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	<title>Unipedia - Contributi dell&#039;utente [it]</title>
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	<updated>2026-05-13T21:04:51Z</updated>
	<subtitle>Contributi dell&amp;#039;utente</subtitle>
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		<id>https://unipedia.fileli.unipi.it/index.php?title=Louis_Wain&amp;diff=5428</id>
		<title>Louis Wain</title>
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		<updated>2024-03-04T14:17:28Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;131.114.63.2: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Louis Wain (Londra, 5 agosto 1860 - St Albans, 4 luglio 1939) è stato un artista operante in Inghilterra tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.&lt;br /&gt;
La sua fama deriva principalmente dai protagonisti delle sue rappresentazioni: i gatti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Biografia==&lt;br /&gt;
Louis Wain nasce a Clerkenwell, nei pressi di Londra, il 5 agosto 1860. È il primogenito, ma viene ben presto seguito da cinque sorelle. Una sua peculiare caratteristica è il labbro leporino, che in epoca vittoriana viene ritenuto un difetto di cui vergognarsi e per cui nascondersi: a causa di questa menomazione l’artista sarà costretto dai genitori a non frequentare alcun tipo di scuola fino ai 10 anni. In seguito nasconderà questa particolarità sotto dei lunghi e folti baffi. Da bambino, ma anche in età adulta, Wain è soggetto a un continuo stato ansioso, al punto da avere ricorrenti incubi, che lui stesso chiamerà dopo “visioni di straordinaria complessità”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sua formazione avviene alla &#039;&#039;Orchard Street Boys and Infant School&#039;&#039;, South Hackney. Si tratta perlopiù di un’istruzione incostante, dovuta al fatto che Wain preferisce passeggiare per la natura e visitare posti nuovi anziché andare a seguire le lezioni. Durante la sua adolescenza si interessa alla pittura, alla musica e alla chimica, ma non riesce a scegliere un settore ben preciso in cui lavorare. A 17 anni decide di intraprendere il percorso musicale, in cui però non ha successo. In seguito intraprende la via artistica e studia per tre anni alla &#039;&#039;West London School of Art&#039;&#039;, entrando a far parte dello staff. Grazie a questa esperienza riesce a produrre una serie di lavori da mostrare agli editori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1880 suo padre muore e Wain, all’età di vent’anni, diventa capofamiglia e deve provvedere economicamente sia alla madre che alle sorelle. È in questo periodo che conosce Sir William Ingram, una presenza molto importante per lui a livello lavorativo. Con lui entra a far parte dell’&#039;&#039;Illustrated London News&#039;&#039;, dove pubblica resoconti di spettacoli di animali, a cui partecipava personalmente prendendo appunti e disegnando i vincitori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nello stesso periodo nella sua famiglia viene assunta una governante per le sorelle più piccole, Emily Richardson, che ha 10 anni in più rispetto a Wain. Tuttavia lui se ne innamora, nonostante ai tempi fosse uno scandalo che un uomo appartenente ad un’elevata classe sociale intrattenesse una relazione amorosa con una governante. Wain decide di sposare Emily e di convivere insieme a lei in un’altra abitazione, continuando a sostentare la madre e le sorelle a distanza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La convivenza procede in modo regolare e sereno, finché Emily non si ammala di un incurabile cancro al seno, che, dopo 3 anni di matrimonio, nel 1887, la porta alla morte. Durante la malattia la coppia adotta un gatto randagio bianco e nero, a cui viene dato il nome di Peter. Sarà proprio lui il primo gatto disegnato da Wain, il quale inizialmente lo ritrae in pose differenti per distrarre e far divertire Emily, alleggerendo così il clima sofferente che stava emergendo in casa. In seguito, Emily si rende conto della bravura di Louis, al punto da esortarlo a vendere tutti quei disegni. Convinto dalle parole di Emily, l’artista decide di incontrare i suoi editori per proporre le raffigurazioni di Peter, ma la risposta che riceve all’inizio non è positiva: gli editori si domandano, infatti, quale pubblico vorrebbe banalmente vedere l’illustrazione di un gatto su un giornale.&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Accatino, &#039;&#039;Outsiders&#039;&#039;, p. 94.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La svolta arriva quando Sir William Ingram dà il suo consenso, pubblicando un paio dei suoi disegni. Da quel momento in poi Louis Wain riscuote molto successo e diventa un noto personaggio pubblico. Le sue opere vengono diffuse in molti modi diversi: copertine di libri, poster, ma soprattutto cartoline. Tra il 1900 e il 1915 la cartolina viene infatti spesso utilizzata come mezzo di comunicazione. Ciò rappresenta sia un successo che un fallimento per l’artista: le sue immagini vengono pubblicate da tantissimi editori, ma gli fanno guadagnare solo fama e gratitudine perché Wain, essendo un uomo dalle scarse abilità finanziarie, non applica alcun diritto d’autore alle sue opere e di conseguenza ha problemi economici e finisce per indebitarsi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inizia, perciò, un periodo tormentato sia dalla poca disponibilità di soldi che dalla scomparsa della moglie Emily. Nonostante la negatività di questo periodo, Wain continua la sua produzione di disegni. La sua reputazione gli permette di partecipare a eventi sociali e di diventare presidente del &#039;&#039;National Cat Club&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1907, per via dell’accumulo dei debiti, decide di trasferirsi in America. Qui disegna fumetti per i quotidiani del gruppo Hearst fino al 1910. In quell’anno viene a mancare sua madre, ragione per la quale decide di ritornare a casa. Tuttavia, il soggiorno negli Stati Uniti non aveva migliorato la sua situazione economica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quattro anni dopo, Wain è vittima di una caduta da un omnibus, che gli provoca uno stato di incoscienza per due settimane e lo costringe a letto al &#039;&#039;St Bartholomew’s Hospital&#039;&#039;. Nel 1915 muore la sorella Caroline per influenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La salute mentale dell’artista comincia a frantumarsi: nel 1924, per via dei suoi atteggiamenti violenti nei confronti delle sorelle, viene certificato pazzo e viene trasferito a Tooting nello Springfield Hospital. Qui continua la sua passione per il disegno, lontano dalle responsabilità che aveva prima. Dopo un anno, un libraio di nome Dan Rider, che visitava spesso i manicomi, scopre che l’artista è ancora vivo e decide di raccogliere fondi per spostarlo in un ambiente più accogliente. Così, Louis Wain viene messo nel Bethlem Royal Hospital.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1930 viene nuovamente trasferito dal Bethlem Royal Hospital al Napsbury Hospital. Le sorelle continuano a fargli visita e a confortarlo e riescono a mantenersi grazie alla pittura.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel novembre del 1936 un ictus colpisce Wain alla parola e alla parte destra del corpo, ma in poco tempo l’artista riesce di nuovo a scrivere con entrambe le mani. Tre anni dopo, il 4 luglio 1939, muore a causa di un’insufficienza renale e di arteriosclerosi. Il suo corpo è stato sepolto insieme a suo padre e a due delle sue sorelle nel cimitero cattolico romano di St Mary, Kensal Green.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Caratteristiche delle opere==&lt;br /&gt;
Le opere di Wain hanno come principale soggetto gli animali, in particolare i gatti. Inizialmente si tratta di gatti veri e propri come Peter, ma pian piano l’artista inizia ad antropomorfizzarli, rendendoli sempre più umani. Presenta quindi gatti immersi in attività tipicamente umane, che variano dal giocare a cricket, a tennis, a golf o addirittura a biliardo al rivestire il ruolo di sindaco, giudice o insegnante. I gatti in questione hanno dei volti pieni di espressività, camminano sulle zampe posteriori e hanno un movimento del corpo molto lontano da quello autentico di un felino. Indossano dei vestiti eleganti, a volte sportivi e in ognuno di loro è presente una personalità riconoscibile come se si trattasse di persone vere e proprie. Wain li rappresenta spesso con vena comica nelle situazioni della vita quotidiana, per esempio nelle discussioni tra coppie o durante i giochi da tavolo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con l’avvento della malattia cambia il modo di rappresentare i gatti. Infatti, nel periodo passato all’interno dei manicomi, Louis Wain sviluppa una nuova tipologia di disegni ispirati ai motivi delle pareti degli edifici in cui si trova. Il risultato è, dunque, una serie di gatti “psichedelici” carichi di colori brillanti, che messi insieme danno l’effetto di un’allucinazione. Negli ultimi anni della sua vita continuerà a disegnarli, ma sempre in modo astratto e confuso, al punto da farli scomparire nei colori.&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Accatino, &#039;&#039;Outsiders&#039;&#039;, p. 95.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, &#039;&#039;Louis Wain’s Cats&#039;&#039;, pp. 20-21.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:The Barrister.jpg|riquadrato|centro|&#039;&#039;The Barrister&#039;&#039;: Un gatto nelle vesti di un avvocato&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.wikiart.org/en/louis-wain/the-barrister&amp;lt;/ref&amp;gt;]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:The naughty puss.png|riquadrato|centro|&#039;&#039;The Naughty Puss&#039;&#039;: Un alunno cattivo viene punito dall’insegnante&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.arthistoryproject.com/artists/louis-wain/the-naughty-puss/&amp;lt;/ref&amp;gt;]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:A Cat Standing on Its Hind Legs (1).png|riquadrato|centro|&#039;&#039;A Cat Standing on Its Hind Legs&#039;&#039;: Un gatto astratto in piedi sulle zampe posteriori contornato da motivi floreali vivaci&amp;lt;ref&amp;gt;https://wellcomecollection.org/works/adxyyuqw&amp;lt;/ref&amp;gt;]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, &#039;&#039;Louis Wain’s Cats&#039;&#039;, p. 58.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Tecnica e natura==&lt;br /&gt;
Per disegnare, Louis Wain prende ispirazione dalla natura e si circonda di animali sia suoi che di altre persone. Per lui è molto importante saper donare ai gatti l&#039;espressività emotiva e considera efficace l&#039;uso della natura nell&#039;acquisizione di impressioni da abbozzare nei disegni.&lt;br /&gt;
Inoltre, reputa fondamentale disegnare i gatti a partire dalle orecchie, perché in questo modo riesce ad ottenere armonia nelle proporzioni. Predilige il tavolo da disegno piatto, perché se usa il cavalletto lavora con una tecnica più libera ma meno accurata. Se da un lato maneggia facilmente la matita 6B, dall&#039;altro si trova in difficoltà quando si tratta del gesso rosso veneziano, poiché riconosce che un minimo errore potrebbe costare l&#039;intera rappresentazione. Un metodo efficace per dare vita ai soggetti delle raffigurazioni è, secondo lui, fare immediatamente degli schizzi quando l&#039;impressione che si ha in testa è fresca. Infine, data la continua irrequietezza dei gatti, caratteristica che li rende inadatti a posare come modelli, l&#039;artista crede che sia utile usare un modello di gatto di porcellana per imparare a disegnarli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, &#039;&#039;Louis Wain’s Cats&#039;&#039;, p. 72.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Curiosità==&lt;br /&gt;
===Abilità insolite===&lt;br /&gt;
Una caratteristica singolare di Louis Wain era la sua capacità di disegnare con entrambe le mani, anche contemporaneamente. Inoltre riusciva a scrivere in modo speculare, ovvero disponendo le lettere come se si potessero leggere riflesse sullo specchio. Scriveva con la mano sinistra, come si può testimoniare da una foto che lo ritrae mentre accarezza un gatto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Louis Wain at his drawing table 1890 (1).png|riquadrato|centro|Louis Wain al tavolo da disegno con un gatto&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.mentalfloss.com/posts/louis-wain-artist-facts&amp;lt;/ref&amp;gt;]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Attrazione per il pugilato===&lt;br /&gt;
Nonostante la sua timidezza, una delle sue grandi passioni era il pugilato. Era un forte sostenitore del pugile William ‘Bendigo’ Thompson, al punto da chiamare la sua casa &#039;&#039;Bendigo Lodge&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, &#039;&#039;Louis Wain’s Cats&#039;&#039;, p. 17.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===L’importanza dell’elettricità===&lt;br /&gt;
Wain aveva una grande considerazione dell’elettricità e pensava che quest’ultima fosse racchiusa nel manto dei gatti. L’idea emerge, in particolar modo, nell’opera intitolata &#039;&#039;The fire of mind agitates the atmosphere&#039;&#039;. Da tale convinzione deriva una sua teoria sui gatti, secondo la quale questi ultimi hanno la tendenza a viaggiare verso nord, comportandosi come un magnete.&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, &#039;&#039;Louis Wain’s Cats&#039;&#039;, p. 50.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:The fire of mind agitates the atmosphere (2).png|riquadrato|centro|&#039;&#039;The fire of mind agitates the atmosphere&#039;&#039;: L&#039;elettricità nel manto di due gatti&amp;lt;ref&amp;gt;https://kultura.art/artworks/11862/the-fire-of-the-mind&amp;lt;/ref&amp;gt;]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La dedica dello scrittore H. G. Wells===&lt;br /&gt;
Nel 1925 il celebre scrittore H. G. Wells dedica delle parole significative all’artista: &amp;quot;&#039;&#039;Louis Wain invented a cat style, a cat society, a whole cat world. English cats that do not look and live like Louis Wain cats are ashamed of themselves.&#039;&#039;&amp;quot;, ovvero &amp;quot;&#039;&#039;Louis Wain ha inventato uno stile felino, una società felina, un intero mondo felino. I gatti inglesi che non assomigliano e non vivono come i gatti Louis Wain si vergognano di se stessi&#039;&#039;&amp;quot;. Questo pensiero esprime la gratitudine nei confronti di Wain per essere riuscito a inventare un nuovo mondo di gatti e a dargli una dignità.&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, &#039;&#039;Louis Wain’s Cats&#039;&#039;, p. 57.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===L’aspetto psichiatrico===&lt;br /&gt;
Oltre che in ambito artistico, Louis Wain è conosciuto anche in ambito psichiatrico per via delle sue intricate condizioni psicologiche. Oggi non è stata ancora identificata con certezza la causa del suo deterioramento mentale: ciò è dovuto allo scarso interesse per la psicologia nel Novecento, che faceva attribuire l’aggettivo “pazzo” a chiunque manifestasse comportamenti irragionevoli e insoliti, a discapito di una corretta diagnosi. La teoria più accreditata verte sulla schizofrenia, che in qualche modo può essere considerata il risultato della “personalità schizoide” dell’artista rilevata dal dottor David Davies nel 1966.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Gatti in ceramica===&lt;br /&gt;
Wain si dedicò, infine, anche alla ceramica, realizzando una serie di gatti in stile futurista in tante versioni colorate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Note==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
* Alfredo Accatino, &#039;&#039;Outsiders&#039;&#039;, Firenze, Giunti Editore, 2017&lt;br /&gt;
* Chris Beetles, &#039;&#039;Louis Wain’s Cats&#039;&#039;, Edinburgh, Canongate Books, 2021&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>131.114.63.2</name></author>
	</entry>
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		<id>https://unipedia.fileli.unipi.it/index.php?title=Louis_Wain&amp;diff=5427</id>
		<title>Louis Wain</title>
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		<updated>2024-03-04T14:14:52Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;131.114.63.2: /* Abilità insolite */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Louis Wain (Londra, 5 agosto 1860 - St Albans, 4 luglio 1939) è stato un artista operante in Inghilterra tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.&lt;br /&gt;
La sua fama deriva principalmente dai protagonisti delle sue rappresentazioni: i gatti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Biografia==&lt;br /&gt;
Louis Wain nasce a Clerkenwell, nei pressi di Londra, il 5 agosto 1860. È il primogenito, ma viene ben presto seguito da cinque sorelle. Una sua peculiare caratteristica è il labbro leporino, che in epoca vittoriana viene ritenuto un difetto di cui vergognarsi e per cui nascondersi: a causa di questa menomazione l’artista sarà costretto dai genitori a non frequentare alcun tipo di scuola fino ai 10 anni. In seguito nasconderà questa particolarità sotto dei lunghi e folti baffi. Da bambino, ma anche in età adulta, Wain è soggetto a un continuo stato ansioso, al punto da avere ricorrenti incubi, che lui stesso chiamerà dopo “visioni di straordinaria complessità”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sua formazione avviene alla &#039;&#039;Orchard Street Boys and Infant School&#039;&#039;, South Hackney. Si tratta perlopiù di un’istruzione incostante, dovuta al fatto che Wain preferisce passeggiare per la natura e visitare posti nuovi anziché andare a seguire le lezioni. Durante la sua adolescenza si interessa alla pittura, alla musica e alla chimica, ma non riesce a scegliere un settore ben preciso in cui lavorare. A 17 anni decide di intraprendere il percorso musicale, in cui però non ha successo. In seguito intraprende la via artistica e studia per tre anni alla &#039;&#039;West London School of Art&#039;&#039;, entrando a far parte dello staff. Grazie a questa esperienza riesce a produrre una serie di lavori da mostrare agli editori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1880 suo padre muore e Wain, all’età di vent’anni, diventa capofamiglia e deve provvedere economicamente sia alla madre che alle sorelle. È in questo periodo che conosce Sir William Ingram, una presenza molto importante per lui a livello lavorativo. Con lui entra a far parte dell’&#039;&#039;Illustrated London News&#039;&#039;, dove pubblica resoconti di spettacoli di animali, a cui partecipava personalmente prendendo appunti e disegnando i vincitori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nello stesso periodo nella sua famiglia viene assunta una governante per le sorelle più piccole, Emily Richardson, che ha 10 anni in più rispetto a Wain. Tuttavia lui se ne innamora, nonostante ai tempi fosse uno scandalo che un uomo appartenente ad un’elevata classe sociale intrattenesse una relazione amorosa con una governante. Wain decide di sposare Emily e di convivere insieme a lei in un’altra abitazione, continuando a sostentare la madre e le sorelle a distanza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La convivenza procede in modo regolare e sereno, finché Emily non si ammala di un incurabile cancro al seno, che, dopo 3 anni di matrimonio, nel 1887, la porta alla morte. Durante la malattia la coppia adotta un gatto randagio bianco e nero, a cui viene dato il nome di Peter. Sarà proprio lui il primo gatto disegnato da Wain, il quale inizialmente lo ritrae in pose differenti per distrarre e far divertire Emily, alleggerendo così il clima sofferente che stava emergendo in casa. In seguito, Emily si rende conto della bravura di Louis, al punto da esortarlo a vendere tutti quei disegni. Convinto dalle parole di Emily, l’artista decide di incontrare i suoi editori per proporre le raffigurazioni di Peter, ma la risposta che riceve all’inizio non è positiva: gli editori si domandano, infatti, quale pubblico vorrebbe banalmente vedere l’illustrazione di un gatto su un giornale.&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Accatino, &#039;&#039;Outsiders&#039;&#039;, p. 94.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La svolta arriva quando Sir William Ingram dà il suo consenso, pubblicando un paio dei suoi disegni. Da quel momento in poi Louis Wain riscuote molto successo e diventa un noto personaggio pubblico. Le sue opere vengono diffuse in molti modi diversi: copertine di libri, poster, ma soprattutto cartoline. Tra il 1900 e il 1915 la cartolina viene infatti spesso utilizzata come mezzo di comunicazione. Ciò rappresenta sia un successo che un fallimento per l’artista: le sue immagini vengono pubblicate da tantissimi editori, ma gli fanno guadagnare solo fama e gratitudine perché Wain, essendo un uomo dalle scarse abilità finanziarie, non applica alcun diritto d’autore alle sue opere e di conseguenza ha problemi economici e finisce per indebitarsi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inizia, perciò, un periodo tormentato sia dalla poca disponibilità di soldi che dalla scomparsa della moglie Emily. Nonostante la negatività di questo periodo, Wain continua la sua produzione di disegni. La sua reputazione gli permette di partecipare a eventi sociali e di diventare presidente del &#039;&#039;National Cat Club&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1907, per via dell’accumulo dei debiti, decide di trasferirsi in America. Qui disegna fumetti per i quotidiani del gruppo Hearst fino al 1910. In quell’anno viene a mancare sua madre, ragione per la quale decide di ritornare a casa. Tuttavia, il soggiorno negli Stati Uniti non aveva migliorato la sua situazione economica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quattro anni dopo, Wain è vittima di una caduta da un omnibus, che gli provoca uno stato di incoscienza per due settimane e lo costringe a letto al &#039;&#039;St Bartholomew’s Hospital&#039;&#039;. Nel 1915 muore la sorella Caroline per influenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La salute mentale dell’artista comincia a frantumarsi: nel 1924, per via dei suoi atteggiamenti violenti nei confronti delle sorelle, viene certificato pazzo e viene trasferito a Tooting nello Springfield Hospital. Qui continua la sua passione per il disegno, lontano dalle responsabilità che aveva prima. Dopo un anno, un libraio di nome Dan Rider, che visitava spesso i manicomi, scopre che l’artista è ancora vivo e decide di raccogliere fondi per spostarlo in un ambiente più accogliente. Così, Louis Wain viene messo nel Bethlem Royal Hospital.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1930 viene nuovamente trasferito dal Bethlem Royal Hospital al Napsbury Hospital. Le sorelle continuano a fargli visita e a confortarlo e riescono a mantenersi grazie alla pittura.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel novembre del 1936 un ictus colpisce Wain alla parola e alla parte destra del corpo, ma in poco tempo l’artista riesce di nuovo a scrivere con entrambe le mani. Tre anni dopo, il 4 luglio 1939, muore a causa di un’insufficienza renale e di arteriosclerosi. Il suo corpo è stato sepolto insieme a suo padre e a due delle sue sorelle nel cimitero cattolico romano di St Mary, Kensal Green.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Caratteristiche delle opere==&lt;br /&gt;
