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	<title>Unipedia - Contributi dell&#039;utente [it]</title>
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	<subtitle>Contributi dell&amp;#039;utente</subtitle>
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		<title>Gaio Giulio Cesare</title>
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		<updated>2024-10-24T11:08:50Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Dariobesseghini: Creata pagina con &amp;quot;Gaio Giulio Cesare è stato un generale, politico e scrittore romano, nato a Roma nel 100 a.C. e morto assassinato nel 44 a.C. È considerato uno dei più importanti personaggi della storia romana e mondiale.  ==Vita== Cesare nacque a Roma il 13 luglio del 100 a.C. da una famiglia patrizia, la &amp;#039;&amp;#039;gens Iulia&amp;#039;&amp;#039; &amp;lt;ref&amp;gt;&amp;#039;&amp;#039;Gens Iulia&amp;#039;&amp;#039; https://www.treccani.it/enciclopedia/giuli/.&amp;lt;/ref&amp;gt;, che vantava una lunga tradizione di servizio pubblico: suo padre Gaio Giulio Cesare fu un sen...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Gaio Giulio Cesare è stato un generale, politico e scrittore romano, nato a Roma nel 100 a.C. e morto assassinato nel 44 a.C. È considerato uno dei più importanti personaggi della storia romana e mondiale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Vita==&lt;br /&gt;
Cesare nacque a Roma il 13 luglio del 100 a.C. da una famiglia patrizia, la &#039;&#039;gens Iulia&#039;&#039; &amp;lt;ref&amp;gt;&#039;&#039;Gens Iulia&#039;&#039; https://www.treccani.it/enciclopedia/giuli/.&amp;lt;/ref&amp;gt;, che vantava una lunga tradizione di servizio pubblico: suo padre Gaio Giulio Cesare fu un senatore mentre suo nonno Gaio Giulio Cesare Strabone &amp;lt;ref&amp;gt;&#039;&#039;Gaio Cesare Strabone&#039;&#039; https://www.treccani.it/enciclopedia/cesare-strabone-gaio-giulio/.&amp;lt;/ref&amp;gt; fu console nel 90 a.C.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cesare fu educato da alcuni dei migliori maestri dell&#039;epoca, tra cui Marco Tullio Cicerone&amp;lt;ref&amp;gt;&#039;&#039;Marco Tullio Cicerone&#039;&#039; https://www.treccani.it/enciclopedia/marco-tullio-cicerone/.&amp;lt;/ref&amp;gt;. Sin da giovane si distinse per le sue doti di oratoria e per la sua ambizione politica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 73 a.C. fu eletto questore, una carica che lo portò a servire in Spagna. Nel 69 a.C. fu eletto edile, una carica che gli permise di riorganizzare il sistema di distribuzione del grano a Roma. Nel 65 a.C. fu eletto pontefice massimo, la carica religiosa più importante di Roma. Nel 63 a.C. fu eletto console, la più alta carica politica della Repubblica romana.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In pochi anni Cesare divenne una figura rispettata e temuta grazie alle spedizioni in Gallia e in Bretagna, che estesero il dominio di Roma, e alla guerra civile che intraprese contro Gneo Pompeo, con cui aveva precedentemente formato il &amp;quot;primo triumvirato&amp;quot; insieme a Marco Licinio Crasso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La morte di Pompeo, che avvenne il 48 a.C. in Egitto, segnò la fine della guerra civile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il 15 marzo del 44 a.C., Cesare fu assassinato da un gruppo di senatori guidati da Bruto&amp;lt;ref&amp;gt;&#039;&#039;Marco Giunio Bruto&#039;&#039; https://www.treccani.it/enciclopedia/marco-giunio-bruto/.&amp;lt;/ref&amp;gt; e Cassio&amp;lt;ref&amp;gt;&#039;&#039;Gaio Longino Cassio&#039;&#039; https://www.treccani.it/enciclopedia/gaio-cassio-longino/.&amp;lt;/ref&amp;gt;, spinti dal timore che il grande potere di Cesare aveva procurato a molti romani.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Imprese militari==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cesare, che era stato nominato proconsole della Gallia Cisalpina e Narbonese nel 56 a.C., decise di intraprendere delle campagne nelle altre regioni della Gallia per diversi motivi. Innanzitutto, voleva consolidare la propria posizione politica a Roma, dimostrando le sue capacità militari e le sue ambizioni espansionistiche. In secondo luogo, voleva difendere le province romane dalla minaccia dei popoli germanici che si stavano muovendo verso sud. Infine, voleva ottenere bottini di guerra e schiavi da distribuire ai suoi soldati, in modo da garantirsi il loro sostegno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le campagne durarono in tutto otto anni e furono caratterizzate da una serie di vittorie romane. Nel 58 a.C., Cesare sconfisse gli Elvezi, che minacciavano di invadere la Gallia Cisalpina. Nello stesso anno, sconfisse anche i Germani che avevano attraversato il Reno per invadere la Gallia. Nel 57 a.C., sottomise la Gallia Belgica, una regione che era abitata da popoli bellicosi e organizzati. Nel 56 a.C. affrontò una rivolta dei popoli del mare, che vivevano lungo la costa atlantica della Gallia.&amp;lt;ref&amp;gt;&#039;&#039;Le guerre in Gallia&#039;&#039;, pp.2-29.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 55 a.C., Cesare intraprese due campagne in Britannia, un&#039;isola che era abitata da popoli selvaggi e poco organizzati. Le campagne furono un successo, ma non portarono alla conquista definitiva della Britannia.&amp;lt;ref&amp;gt;&#039;&#039;Le guerre in Gallia&#039;&#039;, pp. 1-90.&amp;lt;/ref&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 54 a.C., Cesare tornò in Gallia per affrontare una nuova rivolta, guidata da Vercingetorige, capo degli Arverni. La rivolta fu repressa con grande difficoltà, ma alla fine Cesare riuscì a catturare Vercingetorige&amp;lt;ref&amp;gt;&#039;&#039;Vercingetorige&#039;&#039; https://www.treccani.it/enciclopedia/vercingetorige/?search=Vercingetorige&amp;lt;/ref&amp;gt; e a sottomettere la Gallia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le campagne di Cesare in Gallia furono narrate dallo stesso Cesare nella sua opera &#039;&#039;De bello Gallico&#039;&#039;, che rimane ancora oggi una fonte preziosa per conoscere gli eventi delle campagne e le strategie militari di Cesare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La conquista della Gallia da parte di Cesare ebbe importanti conseguenze per la storia europea. Innanzitutto, estese il dominio romano a un&#039;area vastissima, rendendolo la potenza dominante dell&#039;Europa occidentale. In secondo luogo, diede a Cesare un potere e una fama senza precedenti, che lo portarono a diventare il dittatore di Roma. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo potere individuale portò allo scoppio della guerra civile nel 49 a.C., quando Cesare, dopo aver attraversato il Rubicone, si dichiarò nemico della Repubblica Romana. Pompeo, che era il console in carica, e i suoi alleati si schierarono contro Cesare. Pompeo fu sconfitto e ucciso nel 48 a.C., ma la guerra terminò solo nel 45 a.C. con la completa vittoria di Cesare sugli oppositori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella civiltà occidentale, le imprese militari di Cesare sono rimaste oggetto di studio e ammirazione come esempio di abilità strategica, coraggio e leadership.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Opere==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cesare è l&#039;autore di due opere fondamentali per la storia della letteratura latina e occidentale: il &#039;&#039;De bello Gallico&#039;&#039; e il &#039;&#039;De bello civili&#039;&#039;. Nelle due opere, parlando di sé in terza persona, Cesare descrive le proprie imprese militari in Gallia e durante la guerra civile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il &#039;&#039;De bello Gallico&#039;&#039; è un esempio di prosa latina classica, con un linguaggio semplice e chiaro che è stato studiato e ammirato per secoli. Il &#039;&#039;De bello civili&#039;&#039; è un esempio di prosa latina repubblicana, con un linguaggio più complesso e ricco di dettagli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===De bello Gallico===&lt;br /&gt;
L&#039;opera è divisa in otto libri, uno per ogni anno di guerra. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo libro inizia con una descrizione della Gallia, dei suoi abitanti e delle loro usanze. Cesare descrive la Gallia come un territorio vasto e vario, abitato da popolazioni diverse, con lingue, culture e tradizioni differenti.&amp;lt;ref&amp;gt;&#039;&#039;Le guerre in Gallia&#039;&#039;, libro primo.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
Nel secondo libro, Cesare parla della sua prima campagna in Gallia, che lo porta a conquistare la Gallia Belgica.&amp;lt;ref&amp;gt;&#039;&#039;Le guerre in Gallia&#039;&#039;, libro secondo.&amp;lt;/ref&amp;gt; Nel terzo libro, Cesare affronta la rivolta dei Nervii, una popolazione gallica che aveva inizialmente accettato la sovranità romana.&amp;lt;ref&amp;gt;&#039;&#039;Le guerre in Gallia&#039;&#039;, libro terzo.&amp;lt;/ref&amp;gt; Nel quarto libro, Cesare conquista la Gallia Aquitania.&amp;lt;ref&amp;gt;&#039;&#039;Le guerre in Gallia&#039;&#039;, libro quarto.&amp;lt;/ref&amp;gt; Nel quinto libro, Cesare affronta la rivolta di Vercingetorige, capo di una popolazione gallica, che era riuscito ad organizzare un esercito per resistere all&#039;invasione romana.&amp;lt;ref&amp;gt;&#039;&#039;Le guerre in Gallia&#039;&#039;, libro quinto.&amp;lt;/ref&amp;gt; Nel sesto libro, Cesare assedia Alesia, la capitale del regno di Vercingetorige.&amp;lt;ref&amp;gt;&#039;&#039;Le guerre in Gallia&#039;&#039;, libro sesto.&amp;lt;/ref&amp;gt; Nel settimo libro, Cesare sconfigge definitivamente Vercingetorige e conquista la Gallia.&amp;lt;ref&amp;gt;&#039;&#039;Le guerre in Gallia&#039;&#039;, libro settimo.&amp;lt;/ref&amp;gt; L&#039;ottavo libro infine racconta la campagna di Cesare in Britannia nel 54 e nel 55 a.C.&amp;lt;ref&amp;gt;&#039;&#039;Le guerre in Gallia&#039;&#039;, ottavo libro.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il &#039;&#039;De bello Gallico&#039;&#039; è una fonte fondamentale per la storia di Roma e della Gallia. È un resoconto preciso e dettagliato delle campagne militari di Cesare, ma è anche un&#039;opera di propaganda che mira a celebrare le imprese del generale romano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;opera ha avuto un&#039;influenza profonda sulla cultura europea. È stata tradotta in molte lingue e ha ispirato numerosi artisti, scrittori e musicisti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===De bello civili===&lt;br /&gt;
