Vai al contenuto
Menu principale
Menu principale
sposta nella barra laterale
nascondi
Navigazione
Pagina principale
Ultime modifiche
Una pagina a caso
Aiuto su MediaWiki
Unipedia
Ricerca
Ricerca
entra
Strumenti personali
entra
Pagine per utenti anonimi
ulteriori informazioni
contributi
discussioni
Modifica di
Torre di Pisa
(sezione)
Pagina
Discussione
italiano
Leggi
Modifica
Cronologia
Strumenti
Strumenti
sposta nella barra laterale
nascondi
Azioni
Leggi
Modifica
Cronologia
Generale
Puntano qui
Modifiche correlate
Pagine speciali
Informazioni pagina
Attenzione:
non hai effettuato l'accesso. Se effettuerai delle modifiche il tuo indirizzo IP sarà visibile pubblicamente. Se
accedi
o
crei un'utenza
, le tue modifiche saranno attribuite al tuo nome utente, insieme ad altri benefici.
Controllo anti-spam.
NON
riempirlo!
==Restauri== ===Commissioni=== Nel corso dei secoli si sono susseguite numerose commissioni con il compito di promuovere studi sulla Torre. La prima, che si insediò nel 1292, operò eseguendo una serie di misurazioni attraverso l’utilizzo di un filo di piombo.<ref>Michele Jamiolkowski e Carlo Viggiani (a cura di), ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', Pisa, Pacini Editore, 2023, p. 12.</ref> Agli inizi del Novecento, in occasione del crollo del Campanile di San Marco a Venezia, una nuova commissione per la Torre di Pisa fu istituita dal governo. Tra gli anni sessanta e settanta dello scorso secolo, la Commissione Polvani condusse importanti studi sulla struttura, sulla storia e sul sottosuolo del campanile. In quegli anni fu inoltre indetto un appalto internazionale con l’obiettivo di stabilizzare la Torre, ma senza risultati.<ref>Michele Jamiolkowski e Carlo Viggiani (a cura di), ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', Pisa, Pacini Editore, 2023, p. 13.</ref> Una nuova commissione fu nominata nel 1989, a seguito del crollo della torre civica di Pavia che causò quattro vittime. L'accesso al monumento pisano fu interdetto e l’opinione pubblica esercitò molta pressione per trovare una soluzione, era diffuso il timore di decisioni troppo affrettate per la stabilità della Torre. Le crescenti preoccupazioni portarono, nel 1990, all’istituzione del Comitato Internazionale, formato da ingegneri, esperti di materiali lapidei, restauratori e storici d’arte dall’Europa e dagli Stati Uniti.<ref>Michele Jamiolkowski e Carlo Viggiani (a cura di), ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', Pisa, Pacini Editore, 2023, pp. 14-15.</ref> ===Il Comitato Internazionale=== Il Comitato, dotato di risorse finanziarie, aveva il compito di individuare una soluzione definitiva per la stabilizzazione della Torre. L'organismo riconobbe un rischio legato alle sollecitazioni in alcune zone elevate della struttura, che avrebbero potuto portare ad un collasso, ed un altro relativo al ribaltamento del monumento per rottura del terreno.<ref>Michele Jamiolkowski e Carlo Viggiani (a cura di), ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', Pisa, Pacini Editore, 2023, pp. 16-17.</ref> Nel 1992 la realizzazione di cerchiature con cavi di acciaio migliorò temporaneamente la sicurezza strutturale del campanile. Tra il 1988 e il 1989 furono individuate zone della struttura in cui le murature apparivano soggette a degrado in caso di elevate sollecitazioni. La consolidazione delle murature avvenne attraverso l’iniezione di malte cementizie e l’inserimento di barre in acciaio inossidabile. Inoltre, la cerchiatura provvisoria fu sostituita da una nuova, anch’essa in acciaio inossidabile.<ref>Michele Jamiolkowski e Carlo Viggiani (a cura di), ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', Pisa, Pacini Editore, 2023, p. 17.</ref> ===Stabilizzazione geotecnica temporanea=== Per la stabilizzazione geotecnica temporanea della Torre fu applicato un contrappeso alla sua base, costituito da una una trave anulare di cemento armato precompresso su cui fu poggiata una catasta di lingotti di piombo. L'intervento causò una diminuzione della pendenza di circa 54 secondi d’arco ed un cedimento medio di circa 2,5 mm: fu la prima volta nella storia della Torre.<ref>Michele Jamiolkowski e Carlo Viggiani (a cura di), ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', Pisa, Pacini Editore, 2023, pp. 19-20.</ref> ===Stabilizzazione geotecnica definitiva=== Dopo aver ricostruito i movimenti della struttura ed aver interpretato le misure effettuate dalla sua costruzione fino al 1900, il Comitato giunse alla conclusione che una riduzione della pendenza sarebbe stata la soluzione per stabilizzare la Torre. Fu deciso, quindi, di ridurre l’inclinazione di mezzo grado (1800 secondi d’arco), ovvero circa del 10% della pendenza registrata al 1993. L’intervento, oltre a migliorare la stabilità del monumento e a ridurre le sollecitazioni sulla struttura muraria, non avrebbe modificato né l’immagine né l’integrità del monumento.