Le opere di Wain hanno come principale soggetto gli animali, in particolare i gatti. Inizialmente si tratta di gatti veri e propri come Peter, ma pian piano l’artista inizia ad antropomorfizzarli, rendendoli sempre più umani. Presenta quindi gatti immersi in attività tipicamente umane, che variano dal giocare a cricket, a tennis, a golf o addirittura a biliardo al rivestire il ruolo di sindaco, giudice o insegnante. I gatti in questione hanno dei volti pieni di espressività, camminano sulle zampe posteriori e hanno un movimento del corpo molto lontano da quello autentico di un felino. Indossano dei vestiti eleganti, a volte sportivi e in ognuno di loro è presente una personalità riconoscibile come se si trattasse di persone vere e proprie. Wain li rappresenta spesso con vena comica nelle situazioni della vita quotidiana, per esempio nelle discussioni tra coppie o durante i giochi da tavolo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con l’avvento della malattia cambia il modo di rappresentare i gatti. Infatti, nel periodo passato all’interno dei manicomi, Louis Wain sviluppa una nuova tipologia di disegni ispirati ai motivi delle pareti degli edifici in cui si trova. Il risultato è, dunque, una serie di gatti “psichedelici” carichi di colori brillanti, che messi insieme danno l’effetto di un’allucinazione. Negli ultimi anni della sua vita continuerà a disegnarli, ma sempre in modo astratto e confuso, al punto da farli scomparire nei colori.&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Accatino, &#039;&#039;Outsiders&#039;&#039;, p. 95.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, &#039;&#039;Louis Wain’s Cats&#039;&#039;, pp. 20-21.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:The Barrister.jpg|riquadrato|centro|&#039;&#039;The Barrister&#039;&#039;: Un gatto nelle vesti di un avvocato|&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.wikiart.org/en/louis-wain/the-barrister&amp;lt;/ref&amp;gt;]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:The naughty puss.png|riquadrato|centro|&#039;&#039;The Naughty Puss&#039;&#039;: Un alunno cattivo viene punito dall’insegnante| &amp;lt;ref&amp;gt;https://www.arthistoryproject.com/artists/louis-wain/the-naughty-puss/&amp;lt;/ref&amp;gt;]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:A Cat Standing on Its Hind Legs (1).png|riquadrato|centro|&#039;&#039;A Cat Standing on Its Hind Legs&#039;&#039;: Un gatto astratto in piedi sulle zampe posteriori contornato da motivi floreali vivaci|&amp;lt;ref&amp;gt;https://wellcomecollection.org/works/adxyyuqw&amp;lt;/ref&amp;gt;]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, &#039;&#039;Louis Wain’s Cats&#039;&#039;, p. 58.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Tecnica e natura==&lt;br /&gt;
Per disegnare, Louis Wain prende ispirazione dalla natura e si circonda di animali sia suoi che di altre persone. Per lui è molto importante saper donare ai gatti l&#039;espressività emotiva e considera efficace l&#039;uso della natura nell&#039;acquisizione di impressioni da abbozzare nei disegni.&lt;br /&gt;
Inoltre, reputa fondamentale disegnare i gatti a partire dalle orecchie, perché in questo modo riesce ad ottenere armonia nelle proporzioni. Predilige il tavolo da disegno piatto, perché se usa il cavalletto lavora con una tecnica più libera ma meno accurata. Se da un lato maneggia facilmente la matita 6B, dall&#039;altro si trova in difficoltà quando si tratta del gesso rosso veneziano, poiché riconosce che un minimo errore potrebbe costare l&#039;intera rappresentazione. Un metodo efficace per dare vita ai soggetti delle raffigurazioni è, secondo lui, fare immediatamente degli schizzi quando l&#039;impressione che si ha in testa è fresca. Infine, data la continua irrequietezza dei gatti, caratteristica che li rende inadatti a posare come modelli, l&#039;artista crede che sia utile usare un modello di gatto di porcellana per imparare a disegnarli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, &#039;&#039;Louis Wain’s Cats&#039;&#039;, p. 72.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Curiosità==&lt;br /&gt;
===Abilità insolite===&lt;br /&gt;
Una caratteristica singolare di Louis Wain era la sua capacità di disegnare con entrambe le mani, anche contemporaneamente. Inoltre riusciva a scrivere in modo speculare, ovvero disponendo le lettere come se si potessero leggere riflesse sullo specchio. Scriveva con la mano sinistra, come si può testimoniare da una foto che lo ritrae mentre accarezza un gatto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Louis Wain at his drawing table 1890 (1).png|riquadrato|centro|Louis Wain al tavolo da disegno con un gatto|&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.mentalfloss.com/posts/louis-wain-artist-facts&amp;lt;/ref&amp;gt;]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Attrazione per il pugilato===&lt;br /&gt;
Nonostante la sua timidezza, una delle sue grandi passioni era il pugilato. Era un forte sostenitore del pugile William ‘Bendigo’ Thompson, al punto da chiamare la sua casa &#039;&#039;Bendigo Lodge&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, &#039;&#039;Louis Wain’s Cats&#039;&#039;, p. 17.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===L’importanza dell’elettricità===&lt;br /&gt;
Wain aveva una grande considerazione dell’elettricità e pensava che quest’ultima fosse racchiusa nel manto dei gatti. L’idea emerge, in particolar modo, nell’opera intitolata &#039;&#039;The fire of mind agitates the atmosphere&#039;&#039;. Da tale convinzione deriva una sua teoria sui gatti, secondo la quale questi ultimi hanno la tendenza a viaggiare verso nord, comportandosi come un magnete.&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, &#039;&#039;Louis Wain’s Cats&#039;&#039;, p. 50.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:The fire of mind agitates the atmosphere (2).png|riquadrato|centro|&#039;&#039;The fire of mind agitates the atmosphere&#039;&#039;: L&#039;elettricità nel manto di due gatti|&amp;lt;ref&amp;gt;https://kultura.art/artworks/11862/the-fire-of-the-mind&amp;lt;/ref&amp;gt;]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La dedica dello scrittore H. G. Wells===&lt;br /&gt;
Nel 1925 il celebre scrittore H. G. Wells dedica delle parole significative all’artista: &amp;quot;&#039;&#039;Louis Wain invented a cat style, a cat society, a whole cat world. English cats that do not look and live like Louis Wain cats are ashamed of themselves.&#039;&#039;&amp;quot;, ovvero &amp;quot;&#039;&#039;Louis Wain ha inventato uno stile felino, una società felina, un intero mondo felino. I gatti inglesi che non assomigliano e non vivono come i gatti Louis Wain si vergognano di se stessi&#039;&#039;&amp;quot;. Questo pensiero esprime la gratitudine nei confronti di Wain per essere riuscito a inventare un nuovo mondo di gatti e a dargli una dignità.&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, &#039;&#039;Louis Wain’s Cats&#039;&#039;, p. 57.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===L’aspetto psichiatrico===&lt;br /&gt;
Oltre che in ambito artistico, Louis Wain è conosciuto anche in ambito psichiatrico per via delle sue intricate condizioni psicologiche. Oggi non è stata ancora identificata con certezza la causa del suo deterioramento mentale: ciò è dovuto allo scarso interesse per la psicologia nel Novecento, che faceva attribuire l’aggettivo “pazzo” a chiunque manifestasse comportamenti irragionevoli e insoliti, a discapito di una corretta diagnosi. La teoria più accreditata verte sulla schizofrenia, che in qualche modo può essere considerata il risultato della “personalità schizoide” dell’artista rilevata dal dottor David Davies nel 1966.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Gatti in ceramica===&lt;br /&gt;
Wain si dedicò, infine, anche alla ceramica, realizzando una serie di gatti in stile futurista in tante versioni colorate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Note==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
* Alfredo Accatino, &#039;&#039;Outsiders&#039;&#039;, Firenze, Giunti Editore, 2017&lt;br /&gt;
* Chris Beetles, &#039;&#039;Louis Wain’s Cats&#039;&#039;, Edinburgh, Canongate Books, 2021&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>131.114.63.2</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://unipedia.fileli.unipi.it/index.php?title=Louis_Wain&amp;diff=5426</id>
		<title>Louis Wain</title>
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		<updated>2024-03-04T14:11:00Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;131.114.63.2: /* La dedica dello scrittore H. G. Wells */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Louis Wain (Londra, 5 agosto 1860 - St Albans, 4 luglio 1939) è stato un artista operante in Inghilterra tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.&lt;br /&gt;
La sua fama deriva principalmente dai protagonisti delle sue rappresentazioni: i gatti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Biografia==&lt;br /&gt;
Louis Wain nasce a Clerkenwell, nei pressi di Londra, il 5 agosto 1860. È il primogenito, ma viene ben presto seguito da cinque sorelle. Una sua peculiare caratteristica è il labbro leporino, che in epoca vittoriana viene ritenuto un difetto di cui vergognarsi e per cui nascondersi: a causa di questa menomazione l’artista sarà costretto dai genitori a non frequentare alcun tipo di scuola fino ai 10 anni. In seguito nasconderà questa particolarità sotto dei lunghi e folti baffi. Da bambino, ma anche in età adulta, Wain è soggetto a un continuo stato ansioso, al punto da avere ricorrenti incubi, che lui stesso chiamerà dopo “visioni di straordinaria complessità”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sua formazione avviene alla &#039;&#039;Orchard Street Boys and Infant School&#039;&#039;, South Hackney. Si tratta perlopiù di un’istruzione incostante, dovuta al fatto che Wain preferisce passeggiare per la natura e visitare posti nuovi anziché andare a seguire le lezioni. Durante la sua adolescenza si interessa alla pittura, alla musica e alla chimica, ma non riesce a scegliere un settore ben preciso in cui lavorare. A 17 anni decide di intraprendere il percorso musicale, in cui però non ha successo. In seguito intraprende la via artistica e studia per tre anni alla &#039;&#039;West London School of Art&#039;&#039;, entrando a far parte dello staff. Grazie a questa esperienza riesce a produrre una serie di lavori da mostrare agli editori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1880 suo padre muore e Wain, all’età di vent’anni, diventa capofamiglia e deve provvedere economicamente sia alla madre che alle sorelle. È in questo periodo che conosce Sir William Ingram, una presenza molto importante per lui a livello lavorativo. Con lui entra a far parte dell’&#039;&#039;Illustrated London News&#039;&#039;, dove pubblica resoconti di spettacoli di animali, a cui partecipava personalmente prendendo appunti e disegnando i vincitori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nello stesso periodo nella sua famiglia viene assunta una governante per le sorelle più piccole, Emily Richardson, che ha 10 anni in più rispetto a Wain. Tuttavia lui se ne innamora, nonostante ai tempi fosse uno scandalo che un uomo appartenente ad un’elevata classe sociale intrattenesse una relazione amorosa con una governante. Wain decide di sposare Emily e di convivere insieme a lei in un’altra abitazione, continuando a sostentare la madre e le sorelle a distanza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La convivenza procede in modo regolare e sereno, finché Emily non si ammala di un incurabile cancro al seno, che, dopo 3 anni di matrimonio, nel 1887, la porta alla morte. Durante la malattia la coppia adotta un gatto randagio bianco e nero, a cui viene dato il nome di Peter. Sarà proprio lui il primo gatto disegnato da Wain, il quale inizialmente lo ritrae in pose differenti per distrarre e far divertire Emily, alleggerendo così il clima sofferente che stava emergendo in casa. In seguito, Emily si rende conto della bravura di Louis, al punto da esortarlo a vendere tutti quei disegni. Convinto dalle parole di Emily, l’artista decide di incontrare i suoi editori per proporre le raffigurazioni di Peter, ma la risposta che riceve all’inizio non è positiva: gli editori si domandano, infatti, quale pubblico vorrebbe banalmente vedere l’illustrazione di un gatto su un giornale.&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Accatino, &#039;&#039;Outsiders&#039;&#039;, p. 94.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La svolta arriva quando Sir William Ingram dà il suo consenso, pubblicando un paio dei suoi disegni. Da quel momento in poi Louis Wain riscuote molto successo e diventa un noto personaggio pubblico. Le sue opere vengono diffuse in molti modi diversi: copertine di libri, poster, ma soprattutto cartoline. Tra il 1900 e il 1915 la cartolina viene infatti spesso utilizzata come mezzo di comunicazione. Ciò rappresenta sia un successo che un fallimento per l’artista: le sue immagini vengono pubblicate da tantissimi editori, ma gli fanno guadagnare solo fama e gratitudine perché Wain, essendo un uomo dalle scarse abilità finanziarie, non applica alcun diritto d’autore alle sue opere e di conseguenza ha problemi economici e finisce per indebitarsi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inizia, perciò, un periodo tormentato sia dalla poca disponibilità di soldi che dalla scomparsa della moglie Emily. Nonostante la negatività di questo periodo, Wain continua la sua produzione di disegni. La sua reputazione gli permette di partecipare a eventi sociali e di diventare presidente del &#039;&#039;National Cat Club&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1907, per via dell’accumulo dei debiti, decide di trasferirsi in America. Qui disegna fumetti per i quotidiani del gruppo Hearst fino al 1910. In quell’anno viene a mancare sua madre, ragione per la quale decide di ritornare a casa. Tuttavia, il soggiorno negli Stati Uniti non aveva migliorato la sua situazione economica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quattro anni dopo, Wain è vittima di una caduta da un omnibus, che gli provoca uno stato di incoscienza per due settimane e lo costringe a letto al &#039;&#039;St Bartholomew’s Hospital&#039;&#039;. Nel 1915 muore la sorella Caroline per influenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La salute mentale dell’artista comincia a frantumarsi: nel 1924, per via dei suoi atteggiamenti violenti nei confronti delle sorelle, viene certificato pazzo e viene trasferito a Tooting nello Springfield Hospital. Qui continua la sua passione per il disegno, lontano dalle responsabilità che aveva prima. Dopo un anno, un libraio di nome Dan Rider, che visitava spesso i manicomi, scopre che l’artista è ancora vivo e decide di raccogliere fondi per spostarlo in un ambiente più accogliente. Così, Louis Wain viene messo nel Bethlem Royal Hospital.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1930 viene nuovamente trasferito dal Bethlem Royal Hospital al Napsbury Hospital. Le sorelle continuano a fargli visita e a confortarlo e riescono a mantenersi grazie alla pittura.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel novembre del 1936 un ictus colpisce Wain alla parola e alla parte destra del corpo, ma in poco tempo l’artista riesce di nuovo a scrivere con entrambe le mani. Tre anni dopo, il 4 luglio 1939, muore a causa di un’insufficienza renale e di arteriosclerosi. Il suo corpo è stato sepolto insieme a suo padre e a due delle sue sorelle nel cimitero cattolico romano di St Mary, Kensal Green.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Caratteristiche delle opere==&lt;br /&gt;
Le opere di Wain hanno come principale soggetto gli animali, in particolare i gatti. Inizialmente si tratta di gatti veri e propri come Peter, ma pian piano l’artista inizia ad antropomorfizzarli, rendendoli sempre più umani. Presenta quindi gatti immersi in attività tipicamente umane, che variano dal giocare a cricket, a tennis, a golf o addirittura a biliardo al rivestire il ruolo di sindaco, giudice o insegnante. I gatti in questione hanno dei volti pieni di espressività, camminano sulle zampe posteriori e hanno un movimento del corpo molto lontano da quello autentico di un felino. Indossano dei vestiti eleganti, a volte sportivi e in ognuno di loro è presente una personalità riconoscibile come se si trattasse di persone vere e proprie. Wain li rappresenta spesso con vena comica nelle situazioni della vita quotidiana, per esempio nelle discussioni tra coppie o durante i giochi da tavolo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con l’avvento della malattia cambia il modo di rappresentare i gatti. Infatti, nel periodo passato all’interno dei manicomi, Louis Wain sviluppa una nuova tipologia di disegni ispirati ai motivi delle pareti degli edifici in cui si trova. Il risultato è, dunque, una serie di gatti “psichedelici” carichi di colori brillanti, che messi insieme danno l’effetto di un’allucinazione. Negli ultimi anni della sua vita continuerà a disegnarli, ma sempre in modo astratto e confuso, al punto da farli scomparire nei colori.&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Accatino, &#039;&#039;Outsiders&#039;&#039;, p. 95.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, &#039;&#039;Louis Wain’s Cats&#039;&#039;, pp. 20-21.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:The Barrister.jpg|riquadrato|centro|&#039;&#039;The Barrister&#039;&#039;: Un gatto nelle vesti di un avvocato|&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.wikiart.org/en/louis-wain/the-barrister&amp;lt;/ref&amp;gt;]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:The naughty puss.png|riquadrato|centro|&#039;&#039;The Naughty Puss&#039;&#039;: Un alunno cattivo viene punito dall’insegnante| &amp;lt;ref&amp;gt;https://www.arthistoryproject.com/artists/louis-wain/the-naughty-puss/&amp;lt;/ref&amp;gt;]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:A Cat Standing on Its Hind Legs (1).png|riquadrato|centro|&#039;&#039;A Cat Standing on Its Hind Legs&#039;&#039;: Un gatto astratto in piedi sulle zampe posteriori contornato da motivi floreali vivaci|&amp;lt;ref&amp;gt;https://wellcomecollection.org/works/adxyyuqw&amp;lt;/ref&amp;gt;]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, &#039;&#039;Louis Wain’s Cats&#039;&#039;, p. 58.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Tecnica e natura==&lt;br /&gt;
Per disegnare, Louis Wain prende ispirazione dalla natura e si circonda di animali sia suoi che di altre persone. Per lui è molto importante saper donare ai gatti l&#039;espressività emotiva e considera efficace l&#039;uso della natura nell&#039;acquisizione di impressioni da abbozzare nei disegni.&lt;br /&gt;
Inoltre, reputa fondamentale disegnare i gatti a partire dalle orecchie, perché in questo modo riesce ad ottenere armonia nelle proporzioni. Predilige il tavolo da disegno piatto, perché se usa il cavalletto lavora con una tecnica più libera ma meno accurata. Se da un lato maneggia facilmente la matita 6B, dall&#039;altro si trova in difficoltà quando si tratta del gesso rosso veneziano, poiché riconosce che un minimo errore potrebbe costare l&#039;intera rappresentazione. Un metodo efficace per dare vita ai soggetti delle raffigurazioni è, secondo lui, fare immediatamente degli schizzi quando l&#039;impressione che si ha in testa è fresca. Infine, data la continua irrequietezza dei gatti, caratteristica che li rende inadatti a posare come modelli, l&#039;artista crede che sia utile usare un modello di gatto di porcellana per imparare a disegnarli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, &#039;&#039;Louis Wain’s Cats&#039;&#039;, p. 72.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Curiosità==&lt;br /&gt;
===Abilità insolite===&lt;br /&gt;
Una caratteristica singolare di Louis Wain era la sua capacità di disegnare con entrambe le mani, anche contemporaneamente. Inoltre riusciva a scrivere in modo speculare, ovvero disponendo le lettere come se si potessero leggere riflesse sullo specchio. Scriveva con la mano sinistra, come si può testimoniare da una foto che lo ritrae mentre accarezza un gatto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Louis Wain at his drawing table 1890 (1).png|riquadrato|centro|Louis Wain al tavolo|&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.mentalfloss.com/posts/louis-wain-artist-facts&amp;lt;/ref&amp;gt;]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Attrazione per il pugilato===&lt;br /&gt;
Nonostante la sua timidezza, una delle sue grandi passioni era il pugilato. Era un forte sostenitore del pugile William ‘Bendigo’ Thompson, al punto da chiamare la sua casa &#039;&#039;Bendigo Lodge&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, &#039;&#039;Louis Wain’s Cats&#039;&#039;, p. 17.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===L’importanza dell’elettricità===&lt;br /&gt;
Wain aveva una grande considerazione dell’elettricità e pensava che quest’ultima fosse racchiusa nel manto dei gatti. L’idea emerge, in particolar modo, nell’opera intitolata &#039;&#039;The fire of mind agitates the atmosphere&#039;&#039;. Da tale convinzione deriva una sua teoria sui gatti, secondo la quale questi ultimi hanno la tendenza a viaggiare verso nord, comportandosi come un magnete.&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, &#039;&#039;Louis Wain’s Cats&#039;&#039;, p. 50.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:The fire of mind agitates the atmosphere (2).png|riquadrato|centro|&#039;&#039;The fire of mind agitates the atmosphere&#039;&#039;: L&#039;elettricità nel manto di due gatti|&amp;lt;ref&amp;gt;https://kultura.art/artworks/11862/the-fire-of-the-mind&amp;lt;/ref&amp;gt;]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La dedica dello scrittore H. G. Wells===&lt;br /&gt;
Nel 1925 il celebre scrittore H. G. Wells dedica delle parole significative all’artista: &amp;quot;&#039;&#039;Louis Wain invented a cat style, a cat society, a whole cat world. English cats that do not look and live like Louis Wain cats are ashamed of themselves.&#039;&#039;&amp;quot;, ovvero &amp;quot;&#039;&#039;Louis Wain ha inventato uno stile felino, una società felina, un intero mondo felino. I gatti inglesi che non assomigliano e non vivono come i gatti Louis Wain si vergognano di se stessi&#039;&#039;&amp;quot;. Questo pensiero esprime la gratitudine nei confronti di Wain per essere riuscito a inventare un nuovo mondo di gatti e a dargli una dignità.&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, &#039;&#039;Louis Wain’s Cats&#039;&#039;, p. 57.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===L’aspetto psichiatrico===&lt;br /&gt;
Oltre che in ambito artistico, Louis Wain è conosciuto anche in ambito psichiatrico per via delle sue intricate condizioni psicologiche. Oggi non è stata ancora identificata con certezza la causa del suo deterioramento mentale: ciò è dovuto allo scarso interesse per la psicologia nel Novecento, che faceva attribuire l’aggettivo “pazzo” a chiunque manifestasse comportamenti irragionevoli e insoliti, a discapito di una corretta diagnosi. La teoria più accreditata verte sulla schizofrenia, che in qualche modo può essere considerata il risultato della “personalità schizoide” dell’artista rilevata dal dottor David Davies nel 1966.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Gatti in ceramica===&lt;br /&gt;
Wain si dedicò, infine, anche alla ceramica, realizzando una serie di gatti in stile futurista in tante versioni colorate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Note==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
* Alfredo Accatino, &#039;&#039;Outsiders&#039;&#039;, Firenze, Giunti Editore, 2017&lt;br /&gt;
* Chris Beetles, &#039;&#039;Louis Wain’s Cats&#039;&#039;, Edinburgh, Canongate Books, 2021&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>131.114.63.2</name></author>
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		<title>Louis Wain</title>
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		<updated>2024-03-04T14:10:12Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;131.114.63.2: /* La dedica dello scrittore H. G. Wells */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Louis Wain (Londra, 5 agosto 1860 - St Albans, 4 luglio 1939) è stato un artista operante in Inghilterra tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.&lt;br /&gt;
La sua fama deriva principalmente dai protagonisti delle sue rappresentazioni: i gatti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Biografia==&lt;br /&gt;