Il &#039;&#039;De bello civili&#039;&#039; è un&#039;opera di Gaio Giulio Cesare composta da tre libri che narrano gli avvenimenti riguardanti la guerra civile degli anni 49-48 a.C.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Nel primo libro del &#039;&#039;De bello civili&#039;&#039;, Cesare narra il suo passaggio del Rubicone e le sue prime vittorie contro i pompeiani. Nel secondo libro, narra la sua campagna in Italia, che lo portò alla conquista di Roma. Nel terzo libro, narra la sua vittoria nella battaglia di Farsalo&amp;lt;ref&amp;gt; &#039;&#039;Battaglia di Farsalo&#039;&#039; https://www.treccani.it/enciclopedia/farsalo_%28Enciclopedia-Italiana%29/.&amp;lt;/ref&amp;gt;, che segnò la fine della guerra civile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il &#039;&#039;De bello civili&#039;&#039; è un&#039;opera di grande valore storico e letterario. È una fonte preziosa per conoscere gli eventi della guerra civile e le strategie militari di Cesare, che si presenta come un comandante capace e un leader carismatico. Le sue vittorie sono attribuite alla sua abilità militare e alla sua determinazione, mentre le sconfitte dei pompeiani sono attribuite alla loro incompetenza e alla loro mancanza di unità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il &#039;&#039;De bello civili&#039;&#039; è anche un&#039;opera di propaganda: Cesare vuole presentare la guerra civile come una lotta per la libertà e la democrazia, contro un senato corrotto e oligarchico. L&#039;opera è quindi destinata a un pubblico romano, che Cesare vuole convincere della sua legittimità e del suo diritto di governare Roma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il &#039;&#039;De bello civili&#039;&#039; è stato utilizzato come fonte storica da numerosi autori, tra cui Plutarco, Svetonio e Appiano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Riforme==&lt;br /&gt;
===Riforme agrarie===&lt;br /&gt;
Le riforme agrarie di Cesare&amp;lt;ref&amp;gt; &#039;&#039;Le riforme di Cesare&#039;&#039; https://www.neuralword.com/it/article/le-principali-riforme-di-cesare-unanalisi-approfondita.&amp;lt;/ref&amp;gt; furono approvate nel 59 a.C., quando Cesare era console. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Molti contadini romani erano stati costretti a lasciare i loro possedimenti a causa dell&#039;accaparramento delle terre da parte dei grandi proprietari. Questo aveva portato a un aumento della povertà e della criminalità nelle campagne. Le riforme prevedevano la redistribuzione ai cittadini poveri delle terre pubbliche occupate illegalmente dai grandi proprietari terrieri e furono attuate da una commissione di dieci membri, nominati da Cesare. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le riforme ebbero un impatto significativo sulla società romana, contribuendo a ridurre la povertà rurale e a rafforzare il sostegno popolare a Cesare. Molti grandi proprietari terrieri divennerò però nemici di Cesare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Riforme politiche e militari===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le riforme politiche e militari di Cesare rafforzarono il potere centrale, ridussero l&#039;influenza dei nobili e contribuirono a creare un senso di unità tra i cittadini.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cesare riorganizzò il Senato, aumentando il numero dei senatori da 600 a 900 per rendere l&#039;istituzione maggiormente rappresentativa della società romana. Cesare nominò anche molti nuovi senatori tra i suoi sostenitori, rafforzando così la sua posizione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Altri interventi portarono all&#039;istituzione di nuove province e alla redistribuzione delle competenze tra le diverse autorità. Questo cambiamento mirava a migliorare l&#039;efficienza dell&#039;amministrazione e a ridurre la corruzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cesare inoltre riorganizzò l&#039;esercito romano, aumentandone la paga e migliorando l&#039;addestramento, puntando a creare una struttura più forte e professionale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le riforme di Cesare segnarono l&#039;inizio della fine della Repubblica Romana e la nascita dell&#039;Impero Romano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Congiura e morte di Cesare==&lt;br /&gt;
===Morte===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un gruppo di senatori, preoccupati per il crescente potere di Cesare e per la sua ambizione di diventare re organizzò una congiura&amp;lt;ref&amp;gt;&#039;&#039; Congiura contro Cesare&#039;&#039;https://www.fattiperlastoria.it/idi-di-marzo-morte-giulio-cesare/.&amp;lt;/ref&amp;gt; ai danni di Cesare.&lt;br /&gt;
I congiurati erano guidati da Caio Cassio Longino, un ex pompeiano che si era alleato con Cesare dopo la guerra civile. Altri congiurati importanti erano Marco Giunio Bruto, che era stato adottato da Cesare come figlio, e Decimo Bruto, che era un altro ex pompeiano.&lt;br /&gt;
La congiura fu pianificata con cura. I congiurati decisero di assassinare Cesare durante una seduta del Senato, il 15 marzo del 44 a.C., il giorno delle Idi di marzo.&lt;br /&gt;
Il giorno dell&#039;assassinio, i congiurati si riunirono nella curia pompeiana, dove si teneva la seduta del Senato. Cesare arrivò alla curia accompagnato da un piccolo seguito.&lt;br /&gt;
Quando entrò nella curia, i congiurati lo circondarono e lo colpirono con i loro pugnali, uccidendolo con 23 pugnalate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La morte di Cesare portò a una guerra civile tra i sostenitori di Cesare e i congiurati.&lt;br /&gt;
La guerra civile iniziò nel 44 a.C. quando Ottaviano e Antonio sconfissero gli assassini di Cesare, Bruto e Cassio, nella battaglia di Filippi. Tuttavia, la guerra non si concluse con questa vittoria. Nel 38 a.C., Ottaviano fu sconfitto da Sesto Pompeo, il figlio di Pompeo Magno, in una battaglia navale. Ottaviano riuscì a sconfiggere Pompeo solo nel 36 a.C., grazie all&#039;aiuto di Marco Vipsanio Agrippa&amp;lt;ref&amp;gt;&#039;&#039;Marco Vipsanio Agrippa&#039;&#039; https://www.treccani.it/enciclopedia/marco-vipsanio-agrippa/?search=Agrippa%2C%20Marco%20Vipsanio.&amp;lt;/ref&amp;gt;, uno dei suoi generali più esperti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 31 a.C., Ottaviano e Antonio si scontrarono nuovamente nella battaglia di Azio, questa volta in mare. La battaglia fu vinta da Ottaviano, che fu in grado di bloccare la flotta di Antonio e Cleopatra. Antonio e Cleopatra fuggirono in Egitto, dove si suicidarono.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con la vittoria di Ottaviano, la Repubblica Romana era definitivamente scomparsa. Ottaviano divenne il nuovo padrone di Roma e, nel 27 a.C., fu proclamato Augusto, primo imperatore romano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Note==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
*Giulio Cesare, &#039;&#039;Le guerre in Gallia di Giulio Cesare&#039;&#039;, edizione a cura di Carlo Carena, Milano, Mondadori , 1994 ISBN 8804382635&lt;br /&gt;
*Luciano Canfora, &#039;&#039;Giulio Cesare il dittatore democratico&#039;&#039;, Laterza, 2006, ISBN 8842081562&lt;br /&gt;
*Cristoforo Gorno, &#039;&#039;Io sono Cesare memorie di un giocatore d&#039;azzardo&#039;&#039;, Rai Libri, 2019, ISBN 8839717733&lt;br /&gt;
*Augusto Fraschetti, &#039;&#039;Giulio Cesare&#039;&#039;, Laterza, 2013, ISBN 8858108123&lt;br /&gt;
*Tranquillo Svetonio, &#039;&#039;Vite dei Cesari&#039;&#039;, traduzione a cura di Felice Dessì, Rizzoli, 1982, ISBN 8817123822&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Dariobesseghini</name></author>
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		<title>Street art</title>
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		<updated>2024-10-24T11:08:08Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Dariobesseghini: Creata pagina con &amp;quot; La &amp;#039;&amp;#039;street art&amp;#039;&amp;#039; (&amp;#039;&amp;#039;o arte di strada&amp;#039;&amp;#039;) è una forma di arte moderna diffusa principalmente negli spazi pubblici, come muri di edifici, strade, marciapiedi e altri supporti urbani. Spesso dotata di un valore estetico e sociale, la street art può assumere varie forme, tra cui graffiti, murales, stencil, poster e adesivi.  == La storia ==   === Le radici della street art ===  File:Cueva de las Manos-Santa Cruz-Argentina.jpg|miniatura|Dipinti parietali nella Cueva de l...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&lt;br /&gt;
La &#039;&#039;street art&#039;&#039; (&#039;&#039;o arte di strada&#039;&#039;) è una forma di arte moderna diffusa principalmente negli spazi pubblici, come muri di edifici, strade, marciapiedi e altri supporti urbani. Spesso dotata di un valore estetico e sociale, la street art può assumere varie forme, tra cui graffiti, murales, stencil, poster e adesivi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== La storia == &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Le radici della street art ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Cueva de las Manos-Santa Cruz-Argentina.jpg|miniatura|Dipinti parietali nella Cueva de las Manos, provincia di Santa Cruz, Patagonia (11.000-7.000 a.C.), Fonte: Maxima20, CC BY-SA 3.0&amp;lt;https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0&amp;gt;, via Wikimedia Commons]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le prime forme di utilizzo artistico-espressivo di superfici esposte risalgono a migliaia di anni fa, in particolare a raffigurazioni rinvenute nei siti rupestri più noti, come quello spagnolo di Altamira o quello francese di Lascaux&amp;lt;ref&amp;gt; Dogheria, &#039;&#039;Street Art&#039;&#039;, p. 15.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Successivamente la costruzione di edifici portò alla realizzazione di interventi sulle pareti di case, templi e tombe. Tra gli esempi di scritte murali dell’antichità, i più significativi sono quelli di Pompei, dove sono state rinvenute frasi di carattere politico, annunci commerciali, ingiurie e dichiarazioni d&#039;amore, molto simili a quelle che ancora oggi capita di leggere per strada.&amp;lt;ref&amp;gt; Dogheria, &#039;&#039;Street Art&#039;&#039;, p. 21.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Il primo Novecento ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel corso degli anni Venti e Trenta del Novecento, in America Latina e in Europa si diffuse il Muralismo. In particolar modo il Muralismo messicano si sviluppò a causa della rivoluzione iniziata in Messico nel 1910 e che durò fino al 1920.  I moti rivoluzionari spinsero alla realizzazione di un’arte pubblica, che mettesse al centro il popolo e le sue tradizioni; artisti come David Alfaro Siquieros, Clemente Orozco e Diego Rivera ricevettero importanti commissioni pubbliche nel 1922.&amp;lt;ref&amp;gt;Dogheria, &#039;&#039;Street Art&#039;&#039;, pp. 28-32.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In Europa, le nazioni che si distinguono negli anni Venti e Trenta nel campo della pittura murale sono la Francia e l’Italia. In Francia, a partire dal 1935, si tenne il Salon de l’Art Mural che esponeva soprattutto mosaici e pannelli decorativi. L’Italia contribuì in particolare con la “Mostra della rivoluzione fascista” (1932) e la V Triennale di Milano (1933), in cui si svolse una prima manifestazione di pittura murale pubblica&amp;lt;ref&amp;gt;Dogheria, &#039;&#039;Street Art&#039;&#039;, pp. 34-37.&amp;lt;/ref&amp;gt;. Nel 1934 Marinetti, Fillia, Prampolini e De Filippis portarono a una mostra il concetto di &amp;quot;plastica murale&amp;quot; futurista. Questa forma d&#039;arte superò le tradizionali pitture murali abbracciando una vasta gamma di possibilità espressive e illustrative, attraverso l&#039;impiego di diversi materiali e tecniche&amp;lt;ref&amp;gt;Dogheria, &#039;&#039;Street Art&#039;&#039;, p. 39.&amp;lt;/ref&amp;gt; .&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Anni Sessanta e Settanta ===&lt;br /&gt;
