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== Biografia == === Fanciullezza e adolescenza (1940-1958) === Francesco Guccini è nato a Modena il 14 luglio 1940. La sua infanzia, e parte della sua adolescenza, è stata vissuta al mulino di proprietà dei nonni materni a Pàvana, un paesino dell'Appennino tosco-emiliano. La vita semplice lo segna profondamente. Guccini afferma: “Questo mondo mi ha dato un “imprinting” incancellabile. Questo, in fondo, sono stato e sono ancora oggi, a tanti anni di distanza”<ref>Francesco Guccini, ''Non so che viso avesse'' , 2010, Mondadori, pag 9-19</ref>. Nel 1958 Guccini si diploma alla scuola magistrale di letteratura di Modena. Nello stesso periodo si avvicina al mondo della musica suonando la chitarra e fondando il suo primo complesso musicale, gli Hurricanes<ref>OndaRock, ''Francesco Guccini - Ritratto di un cantastorie'', https://www.ondarock.it/italia/francescoguccini.htm</ref>. La permanenza a Modena è particolarmente difficile per il cantautore, che descrive questo malessere nel brano ''Piccola Città'': "Piccola città, bastardo posto, appena nato ti compresi o fu il fato che in tre mesi mi spinse via"<ref>Genius, ''Piccola Città'', https://genius.com/Francesco-guccini-piccola-citta-lyrics</ref>. Infatti nel 1961 si trasferisce a Bologna con la famiglia. Nello stesso periodo, Guccini è profondamente influenzato dall'arrivo del rock’n’roll in Italia, e in particolare dalla conoscenza delle opere del cantautore statunitense Bob Dylan<ref>Treccani, ''Dylan, Bob'', https://www.treccani.it/enciclopedia/bob-dylan_(Enciclopedia-dei-ragazzi)/#google_vignette</ref><ref>Il Resto del Carlino, ''Guccini, Bob Dylan e l'eutanasia'', https://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/bob-dylan-guccini-e-leucaristia-kenbifrv</ref>. Si inscrive alla Facoltà di Lettere ma svolge anche diversi lavori come istruttore in un collegio, giornalista per la «Gazzetta di Modena» e musicista in orchestre di ballo. Durante questo periodo il cantautore plasma la sua visione del mondo e la sua capacità di raccontare storie e modellare personaggi provenienti da diverse realtà sociali. ===La gioventù e il primo album (1961-1967)=== Nel 1961 Guccini si trova a Bologna, città che diventa il centro della sua vita artistica. Qui entra in contatto con il fermento politico degli anni Sessanta<ref> Istituto Storico Modena, ''Gli anni Sessanta e Settanta'', https://www.istitutostorico.com/gli_anni_sessanta_e_settanta/</ref>. Sono gli anni in cui frequenta l'Osteria delle Dame<ref>L'osteria delle dame, ''Luogo di incontro, musica e vino'', https://www.osteriadelledame.it/</ref>, luogo di ritrovo di artisti ed intellettuali, stringendo amicizia con personalità di spicco come Pasolini e Lucio Dalla. La sua carriera musicale prende forma: suona con il gruppo I Gatti, divenuto noto in seguito con il nome di Equipe 84<ref> Equipe84 ''La storia, Chi siamo, La band'' https://www.equipe84lastoria.it/homepage/</ref>, ma si afferma nella scena musicale come solista, avanzando canzoni dai testi impegnati e basi folk influenzate dalla tradizione cantautorale italiana e americana. Nel 1967 incide il suo primo album "di impatto commerciale quasi nullo"<ref> Massimo Cotto, ''Portavo allora un eskimo innocente'', Firenze, Giunti, 2007, p. 94.</ref> denominato ''Folk beat n.1''<ref>Francesco Guccini Official, ''Folk beat n.1'', https://www.francescoguccini.it/discografia/folk-beat-n-1/</ref>. Il disco è composto da alcuni brani che diventeranno pietre miliari per i suoi fan, ma solo negli anni successivi. Canzoni come ''Auschwitz''<ref>La Repubblica, ''Come nacque Auschwitz'', https://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2016/03/07/news/guccini-134968461/</ref>, ''Canzone per un’amica''<ref>Rockol, ''In morte di S. F. (Canzone per un’amica)'', https://www.rockol.it/news-719583/francesco-guccini-la-storia-di-canzone-per-un-amica</ref> o ''Dio è morto''<ref>La Repubblica, ''Dio è morto'', https://scuola.repubblica.it/static/scuola.repubblica.it/campania-caserta-lsniccolojommelli/index.html@p=834.html</ref> toccano