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Castello di Lari
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==Storia di Lari e del suo castello== ===Prime attestazioni storiche del paese e del castello=== La prima testimonianza scritta riguardante il paese risale al 22 settembre 968, quando a Volterra l'arcidiacono Arnoldo della chiesa di Sant'Ottaviano affittò una cascina a Lari a un chierico di nome Venerando; <ref>Mazza, ''Lari: il passato dentro le mura'', p. 11.</ref> in quel periodo Lari era possesso di un certo Alchero, di origine alemanna. <ref>Mazza, ''Lari: il passato dentro le mura'', p. 13.</ref> Non è noto con certezza a quando risalga la costruzione del castello, tuttavia il primo documento nel quale si cita la rocca è del 1043; nel manoscritto è attestato che un tale Golfiero vendette a Paganello un appezzamento di terra nel castello di Lari per una spada.<ref>Mazza, ''Lari: il passato dentro le mura'', pp. 11-12.</ref> ===Epoca pisana=== A partire dal XI secolo, l’arcivescovato di Pisa ottenne sempre più influenza sul territorio larigiano tra doni ricevuti ed acquisizioni effettuate; nel 1067 Ildebrando, figlio di Alchero, donò alla Chiesa pisana diverse quote del castello.<ref>Tremolanti, ''Un antico castello delle colline pisane: Lari'', p. 23.</ref> Successivamente la famiglia degli Upezzinghi vendette tutto ciò che era di sua proprietà in Lari all’arcivescovato pisano. <ref>Tremolanti, ''Un antico castello delle colline pisane: Lari'', p. 25.</ref> Nel XII secolo tre bolle papali consolidarono il potere temporale dell’arcivescovato di Pisa. Tale accrescimento del potere pisano attirò le ostilità di influenti famiglie locali; nel 1230 gli Upezzinghi si opposero al dominio pisano e si stabilirono a Lari, scappando da Mazzagamboli; nel 1233, in virtù di un accordo con il governo di Pisa, cedettero la proprietà del castello. <ref>Mazza, ''Lari: il passato dentro le mura'', p. 14.</ref> Gli Upezzinghi si stabilirono nuovamente in Lari nel 1287 ma ne furono estromessi nel 1289 grazie all’intervento militare del conte Guido da Montefeltro, podestà e capitano generale della guerra del comune di Pisa, che riconquistò la fortezza. <ref>Mazza, ''Lari: il passato dentro le mura'', p. 15.</ref> ===Lari sotto la dominazione fiorentina=== Nel 1406 la repubblica pisana cade sotto il controllo fiorentino e così nell'ottobre dello stesso anno Lari stessa fu sottomessa a Firenze. Il governo fiorentino semplificò il sistema amministrativo per la gestione del territorio pisano: il contado fu diviso infatti in tre grandi vicariati con sedi rispettivamente a Vicopisano, Palaia e Lari. Il vicariato larigiano fu diviso a sua volta nelle tre podesterie di Lari, Crespina e Rosignano. I vicari restavano in carica per sei mesi e iniziavano a svolgere le loro funzioni il 26 settembre e il 25 marzo di ogni anno. Per ricoprire questo ruolo, erano necessarie solide competenze giuridiche e strategiche, poiché spettava loro il comando delle milizie locali in caso di necessità. <ref>Tani, ''Lari attraverso i secoli'', pp. 11-13.</ref> Nel 1431 numerosi borghi insorsero contro il dominio fiorentino. Lari fu occupata dalle truppe di Niccolò Piccinino, generale al servizio di Filippo Maria Visconti, signore di Milano, contrario all’espansione di Firenze nel territorio pisano. Firenze riuscì a riprendere il controllo del borgo nel 1433. Tuttavia, nel 1494, Lari si ribellò nuovamente insieme a Pisa, ma le rivolte furono represse già l’anno successivo grazie all’intervento armato del duca di Urbino, Guidobaldo. <ref>Mazza, ''Lari: il passato dentro le mura'', pp. 15-16.</ref> ===Lari fino all’abolizione del vicariato=== Il vicariato rimase in vigore anche durante il periodo del Granducato di Toscana. Nel 1772 i vicariati dello stato toscano furono divisi in “Vicariati Maggiori” e “Vicariati Maggiori”; Lari, rientrando nella categoria di vicariato maggiore, estese il suo territorio di competenza. Durante la dominazione francese (1807-1814), vicariati e podesterie vennero aboliti; a Lari fu istituita una Giudicatura di Pace, affidata ad un Giudice di Pace il cui potere si limitava alle comunità di Lari e Chianni. Il 13 ottobre del 1814 fu restaurata la situazione precedente alla parentesi napoleonica. Il vicariato fu ufficialmente abolito con la riforma del 9 marzo 1848. <ref>Tani, ''Lari attraverso i secoli'', p. 15.</ref>
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