Negli anni Sessanta e Settanta del Novecento, sui vagoni della metropolitana e sui muri di New York e Filadelfia iniziarono a comparire scritte e immagini realizzate inizialmente con il marker, un pennarello indelebile dalla punta spessa, in seguito sostituito dalla bomboletta spray. Questa forma artistica è nota come writing (derivato da &amp;quot;to write&amp;quot;, &#039;scrivere&#039;) o graffitismo e rappresenta un&#039;espressione di creatività spontanea. Nasce con l&#039;intento di entrare direttamente in contatto con il pubblico, senza alcuna intermediazione del sistema dell&#039;arte e senza alcuna possibilità di commercializzazione. I suoi artefici possono essere sia individui singoli sia gruppi (&#039;&#039;crew&#039;&#039;), mentre i soggetti realizzati spaziano dalla semplice firma stilizzata dell&#039;autore (&#039;&#039;tag&#039;&#039;) a immagini grafiche più complesse, scritte con caratteri cubitali o elementi geometrici stilizzati&amp;lt;ref&amp;gt;Cricco, Di Teodoro, &#039;&#039;Itinerario nell&#039;arte&#039;&#039;, p. 371.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Writing.jpg|miniatura|Writing su vagoni ferroviari a Praga. &lt;br /&gt;
Fonte: http://streetfiles.org/praha-city-love, CC BY 3.0&amp;lt;https://creativecommons.org/licenses/by/3.0&amp;gt;, via Wikimedia Commons]]&lt;br /&gt;
È possibile collegare l&#039;emergere del graffitismo alle rivendicazioni delle minoranze razziali che si sono manifestate alla fine degli anni Sessanta. Il murale &#039;&#039;Black Pride, Black Power&#039;&#039;, datato 1967, è stato identificato come la prima espressione del nuovo genere di public art.&lt;br /&gt;
In questa fase iniziale, il graffitismo ha un marcato carattere di illegalità, che ne è diventato quasi una caratteristica fondante. Le autorità reagiscono con fermezza, adottando diverse misure per cercare di contenere il fenomeno; dagli arresti alle multe, dalla sorveglianza notturna dei depositi della metropolitana all&#039;istituzione delle &amp;quot;hall of fame&amp;quot; (luoghi circoscritti dove l&#039;intervento degli artisti è autorizzato)&amp;lt;ref&amp;gt; [https://www.catalogoartemoderna.it/approfondimenti/street-art-dal-muro-al-museo-236 &#039;&#039;Street Art: dal muro al museo&#039;&#039;, Catalogo dell&#039;Arte moderna].&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In pochi anni si diffusero i &#039;&#039;masterpieces&#039;&#039;, cioè pezzi-capolavoro che a volte occupavano i vagoni dei treni per tutta la loro lunghezza (&#039;&#039;end to end&#039;&#039;) e altezza (&#039;&#039;top to bottom&#039;&#039;). Le lettere assunsero forme squadrate, tridimensionali ed erano caratterizzate da un’illusoria profondità (3 D letters). Uno dei nuovi stili più distintivi fu il &#039;&#039;wild style&#039;&#039;, che fece la sua comparsa nel 1973 e presenta una scrittura basata su un intreccio di lettere deformate e difficilmente decifrabili. Nel 1974 apparvero le prime creazioni extra-alfabetiche, spesso collegate al mondo dei &#039;&#039;fumetti underground&#039;&#039;, che raggiungeranno la loro massima evoluzione soltanto nel corso degli anni Ottanta.&amp;lt;ref&amp;gt;Dogheria, &#039;&#039; Street Art &#039;&#039;, pp. 59-60.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella metà degli anni Settanta alcuni writer, desiderosi di acquisire fama e popolarità, escono dall&#039;anonimato e aspirano a esporre le proprie opere in musei e gallerie. Il riconoscimento artistico dei writer da parte del &#039;&#039;New York Magazine&#039;&#039; nel 1973 segna l&#039;inizio di uno spostamento verso il mondo artistico tradizionale. I writer della seconda metà degli anni Settanta iniziano a conformarsi ai canoni dell&#039;arte ufficiale, dando vita alla generazione successiva, nota come Post-Graffiti. Questo innovativo movimento artistico riesce a diffondersi gradualmente a livello globale, generando una pluralità di stili destinati a lasciare un notevole impatto nei settori della moda, della grafica e della pubblicità&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.catalogoartemoderna.it/approfondimenti/street-art-dal-muro-al-museo-236 &#039;&#039; Street Art: dal muro al museo&#039;&#039;, Catalogo dell&#039;Arte moderna].&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In Europa, il fenomeno del writing assume spesso forti connotazioni politiche, come evidenziato dai graffiti che decoravano il lato occidentale del Muro di Berlino già prima della sua caduta nel 1989&amp;lt;ref&amp;gt;Cricco, Di Teodoro, &#039;&#039;Itinerario nell&#039;arte&#039;&#039;, p. 371.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Anni Ottanta ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Negli anni Ottanta i graffiti entrano regolarmente nelle gallerie d&#039;arte, incontrando anche un grande successo commerciale&amp;lt;ref&amp;gt;Cricco; Di Teodoro, &#039;&#039;Itinerario nell&#039;arte&#039;&#039;, pp. 371-372.&amp;lt;/ref&amp;gt;. Questa evoluzione sottolinea la crescente riconoscibilità e accettazione della cultura dei graffiti nel mondo dell&#039;arte contemporanea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questi anni i graffiti lanciano messaggi sociali e di denuncia a partire dal quartiere di Brooklyn nella città di New York, per la presenza di zone in stato di abbandono&amp;lt;ref&amp;gt; [https://www.finestresullarte.info/arte-base/street-art-nascita-sviluppo-principali-esponenti &#039;&#039;Street Art: nascita, sviluppo, principali esponenti dell&#039;arte di strada&#039;&#039;], Finestre sull&#039;arte.&amp;lt;/ref&amp;gt; . &lt;br /&gt;
Parallelamente emergono artisti influenti come Jean-Michel Basquiat e Keith Haring, che hanno le loro radici artistiche nella scena dei graffiti e contribuiscono a consolidare l&#039;importanza di questa forma d&#039;arte nella cultura visiva dell&#039;epoca.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Le tecniche ==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Lo stencil ===&lt;br /&gt;
L’utilizzo dello stencil avviene tramite una mascherina ritagliata che lascia scoperte le aree da verniciare e permette di ripetere facilmente lo stesso soggetto più volte. Questa pratica è la più diffusa ed è apprezzata per la sua rapidità d’uso. Lo stencil è usato da molti artisti come Shepard Fairey, ma soprattutto Banksy.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#039;arte dello stencil ha origini antiche, riconducibili all&#039;uso delle mani come stampi nelle grotte preistoriche. Questa tecnica artistica era praticata anche nell&#039;antichità in civiltà come quella cinese e quella egizia; si è poi diffusa in Europa durante il periodo medievale, venendo usata per abbellire le pareti di chiese e residenze regali. Nel corso del ventesimo secolo, lo stencil e altre tecniche simili hanno acquisito un ruolo chiave nella propagazione di simboli e motti di gruppi che si opponevano al potere costituito, in particolare studenti e lavoratori.&amp;lt;ref&amp;gt; Dogheria, &#039;&#039;Street Art&#039;&#039;, pp. 99-100.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Gli sticker ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli sticker rappresentano una forma di street art in formato ridotto: sono piccoli adesivi ideati da artisti e ordinati attraverso piattaforme specializzate. Generalmente vengono apposti su diverse superfici urbane: per esempio, cartelli stradali, pali, cassette postali, cabine telefoniche e muri. Originariamente concepiti per diffondere slogan, gli sticker hanno assunto successivamente finalità ludico-creative.&amp;lt;ref&amp;gt; Dogheria, &#039;&#039;Street Art&#039;&#039;, p. 119.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A partire dal 1989, Shepard Fairey diffuse numerosi sticker accompagnati dalla scritta &#039;&#039;Obey&#039;&#039; (obbedisci), che divenne in seguito il suo nome d&#039;arte. Con questi sticker, diffusi come parte di una campagna chiamata &#039;&#039;André the Giant has a Posse&#039;&#039;, riuscì a diffondere rapidamente la produzione di adesivi.&amp;lt;ref&amp;gt;Dogheria, &#039;&#039;Street Art&#039;&#039;, p 121.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== I poster ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il poster (o manifesto, &#039;&#039;wheat paste&#039;&#039;, &#039;&#039;paste-up&#039;&#039;) è generalmente un foglio di carta o cartoncino che viene riprodotto in più modalità: dai manifesti tipografici a quelli serigrafici, creati manualmente in un buon numero di riproduzioni, fino ai pezzi unici, di dimensioni tali da ricoprire le facciate di interi edifici. Questa pratica offre anche la possibilità di trasmettere messaggi visivi e concettuali, diventando così un mezzo versatile di espressione artistica e di comunicazione&amp;lt;ref&amp;gt;Dogheria, &#039;&#039;Street Art&#039;&#039;, p. 129.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
Già Egizi, Greci e Romani utilizzavano il papiro per realizzare volantini e poster.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== I murales ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I murales, riconosciuti come simbolo supremo della street art, sono opere d&#039;arte pittoriche realizzate su una parete o superficie e caratterizzate dalla loro efficace relazione con l&#039;ambiente. Il successo dei murales è strettamente legato alla capacità dell&#039;artista di interagire con le peculiarità del luogo, considerando le imperfezioni, le aperture (finestre o altri elementi architettonici) e la superficie disponibile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Spesso, gli street artist iniziano con un&#039;istantaneità creativa, dando vita a uno schizzo spontaneo che successivamente sviluppano in composizioni grafiche più complesse. Per facilitare l’operazione di dipingere su grandi superfici, alcuni artisti utilizzano delle quadrettature o dei cartoni per impostare il disegno preparatorio sul loro supporto. Altri, invece, dipingono direttamente sul muro&amp;lt;ref&amp;gt; Dogheria, &#039;&#039; Street Art&#039;&#039;, p. 153.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nonostante i murales siano concepiti per il pubblico, la loro realizzazione spesso avviene illegalmente, di notte, poiché gli artisti devono affrontare la sfida delle normative sulla proprietà privata. Tuttavia, sempre più frequentemente, le amministrazioni pubbliche autorizzano e promuovono tali interventi, integrandoli in progetti di riqualificazione urbana mirati a valorizzare specifici siti o addirittura interi quartieri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un esempio notevole di questa tendenza si è manifestato a Roma nel periodo 2014-2015, quando nella stazione Spagna della metropolitana è stata organizzata una serie di interventi di street art. Questa iniziativa ha portato alla realizzazione di venti murales, contribuendo significativamente a trasformare lo spazio urbano e ad arricchire la città con opere di artisti internazionali&amp;lt;ref&amp;gt; Dogheria, &#039;&#039; Street Art&#039;&#039;, p. 159.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Urban Art ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Rientra nella street art il fenomeno delle installazioni urbane, opere d&#039;arte che abbracciano lo spazio tridimensionale degli ambienti urbani attraverso la disposizione di oggetti, sculture, elementi interattivi che si discostano dalle modalità espressive quali lo stencil, i murales, gli sticker e i poster. &lt;br /&gt;