temi delicati individuali e collettivi come la morte, l’Olocausto e la disillusione sociale. === L'inizio della popolarità (1968-1975) === Dopo la rinuncia a una possibile partecipazione al festival di Sanremo<ref>Fanpage, ''Francesco Guccini mai andato a Sanremo'', https://www.fanpage.it/spettacolo/eventi/francesco-guccini-mai-andato-a-sanremo-bocciate-le-mie-canzoni-di-recente-una-sui-migranti/</ref>, Guccini incide altri due album: ''Due anni dopo'' (1969)<ref>Francesco Guccini Official, ''Due anni dopo'', https://www.francescoguccini.it/discografia/due-anni-dopo/</ref> e ''L’isola non trovata'' (1970)<ref>Francesco Guccini Official, ''L'isola non trovata'', https://www.francescoguccini.it/discografia/l-isola-non-trovata/</ref>. I successi di questi due album sono ''La primavera di Praga''<ref>Uffici Stampa Nazionali, '' La Primavera di Praga di Guccini, dal rogo di Palach alla rabbia giovanile sessantottina'', https://www.ufficistampanazionali.it/2019/12/04/la-primavera-di-praga-di-guccini-dal-rogo-di-palach-alla-rabbia-giovanile-sessantottina/</ref> un brano politico in cui vengono descritte le atrocità commesse dai sovietici ai danni del popolo ceco, un ri-arrangiamento acustico divenuto poi celebre di ''Un altro giorno è andato''<ref>Genius, ''Un altro giorno è andato'', https://genius.com/Francesco-guccini-un-altro-giorno-e-andato-lyrics</ref>, canzone in cui il cantautore emiliano racconta dell'effimerità del tempo, e infine la sentimentale ''Vedi cara'' dedicata alla futura moglie Roberta Baccillieri<ref>Fanpage, ''Vedi Cara, significato e storia'', https://music.fanpage.it/il-significato-di-vedi-cara-capolavoro-del-1970-di-francesco-guccini/</ref>. La maturazione di Guccini è testimoniata dall’album ''Radici'' (1972)<ref>Francesco Guccini Official, ''Radici'', https://www.francescoguccini.it/discografia/radici/</ref>, contenente brani estremamente identificativi ed evocativi. I brani più noti del disco sono '' La canzone dei dodici mesi''<ref>Treccani, ''la canzone dei dodici mesi'', https://www.treccani.it/magazine/lingua_italiana/speciali/Ritratti/J_Guccini13.html</ref>, ''Incontro''<ref>Rockol, ''Incontro'', https://www.rockol.it/news-729477/francesco-guccini-la-storia-di-incontro</ref>, ''Il vecchio e il bambino''<ref>Rockol, ''Il Vecchio ed Il Bambino'', https://www.rockol.it/news-729480/francesco-guccini-la-storia-di-il-vecchio-e-il-bambino</ref> e soprattutto il singolo di successo ''La locomotiva''<ref>La Stampa, ''la storia dietro "La Locomotiva"'', https://www.lastampa.it/spettacoli/2015/01/11/news/guccini-questa-la-verita-sulla-mia-locomotiva-1.35302890/</ref>. Proprio con quest’ultima canzone, un inno anarchico ispirato a un fallito attentato ferroviario, conquista il pubblico celebrando l'uguaglianza e la giustizia sociale. Nel 1973 Guccini mostra per la prima volta il suo lato sarcastico e sprezzante nell’album ''Opera buffa''<ref>Francesco Guccini Official, ''Opera Buffa'', https://www.francescoguccini.it/discografia/opera-buffa/</ref>, disco live registrato all’Osteria delle Dame. Nell'album Guccini schernisce, con interruzioni durante le canzoni di stampo cabarettistico, diverse categorie sociali: lo spasimante disperato, il pudico del sesso e i tradizionalisti religiosi. Il cantautore afferma ''«è un disco nato per caso, ma non a caso. L'idea c'era da tempo, una specie di "altra faccia di…", o fermare in un certo modo qualcuna di quelle serate "dal vivo", col pubblico attore che parla e ride e io che gigioneggio, recito, mi diverto»''<ref>LastFM, ''Francesco Guccini: Opera Buffa'', https://www.last.fm/it/music/Francesco+Guccini/Opera+Buffa/+wiki?ver=2</ref>. Nel 1974 Guccini pubblica invece un album fortemente criticato dalla stampa del tempo e poco apprezzato da parte del pubblico: ''Stanze di vita quotidiana''<ref>Francesco Guccini Official, ''Stanze di vita quotidiana'', https://www.francescoguccini.it/discografia/stanze-di-vita-quotidiana/</ref>. In particolare Riccardo Bertoncelli<ref>Archivio Letterario, ''Bertoncelli Riccardo'', https://archivio.festivaletteratura.it/entita/1013-bertoncelli-riccardo</ref>, giornalista