Louis Wain nasce a Clerkenwell, nei pressi di Londra, il 5 agosto 1860. È il primogenito, ma viene ben presto seguito da cinque sorelle. Una sua peculiare caratteristica è il labbro leporino, che in epoca vittoriana viene ritenuto un difetto di cui vergognarsi e per cui nascondersi: a causa di questa menomazione l’artista sarà costretto dai genitori a non frequentare alcun tipo di scuola fino ai 10 anni. In seguito nasconderà questa particolarità sotto dei lunghi e folti baffi. Da bambino, ma anche in età adulta, Wain è soggetto a un continuo stato ansioso, al punto da avere ricorrenti incubi, che lui stesso chiamerà dopo “visioni di straordinaria complessità”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sua formazione avviene alla &#039;&#039;Orchard Street Boys and Infant School&#039;&#039;, South Hackney. Si tratta perlopiù di un’istruzione incostante, dovuta al fatto che Wain preferisce passeggiare per la natura e visitare posti nuovi anziché andare a seguire le lezioni. Durante la sua adolescenza si interessa alla pittura, alla musica e alla chimica, ma non riesce a scegliere un settore ben preciso in cui lavorare. A 17 anni decide di intraprendere il percorso musicale, in cui però non ha successo. In seguito intraprende la via artistica e studia per tre anni alla &#039;&#039;West London School of Art&#039;&#039;, entrando a far parte dello staff. Grazie a questa esperienza riesce a produrre una serie di lavori da mostrare agli editori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1880 suo padre muore e Wain, all’età di vent’anni, diventa capofamiglia e deve provvedere economicamente sia alla madre che alle sorelle. È in questo periodo che conosce Sir William Ingram, una presenza molto importante per lui a livello lavorativo. Con lui entra a far parte dell’&#039;&#039;Illustrated London News&#039;&#039;, dove pubblica resoconti di spettacoli di animali, a cui partecipava personalmente prendendo appunti e disegnando i vincitori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nello stesso periodo nella sua famiglia viene assunta una governante per le sorelle più piccole, Emily Richardson, che ha 10 anni in più rispetto a Wain. Tuttavia lui se ne innamora, nonostante ai tempi fosse uno scandalo che un uomo appartenente ad un’elevata classe sociale intrattenesse una relazione amorosa con una governante. Wain decide di sposare Emily e di convivere insieme a lei in un’altra abitazione, continuando a sostentare la madre e le sorelle a distanza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La convivenza procede in modo regolare e sereno, finché Emily non si ammala di un incurabile cancro al seno, che, dopo 3 anni di matrimonio, nel 1887, la porta alla morte. Durante la malattia la coppia adotta un gatto randagio bianco e nero, a cui viene dato il nome di Peter. Sarà proprio lui il primo gatto disegnato da Wain, il quale inizialmente lo ritrae in pose differenti per distrarre e far divertire Emily, alleggerendo così il clima sofferente che stava emergendo in casa. In seguito, Emily si rende conto della bravura di Louis, al punto da esortarlo a vendere tutti quei disegni. Convinto dalle parole di Emily, l’artista decide di incontrare i suoi editori per proporre le raffigurazioni di Peter, ma la risposta che riceve all’inizio non è positiva: gli editori si domandano, infatti, quale pubblico vorrebbe banalmente vedere l’illustrazione di un gatto su un giornale.&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Accatino, &#039;&#039;Outsiders&#039;&#039;, p. 94.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La svolta arriva quando Sir William Ingram dà il suo consenso, pubblicando un paio dei suoi disegni. Da quel momento in poi Louis Wain riscuote molto successo e diventa un noto personaggio pubblico. Le sue opere vengono diffuse in molti modi diversi: copertine di libri, poster, ma soprattutto cartoline. Tra il 1900 e il 1915 la cartolina viene infatti spesso utilizzata come mezzo di comunicazione. Ciò rappresenta sia un successo che un fallimento per l’artista: le sue immagini vengono pubblicate da tantissimi editori, ma gli fanno guadagnare solo fama e gratitudine perché Wain, essendo un uomo dalle scarse abilità finanziarie, non applica alcun diritto d’autore alle sue opere e di conseguenza ha problemi economici e finisce per indebitarsi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inizia, perciò, un periodo tormentato sia dalla poca disponibilità di soldi che dalla scomparsa della moglie Emily. Nonostante la negatività di questo periodo, Wain continua la sua produzione di disegni. La sua reputazione gli permette di partecipare a eventi sociali e di diventare presidente del &#039;&#039;National Cat Club&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1907, per via dell’accumulo dei debiti, decide di trasferirsi in America. Qui disegna fumetti per i quotidiani del gruppo Hearst fino al 1910. In quell’anno viene a mancare sua madre, ragione per la quale decide di ritornare a casa. Tuttavia, il soggiorno negli Stati Uniti non aveva migliorato la sua situazione economica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quattro anni dopo, Wain è vittima di una caduta da un omnibus, che gli provoca uno stato di incoscienza per due settimane e lo costringe a letto al &#039;&#039;St Bartholomew’s Hospital&#039;&#039;. Nel 1915 muore la sorella Caroline per influenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La salute mentale dell’artista comincia a frantumarsi: nel 1924, per via dei suoi atteggiamenti violenti nei confronti delle sorelle, viene certificato pazzo e viene trasferito a Tooting nello Springfield Hospital. Qui continua la sua passione per il disegno, lontano dalle responsabilità che aveva prima. Dopo un anno, un libraio di nome Dan Rider, che visitava spesso i manicomi, scopre che l’artista è ancora vivo e decide di raccogliere fondi per spostarlo in un ambiente più accogliente. Così, Louis Wain viene messo nel Bethlem Royal Hospital.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1930 viene nuovamente trasferito dal Bethlem Royal Hospital al Napsbury Hospital. Le sorelle continuano a fargli visita e a confortarlo e riescono a mantenersi grazie alla pittura.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel novembre del 1936 un ictus colpisce Wain alla parola e alla parte destra del corpo, ma in poco tempo l’artista riesce di nuovo a scrivere con entrambe le mani. Tre anni dopo, il 4 luglio 1939, muore a causa di un’insufficienza renale e di arteriosclerosi. Il suo corpo è stato sepolto insieme a suo padre e a due delle sue sorelle nel cimitero cattolico romano di St Mary, Kensal Green.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Caratteristiche delle opere==&lt;br /&gt;
Le opere di Wain hanno come principale soggetto gli animali, in particolare i gatti. Inizialmente si tratta di gatti veri e propri come Peter, ma pian piano l’artista inizia ad antropomorfizzarli, rendendoli sempre più umani. Presenta quindi gatti immersi in attività tipicamente umane, che variano dal giocare a cricket, a tennis, a golf o addirittura a biliardo al rivestire il ruolo di sindaco, giudice o insegnante. I gatti in questione hanno dei volti pieni di espressività, camminano sulle zampe posteriori e hanno un movimento del corpo molto lontano da quello autentico di un felino. Indossano dei vestiti eleganti, a volte sportivi e in ognuno di loro è presente una personalità riconoscibile come se si trattasse di persone vere e proprie. Wain li rappresenta spesso con vena comica nelle situazioni della vita quotidiana, per esempio nelle discussioni tra coppie o durante i giochi da tavolo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con l’avvento della malattia cambia il modo di rappresentare i gatti. Infatti, nel periodo passato all’interno dei manicomi, Louis Wain sviluppa una nuova tipologia di disegni ispirati ai motivi delle pareti degli edifici in cui si trova. Il risultato è, dunque, una serie di gatti “psichedelici” carichi di colori brillanti, che messi insieme danno l’effetto di un’allucinazione. Negli ultimi anni della sua vita continuerà a disegnarli, ma sempre in modo astratto e confuso, al punto da farli scomparire nei colori.&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Accatino, &#039;&#039;Outsiders&#039;&#039;, p. 95.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, &#039;&#039;Louis Wain’s Cats&#039;&#039;, pp. 20-21.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:The Barrister.jpg|riquadrato|centro|&#039;&#039;The Barrister&#039;&#039;: Un gatto nelle vesti di un avvocato|&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.wikiart.org/en/louis-wain/the-barrister&amp;lt;/ref&amp;gt;]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:The naughty puss.png|riquadrato|centro|&#039;&#039;The Naughty Puss&#039;&#039;: Un alunno cattivo viene punito dall’insegnante| &amp;lt;ref&amp;gt;https://www.arthistoryproject.com/artists/louis-wain/the-naughty-puss/&amp;lt;/ref&amp;gt;]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:A Cat Standing on Its Hind Legs (1).png|riquadrato|centro|&#039;&#039;A Cat Standing on Its Hind Legs&#039;&#039;: Un gatto astratto in piedi sulle zampe posteriori contornato da motivi floreali vivaci|&amp;lt;ref&amp;gt;https://wellcomecollection.org/works/adxyyuqw&amp;lt;/ref&amp;gt;]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, &#039;&#039;Louis Wain’s Cats&#039;&#039;, p. 58.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Tecnica e natura==&lt;br /&gt;
Per disegnare, Louis Wain prende ispirazione dalla natura e si circonda di animali sia suoi che di altre persone. Per lui è molto importante saper donare ai gatti l&#039;espressività emotiva e considera efficace l&#039;uso della natura nell&#039;acquisizione di impressioni da abbozzare nei disegni.&lt;br /&gt;
Inoltre, reputa fondamentale disegnare i gatti a partire dalle orecchie, perché in questo modo riesce ad ottenere armonia nelle proporzioni. Predilige il tavolo da disegno piatto, perché se usa il cavalletto lavora con una tecnica più libera ma meno accurata. Se da un lato maneggia facilmente la matita 6B, dall&#039;altro si trova in difficoltà quando si tratta del gesso rosso veneziano, poiché riconosce che un minimo errore potrebbe costare l&#039;intera rappresentazione. Un metodo efficace per dare vita ai soggetti delle raffigurazioni è, secondo lui, fare immediatamente degli schizzi quando l&#039;impressione che si ha in testa è fresca. Infine, data la continua irrequietezza dei gatti, caratteristica che li rende inadatti a posare come modelli, l&#039;artista crede che sia utile usare un modello di gatto di porcellana per imparare a disegnarli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, &#039;&#039;Louis Wain’s Cats&#039;&#039;, p. 72.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Curiosità==&lt;br /&gt;
===Abilità insolite===&lt;br /&gt;
Una caratteristica singolare di Louis Wain era la sua capacità di disegnare con entrambe le mani, anche contemporaneamente. Inoltre riusciva a scrivere in modo speculare, ovvero disponendo le lettere come se si potessero leggere riflesse sullo specchio. Scriveva con la mano sinistra, come si può testimoniare da una foto che lo ritrae mentre accarezza un gatto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Louis Wain at his drawing table 1890 (1).png|riquadrato|centro|Louis Wain al tavolo|&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.mentalfloss.com/posts/louis-wain-artist-facts&amp;lt;/ref&amp;gt;]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Attrazione per il pugilato===&lt;br /&gt;
Nonostante la sua timidezza, una delle sue grandi passioni era il pugilato. Era un forte sostenitore del pugile William ‘Bendigo’ Thompson, al punto da chiamare la sua casa &#039;&#039;Bendigo Lodge&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, &#039;&#039;Louis Wain’s Cats&#039;&#039;, p. 17.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===L’importanza dell’elettricità===&lt;br /&gt;
Wain aveva una grande considerazione dell’elettricità e pensava che quest’ultima fosse racchiusa nel manto dei gatti. L’idea emerge, in particolar modo, nell’opera intitolata &#039;&#039;The fire of mind agitates the atmosphere&#039;&#039;. Da tale convinzione deriva una sua teoria sui gatti, secondo la quale questi ultimi hanno la tendenza a viaggiare verso nord, comportandosi come un magnete.&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, &#039;&#039;Louis Wain’s Cats&#039;&#039;, p. 50.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:The fire of mind agitates the atmosphere (2).png|riquadrato|centro|&#039;&#039;The fire of mind agitates the atmosphere&#039;&#039;: L&#039;elettricità nel manto di due gatti|&amp;lt;ref&amp;gt;https://kultura.art/artworks/11862/the-fire-of-the-mind&amp;lt;/ref&amp;gt;]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La dedica dello scrittore H. G. Wells===&lt;br /&gt;
Nel 1925 il celebre scrittore H. G. Wells dedica delle parole significative all’artista: “&#039;&#039;Louis Wain invented a cat style, a cat society, a whole cat world. English cats that do not look and live like Louis Wain cats are ashamed of themselves.’’”, ovvero “&#039;&#039;Louis Wain ha inventato uno stile felino, una società felina, un intero mondo felino. I gatti inglesi che non assomigliano e non vivono come i gatti Louis Wain si vergognano di se stessi&#039;&#039;&amp;quot;. Questo pensiero esprime la gratitudine nei confronti di Wain per essere riuscito a inventare un nuovo mondo di gatti e a dargli una dignità.&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, &#039;&#039;Louis Wain’s Cats&#039;&#039;, p. 57.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===L’aspetto psichiatrico===&lt;br /&gt;
Oltre che in ambito artistico, Louis Wain è conosciuto anche in ambito psichiatrico per via delle sue intricate condizioni psicologiche. Oggi non è stata ancora identificata con certezza la causa del suo deterioramento mentale: ciò è dovuto allo scarso interesse per la psicologia nel Novecento, che faceva attribuire l’aggettivo “pazzo” a chiunque manifestasse comportamenti irragionevoli e insoliti, a discapito di una corretta diagnosi. La teoria più accreditata verte sulla schizofrenia, che in qualche modo può essere considerata il risultato della “personalità schizoide” dell’artista rilevata dal dottor David Davies nel 1966.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Gatti in ceramica===&lt;br /&gt;
Wain si dedicò, infine, anche alla ceramica, realizzando una serie di gatti in stile futurista in tante versioni colorate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Note==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
* Alfredo Accatino, &#039;&#039;Outsiders&#039;&#039;, Firenze, Giunti Editore, 2017&lt;br /&gt;
* Chris Beetles, &#039;&#039;Louis Wain’s Cats&#039;&#039;, Edinburgh, Canongate Books, 2021&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>131.114.63.2</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://unipedia.fileli.unipi.it/index.php?title=Louis_Wain&amp;diff=5424</id>
		<title>Louis Wain</title>
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		<updated>2024-03-04T14:09:26Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;131.114.63.2: /* Abilità insolite */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Louis Wain (Londra, 5 agosto 1860 - St Albans, 4 luglio 1939) è stato un artista operante in Inghilterra tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.&lt;br /&gt;
La sua fama deriva principalmente dai protagonisti delle sue rappresentazioni: i gatti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Biografia==&lt;br /&gt;
Louis Wain nasce a Clerkenwell, nei pressi di Londra, il 5 agosto 1860. È il primogenito, ma viene ben presto seguito da cinque sorelle. Una sua peculiare caratteristica è il labbro leporino, che in epoca vittoriana viene ritenuto un difetto di cui vergognarsi e per cui nascondersi: a causa di questa menomazione l’artista sarà costretto dai genitori a non frequentare alcun tipo di scuola fino ai 10 anni. In seguito nasconderà questa particolarità sotto dei lunghi e folti baffi. Da bambino, ma anche in età adulta, Wain è soggetto a un continuo stato ansioso, al punto da avere ricorrenti incubi, che lui stesso chiamerà dopo “visioni di straordinaria complessità”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sua formazione avviene alla &#039;&#039;Orchard Street Boys and Infant School&#039;&#039;, South Hackney. Si tratta perlopiù di un’istruzione incostante, dovuta al fatto che Wain preferisce passeggiare per la natura e visitare posti nuovi anziché andare a seguire le lezioni. Durante la sua adolescenza si interessa alla pittura, alla musica e alla chimica, ma non riesce a scegliere un settore ben preciso in cui lavorare. A 17 anni decide di intraprendere il percorso musicale, in cui però non ha successo. In seguito intraprende la via artistica e studia per tre anni alla &#039;&#039;West London School of Art&#039;&#039;, entrando a far parte dello staff. Grazie a questa esperienza riesce a produrre una serie di lavori da mostrare agli editori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1880 suo padre muore e Wain, all’età di vent’anni, diventa capofamiglia e deve provvedere economicamente sia alla madre che alle sorelle. È in questo periodo che conosce Sir William Ingram, una presenza molto importante per lui a livello lavorativo. Con lui entra a far parte dell’&#039;&#039;Illustrated London News&#039;&#039;, dove pubblica resoconti di spettacoli di animali, a cui partecipava personalmente prendendo appunti e disegnando i vincitori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nello stesso periodo nella sua famiglia viene assunta una governante per le sorelle più piccole, Emily Richardson, che ha 10 anni in più rispetto a Wain. Tuttavia lui se ne innamora, nonostante ai tempi fosse uno scandalo che un uomo appartenente ad un’elevata classe sociale intrattenesse una relazione amorosa con una governante. Wain decide di sposare Emily e di convivere insieme a lei in un’altra abitazione, continuando a sostentare la madre e le sorelle a distanza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La convivenza procede in modo regolare e sereno, finché Emily non si ammala di un incurabile cancro al seno, che, dopo 3 anni di matrimonio, nel 1887, la porta alla morte. Durante la malattia la coppia adotta un gatto randagio bianco e nero, a cui viene dato il nome di Peter. Sarà proprio lui il primo gatto disegnato da Wain, il quale inizialmente lo ritrae in pose differenti per distrarre e far divertire Emily, alleggerendo così il clima sofferente che stava emergendo in casa. In seguito, Emily si rende conto della bravura di Louis, al punto da esortarlo a vendere tutti quei disegni. Convinto dalle parole di Emily, l’artista decide di incontrare i suoi editori per proporre le raffigurazioni di Peter, ma la risposta che riceve all’inizio non è positiva: gli editori si domandano, infatti, quale pubblico vorrebbe banalmente vedere l’illustrazione di un gatto su un giornale.&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Accatino, &#039;&#039;Outsiders&#039;&#039;, p. 94.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La svolta arriva quando Sir William Ingram dà il suo consenso, pubblicando un paio dei suoi disegni. Da quel momento in poi Louis Wain riscuote molto successo e diventa un noto personaggio pubblico. Le sue opere vengono diffuse in molti modi diversi: copertine di libri, poster, ma soprattutto cartoline. Tra il 1900 e il 1915 la cartolina viene infatti spesso utilizzata come mezzo di comunicazione. Ciò rappresenta sia un successo che un fallimento per l’artista: le sue immagini vengono pubblicate da tantissimi editori, ma gli fanno guadagnare solo fama e gratitudine perché Wain, essendo un uomo dalle scarse abilità finanziarie, non applica alcun diritto d’autore alle sue opere e di conseguenza ha problemi economici e finisce per indebitarsi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inizia, perciò, un periodo tormentato sia dalla poca disponibilità di soldi che dalla scomparsa della moglie Emily. Nonostante la negatività di questo periodo, Wain continua la sua produzione di disegni. La sua reputazione gli permette di partecipare a eventi sociali e di diventare presidente del &#039;&#039;National Cat Club&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1907, per via dell’accumulo dei debiti, decide di trasferirsi in America. Qui disegna fumetti per i quotidiani del gruppo Hearst fino al 1910. In quell’anno viene a mancare sua madre, ragione per la quale decide di ritornare a casa. Tuttavia, il soggiorno negli Stati Uniti non aveva migliorato la sua situazione economica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quattro anni dopo, Wain è vittima di una caduta da un omnibus, che gli provoca uno stato di incoscienza per due settimane e lo costringe a letto al &#039;&#039;St Bartholomew’s Hospital&#039;&#039;. Nel 1915 muore la sorella Caroline per influenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La salute mentale dell’artista comincia a frantumarsi: nel 1924, per via dei suoi atteggiamenti violenti nei confronti delle sorelle, viene certificato pazzo e viene trasferito a Tooting nello Springfield Hospital. Qui continua la sua passione per il disegno, lontano dalle responsabilità che aveva prima. Dopo un anno, un libraio di nome Dan Rider, che visitava spesso i manicomi, scopre che l’artista è ancora vivo e decide di raccogliere fondi per spostarlo in un ambiente più accogliente. Così, Louis Wain viene messo nel Bethlem Royal Hospital.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1930 viene nuovamente trasferito dal Bethlem Royal Hospital al Napsbury Hospital. Le sorelle continuano a fargli visita e a confortarlo e riescono a mantenersi grazie alla pittura.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel novembre del 1936 un ictus colpisce Wain alla parola e alla parte destra del corpo, ma in poco tempo l’artista riesce di nuovo a scrivere con entrambe le mani. Tre anni dopo, il 4 luglio 1939, muore a causa di un’insufficienza renale e di arteriosclerosi. Il suo corpo è stato sepolto insieme a suo padre e a due delle sue sorelle nel cimitero cattolico romano di St Mary, Kensal Green.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Caratteristiche delle opere==&lt;br /&gt;
Le opere di Wain hanno come principale soggetto gli animali, in particolare i gatti. Inizialmente si tratta di gatti veri e propri come Peter, ma pian piano l’artista inizia ad antropomorfizzarli, rendendoli sempre più umani. Presenta quindi gatti immersi in attività tipicamente umane, che variano dal giocare a cricket, a tennis, a golf o addirittura a biliardo al rivestire il ruolo di sindaco, giudice o insegnante. I gatti in questione hanno dei volti pieni di espressività, camminano sulle zampe posteriori e hanno un movimento del corpo molto lontano da quello autentico di un felino. Indossano dei vestiti eleganti, a volte sportivi e in ognuno di loro è presente una personalità riconoscibile come se si trattasse di persone vere e proprie. Wain li rappresenta spesso con vena comica nelle situazioni della vita quotidiana, per esempio nelle discussioni tra coppie o durante i giochi da tavolo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con l’avvento della malattia cambia il modo di rappresentare i gatti. Infatti, nel periodo passato all’interno dei manicomi, Louis Wain sviluppa una nuova tipologia di disegni ispirati ai motivi delle pareti degli edifici in cui si trova. Il risultato è, dunque, una serie di gatti “psichedelici” carichi di colori brillanti, che messi insieme danno l’effetto di un’allucinazione. Negli ultimi anni della sua vita continuerà a disegnarli, ma sempre in modo astratto e confuso, al punto da farli scomparire nei colori.&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Accatino, &#039;&#039;Outsiders&#039;&#039;, p. 95.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, &#039;&#039;Louis Wain’s Cats&#039;&#039;, pp. 20-21.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:The Barrister.jpg|riquadrato|centro|&#039;&#039;The Barrister&#039;&#039;: Un gatto nelle vesti di un avvocato|&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.wikiart.org/en/louis-wain/the-barrister&amp;lt;/ref&amp;gt;]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:The naughty puss.png|riquadrato|centro|&#039;&#039;The Naughty Puss&#039;&#039;: Un alunno cattivo viene punito dall’insegnante| &amp;lt;ref&amp;gt;https://www.arthistoryproject.com/artists/louis-wain/the-naughty-puss/&amp;lt;/ref&amp;gt;]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:A Cat Standing on Its Hind Legs (1).png|riquadrato|centro|&#039;&#039;A Cat Standing on Its Hind Legs&#039;&#039;: Un gatto astratto in piedi sulle zampe posteriori contornato da motivi floreali vivaci|&amp;lt;ref&amp;gt;https://wellcomecollection.org/works/adxyyuqw&amp;lt;/ref&amp;gt;]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, &#039;&#039;Louis Wain’s Cats&#039;&#039;, p. 58.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Tecnica e natura==&lt;br /&gt;
Per disegnare, Louis Wain prende ispirazione dalla natura e si circonda di animali sia suoi che di altre persone. Per lui è molto importante saper donare ai gatti l&#039;espressività emotiva e considera efficace l&#039;uso della natura nell&#039;acquisizione di impressioni da abbozzare nei disegni.&lt;br /&gt;
