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==Gioco moderno== Dopo quasi 130 anni dall'ultima edizione, il gioco fu ripristinato nel 1935 con i caratteri originali: uno scontro diretto, della durata di 45 minuti, fra armati di targone. La vittoria sarebbe stata della fazione che allo scadere del tempo avesse occupato maggior territorio del campo avversario. Quell’anno il combattimento durò meno del previsto: per un incidente ad un combattente il gioco fu bloccato e fu assegnata la vittoria alla fazione opposta. L'esperienza negativa del 1935 portò nel 1937 (l'edizione del 1936 non fu svolta a causa della guerra in Etiopia) alla creazione del primo regolamento del Gioco nel XX secolo. Ci furono modifiche alla finalità della lotta: la battaglia durava 30 minuti, si svolgeva con 150 uomini per parte e l’obbiettivo era di impadronirsi delle sei bandiere avversarie, rappresentanti le sei magistrature della fazione. Nell’edizione di tale anno risultò poco chiaro lo svolgimento del combattimento per gli spettatori, per cui nell’edizione seguente fu posto un solo vessillo per parte. Il gioco fu sospeso durante la seconda guerra mondiale, tra il 1939 e il 1946; inoltre il Ponte di Mezzo venne distrutto nel 1944.<ref> Zampieri, ''Testimonianze del Gioco del Ponte'', pp. 4-7.</ref> Nel 1947, per risollevare la città dopo la guerra, il comune si adoperò per far tornare in vita la manifestazione con alcuni cambiamenti. Il luogo del combattimento fu spostato su un ponte di legno fittizio nell'Arena Garibaldi e il metodo di combattimento subì il cambiamento che incise maggiormente sulla storia del Gioco: per problemi di sicurezza gli scontri corpo a corpo vennero eliminati. In primo luogo fu chiesto alla cittadinanza di proporre idee ma invano, per cui fu creata una commissione di esperti in cui Ferruccio Giovannini, storico personaggio pisano<ref>[https://www.quinewspisa.it/intitolata-una-via-a-ferruccio-giovannini.htm ''Intitolata una via a Ferruccio Giovannini''.] </ref>, propose con successo l'idea di un congegno meccanico: il carrello a spinta frontale con scorrimento laterale. L'idea fu messa subito in pratica, ma il congegno si inceppò dopo due combattimenti lasciando lo scontro in parità e malcontento tra il pubblico. Dopo tale edizione il gioco fu sospeso, non solo per consentire la creazione di un carrello più resistente ma soprattutto in attesa del ripristino del ponte e dei lungarni dato che la limitata capacità dell'Arena a confronto della grande affluenza avuta aveva generato disagi.<ref> Zampieri, ''Testimonianze del Gioco del Ponte'', pp. 181-190.</ref> L’8 giugno 1950, con l’inaugurazione del nuovo Ponte di Mezzo, si ebbe il ritorno della manifestazione con un nuovo carrello che resistette fino alla fine del Gioco. Ci furono inoltre importanti variazioni al regolamento. Gli scontri passarono da uno a cinque, con l’opporsi di cinque squadre per fazione composte da 24 uomini l’una; la vittoria sarebbe stata assegnata in ogni scontro alla squadra che allo scadere di cinque minuti si fosse trovata con il carrello in vantaggio territoriale oppure lo avesse spinto al limite opposto facendo cadere la bandiera avversaria. Il gioco veniva vinto dalla fazione che otteneva più vittorie. Tra le nuove regole fu stabilito che, nel caso le squadre in lizza fossero state sei, si sarebbero svolti sei combattimenti e in caso di parità delle parti si sarebbe svolto un settimo combattimento senza limiti di tempo e con squadra a scelta di ogni fazione, anche mista, per decretare il vincitore. Tale articolo fu ignorato nel 1952 quando le squadre aumentarono a sei per fazione e i combattimenti rimasero cinque. In più in tale edizione i minuti di gioco, per ogni scontro, furono aumentati a otto. La vittoria non per caduta della bandiera avveniva solo in caso di almeno 25 centimetri di vantaggio territoriale altrimenti si aveva la parità. Per questa ragione fu necessario inserire lo spareggio, nella modalità già citata. Due anni dopo fu rimosso il limite di tempo ed imposta come unica possibilità di vittoria la caduta della bandiera.<ref> Zampieri, ''Testimonianze del Gioco del Ponte'', pp. 8-21.</ref> Non ci furono più grandi modifiche e il gioco si svolse fino al 1963. Dopo tale edizione ci fu una pausa di 18 anni causata da problemi organizzativi e da un calo nell'interesse del pubblico. Un'edizione rilevante di questo periodo fu quella del 1960 svoltasi in trasferta a Roma, come evento conclusivo delle Olimpiadi nel mese di settembre.<ref> Zampieri, ''Storia del Gioco del Ponte'', pp. 213-215.</ref>[[File:Carrelloo.jpg|300px|miniatura|destra|Progetto del carrello moderno]] Durante la pausa si crearono molte associazioni che chiedevano il ripristino del Gioco; l'amministrazione comunale decise quindi di riportare in vita la manifestazione nel 1982. Venne ripreso l'ultimo regolamento, ma avvennero modifiche nell'organizzazione e nella sicurezza della manifestazione, che negli ultimi anni aveva scatenato più volte tra i cittadini scontri violenti che erano stati mal gestiti. Il cambiamento maggiore avvenne di nuovo nello svolgimento dei combattimenti: il carrello ideato da Giovannini non fu considerato più adatto alla manifestazione. Ci furono varie proposte, tra cui quella di tornare allo scontro corpo a corpo, ma furono tutte scartate e alla fine fu scelto un nuovo congegno: un carrello a scorrimento centrale dove i lottatori non applicavano più una spinta frontale ma una spinta con le spalle. In più fu creata una struttura per sopraelevare il carrello dal piano stradale e renderlo più visibile al pubblico sui lungarni. Le squadre furono composte da 20 componenti l'una e gli scontri divennero sei più lo spareggio se necessario.<ref> Zampieri, ''Testimonianze del Gioco del Ponte'', pp. 193-198.</ref> Grazie al grande successo dell'edizione del 1982, il gioco è riuscito a sopravvivere con tale struttura in tutti gli anni successivi con solo tre edizioni non disputate. Nel 2005 il gioco non fu svolto a causa dell'ammutinamento della parte di Mezzogiorno mentre le edizioni del 2020 e 2021 furono sospese a causa dell'emergenza sanitaria da COVID-19.<ref> [https://www.stilepisano.it/giocoponte.html Bertolini e Bonucci, ''Il Gioco del Ponte''.] </ref>
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