Le installazioni urbane, al contrario delle opere più convenzionali, spesso coinvolgono lo spettatore in modo più diretto, incoraggiando l&#039;interazione fisica e concettuale con l&#039;ambiente circostante. Inoltre, possono essere effimere o permanenti a seconda delle intenzioni dell&#039;artista o delle dinamiche della città che le ospita&amp;lt;ref&amp;gt;Dogheria, &#039;&#039; Street Art&#039;&#039;, p. 203.&amp;lt;/ref&amp;gt; . &lt;br /&gt;
Questa forma di espressione artistica si presta a una vasta gamma di stili e approcci, permettendo agli artisti di trasformare gli spazi urbani in veri e propri palcoscenici creativi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le installazioni urbane possono essere ispirate da temi sociali, politici, ambientali o semplicemente dalla volontà di suscitare riflessioni ed emozioni nel pubblico. Un esempio celebre è l&#039;opera di Banksy in Palestina nota come &amp;quot;The Walled Off Hotel&amp;quot;, un hotel che è stato costruito in gran segreto e che combina in sé arte, politica e ospitalità.&lt;br /&gt;
Le installazioni urbane rappresentano una dimensione dinamica della street art, aggiungendo profondità e interattività al paesaggio urbano e offrendo agli artisti l&#039;opportunità di esplorare nuove forme di espressione e di coinvolgere la comunità in un dialogo visivo&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.veraclasse.it/viaggi/walled-off-hotel-banksy-palestina_51942/ Federica Ferrara, &#039;&#039;The Walled Off l’hotel ideato da Banksy in Palestina&#039;&#039;].&amp;lt;/ref&amp;gt; .&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Protagonisti e opere == &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Lanciatore di Fiori.jpg|miniatura|Banksy, Lanciatore di fiori, Gerusalemme, , fonte: https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/09/18/banksy-niente-diritti-a-un-anonimo-lue-gli-toglie-il-copyright-del-lanciatore-di-fiori/5936104/]]&lt;br /&gt;
=== Banksy ===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Banksy, nato probabilmente nel 1974 a Bristol, è uno degli artisti più conosciuti, anche grazie al fatto che la sua identità reale non è mai stata svelata. In molti hanno ipotizzato fosse una &lt;br /&gt;
donna oppure che non si trattasse di un singolo artista, ma di un collettivo di persone.&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.travelonart.com/arte-contemporanea/chi-e-banksy-vita-opere/ Anna Fornaciari, &#039;&#039;Chi è Banksy? Il mito dello street artist di Bristol&#039;&#039;, Travel on art, 2019].&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le sue opere si trovano in moltissimi paesi del mondo:&lt;br /&gt;
* Nel 2002, a Londra, Banksy crea una delle opere più celebri della street art, &#039;&#039;Girl with the balloon&#039;&#039;. Quest&#039;opera raffigura una bambina intenta a raggiungere un palloncino rosso a forma di cuore, che simboleggia l&#039;innocenza, l&#039;amore e la speranza. Nel 2018, la casa d&#039;aste Sotheby di Londra ha venduto una stampa di quest&#039;opera per oltre un milione di dollari. Con un colpo di scena, al momento dell&#039;aggiudicazione, attraverso un dispositivo segreto nella cornice progettato dallo stesso Banksy e telecomandato a distanza, la stampa è stata distrutta, trasformandosi in &#039;&#039;Love Is in the Bin&#039;&#039; (&#039;&#039;L&#039;amore è nel cestino&#039;&#039;)&lt;br /&gt;
* A Brighton l&#039;opera &#039;&#039;Kissing coppers&#039;&#039; compare sul muro di un pub, nel 2004; al suo interno, le forze dell&#039;ordine si trasformano in un&#039;icona anti-omofobia&lt;br /&gt;
*A Gerusalemme nel 2005, sul muro costruito per separare israeliani e palestinesi, Banksy realizza il &#039;&#039;Lanciatore di fiori&#039;&#039;, che raffigura un manifestante a volto coperto mentre sta per lanciare un mazzo di fiori&lt;br /&gt;
* A Bristol, il murales de &#039;&#039;La ragazza con l’orecchino di perla&#039;&#039; è stato realizzato nel 2014&lt;br /&gt;
* A Venezia a maggio 2019, compare il murales che ritrae un bambino con un giubbotto salvagente e un razzo segnaletico per i soccorsi in mare, con riferimento alla questione dei migranti e alla crisi geopolitica&amp;lt;ref&amp;gt;[https://living.corriere.it/arte/gallery/10-opere-famose-banksy-foto/?pag=2 &#039;&#039;Le opere iconiche di Banksy, lo street artist più famoso al mondo&#039;&#039;, Corriere della sera Living].&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Dusthead.jpg|miniatura|Jean-Michel Basquiat, Dustheads (1982; acrilico, olio, spray e vernice su tela, 180 x 210 cm), Fonte: https://www.finestresullarte.info/arte-base/jean-michel-basquiat-vita-opere-stile-graffiti-neoespressionismo]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Jean-Michel Basquiat === &lt;br /&gt;
Jean-Michel Basquiat (1960-1988), di origine portoricana, diventò protagonista della scena artistica di New York tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta arrivando rapidamente al successo, interrotto in breve a causa della sua morte a soli 27 anni. I temi principali delle sue opere sono l’ipocrisia capitalista e l’esistenzialismo.&lt;br /&gt;
Agli inizi della sua carriera artistica incontrò e strinse amicizia con Al Diaz, un graffitista grazie al quale iniziò a prendere consapevolezza delle proprie capacità artistiche per poi firmarsi con l’acronimo “SAMO” (“the SAMe Old shit”).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I soggetti delle sue opere prendono ispirazione dalle culture afroamericane, africane, azteche e presentano riferimenti alla musica jazz.&lt;br /&gt;
Gli esseri dipinti sono gialli, neri, rossi, verdi e i tratti somatici sono rappresentati attraverso tratti grafici stilizzati e irreali. Alcuni sembrano gridare, altri sembrano sghignazzare, altri sembrano muoversi goffamente nello spazio, spesso riempito da lettere, segni grafici e sfondi colorati vivacemente. Nell’opera &#039;&#039;Dustheads&#039;&#039; (1982), i colori vengono utilizzati in maniera molto istintiva, strizzando i tubetti di vernice direttamente sulla tela&amp;lt;ref&amp;gt;[https://living.corriere.it/arte/gallery/10-opere-famose-banksy-foto/ &#039;&#039;Jean-Michel Basquiat, vita e opere dell&#039;artista statunitense&#039;&#039;, Finestre sull&#039;arte].&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Tuttomondo.jpg|miniatura|Keith Haring, Tuttomondo (1990; murales; Pisa, Sant’Antonio), fonte: https://www.finestresullarte.info/arte-base/keith-haring-vita-opere-street-artist-americano]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Keith Haring === &lt;br /&gt;
Keith Haring (1958-1990), nato a Reading, in Pennsylvania, è stato uno degli esponenti di maggior successo della street art. Tramite la sua arte si è fatto portatore di temi sociali e politici, come la difesa dei diritti civili e la lotta contro le discriminazioni nei confronti delle minoranze. Haring esprimeva un universo grafico ironico e personale, tanto da sviluppare una propria iconografia popolata da strani personaggi e animali stilizzati che egli stesso definisce &#039;&#039;radiant boys&#039;&#039; (ragazzi sfolgoranti), in quanto sempre circondati da un’aureola di raggi luminosi, ispirati dai fumetti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le peculiarità del suo stile sono il predominio della linea, caratterizzata da un segno continuo e labirintico, le forme stilizzate, i rimandi ai cartoons e all’arte tribale. Tra le sue opere spiccano per importanza &#039;&#039;Senza titolo&#039;&#039;, che fa parte della prima produzione dell’artista del 1982, oggi esposta in una sala del Museum of Modern Art di New York e &#039;&#039;Tuttomondo&#039;&#039;, eseguito nel 1989 su una parete posteriore del Convento di Sant’Antonio a Pisa&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.finestresullarte.info/arte-base/keith-haring-vita-opere-street-artist-americano &#039;&#039;Keith Haring, vita e opere del grande street artist americano&#039;&#039;, Finestre sull&#039;arte].&amp;lt;/ref&amp;gt;. Questa è una delle ultime opere dell’artista ed è considerata il suo vero e proprio testamento spirituale; narra dell&#039;armonia e della pace mondiale, visibile attraverso gli intricati collegamenti tra le trenta figure. Ciascun personaggio incarna un diverso aspetto di un mondo in pace: le forbici antropomorfe simboleggiano la collaborazione tra gli esseri umani per sconfiggere il serpente, rappresentante del male, già pronto a colpire la testa della figura accanto. La donna che tiene in braccio il bambino richiama l&#039;idea della maternità, mentre i due uomini che sorreggono il delfino riflettono sul rapporto con la natura&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.travelonart.com/arte-contemporanea/meravigliosi-omini-di-keith-haring/ Anna Fornaciari, &#039;&#039;I meravigliosi omini di Keith Haring&#039;&#039;, Travel on art, 2020].&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Bibliografia ==&lt;br /&gt;
* Duccio Dogheria, &#039;&#039;Street Art. Storia e controstoria, tecniche e protagonisti&#039;&#039;, Firenze, Giunti Editore, 2015.&lt;br /&gt;
* Giorgio Cricco; Francesco Paolo Di Teodoro, &#039;&#039;Itinerario nell&#039;Arte. Dall&#039;Art Nouveau ai giorni nostri&#039;&#039;, Bologna, Zanichelli, vol. 5, 2018.&lt;br /&gt;
* [https://www.finestresullarte.info/arte-base/street-art-nascita-sviluppo-principali-esponenti &#039;&#039;Street Art: nascita, sviluppo, principali esponenti dell&#039;arte di strada&#039;&#039;, Finestre sull&#039;arte]&lt;br /&gt;
* [https://www.catalogoartemoderna.it/approfondimenti/street-art-dal-muro-al-museo-236 &#039;&#039;Street Art: dal muro al museo&#039;&#039;, Catalogo dell&#039;Arte Moderna]&lt;br /&gt;
* Federica Ferrara, [https://www.veraclasse.it/viaggi/walled-off-hotel-banksy-palestina_51942/ &#039;&#039;The Walled Off l’hotel ideato da Banksy in Palestina&#039;&#039;].&lt;br /&gt;
* [https://www.finestresullarte.info/arte-base/jean-michel-basquiat-vita-opere-stile-graffiti-neoespressionismo &#039;&#039;Jean-Michel Basquiat, vita e opere dell&#039;artista statunitense&#039;&#039;], Finestre sull&#039;arte.&lt;br /&gt;
* [https://www.travelonart.com/arte-contemporanea/chi-e-banksy-vita-opere/ Anna Fornaciari, &#039;&#039;Chi è Banksy? Il mito dello street artist di Bristol&#039;&#039;, Travel on art, 2019]&lt;br /&gt;
* [https://living.corriere.it/arte/gallery/10-opere-famose-banksy-foto/ &#039;&#039;Le opere iconiche di Banksy, lo street artist più famoso al mondo&#039;&#039;, Corriere della sera Living]&lt;br /&gt;
* [https://www.finestresullarte.info/arte-base/keith-haring-vita-opere-street-artist-americano &#039;&#039;Keith Haring, vita e opere del grande street artist americano&#039;&#039;, Finestre sull&#039;arte]&lt;br /&gt;
* [https://www.travelonart.com/arte-contemporanea/meravigliosi-omini-di-keith-haring/ Anna Fornaciari, &#039;&#039;I meravigliosi omini di Keith Haring&#039;&#039;, Travel on art, 2020]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Dariobesseghini</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://unipedia.fileli.unipi.it/index.php?title=Caccia_in_botte_a_Orbetello&amp;diff=8</id>
		<title>Caccia in botte a Orbetello</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://unipedia.fileli.unipi.it/index.php?title=Caccia_in_botte_a_Orbetello&amp;diff=8"/>
