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==Fortificazione== La rocca con il suo complesso ha formato il nucleo del sistema difensivo medievale di Vicopisano (che nel Medioevo e nell'età moderna aveva il nome di Vico Pisano)<ref>Burresi (a cura di), ''Vicopisano: il patrimonio culturale'', p. 13. Nelle fonti storiche il nome "Vico" compare per la prima volta nel 1046; il nome viene presentato come Vico Auserissola, cioè "ad Auseris insulam", poiché il fiume ''Auser'' circondava la terra del poggio arroccato. Dal 1238 a "Vico" si aggiunse l'aggettivo "Pisano", da cui deriva il nome attuale.</ref>. La presenza di una fortificazione sul posto risulta però già da un documento del 1006: probabilmente la fortificazione era stata realizzata nel decimo secolo dalla famiglia degli Obertenghi, la quale ne vendette poi alcune parti. Nel 1129 una parte del fortilizio venne ceduta al vescovo di Pisa Ruggero; iniziò in questo modo il periodo della signoria dei vescovi pisani sulla fortezza di Vico<ref>Ciampa (a cura di), ''Le fortificazioni di Vicopisano'', p. 17.</ref>. Nel Duecento il castello di Vico Pisano fu fondamentale per la difesa di Pisa contro gli attacchi degli eserciti fiorentini, lucchesi e di altre città toscane. Negli anni Trenta del Trecento il comune di Pisa realizzò una rocca nell'area dove sorge l'attuale municipio, ai piedi del colle sulla cui parte alta permaneva il castello<ref>Ciampa (a cura di), ''Le fortificazioni di Vicopisano'', p. 24.</ref>. ===Costruzione della rocca nuova=== La conquista dei fiorentini nel 1406<ref>Ciampa (a cura di), ''Le fortificazioni di Vicopisano'', p. 27.</ref> aveva danneggiato l'area del poggio nella quale era costruito il castello. Poiché nel quindicesimo secolo le strategie e le tecnologie militari si erano sviluppate e data la minaccia dei Visconti di Milano, il governo fiorentino sentì la necessità di un nuovo sistema difensivo. Quando i fiorentini vennero a conoscenza di una congiura che i vicaresi avrebbero voluto attuare contro di loro, imposero nuove tasse e confiscarono alcuni dei loro beni. Da questo l'Opera di Santa Maria del Fiore, per commissione del governo fiorentino, trovò i fondi per edificare i fortilizi di Vico e del Parlascio Pisano. Dopo i primi sopralluoghi, Filippo Brunelleschi, noto architetto fiorentino, venne mandato dall'Opera per progettare la costruzione del nuovo fortilizio<ref>Ciampa (a cura di), ''Le fortificazioni di Vicopisano'', pp. 44-45.</ref>. Gli interventi iniziarono nel 1436<ref>Ciampa (a cura di), ''Le fortificazioni di Vicopisano'', p. 18.</ref>. Dalla conquista dello Stato di Firenze nel 1406, la precedente torre di Santa Maria o ''torre del Cavaliere'' conservava i suoi 15 metri eretti su base quadrata. Su questi, Brunelleschi pose la base della "Torre Nova", il mastio della rocca, mentre gli altri resti vennero rasi al suolo per costruire le altre parti della fortificazione<ref>Ciampa (a cura di), Le fortificazioni di Vicopisano, pp. 27-28.</ref>. Il complesso difensivo è posto su un promontorio. La cinta muraria che delimita l'accesso dalle vie del paese è alta sette metri e l'area al suo interno comprende la torre detta "Il cavaliere", posta in cima al poggio; al fianco della torre si trova il ''cassero'' ovvero il muraglione che la circonda, le cui mura sono alte undici metri e delimitano il cortile interno della rocca. Dal cassero si estende verso il basso il camminamento di ronda che collega il complesso della rocca alla torre del Soccorso o ''torre di Guardia''. Quest'ultima è collocata in piano, su quella che fino al 1560 era la sponda del fiume Serezza, e deve il nome di "torre del Soccorso" proprio al fatto che, in caso d'assedio, dal fiume sarebbe stato possibile portare soccorso alla rocca. In origine, al termine del cammino dalla torre del Soccorso al cassero della rocca era presente un ponte levatoio che collegava le due strutture attraverso un fossato profondo circa tre metri. Dal portone sono visibili i segni lasciati dalla grata di ferro e dal ponte a levatoio.<ref>Ciampa (a cura di), ''Le fortificazioni di Vicopisano'', p. 56.</ref> ===Descrizione dell'ambiente=== I piani della Rocca Nuova sono collegati tra loro tramite una scala di legno; l'ambiente, decorato da stemmi dipinti, disegni a carboncino e a graffito, presenta delle caratteristiche riconducibili all'insediamento fiorentino. Al piano inferiore della torre c'erano due cisterne per l'acqua che proveniva dal tetto tramite canali di scolo: la prima conteneva l'acqua proveniente dalla canalina mentre la seconda conteneva l'acqua depurata. Sopra alla cantina c'è la "sala del magazzino" per le scorte alimentari. Giungendo al primo piano della rocca si raggiungeva la “sala di comando”. La presenza del camino e le decorazioni risalenti agli anni Sessanta del Quattrocento fanno pensare che fosse la sala di normale residenza durante il giorno. Al piano superiore, raggiungibile con una scala, si perveniva in una stanza senza arredamento, probabilmente destinata ad armeria. Nel vano della finestra è presente una comoda, perciò, è deducibile che la stanza potesse fungere anche da latrina. La camera sopra, plausibilmente abitata dal castellano, è molto luminosa e contiene un grande camino. Infine, da qui una scala al muro porta alla cima della torre da dove era possibile sorvegliare il territorio. Nel cassero abitavano i soldati della guarnigione mentre nella torre della rocca abitavano il capitano, i balestrieri e il castellano<ref>Ciampa (a cura di), ''Le fortificazioni di Vicopisano'', pp. 56-65.</ref>
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