Inoltre, reputa fondamentale disegnare i gatti a partire dalle orecchie, perché in questo modo riesce ad ottenere armonia nelle proporzioni. Predilige il tavolo da disegno piatto, perché se usa il cavalletto lavora con una tecnica più libera ma meno accurata. Se da un lato maneggia facilmente la matita 6B, dall&#039;altro si trova in difficoltà quando si tratta del gesso rosso veneziano, poiché riconosce che un minimo errore potrebbe costare l&#039;intera rappresentazione. Un metodo efficace per dare vita ai soggetti delle raffigurazioni è, secondo lui, fare immediatamente degli schizzi quando l&#039;impressione che si ha in testa è fresca. Infine, data la continua irrequietezza dei gatti, caratteristica che li rende inadatti a posare come modelli, l&#039;artista crede che sia utile usare un modello di gatto di porcellana per imparare a disegnarli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, &#039;&#039;Louis Wain’s Cats&#039;&#039;, p. 72.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Curiosità==&lt;br /&gt;
===Abilità insolite===&lt;br /&gt;
Una caratteristica singolare di Louis Wain era la sua capacità di disegnare con entrambe le mani, anche contemporaneamente. Inoltre riusciva a scrivere in modo speculare, ovvero disponendo le lettere come se si potessero leggere riflesse sullo specchio. Scriveva con la mano sinistra, come si può testimoniare da una foto che lo ritrae mentre accarezza un gatto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Louis Wain at his drawing table 1890 (1).png|riquadrato|centro|Louis Wain al tavolo|&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.mentalfloss.com/posts/louis-wain-artist-facts&amp;lt;/ref&amp;gt;]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Attrazione per il pugilato===&lt;br /&gt;
Nonostante la sua timidezza, una delle sue grandi passioni era il pugilato. Era un forte sostenitore del pugile William ‘Bendigo’ Thompson, al punto da chiamare la sua casa &#039;&#039;Bendigo Lodge&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, &#039;&#039;Louis Wain’s Cats&#039;&#039;, p. 17.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===L’importanza dell’elettricità===&lt;br /&gt;
Wain aveva una grande considerazione dell’elettricità e pensava che quest’ultima fosse racchiusa nel manto dei gatti. L’idea emerge, in particolar modo, nell’opera intitolata &#039;&#039;The fire of mind agitates the atmosphere&#039;&#039;. Da tale convinzione deriva una sua teoria sui gatti, secondo la quale questi ultimi hanno la tendenza a viaggiare verso nord, comportandosi come un magnete.&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, &#039;&#039;Louis Wain’s Cats&#039;&#039;, p. 50.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:The fire of mind agitates the atmosphere (2).png|riquadrato|centro|&#039;&#039;The fire of mind agitates the atmosphere&#039;&#039;: L&#039;elettricità nel manto di due gatti|&amp;lt;ref&amp;gt;https://kultura.art/artworks/11862/the-fire-of-the-mind&amp;lt;/ref&amp;gt;]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La dedica dello scrittore H. G. Wells===&lt;br /&gt;
Nel 1925 il celebre scrittore H. G. Wells dedica delle parole significative all’artista: “&#039;&#039;Louis Wain invented a cat style, a cat society, a whole cat world. English cats that do not look and live like Louis Wain cats are ashamed of themselves.’’”, ovvero “&#039;&#039;Louis Wain ha inventato uno stile felino, una società felina, un intero mondo felino. I gatti inglesi che non assomigliano e non vivono come i gatti Louis Wain si vergognano di se stessi’&#039;&amp;quot;. Questo pensiero esprime la gratitudine nei confronti di Wain per essere riuscito a inventare un nuovo mondo di gatti e a dargli una dignità.&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, &#039;&#039;Louis Wain’s Cats&#039;&#039;, p. 57.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===L’aspetto psichiatrico===&lt;br /&gt;
Oltre che in ambito artistico, Louis Wain è conosciuto anche in ambito psichiatrico per via delle sue intricate condizioni psicologiche. Oggi non è stata ancora identificata con certezza la causa del suo deterioramento mentale: ciò è dovuto allo scarso interesse per la psicologia nel Novecento, che faceva attribuire l’aggettivo “pazzo” a chiunque manifestasse comportamenti irragionevoli e insoliti, a discapito di una corretta diagnosi. La teoria più accreditata verte sulla schizofrenia, che in qualche modo può essere considerata il risultato della “personalità schizoide” dell’artista rilevata dal dottor David Davies nel 1966.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Gatti in ceramica===&lt;br /&gt;
Wain si dedicò, infine, anche alla ceramica, realizzando una serie di gatti in stile futurista in tante versioni colorate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Note==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
* Alfredo Accatino, &#039;&#039;Outsiders&#039;&#039;, Firenze, Giunti Editore, 2017&lt;br /&gt;
* Chris Beetles, &#039;&#039;Louis Wain’s Cats&#039;&#039;, Edinburgh, Canongate Books, 2021&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>131.114.63.2</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://unipedia.fileli.unipi.it/index.php?title=Louis_Wain&amp;diff=5423</id>
		<title>Louis Wain</title>
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		<updated>2024-03-04T14:08:36Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;131.114.63.2: /* Curiosità */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Louis Wain (Londra, 5 agosto 1860 - St Albans, 4 luglio 1939) è stato un artista operante in Inghilterra tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.&lt;br /&gt;
La sua fama deriva principalmente dai protagonisti delle sue rappresentazioni: i gatti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Biografia==&lt;br /&gt;
Louis Wain nasce a Clerkenwell, nei pressi di Londra, il 5 agosto 1860. È il primogenito, ma viene ben presto seguito da cinque sorelle. Una sua peculiare caratteristica è il labbro leporino, che in epoca vittoriana viene ritenuto un difetto di cui vergognarsi e per cui nascondersi: a causa di questa menomazione l’artista sarà costretto dai genitori a non frequentare alcun tipo di scuola fino ai 10 anni. In seguito nasconderà questa particolarità sotto dei lunghi e folti baffi. Da bambino, ma anche in età adulta, Wain è soggetto a un continuo stato ansioso, al punto da avere ricorrenti incubi, che lui stesso chiamerà dopo “visioni di straordinaria complessità”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sua formazione avviene alla &#039;&#039;Orchard Street Boys and Infant School&#039;&#039;, South Hackney. Si tratta perlopiù di un’istruzione incostante, dovuta al fatto che Wain preferisce passeggiare per la natura e visitare posti nuovi anziché andare a seguire le lezioni. Durante la sua adolescenza si interessa alla pittura, alla musica e alla chimica, ma non riesce a scegliere un settore ben preciso in cui lavorare. A 17 anni decide di intraprendere il percorso musicale, in cui però non ha successo. In seguito intraprende la via artistica e studia per tre anni alla &#039;&#039;West London School of Art&#039;&#039;, entrando a far parte dello staff. Grazie a questa esperienza riesce a produrre una serie di lavori da mostrare agli editori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1880 suo padre muore e Wain, all’età di vent’anni, diventa capofamiglia e deve provvedere economicamente sia alla madre che alle sorelle. È in questo periodo che conosce Sir William Ingram, una presenza molto importante per lui a livello lavorativo. Con lui entra a far parte dell’&#039;&#039;Illustrated London News&#039;&#039;, dove pubblica resoconti di spettacoli di animali, a cui partecipava personalmente prendendo appunti e disegnando i vincitori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nello stesso periodo nella sua famiglia viene assunta una governante per le sorelle più piccole, Emily Richardson, che ha 10 anni in più rispetto a Wain. Tuttavia lui se ne innamora, nonostante ai tempi fosse uno scandalo che un uomo appartenente ad un’elevata classe sociale intrattenesse una relazione amorosa con una governante. Wain decide di sposare Emily e di convivere insieme a lei in un’altra abitazione, continuando a sostentare la madre e le sorelle a distanza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La convivenza procede in modo regolare e sereno, finché Emily non si ammala di un incurabile cancro al seno, che, dopo 3 anni di matrimonio, nel 1887, la porta alla morte. Durante la malattia la coppia adotta un gatto randagio bianco e nero, a cui viene dato il nome di Peter. Sarà proprio lui il primo gatto disegnato da Wain, il quale inizialmente lo ritrae in pose differenti per distrarre e far divertire Emily, alleggerendo così il clima sofferente che stava emergendo in casa. In seguito, Emily si rende conto della bravura di Louis, al punto da esortarlo a vendere tutti quei disegni. Convinto dalle parole di Emily, l’artista decide di incontrare i suoi editori per proporre le raffigurazioni di Peter, ma la risposta che riceve all’inizio non è positiva: gli editori si domandano, infatti, quale pubblico vorrebbe banalmente vedere l’illustrazione di un gatto su un giornale.&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Accatino, &#039;&#039;Outsiders&#039;&#039;, p. 94.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La svolta arriva quando Sir William Ingram dà il suo consenso, pubblicando un paio dei suoi disegni. Da quel momento in poi Louis Wain riscuote molto successo e diventa un noto personaggio pubblico. Le sue opere vengono diffuse in molti modi diversi: copertine di libri, poster, ma soprattutto cartoline. Tra il 1900 e il 1915 la cartolina viene infatti spesso utilizzata come mezzo di comunicazione. Ciò rappresenta sia un successo che un fallimento per l’artista: le sue immagini vengono pubblicate da tantissimi editori, ma gli fanno guadagnare solo fama e gratitudine perché Wain, essendo un uomo dalle scarse abilità finanziarie, non applica alcun diritto d’autore alle sue opere e di conseguenza ha problemi economici e finisce per indebitarsi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inizia, perciò, un periodo tormentato sia dalla poca disponibilità di soldi che dalla scomparsa della moglie Emily. Nonostante la negatività di questo periodo, Wain continua la sua produzione di disegni. La sua reputazione gli permette di partecipare a eventi sociali e di diventare presidente del &#039;&#039;National Cat Club&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1907, per via dell’accumulo dei debiti, decide di trasferirsi in America. Qui disegna fumetti per i quotidiani del gruppo Hearst fino al 1910. In quell’anno viene a mancare sua madre, ragione per la quale decide di ritornare a casa. Tuttavia, il soggiorno negli Stati Uniti non aveva migliorato la sua situazione economica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quattro anni dopo, Wain è vittima di una caduta da un omnibus, che gli provoca uno stato di incoscienza per due settimane e lo costringe a letto al &#039;&#039;St Bartholomew’s Hospital&#039;&#039;. Nel 1915 muore la sorella Caroline per influenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La salute mentale dell’artista comincia a frantumarsi: nel 1924, per via dei suoi atteggiamenti violenti nei confronti delle sorelle, viene certificato pazzo e viene trasferito a Tooting nello Springfield Hospital. Qui continua la sua passione per il disegno, lontano dalle responsabilità che aveva prima. Dopo un anno, un libraio di nome Dan Rider, che visitava spesso i manicomi, scopre che l’artista è ancora vivo e decide di raccogliere fondi per spostarlo in un ambiente più accogliente. Così, Louis Wain viene messo nel Bethlem Royal Hospital.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1930 viene nuovamente trasferito dal Bethlem Royal Hospital al Napsbury Hospital. Le sorelle continuano a fargli visita e a confortarlo e riescono a mantenersi grazie alla pittura.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel novembre del 1936 un ictus colpisce Wain alla parola e alla parte destra del corpo, ma in poco tempo l’artista riesce di nuovo a scrivere con entrambe le mani. Tre anni dopo, il 4 luglio 1939, muore a causa di un’insufficienza renale e di arteriosclerosi. Il suo corpo è stato sepolto insieme a suo padre e a due delle sue sorelle nel cimitero cattolico romano di St Mary, Kensal Green.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Caratteristiche delle opere==&lt;br /&gt;
Le opere di Wain hanno come principale soggetto gli animali, in particolare i gatti. Inizialmente si tratta di gatti veri e propri come Peter, ma pian piano l’artista inizia ad antropomorfizzarli, rendendoli sempre più umani. Presenta quindi gatti immersi in attività tipicamente umane, che variano dal giocare a cricket, a tennis, a golf o addirittura a biliardo al rivestire il ruolo di sindaco, giudice o insegnante. I gatti in questione hanno dei volti pieni di espressività, camminano sulle zampe posteriori e hanno un movimento del corpo molto lontano da quello autentico di un felino. Indossano dei vestiti eleganti, a volte sportivi e in ognuno di loro è presente una personalità riconoscibile come se si trattasse di persone vere e proprie. Wain li rappresenta spesso con vena comica nelle situazioni della vita quotidiana, per esempio nelle discussioni tra coppie o durante i giochi da tavolo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con l’avvento della malattia cambia il modo di rappresentare i gatti. Infatti, nel periodo passato all’interno dei manicomi, Louis Wain sviluppa una nuova tipologia di disegni ispirati ai motivi delle pareti degli edifici in cui si trova. Il risultato è, dunque, una serie di gatti “psichedelici” carichi di colori brillanti, che messi insieme danno l’effetto di un’allucinazione. Negli ultimi anni della sua vita continuerà a disegnarli, ma sempre in modo astratto e confuso, al punto da farli scomparire nei colori.&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Accatino, &#039;&#039;Outsiders&#039;&#039;, p. 95.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, &#039;&#039;Louis Wain’s Cats&#039;&#039;, pp. 20-21.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:The Barrister.jpg|riquadrato|centro|&#039;&#039;The Barrister&#039;&#039;: Un gatto nelle vesti di un avvocato|&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.wikiart.org/en/louis-wain/the-barrister&amp;lt;/ref&amp;gt;]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:The naughty puss.png|riquadrato|centro|&#039;&#039;The Naughty Puss&#039;&#039;: Un alunno cattivo viene punito dall’insegnante| &amp;lt;ref&amp;gt;https://www.arthistoryproject.com/artists/louis-wain/the-naughty-puss/&amp;lt;/ref&amp;gt;]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:A Cat Standing on Its Hind Legs (1).png|riquadrato|centro|&#039;&#039;A Cat Standing on Its Hind Legs&#039;&#039;: Un gatto astratto in piedi sulle zampe posteriori contornato da motivi floreali vivaci|&amp;lt;ref&amp;gt;https://wellcomecollection.org/works/adxyyuqw&amp;lt;/ref&amp;gt;]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, &#039;&#039;Louis Wain’s Cats&#039;&#039;, p. 58.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Tecnica e natura==&lt;br /&gt;
Per disegnare, Louis Wain prende ispirazione dalla natura e si circonda di animali sia suoi che di altre persone. Per lui è molto importante saper donare ai gatti l&#039;espressività emotiva e considera efficace l&#039;uso della natura nell&#039;acquisizione di impressioni da abbozzare nei disegni.&lt;br /&gt;
Inoltre, reputa fondamentale disegnare i gatti a partire dalle orecchie, perché in questo modo riesce ad ottenere armonia nelle proporzioni. Predilige il tavolo da disegno piatto, perché se usa il cavalletto lavora con una tecnica più libera ma meno accurata. Se da un lato maneggia facilmente la matita 6B, dall&#039;altro si trova in difficoltà quando si tratta del gesso rosso veneziano, poiché riconosce che un minimo errore potrebbe costare l&#039;intera rappresentazione. Un metodo efficace per dare vita ai soggetti delle raffigurazioni è, secondo lui, fare immediatamente degli schizzi quando l&#039;impressione che si ha in testa è fresca. Infine, data la continua irrequietezza dei gatti, caratteristica che li rende inadatti a posare come modelli, l&#039;artista crede che sia utile usare un modello di gatto di porcellana per imparare a disegnarli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, &#039;&#039;Louis Wain’s Cats&#039;&#039;, p. 72.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Curiosità==&lt;br /&gt;
===Abilità insolite===&lt;br /&gt;
Una caratteristica singolare di Louis Wain era la sua capacità di disegnare con entrambe le mani, anche contemporaneamente. Inoltre riusciva a scrivere in modo speculare, ovvero disponendo le lettere come se si potessero leggere riflesse sullo specchio. Scriveva con la mano sinistra, come si può testimoniare da una foto che lo ritrae mentre accarezza un gatto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Louis Wain at his drawing table 1890 (1).png|riquadrato|centro|Louis Wain al tavolo da https://www.mentalfloss.com/posts/louis-wain-artist-facts&amp;lt;/ref&amp;gt;]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Attrazione per il pugilato===&lt;br /&gt;
Nonostante la sua timidezza, una delle sue grandi passioni era il pugilato. Era un forte sostenitore del pugile William ‘Bendigo’ Thompson, al punto da chiamare la sua casa &#039;&#039;Bendigo Lodge&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, &#039;&#039;Louis Wain’s Cats&#039;&#039;, p. 17.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===L’importanza dell’elettricità===&lt;br /&gt;
Wain aveva una grande considerazione dell’elettricità e pensava che quest’ultima fosse racchiusa nel manto dei gatti. L’idea emerge, in particolar modo, nell’opera intitolata &#039;&#039;The fire of mind agitates the atmosphere&#039;&#039;. Da tale convinzione deriva una sua teoria sui gatti, secondo la quale questi ultimi hanno la tendenza a viaggiare verso nord, comportandosi come un magnete.&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, &#039;&#039;Louis Wain’s Cats&#039;&#039;, p. 50.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:The fire of mind agitates the atmosphere (2).png|riquadrato|centro|&#039;&#039;The fire of mind agitates the atmosphere&#039;&#039;: L&#039;elettricità nel manto di due gatti|&amp;lt;ref&amp;gt;https://kultura.art/artworks/11862/the-fire-of-the-mind&amp;lt;/ref&amp;gt;]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===La dedica dello scrittore H. G. Wells===&lt;br /&gt;
Nel 1925 il celebre scrittore H. G. Wells dedica delle parole significative all’artista: “&#039;&#039;Louis Wain invented a cat style, a cat society, a whole cat world. English cats that do not look and live like Louis Wain cats are ashamed of themselves.’’”, ovvero “&#039;&#039;Louis Wain ha inventato uno stile felino, una società felina, un intero mondo felino. I gatti inglesi che non assomigliano e non vivono come i gatti Louis Wain si vergognano di se stessi’&#039;&amp;quot;. Questo pensiero esprime la gratitudine nei confronti di Wain per essere riuscito a inventare un nuovo mondo di gatti e a dargli una dignità.&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, &#039;&#039;Louis Wain’s Cats&#039;&#039;, p. 57.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===L’aspetto psichiatrico===&lt;br /&gt;
Oltre che in ambito artistico, Louis Wain è conosciuto anche in ambito psichiatrico per via delle sue intricate condizioni psicologiche. Oggi non è stata ancora identificata con certezza la causa del suo deterioramento mentale: ciò è dovuto allo scarso interesse per la psicologia nel Novecento, che faceva attribuire l’aggettivo “pazzo” a chiunque manifestasse comportamenti irragionevoli e insoliti, a discapito di una corretta diagnosi. La teoria più accreditata verte sulla schizofrenia, che in qualche modo può essere considerata il risultato della “personalità schizoide” dell’artista rilevata dal dottor David Davies nel 1966.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Gatti in ceramica===&lt;br /&gt;
Wain si dedicò, infine, anche alla ceramica, realizzando una serie di gatti in stile futurista in tante versioni colorate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Note==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
* Alfredo Accatino, &#039;&#039;Outsiders&#039;&#039;, Firenze, Giunti Editore, 2017&lt;br /&gt;
* Chris Beetles, &#039;&#039;Louis Wain’s Cats&#039;&#039;, Edinburgh, Canongate Books, 2021&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>131.114.63.2</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://unipedia.fileli.unipi.it/index.php?title=Louis_Wain&amp;diff=5422</id>
		<title>Louis Wain</title>
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		<updated>2024-03-04T14:06:33Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;131.114.63.2: /* Tecnica e natura */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Louis Wain (Londra, 5 agosto 1860 - St Albans, 4 luglio 1939) è stato un artista operante in Inghilterra tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.&lt;br /&gt;
La sua fama deriva principalmente dai protagonisti delle sue rappresentazioni: i gatti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Biografia==&lt;br /&gt;
Louis Wain nasce a Clerkenwell, nei pressi di Londra, il 5 agosto 1860. È il primogenito, ma viene ben presto seguito da cinque sorelle. Una sua peculiare caratteristica è il labbro leporino, che in epoca vittoriana viene ritenuto un difetto di cui vergognarsi e per cui nascondersi: a causa di questa menomazione l’artista sarà costretto dai genitori a non frequentare alcun tipo di scuola fino ai 10 anni. In seguito nasconderà questa particolarità sotto dei lunghi e folti baffi. Da bambino, ma anche in età adulta, Wain è soggetto a un continuo stato ansioso, al punto da avere ricorrenti incubi, che lui stesso chiamerà dopo “visioni di straordinaria complessità”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sua formazione avviene alla &#039;&#039;Orchard Street Boys and Infant School&#039;&#039;, South Hackney. Si tratta perlopiù di un’istruzione incostante, dovuta al fatto che Wain preferisce passeggiare per la natura e visitare posti nuovi anziché andare a seguire le lezioni. Durante la sua adolescenza si interessa alla pittura, alla musica e alla chimica, ma non riesce a scegliere un settore ben preciso in cui lavorare. A 17 anni decide di intraprendere il percorso musicale, in cui però non ha successo. In seguito intraprende la via artistica e studia per tre anni alla &#039;&#039;West London School of Art&#039;&#039;, entrando a far parte dello staff. Grazie a questa esperienza riesce a produrre una serie di lavori da mostrare agli editori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1880 suo padre muore e Wain, all’età di vent’anni, diventa capofamiglia e deve provvedere economicamente sia alla madre che alle sorelle. È in questo periodo che conosce Sir William Ingram, una presenza molto importante per lui a livello lavorativo. Con lui entra a far parte dell’&#039;&#039;Illustrated London News&#039;&#039;, dove pubblica resoconti di spettacoli di animali, a cui partecipava personalmente prendendo appunti e disegnando i vincitori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nello stesso periodo nella sua famiglia viene assunta una governante per le sorelle più piccole, Emily Richardson, che ha 10 anni in più rispetto a Wain. Tuttavia lui se ne innamora, nonostante ai tempi fosse uno scandalo che un uomo appartenente ad un’elevata classe sociale intrattenesse una relazione amorosa con una governante. Wain decide di sposare Emily e di convivere insieme a lei in un’altra abitazione, continuando a sostentare la madre e le sorelle a distanza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La convivenza procede in modo regolare e sereno, finché Emily non si ammala di un incurabile cancro al seno, che, dopo 3 anni di matrimonio, nel 1887, la porta alla morte. Durante la malattia la coppia adotta un gatto randagio bianco e nero, a cui viene dato il nome di Peter. Sarà proprio lui il primo gatto disegnato da Wain, il quale inizialmente lo ritrae in pose differenti per distrarre e far divertire Emily, alleggerendo così il clima sofferente che stava emergendo in casa. In seguito, Emily si rende conto della bravura di Louis, al punto da esortarlo a vendere tutti quei disegni. Convinto dalle parole di Emily, l’artista decide di incontrare i suoi editori per proporre le raffigurazioni di Peter, ma la risposta che riceve all’inizio non è positiva: gli editori si domandano, infatti, quale pubblico vorrebbe banalmente vedere l’illustrazione di un gatto su un giornale.&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Accatino, &#039;&#039;Outsiders&#039;&#039;, p. 94.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La svolta arriva quando Sir William Ingram dà il suo consenso, pubblicando un paio dei suoi disegni. Da quel momento in poi Louis Wain riscuote molto successo e diventa un noto personaggio pubblico. Le sue opere vengono diffuse in molti modi diversi: copertine di libri, poster, ma soprattutto cartoline. Tra il 1900 e il 1915 la cartolina viene infatti spesso utilizzata come mezzo di comunicazione. Ciò rappresenta sia un successo che un fallimento per l’artista: le sue immagini vengono pubblicate da tantissimi editori, ma gli fanno guadagnare solo fama e gratitudine perché Wain, essendo un uomo dalle scarse abilità finanziarie, non applica alcun diritto d’autore alle sue opere e di conseguenza ha problemi economici e finisce per indebitarsi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inizia, perciò, un periodo tormentato sia dalla poca disponibilità di soldi che dalla scomparsa della moglie Emily. Nonostante la negatività di questo periodo, Wain continua la sua produzione di disegni. La sua reputazione gli permette di partecipare a eventi sociali e di diventare presidente del &#039;&#039;National Cat Club&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1907, per via dell’accumulo dei debiti, decide di trasferirsi in America. Qui disegna fumetti per i quotidiani del gruppo Hearst fino al 1910. In quell’anno viene a mancare sua madre, ragione per la quale decide di ritornare a casa. Tuttavia, il soggiorno negli Stati Uniti non aveva migliorato la sua situazione economica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quattro anni dopo, Wain è vittima di una caduta da un omnibus, che gli provoca uno stato di incoscienza per due settimane e lo costringe a letto al &#039;&#039;St Bartholomew’s Hospital&#039;&#039;. Nel 1915 muore la sorella Caroline per influenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La salute mentale dell’artista comincia a frantumarsi: nel 1924, per via dei suoi atteggiamenti violenti nei confronti delle sorelle, viene certificato pazzo e viene trasferito a Tooting nello Springfield Hospital. Qui continua la sua passione per il disegno, lontano dalle responsabilità che aveva prima. Dopo un anno, un libraio di nome Dan Rider, che visitava spesso i manicomi, scopre che l’artista è ancora vivo e decide di raccogliere fondi per spostarlo in un ambiente più accogliente. Così, Louis Wain viene messo nel Bethlem Royal Hospital.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1930 viene nuovamente trasferito dal Bethlem Royal Hospital al Napsbury Hospital. Le sorelle continuano a fargli visita e a confortarlo e riescono a mantenersi grazie alla pittura.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel novembre del 1936 un ictus colpisce Wain alla parola e alla parte destra del corpo, ma in poco tempo l’artista riesce di nuovo a scrivere con entrambe le mani. Tre anni dopo, il 4 luglio 1939, muore a causa di un’insufficienza renale e di arteriosclerosi. Il suo corpo è stato sepolto insieme a suo padre e a due delle sue sorelle nel cimitero cattolico romano di St Mary, Kensal Green.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Caratteristiche delle opere==&lt;br /&gt;
