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Chiesa e convento di Santa Maria in Selva
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===Interno=== Originariamente, la chiesa era caratterizzata da un pavimento in cotto, due altari in legno e due porte laterali al presbiterio (quella di sinistra dava sul cortile interno del convento, mentre l'altra si affacciava sul prato esterno). Da una terza porta si accedeva alla sagrestia.<ref> Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva'', p. 6 e p. 39.</ref> Particolarmente rilevanti sono stati gli interventi strutturali avvenuti tra il 1642 e il 1648, come l'inserimento della cappellina dell'Annunciazione all'interno della parete destra della chiesa (1647). Attualmente, l'interno della chiesa presenta uno stile barocco ed è composto da un’unica navata coperta da volte a crociera con costoloni in pietra serena.<ref> Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva'', pp. 39-42.</ref> La controfacciata è formata dal portone d'ingresso e dalla cantoria in pietra serena del 1648, illuminata da due grandi finestre rettangolari. La cantoria presenta motivi barocchi lungo la base e le cornici degli specchi. La direzione dei cori da parte del compositore Lorenzo Perosi, durante le celebrazioni liturgiche dei primi anni del XX secolo, ha conferito alla cantoria un'importante rilevanza storica. L'archivio del convento conserva una composizione musicale di Lorenzo Perosi datata 9 maggio 1903. <ref> Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva'', p. 45.</ref> Superato l'ingresso principale della chiesa, sulla parete di destra si trova l'affresco della ''Sacra Conversazione'', mentre sulla parete di sinistra si trova l'altare dedicato a San Pietro. Tutti gli altari presenti all’interno della chiesa, tranne quello dedicato all'Annunciazione, sono sormontati da sculture religiose di fine Ottocento e inizi Novecento.<ref> Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva'', p. 60.</ref> Più avanti, si trovano due confessionali con interni in legno e lo stemma dell'Ordine Agostiniano sulla sommità. Ciascun confessionale è inserito all'interno di trifore serliane, ricavate su entrambe le pareti laterali della navata.<ref> Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva'', pp. 41-42.</ref> Il pulpito, commissionato da P. Pietro Bartoli da Stignano nel 1644, sovrasta il secondo confessionale di destra. Il pulpito presenta al centro la sigla ''IHS'' e modanature lisce ai lati. <ref> Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva'', p. 46.</ref> Entrambi gli altari barocchi, disposti tra i confessionali, presentano una statua inserita all'interno di una nicchia con cornice dorata. La statua dell'altare a destra rappresenta S. Nicola da Tolentino, mentre quella dell'altare a sinistra raffigura l'episodio dell'annunciazione del Signore.<ref> Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva'', p. 61.</ref> Nel 1642 le antiche porte laterali al presbiterio sono state chiuse e sostituite da due porte in pietra serena. L'architrave della porta di sinistra riporta la data della loro costruzione e due incisioni raffiguranti lo stemma del comune.<ref> Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva'', pp. 40-41.</ref> Entrambe le pareti laterali del transetto presentano una nicchia contenente una statua in cartapesta: a destra si colloca quella di San Giuseppe con il Bambino, mentre a sinistra quella di Sant'Agostino. Un arco a tutto sesto separa la navata dall'area del coro.<ref> Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva'', p. 61.</ref> L'arco, costruito per volere della famiglia Dei, riporta lo stemma araldico della stessa e una incisione latina. L'area del coro, invece, presenta sulla parete di fondo il dipinto ''S. Agostino trionfante sull'eresia'' di Innocenzo Ansaldi. <ref> Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva'', p. 41 e p. 45.</ref> L'altare maggiore è collocato perpendicolarmente all'arco ed è presente all'interno della chiesa dalla fine degli anni Sessanta. Esso ha sostituito i precedenti altari realizzati in marmo e in pietra serena, quest'ultimo commissionato da Padre Giovanni.<ref> Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva'', pp. 42-44.</ref> Nel 1952 il pavimento originale in cotto è stato sostituito con un rivestimento a mattonelle bianche e grigie disposte a scacchiera. Quelle recanti una piccola croce identificano le aree utilizzate in passato per la sepoltura, tra cui l'antica tomba della famiglia Dei posta davanti l'altare di San Nicola da Tolentino. Sul pavimento davanti l'altare maggiore, invece, è raffigurato lo stemma dell'Ordine di Sant'Agostino. <ref> Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva'', p. 45 e p. 61.