		<updated>2024-10-24T10:57:01Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Dariobesseghini: Creata pagina con &amp;quot;La caccia in botte è una delle attività venatorie del territorio di Orbetello. È una caccia da appostamento in cui il cacciatore aspetta in un punto preciso - in questo caso, alle origini, dentro una botte - per colpire la preda non appena è a tiro.  La caccia in botte è stata praticata all&amp;#039;interno della laguna della cittadina a partire dal 1928&amp;lt;ref&amp;gt;Roberto Ferrigato (a cura di), &amp;#039;&amp;#039;La caccia in botte&amp;#039;&amp;#039;, in: Giuseppe Tosi, &amp;#039;&amp;#039;Le meraviglie della Costa d&amp;#039;Argento. Dizio...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;La caccia in botte è una delle attività venatorie del territorio di Orbetello. È una caccia da appostamento in cui il cacciatore aspetta in un punto preciso - in questo caso, alle origini, dentro una botte - per colpire la preda non appena è a tiro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La caccia in botte è stata praticata all&#039;interno della laguna della cittadina a partire dal 1928&amp;lt;ref&amp;gt;Roberto Ferrigato (a cura di), &#039;&#039;La caccia in botte&#039;&#039;, in: Giuseppe Tosi, &#039;&#039;Le meraviglie della Costa d&#039;Argento. Dizionario etnofaunistico dell&#039;Argentario, dell&#039;Isola del Giglio e di Orbetello&#039;&#039;, vol. 2, Arcidosso, Effigi, 2022, pp. 236-237. La data è testimoniata dalla nota n. 237 a p. 236 che dice: &amp;quot;Da com. per. di Umberto Aldi risulta che questo tipo di caccia fu introdotto ad Orbetello nel 1928 da Dott. Luigi Bini, originario di Pisa&amp;quot;.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Introduzione==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===L&#039;ambiente di caccia===&lt;br /&gt;
La laguna di Orbetello è una laguna costiera della Toscana, nella Maremma Grossetana, situata tra il promontorio dell&#039;Argentario e l&#039;entroterra ed è separata dal mare dai due tomboli che collegano il monte al continente: il tombolo della Feniglia a Sud-Est che costeggia la laguna di Levante e il tombolo della Giannella a Nord-Ovest che costeggia la laguna di Ponente.&lt;br /&gt;
Gli unici sbocchi al mare della laguna sono il canale della Fibbia (o delle Saline) nei pressi della foce del fiume Albenga, il canale di Nassa (presso Santa Liberata), entrambi sul tombolo della Giannella, e il canale di Ansedonia sul tombolo della Feniglia&amp;lt;ref&amp;gt;Fu progettato e furono iniziate le opere di scavo di un quarto canale, il canale del Pertuso, ma non fu mai completato.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Le specie di uccelli===&lt;br /&gt;
La Laguna ospita 257 specie di uccelli tra migratori e stanziali, la cui maggioranza è protetta o particolarmente protetta&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.uccellidaproteggere.it/Le-specie/Gli-uccelli-in-Italia/Le-specie-protette Le specie protette], Questa categoria è ideata sia per le specie di uccelli in declino (dentro o fuori i confini nazionali) sia per quelle in via d&#039;estinzione.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
Le principali specie di uccelli non cacciabili nella laguna di Orbetello, secondo la legislazione venatoria, sono: svasso, tuffetto, volpoca, marzaiola, fenicottero rosa, tarabuso, spatola, airone, garzetta, pettegola, cavaliere d’Italia, avocetta, piviere, pantana, piovanello, piro piro, gabbiano, cannaiola, albanella minore, pesciaiola, falco pescatore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le principali specie di uccelli cacciabili nella laguna di Orbetello, secondo la legislazione venatoria, sono: moriglione, moretta, codone, alzavola, germano reale&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.uccellidaproteggere.it/Le-specie/Gli-uccelli-in-Italia/Le-specie-protette Le specie protette], La specie è cacciabile in Italia dalla terza domenica di settembre al 31 gennaio.&amp;lt;/ref&amp;gt;, mestolone, fischione, folaga, gallinella d’acqua, porciglione, beccaccino, colombaccio, canapiglia e rondine di mare&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.uccellidaproteggere.it/Le-specie/Gli-uccelli-in-Italia/Le-specie-protette Le specie protette], Anche propriamente detta sterna comune.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La botte===&lt;br /&gt;
Nella caccia in botte, alle origini, il punto in cui il cacciatore si appostava era una botte di legno installata sulle sponde della laguna e immersa nel fango, con l’eccezione della parte superiore; questo permetteva al cacciatore di stare completamente all&#039;asciutto anche se la botte era completamente circondata dall’acqua. Oggi il materiale delle botti non è più il legno ma il cemento, dato che la tenuta stagna del primo dopo qualche anno veniva compromessa. Tuttavia esistono ancora resti delle vecchie botti e i cacciatori che li ritrovano hanno l&#039;obbligo di segnalarli alle autorità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===L&#039;assegnazione in passato e oggi===&lt;br /&gt;
In passato gli appostamenti erano &#039;&#039;padronali&#039;&#039;, cioè la botte era in un terreno privato e solo il titolare del fondo poteva decidere i cacciatori che potevano accedervi o con il titolare o dietro sua autorizzazione. Per tale motivo alle botti veniva assegnato un nome&amp;lt;ref&amp;gt;Roberto Ferrigato (a cura di), &#039;&#039;La caccia in botte&#039;&#039;, in: Giuseppe Tosi, &#039;&#039;Le meraviglie della Costa d&#039;Argento. Dizionario etnofaunistico dell&#039;Argentario, dell&#039;Isola del Giglio e di Orbetello&#039;&#039;, vol. 2, Arcidosso, Effigi, 2022, pp. 236-237. Alcuni esempi erano la botte di Mazzini, di Campanella, di Porta, di Moncini, di Goracci...&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
Oggi i 14 appostamenti rimasti, tutti situati nella laguna di Ponente, a ridosso della vegetazione, sono identificati da numeri e assegnati su sorteggio prima dell&#039;apertura della stagione di caccia per un totale di quattro giornate all’anno per ogni cacciatore.&lt;br /&gt;
Le botti e le giornate assegnate non possono essere modificate, sostituite o scambiate con altri cacciatori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Regolamento==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Procedura per ottenere il permesso di caccia temporaneo===&lt;br /&gt;
Secondo il regolamento del 20/09/2019 sull&#039;Area a Particolare Gestione di Caccia Laguna di Orbetello&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.atc7grsud.it/Download/Normative/Atc/zpc/2019/DisciplinareLaguna2019.pdf Disciplinare Laguna 2019], L&#039;area è delimitata dallo stabilimento ex Si.to.co (lato laguna di ponente lungo la ferrovia fino alla strada di Patanella) e lungo la stessa fino al confine Oasi W.W.F.&amp;lt;/ref&amp;gt; riguardante la caccia in botte, per partecipare all&#039;attività venatoria i cacciatori devono fare richiesta all&#039;Ambito Territoriale di Caccia (A.T.C.) n. 7 di Grosseto sud. I cacciatori vengono ammessi se hanno come residenza venatoria, per diritto o per scelta, l&#039;A.T.C. n. 7 di Grosseto sud. I cacciatori residenti nei comuni dell&#039;ATC hanno il 40% delle giornate di caccia disponibili, mentre gli altri hanno il 60%. Per migliorare la turnazione, l&#039;A.T.C. può formare gruppi misti composti da cacciatori residenti anagraficamente nei comuni dell’A.T.C. n. 7 Grosseto sud e gli altri. Se ci sono troppe richieste, al punto che non si possa garantire almeno una giornata di caccia per ogni gruppo, viene effettuato un sorteggio, con priorità per coloro che sono stati esclusi negli anni precedenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Norme da rispettare===&lt;br /&gt;
L&#039;attività venatoria nella Laguna di Orbetello inizia il 1° ottobre e termina seguendo il calendario venatorio. La caccia è consentita nei mesi di ottobre, novembre e dicembre, per 4 giorni a settimana (mercoledì, giovedì, sabato e domenica), e di gennaio, per 2 giorni a settimana (giovedì e domenica). Durante tutti i giorni della caccia da appostamento, dopo le 11:00 è vietato cacciare in tutta l&#039;Area a Particolare Gestione di Caccia Lagune di Orbetello.&lt;br /&gt;
L&#039;ingresso all&#039;area è consentito solo a coloro che, oltre ad avere un documento di iscrizione all&#039;A.T.C. n.7 di Grosseto sud, possiedono un tesserino con indicate le giornate alla voce &amp;quot;appostamento&amp;quot;, la data e il numero dell&#039;appostamento assegnato (il tesserino in questione è rilasciato da un Comitato dell&#039;A.P.G.&amp;lt;ref&amp;gt;Area a Particolare Gestione di Caccia&amp;lt;/ref&amp;gt; Lagune di Orbetello). La caccia da appostamento (in botte/fisso e temporaneo&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.atcvomano.it/caccia/da_appostamento/temporaneo Caccia da appostamento temporaneo], Gli appostamenti temporanei sono appostamenti che non essendo permanenti possono essere eliminati al termine della giornata di caccia; a differenza di quelli fissi non hanno bisogno di alcuna autorizzazione amministrativa o del proprietario del fondo.&amp;lt;/ref&amp;gt;) è permessa solo nella laguna di Ponente. L&#039;orario dell&#039;attività venatoria varia, consentendo l&#039;accesso all&#039;appostamento un&#039;ora e mezzo prima dell&#039;orario indicato dal calendario venatorio al mattino.&lt;br /&gt;
Vengono effettuati controlli agli appostamenti durante il periodo 11:00-14:00 (dalle 14:00 si può praticare la caccia da spadulamento, non quella da appostamento; tra le 11:00 e le 14:00 è vietata qualsiasi tipo di caccia). È obbligatorio cerchiare sull&#039;apposito tesserino regionale l&#039;indicatore della giornata di caccia, come previsto dalla Legge Regionale 3/94 per le Aree Contigue.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Divieti===&lt;br /&gt;
#È vietata la caccia da appostamento pomeridiana.&lt;br /&gt;
#Non è permesso portare cani per la caccia da appostamento.&lt;br /&gt;
#È vietato entrare nelle vecchie strutture presenti sul territorio; l&#039;A.T.C. non si assume responsabilità per il loro utilizzo.&lt;br /&gt;
#È vietato cambiare o spostare l&#039;appostamento.&lt;br /&gt;
#Non è permesso che più di due cacciatori si trovino in un appostamento.&lt;br /&gt;
#L&#039;uso di natanti, scafandri o tute di qualsiasi tipo è vietato; l&#039;accesso in acqua è consentito a mezzo stivale solo per il recupero della selvaggina abbattuta.&lt;br /&gt;
#È proibita la caccia lungo la fossa del Perugino.&lt;br /&gt;
#È vietato portare più di 10 stampi e 10 richiami vivi.&lt;br /&gt;
#È vietato rastrellare o stringere animali nelle acque interne.&lt;br /&gt;
#È vietato l&#039;uso di richiami acustici a funzionamento meccanico, elettromagnetico o elettromeccanico, con o senza amplificazione del suono.&lt;br /&gt;
#Sono vietate carabine a canna rigata e cartucce a palla.&lt;br /&gt;
#Per l&#039;utilizzo di pallini di acciaio&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.all4shooters.com/it/caccia/munizioni/divieteo-dei-pallini-in-piombo-da-febbraio-2023/ &#039;&#039;La messa al bando entra in azione. Niente più pallini di piombo nelle zone umide a partire dal 15 febbraio 2023&#039;&#039;], L&#039;utilizzo di pallini in piombo non è più consentito dal 15 febbraio 2023.&amp;lt;/ref&amp;gt;, sono consentite munizioni con pezzatura superiore al numero 2 (numerazione inglese); le munizioni caricate con HD (leghe di ferro tugsteno bronzo) e HS 8 Bismuto sono consentite con pezzatura superiore al numero 4 (numerazione inglese).&lt;br /&gt;
