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=== Il ruolo di Marinetti per il Futurismo === Marinetti può essere considerato una sorta di imprenditore artistico: tentò di diffondere il Futurismo a tutta la società, in modo che non fosse solo appannaggio di una élite di intellettuali. Infatti, il Futurismo fu un fenomeno totalizzante, che si estese a ogni settore creativo nel tentativo di rinnovarlo: pittura, architettura, scultura, musica e cucina<ref>Nel ''Manifesto della cucina futurista'' venne presentata l’idea di eliminare la pasta, un alimento rappresentativo dell’Italia: Bertelli e altri, ''Invito all’arte'', vol. 3, p. 1232.</ref>. Inoltre, Marinetti mise in campo un programma promozionale che includeva mostre e “serate futuriste”, spettacoli che si concludevano quasi sempre con l’intervento della polizia. Per cercare di divulgare il messaggio futurista, nella redazione del manifesto del 1909 Marinetti ricorse ad un linguaggio aggressivo; inoltre inneggiava alla guerra in quanto «sola igiene del mondo». Per i futuristi, il conflitto era capace di purificare la Terra dal passato, permettendo alla modernità di prendere il sopravvento. Da qui, deriva la celebrazione delle novità contemporanee – l’elettricità, l’automobile, il tram – e la volontà di restituire il movimento nelle opere d’arte. Rendere il senso del moto, tuttavia, richiese del tempo, poiché il manifesto redatto da Marinetti non conteneva esplicite indicazioni artistiche, ma frasi come: «Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d’ogni specie<ref>Settis e Montanari, ''Arte. Una storia naturale e civile'', vol. 5, p. 145.</ref>».
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