</ref> ====Affreschi==== =====Sacra Conversazione===== L'affresco della ''Sacra Conversazione'' è stato dipinto da Giovan Battista Volponi a metà del XVI secolo durante il suo soggiorno in Toscana. Anticamente, costituiva la decorazione della parete di fondo dell'antica cappellina dell'Annunciazione. Attualmente, si trova sulla parete destra della navata ed è incorniciato da due pilastri disegnati a finto marmo bianco. Nell'affresco, la Madonna siede su di un alto gradino in pietra, mentre sorregge il Bambino con entrambe le mani, e indossa un abito rosso e un lungo velo di colore azzurro, che lascia intravedere i piedi incrociati. In basso, si dispongono a coppie quattro santi: a sinistra Sant'Agostino e San Giovanni Battista, a destra San Lorenzo e San Nicola da Bari. Un recente restauro ha scoperto alcuni frammenti di un antico disegno preparatorio alla base dell'affresco. Il disegno, probabilmente rovinato, è stato sostituito per volere dei frati dalla ''Sacra Conversazione''.<ref> Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva'', pp. 51-53 e Funicelli, ''Gli affreschi cinquecenteschi di Santa Maria in Selva a Borgo a Buggiano'', pp. 101-103.</ref> =====Padre Eterno Benedicente===== L'affresco raffigurante l'''Eterno Padre Benedicente'', realizzato anch'esso da Giovan Battista Volponi, è inserito all’interno di una lunetta, posta sopra l'affresco della ''Sacra Conversazione''. Il Padre Eterno emerge dallo sfondo ocra, circondato da cherubini alati e da nuvole bianche. Raffigurato nell'atto di benedire, tiene in mano un libro aperto contenente i simboli dell'Alfa e dell'Omega. L'opera è delimitata da un bordo decorato con motivi geometrici.<ref> Funicelli, ''Gli affreschi cinquecenteschi di Santa Maria in Selva a Borgo a Buggiano'', p. 92.</ref> ===== S. Agostino trionfante sull'eresia ===== ''S. Agostino trionfante sull'eresia'' (o ''Gloria di Sant'Agostino con il trionfo della Chiesa sull'eresia'') è un'opera a olio su tela realizzata nel 1760 dal pittore pesciatino Innocenzo Ansaldi. L'opera risente di influenze tardobarocche fiorentine unite a un'iconografia classicheggiante. La figura di Sant'Agostino, in abito vescovile, è circondata da angeli e da cherubini. Il santo volge gli occhi al cielo mentre trionfa sull'eresia, personificata da una donna dai capelli serpentiformi.<ref> Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva'', p. 58. e https://catalogo.cultura.gov.it/detail/HistoricOrArtisticProperty/0900002786 .</ref> =====Sant'Agostino fra Santi===== L'affresco di ''Sant'Agostino fra Santi'' è datato 1410 e si trova tra il secondo e il terzo altare della parete di destra. Lo stile pittorico del dipinto segue quello tipico della scuola fiorentina dell'Orcagna. Nonostante un recente restauro, l'opera, in passato composta dalle figure di cinque santi, risulta incompleta e conserva solo tre santi: Sant' Agostino (con i simboli episcopali), Santa Caterina d'Alessandria (con i simboli del suo martirio) e San Leonardo de Limoges. Le restanti figure sono andate perdute nel 1643. Inoltre, la parte inferiore dell'affresco è stata distrutta nel 1642 per ricavare la porta di accesso al chiostro.<ref> Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva'', p. 55.</ref> =====Affreschi di Niccolò Nannetti===== Nel XVIII secolo, il pittore fiorentino Niccolò Nannetti (1645-1749) ha decorato la maggior parte delle pareti interne della chiesa con opere di arte barocca. L'opera di maggior rilievo è l'affresco '''''Apoteosi della Madonna''''', collocato sulla parete sopra l'altare maggiore. La Madonna in gloria sorregge il Bambino col braccio sinistro mentre mostra una cintola con la mano destra. Al centro della scena, la figura emerge da uno sfondo luminoso, circondata da nuvole e da un gruppo di angeli e putti alati.<ref> Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva'', p. 56; https://visitbuggiano.com/chiesa-di-santa-maria/, 4 maggio 2021 e https://catalogo.beniculturali.it/detail/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/0900375310, 2020.</ref> Oltre alla decorazione delle volte della navata, Nannetti ha realizzato un ciclo pittorico dipinto ad affresco, dedicato alle scene di vita dei santi. Il ciclo è composto da quattro dipinti: nelle lunette laterali l'''Apoteosi della Madonna'' si trovano ''Sant'Agostino e il mistero della Trinità'' (a sinistra) e ''La carità di San Tommaso da Villanova'' (a destra); la lunetta sopra il secondo altare di destra e di sinistra presenta, rispettivamente, ''La Messa di San Nicola'' e il ''Miracolo di Cordoba''.<ref> Nardini, ''La Chiesa e il Convento di S. Maria in Selva'', pp. 57-58, https://visitbuggiano.com/chiesa-di-santa-maria/, 4 maggio 2021 e https://catalogo.beniculturali.it/detail/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/0900375310, 2020.</ref> ; '''''Sant'Agostino e il Mistero della Trinità''''': Rappresenta l'incontro avvenuto tra Sant'Agostino e un fanciullo intento a svuotare il mare con una conchiglia. Il dipinto simboleggia l'incapacità dell'uomo a comprendere pienamente il mistero divino ; '''''La carità di San Tommaso da Villanova''''': Ritratto del santo mentre aiuta i bisognosi ; '''''La messa di San Nicola''''': San Nicola celebra la messa per aiutare a ridurre la permanenza delle anime dei defunti in Purgatorio ; '''''Il Miracolo di Cordoba''''': Rappresenta un miracolo avvenuto nel 1602. Gesù abbraccia San Nicola grazie all'incontro tra i frati agostiniani e i frati francescani
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