Le opere di Wain hanno come principale soggetto gli animali, in particolare i gatti. Inizialmente si tratta di gatti veri e propri come Peter, ma pian piano l’artista inizia ad antropomorfizzarli, rendendoli sempre più umani. Presenta quindi gatti immersi in attività tipicamente umane, che variano dal giocare a cricket, a tennis, a golf o addirittura a biliardo al rivestire il ruolo di sindaco, giudice o insegnante. I gatti in questione hanno dei volti pieni di espressività, camminano sulle zampe posteriori e hanno un movimento del corpo molto lontano da quello autentico di un felino. Indossano dei vestiti eleganti, a volte sportivi e in ognuno di loro è presente una personalità riconoscibile come se si trattasse di persone vere e proprie. Wain li rappresenta spesso con vena comica nelle situazioni della vita quotidiana, per esempio nelle discussioni tra coppie o durante i giochi da tavolo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con l’avvento della malattia cambia il modo di rappresentare i gatti. Infatti, nel periodo passato all’interno dei manicomi, Louis Wain sviluppa una nuova tipologia di disegni ispirati ai motivi delle pareti degli edifici in cui si trova. Il risultato è, dunque, una serie di gatti “psichedelici” carichi di colori brillanti, che messi insieme danno l’effetto di un’allucinazione. Negli ultimi anni della sua vita continuerà a disegnarli, ma sempre in modo astratto e confuso, al punto da farli scomparire nei colori.&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Accatino, &#039;&#039;Outsiders&#039;&#039;, p. 95.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, &#039;&#039;Louis Wain’s Cats&#039;&#039;, pp. 20-21.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:The Barrister.jpg|riquadrato|centro|&#039;&#039;The Barrister&#039;&#039;: Un gatto nelle vesti di un avvocato|&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.wikiart.org/en/louis-wain/the-barrister&amp;lt;/ref&amp;gt;]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:The naughty puss.png|riquadrato|centro|&#039;&#039;The Naughty Puss&#039;&#039;: Un alunno cattivo viene punito dall’insegnante| &amp;lt;ref&amp;gt;https://www.arthistoryproject.com/artists/louis-wain/the-naughty-puss/&amp;lt;/ref&amp;gt;]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:A Cat Standing on Its Hind Legs (1).png|riquadrato|centro|&#039;&#039;A Cat Standing on Its Hind Legs&#039;&#039;: Un gatto astratto in piedi sulle zampe posteriori contornato da motivi floreali vivaci|&amp;lt;ref&amp;gt;https://wellcomecollection.org/works/adxyyuqw&amp;lt;/ref&amp;gt;]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, &#039;&#039;Louis Wain’s Cats&#039;&#039;, p. 58.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Tecnica e natura==&lt;br /&gt;
Per disegnare, Louis Wain prende ispirazione dalla natura e si circonda di animali sia suoi che di altre persone. Per lui è molto importante saper donare ai gatti l&#039;espressività emotiva e considera efficace l&#039;uso della natura nell&#039;acquisizione di impressioni da abbozzare nei disegni.&lt;br /&gt;
Inoltre, reputa fondamentale disegnare i gatti a partire dalle orecchie, perché in questo modo riesce ad ottenere armonia nelle proporzioni. Predilige il tavolo da disegno piatto, perché se usa il cavalletto lavora con una tecnica più libera ma meno accurata. Se da un lato maneggia facilmente la matita 6B, dall&#039;altro si trova in difficoltà quando si tratta del gesso rosso veneziano, poiché riconosce che un minimo errore potrebbe costare l&#039;intera rappresentazione. Un metodo efficace per dare vita ai soggetti delle raffigurazioni è, secondo lui, fare immediatamente degli schizzi quando l&#039;impressione che si ha in testa è fresca. Infine, data la continua irrequietezza dei gatti, caratteristica che li rende inadatti a posare come modelli, l&#039;artista crede che sia utile usare un modello di gatto di porcellana per imparare a disegnarli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, &#039;&#039;Louis Wain’s Cats&#039;&#039;, p. 72.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Curiosità==&lt;br /&gt;
Una caratteristica singolare di Louis Wain era la sua capacità di disegnare con entrambe le mani (anche contemporaneamente, se richiesto). Inoltre riusciva a scrivere in modo speculare, ovvero disponendo le lettere come se si potessero leggere riflesse sullo specchio. Scriveva con la mano sinistra, come si può testimoniare dalla foto che lo ritrae mentre accarezza un gatto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Louis Wain at his drawing table 1890 (1).png|riquadrato|centro|Louis Wain al tavolo da disegno con un gatto]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nonostante la sua timidezza, una delle sue grandi passioni era il pugilato. Era un forte sostenitore di William ‘Bendigo’ Thompson, al punto da chiamare la sua casa &#039;&#039;Bendigo Lodge&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, Louis Wain’s Cats, p. 17&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Wain aveva una grande considerazione dell’elettricità e pensava che quest’ultima fosse racchiusa nel manto dei gatti. L’idea emerge, in particolar modo, nell’opera intitolata &#039;&#039;The fire of mind agitates the atmosphere&#039;&#039;. Da tale convinzione deriva una sua teoria sui gatti, secondo la quale questi ultimi viaggiano sempre verso nord, mantenendo costante la traiettoria proprio come fa un magnete.&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, Louis Wain’s Cats, p. 50&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:The fire of mind agitates the atmosphere (2).png|riquadrato|centro|&#039;&#039;The fire of mind agitates the atmosphere&#039;&#039;: L&#039;elettricità nel manto di due gatti]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1925 il celebre autore H. G. Wells dedica delle parole significative all’artista: “&#039;&#039;Louis Wain invented a cat style, a cat society, a whole cat world. English cats that do not look and live like Louis Wain cats are ashamed of themselves.&#039;&#039;” Questo pensiero esprime la gratitudine nei confronti di Wain per essere riuscito a inventare un nuovo mondo di gatti e a dargli una nuova dignità.&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, Louis Wain’s Cats, p. 57&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre che in ambito artistico, Louis Wain è conosciuto anche in ambito psichiatrico per via delle sue intricate condizioni psicologiche. Ad oggi non è stata ancora identificata con certezza la causa del suo deterioramento mentale: ciò è dovuto allo scarso interesse che c’era per la psicologia nel Novecento, che faceva attribuire l’aggettivo “pazzo” a chiunque manifestasse comportamenti irragionevoli e insoliti, a discapito di una corretta diagnosi. La teoria più accreditata verte sulla schizofrenia, che in qualche modo può essere considerata il risultato della “personalità schizoide” dell’artista rilevata dal dottor David Davies nel 1966.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Wain si dedicò, infine, anche alla ceramica, realizzando una serie di gatti futuristi in tante versioni colorate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Note==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
* Alfredo Accatino, &#039;&#039;Outsiders&#039;&#039;, Firenze, Giunti Editore, 2017&lt;br /&gt;
* Chris Beetles, &#039;&#039;Louis Wain’s Cats&#039;&#039;, Edinburgh, Canongate Books, 2021&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>131.114.63.2</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://unipedia.fileli.unipi.it/index.php?title=Louis_Wain&amp;diff=5421</id>
		<title>Louis Wain</title>
		<link rel="alternate" type="text/html" href="https://unipedia.fileli.unipi.it/index.php?title=Louis_Wain&amp;diff=5421"/>
		<updated>2024-03-04T14:06:00Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;131.114.63.2: /* Caratteristiche delle opere */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Louis Wain (Londra, 5 agosto 1860 - St Albans, 4 luglio 1939) è stato un artista operante in Inghilterra tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.&lt;br /&gt;
La sua fama deriva principalmente dai protagonisti delle sue rappresentazioni: i gatti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Biografia==&lt;br /&gt;
Louis Wain nasce a Clerkenwell, nei pressi di Londra, il 5 agosto 1860. È il primogenito, ma viene ben presto seguito da cinque sorelle. Una sua peculiare caratteristica è il labbro leporino, che in epoca vittoriana viene ritenuto un difetto di cui vergognarsi e per cui nascondersi: a causa di questa menomazione l’artista sarà costretto dai genitori a non frequentare alcun tipo di scuola fino ai 10 anni. In seguito nasconderà questa particolarità sotto dei lunghi e folti baffi. Da bambino, ma anche in età adulta, Wain è soggetto a un continuo stato ansioso, al punto da avere ricorrenti incubi, che lui stesso chiamerà dopo “visioni di straordinaria complessità”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sua formazione avviene alla &#039;&#039;Orchard Street Boys and Infant School&#039;&#039;, South Hackney. Si tratta perlopiù di un’istruzione incostante, dovuta al fatto che Wain preferisce passeggiare per la natura e visitare posti nuovi anziché andare a seguire le lezioni. Durante la sua adolescenza si interessa alla pittura, alla musica e alla chimica, ma non riesce a scegliere un settore ben preciso in cui lavorare. A 17 anni decide di intraprendere il percorso musicale, in cui però non ha successo. In seguito intraprende la via artistica e studia per tre anni alla &#039;&#039;West London School of Art&#039;&#039;, entrando a far parte dello staff. Grazie a questa esperienza riesce a produrre una serie di lavori da mostrare agli editori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1880 suo padre muore e Wain, all’età di vent’anni, diventa capofamiglia e deve provvedere economicamente sia alla madre che alle sorelle. È in questo periodo che conosce Sir William Ingram, una presenza molto importante per lui a livello lavorativo. Con lui entra a far parte dell’&#039;&#039;Illustrated London News&#039;&#039;, dove pubblica resoconti di spettacoli di animali, a cui partecipava personalmente prendendo appunti e disegnando i vincitori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nello stesso periodo nella sua famiglia viene assunta una governante per le sorelle più piccole, Emily Richardson, che ha 10 anni in più rispetto a Wain. Tuttavia lui se ne innamora, nonostante ai tempi fosse uno scandalo che un uomo appartenente ad un’elevata classe sociale intrattenesse una relazione amorosa con una governante. Wain decide di sposare Emily e di convivere insieme a lei in un’altra abitazione, continuando a sostentare la madre e le sorelle a distanza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La convivenza procede in modo regolare e sereno, finché Emily non si ammala di un incurabile cancro al seno, che, dopo 3 anni di matrimonio, nel 1887, la porta alla morte. Durante la malattia la coppia adotta un gatto randagio bianco e nero, a cui viene dato il nome di Peter. Sarà proprio lui il primo gatto disegnato da Wain, il quale inizialmente lo ritrae in pose differenti per distrarre e far divertire Emily, alleggerendo così il clima sofferente che stava emergendo in casa. In seguito, Emily si rende conto della bravura di Louis, al punto da esortarlo a vendere tutti quei disegni. Convinto dalle parole di Emily, l’artista decide di incontrare i suoi editori per proporre le raffigurazioni di Peter, ma la risposta che riceve all’inizio non è positiva: gli editori si domandano, infatti, quale pubblico vorrebbe banalmente vedere l’illustrazione di un gatto su un giornale.&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Accatino, &#039;&#039;Outsiders&#039;&#039;, p. 94.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La svolta arriva quando Sir William Ingram dà il suo consenso, pubblicando un paio dei suoi disegni. Da quel momento in poi Louis Wain riscuote molto successo e diventa un noto personaggio pubblico. Le sue opere vengono diffuse in molti modi diversi: copertine di libri, poster, ma soprattutto cartoline. Tra il 1900 e il 1915 la cartolina viene infatti spesso utilizzata come mezzo di comunicazione. Ciò rappresenta sia un successo che un fallimento per l’artista: le sue immagini vengono pubblicate da tantissimi editori, ma gli fanno guadagnare solo fama e gratitudine perché Wain, essendo un uomo dalle scarse abilità finanziarie, non applica alcun diritto d’autore alle sue opere e di conseguenza ha problemi economici e finisce per indebitarsi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inizia, perciò, un periodo tormentato sia dalla poca disponibilità di soldi che dalla scomparsa della moglie Emily. Nonostante la negatività di questo periodo, Wain continua la sua produzione di disegni. La sua reputazione gli permette di partecipare a eventi sociali e di diventare presidente del &#039;&#039;National Cat Club&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1907, per via dell’accumulo dei debiti, decide di trasferirsi in America. Qui disegna fumetti per i quotidiani del gruppo Hearst fino al 1910. In quell’anno viene a mancare sua madre, ragione per la quale decide di ritornare a casa. Tuttavia, il soggiorno negli Stati Uniti non aveva migliorato la sua situazione economica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quattro anni dopo, Wain è vittima di una caduta da un omnibus, che gli provoca uno stato di incoscienza per due settimane e lo costringe a letto al &#039;&#039;St Bartholomew’s Hospital&#039;&#039;. Nel 1915 muore la sorella Caroline per influenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La salute mentale dell’artista comincia a frantumarsi: nel 1924, per via dei suoi atteggiamenti violenti nei confronti delle sorelle, viene certificato pazzo e viene trasferito a Tooting nello Springfield Hospital. Qui continua la sua passione per il disegno, lontano dalle responsabilità che aveva prima. Dopo un anno, un libraio di nome Dan Rider, che visitava spesso i manicomi, scopre che l’artista è ancora vivo e decide di raccogliere fondi per spostarlo in un ambiente più accogliente. Così, Louis Wain viene messo nel Bethlem Royal Hospital.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1930 viene nuovamente trasferito dal Bethlem Royal Hospital al Napsbury Hospital. Le sorelle continuano a fargli visita e a confortarlo e riescono a mantenersi grazie alla pittura.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel novembre del 1936 un ictus colpisce Wain alla parola e alla parte destra del corpo, ma in poco tempo l’artista riesce di nuovo a scrivere con entrambe le mani. Tre anni dopo, il 4 luglio 1939, muore a causa di un’insufficienza renale e di arteriosclerosi. Il suo corpo è stato sepolto insieme a suo padre e a due delle sue sorelle nel cimitero cattolico romano di St Mary, Kensal Green.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Caratteristiche delle opere==&lt;br /&gt;
Le opere di Wain hanno come principale soggetto gli animali, in particolare i gatti. Inizialmente si tratta di gatti veri e propri come Peter, ma pian piano l’artista inizia ad antropomorfizzarli, rendendoli sempre più umani. Presenta quindi gatti immersi in attività tipicamente umane, che variano dal giocare a cricket, a tennis, a golf o addirittura a biliardo al rivestire il ruolo di sindaco, giudice o insegnante. I gatti in questione hanno dei volti pieni di espressività, camminano sulle zampe posteriori e hanno un movimento del corpo molto lontano da quello autentico di un felino. Indossano dei vestiti eleganti, a volte sportivi e in ognuno di loro è presente una personalità riconoscibile come se si trattasse di persone vere e proprie. Wain li rappresenta spesso con vena comica nelle situazioni della vita quotidiana, per esempio nelle discussioni tra coppie o durante i giochi da tavolo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con l’avvento della malattia cambia il modo di rappresentare i gatti. Infatti, nel periodo passato all’interno dei manicomi, Louis Wain sviluppa una nuova tipologia di disegni ispirati ai motivi delle pareti degli edifici in cui si trova. Il risultato è, dunque, una serie di gatti “psichedelici” carichi di colori brillanti, che messi insieme danno l’effetto di un’allucinazione. Negli ultimi anni della sua vita continuerà a disegnarli, ma sempre in modo astratto e confuso, al punto da farli scomparire nei colori.&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Accatino, &#039;&#039;Outsiders&#039;&#039;, p. 95.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, &#039;&#039;Louis Wain’s Cats&#039;&#039;, pp. 20-21.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:The Barrister.jpg|riquadrato|centro|&#039;&#039;The Barrister&#039;&#039;: Un gatto nelle vesti di un avvocato|&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.wikiart.org/en/louis-wain/the-barrister&amp;lt;/ref&amp;gt;]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:The naughty puss.png|riquadrato|centro|&#039;&#039;The Naughty Puss&#039;&#039;: Un alunno cattivo viene punito dall’insegnante| &amp;lt;ref&amp;gt;https://www.arthistoryproject.com/artists/louis-wain/the-naughty-puss/&amp;lt;/ref&amp;gt;]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:A Cat Standing on Its Hind Legs (1).png|riquadrato|centro|&#039;&#039;A Cat Standing on Its Hind Legs&#039;&#039;: Un gatto astratto in piedi sulle zampe posteriori contornato da motivi floreali vivaci|&amp;lt;ref&amp;gt;https://wellcomecollection.org/works/adxyyuqw&amp;lt;/ref&amp;gt;]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, &#039;&#039;Louis Wain’s Cats&#039;&#039;, p. 58.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Tecnica e natura==&lt;br /&gt;
Per disegnare, Louis Wain prende ispirazione dalla natura e si circonda di animali sia suoi che di altre persone. Per lui è molto importante saper donare ai gatti l&#039;espressività emotiva, infatti considera efficace l&#039;uso della natura nell&#039;acquisizione di impressioni da abbozzare nei disegni.&lt;br /&gt;
Inoltre, reputa fondamentale disegnare i gatti a partire dalle orecchie, in quanto solo in questo modo si può ottenere armonia nelle proporzioni: secondo lui, infatti, un disegno sbagliato dipenderà sicuramente da dove si è cominciato a farlo. Predilige il tavolo da disegno piatto, perché se usa il cavalletto lavora con una tecnica più libera ma meno accurata. Se da un lato maneggia facilmente la matita 6B, dall&#039;altro si trova in difficoltà quando si tratta del gesso rosso veneziano, poiché riconosce che un minimo errore potrebbe costare l&#039;intera rappresentazione. Un metodo efficace per dare vita ai soggetti delle raffigurazioni è, secondo lui, fare immediatamente degli schizzi quando l&#039;impressione che si ha in testa è fresca. Infine, data la continua irrequietezza dei gatti, caratteristica che li rende inadatti a posare come modelli, l&#039;artista crede che sia utile usare un modello di gatto cinese per imparare a disegnarli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, Louis Wain’s Cats, p. 72&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Curiosità==&lt;br /&gt;
Una caratteristica singolare di Louis Wain era la sua capacità di disegnare con entrambe le mani (anche contemporaneamente, se richiesto). Inoltre riusciva a scrivere in modo speculare, ovvero disponendo le lettere come se si potessero leggere riflesse sullo specchio. Scriveva con la mano sinistra, come si può testimoniare dalla foto che lo ritrae mentre accarezza un gatto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Louis Wain at his drawing table 1890 (1).png|riquadrato|centro|Louis Wain al tavolo da disegno con un gatto]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nonostante la sua timidezza, una delle sue grandi passioni era il pugilato. Era un forte sostenitore di William ‘Bendigo’ Thompson, al punto da chiamare la sua casa &#039;&#039;Bendigo Lodge&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, Louis Wain’s Cats, p. 17&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Wain aveva una grande considerazione dell’elettricità e pensava che quest’ultima fosse racchiusa nel manto dei gatti. L’idea emerge, in particolar modo, nell’opera intitolata &#039;&#039;The fire of mind agitates the atmosphere&#039;&#039;. Da tale convinzione deriva una sua teoria sui gatti, secondo la quale questi ultimi viaggiano sempre verso nord, mantenendo costante la traiettoria proprio come fa un magnete.&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, Louis Wain’s Cats, p. 50&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:The fire of mind agitates the atmosphere (2).png|riquadrato|centro|&#039;&#039;The fire of mind agitates the atmosphere&#039;&#039;: L&#039;elettricità nel manto di due gatti]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1925 il celebre autore H. G. Wells dedica delle parole significative all’artista: “&#039;&#039;Louis Wain invented a cat style, a cat society, a whole cat world. English cats that do not look and live like Louis Wain cats are ashamed of themselves.&#039;&#039;” Questo pensiero esprime la gratitudine nei confronti di Wain per essere riuscito a inventare un nuovo mondo di gatti e a dargli una nuova dignità.&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, Louis Wain’s Cats, p. 57&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre che in ambito artistico, Louis Wain è conosciuto anche in ambito psichiatrico per via delle sue intricate condizioni psicologiche. Ad oggi non è stata ancora identificata con certezza la causa del suo deterioramento mentale: ciò è dovuto allo scarso interesse che c’era per la psicologia nel Novecento, che faceva attribuire l’aggettivo “pazzo” a chiunque manifestasse comportamenti irragionevoli e insoliti, a discapito di una corretta diagnosi. La teoria più accreditata verte sulla schizofrenia, che in qualche modo può essere considerata il risultato della “personalità schizoide” dell’artista rilevata dal dottor David Davies nel 1966.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Wain si dedicò, infine, anche alla ceramica, realizzando una serie di gatti futuristi in tante versioni colorate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Note==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