e critico musicale sostiene che la carriera di Guccini sia giunta al termine<ref>Francesco Guccini Official, ''Stanze di vita quotidiana'', https://www.francescoguccini.it/discografia/stanze-di-vita-quotidiana/</ref>. === Il successo (1976-1989) === Il successo commerciale e mediatico di Guccini arriva con l’album ''Via Paolo Fabbri 43'' (1976)<ref>Francesco Guccini Official, ''Via Paolo Fabbri 43'', https://www.francescoguccini.it/discografia/via-paolo-fabbri-43/</ref>, disco estremamente personale ma in cui il pubblico riesce a immedesimarsi facilmente grazie al linguaggio adottato. Il brano più noto è ''L'avvelenata''<ref>La Repubblica, ''Guccini spiega "L'avvelenata"'', https://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2023/07/10/news/guccini_spiega_lavvelenata_nata_contro_chi_sottintendeva_che_mi_ero_venduto_per_soldi_che_invece_rifiutai-407253778/</ref>, un'altra delle canzoni più famose del cantautore, uno sfogo che lo stesso Guccini definisce "…nata con queste parole perché il momento era un momento di incazzatura. In questo momento ci vogliono queste parole. Quando a uno gli cade un mattone sul piede non dice "Orsù, suvvia, viva Dio…"<ref>Francesco Guccini, ''Non so che viso avesse'' , 2010, Mondadori, pag 89-90</ref>. Nella stessa canzone Guccini risponde inoltre alle contestazioni subite, nei due anni precedenti, da Bertoncelli: "Che cosa posso dirvi? Andate e fate, tanto ci sarà sempre, lo sapete, un musico fallito, un pio, un teorete, un Bertoncelli o un prete a sparare cazzate"<ref>Genius, ''L'Avvelenata'', https://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2023/07/10/news/guccini_spiega_lavvelenata_nata_contro_chi_sottintendeva_che_mi_ero_venduto_per_soldi_che_invece_rifiutai-407253778/</ref>. L’album successivo è ''Amerigo'' (1978)<ref>Francesco Guccini Official, ''Amerigo'', https://www.francescoguccini.it/discografia/amerigo/</ref>, la cui canzone più famosa è certamente ''Eskimo''<ref>Il Corriere Della Sera, ''Eskimo 1974'', https://www.corriere.it/moda/cards/gli-80-anni-francesco-guccini-sua-storia-nostra-20-canzoni/eskimo-1974.shtml</ref>, storia di un amore giovanile sull’orlo della fine, raccontato sullo sfondo culturale e politico degli anni Settanta. Nonostante il successo commerciale di ''Eskimo'', la canzone che riflette maggiormente lo stile guccinano è ''Amerigo''<ref>Il Corriere Della Sera, ''Amerigo 1978'', https://www.corriere.it/moda/cards/gli-80-anni-francesco-guccini-sua-storia-nostra-20-canzoni/amerigo-1978.shtml</ref>, un brano in cui un Francesco Guccini adolescente scruta l’America attraverso gli occhi dello zio Amerigo, emigrato in America, lasciandosi ingannare dall’ardente, quanto falso, sogno americano. Iniziano anni di notevole successo mediatico e di molteplici tour musicali concretizzati con l’incisione di album live. Nel 1979 viene pubblicato l’album ''Concerto''<ref>Francesco Guccini Official, ''Concerto'', https://www.francescoguccini.it/discografia/album-concerto/</ref>, un live realizzato con i Nomadi<ref>OndaRock, ''Nomadi - Note in cammino'', https://www.ondarock.it/italia/nomadi.htm</ref>. Questo disco è cruciale per il successo radiofonico del cantautore, riproponendo brani dai primi album che non erano giunti al grande pubblico. Dopo la pubblicazione dei tre concept-album ''Metropolis'' (1981)<ref>Francesco Guccini Official, ''Metropolis'', https://www.francescoguccini.it/discografia/metropolis/</ref>, ''Signora Bovary'' (1983)<ref>Francesco Guccini Official, ''Signora Bovary'', https://www.francescoguccini.it/discografia/signora-bovary/</ref> e ''Guccini'' (1987)<ref>Francesco Guccini Official, ''Guccini'', https://www.francescoguccini.it/discografia/guccini/</ref>, il cantautore emiliano incide altri due album live che sono divenuti una specie di sommatoria della sua carriera fino a quel momento: ''Fra la Via Emilia e il West'' (1984)<ref>Francesco Guccini Official, ''Fra la Via Emilia e Il West'', https://www.francescoguccini.it/discografia/fra-la-via-emilia-e-il-west/</ref> e ''... Quasi Come