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==Critica dei personaggi== ===Alcesti=== La personalità di Alcesti e i motivi del suo sacrificio sono stati oggetto di interpretazioni contrastanti da parte della critica. Da un lato, alcuni la vedono come un personaggio molto sicuro di sé, a tal punto da risultare egoista nel chiedere al marito di non risposarsi affinché una nuova moglie non disonori la sua memoria di «migliore delle donne» (v. 324, traduzione di G. Paduano<ref>Euripide, Guido Paduano (a cura di), ''Alcesti'', Milano, BUR Rizzoli, 2021, p. 81.</ref>). Altri, invece, interpretano più positivamente il suo personaggio, che si sacrifica per amore di Admeto o dei figli. Nel primo caso, questo non sarebbe dichiarato poiché culturalmente per una giovane donna sarebbe stato inopportuno esternare l’amore per il marito, mentre nel secondo la richiesta di non sposarsi è esplicitamente volta alla protezione dei bambini, soprattutto della figlia («E certo il maschio ha nel padre una valida difesa, ma tu, figlia mia, come potrai avere un’adolescenza felice?», vv. 311-313, dalla traduzione di G. Paduano<ref>Euripide, Guido Paduano (a cura di), ''Alcesti'', Milano, BUR Rizzoli, 2021, p. 79.</ref>).<ref name="grecità_254">Mario Pintacuda e Michela Venuto, ''Il nuovo grecità. Storia e testi della letteratura greca'', vol. 2, Palermo, G. B. Palumbo & C. Editore, 2020, p. 254.</ref> Alcesti si sacrifica «per attaccamento all’οἶκος (òikos<ref>Da ''Vocabolario della lingua greca'' (Franco Montanari, Rivoli, Loescher Editore, 2013): «casa, dimora, abitazione», ma anche «beni, patrimonio, sostanze, di una casa». L’οἶκος è «il nucleo sul quale si fonda la struttura sociale nel mondo greco. Comunità domestica o famiglia allargata, gerarchicamente organizzata, questo istituto si ritrova in tutte le società greche fin dall’età arcaica. La radice del termine, che rimanda a “casa”, indica quell’unità di base costituita dal capofamiglia, dai suoi familiari più o meno stretti, dagli schiavi, nonché dai immobili. In questo senso è anche unità produttiva, nodo primario delle comunità civiche, regolata da norme specifiche che hanno lo scopo di tutelare e perpetuare il patrimonio familiare e lo status giuridico dei membri di appartenenza.» (da [https://www.treccani.it/enciclopedia/matrimoni-figli-parentela-nel-mondo-greco_(Storia-della-civilt%C3%A0-europea-a-cura-di-Umberto-Eco)/ Stefano Ferrucci, ''Matrimoni, figli, parentela nel mondo greco'', Storia della civiltà europea a cura di Umberto Eco, 2014.])</ref>), inteso naturalmente non come semplice struttura fisica, ma come complesso di uomini che in esso e per esso vivono e nel quale lei si sente pienamente integrata» e «la convinzione della giustezza della propria decisione di morte sembra emergere dall'imperturbabilità con cui, all'interno dell'οἶκος, essa fa i suoi preparativi per morire»<ref>Emanuela Masaracchia, ''La "Estraneità" di Alcesti'', «Quaderni Urbinati di Cultura Classica», 3, 1993, pp. 66 e 62.</ref>. ===Admeto=== Admeto è considerato quasi dalla totalità della critica come un personaggio negativo, di lui si mettono in luce il cinismo, l’egoismo e l’ipocrisia, soprattutto del tradimento finale, quando accetta di prendere con sé la donna velata che Eracle gli porta, pur essendo all’oscuro della sua vera identità.<ref name="grecità_254" /> Non manca però chi ne mette in luce aspetti positivi, come Paduano, per esempio, che sottolinea che «la sua promessa di fedeltà non è in funzione del benessere dei figli, ma della sopravvivenza immortale della coppia»<ref>Guido Paduano, ''Il Racconto della letteratura greca: il periodo attico'', vol. 2, Zanichelli, Bologna, 1990, p. 979.</ref>. ===Eracle=== Eracle si evolve nella vicenda da personaggio dai tratti “comico-grotteschi”, come l’appetito insaziabile e la baldanza, a eroe, quando decide di ringraziare per la cura e l’ospitalità Admeto recuperando Alcesti dalle grinfie di Thanatos.<ref name="grecità_255">''Mario Pintacuda e Michela Venuto, Il nuovo grecità. Storia e testi della letteratura greca'', vol. 2, Palermo, G. B. Palumbo & C. Editore, 2020, p. 255.</ref> ===Ferete=== Ferete si rivela nel suo monologo un personaggio atipico per gli standard della tragedia: invece di incarnare gli ideali di saggezza coerenti con i personaggi anziani, rivela una personalità ipocrita e legata ai beni terreni. Inizialmente infatti mostra dolore per la morte di Alcesti, nonostante sia consapevole che avrebbe potuto evitarla, ma durante la lite col figlio accusa la donna di follia.<ref name="grecità_255" />
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