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===Stagione friulana=== La stagione friulana (1942-1950) rappresentò il momento formativo per Pasolini. In questi anni, Pier Paolo, sviluppò una poetica legata alla cultura contadina, idealizzata come raccoglitrice di valori autentici e di una purezza premoderna, generalmente definita come “mania delle origini”. Le prime raccolte in dialetto friulano, come ''Poesie a Casarsa'' (1942), nascevano da un "regresso linguistico" verso un lessico vergine, espressione di un'innocenza perduta; la scelta del dialetto costituiva un atto di opposizione al fascismo che "non tollerava i dialetti, segni dell'irrealizzata unità di questo paese dove sono nato, inammissibili e spudorate realtà nel cuore dei nazionalisti"<ref>Pasolini, Villalta (a cura di), 2023, p.20</ref>. L'impegno politico modificò la produzione di Pasolini: dalla prospettiva lirica e autobiografica si orientò verso il romanzo sociale con il progetto de La meglio gioventù, che venne pubblicato nel 1962 con il titolo Il sogno di una cosa.<ref>Siti, ''https://www.treccani.it/enciclopedia/pier-paolo-pasolini_(Dizionario-Biografico)/''</ref> L'adesione al PCI andava di pari passo con una poetica incentrata sul disprezzo della classe borghese da cui proveniva e sulla coscienza della propria omosessualità. Molti comunisti gli rimproveravano un disinteresse per il realismo socialista e un'eccessiva attenzione per la cultura borghese. Il sentimento di marginalità sociale vissuto nei primi mesi romani coincise con la scoperta del sottoproletariato e delle borgate, che sostituirono nella sua mitologia poetica le campagne friulane.<ref>Molteni e Valente, ''https://www.centrostudipierpaolopasolinicasarsa.it/pagine-corsare/la-vita/panoramiche/panoramiche-1/'', III sezione</ref> Gli anni Cinquanta rappresentarono il periodo di massimo entusiasmo creativo. Nel 1955 Garzanti pubblicò ''Ragazzi di vita'', che ritraeva senza moralismi la vita violenta e miserabile del sottoproletariato romano. Il romanzo ottenne notevole successo di pubblico ma fu sottoposto ad un processo per oscenità, conclusosi con l'assoluzione. Nel 1957 uscì ''Le ceneri di Gramsci'', raccolta nata dalla crisi ideologica successiva all'invasione dell'Ungheria (1956) e al XX Congresso del PCUS. L'opera esprime il conflitto tra l'adesione ideologica al marxismo e un'insopprimibile attrazione estetica per il mondo borghese e sacrale. Dal 1955 al 1959 diresse con Leonetti, Roversi, Fortini e Romanò la rivista "Officina", espressione di realismo critico e sperimentale. Nel 1959 pubblicò Una vita violenta, secondo romanzo romano più programmatico e ideologico del precedente.<ref>Siti, ''https://www.treccani.it/enciclopedia/pier-paolo-pasolini_(Dizionario-Biografico)/''</ref>
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