilità frequentò qualche corso universitario relativo alle arti e assistette alle orazioni di diversi intellettuali, alle quali forse si riferisce nel ''Convivio'' con «le disputazioni dei filosofanti». In ogni caso a Bologna si formò sotto il punto di vista retorico e filosofico, tanto che, tornato a Firenze, potrebbe aver frequentato «le scuole delli religiosi» per migliorare il suo latino e la conoscenza dei grandi classici come Cicerone, Boezio e l’amato Aristotele.<ref>Barbero, ''Dante'', pp. 84-94 e Pellegrini, ''Dante Alighieri'', pp. 36-40; 52-55.</ref>
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