* Alfredo Accatino, &#039;&#039;Outsiders&#039;&#039;, Firenze, Giunti Editore, 2017&lt;br /&gt;
* Chris Beetles, &#039;&#039;Louis Wain’s Cats&#039;&#039;, Edinburgh, Canongate Books, 2021&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>131.114.63.2</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://unipedia.fileli.unipi.it/index.php?title=Louis_Wain&amp;diff=5420</id>
		<title>Louis Wain</title>
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		<updated>2024-03-04T14:04:58Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;131.114.63.2: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Louis Wain (Londra, 5 agosto 1860 - St Albans, 4 luglio 1939) è stato un artista operante in Inghilterra tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.&lt;br /&gt;
La sua fama deriva principalmente dai protagonisti delle sue rappresentazioni: i gatti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Biografia==&lt;br /&gt;
Louis Wain nasce a Clerkenwell, nei pressi di Londra, il 5 agosto 1860. È il primogenito, ma viene ben presto seguito da cinque sorelle. Una sua peculiare caratteristica è il labbro leporino, che in epoca vittoriana viene ritenuto un difetto di cui vergognarsi e per cui nascondersi: a causa di questa menomazione l’artista sarà costretto dai genitori a non frequentare alcun tipo di scuola fino ai 10 anni. In seguito nasconderà questa particolarità sotto dei lunghi e folti baffi. Da bambino, ma anche in età adulta, Wain è soggetto a un continuo stato ansioso, al punto da avere ricorrenti incubi, che lui stesso chiamerà dopo “visioni di straordinaria complessità”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sua formazione avviene alla &#039;&#039;Orchard Street Boys and Infant School&#039;&#039;, South Hackney. Si tratta perlopiù di un’istruzione incostante, dovuta al fatto che Wain preferisce passeggiare per la natura e visitare posti nuovi anziché andare a seguire le lezioni. Durante la sua adolescenza si interessa alla pittura, alla musica e alla chimica, ma non riesce a scegliere un settore ben preciso in cui lavorare. A 17 anni decide di intraprendere il percorso musicale, in cui però non ha successo. In seguito intraprende la via artistica e studia per tre anni alla &#039;&#039;West London School of Art&#039;&#039;, entrando a far parte dello staff. Grazie a questa esperienza riesce a produrre una serie di lavori da mostrare agli editori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1880 suo padre muore e Wain, all’età di vent’anni, diventa capofamiglia e deve provvedere economicamente sia alla madre che alle sorelle. È in questo periodo che conosce Sir William Ingram, una presenza molto importante per lui a livello lavorativo. Con lui entra a far parte dell’&#039;&#039;Illustrated London News&#039;&#039;, dove pubblica resoconti di spettacoli di animali, a cui partecipava personalmente prendendo appunti e disegnando i vincitori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nello stesso periodo nella sua famiglia viene assunta una governante per le sorelle più piccole, Emily Richardson, che ha 10 anni in più rispetto a Wain. Tuttavia lui se ne innamora, nonostante ai tempi fosse uno scandalo che un uomo appartenente ad un’elevata classe sociale intrattenesse una relazione amorosa con una governante. Wain decide di sposare Emily e di convivere insieme a lei in un’altra abitazione, continuando a sostentare la madre e le sorelle a distanza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La convivenza procede in modo regolare e sereno, finché Emily non si ammala di un incurabile cancro al seno, che, dopo 3 anni di matrimonio, nel 1887, la porta alla morte. Durante la malattia la coppia adotta un gatto randagio bianco e nero, a cui viene dato il nome di Peter. Sarà proprio lui il primo gatto disegnato da Wain, il quale inizialmente lo ritrae in pose differenti per distrarre e far divertire Emily, alleggerendo così il clima sofferente che stava emergendo in casa. In seguito, Emily si rende conto della bravura di Louis, al punto da esortarlo a vendere tutti quei disegni. Convinto dalle parole di Emily, l’artista decide di incontrare i suoi editori per proporre le raffigurazioni di Peter, ma la risposta che riceve all’inizio non è positiva: gli editori si domandano, infatti, quale pubblico vorrebbe banalmente vedere l’illustrazione di un gatto su un giornale.&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Accatino, &#039;&#039;Outsiders&#039;&#039;, p. 94.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La svolta arriva quando Sir William Ingram dà il suo consenso, pubblicando un paio dei suoi disegni. Da quel momento in poi Louis Wain riscuote molto successo e diventa un noto personaggio pubblico. Le sue opere vengono diffuse in molti modi diversi: copertine di libri, poster, ma soprattutto cartoline. Tra il 1900 e il 1915 la cartolina viene infatti spesso utilizzata come mezzo di comunicazione. Ciò rappresenta sia un successo che un fallimento per l’artista: le sue immagini vengono pubblicate da tantissimi editori, ma gli fanno guadagnare solo fama e gratitudine perché Wain, essendo un uomo dalle scarse abilità finanziarie, non applica alcun diritto d’autore alle sue opere e di conseguenza ha problemi economici e finisce per indebitarsi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inizia, perciò, un periodo tormentato sia dalla poca disponibilità di soldi che dalla scomparsa della moglie Emily. Nonostante la negatività di questo periodo, Wain continua la sua produzione di disegni. La sua reputazione gli permette di partecipare a eventi sociali e di diventare presidente del &#039;&#039;National Cat Club&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1907, per via dell’accumulo dei debiti, decide di trasferirsi in America. Qui disegna fumetti per i quotidiani del gruppo Hearst fino al 1910. In quell’anno viene a mancare sua madre, ragione per la quale decide di ritornare a casa. Tuttavia, il soggiorno negli Stati Uniti non aveva migliorato la sua situazione economica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quattro anni dopo, Wain è vittima di una caduta da un omnibus, che gli provoca uno stato di incoscienza per due settimane e lo costringe a letto al &#039;&#039;St Bartholomew’s Hospital&#039;&#039;. Nel 1915 muore la sorella Caroline per influenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La salute mentale dell’artista comincia a frantumarsi: nel 1924, per via dei suoi atteggiamenti violenti nei confronti delle sorelle, viene certificato pazzo e viene trasferito a Tooting nello Springfield Hospital. Qui continua la sua passione per il disegno, lontano dalle responsabilità che aveva prima. Dopo un anno, un libraio di nome Dan Rider, che visitava spesso i manicomi, scopre che l’artista è ancora vivo e decide di raccogliere fondi per spostarlo in un ambiente più accogliente. Così, Louis Wain viene messo nel Bethlem Royal Hospital.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1930 viene nuovamente trasferito dal Bethlem Royal Hospital al Napsbury Hospital. Le sorelle continuano a fargli visita e a confortarlo e riescono a mantenersi grazie alla pittura.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel novembre del 1936 un ictus colpisce Wain alla parola e alla parte destra del corpo, ma in poco tempo l’artista riesce di nuovo a scrivere con entrambe le mani. Tre anni dopo, il 4 luglio 1939, muore a causa di un’insufficienza renale e di arteriosclerosi. Il suo corpo è stato sepolto insieme a suo padre e a due delle sue sorelle nel cimitero cattolico romano di St Mary, Kensal Green.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Caratteristiche delle opere==&lt;br /&gt;
Le opere di Wain hanno un unico soggetto, i gatti. Inizialmente si tratta di gatti veri e propri come Peter, ma pian piano l’artista inizia ad antropomorfizzarli, rendendoli sempre più umani. A rendere l’idea ci sono diversi disegni, tra cui &#039;&#039;Playing Billiards&#039;&#039;, &#039;&#039;Golfing Cats&#039;&#039;, &#039;&#039;The Naughty Puss&#039;&#039;, &#039;&#039;The Mayor’s Visit&#039;&#039;, &#039;&#039;The Barrister&#039;&#039; e molti altri ancora. Si tratta di gatti immersi in attività tipicamente umane, che variano dal giocare a cricket, a tennis, a golf o addirittura a biliardo al rivestire il ruolo di sindaco, giudice o insegnante. I gatti in questione hanno dei volti pieni di espressività, camminano sulle zampe posteriori e hanno un movimento del corpo molto lontano da quello autentico di un felino. Indossano dei vestiti eleganti, a volte sportivi e in ognuno di loro è presente una personalità riconoscibile come se si trattasse di persone vere e proprie. A Wain entusiasmava rappresentarli con vena comica nelle scene della vita quotidiana, ad esempio nelle discussioni tra coppie o durante i tornei di carte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con l’avvento della malattia cambia il modo di rappresentare i gatti: se già in precedenza avevano perso i caratteri tipici di un animale, adesso ne perdevano anche i connotati. Infatti, nel periodo passato all’interno dei manicomi, Louis Wain sviluppa una nuova tipologia di disegni ispirati ai motivi delle pareti degli edifici in cui si trova. Il risultato è, dunque, un gatto “psichedelico” carico di colori brillanti, che messi insieme danno l’effetto di un’allucinazione. Negli ultimi anni della sua vita continuerà a disegnarli, ma sempre in modo astratto e confuso, al punto da farli scomparire nei colori.&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Accatino, &#039;&#039;Outsiders&#039;&#039;, p. 95&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, Louis Wain’s Cats, pp. 20-21&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:The Barrister.jpg|riquadrato|centro|&#039;&#039;The Barrister&#039;&#039;: Un gatto nelle vesti di un giudice]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:The naughty puss.png|riquadrato|centro|&#039;&#039;The Naughty Puss&#039;&#039;: Un alunno cattivo viene punito dall&#039;insegnante]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:A Cat Standing on Its Hind Legs (1).png|riquadrato|centro|&#039;&#039;A Cat Standing on Its Hind Legs&#039;&#039;: Un gatto astratto in piedi sulle zampe posteriori contornato da motivi floreali vivaci]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, Louis Wain’s Cats, p. 58&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Tecnica e natura==&lt;br /&gt;
Per disegnare, Louis Wain prende ispirazione dalla natura e si circonda di animali sia suoi che di altre persone. Per lui è molto importante saper donare ai gatti l&#039;espressività emotiva, infatti considera efficace l&#039;uso della natura nell&#039;acquisizione di impressioni da abbozzare nei disegni.&lt;br /&gt;
Inoltre, reputa fondamentale disegnare i gatti a partire dalle orecchie, in quanto solo in questo modo si può ottenere armonia nelle proporzioni: secondo lui, infatti, un disegno sbagliato dipenderà sicuramente da dove si è cominciato a farlo. Predilige il tavolo da disegno piatto, perché se usa il cavalletto lavora con una tecnica più libera ma meno accurata. Se da un lato maneggia facilmente la matita 6B, dall&#039;altro si trova in difficoltà quando si tratta del gesso rosso veneziano, poiché riconosce che un minimo errore potrebbe costare l&#039;intera rappresentazione. Un metodo efficace per dare vita ai soggetti delle raffigurazioni è, secondo lui, fare immediatamente degli schizzi quando l&#039;impressione che si ha in testa è fresca. Infine, data la continua irrequietezza dei gatti, caratteristica che li rende inadatti a posare come modelli, l&#039;artista crede che sia utile usare un modello di gatto cinese per imparare a disegnarli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, Louis Wain’s Cats, p. 72&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Curiosità==&lt;br /&gt;
Una caratteristica singolare di Louis Wain era la sua capacità di disegnare con entrambe le mani (anche contemporaneamente, se richiesto). Inoltre riusciva a scrivere in modo speculare, ovvero disponendo le lettere come se si potessero leggere riflesse sullo specchio. Scriveva con la mano sinistra, come si può testimoniare dalla foto che lo ritrae mentre accarezza un gatto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Louis Wain at his drawing table 1890 (1).png|riquadrato|centro|Louis Wain al tavolo da disegno con un gatto]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nonostante la sua timidezza, una delle sue grandi passioni era il pugilato. Era un forte sostenitore di William ‘Bendigo’ Thompson, al punto da chiamare la sua casa &#039;&#039;Bendigo Lodge&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, Louis Wain’s Cats, p. 17&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Wain aveva una grande considerazione dell’elettricità e pensava che quest’ultima fosse racchiusa nel manto dei gatti. L’idea emerge, in particolar modo, nell’opera intitolata &#039;&#039;The fire of mind agitates the atmosphere&#039;&#039;. Da tale convinzione deriva una sua teoria sui gatti, secondo la quale questi ultimi viaggiano sempre verso nord, mantenendo costante la traiettoria proprio come fa un magnete.&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, Louis Wain’s Cats, p. 50&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:The fire of mind agitates the atmosphere (2).png|riquadrato|centro|&#039;&#039;The fire of mind agitates the atmosphere&#039;&#039;: L&#039;elettricità nel manto di due gatti]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1925 il celebre autore H. G. Wells dedica delle parole significative all’artista: “&#039;&#039;Louis Wain invented a cat style, a cat society, a whole cat world. English cats that do not look and live like Louis Wain cats are ashamed of themselves.&#039;&#039;” Questo pensiero esprime la gratitudine nei confronti di Wain per essere riuscito a inventare un nuovo mondo di gatti e a dargli una nuova dignità.&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, Louis Wain’s Cats, p. 57&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre che in ambito artistico, Louis Wain è conosciuto anche in ambito psichiatrico per via delle sue intricate condizioni psicologiche. Ad oggi non è stata ancora identificata con certezza la causa del suo deterioramento mentale: ciò è dovuto allo scarso interesse che c’era per la psicologia nel Novecento, che faceva attribuire l’aggettivo “pazzo” a chiunque manifestasse comportamenti irragionevoli e insoliti, a discapito di una corretta diagnosi. La teoria più accreditata verte sulla schizofrenia, che in qualche modo può essere considerata il risultato della “personalità schizoide” dell’artista rilevata dal dottor David Davies nel 1966.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Wain si dedicò, infine, anche alla ceramica, realizzando una serie di gatti futuristi in tante versioni colorate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Note==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
* Alfredo Accatino, &#039;&#039;Outsiders&#039;&#039;, Firenze, Giunti Editore, 2017&lt;br /&gt;
* Chris Beetles, &#039;&#039;Louis Wain’s Cats&#039;&#039;, Edinburgh, Canongate Books, 2021&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>131.114.63.2</name></author>
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		<title>Louis Wain</title>
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		<updated>2024-03-04T13:45:48Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;131.114.63.2: /* Storia */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Louis Wain (Londra, 5 agosto 1860 - St Albans, 4 luglio 1939) è stato un artista operante in Inghilterra  tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sua figura non è molto conosciuta nel panorama internazionale, ma certo è che la sua fama deriva principalmente dai protagonisti delle sue rappresentazioni: i gatti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Biografia==&lt;br /&gt;
Louis Wain nasce a Clerkenwell, nei pressi di Londra, il 5 agosto 1860. È il primogenito, ma viene ben presto seguito da cinque sorelle. Fin dall’inizio spicca la sua personalità eccentrica e bizzarra, che si riflette in modo evidente sulle sue opere. Una sua peculiare caratteristica è il labbro leporino, in epoca vittoriana ritenuto un difetto di cui vergognarsi e per cui nascondersi, tant’è vero che a causa di questa menomazione l’artista sarà costretto dai genitori a non frequentare alcun tipo di scuola fino ai 10 anni. In seguito nasconderà questa particolarità sotto dei lunghi e folti baffi. Da bambino, ma anche in età adulta, è soggetto a un continuo stato ansioso, al punto da avere ricorrenti incubi, che lui stesso chiamerà dopo “visioni di straordinaria complessità”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La sua formazione avviene alla &#039;&#039;Orchard Street Boys&#039;&#039; e alla &#039;&#039;Infant School&#039;&#039; nel South Hackney. Si tratta perlopiù di un’istruzione incostante, dovuta allo stesso Wain per via del suo atteggiamento incline a passeggiare per la natura e a visitare posti nuovi anziché a seguire le lezioni. Durante la sua adolescenza si interessa alla pittura, alla musica e alla chimica, ma non riesce a scegliere un settore ben preciso in cui lavorare. A 17 anni decide di intraprendere il percorso musicale, in cui però non avrà successo. Dopodiché intraprende la via artistica e studia per tre anni alla &#039;&#039;West London School of Art&#039;&#039;, entrando a far parte dell’équipe. Grazie a questa esperienza riesce a produrre e a collezionare una serie di lavori da mostrare successivamente agli editori di quel tempo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1880, a soli 20 anni, Louis Wain si ritrova ad affrontare una situazione difficile: la morte di suo padre. Questo tragico evento significherà per lui ricevere una grande responsabilità, ovvero diventare capofamiglia e quindi provvedere economicamente sia alla madre che alle sorelle. È in questo periodo che conosce Sir William Ingram, una presenza molto importante per lui a livello lavorativo. Con lui entrerà a far parte dell’&#039;&#039;Illustrated London News&#039;&#039;, dove inizierà a pubblicare resoconti di spettacoli di animali, a cui partecipava personalmente prendendo appunti e disegnando i vincitori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nello stesso periodo nella sua famiglia viene assunta una governante per le sorelle più piccole, Emily Richardson. È una donna appartenente alla classe servile e ha 10 anni in più rispetto a Wain. Tuttavia lui se ne innamora, nonostante ai tempi fosse uno scandalo che un gentiluomo intrattenesse una relazione amorosa con una governante (tra l’altro più grande di lui). Superando i preconcetti legati all’età vittoriana, l’artista decide di sposare Emily e di convivere insieme a lei in un’altra abitazione, continuando a sostentare la madre e le sorelle a distanza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La convivenza procede in modo regolare e sereno, entrambi sono felici della loro quotidianità piena di amore, finché una grave malattia non colpisce Emily: si tratta di un incurabile cancro al seno, che, dopo 3 anni di matrimonio, nel 1887, la porterà via dal compagno. Durante la malattia la coppia adotta un curioso gatto randagio bianco e nero, a cui viene dato il nome di Peter. Sarà proprio lui il primo protagonista dei disegni di Wain, il quale inizialmente lo usa come stratagemma per distrarre e far divertire Emily, alleggerendo così quel clima sofferente che stava emergendo in casa. In seguito, Emily si rende conto della bravura di Louis, al punto da esortarlo a vendere tutti quei disegni. Convinto dalle parole di Emily, l’artista decide di incontrare i suoi editori per proporgli le raffigurazioni di Peter, ma la risposta che riceve all’inizio non è positiva: gli editori si domandano, infatti, quale pubblico vorrebbe banalmente vedere l’illustrazione di un gatto su un giornale.&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Accatino, &#039;&#039;Outsiders&#039;&#039;, p. 94&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La svolta arriva quando Sir William Ingram dà il suo consenso, pubblicando un paio dei suoi disegni. Da quel momento in poi Louis Wain riscuote molto successo e diventa un noto personaggio pubblico di quell’epoca. La sua arte viene diffusa in mille modi diversi: sotto forma di copertine di libri, sotto forma di poster, ma soprattutto sotto forma di cartoline. Centrale è infatti l’esistenza della cartolina, che tra il 1900 e il 1915 viene spesso utilizzata come mezzo di comunicazione. Ciò rappresenta sia un successo che un fallimento per l&#039;artista, perché le sue immagini vengono certamente pubblicate da tantissimi editori, ma gli fanno guadagnare solo fama e gratitudine: Wain, infatti, era conosciuto anche come un uomo dalle scarse abilità finanziarie, mancanza che lo ha spinto a non applicare alcun diritto d’autore alle sue opere e di conseguenza ad avere problemi economici, finendo per indebitarsi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inizia, perciò, un periodo tormentato sia dalla poca disponibilità di soldi che dalla scomparsa della moglie Emily. Nonostante la negatività di questo periodo, Wain continua la sua produzione di disegni e grazie al suo contributo riesce a far riacquistare dignità ai gatti, sino ad allora considerati dei semplici animali che cacciavano i topi, e guadagna il titolo di “esperto di gatti”. La sua reputazione gli permette di partecipare ad eventi sociali e di diventare presidente del &#039;&#039;National Cat Club&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1907, per via dell’accumulo dei debiti, decide di trasferirsi in America per riscattarsi. Qui disegna fumetti per gli Hearst Newspapers fino al 1910, anno in cui viene a mancare sua madre, ragione per la quale decide di ritornare a casa. Il suo ritorno non porta notizie positive: tutto ciò che aveva risparmiato in America lo aveva speso e non gli era rimasto nulla.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quattro anni dopo, Wain è vittima di una caduta da un omnibus, che gli provoca uno stato di incoscienza per due settimane e lo costringe a letto al &#039;&#039;St Bartholomew’s Hospital&#039;&#039;. Nel 1915 avviene un altro evento drammatico, ovvero la morte della sorella Caroline, causata dall’epidemia di influenza che si stava scatenando in quell’anno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La salute mentale dell’artista comincia a frantumarsi: nel 1924, per via dei suoi atteggiamenti violenti nei confronti delle sorelle, viene certificato pazzo e viene trasferito a Tooting nell’indigente &#039;&#039;Springfield Hospital&#039;&#039;. Qui continua la sua passione per il disegno, lontano dalle responsabilità che aveva prima. Dopo un anno, un libraio di nome Dan Rider, poiché visitava spesso i manicomi, scoprì che l’artista era ancora vivo e decise di raccogliere fondi per spostarlo in un ambiente più accogliente. Così, Louis Wain venne messo in una stanza privata a Bethlem.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In seguito venne nuovamente trasferito da Bethlem al &#039;&#039;Napsbury Hospital&#039;&#039; dopo circa cinque anni. Le sorelle continuano a fargli visita e a confortarlo e riescono a mantenersi grazie all’arte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel novembre del 1936 un ictus colpisce Wain alla parola e alla parte destra del corpo, ma in poco tempo riesce di nuovo a scrivere con entrambe le mani. Tre anni dopo, il 4 luglio 1939, la sua vita volge al termine a causa di un’insufficienza renale e di arteriosclerosi. Il suo corpo è stato sepolto insieme a suo padre e a due delle sue sorelle nel cimitero cattolico romano di St Mary, Kensal Green.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Caratteristiche delle opere==&lt;br /&gt;
