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== Progettazione == Dopo la crisi petrolifera del 1973, nel mercato nordamericano cominciò a crescere la domanda di auto più piccole ed efficienti rispetto alle classiche berline. Questa improvvisa domanda di auto piccole e dai consumi bassi venne immediatamente soddisfatta dalle auto d'importazione giapponese o europea, come la Toyota Corolla e la Volkswagen Golf. In questo contesto, era sempre più difficile vendere le auto americane già nei concessionari e persino quelle che erano in via di sviluppo.<ref>Stern, Randy, ''[https://www.victoryandreseda.net/historiography-malaise/ Historiography: The Malaise Era]'', «Victory & Reseda», 16 aprile 2020. URL consultato il 19 agosto 2025.</ref> General Motors iniziò nel 1974 a pensare a una piattaforma per la sostituta della Chevrolet Nova, partendo dallo schema meccanico, a motore anteriore trasversale e trazione anteriore, che permetteva alle "import" di essere così efficienti; il posizionamento trasversale del motore permetteva infatti di eliminare l'albero di trasmissione, di togliere meno spazio all'abitacolo e di rendere le automobili più leggere. Questo nuovo metodo di concepire le autovetture compatte costituiva una sfida completamente inedita per per gli ingegneri Chevrolet, che iniziarono questo progetto acquistando diverse Lancia (marchio che all'epoca era famoso per le berline a trazione anteriore) per provarle e soprattutto per smontarle e capire appieno i segreti di queste auto, pratica conosciuta nei paesi anglofoni come "Reverse engineering". <ref>Robert C. Smith, ''[https://www.motortrend.com/features/gm-x-cars-chevrolet-citation-oldsmobile-buick-pontiac-photos-history/ GM’s X-Cars: Anatomy of a Miserable Failure]'', «Automobile Magazine», 18 marzo 2020. URL consultato il 19 agosto 2025.</ref> Il nuovo progetto sarebbe stato condiviso tra i vari marchi del gruppo: dal pianale della nuova Chevrolet (che inizialmente si doveva chiamare Condor), sarebbero derivate Buick Skylark, Pontiac Phoenix e Oldsmobile Omega. L'offerta di quattro modelli sulla stessa piattaforma permetteva di abbassare i costi di produzione tra i vari marchi, che non avrebbero dovuto sviluppare da soli le loro compatte: questo è uno dei primi casi di platform-sharing, modello di business che sarà poi adottato da altri gruppi automobilistici. Gran parte dello sviluppo della piattaforma X venne affidato agli ingegneri Chevrolet e Pontiac, che progettarono rispettivamente le sospensioni anteriori e quelle posteriori. Per quanto riguarda i motori, il quattro cilindri in linea da 2,5 litri era progettato da Pontiac, mentre il 2.8 V6 era concepito in casa Chevrolet. <ref>Robert C. Smith, ''[https://www.motortrend.com/features/gm-x-cars-chevrolet-citation-oldsmobile-buick-pontiac-photos-history/ GM’s X-Cars: Anatomy of a Miserable Failure]'', «Automobile Magazine», 18 marzo 2020. URL consultato il 19 agosto 2025.</ref> Mentre veniva sviluppata la Citation, l'industria automobilistica americana passò il peggior periodo della sua storia. Gli anni successivi alla crisi petrolifera passarono infatti alla storia come la "Malaise Era", un'epoca di estrema fatica per i grandi costruttori americani, che continuavano a produrre auto datate e lontane dalle richieste del pubblico; anche la qualità costruttiva scese drasticamente, e le auto d'importazione risultavano sempre più affidabili rispetto alle controparti americane. <ref>Stern, Randy, ''[https://www.victoryandreseda.net/historiography-malaise/ Historiography: The Malaise Era]'', «Victory & Reseda», 16 aprile 2020. URL consultato il 19 agosto 2025.</ref> I piani iniziali di General Motors prevedevano un debutto della Condor nel 1978, per andare subito all'attacco della nuova Dodge Omni, ma il lancio avvenne solo nel 1979: il ritardo fu causato dai fornitori e dall'allestimento dei macchinari nelle fabbriche, non ancora pronti per la domanda prevista per una compatta Chevrolet. Fu durante questo ritardo che Chevrolet decise di cambiare nome alla vettura, che da Condor venne chiamata Citation. La nuova Citation sarebbe stata disponibile in tre varianti di carrozzeria, di cui due hatchback a tre e cinque porte e una variante coupé a due porte.<ref>Robert C. Smith, ''[https://www.motortrend.com/features/gm-x-cars-chevrolet-citation-oldsmobile-buick-pontiac-photos-history/ GM’s X-Cars: Anatomy of a Miserable Failure]'', «Automobile Magazine», 18 marzo 2020. URL consultato il 19 agosto 2025.</ref>
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