<ref>Michele Jamiolkowski e Carlo Viggiani (a cura di), ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', Pisa, Pacini Editore, 2023, pp. 20-21.</ref> Il Comitato individuò la soluzione nel metodo della "sottoescavazione". Essa consisteva nell’estrarre una porzione di terreno in un determinato tratto del sottosuolo, lasciando una cavità destinata a richiudersi grazie alla pressione agente, inducendo così un piccolo sprofondamento in superficie. Il cedimento si sarebbe sviluppato gradualmente ripetendo il processo in varie posizioni.<ref>Michele Jamiolkowski e Carlo Viggiani (a cura di), ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', Pisa, Pacini Editore, 2023, p. 21.</ref> L’intervento fu studiato con calcoli e prove su modelli in scala ridotta, mentre, successivamente, fu effettuato un esperimento in grande scala in Piazza dei Miracoli.<ref>Michele Jamiolkowski e Carlo Viggiani (a cura di), ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', Pisa, Pacini Editore, 2023, pp. 21-22.</ref> ===Sottoescavazione preliminare=== L’operazione fu condotta nel 1999. Si iniziò ad operare sulla Torre con una fase di sottoescavazione molto limitata, solo dopo aver installato una struttura di presidio in caso di imprevisti, formata da doppi cavi di acciaio collegati alla Torre e a blocchi di ancoraggio metallici.<ref>Michele Jamiolkowski e Carlo Viggiani (a cura di), ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', Pisa, Pacini Editore, 2023, p. 22.</ref> Questa fase portò all’estrazione di 7 m³ di terreno, di cui il 15% sottostante la fondazione e l’85% a nord di essa. Furono effettuate 12 perforazioni inclinate nel sottosuolo, raggiungendo penetrazioni al di sotto del basamento di massimo un metro.<ref>Michele Jamiolkowski e Carlo Viggiani (a cura di), ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', Pisa, Pacini Editore, 2023, pp. 22-25.</ref> A seguito dell'estrazione si ebbe una rotazione verso nord di 90 secondi di arco, aumentata, successivamente, a 130; la riduzione dell’inclinazione fu di 2,9 cm. I movimenti si arrestarono dopo la rimozione di tre dei lingotti di piombo, la Torre tornò, così, alla configurazione del 1968.<ref>Michele Jamiolkowski e Carlo Viggiani (a cura di), ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', Pisa, Pacini Editore, 2023, p. 25.</ref> ===Sottoescavazione definitiva=== Tra il 2000 ed il 2001, attraverso 41 perforazioni inclinate, fu effettuata la sottoescavazione definitiva. Inoltre, furono rimossi i lingotti di piombo, la trave di appoggio e la struttura di presidio, che non entrò mai in funzione.<ref>Michele Jamiolkowski e Carlo Viggiani (a cura di), ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', Pisa, Pacini Editore, 2023, p. 26.</ref> Questa fase portò all’estrazione di 38 m³ di terreno, di cui il 30% sottostante la fondazione ed il 70% a nord di essa, con penetrazioni al di sotto del basamento fino a un massimo di 2 m. L’operazione restituì alla Torre la configurazione degli inizi dell'Ottocento.<ref>Michele Jamiolkowski e Carlo Viggiani (a cura di), ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', Pisa, Pacini Editore, 2023, p. 27.</ref> ===Regolazione della falda idrica=== Una delle cause del continuo incremento dell’inclinazione è la continua oscillazione del livello della falda idrica nel sottosuolo di Piazza dei Miracoli, dovuta alle piogge.<ref>Michele Jamiolkowski e Carlo Viggiani (a cura di), ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', Pisa, Pacini Editore, 2023, p. 28.</ref> Durante i restauri, la falda venne controllata tramite pompaggio; poiché il metodo risultò efficace, si studiò un sistema di regolazione col medesimo effetto ma che non richiedesse sorveglianza continua. Fu quindi realizzato un sistema di drenaggio che raccoglie le acque senza l’utilizzo di pompe, ma attraverso tre pozzi drenanti che le convogliano nell’antica vasca di raccolta del Catino.<ref>Michele Jamiolkowski e Carlo Viggiani (a cura di), ''Il restauro della Torre pendente di Pisa'', Pisa, Pacini Editore, 2023, p. 28-29.</ref>
Oggetto:
Per favore tieni presente che tutti i contributi a Unipedia possono essere modificati, stravolti o cancellati da altri contributori. Se non vuoi che i tuoi testi possano essere alterati, allora non inserirli.
Inviando il testo dichiari inoltre, sotto tua responsabilità, che è stato scritto da te personalmente oppure è stato copiato da una fonte di pubblico dominio o similarmente libera (vedi
Unipedia:Copyright
per maggiori dettagli).
Non inviare materiale protetto da copyright senza autorizzazione!
Annulla
Guida
(si apre in una nuova finestra)
Toggle limited content width