#Non è permesso accedere all&#039;area A.P.G. Lagune di Orbetello dalle 11:00 alle 14:00.&lt;br /&gt;
#È vietato praticare la caccia in appostamento in giornate non assegnate.&lt;br /&gt;
#È vietato superare il numero degli accompagni assegnati.&lt;br /&gt;
#È vietata la caccia agli ungulati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La preparazione==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Gli stampi===&lt;br /&gt;
Alcuni accessori fondamentali per la caccia in botte sono gli &#039;&#039;stampi&#039;&#039;: sagome in plastica somiglianti alle varie specie di animali (per esempio anatre, alzavole, fischioni, codoni e folaghe), muniti di filo e pesi di piombo, che hanno lo scopo di attirare le prede. In passato gli stampi erano realizzati in palma o in pezzi di sughero sovrapposti, per formare il corpo, mentre le teste erano fatte in legno. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli stampi possono essere posizionati sull&#039;acqua o anche sull&#039;erba. Gli uccelli per ripararsi dal vento scelgono una parte di riva protetta dalla vegetazione (spesso i canneti) o da un ostacolo naturale e se il cacciatore ha intenzione di posizionare lì gli stampi, deve stare attento a rivolgere le loro spalle controvento. Se i pesi non sono fissati bene, lo stampo rischia di essere spostato in maniera innaturale dalle onde e potrebbe non riuscire a ingannare la preda. Infine, per non allertare gli uccelli veri, è importante che il cacciatore comandi gli stampi attraverso il filo al fine di muoverli, poiché gli uccelli fermi e rigidi danno l&#039;impressione di essere in pericolo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La posa degli stampi e dei richiami vivi===&lt;br /&gt;
Il cacciatore si prepara spesso almeno un&#039;ora prima dell&#039;orario consentito, dato che ha bisogno di mettere insieme gli stampi e i richiami vivi e indossare l&#039;equipaggiamento necessario (tra cui gli stivali, visto il terreno fangoso, e i fucili con le apposite munizioni). Il tutto avviene prima del sorgere del Sole.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Giunto sul posto, il cacciatore spegne le torce o qualsiasi altra fonte luminosa e inizia a installare gli stampi in acqua, lasciando libere eventuali &#039;&#039;chiarine&#039;&#039;: specchi d&#039;acqua che, con ancora il buio del mattino, catturano le prime luci dell&#039;alba, facendo vedere la sagoma dell&#039;animale che si sposta da un gruppo di stampi a un altro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per ultimi vengono rilasciati i richiami vivi, uccelli usati per fare da esca: in genere tre femmine e un maschio che non possono allontanarsi visto che viene messa sulla loro zampa una &#039;&#039;calzetta&#039;&#039; costituita da un anello legato a un filo abbastanza lungo, fissato sul fondo dell’acquitrino con dei pesi. Sempre come richiamo vivo, viene usato un germano reale, noto anche come &#039;&#039;capoverde&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt; Roberto Ferrigato (a cura di), &#039;&#039;La caccia in botte&#039;&#039;, in: Giuseppe Tosi, Le meraviglie della Costa d&#039;Argento. Dizionario etnofaunistico dell&#039;Argentario, dell&#039;Isola del Giglio e di Orbetello, vol. 2, Arcidosso, Effigi, 2022, pp. 236-237.&amp;lt;/ref&amp;gt; per attirare dietro di sé i selvatici avvistati. L&#039;insieme di stampi e richiami vivi si chiama &#039;&#039;tesa&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La caccia==&lt;br /&gt;
Dopo aver controllato l&#039;orario di inizio, il cacciatore entra nella botte&amp;lt;ref&amp;gt;Il cacciatore in origine portava eventuali fischi e le trombette (oggi banditi, essendo dei richiami acustici meccanici) che servivano per simulare il richiamo degli uccelli, così che le prede pensassero che il suono provenisse dai stampi&amp;lt;/ref&amp;gt; e inizia a &#039;&#039;fare occhio&#039;&#039; sulla tesa, il che comporta fare abituare l&#039;occhio a distinguere ciò che si vede nell&#039;oscurità. Alle prime luci dell&#039;alba, il &#039;&#039;&#039;capoverde&#039;&#039;&#039; inizia a starnazzare, anticipando di poco il verso dei richiami vivi, segnale che preannuncia l&#039;arrivo di un volatile verso la tesa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Facendo assoluto silenzio il cacciatore riesce a intravedere la sagoma dell&#039;animale che raggiunge la chiarina&amp;lt;ref&amp;gt;Roberto Ferrigato (a cura di), &#039;&#039;La caccia in botte&#039;&#039;, in: Giuseppe Tosi, &#039;&#039;Le meraviglie della Costa d&#039;Argento. Dizionario etnofaunistico dell&#039;Argentario, dell&#039;Isola del Giglio e di Orbetello&#039;&#039;, vol. 2, Arcidosso, Effigi, 2022, pp. 236-237. Chi fa questo tipo di caccia distingue per esempio un&#039;anatra da una folaga in base al modo in cui si posa sull&#039;acqua, dato che la prima fa meno rumore al contatto rispetto alla seconda.&amp;lt;/ref&amp;gt;. Appena gli uccelli sono in posizione sulla tesa, il cacciatore, abbassato al pelo della botte, pronuncia &#039;&#039;via&#039;&#039; e inizia a sparare. Detto ciò alcuni uccelli cadono, gli altri continuano il loro volo allontanandosi rapidamente. Il cacciatore esce per recuperare le carcasse, ma rientra subito nella botte nella speranza di abbatterne altri. La durata tipica della caccia in botte è di alcune ore. Finita la caccia il cacciatore procede a &#039;&#039;stendere&#039;&#039;, cioè a rimettere a posto gli stampi nelle sacche e asciugare a riva le anatre da richiamo per poi metterle negli appositi contenitori. &lt;br /&gt;
==Note==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;references/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
*Giuseppe Tosi, &#039;&#039;Le meraviglie della Costa d&#039;Argento. Dizionario etnofaunistico dell&#039;Argentario, dell&#039;Isola del Giglio e di Orbetello&#039;&#039;, vol. 2, Arcidosso, Effigi, 2022.&lt;br /&gt;
*Azienda Faunistica Venatoria Laguna di Orbetello, &#039;&#039;afvlo&#039;&#039; afvlo.it, https://www.afvlo.it/afvlo/&lt;br /&gt;
*In vacanza all&#039;Argentario, &#039;&#039;Riserva naturale del WWF della laguna di Orbetello&#039;&#039;, invacanzaallargentario.it, https://www.invacanzaallargentario.it/riserva-naturale-del-wwf-della-laguna-di-orbetello/&lt;br /&gt;
*WWF, &#039;&#039;Laguna di Orbetello&#039;&#039;, wwf.it, https://www.wwf.it/dove-interveniamo/il-nostro-lavoro-in-italia/oasi/laguna-di-orbetello/&lt;br /&gt;
*Bighunter, &#039;&#039;Calzetta&#039;&#039;, bighunter.net, https://www.bighunter.net/shop/dettaglioArticolo.seam?codiceArticolo=13.316&lt;br /&gt;
*Uccelli da proteggere, &#039;&#039;Le specie protette&#039;&#039;, uccellidaproteggere.it, http://www.uccellidaproteggere.it/Le-specie/Gli-uccelli-in-Italia/Le-specie-protette&lt;br /&gt;
*Ambito Territoriale di Caccia 7 di Grosseto sud, &#039;&#039;Disciplinare Laguna 2019&#039;&#039;, atc7grsud.it, 2019, https://www.atc7grsud.it/Download/Normative/Atc/zpc/2019/DisciplinareLaguna2019.pdf&lt;br /&gt;
*WWF, &#039;&#039;Orbetello: arrivano gli ibis eremita&#039;&#039;, wwf.it, https://www.wwf.it/pandanews/ambiente/orbetello-arrivano-gli-ibis-eremita/&lt;br /&gt;
*A.T.C. Vomano, &#039;&#039;Caccia da appostamento temporaneo&#039;&#039;, atcvomano.it, https://www.atcvomano.it/caccia/da_appostamento/temporaneo&lt;br /&gt;
*Caccia Passione, &#039;&#039;Anatre &amp;amp; Stampi: Utilizzo degli stampi nella caccia alle anatre&#039;&#039;, cacciapassione.com, https://www.cacciapassione.com/anatre-a-stampi-utilizzo-degli-stampi-nella-caccia-alle-anatre/&lt;br /&gt;
*Nautica Report, &#039;&#039;Turismo e Ormeggi. Monte Argentario&#039;&#039;, nauticareport.it, https://www.nauticareport.it/dettnews/turismo_e_ormeggi/monte_argentario_gr-18-5627/&lt;br /&gt;
*Terra di Maremma, &#039;&#039;Folaga&#039;&#039;, terradimaremma.com, http://www.terradimaremma.com/folaga.html&lt;br /&gt;
*Corriere della Sera, &#039;&#039;Orbetello: il resort dei fenicotteri&#039;&#039;, corriere.it, https://www.corriere.it/cronache/19_agosto_26/orbetello-resort-fenicotteri-e195380e-c839-11e9-8c03-de8d8a3c7a87.shtml&lt;br /&gt;
*ViVi &#039;&#039;green&#039;&#039;, &#039;&#039;Laguna di Orbetello: oasi del WWF&#039;&#039;, vivigreen.eu, https://www.vivigreen.eu/blog/laguna-di-orbetello-oasi-del-wwf/&lt;br /&gt;
*Stamperia Baldan Stefano, &#039;&#039;Quadri e lavorazioni artistiche in legno e sughero&#039;&#039;, Campolongo Maggiore, stamperiabaldan.it, http://www.stamperiabaldan.it/prodotti-articoli-stampi.asp&lt;br /&gt;
*all4shooters, &#039;&#039;Canapiglia&#039;&#039;, all4shooters.com, https://www.all4shooters.com/it/caccia/specie-cacciabili/scheda-selvaggina-specie-cacciabili-canapiglia/&lt;br /&gt;
*all4shooters, &#039;&#039;La messa al bando entra in azione. Niente più pallini di piombo nelle zone umide a partire dal 15 febbraio 2023&#039;&#039;, all4shooters.com, https://www.all4shooters.com/it/caccia/munizioni/divieteo-dei-pallini-in-piombo-da-febbraio-2023/&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Dariobesseghini</name></author>
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		<id>https://unipedia.fileli.unipi.it/index.php?title=Carnevale_di_Putignano&amp;diff=7</id>
		<title>Carnevale di Putignano</title>
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		<updated>2024-10-24T09:49:57Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;Dariobesseghini: Creata pagina con &amp;quot;Il Carnevale di Putignano, cittadina situata a sud della città metropolitana di Bari, è uno dei Carnevali più conosciuti d’Italia e uno dei più antichi d’Europa. Nato nel 1394, ha celebrato nel 2023 la sua 629esima edizione.   Il Carnevale inizia il 26 dicembre, giorno dedicato a Santo Stefano, patrono del paese, e al rito delle Propaggini, e si conclude il Martedì Grasso, giorno che precede l’inizio della Quaresima: questo lo rende uno dei Carnevali di maggio...&amp;quot;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Il Carnevale di Putignano, cittadina situata a sud della città metropolitana di Bari, è uno dei Carnevali più conosciuti d’Italia e uno dei più antichi d’Europa. Nato nel 1394, ha celebrato nel 2023 la sua 629esima edizione. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Carnevale inizia il 26 dicembre, giorno dedicato a Santo Stefano, patrono del paese, e al rito delle Propaggini, e si conclude il Martedì Grasso, giorno che precede l’inizio della Quaresima: questo lo rende uno dei Carnevali di maggior lunghezza d&#039;Europa. Durante questo arco di tempo si tengono numerosi festeggiamenti; i più noti sono le sfilate dei carri di cartapesta. La maschera ufficiale è Farinella.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Carro vincitore.jpg|miniatura|Carro vincitore dell&#039;edizione del 2019, realizzato dal maestro Deni Bianco]]&lt;br /&gt;
==Storia==&lt;br /&gt;
