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Vittorio Emanuele III
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== Infanzia e giovinezza == Vittorio Emanuele Ferdinando Maria Gennaro di Savoia nacque a Napoli l'11 novembre 1869 dal re Umberto I e la moglie Margherita di Savoia. La scelta della città partenopea, come luogo di nascita del principe, non fu casuale: si voleva cercare di favorire un processo di integrazione fra l’Italia settentrionale e meridionale, in quegli anni profondamente e drammaticamente diverse. Per questo, al piccolo Vittorio fu conferito il titolo di ‘principe di Napoli’.<ref>Spinosa, ''Vittorio Emanuele III. L'astuzia di un re'', p. 15</ref> Durante l’infanzia Vittorio Emanuele presentò una costituzione fisica fragile e una statura minuta, probabilmente anche in relazione alla consanguineità dei genitori, influenzando il suo carattere e alimentando in lui un forte senso di insicurezza.<ref>Spinosa, ''Vittorio Emanuele III. L'astuzia di un re'', p. 3</ref> Fu spesso afflitto da dolori alle gambe, che limitarono la sua attività fisica. Tali condizioni lo portarono a dedicarsi con particolare impegno allo studio, sviluppando un profondo interesse per la cultura e la ricerca storica; in più occasioni manifestò il desiderio di rinunciare alla successione al trono per condurre una vita appartata, dedicata all’insegnamento e agli studi.<ref>Spinosa, ''Vittorio Emanuele III. L'astuzia di un re'', p. 31</ref> Il rapporto con i genitori fu distaccato. Durante l’infanzia ebbe come principale figura affettiva la balia Bessie, mentre in adolescenza fu affidato al colonnello Egidio Osio, che gli impose una rigorosa formazione militare. Questo addestramento contribuì al rafforzamento fisico del principe e favorì una rapida carriera nell’esercito, che lo portò a raggiungere il grado di colonnello già nel 1890.<ref>Spinosa, ''Vittorio Emanuele III. L'astuzia di un re'', pp. 27-45</ref> Si sposò tardi per gli standard regali, che fissavano in circa ventiquattro anni l’età massima per il matrimonio, e questo perché il ragazzo mostrò sempre molta insofferenza all’idea di prendere moglie, dando enormi preoccupazioni ai genitori e persino alle corti straniere. Fu Crispi il primo a proporre alla regina Margherita il nome di Elena Montenegro, sesta figlia del principe Nicola. Gli incontri fra Vittorio ed Elena furono abilmente organizzati affinché sembrassero casuali, così da far credere al principe di aver scelto autonomamente la donna da sposare. Con grande gioia della famiglia, Vittorio si fidanzò ufficialmente con Elena il 18 agosto 1896, all’età di ventisette anni. La giovane rinunciò al credo ortodosso e il 24 ottobre 1896 si celebrarono le nozze.<ref>Spinosa, ''Vittorio Emanuele III. L'astuzia di un re'', pp. 46-70</ref> I figli arrivarono qualche anno dopo, e numerosi: Jolanda nel 1901, Mafalda nel 1902, Umberto nel 1904, Giovanna nel 1907 e Maria Francesca nel 1914.<ref>Paolo Colombo, «Vittorio Emanuele III di Savoia, re d’Italia», in ''Dizionario Biografico degli Italiani'', Istituto dell’Enciclopedia Italiana – Treccani, https://www.treccani.it/enciclopedia/vittorio-emanuele-iii-di-savoia-re-d-italia_(Dizionario-Biografico)/ </ref>
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