Vai al contenuto
Menu principale
Menu principale
sposta nella barra laterale
nascondi
Navigazione
Pagina principale
Ultime modifiche
Una pagina a caso
Aiuto su MediaWiki
Unipedia
Ricerca
Ricerca
entra
Strumenti personali
entra
Pagine per utenti anonimi
ulteriori informazioni
contributi
discussioni
Modifica di
Pier Paolo Pasolini
(sezione)
Pagina
Discussione
italiano
Leggi
Modifica
Cronologia
Strumenti
Strumenti
sposta nella barra laterale
nascondi
Azioni
Leggi
Modifica
Cronologia
Generale
Puntano qui
Modifiche correlate
Pagine speciali
Informazioni pagina
Attenzione:
non hai effettuato l'accesso. Se effettuerai delle modifiche il tuo indirizzo IP sarà visibile pubblicamente. Se
accedi
o
crei un'utenza
, le tue modifiche saranno attribuite al tuo nome utente, insieme ad altri benefici.
Controllo anti-spam.
NON
riempirlo!
==Pensiero e poetica== ===Stagione friulana=== La stagione friulana (1942-1950) rappresentò il momento formativo per Pasolini. In questi anni, Pier Paolo, sviluppò una poetica legata alla cultura contadina, idealizzata come raccoglitrice di valori autentici e di una purezza premoderna, generalmente definita come “mania delle origini”. Le prime raccolte in dialetto friulano, come ''Poesie a Casarsa'' (1942), nascevano da un "regresso linguistico" verso un lessico vergine, espressione di un'innocenza perduta; la scelta del dialetto costituiva un atto di opposizione al fascismo che "non tollerava i dialetti, segni dell'irrealizzata unità di questo paese dove sono nato, inammissibili e spudorate realtà nel cuore dei nazionalisti"<ref>Pasolini, Villalta (a cura di), 2023, p.20</ref>. L'impegno politico modificò la produzione di Pasolini: dalla prospettiva lirica e autobiografica si orientò verso il romanzo sociale con il progetto de La meglio gioventù, che venne pubblicato nel 1962 con il titolo Il sogno di una cosa.<ref>Siti, ''https://www.treccani.it/enciclopedia/pier-paolo-pasolini_(Dizionario-Biografico)/''</ref> L'adesione al PCI andava di pari passo con una poetica incentrata sul disprezzo della classe borghese da cui proveniva e sulla coscienza della propria omosessualità. Molti comunisti gli rimproveravano un disinteresse per il realismo socialista e un'eccessiva attenzione per la cultura borghese. Il sentimento di marginalità sociale vissuto nei primi mesi romani coincise con la scoperta del sottoproletariato e delle borgate, che sostituirono nella sua mitologia poetica le campagne friulane.<ref>Molteni e Valente, ''https://www.centrostudipierpaolopasolinicasarsa.it/pagine-corsare/la-vita/panoramiche/panoramiche-1/'', III sezione</ref> Gli anni Cinquanta rappresentarono il periodo di massimo entusiasmo creativo. Nel 1955 Garzanti pubblicò ''Ragazzi di vita'', che ritraeva senza moralismi la vita violenta e miserabile del sottoproletariato romano. Il romanzo ottenne notevole successo di pubblico ma fu sottoposto ad un processo per oscenità, conclusosi con l'assoluzione. Nel 1957 uscì ''Le ceneri di Gramsci'', raccolta nata dalla crisi ideologica successiva all'invasione dell'Ungheria (1956) e al XX Congresso del PCUS. L'opera esprime il conflitto tra l'adesione ideologica al marxismo e un'insopprimibile attrazione estetica per il mondo borghese e sacrale. Dal 1955 al 1959 diresse con Leonetti, Roversi, Fortini e Romanò la rivista "Officina", espressione di realismo critico e sperimentale. Nel 1959 pubblicò Una vita violenta, secondo romanzo romano più programmatico e ideologico del precedente.<ref>Siti, ''https://www.treccani.it/enciclopedia/pier-paolo-pasolini_(Dizionario-Biografico)/''</ref> ===Gli anni Sessanta=== Gli anni Sessanta segnarono il collasso della fiducia di Pasolini nella linea marxista: Pasolini intraprese viaggi alla ricerca di alternative sempre più incontaminate di fronte alla progressiva integrazione del proletariato. Dal punto di vista formale, la poesia di Pasolini abbandonò progressivamente la griglia metrica. Dopo ''La religione del mio tempo'' (1961), in ''Poesia in forma di rosa'' (1964) sperimentò l'informale e i calligrammi, fino a ''Trasumanar e organizzar'' (1970). Si intensificano l’attività saggistica, gli interventi di polemica ideologica e le riflessioni politiche che egli rende pubbliche in numerosi articoli: se nella prima metà degli anni Sessanta nutriva ancora speranze di rinnovamento sociale, dopo il 1965 la sua visione divenne sempre più pessimistica: il neocapitalismo stava creando una nuova forma di totalitarismo più subdola del fascismo storico. <ref>Bufacchi, ''https://www.treccani.it/enciclopedia/pier-paolo-pasolini_%28Enciclopedia-dei-ragazzi%29/''</ref> ===Gli anni Settanta=== Negli ultimi anni Pasolini assunse posizioni sempre più provocatorie e isolate, espresse nel saggio ''Scritti corsari'' e nelle raccolte di articoli ''Lettere luterane''. Pasolini si sentiva oppresso da un universo ormai mutato e da "cambiare in modo tanto drastico e disperato quanto drastica e disperata è la situazione" (Intervista "Siamo tutti in pericolo”, 1.11.1975). Nel 1973 iniziò la collaborazione con il "Corriere della Sera", esprimendo pubblicamente le sue analisi critiche della società italiana. Contemporaneamente lavorava a Petrolio, romanzo che si addentrava nei misteri e complotti della storia italiana recente, destinato a rimanere incompiuto.<ref>Siti, ''https://www.treccani.it/enciclopedia/pier-paolo-pasolini_(Dizionario-Biografico)/''</ref>
Oggetto:
Per favore tieni presente che tutti i contributi a Unipedia possono essere modificati, stravolti o cancellati da altri contributori. Se non vuoi che i tuoi testi possano essere alterati, allora non inserirli.
Inviando il testo dichiari inoltre, sotto tua responsabilità, che è stato scritto da te personalmente oppure è stato copiato da una fonte di pubblico dominio o similarmente libera (vedi
Unipedia:Copyright
per maggiori dettagli).
Non inviare materiale protetto da copyright senza autorizzazione!
Annulla
Guida
(si apre in una nuova finestra)
Toggle limited content width