Il Carnevale di Putignano inizia il 26 dicembre: questo lo differenzia dagli altri Carnevali italiani che tradizionalmente spesso cominciano il 17 gennaio, giorno di grande importanza per la società contadina poiché dedicato a Sant’Antonio, protettore degli animali. La macellazione degli animali era, in un’ottica religiosa, una liberazione dal male data la loro associazione simbolica con il demonio e con il peccato, mentre, in un’ottica contadina, era una necessità poiché fonte di carne abbondante e grassa. Queste macellazioni, alla base di tradizioni carnevalesche odierne come cortei e mascherate, portavano già in sé i semi di una interdipendenza tra sacro e profano.&amp;lt;ref&amp;gt;Pietro Sisto, &#039;&#039;I giorni della festa: miti e riti pugliesi tra memoria e realtà&#039;&#039;, p. 20&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
[[File:Gruppi_mascherati.jpg|miniatura|Gruppi mascherati sfilano precedendo i carri allegorici]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Secondo una tradizione locale, il Carnevale di Putignano risale all’anno 1394. Inizialmente, era fatto di riti violenti e gesti molto forti non solo sul piano simbolico-allusivo, ma anche su quello fisico tanto da spingere le autorità competenti a emanare bandi e regolamenti per mettere un freno a violenze di ogni genere compiute da singoli individui o gruppi mascherati; violenze che spesso consistevano nel lancio di oggetti pesanti e pericolosi che variavano a seconda della classe sociale cui appartenevano i protagonisti delle mascherate.  Questo Carnevale, che si rivelava sempre più violento e aggressivo, divenne, a partire dai primi anni del Novecento, più moderno e borghese, impostato sulla realizzazione di grandi carri di cartapesta e con protagonisti non più i contadini, ma la piccola borghesia urbana e gli artigiani. Si ha quindi una istituzionalizzazione del Carnevale di Putignano che perde in parte le sue caratteristiche contadine e arcaiche dal sapore magico e violento.&amp;lt;ref&amp;gt;Pietro Sisto, &#039;&#039;Omaggio ad Armando Genco e alla sua arte di carta tra satira e ironia&#039;&#039;, p.12.&amp;lt;/ref&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A caratterizzare il nuovo Carnevale sono i carri allegorici in cartapesta e i gruppi mascherati che sfilano per le strade principali del paese la sera del Martedì Grasso e durante le tre domeniche precedenti. È piuttosto difficile, però, indicare precisamente la data d’inizio dei corsi mascherati. Alcune testimonianze orali raccontano di piccoli “carri allegorici” costruiti da artigiani e contadini a partire da carri agricoli addobbati con paglia e stracci per celebrare piccoli avvenimenti storici. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1903 il contadino Piero Calisi costruì un treno di legno per celebrare l’arrivo della linea ferroviaria per Locorotondo, paese limitrofo. Nel 1912 una comitiva di maschere scese in strada su un carretto trainato da un asino per celebrare la conquista di Tripoli. Bisognerà aspettare il 1933 per la presenza di ideologie allegoriche e polemiche. Durante quest’anno la città vide sfilare il primo piccolo carro allegorico antiamericano del fabbro Filomeno Pagliarulo. Un bambino vestito in frak e bombetta, simbolo degli USA, sedeva di fianco ad un ragazzo dal volto nero, simbolo dell’emarginazione dei popoli “deboli” rispetto allo strapotere americano. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il regime fascista fu il punto di snodo dello sviluppo del Carnevale, sia perché durante questo periodo si riscontrò una forte industrializzazione del paese, sia perché i cittadini decisero di scendere per strada in “parata”. Lo stesso concetto di parata fu riportato in auge dal Regime che tentava un controllo tematico delle celebrazioni, mirando a trasformare la sfilata in un&#039;occasione di propaganda politica e militare. Il podestà, posto a capo dell’amministrazione comunale, infatti, stanziava annualmente un montepremi e conferiva encomi alle mascherate che esaltavano il Regime. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Durante questo periodo cominciò a prendere piede la lavorazione della cartapesta. Nel 1936 comparve il carro degli artigiani locali Filippo e Marino Pugliese, una struttura in legno sormontata da un elefante in cartapesta, simbolo del duce e della sua forza durante le imprese coloniali. Tutta la struttura era rinforzata da una rete metallica che le permetteva di essere “cavalcata” da sei persone; per la prima volta, era possibile muovere la proboscide dell’elefante mentre alcuni bambini, nascosti nella pancia, lanciavano coriandoli.&amp;lt;ref&amp;gt;Pietro Sisto, &#039;&#039;Omaggio ad Armando Genco e alla sua arte di carta tra satira e ironia&#039;&#039;, pp.8-10.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo carro allegorico vero e proprio, &#039;&#039;Il porco è nostro&#039;&#039;, fu realizzato nel 1938 dai maestri Rocco Faniuolo e Fedele Dalessandro. Il titolo del carro non solo confermava la centralità dell&#039;animale all’interno del fenomeno carnevalesco ma riprendeva͔ tradizionalmente un vecchio detto che esprimeva la più grande soddisfazione per il raggiungimento di un obiettivo: in questo caso i due artisti esultavano per la conquista del potere da parte dei fascisti.&lt;br /&gt;
[[File:Sfilata2.jpg|miniatura|Classificato al 2° posto nell&#039;edizione del 2021]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Durante la Seconda Guerra Mondiale il Carnevale entrò in un periodo di crisi per svilupparsi in modo più ricco e spettacolare a partire dalla seconda metà degli anni Quaranta, parallelamente alla ricrescita economica del Paese. In questo periodo la sfilata diventa il simbolo del Carnevale di Putignano, che entra nella sua fase d’oro. Venne, infatti, introdotta la competizione, in vigore ancora oggi, tra i maestri cartapestai con premi che ammontavano, all’epoca, a 60.000 e 70.000 lire, e tra le maschere di carattere con premi tra le 1000 e le 5000 lire. Da un punto di vista artistico i maestri cartapestai iniziarono ad affinare la tecnica e la cartapesta trionfò come simbolo di questo Carnevale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Negli anni Cinquanta le tecniche subirono un’ulteriore evoluzione. Nella lavorazione cominciò a essere utilizzata anche l’argilla e cambiò il sistema di locomozione dei carri che, non più tirati a mano o da animali, iniziarono ad essere trainati da camion.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con l’arrivo nel 1954 della televisione in Italia, il Carnevale cambia ulteriormente forma: la radio lo pubblicizza, la televisione e il cinema ispirano i suoi nuovi protagonisti in cartapesta sempre più mastodontici e scenografici. Gli artisti prendono, adesso, ispirazione anche dai modelli comunicativi culturali. &amp;lt;ref&amp;gt;Pietro Sisto, &#039;&#039;Omaggio ad Armando Genco e alla sua arte di carta tra satira e ironia&#039;&#039;, pp.14-19.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra i soggetti preferiti ci sono “storie” e personaggi tratti dal mondo della televisione, delle favole e di Walt Disney (Topo Gigio, Pinocchio, gli elfi, i pirati e gli indiani e così via), ma anche dalla vita quotidiana, così come viene proposta dai grandi mezzi di comunicazione di massa. A metà degli anni Cinquanta il Carnevale ha terminato il suo processo di «sprovincializzazione» e svecchiamento e ha ottenuto la fama regionale e nazionale che possiede tuttora.&amp;lt;ref&amp;gt;Pietro Sisto, &#039;&#039;Omaggio ad Armando Genco e alla sua arte di carta tra satira e ironia&#039;&#039;, p.20&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Il rito delle Propaggini==&lt;br /&gt;
La festa delle Propaggini è la manifestazione che dà il via al Carnevale di Putignano. Ogni anno, il 26 dicembre, giorno dedicato a Santo Stefano, una processione porta lungo le vie cittadine le reliquie del martire. Alla fine del corteo il presidente della Fondazione del Carnevale riceve in dono dal sacerdote un cero come richiesta di perdono per tutti i peccati che verranno commessi fino al Mercoledì delle Ceneri.&lt;br /&gt;
[[File:Propaggini.jpg|miniatura|Un gruppo di &amp;quot;propagginanti&amp;quot; si esibisce sul palco il 26 dicembre]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla base della tradizione si trova un episodio verificatosi nel 1394, durante gli attacchi saraceni sulle coste adriatiche della penisola. Con lo scopo di salvarle dai saccheggi, i Cavalieri di Malta decisero di traslare le reliquie di Santo Stefano dalla città costiera di Monopoli alla chiesa di Santa Maria la Greca a Putignano, il 26 dicembre. Così, al passaggio del corteo religioso i contadini di Putignano, impegnati nella propagginazione della vite, abbandonarono i campi festeggiando, brindando, innalzando canti in dialetto e versi satirici, facendo così nascere la festa delle Propaggini.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa festa tra Ottocento e Novecento ha subito notevoli trasformazioni, sia per quanto riguarda il suo significato più profondo e autentico, sia per quanto riguarda gli stessi protagonisti. Fino alla metà del XIX secolo, il rito consisteva nella messa in scena, nel paese, delle principali attività dei campi, prima fra tutte la zappatura, effettuando dunque una rappresentazione urbana di una realtà contadina rovesciata che poteva avere la sua rivalsa su quella urbana e operaia. Questa tradizione fu soppressa nel 1826 dalle autorità locali poiché il corteo provocava ingenti danni alle strade e alle abitazioni. Successivamente però il rito fu riscoperto e modificato in chiave teatrale: le vanghe, i picconi e le zappe si trasformarono in “oggetti di scena” di legno e la violenza fisica contadina fu sostituita dall’invettiva verbale e dai lamenti satirici.&amp;lt;ref&amp;gt;Pietro Sisto, &#039;&#039;L&#039;ultima festa: storia e metamorfosi del Carnevale in Puglia&#039;&#039;, pp. 18-20.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il cuore della festa è una sfida poetica in dialetto. A partire dalle tre del pomeriggio, gruppi di attori dialettali, i cosiddetti “propagginanti”, in abiti da contadini e arnesi da lavoro, si alternano su un palco e ripercorrono gli eventi dell’anno appena trascorso recitando i famosi &#039;&#039;cippon&#039;&#039;, versi satirici in rima contro politici e personaggi noti della città. Si tratta di un rito purificatorio della comunità che, “mettendo in piazza” i misfatti della vita cittadina, attraverso la satira ne denuncia gli aspetti negativi per propiziare un futuro migliore. Alla fine della serata, una giuria proclama il gruppo vincitore: i criteri di valutazione sono padronanza del dialetto, rispetto della tradizione, efficacia dei testi, recitazione ed esecuzione musicale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Farinella.jpg|miniatura|Farinella, la maschera ufficiale del Carnevale di Putignano]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Farinella==&lt;br /&gt;
