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== Cultura e tradizioni == === Arte === La produzione artistica e architettonica del Kenya riflette le tradizioni locali e le influenze culturali del Paese. In campo architettonico, l'influenza britannica è evidente negli edifici governativi di Mombasa e Nairobi, risalenti agli anni 1925-30, caratterizzati da uno stile classico. Le moschee e i templi indù e sikh mostrano una varietà di stili, mentre le chiese spaziano dall'eclettismo, che mescola elementi di diverse tradizioni artistiche, fino agli stili internazionali degli anni Settanta. Il Kenyatta Conference Centre (1979), progettato da K.H. Nostvik a Nairobi, con le sue forme geometriche e i riferimenti alla tradizione, rappresenta una nuova direzione nell'architettura del Paese. Negli anni Ottanta nuove correnti grafiche e illustrative hanno tratto ispirazione dalle tradizioni etniche e dai temi popolari. Artisti come J. Adamson, F. Oduya, E. Sukuro, J. Katirakawe e S. Wadu sono tra i principali esponenti di questa tendenza. Anche le opere delle artiste R. Anderson, T. Musoke, G. Robarts e R. Karuga si distinguono per l'innovazione. La scultura, sia nelle sue forme tradizionali in piccolo formato che in opere monumentali, ha visto protagonisti scultori come E. Ongesa, P. Wanjau e F. Nnaggenda.<ref>Kenya-Enciclopedia, Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, https://www.treccani.it/enciclopedia/kenya/.</ref> === Cucina === Il mais è un alimento fondamentale per i kenioti e viene utilizzato in molti piatti tipici. Viene cucinato come porridge, chiamato posho, e spesso mescolato con fagioli, patate e verdure per preparare un piatto chiamato irio. Un piatto molto comune in Kenya è l'ugali, che si prepara con mais bianco, sale, zucchero o spezie. Viene servito in grandi porzioni, di solito modellato in una forma a cupola con una ciotola capovolta, e accompagnato da verdure o stufati di carne. Per mangiarlo, si prende una porzione con le mani, la si compatta e si forma una pallina per raccogliere il sugo e la carne. Un altro piatto tipico è il matoke, che consiste in banane bollite avvolte in foglie e cotte per alcune ore. La carne è un alimento costoso e viene consumata solo occasionalmente. I pastori, invece, si nutrono principalmente di latte e prodotti lattiero-caseari. Lungo la costa e nelle zone intorno al Lago Vittoria, il pesce è molto apprezzato. A Mombasa, la cucina indiana è molto influente, con piatti come curry, samosa (antipasti ripieni di verdura) e chapati (pane indiano), introdotti dagli immigrati provenienti dal subcontinente.<ref>Curiosità, tradizioni popolari e cultura del Kenya - Alisei.net, https://www.alisei.net/2/kenya-curiosita.html</ref> === Cerimonia della rasatura === I Masai sono una delle tribù più celebri del Kenya, soprattutto tra i turisti, grazie alla loro capacità di mantenere molte tradizioni antiche. Una delle cerimonie più significative per loro è la rasatura dei Morans, i guerrieri, che segna il loro passaggio a un ruolo di maggiore responsabilità nella comunità. Questo rituale, noto come "Enuoto", avviene ogni dieci anni. Durante l'evento, i guerrieri indossano perline colorate nei capelli, che vengono intrecciati e dipinti di rosso ocra. Anche i loro volti sono dipinti con lo stesso colore, e partecipano alla cerimonia armati di bastoni, mentre cantano tradizionali canti Masai. Il rituale prevede che i Morans si rechino a un fiume per lavarsi, rimuovendo il colore dai capelli e dal viso. Dopo, tornano al luogo della cerimonia, dove vengono rasati, solitamente dalle proprie madri. Gli "Oloibonis", ovvero gli anziani della tribù, li benedicono sputando loro in faccia come segno di benedizione. Coloro che non partecipano a questa cerimonia non possono sposarsi.<ref>Curiosità, tradizioni popolari e cultura del Kenya - Alisei.net, https://www.alisei.net/2/kenya-curiosita.html</ref> === Danze tradizionali === Le danze tradizionali del Kenya sono molto diverse tra loro e conosciute in tutta l'Africa. Ogni gruppo etnico ha la sua musica, danza e cultura, contribuendo alla grande varietà della tradizione musicale keniota. Il tamburo è lo strumento più usato nelle danze, ma si trovano anche campane, corni, chitarre, flauti e fischietti. La musica e la danza del Kenya si possono suddividere in tre categorie principali: folk, tradizionale e internazionale. Isiku è una danza tradizionale del popolo Luhya, caratterizzata da movimenti ondulatori accompagnati da tamburi, campane, fischietti e trombe. I Masai eseguono danze specifiche per diverse occasioni, come la "Masai Jumping" o "Adamu", in cui i guerrieri saltano in cerchio, dimostrando forza e resistenza mentre cantano. Nelle loro canzoni non usano strumenti musicali, ma le donne indossano campane e sonagli per accompagnare il canto con il movimento. I Kamba e i Chuka sono noti per il loro stile di danza acrobatico, dove i tamburi segnano il ritmo. Il Taarab, popolare a Mombasa e lungo la costa, è una danza che unisce musica africana e araba, con uomini e donne che ballano al ritmo di poesie in swahili. Con l'influenza della cultura occidentale, la musica keniota ha integrato strumenti come la chitarra e ha visto l'emergere di generi moderni come reggae, hip-hop, jazz, rap, afro-fusion e pop congolese, molto amati dai giovani, soprattutto nelle città. L'introduzione del cristianesimo ha portato anche alla diffusione della musica gospel, che è ora una forma di danza praticata in molte chiese del paese.<ref>Curiosità, tradizioni popolari e cultura del Kenya - Alisei.net, https://www.alisei.net/2/kenya-curiosita.html</ref>
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