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Maurits Cornelis Escher
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===Rapporto con l'Italia=== Durante gli undici anni passati in Italia, Escher entrò in contatto con la cultura artistica della nazione, la cui impronta si ritrova in molteplici delle sue creazioni. I paesaggi e le costruzioni architettoniche italiane spinsero l’artista a dedicarsi alla realizzazione di litografie<ref>Museo della carta, [https://www.museodellacarta.com/it/stampa_litografica.html ''La stampa litografica''], Ancona.</ref> aventi come soggetto il mondo esterno, che si rivelò un'importante fonte di ispirazione anche per opere successive. Risalgono a questo periodo circa 110 lavori dell’artista, da lui stesso definiti come "esercizi", in quanto realizzati attraverso varie tipologie di incisone e disegno per padroneggiare al meglio le varie tecniche. Difatti, durante la permanenza in Italia, Escher fu solito dedicarsi alla realizzazione di intagli esclusivamente su tavole di legno di filo<ref>M.C. Escher, ''Grafica e disegni'', p. 5.</ref>, materiale a lui da sempre caro, la cui lavorazione gli era stata insegnata dal suo mentore Mesquita. I vari soggiorni nell’Italia meridionale e soprattutto l’esplorazione di diverse coste affacciate sul Mediterraneo hanno fatto sì che Escher realizzasse molteplici opere dedicate alla nazione, in quanto musa ispiratrice e, allo stesso tempo, luogo di pace e serenità in cui potersi dedicare alla sua arte in totale libertà. I paesaggi italiani si possono difatti ritrovare in diverse litografie risalenti al periodo tra il 1922 e il 1937, denominato dalla critica come “periodo dei paesaggi”<ref>Bruno Ernst, ''Lo specchio magico di M.C. Escher'', pp. 24-26.</ref>. Tra queste, particolarmente apprezzate furono le litografie ''Castrovalva''<ref>M.C. Escher, ''Grafica e disegni'', opera n. 2.</ref> del 1930, dedicata all’omonima cittadina abruzzese, e ''Natura morta con specchio''<ref>Bruno Ernst, ''Lo specchio magico di M.C. Escher'', p. 79.</ref> risalente al 1934, dove Escher inserì uno scorcio di paesaggio italiano all’interno di un contesto quotidiano. Influenzato dalla combinazione delle culture presenti sul territorio e affascinato dai monumenti di impronta greca e romana, Escher realizzò diverse xilografie dedicate alla capitale, suo luogo di residenza sin dai primi anni dopo le nozze. Ne sono un esempio le xilografie risalenti al 1934 intitolate ''Roma di notte: Basilica di Massenzio'' e ''Roma di notte: il Campidoglio'', in cui l’artista, come si evince dal titolo, raffigura i monumenti sotto il cielo notturno.<ref>Bruno Ernst, ''Lo specchio magico di M.C. Escher'', pp. 74-75.</ref>
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