Anche il Carnevale di Putignano si caratterizza per la logica del ribaltamento dei ruoli e per l’affermazione rituale del caos e la maschera ne è un elemento particolarmente adatto perché porta con sé ciò che l’uomo non è, ciò che vorrebbe diventare o che è destinato a diventare e dal quale vuole fuggire. Rovesciando dunque la sua condizione normale, la maschera lo pone davanti alla sua alterità, ad altro mondo nel quale può fuggire temporaneamente. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La maschera simbolo di Putignano e del suo Carnevale, disegnata dal grafico Mimmo Castellano nel 1953, è Farinella: un giullare vestito con un abito arlecchinesco, pantaloncini blu e rossi, colori della città, cappello e scarpe a punta alle quali è appeso un sonaglio. Viene rappresentata nell’atto di saltare con le mani in alto e con il pollice e l’indice uniti come se li stesse per schioccare. Il suo nome deriva dalla Farinella, l’alimento tipico della città, una polvere fine di ceci e orzo essiccati: un cibo povero consumato dai contadini con acqua, vino o olio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa maschera si lega ad una leggenda secondo la quale un contadino e fornaio avrebbe salvato la città dai saraceni nel XIV secolo spaventandoli, avendo inscenato un’epidemia di peste. Egli aveva infatti convinto alcuni cittadini a cospargersi il corpo di una polvere bagnata fingendo fossero escrescenze della malattia ed altri a vestirsi con le divise dei trasportatori di malati con cappelli e scarpe a punta adornate da sonagli, da cui prende ispirazione Mimmo Castellano per disegnare Farinella.&amp;lt;ref&amp;gt;Pietro Sisto, &#039;&#039;L&#039;ultima festa: storia e metamorfosi del Carnevale in Puglia&#039;&#039;, pp. 39,40.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Tradizioni==&lt;br /&gt;
[[File:Festa dell&#039;orso.jpg|miniatura|Orso di cartapesta che sfila per le strade del centro storico di Putignano]]&lt;br /&gt;
===La Festa dell&#039;Orso===&lt;br /&gt;
La Festa dell’Orso, che si celebra il 2 febbraio, è strettamente collegata al calendario religioso. Il 2 febbraio è infatti il giorno della presentazione di Gesù al tempio e della Purificazione della Vergine, conosciuto anche come Candelora, la festa che celebra la Madonna con la benedizione dei ceri. Tale festività cristiana, nel territorio della Murgia, prende anche il nome di “Festa dell’Orso”. Nell&#039;entroterra pugliese era in effetti presente fino all&#039;età moderna l’orso bruno marsicano, che qui trovava copertura boschiva e incavi rocciosi dove poter andare in letargo. Secondo la tradizione, il comportamento dell’orso nella fase di letargo decretava o meno la fine dell’inverno: infatti se il 2 febbraio, sfruttando la bella giornata di sole, lo stesso veniva fuori dalla sua tana rifacendosi il pagliaio, ossia il giaciglio caldo, l’inverno durava almeno altri 40 giorni, se viceversa la giornata era piovosa o addirittura con la neve, l’orso, dovendo rimanere nella tana, sanciva la fine dell’inverno. &amp;lt;ref&amp;gt;Pietro Sisto, &#039;&#039;I giorni della festa: miti e riti pugliesi tra memoria e realtà&#039;&#039;, p. 29,30&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’orso nell’immaginario collettivo assume una connotazione semantica ambivalente: può essere buono e al tempo stesso cattivo e, secondo la tradizione locale, gli si attribuisce il potere magico di prevedere il tempo meteorologico e quindi le sorti della nuova annata. Sulla base di queste interpretazioni nasce, negli anni Novanta del Novecento, la “Festa dell’Orso”, una rappresentazione lirico-teatrale messa in scena, nei vicoli del centro storico, dalla Compagnia Teatrale locale Hybris, in cui circa cinquanta figuranti, danzatori e musicisti interagiscono con due imponenti orsi in cartapesta rappresentando la caccia all’orso, la cattura, il processo per le sue malefatte, la condanna a morte per concludersi, poi, con l’oracolo meteorologico.&amp;lt;ref&amp;gt; https://centrostoricoputignano.it/il-carnevale/i-riti/la-festa-dell-orso.html &amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===U ndond&#039;r===&lt;br /&gt;
Testimonianze risalenti al XIX secolo raccontano di piccoli cortei mascherati che salutavano il Carnevale nella speranza di una Quaresima proficua. Questi cortei, la cui origine risale probabilmente alla nascita stessa del Carnevale putignanese, erano chiamati &amp;quot;U ndond&#039;r&amp;quot;, termine dialettale che significa &amp;quot;camminare dondolando&amp;quot;. Fino all&#039;inizio del Novecento, alla fine della sfilata del Martedì Grasso, tutti i cittadini del paese, di qualsiasi ceto e ordine sociale, uscivano di casa per partecipare a questo ultimo corteo capeggiato dal sindaco della città. Ogni cittadino portava con sé uno strumento musicale o un utensile domestico (coperchi, cucchiai, matterelli, mortaio, acciarini) con lo scopo di produrre rumore. L’U ndond’r putignanese fu soppresso dalle autorità a partire dal 1954 poiché, come le Propaggini, produceva disordini e danni per tutta la città; è stato ripristinato, intorno ai primi anni 2000, come U ndond’r dei bambini.&amp;lt;ref&amp;gt; https://centrostoricoputignano.it/il-carnevale/i-riti/u-ndond-r.html &amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===I Giovedì del Carnevale===&lt;br /&gt;
I Giovedì di Carnevale sono uno degli elementi più caratteristici e peculiari del Carnevale di Putignano. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, il quarto giorno della settimana diventava per la comunità di Putignano un espediente per celebrare sé stessa. Ogni giovedì era ed è dedicato alle invettive verso membri di diversi gruppi sociali: monsignori, preti, monache, cattivi (vedovi e vedove), pazzi, donne sposate e cornuti.  [[File:Giovedì dei cornuti.jpg|miniatura|L&#039;&amp;quot;Accademia delle Corna&amp;quot; in corteo la mattina del giovedì dei cornuti]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La tradizione è però mutata nel tempo. Durante il Novecento, infatti, i cittadini mascherati si incontravano negli &#039;&#039;iusi&#039;&#039;, i sottani del centro storico, per banchettare ironizzando sulla categoria sociale protagonista di quel giovedì, di solito poco soggetta ai divertimenti e allo svago. Dopo il dileggio si iniziava a danzare: a ogni partecipante veniva data una coccarda colorata e successivamente a ritmo di musica venivano chiamati uno a uno i diversi colori così uomini e donne possessori della coccarda dello stesso colore potevano danzare insieme. Oggi, per motivi di sicurezza, non è più possibile accedere ai sottani, diventati cantine del centro storico, ma i Giovedì continuano ad essere celebrati grazie agli artigiani e ai negozianti che addobbano i loro locali invitando i cittadini a ballare.&amp;lt;ref&amp;gt;Pietro Sisto, &#039;&#039;I giorni della festa. Miti e riti pugliesi tra memoria e realtà&#039;&#039;, pp. 43-45&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una delle nuove tradizioni più sentite dalla comunità è la creazione dell&#039;Accademia delle Corna, un&#039;istituzione satirica fondata da uomini sposati (definiti ironicamente i cornuti) che anima il paese nel Giovedì dei Cornuti. Fin dalla prime luci del giorno una comitiva di uomini, i membri dell&#039;“Accademia&amp;quot;, vestiti con lunghi mantelli neri, sciarpe rosse e cilindri con lunghe corna di bue in cartapesta, si riuniscono nel &#039;&#039;cornéo&#039;&#039;, il loro corteo cittadino, capeggiato da una grande effigie di un bue, anch&#039;esso in cartapesta e accompagnato da lamenti, nenie, canti dalle note dolorose, cori e schiamazzi. Lo scopo è quello di raggiungere &amp;quot;Il Gran Cornuto&amp;quot; o &amp;quot;Cornuto dell&#039;Anno&amp;quot;, portarlo, a sua insaputa, nella chiesa sconsacrata di Santo Stefano e lì &amp;quot;incoronarlo&amp;quot; tra note di pizzica e tarantella. Il titolo di &amp;quot;Gran Cornuto&amp;quot; si riferisce a un personaggio locale, di qualsiasi grado, particolarmente furbo, ironico e con spiccate qualità nel suo lavoro. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A partire dal 2012, oltre a personaggi della comunità locale, il titolo è stato conferito a personaggi noti nazionalmente come Vittorio Sgarbi, la comica Luciana Littizzetto e il sindaco di Bari Antonio Decaro. Ovviamente in questo caso l&#039;incoronazione è avvenuta a distanza. L&#039;onorificenza si carica di una forte valenza folcloristica in quanto riprende il detto putignanese secondo cui un cornuto è colui che furbamente riesce ad avere successo in ogni ambito.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Durante la serata, nella piazza principale inizia il rito del &amp;quot;Taglio delle Corna&amp;quot;: il corteo giunto festante a destinazione monta un piccolo palco sul quale vengono invitati a turno tutti i cittadini e il rito si conclude con il metaforico taglio del palco corneo, una sorta di rito di purificazione.&amp;lt;ref&amp;gt; https://centrostoricoputignano.it/il-carnevale/i-riti/i-giovedi.html   &amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Il Funerale del Carnevale e la Campana dei Maccheroni===&lt;br /&gt;
[[File:Funerale del carnevale.jpg|miniatura|Il Funerale del Carnevale]]&lt;br /&gt;
Il Funerale e l’estrema unzione sono la conclusione del Carnevale di Putignano. Dopo l’ultima sfilata di carri allegorici, programmata il Martedì Grasso in orario serale, le strade del centro storico vengono percorse da un corteo capeggiato da una maschera di carattere, la Vedova, una donna che in abiti neri saluta il marito destinato a &amp;quot;morire&amp;quot; e denuncia le malefatte della comunità pronta ora al pentimento della Quaresima. Il corteo è aperto dal caro estinto, un maiale in cartapesta incoronato, disposto su un asse di legno, circondato da fiaschi e piatti. La scultura evidenzia dunque l&#039;iconografia classica del Carnevale/maiale simbolo di eccessi, della baldoria, del peccato, dell&#039;inganno e della gola. &amp;lt;ref&amp;gt; https://centrostoricoputignano.it/il-carnevale/i-riti/estrema-unzione.html &amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla fine del corteo la scultura viene portata in piazza e fatta bruciare. La cenere prodotta, una volta raccolta, viene lanciata sulla gente come avvertimento per l&#039;arrivo della Quaresima e del Mercoledì delle Ceneri. Il sacrificio viene scandito da 365 rintocchi di campana che per un&#039;ora risuonano per tutta la città. Anche questi rintocchi diventano ricordi di antiche tradizioni. Fino a metà dell&#039;Ottocento infatti, un&#039;ora prima della mezzanotte, la campana della chiesa del paese suonava 365 volte, una per ogni giorno dell&#039;anno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oggi la vecchia campana non esiste più, ma ogni anno una campana di cartapesta viene montata in piazza e inneggiata dai cittadini che salutano il Carnevale appena morto e si preparano al periodo di penitenza mangiando maccheroni; da questa tradizione prende il nome la Campana dei Maccheroni. &amp;lt;ref&amp;gt; https://centrostoricoputignano.it/il-carnevale/i-riti/funerale-del-carnevale.html &amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Note==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
* Pietro Sisto, &#039;&#039;L&#039; ultima festa: storia e metamorfosi del carnevale in Puglia&#039;&#039;, Bari, Progedit, 2008.&lt;br /&gt;
* Pietro Sisto, &#039;&#039;Dalle Propaggini alla Campana dei Maccheroni: il Carnevale di Putignano tra «letteratura», storia e folklore&#039;&#039;, Putignano (BA), Vito Radio, 1993.&lt;br /&gt;
* Pietro Sisto e Nicola Genco (a cura di), &#039;&#039;Omaggio ad Armando Genco e alla sua arte di carta tra satira e ironia&#039;&#039;, 2013.&lt;br /&gt;
* Pietro Sisto, &#039;&#039;I giorni della festa. Miti e riti pugliesi tra memoria e realtà&#039;&#039;, Bari, Progedit, 2012.&lt;br /&gt;
* https://centrostoricoputignano.it/&lt;br /&gt;
* https://www.carnevalediputignano.it/home/il-carnevale/la-storia/&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>Dariobesseghini</name></author>
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