Dumas…''(1988)<ref>Francesco Guccini Official, ''...Quasi Come Dumas...'', https://www.francescoguccini.it/discografia/quasi-come-dumas/</ref>. === Negazioni e amori (1990-2000) === Nel 1990 il cantautore si riallaccia al suo passato pubblicando un disco complesso e maliconico: ''Quello che non…''(1990)<ref>Francesco Guccini Official, ''Quello Che Non'', https://www.francescoguccini.it/discografia/quello-che-non/</ref>. L’omonima traccia che dà nome all’album e la ''Canzone delle domande consuete'' fanno ottenere a Guccini il premio Tenco<ref>Club Tenco, ''Albo d'oro dei premi Tenco'', https://www.clubtenco.it/albo-doro/</ref>. In questo periodo Guccini produce diversi album apprezzati dalla critica e gode del favore del pubblico. Album come ''Parnassius guccinii'' (1993)<ref>Francesco Guccini Official, ''Parnassius guccinii'', https://www.francescoguccini.it/discografia/parnassius-guccinii/</ref> e ''D’amore di morte e di altre sciocchezze'' (1996)<ref>Francesco Guccini Official, ''d'amore di morte e di altre sciocchezze'', https://www.francescoguccini.it/discografia/damore-di-morte-e-di-altre-sciocchezze/</ref> esplorano la condizione umana con uno sguardo critico e riflessivo sulla realtà, affrontando riflessioni sull'amore, la morte e la precarietà dell'esistenza. Tutto ciò è esplicitato in alcuni dei brani di maggiore successo come: ''Farwell'', ''Quattro stracci'', ''Stelle'', ''Samantha'' e ''Cirano''<ref>Genius, ''Cirano'', https://genius.com/Francesco-guccini-cirano-lyrics</ref>. Quest'ultimo brano diventa iconico per i suoi fan poiché Guccini impiega una storia d’amore ispirata alla tragicommedia ''Cyrano de Bergerac'' come sfondo per criticare la società contemporanea satura di inetti, che ricoprono ruoli prestigiosi senza esserselo guadagnato. Dopo l’ennesimo live album ''Guccini live collection'' (1998)<ref>Francesco Guccini Official, ''Guccini live collection'', https://www.francescoguccini.it/discografia/guccini-live-collection/</ref>, contenente i principali successi del cantautore, Guccini pubblica il primo album del nuovo millennio: ''Stagioni'' (2000)<ref>Francesco Guccini Official, ''Stagioni'', https://www.francescoguccini.it/discografia/stagioni/</ref>. Questo disco rappresenta l’ennesima innovazione musicale del cantautore, controverso politicamente e severo nei confronti della società. Manifesti musicali di questo disco sono il ''Don Chisciotte''<ref>Rai Culutura, ''Miguel De Cervantes e l'inganno della letteratura'', https://www.raicultura.it/letteratura/articoli/2019/11/Miguel-De-Cervantes-e-linganno-della-letteratura-0598f163-5ee0-4e8c-a829-34506ca54486.html</ref>, la vincitrice del premio Tenco ''Ho ancora la forza''<ref>Genius, ''Ho ancora la forza'', https://genius.com/Francesco-guccini-ho-ancora-la-forza-lyrics</ref>, la biografia trasmutata in musica di Ernesto Guevara, nella traccia ''Stagioni''<ref>Genius, ''Stagioni'', https://genius.com/Francesco-guccini-stagioni-lyrics</ref>, che battezza il disco, e infine, la più intima ''E Un Giorno…''<ref>Genius, ''E Un Giorno'', https://genius.com/Francesco-guccini-e-un-giorno-lyrics</ref>. In quest’ultima mesta poesia l’autore spiega all’ascoltatore il prezzo di crescere, e ciò che consegue allo scorrere del tempo "che non c’è solo il dolce ad attenderti ma molto d’amaro e non è senza un prezzo salato diventare grande". === Fine della carriera (2004-2012) === Nel 2004 viene pubblicato ''Ritratti'' che riscuote poco successo mediatico e otto anni più tardi Guccini pubblica il suo ultimo album di inediti, ''L’Ultima Thule'' (2012)<ref>Francesco Guccini Official, ''L'Ultima Thule'', https://www.francescoguccini.it/discografia/lultima-thule/</ref>. È un album pigro e nostalgico, di un uomo stanco delle dinamiche musicali che fino a quel momento aveva tollerato, concepito per essere il suo personale addio alla musica<ref>Il Fatto Quotidiano, ''In lode di Francesco Guccini e la sua "L'Ultima Thule"'', https://www.ilfattoquotidiano.it/2013/11/25/in-lode-di-francesco-guccini-e-la-sua-ultima-thule/789583/</ref>.
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