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==Biografia== ===Infanzia e giovinezza=== Pier Paolo Pasolini nacque a Bologna il 5 marzo 1922, figlio di Susanna Colussi, maestra elementare, e Carlo Alberto, tenente di fanteria. Il giovane Pier Paolo visse i suoi primi anni di vita da “nomade” <ref>Molteni e Valente, ''https://www.centrostudipierpaolopasolinicasarsa.it/pagine-corsare/la-vita/panoramiche/panoramiche-1/'', I sezione</ref>, a causa del lavoro del padre; tra il 1923 e il 1937, la famiglia si spostò di città in città, passando da Parma(1923), Conegliano(1924), a Belluno(1925), dove nacque il fratello Guido Alberto, per poi trascorrere alcuni anni a Cremona (1932), ed infine ristabilirsi, dal 1937 al 1942, a Bologna. <ref>Siti, ''https://www.treccani.it/enciclopedia/pier-paolo-pasolini_(Dizionario-Biografico)/''</ref> Pier Paolo Pasolini visse un'infanzia segnata da profonde contraddizioni affettive e da un senso di precoce inquietudine esistenziale.<ref>Molteni e Valente, ''https://www.centrostudipierpaolopasolinicasarsa.it/pagine-corsare/la-vita/panoramiche/panoramiche-1/'', I sezione</ref> L'atmosfera familiare era caratterizzata da tensioni costanti: il padre, di indole autoritaria e violenta, con il quale sviluppò un rapporto conflittuale e distante, era spesso assente, mentre la madre rappresentò per Pasolini un rifugio affettivo fondamentale, instaurando con lei un legame di profonda intensità.<ref>Siti, ''https://www.treccani.it/enciclopedia/pier-paolo-pasolini_(Dizionario-Biografico)/''</ref> Durante gli anni del liceo, fu creatore, assieme all’amico di giovinezza Luciano Serra, di un gruppo letterario per la discussione di poesie, sviluppando un interesse particolare per la poesia dialettale; è in questo momento che scrive ''Poesie a Casarsa'', pubblicato a Bologna nel 1942. <ref>Molteni e Valente, ''https://www.centrostudipierpaolopasolinicasarsa.it/pagine-corsare/la-vita/panoramiche/panoramiche-1/'', I sezione</ref> Saltato l’ultimo anno di liceo, nel 1939 il giovane Pasolini si iscrisse alla facoltà di Lettere dell’Università di Bologna, dimostrandosi uno studente brillante. Fu in questi anni che il Pasolini appena ventenne si avvicinò al mondo della politica diventando uno dei principali redattori della rivista della Gioventù italiana del Littorio (GIL) “Il Setaccio”. <ref>Siti, ''https://www.treccani.it/enciclopedia/pier-paolo-pasolini_(Dizionario-Biografico)/''</ref> ===Gli anni friulani e la guerra=== Nel 1943 Pasolini riuscì a fuggire ai tedeschi a Livorno e, con l'intera famiglia, si rifugiò a Casarsa dove si dedicò all’insegnamento in una scuola libera, per coloro che avevano dovuto interrompere gli studi a causa del conflitto.<ref>Molteni e Valente, ''https://www.centrostudipierpaolopasolinicasarsa.it/pagine-corsare/la-vita/panoramiche/panoramiche-1/'', II sezione</ref> Nel febbraio del 1945 la famiglia Pasolini fu profondamente segnata dalla perdita di Guido, che perse la vita a causa della sua adesione alla brigata Osoppo, la quale fu protagonista dell'Eccidio di Porzûs. Nel settembre del 1945, Pasolini tornò a Bologna per laurearsi, stabilendosi poi definitivamente in Friuli, dove riprese la carriera da insegnante nella scuola media di Valvasone. Il 1947 segnò un anno di svolta nella mobilitazione politica di Pasolini, che alla fine di quell’anno si iscrisse al PCI di San Giovanni Casarsa, di cui divenne successivamente segretario. Fu in questo momento che Pasolini iniziò la stesura di un romanzo sociale, che venne pubblicato con il titolo ''Il sogno di una cosa'' nel 1962. La sua permanenza all’interno del partito, caratterizzata da scontri interni con altri tesserati, fu di breve durata e, il 26 ottobre del 1949, Pasolini fu espulso in seguito all’accusa definita dall’Unità di ‘indegnità morale’<ref>Molteni e Valente, ''https://www.centrostudipierpaolopasolinicasarsa.it/pagine-corsare/la-vita/panoramiche/panoramiche-1/'', II sezione</ref>, per aver consumato rapporti sessuali con alcuni ragazzi durante una festa nel paese di Ramuscello. In seguito alla continua tensione che si era creata intorno a Pier Paolo per i fatti di Ramuscello, nel 1950, il giovane Pasolini decise improvvisamente di partire per Roma, dove restò fino alla sua morte.