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==Opere== === Opere giovanili === Le prime esperienze letterarie di Gabriele D’Annunzio sono legate alla rielaborazione dei ricordi dell’infanzia e dell’adolescenza. Tali motivi compaiono in alcune novelle, tra cui ''Le vergini'', ispirata alle sue prime maestre, e in varie prose memoriali confluite nelle ''Faville del maglio'' (1911-1914). Nel 1879, ancora studente, pubblicò ''Primo vere'', la sua prima raccolta poetica, in cui sono già evidenti l’influenza di Carducci e il gusto per la rappresentazione della natura e delle sensazioni. A questa seguirono l'''Ode a re Umberto'' e ''In memoriam'' (1880), raccolta dedicata alla nonna defunta. Queste opere risentono fortemente del classicismo ottocentesco, ma rivelano anche una precoce tendenza alla sensualità, al paganesimo e all’esaltazione della natura. Nel 1882 uscì ''Canto novo'', considerato dalla critica il capolavoro della giovinezza di D'Annunzio, in cui emerge una poesia istintiva e panica, profondamente immersa nella natura. Parallelamente alla produzione poetica, D’Annunzio si dedicò anche alla prosa: ''Terra vergine'' (1882) e ''Il libro delle vergini'' (1884) sono raccolte di novelle in cui il gusto lirico prevale sulla costruzione narrativa tradizionale. ===Le novelle abruzzesi=== Un momento centrale della produzione giovanile è rappresentato dalle ''Novelle di San Pantaleone'' (1886), poi confluite nelle ''Novelle della Pescara'' (1902). In questi testi D’Annunzio descrive il mondo contadino abruzzese, dominato da istinti primitivi, sensualità violenta e fatalismo. La natura e il corpo diventano protagonisti assoluti di una visione cupa e tragica dell’esistenza. ===L'estetismo e i romanzi=== Negli anni Ottanta e Novanta D’Annunzio si avvicina all’estetismo. A questa fase appartengono opere come ''Intermezzo di rime'' (1883), ''Isotteo'' e ''La Chimera'' (1885-1888), che lo stesso autore definì esercizi, esperimenti e giochi stilistici, caratterizzati da una forte ricerca formale. Con ''Il piacere'' (1889) si ha una svolta decisiva: attraverso la figura di Andrea Sperelli, D’Annunzio costruisce il ritratto dell’esteta raffinato e sensuale, dando vita a una sorta di autobiografia spirituale. Il romanzo offre anche celebri descrizioni della Roma papale e seicentesca ed è considerato uno dei risultati più alti della sua narrativa. Nei romanzi successivi — ''Giovanni Episcopo'' (1892), ''L’Innocente'' (1892), ''Il trionfo della morte'' (1894), ''Le vergini delle rocce'' (1896), ''Il fuoco'' (1900) — l’autore sperimenta diverse soluzioni ideologiche (compassione, volontarismo, mito del superuomo), con esiti diseguali. Le pagine più riuscite restano quelle dominate dalla sensualità, dal paesaggio e dalla rappresentazione della decadenza morale e fisica. ''Forse che sì forse che no'' (1910) rappresenta l’estremo approdo dell’estetismo dannunziano: il romanzo mette in scena il conflitto tra sensualità e volontà di dominio, portando all’estremo il mito del superuomo. I personaggi agiscono al di fuori di ogni morale comune e il paesaggio, più che realistico, diventa un’esplosione disordinata di sensazioni. ===Teatro=== Nel teatro D’Annunzio ottenne alcuni dei suoi risultati migliori. Tra le opere principali figurano ''Francesca da Rimini'' (1901), caratterizzata da un linguaggio arcaizzante e musicale, e soprattutto ''La figlia di Iorio'' (1904), ambientata in Abruzzo, in cui il vero protagonista è il paesaggio e la cultura popolare più che i singoli personaggi. ===Le ultime opere=== Negli ultimi anni D’Annunzio abbandona progressivamente il romanzo tradizionale e si orienta verso forme più autobiografiche e diaristiche. Tra queste si ricordano ''Contemplazione della morte'' (1913), ''Faville del maglio'', ''Leda senza cigno'' (1916-1918) e soprattutto ''Notturno'' (1921), scritto durante la convalescenza seguita alla temporanea perdita della vista. In queste opere lo stile diventa più frammentario, leggero e musicale, segnando una fase di profonda introspezione <ref>Luigi RUSSU, ''D'ANNUNZIO, Gabriele'', Enciclopedia Italiana (1931), Treccani. https://www.treccani.it/enciclopedia/gabriele-d-annunzio_(Enciclopedia-Italiana)/</ref>.
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