Le opere di Wain hanno un unico soggetto, i gatti. Inizialmente si tratta di gatti veri e propri come Peter, ma pian piano l’artista inizia ad antropomorfizzarli, rendendoli sempre più umani. A rendere l’idea ci sono diversi disegni, tra cui &#039;&#039;Playing Billiards&#039;&#039;, &#039;&#039;Golfing Cats&#039;&#039;, &#039;&#039;The Naughty Puss&#039;&#039;, &#039;&#039;The Mayor’s Visit&#039;&#039;, &#039;&#039;The Barrister&#039;&#039; e molti altri ancora. Si tratta di gatti immersi in attività tipicamente umane, che variano dal giocare a cricket, a tennis, a golf o addirittura a biliardo al rivestire il ruolo di sindaco, giudice o insegnante. I gatti in questione hanno dei volti pieni di espressività, camminano sulle zampe posteriori e hanno un movimento del corpo molto lontano da quello autentico di un felino. Indossano dei vestiti eleganti, a volte sportivi e in ognuno di loro è presente una personalità riconoscibile come se si trattasse di persone vere e proprie. A Wain entusiasmava rappresentarli con vena comica nelle scene della vita quotidiana, ad esempio nelle discussioni tra coppie o durante i tornei di carte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con l’avvento della malattia cambia il modo di rappresentare i gatti: se già in precedenza avevano perso i caratteri tipici di un animale, adesso ne perdevano anche i connotati. Infatti, nel periodo passato all’interno dei manicomi, Louis Wain sviluppa una nuova tipologia di disegni ispirati ai motivi delle pareti degli edifici in cui si trova. Il risultato è, dunque, un gatto “psichedelico” carico di colori brillanti, che messi insieme danno l’effetto di un’allucinazione. Negli ultimi anni della sua vita continuerà a disegnarli, ma sempre in modo astratto e confuso, al punto da farli scomparire nei colori.&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Accatino, &#039;&#039;Outsiders&#039;&#039;, p. 95&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, Louis Wain’s Cats, pp. 20-21&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:The Barrister.jpg|riquadrato|centro|&#039;&#039;The Barrister&#039;&#039;: Un gatto nelle vesti di un giudice]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:The naughty puss.png|riquadrato|centro|&#039;&#039;The Naughty Puss&#039;&#039;: Un alunno cattivo viene punito dall&#039;insegnante]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:A Cat Standing on Its Hind Legs (1).png|riquadrato|centro|&#039;&#039;A Cat Standing on Its Hind Legs&#039;&#039;: Un gatto astratto in piedi sulle zampe posteriori contornato da motivi floreali vivaci]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, Louis Wain’s Cats, p. 58&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Tecnica e natura==&lt;br /&gt;
Per disegnare, Louis Wain prende ispirazione dalla natura e si circonda di animali sia suoi che di altre persone. Per lui è molto importante saper donare ai gatti l&#039;espressività emotiva, infatti considera efficace l&#039;uso della natura nell&#039;acquisizione di impressioni da abbozzare nei disegni.&lt;br /&gt;
Inoltre, reputa fondamentale disegnare i gatti a partire dalle orecchie, in quanto solo in questo modo si può ottenere armonia nelle proporzioni: secondo lui, infatti, un disegno sbagliato dipenderà sicuramente da dove si è cominciato a farlo. Predilige il tavolo da disegno piatto, perché se usa il cavalletto lavora con una tecnica più libera ma meno accurata. Se da un lato maneggia facilmente la matita 6B, dall&#039;altro si trova in difficoltà quando si tratta del gesso rosso veneziano, poiché riconosce che un minimo errore potrebbe costare l&#039;intera rappresentazione. Un metodo efficace per dare vita ai soggetti delle raffigurazioni è, secondo lui, fare immediatamente degli schizzi quando l&#039;impressione che si ha in testa è fresca. Infine, data la continua irrequietezza dei gatti, caratteristica che li rende inadatti a posare come modelli, l&#039;artista crede che sia utile usare un modello di gatto cinese per imparare a disegnarli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, Louis Wain’s Cats, p. 72&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Curiosità==&lt;br /&gt;
Una caratteristica singolare di Louis Wain era la sua capacità di disegnare con entrambe le mani (anche contemporaneamente, se richiesto). Inoltre riusciva a scrivere in modo speculare, ovvero disponendo le lettere come se si potessero leggere riflesse sullo specchio. Scriveva con la mano sinistra, come si può testimoniare dalla foto che lo ritrae mentre accarezza un gatto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:Louis Wain at his drawing table 1890 (1).png|riquadrato|centro|Louis Wain al tavolo da disegno con un gatto]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nonostante la sua timidezza, una delle sue grandi passioni era il pugilato. Era un forte sostenitore di William ‘Bendigo’ Thompson, al punto da chiamare la sua casa &#039;&#039;Bendigo Lodge&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, Louis Wain’s Cats, p. 17&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Wain aveva una grande considerazione dell’elettricità e pensava che quest’ultima fosse racchiusa nel manto dei gatti. L’idea emerge, in particolar modo, nell’opera intitolata &#039;&#039;The fire of mind agitates the atmosphere&#039;&#039;. Da tale convinzione deriva una sua teoria sui gatti, secondo la quale questi ultimi viaggiano sempre verso nord, mantenendo costante la traiettoria proprio come fa un magnete.&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, Louis Wain’s Cats, p. 50&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[File:The fire of mind agitates the atmosphere (2).png|riquadrato|centro|&#039;&#039;The fire of mind agitates the atmosphere&#039;&#039;: L&#039;elettricità nel manto di due gatti]]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1925 il celebre autore H. G. Wells dedica delle parole significative all’artista: “&#039;&#039;Louis Wain invented a cat style, a cat society, a whole cat world. English cats that do not look and live like Louis Wain cats are ashamed of themselves.&#039;&#039;” Questo pensiero esprime la gratitudine nei confronti di Wain per essere riuscito a inventare un nuovo mondo di gatti e a dargli una nuova dignità.&lt;br /&gt;
&amp;lt;ref&amp;gt;Beetles, Louis Wain’s Cats, p. 57&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oltre che in ambito artistico, Louis Wain è conosciuto anche in ambito psichiatrico per via delle sue intricate condizioni psicologiche. Ad oggi non è stata ancora identificata con certezza la causa del suo deterioramento mentale: ciò è dovuto allo scarso interesse che c’era per la psicologia nel Novecento, che faceva attribuire l’aggettivo “pazzo” a chiunque manifestasse comportamenti irragionevoli e insoliti, a discapito di una corretta diagnosi. La teoria più accreditata verte sulla schizofrenia, che in qualche modo può essere considerata il risultato della “personalità schizoide” dell’artista rilevata dal dottor David Davies nel 1966.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Wain si dedicò, infine, anche alla ceramica, realizzando una serie di gatti futuristi in tante versioni colorate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Note==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references /&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
* Alfredo Accatino, &#039;&#039;Outsiders&#039;&#039;, Firenze, Giunti Editore, 2017&lt;br /&gt;
* Chris Beetles, &#039;&#039;Louis Wain’s Cats&#039;&#039;, Edinburgh, Canongate Books, 2021&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>131.114.63.2</name></author>
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		<id>https://unipedia.fileli.unipi.it/index.php?title=Kobe_Bean_Bryant&amp;diff=5333</id>
		<title>Kobe Bean Bryant</title>
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		<updated>2024-02-21T14:32:53Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;131.114.63.2: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Kobe Bean Bryant è stato un cestista statunitense. È considerato tra i migliori giocatori nella storia dell&#039;Nba, ed è stato il primo atleta Nba ad aver giocato per venti stagioni nella stessa squadra: i Los Angeles Lakers.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Infanzia==&lt;br /&gt;
Kobe Bryant è nato a Philadelphia il 23 agosto 1978, dalla madre Pamela Cox e dal padre Joe Bryant, anch’egli giocatore di basket professionista; la coppia aveva già due figlie, Shaya e Sharia. Kobe deve il nome alla famoso e costoso manzo di Kobe giapponese, che i genitori avevano ordinato al ristorante poco prima del parto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Periodo in Italia===&lt;br /&gt;
Kobe ha trascorso la sua infanzia in Italia a causa della carriera del padre Joe. Questi infatti, dopo aver militato in varie squadre Nba, nella stagione 1983/4 non ebbe alcuna chiamata e fu costretto a terminare la sua carriera americana in anticipo come tanti altri campioni di quel periodo; all’epoca infatti le squadre della lega erano circa la metà di quelle di oggi. La famiglia Bryant si trasferì quindi in Italia, dove Joe firmò un contratto con la Sebastiani Rieti, allora squadra di A2. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Rieti, a differenza degli altri figli di giocatori americani che erano iscritti alla American Overseas School di Roma, Kobe e le sue sorelle frequentarono l&#039;Istituto Comprensivo &amp;quot;Guglielmo Marconi&amp;quot;, scuola pubblica nella quale il ragazzo imparò molto bene la lingua italiana, diventando così l’interprete dei genitori. Prima di lasciare la cittadina del Lazio, nella primavera del 1986, Kobe venne invitato ad un torneo di minibasket, al quale avrebbero partecipato dei bambini di dieci anni; lui ne aveva otto, ma fu comunque costretto ad uscire dal campo perchè era troppo più forte degli altri. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quegli anni in Italia per Kobe furono importanti, il ragazzo già in quegli anni mostrava un grande potenziale e il padre se ne era accorto, tanto che arrivò a pronunciare la frase: “Io sono assolutamente certo che Kobe diventerà una stella assoluta della Nba”. Le successive tre tappe della famiglia Bryant in Italia furono Reggio Calabria, Pistoia e Reggio Emilia dove all’età di undici anni Kobe frequentò, da studente, l’Istituto San Vincenzo, gestito dalle suore. Con la conclusione dell’ultima stagione giocata da Joe Bryant, la famiglia ritornò in America&amp;lt;ref&amp;gt;Fabbri, Caianiello, &#039;&#039;Kobe Bryant&#039;&#039;, pp. 13-33.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In un’intervista degli ultimi anni Kobe per ringraziare l’Italia ha detto: “I giocatori europei conoscono il basket più di quelli americani. In Europa si insegnano ai giovani le basi di questo sport, i fondamentali. Qui negli Stati Uniti, invece, no. Se non fossi vissuto in Italia quando mio padre giocava lì, quasi certamente non avrei imparato a palleggiare con la mano sinistra, come accade a tanti giocatori cresciuti e formatisi negli Usa.”&amp;lt;ref&amp;gt;Fabbri, Caianiello, &#039;&#039;Kobe Bryant&#039;&#039;, p. 9.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Carriera==&lt;br /&gt;
===High school===&lt;br /&gt;
Una volta tornato negli Stati Uniti, Kobe cominciò a sottoporsi a sedute di allenamento individuale a ogni ora del giorno e della notte. La scelta della famiglia della high school ricadde sulla Lower Marion in Pennsylvania, nella quale Kobe al termine del suo ciclo liceale avrebbe battuto il record di miglior marcatore di sempre delle high school dello stato, superando Wilt Chamberlain e i suoi 2252 punti, segnandone 2883.&lt;br /&gt;
Nel 1996, all’età di diciassette anni, decise di passare al professionismo e si dichiarò disponibile per il Draft Nba senza passare per il college, nonostante le offerte da parte di prestigiose università come Kentucky e Duke. Prima di lui, solo Kevin Garnett &amp;lt;ref&amp;gt;Kevin Garnett, &#039;&#039;Senza filtro: la vita, il basket, Kobe, Lebron e tutto il resto&#039;&#039;, p. 177.&amp;lt;/ref&amp;gt; aveva compiuto il salto diretto dalla high school alla Nba, approdando a diciannove anni nei Minnesota Timberwolves.&lt;br /&gt;
===Nba===&lt;br /&gt;
====I primi anni con i Los Angeles Lakers====&lt;br /&gt;
Il 26 giugno del 1996 Bryant venne selezionato come tredicesima scelta al Draft per far parte degli Charlotte Hornets. Questi subito dopo lo cedettero ai Los Angeles Lakers in cambio del centro Vlade Divac, in quanto i Lakers avevano appena acquistato uno dei centri più forti della Nba: Shaquille O’Neal. Kobe Bryant giocò la sua prima partita da matricola il 3 novembre, contro i Minnesota Timberwolves, con una una prova anonima di appena sei minuti, e zero punti a referto. Nella partita successiva contro i New York Knicks il minutaggio scese a tre minuti, ma Kobe segnò il suo primo punto su tiro libero. Il minutaggio in campo aumentò a 15 minuti circa a metà stagione, ma Kobe era ancora acerbo: lo dimostrarono le scelte sbagliate che prese in campo nell&#039;ultima gara dei quarti di finale playoff di quell’anno, persa contro gli Utah Jazz il 12 maggio del 1997. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo un’estate di duro allenamento, la seconda stagione cominciò molto bene per Bryant, che aveva un obbiettivo personale molto chiaro: portare in doppia cifra la media dei punti realizzati, media che l’anno precedente si era fermata a 7.6. Nella partita di apertura della stagione mise a segno 23 punti, contro gli stessi Utah Jazz che avevano interrotto il cammino ai playoff dell’anno precedente. Questa stagione fu sicuramente migliore della prima: Kobe arrivò infatti a segnare trentatré punti contro i Chicago Bulls, che però vinsero la partita, guidati da un Michael Jordan che ne segnò trentasei. La stagione si concluse ancora una volta con una sconfitta per mano degli Utah Jazz che si imposero per 4-0 nella serie. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella terza stagione Nba, Kobe fu inserito per la prima volta nel quintetto principale e acquisì sempre più fiducia, ma il risultato fu il medesimo; il 17 maggio 1999, i Lakers vennero sconfitti nella semifinale di conference contro i futuri vincitori di quell’anno: i San Antonio Spurs.&amp;lt;ref&amp;gt;Fabbri, Caianiello, &#039;&#039;Kobe Bryant&#039;&#039;, pp. 39-49.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
====Tre stagioni vittoriose====&lt;br /&gt;
La stagione 1999/2000 fu un anno di svolta per Bryant grazie all’avvento del nuovo allenatore Phil Jackson, che dopo aver vinto il quinto titolo consecutivo con i Chicago Bulls di Michael Jordan e Scottie Pippen si era preso un anno di pausa per passare del tempo con la sua famiglia. Jackson riuscì a ricucire lo strappo interno che si era creato nello spogliatoio dei Lakers tra lo stesso Kobe e il grande Shaquille O’Neal. Secondo il coach, che spesso aveva l’attitudine di vedere il basket attraverso le dottrine della religione buddista, serviva il controllo dello spirito per trasformare un grande numero di giocatori in una grande squadra e per trasformare l’immane ego di Kobe in un’arma capace di sconfiggere gli avversari. Il coach, con l’aiuto dell’allora capitano Ron Harper, guidò la squadra fino a playoff, e i Lakers con un cammino tutt&#039;altro che semplice arrivarono in finale. La serie finì 4-2 contro gli Indiana Pacers con un Bryant che nonostante una caviglia slogata riuscì a trascinare la squadra alla vittoria del titolo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella stagione successiva i conflitti tra Bryant e O’Neal erano riaffiorati. I due volevano essere entrambi leader, ma il primo era riuscito a superare il secondo nelle gerarchie della squadra, grazie a una prestazione di 40 punti nella prima partita di campionato. Ma i limiti fisici avevano mostrato a Kobe stesso che da solo non poteva farcela e che aveva bisogno delle gambe, delle ginocchia, delle teste e dei cuori dei suoi compagni. I Lakers vinsero nuovamente l’anello, ma Kobe nonostante l’ottima stagione non fu l’Mvp, acronimo di Most Valuable Player: miglior giocatore della stagione o nel caso degli All Star Game di una sola partita. Il premio venne invece assegnato ad Allen Iverson dei Philadelphia 76ers.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il 18 aprile del 2001 Bryant, andando contro il parere dei suoi genitori, sposò l’allora diciannovenne Vanessa Laine, studentessa di origini ispaniche, che aveva conosciuto tre anni prima grazie alla partecipazione di entrambi a un video musicale. Kobe viveva nella località di Brentwood insieme ai genitori, che dopo il matrimonio, si trasferirono a Philadelphia e ci vollero due anni prima che le due parti si tornassero a parlare. La lontananza dai genitori spinse il giocatore verso un notevole accrescimento di responsabilità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il 2002 fu un anno d’oro per Bryant, che alla sua terza partecipazione agli All star game vinse per la prima volta il premio di Mvp nella partita delle stelle, e nello stesso anno guidò la sua squadra al terzo titolo consecutivo, un risultato che nello sport americano viene chiamato three-peat.&amp;lt;ref&amp;gt;Fabbri, Caianiello, &#039;&#039;Kobe Bryant&#039;&#039;, pp. 50-62.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Il post three-peat====&lt;br /&gt;
Le due stagioni successive al three-peat non furono positive per i Lakers che persero entrambe le finali. Inoltre Bryant aveva accusato un dolore al ginocchio e si era quindi recato a Eagle, in Colorado per consultare uno specialista. La sera della sua presenza nella cittadina si concluse con l’accusa, da parte di una donna del posto, di violenza sessuale. L’accusa derivò dalla diversa versione dei due di quanto successe quella sera: per l’atleta era stato un rapporto consensuale, per la ragazza una violenza. La vicenda giudiziaria durata più di un anno si concluse con il ritiro delle accuse da parte della donna, ma l’episodio segnò profondamente il rapporto tra Bryant e sua moglie Vanessa. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La riconciliazione avvenne grazie alla nascita della sua primogenita Natalia Diamante il 19 gennaio 2003; a lei seguì la sorella Gianna Maria-Onore nata nel 2006 e deceduta nel 2020 nello stesso incidente in cui perse la vita il padre. I problemi del matrimonio si riproposero nel gennaio del 2011 quando la moglie avanzò una richiesta di divorzio citando “differenze inconciliabili” e richiedendo la custodia delle due figlie. Nel gennaio del 2013 la coppia annunciò sui social di aver ritrovato la serenità e di aver rinunciato al divorzio. Nel 2016 nacque la loro terza figlia Bianka Bella e il 20 giugno 2019 venne data alla luce Capri Kobe.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La vicenda di Eagle nel 2002, non influenzò negativamente solo la sua vita privata, ma anche la sua immagine pubblica: Kobe perse infatti l&#039;appoggio di moltissimi sponsor rimanendo legato solo alla Nike (che però durante quella stagione evitò le campagne pubblicitarie con il suo nome). Inoltre ebbe anche conseguenze sulla sua squadra che al termine della stagione dovette salutare Shaquille O’Neal e l’allenatore Jackson. Nella nuova stagione i “grandi Lakers” erano solo un lontano ricordo e il team, guidato prima da Rudy Tomjanovich e poi da Frank Hamblem, non arrivò neanche alla soglia dei playoff.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Con il ritorno del coach Phil Jackson, il 22 gennaio 2006, alla Staples Center di Los Angeles, Bryant raggiunse il suo carrier hight, termine americano per indicare il record personale di un giocatore di punti realizzati in una partita, mettendo a segno 81 punti. Questo risultato lo rese secondo nella storia della Nba, per punti realizzati in una partita, solo a Wilt Chamberlain che contro i Knicks ne aveva segnati 100. Quell’anno Kobe con i suoi 2832 punti fu anche il miglior marcatore della Lega. Bryant, ispirandosi a un film uscito due anni prima, &#039;&#039;Kill Bill: volume II&#039;&#039; di Quentin Tarantino, scelse il soprannome di Black Mamba&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.gazzetta.it/Nba/19-12-2017/racconti-un-altra-nba-kobe-mamba-metamorfosi-una-leggenda-240332186904.shtml ,soprannome.&amp;lt;/ref&amp;gt;: nel film infatti appariva un mamba nero, serpente a cui si sentiva di somigliare, per quello che riguardava sia il modo di giocare che il modo di agire. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La stagione 2006/2007 portò a Kobe un’operazione al ginocchio, un record di 3 partite consecutive (nelle quali segnò più di cinquanta punti diventando il quarto giocatore nella storia a solcare quel traguardo), e il suo secondo premio di Mvp agli All Star Game vinto segnando 31 punti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’anno successivo il numero sulla canotta di Bryant cambiò dall’8 al 24: questo cambiamento e il soprannome che si era scelto davano il via a una nuova serie di record e di vittorie. Il 23 dicembre del 2007 il giocatore raggiunse la quota di 20.000 punti in carriera. Tuttavia la vera svolta avvenne a gennaio con l’arrivo in squadra dello spagnolo Pau Gasol che portò tranquillità a Bryant e la risalita dei Lakers. Non arrivò la vittoria contro i Boston Celtics, quell&#039;anno, ma il ritorno alle finals fece conquistare a Kobe il titolo di Mvp della Lega, dopo dodici anni di carriera. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 2009 all&#039;All Star Game di Phoenix Bryant venne nominato Mvp e condivise il premio con l&#039;ex compagno di squadra Shaquille O&#039;Neal, con il quale sancì definitivamente la pace. Il titolo tornò ai Los Angeles Lakers, che stracciarono 4-2 i Denver Nuggets di Carmelo Anthony in finale; Bryant anche in quella occasione venne premiato come Mvp. Anche nell&#039;anno successivo Bryant fu confermato Mvp e i Lakers campioni. Era il sedicesimo titolo vinto dai Lakers e il quinto personale per Bryant. &amp;lt;ref&amp;gt;Fabbri, Caianiello, &#039;&#039;Kobe Bryant&#039;&#039;, pp. 64-87.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Verso la fine della carriera====&lt;br /&gt;
La stagione successiva, nonostante il secondo posto nella Western Conference, non attenuò il dolore al ginocchio di Kobe. Dopo un primo faticoso turno playoff contro gli Hornets la corsa della squadra si fermò al secondo turno contro i Dallas Mavericks, che quell’anno vinsero il titolo, e alla fine della stagione il coach Phil Jackson, che con Kobe aveva da sempre avuto un rapporto di amore-odio, lasciò Los Angeles. Nel 2011 Kobe lasciò un’impronta sulla Walk of Fame di Hollywood&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.quotidiano.net/sport/basket/2011/02/20/462147-bryant_nella_walk_fame.shtml,impronte sulla Walk of fame.&amp;lt;/ref&amp;gt;: fu il secondo atleta ad aver ricevuto un riconoscimento del genere dopo Magic Johnson. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il 6 febbraio 2012, diventò il quinto miglior marcatore della storia Nba, mentre all&#039;All Star Game (dove giocò nel quintetto base) segnò 28 punti superando Michael Jordan come miglior realizzatore di sempre all&#039;All-Star Game. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella stagione 2012/2013, Kobe che aspirava al suo sesto titolo in carriera, si procurò invece un brutto infortunio al tendine d’Achille, a seguito di un contrasto falloso con Harrison Barnes; anche da infortunato, segnò i 2 tiri liberi successivi al fallo e uscì dal campo sulle sue gambe, senza l&#039;ausilio della barella. La carriera di Kobe nel basket professionistico si stava avvicinando alla fine: il suo corpo stava risentendo di tutti gli infortuni subiti. Nella sua diciottesima stagione in Nba, calcò il parquet solamente sei volte, mentre in quella successiva giocando solo trentacinque partite riuscì a diventare il terzo miglior realizzatore della Lega, con 32.293 punti segnati, superando Michael Jordan.&amp;lt;ref&amp;gt;Fabbri, Caianiello, &#039;&#039;Kobe Bryant&#039;&#039;, pp. 127-129.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
====L’ultimo Kobe====&lt;br /&gt;