<ref>Siti, ''https://www.treccani.it/enciclopedia/pier-paolo-pasolini_(Dizionario-Biografico)/''</ref> ===Il trasferimento a Roma=== Pasolini visse i primi tempi della sua permanenza a Roma in una condizione di precarietà economica e sociale. Per sostentarsi, la madre lavorava come governante, mentre egli iniziò a lavorare per Cinecittà. Alla fine del 1951, riuscì a ottenere un posto di insegnante in una scuola media a Ciampino, che mantenne fino al 1953. Nonostante le accuse e i processi che caratterizzarono la vita di Pasolini, tra i quali quello promosso da L'ufficio spettacoli e proprietà letteraria della Presidenza del Consiglio nel 1955 contro ''Ragazzi di Vita'' <ref>Molteni e Valente, ''https://www.centrostudipierpaolopasolinicasarsa.it/pagine-corsare/la-vita/panoramiche/panoramiche-1/'', III sezione</ref> , questo periodo fu fondamentale per la sua formazione artistica. Pasolini strinse amicizie decisive con figure come Sandro Penna, Attilio Bertolucci, Alberto Moravia ed Elsa Morante. Parallelamente, avvenne l’avvicinamento al sottoproletariato romano, le cui borgate, lingua e vitalità diverranno il cuore della sua ispirazione narrativa, sotto la guida ideale dei modelli di Dante e Giuseppe Gioachino Belli. <ref>Siti, ''https://www.treccani.it/enciclopedia/pier-paolo-pasolini_(Dizionario-Biografico)/''</ref> ===Gli anni Sessanta e Settanta=== Gli anni Sessanta segnarono il passaggio al cinema come mezzo espressivo principale. Il cinema divenne per Pasolini anche pretesto per viaggiare: nel 1961 si recò in India con Alberto Moravia e Elsa Morante, poi dal 1962 compì frequenti viaggi in Africa (Sudan, Kenya, Ghana, Nigeria, Guinea, Uganda e Tanzania), dove girò documentari come Appunti per un'Orestiade africana. Nel 1966 visitò per la prima volta Stati Uniti e Canada in occasione del Festival di Montreal, dove presentò il film ''Uccellacci e uccellini''. Questi viaggi alimentarono in Pasolini una riflessione sulla crisi del mondo popolare e sulla progressiva integrazione del proletariato nella società borghese, portandolo a cercare alternative sempre più a Sud e più lontano. In quegli anni conobbe Ninetto Davoli, che divenne suo compagno e collaboratore cinematografico.<ref>Molteni e Valente, ''https://www.centrostudipierpaolopasolinicasarsa.it/pagine-corsare/la-vita/panoramiche/panoramiche-1/'', III sezione</ref> Gli anni Settanta furono caratterizzati da crescente disillusione e dalla convinzione di assistere a una "mutazione antropologica" della società italiana. Tra il 1970 e il 1974 completò la "Trilogia della vita". Nel 1970 acquistò un castello medievale a Chia, presso Viterbo, dove cominciò a lavorare al romanzo ''Petrolio''. L'ultimo film, Salò o le 120 giornate di Sodoma, uscì nel 1975, lo stesso anno della morte di Pasolini. <ref>Siti, ''https://www.treccani.it/enciclopedia/pier-paolo-pasolini_(Dizionario-Biografico)/''</ref> ===L'assassinio=== Nella notte tra il 1° e il 2 novembre 1975, Pasolini venne brutalmente assassinato all'Idroscalo di Ostia. Il suo corpo presentava ferite gravissime: fu trovato massacrato e con evidenti segni di essere stato investito da un'automobile. Giuseppe Pelosi, diciassettenne, venne arrestato quella stessa notte alla guida dell'Alfa Romeo del regista e confessò l'omicidio, sostenendo di aver reagito a un approccio sessuale violento. Tuttavia, numerosi elementi processuali sollevarono dubbi sulla dinamica degli eventi: la sentenza di primo grado parlò esplicitamente di "ignoti" complici, mentre perizie medico-legali evidenziarono incongruenze con la versione fornita dall'unico condannato<ref>Borgna, ''https://www.micromega.net/riapertura-indagine-pasolini-cosi-mori-pasolini'', </ref>. Nel 2005 Pelosi ritrattò la confessione, affermando di non essere stato l'esecutore materiale del delitto.<ref>Molteni e Valente, ''https://www.centrostudipierpaolopasolinicasarsa.it/pagine-corsare/la-vita/panoramiche/panoramiche-1/''</ref>
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