Il 29 novembre 2015, annunciò che alla fine della stagione si sarebbe ritirato. Incominciò così un lungo cammino di addio&amp;lt;ref&amp;gt;La Gazzetta dello Sport, &#039;&#039;Kobe Bryant. L&#039;uomo che ha incantato il basket&#039;&#039;, pp. 14-16.&amp;lt;/ref&amp;gt;; in ogni campo dove avrebbero giocato i Lakers vi fu il tutto esaurito, persino nei campi più ostici come quello di Boston. In qualunque arena risuonavano i cori: “Kobe, Kobe”. Il 14 febbraio 2016 a Toronto vi fu l’ultima edizione di All Star Game alla quale partecipò Kobe, che invece dei dieci minuti che voleva giocare inizialmente, ne giocò ventisette spinto dal grande e rispettoso coach Greg Popovich. In conclusione della sua memorabile carriera, il 13 aprile 2016 Bryant al centro dello Staples Center disse addio ai suoi tifosi dopo aver messo a segno 60 punti, stabilendo un nuovo record da battere: punti segnati da un giocatore nell’ultima partita della carriera&amp;lt;ref&amp;gt;Fabbri, Caianiello, &#039;&#039;Kobe Bryant&#039;&#039;, pp. 133-138.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il 18 dicembre 2017 i Lakers, in suo onore, hanno ritirato sia la maglia numero 8 che la numero 24 con una cerimonia allo Staples Center presieduta da Magic Johnson. Kobe fu quindi anche il primo giocatore nella storia dell&#039;Nba a vedere due numeri di maglia ritirati dalla stessa squadra.&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.gazzetta.it/Nba/19-12-2017/nba-kobe-la-8-o-24-seconda-stato-piu-difficile-centrare-obiettivi-240324092696.shtml ,ritiro delle maglie.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
===Nazionale===&lt;br /&gt;
La carriera in nazionale di Bryant iniziò nel 2007, quando nella panchina del Team Usa arrivo il coach Mike Krzyzewski, che Bryant avrebbe conosciuto a diciassette anni se avesse deciso di andare alla Duke, università nella quale allenava proprio il coach che venne soprannominato coach K. La nazionale a stelle e strisce veniva dal cosiddetto “nightmare Team” delle Olimpiadi di Atene, e i primi successi della coppia coach K-Black Mamba arrivarono con la vittoria dei FIBA Americas Championship di Las Vegas e con la qualificazione alle olimpiadi di Pechino del 2008. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il 10 agosto 2008 ci furono l’esordio e la vittoria contro i padroni di casa della Cina, con 13 punti e 3 assist per Kobe, che ne mise invece 25 nel successo contro l’Australia. Dopo aver battuto anche l’Argentina, Bryant si ritrovò in finale. Dopo tre quarti di partita equilibrata contro la Spagna di Pau Gasol e Ricky Rubio, il Mamba prese in mano le redini della squadra e riuscì a vincere la tanto ambita medaglia d’oro olimpica. La partita si concluse per 188 a 107. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo non aver preso parte al mondiale del 2010, Bryant tornò in campo in occasione delle olimpiadi di Londra del 2012 che si conclusero con i suoi 12 punti di media a partita e con la terza medaglia d’oro al collo. Bryant annunciò il suo ritiro dalla nazionale lo stesso anno.&amp;lt;ref&amp;gt;Fabbri, Caianiello, &#039;&#039;Kobe Bryant&#039;&#039;, pp. 91-97.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
==La vita dopo il basket==&lt;br /&gt;
Dietro l’abilità atletica di Kobe Bryant vi era anche la capacità di raccontare la sua complessa storia di vita attraverso l’arte. Nel 2017 la lettera scritta al basket due anni prima venne convertita in un cortometraggio animato&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.gazzetta.it/Nba/23-01-2018/nba-kobe-oscar-2401112399938.shtml ,nomination agli Oscar.&amp;lt;/ref&amp;gt; dal titolo &#039;&#039;Dear Basketball&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.youtube.com/watch?v=sElcsHgwKHk&amp;amp;t=260s ,cortometraggio sub ita.&amp;lt;/ref&amp;gt;diretto dall’animatore statunitense Glen Keane. Nel gennaio del 2018 venne annunciata la candidatura del cortometraggio agli Oscar come miglior cortometraggio d’animazione e il 4 marzo di quell’anno Bryant diventò il primo sportivo ad aver vinto la statuetta dorata degli Oscar. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nell’agosto 2018, Kobe lanciò un podcast per bambini chiamato &#039;&#039;The Punies&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;https://it.v-grrrl.com/what-kobe-bryants-life-was-really-like-after-retiring-from-nba ,The Punies.&amp;lt;/ref&amp;gt;, con storie audio e sceneggiatura incentrate su un personaggio chiamato Puny Pete, con l’obbiettivo di ispirare i giovani ascoltatori a raggiungere il loro pieno potenziale. Bryan ha basato la serie sulla sua infanzia, Puny Pete era infatti come disse Kobe: “Ambizioso e determinato, ma mansueto e insicuro con la paura di fallire”, come lo stesso Bryant. Nello stesso anno fondò La Mamba Sports Academy, scuola di crescita sportiva, insieme a Chad Faulkner.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il 12 novembre 2018 pubblicò un libro, intitolato &#039;&#039;The Mamba Mentality - Il mio basket&#039;&#039; nel quale parla della sua carriera, collaborando con l’ex coach Phil Jackson e con l’ex compagno di squadra Pau Gasol per la stesura di esso.&lt;br /&gt;
Ma soprattutto una volta lasciato il basket, Bryant, si dedicò alla sua famiglia, in particolare prestando molta attenzione alla figlia Gianna che stava cercando di seguire le orme del padre e sembrava averne la stoffa.&lt;br /&gt;
==La morte==&lt;br /&gt;
Il 26 gennaio 2020 Bryant, insieme a sua figlia Gianna Maria e altre sette persone, perse la vita in un incidente con l’elicottero.&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.repubblica.it/sport/basket/2021/02/09/news/morte_bryant_errore_pilota-286785881/ ,incidente.&amp;lt;/ref&amp;gt; Dopo un decollo tranquillo alle 9:40 il velivolo perse colpi, si avvitò su se stesso e precipitò, schiantandosi nella zona collinosa e boschiva di Calabasas, California, per i passeggeri non ci fu niente da fare. Tra le probabili cause dell’incidente vi era la nebbia, ma successivamente si scoprì che il pilota aveva violato le regole di volo, spingendo il velivolo “oltre ai limiti”, limiti dovuti alla scarsa visibilità che vi era a causa della nebbia. La vedova del giocatore ha denunciato la compagnia degli elicotteri e il pilota di negligenza, ottenendo 30 milioni di dollari di risarcimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per il funerale, la famiglia ha scelto una cerimonia privata, a cui erano presenti pochi intimi, nel massimo della riservatezza. Il 24 febbraio 2020, circa un mese dopo la scomparsa del Black Mamba, vi fu il Memorial allo Staples Centre di Los Angeles&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.ilpost.it/flashes/kobe-bryant-video-memorial/ ,video della commemorazione.&amp;lt;/ref&amp;gt; per un ultimo addio. Gli appassionati che hanno partecipato al memoriale erano 20.000, tra essi vi erano presenti molti ex giocatori e giocatori, nonché allenatori. Ad aprire la commemorazione è stata la cantante Beyoncè&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/02/24/kobe-bryant-in-20mila-allo-staples-center-per-lultimo-saluto-alla-stella-dei-lakers-e-sua-figlia/5716152/ ,commemorazione.&amp;lt;/ref&amp;gt;, amica di Kobe, che ha cantato due suoi brani tra cui il preferito di Kobe: &#039;&#039;Xo&#039;&#039;. Nel corso della cerimonia si sono esibite anche Christina Aguilera in &#039;&#039;Ave Maria&#039;&#039; e Alicia Keys suonando al pianoforte la &#039;&#039;Sonata al chiaro di luna&#039;&#039; di Beethoven. Si sono poi espressi in memoria di Kobe e della figlia Gianna detta Gigi, il famoso conduttore televisivo Jimmy Kimmel, la moglie e madre Vanessa Laine, Diana Taurasi giocatrice della Wnba e soprannominata da Kobe “White Mamba”, Michael Jordan e Shaquille O’Neal.&lt;br /&gt;
==Note==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references/&amp;gt;&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
*Fabrizio Fabbri ed Edoardo Caianiello, &#039;&#039;Kobe Bryant. Il morso del mamba. Dall&#039;Italia alla Nba la storia di un predestinato&#039;&#039;, Rimini,Ultra, 2015.&lt;br /&gt;
*Kevin Garnett, &#039;&#039;Senza filtro: la vita, il basket, Kobe, Lebron e tutto il resto&#039;&#039;,New York, Libreria Pienogiorno, 2022.&lt;br /&gt;
*La gazzetta dello sport, &#039;&#039;Kobe Bryant, l’uomo che ha incantato il basket&#039;&#039;, Milano, 2012.&lt;br /&gt;
*https://www.collinsdictionary.com/&lt;br /&gt;
*https://www.gazzetta.it/https://www.gazzetta.it/&lt;br /&gt;
*https://www.theplayerstribune.com/&lt;br /&gt;
*https://www.ilfattoquotidiano.it/&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>131.114.63.2</name></author>
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		<id>https://unipedia.fileli.unipi.it/index.php?title=Kobe_Bean_Bryant&amp;diff=5332</id>
		<title>Kobe Bean Bryant</title>
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		<updated>2024-02-21T14:27:48Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;131.114.63.2: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Kobe Bean Bryant è stato un cestista statunitense. È considerato tra i migliori giocatori nella storia dell&#039;Nba, ed è stato il primo atleta Nba ad aver giocato per venti stagioni nella stessa squadra: i Los Angeles Lakers.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Infanzia==&lt;br /&gt;
Kobe Bryant è nato a Philadelphia il 23 agosto 1978, dalla madre Pamela Cox e dal padre Joe Bryant, anch’egli giocatore di basket professionista; la coppia aveva già due figlie, Shaya e Sharia. Kobe deve il nome alla famoso e costoso manzo di Kobe giapponese, che i genitori avevano ordinato al ristorante poco prima del parto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Periodo in Italia===&lt;br /&gt;
Kobe ha trascorso la sua infanzia in Italia a causa della carriera del padre Joe. Questi infatti, dopo aver militato in varie squadre Nba, nella stagione 1983/4 non ebbe alcuna chiamata e fu costretto a terminare la sua carriera americana in anticipo come tanti altri campioni di quel periodo; all’epoca infatti le squadre della lega erano circa la metà di quelle di oggi. La famiglia Bryant si trasferì quindi in Italia, dove Joe firmò un contratto con la Sebastiani Rieti, allora squadra di A2&amp;lt;ref&amp;gt;Fabbri, Caianiello, &#039;&#039;Kobe Bryant&#039;&#039;, pp. 13-33.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Rieti, a differenza degli altri figli di giocatori americani che erano iscritti alla American Overseas School di Roma, Kobe e le sue sorelle frequentarono l&#039;Istituto Comprensivo &amp;quot;Guglielmo Marconi&amp;quot;, scuola pubblica nella quale il ragazzo imparò molto bene la lingua italiana, diventando così l’interprete dei genitori. Prima di lasciare la cittadina del Lazio, nella primavera del 1986, Kobe venne invitato ad un torneo di minibasket, al quale avrebbero partecipato dei bambini di dieci anni; lui ne aveva otto, ma fu comunque costretto ad uscire dal campo perchè era troppo più forte degli altri. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quegli anni in Italia per Kobe furono importanti, il ragazzo già in quegli anni mostrava un grande potenziale e il padre se ne era accorto, tanto che arrivò a pronunciare la frase: “Io sono assolutamente certo che Kobe diventerà una stella assoluta della Nba”. Le successive tre tappe della famiglia Bryant in Italia furono Reggio Calabria, Pistoia e Reggio Emilia dove all’età di undici anni Kobe frequentò, da studente, l’Istituto San Vincenzo, gestito dalle suore. Con la conclusione dell’ultima stagione giocata da Joe Bryant, la famiglia ritornò in America.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In un’intervista degli ultimi anni Kobe per ringraziare l’Italia ha detto: “I giocatori europei conoscono il basket più di quelli americani. In Europa si insegnano ai giovani le basi di questo sport, i fondamentali. Qui negli Stati Uniti, invece, no. Se non fossi vissuto in Italia quando mio padre giocava lì, quasi certamente non avrei imparato a palleggiare con la mano sinistra, come accade a tanti giocatori cresciuti e formatisi negli Usa.”&amp;lt;ref&amp;gt;Fabbri, Caianiello, &#039;&#039;Kobe Bryant&#039;&#039;, p. 9.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Carriera==&lt;br /&gt;
===High school===&lt;br /&gt;
Una volta tornato negli Stati Uniti, Kobe cominciò a sottoporsi a sedute di allenamento individuale a ogni ora del giorno e della notte. La scelta della famiglia della high school ricadde sulla Lower Marion in Pennsylvania, nella quale Kobe al termine del suo ciclo liceale avrebbe battuto il record di miglior marcatore di sempre delle high school dello stato, superando Wilt Chamberlain e i suoi 2252 punti, segnandone 2883.&lt;br /&gt;
Nel 1996, all’età di diciassette anni, decise di passare al professionismo e si dichiarò disponibile per il Draft Nba senza passare per il college, nonostante le offerte da parte di prestigiose università come Kentucky e Duke. Prima di lui, solo Kevin Garnett &amp;lt;ref&amp;gt;Kevin Garnett, &#039;&#039;Senza filtro: la vita, il basket, Kobe, Lebron e tutto il resto&#039;&#039;, p. 177.&amp;lt;/ref&amp;gt; aveva compiuto il salto diretto dalla high school alla Nba, approdando a diciannove anni nei Minnesota Timberwolves.&lt;br /&gt;
===Nba===&lt;br /&gt;
====I primi anni con i Los Angeles Lakers====&lt;br /&gt;
Il 26 giugno del 1996 Bryant venne selezionato come tredicesima scelta al Draft per far parte degli Charlotte Hornets. Questi subito dopo lo cedettero ai Los Angeles Lakers in cambio del centro Vlade Divac, in quanto i Lakers avevano appena acquistato uno dei centri più forti della Nba: Shaquille O’Neal. Kobe Bryant giocò la sua prima partita da matricola il 3 novembre, contro i Minnesota Timberwolves, con una una prova anonima di appena sei minuti, e zero punti a referto. Nella partita successiva contro i New York Knicks il minutaggio scese a tre minuti, ma Kobe segnò il suo primo punto su tiro libero. Il minutaggio in campo aumentò a 15 minuti circa a metà stagione, ma Kobe era ancora acerbo: lo dimostrarono le scelte sbagliate che prese in campo nell&#039;ultima gara dei quarti di finale playoff di quell’anno, persa contro gli Utah Jazz il 12 maggio del 1997. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo un’estate di duro allenamento, la seconda stagione cominciò molto bene per Bryant, che aveva un obbiettivo personale molto chiaro: portare in doppia cifra la media dei punti realizzati, media che l’anno precedente si era fermata a 7.6. Nella partita di apertura della stagione mise a segno 23 punti, contro gli stessi Utah Jazz che avevano interrotto il cammino ai playoff dell’anno precedente. Questa stagione fu sicuramente migliore della prima: Kobe arrivò infatti a segnare trentatré punti contro i Chicago Bulls, che però vinsero la partita, guidati da un Michael Jordan che ne segnò trentasei. La stagione si concluse ancora una volta con una sconfitta per mano degli Utah Jazz che si imposero per 4-0 nella serie. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella terza stagione Nba, Kobe fu inserito per la prima volta nel quintetto principale e acquisì sempre più fiducia, ma il risultato fu il medesimo; il 17 maggio 1999, i Lakers vennero sconfitti nella semifinale di conference contro i futuri vincitori di quell’anno: i San Antonio Spurs.&amp;lt;ref&amp;gt;Fabbri, Caianiello, &#039;&#039;Kobe Bryant&#039;&#039;, pp. 39-49.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
====Tre stagioni vittoriose====&lt;br /&gt;
La stagione 1999/2000 fu un anno di svolta per Bryant grazie all’avvento del nuovo allenatore Phil Jackson, che dopo aver vinto il quinto titolo consecutivo con i Chicago Bulls di Michael Jordan e Scottie Pippen si era preso un anno di pausa per passare del tempo con la sua famiglia. Jackson riuscì a ricucire lo strappo interno che si era creato nello spogliatoio dei Lakers tra lo stesso Kobe e il grande Shaquille O’Neal. Secondo il coach, che spesso aveva l’attitudine di vedere il basket attraverso le dottrine della religione buddista, serviva il controllo dello spirito per trasformare un grande numero di giocatori in una grande squadra e per trasformare l’immane ego di Kobe in un’arma capace di sconfiggere gli avversari. Il coach, con l’aiuto dell’allora capitano Ron Harper, guidò la squadra fino a playoff, e i Lakers con un cammino tutt&#039;altro che semplice arrivarono in finale. La serie finì 4-2 contro gli Indiana Pacers con un Bryant che nonostante una caviglia slogata riuscì a trascinare la squadra alla vittoria del titolo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella stagione successiva i conflitti tra Bryant e O’Neal erano riaffiorati. I due volevano essere entrambi leader, ma il primo era riuscito a superare il secondo nelle gerarchie della squadra, grazie a una prestazione di 40 punti nella prima partita di campionato. Ma i limiti fisici avevano mostrato a Kobe stesso che da solo non poteva farcela e che aveva bisogno delle gambe, delle ginocchia, delle teste e dei cuori dei suoi compagni. I Lakers vinsero nuovamente l’anello, ma Kobe nonostante l’ottima stagione non fu l’Mvp, acronimo di Most Valuable Player: miglior giocatore della stagione o nel caso degli All Star Game di una sola partita. Il premio venne invece assegnato ad Allen Iverson dei Philadelphia 76ers.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il 18 aprile del 2001 Bryant, andando contro il parere dei suoi genitori, sposò l’allora diciannovenne Vanessa Laine, studentessa di origini ispaniche, che aveva conosciuto tre anni prima grazie alla partecipazione di entrambi a un video musicale. Kobe viveva nella località di Brentwood insieme ai genitori, che dopo il matrimonio, si trasferirono a Philadelphia e ci vollero due anni prima che le due parti si tornassero a parlare. La lontananza dai genitori spinse il giocatore verso un notevole accrescimento di responsabilità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il 2002 fu un anno d’oro per Bryant, che alla sua terza partecipazione agli All star game vinse per la prima volta il premio di Mvp nella partita delle stelle, e nello stesso anno guidò la sua squadra al terzo titolo consecutivo, un risultato che nello sport americano viene chiamato three-peat.&amp;lt;ref&amp;gt;Fabbri, Caianiello, &#039;&#039;Kobe Bryant&#039;&#039;, pp. 50-62.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Il post three-peat====&lt;br /&gt;
Le due stagioni successive al three-peat non furono positive per i Lakers che persero entrambe le finali. Inoltre Bryant aveva accusato un dolore al ginocchio e si era quindi recato a Eagle, in Colorado per consultare uno specialista. La sera della sua presenza nella cittadina si concluse con l’accusa, da parte di una donna del posto, di violenza sessuale. L’accusa derivò dalla diversa versione dei due di quanto successe quella sera: per l’atleta era stato un rapporto consensuale, per la ragazza una violenza. La vicenda giudiziaria durata più di un anno si concluse con il ritiro delle accuse da parte della donna, ma l’episodio segnò profondamente il rapporto tra Bryant e sua moglie Vanessa. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La riconciliazione avvenne grazie alla nascita della sua primogenita Natalia Diamante il 19 gennaio 2003; a lei seguì la sorella Gianna Maria-Onore nata nel 2006 e deceduta nel 2020 nello stesso incidente in cui perse la vita il padre. I problemi del matrimonio si riproposero nel gennaio del 2011 quando la moglie avanzò una richiesta di divorzio citando “differenze inconciliabili” e richiedendo la custodia delle due figlie. Nel gennaio del 2013 la coppia annunciò sui social di aver ritrovato la serenità e di aver rinunciato al divorzio. Nel 2016 nacque la loro terza figlia Bianka Bella e il 20 giugno 2019 venne data alla luce Capri Kobe.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La vicenda di Eagle nel 2002, non influenzò negativamente solo la sua vita privata, ma anche la sua immagine pubblica: Kobe perse infatti l&#039;appoggio di moltissimi sponsor rimanendo legato solo alla Nike (che però durante quella stagione evitò le campagne pubblicitarie con il suo nome). Inoltre ebbe anche conseguenze sulla sua squadra che al termine della stagione dovette salutare Shaquille O’Neal e l’allenatore Jackson. Nella nuova stagione i “grandi Lakers” erano solo un lontano ricordo e il team, guidato prima da Rudy Tomjanovich e poi da Frank Hamblem, non arrivò neanche alla soglia dei playoff.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Con il ritorno del coach Phil Jackson, il 22 gennaio 2006, alla Staples Center di Los Angeles, Bryant raggiunse il suo carrier hight, termine americano per indicare il record personale di un giocatore di punti realizzati in una partita, mettendo a segno 81 punti. Questo risultato lo rese secondo nella storia della Nba, per punti realizzati in una partita, solo a Wilt Chamberlain che contro i Knicks ne aveva segnati 100. Quell’anno Kobe con i suoi 2832 punti fu anche il miglior marcatore della Lega. Bryant, ispirandosi a un film uscito due anni prima, &#039;&#039;Kill Bill: volume II&#039;&#039; di Quentin Tarantino, scelse il soprannome di Black Mamba&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.gazzetta.it/Nba/19-12-2017/racconti-un-altra-nba-kobe-mamba-metamorfosi-una-leggenda-240332186904.shtml ,soprannome.&amp;lt;/ref&amp;gt;: nel film infatti appariva un mamba nero, serpente a cui si sentiva di somigliare, per quello che riguardava sia il modo di giocare che il modo di agire. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La stagione 2006/2007 portò a Kobe un’operazione al ginocchio, un record di 3 partite consecutive (nelle quali segnò più di cinquanta punti diventando il quarto giocatore nella storia a solcare quel traguardo), e il suo secondo premio di Mvp agli All Star Game vinto segnando 31 punti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’anno successivo il numero sulla canotta di Bryant cambiò dall’8 al 24: questo cambiamento e il soprannome che si era scelto davano il via a una nuova serie di record e di vittorie. Il 23 dicembre del 2007 il giocatore raggiunse la quota di 20.000 punti in carriera. Tuttavia la vera svolta avvenne a gennaio con l’arrivo in squadra dello spagnolo Pau Gasol che portò tranquillità a Bryant e la risalita dei Lakers. Non arrivò la vittoria contro i Boston Celtics, quell&#039;anno, ma il ritorno alle finals fece conquistare a Kobe il titolo di Mvp della Lega, dopo dodici anni di carriera. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 2009 all&#039;All Star Game di Phoenix Bryant venne nominato Mvp e condivise il premio con l&#039;ex compagno di squadra Shaquille O&#039;Neal, con il quale sancì definitivamente la pace. Il titolo tornò ai Los Angeles Lakers, che stracciarono 4-2 i Denver Nuggets di Carmelo Anthony in finale; Bryant anche in quella occasione venne premiato come Mvp. Anche nell&#039;anno successivo Bryant fu confermato Mvp e i Lakers campioni. Era il sedicesimo titolo vinto dai Lakers e il quinto personale per Bryant. &amp;lt;ref&amp;gt;Fabbri, Caianiello, &#039;&#039;Kobe Bryant&#039;&#039;, pp. 64-87.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Verso la fine della carriera====&lt;br /&gt;
La stagione successiva, nonostante il secondo posto nella Western Conference, non attenuò il dolore al ginocchio di Kobe. Dopo un primo faticoso turno playoff contro gli Hornets la corsa della squadra si fermò al secondo turno contro i Dallas Mavericks, che quell’anno vinsero il titolo, e alla fine della stagione il coach Phil Jackson, che con Kobe aveva da sempre avuto un rapporto di amore-odio, lasciò Los Angeles. Nel 2011 Kobe lasciò un’impronta sulla Walk of Fame di Hollywood&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.quotidiano.net/sport/basket/2011/02/20/462147-bryant_nella_walk_fame.shtml,impronte sulla Walk of fame.&amp;lt;/ref&amp;gt;: fu il secondo atleta ad aver ricevuto un riconoscimento del genere dopo Magic Johnson. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il 6 febbraio 2012, diventò il quinto miglior marcatore della storia Nba, mentre all&#039;All Star Game (dove giocò nel quintetto base) segnò 28 punti superando Michael Jordan come miglior realizzatore di sempre all&#039;All-Star Game. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella stagione 2012/2013, Kobe che aspirava al suo sesto titolo in carriera, si procurò invece un brutto infortunio al tendine d’Achille, a seguito di un contrasto falloso con Harrison Barnes; anche da infortunato, segnò i 2 tiri liberi successivi al fallo e uscì dal campo sulle sue gambe, senza l&#039;ausilio della barella. La carriera di Kobe nel basket professionistico si stava avvicinando alla fine: il suo corpo stava risentendo di tutti gli infortuni subiti. Nella sua diciottesima stagione in Nba, calcò il parquet solamente sei volte, mentre in quella successiva giocando solo trentacinque partite riuscì a diventare il terzo miglior realizzatore della Lega, con 32.293 punti segnati, superando Michael Jordan.&amp;lt;ref&amp;gt;Fabbri, Caianiello, &#039;&#039;Kobe Bryant&#039;&#039;, pp. 127-129.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
====L’ultimo Kobe====&lt;br /&gt;
Il 29 novembre 2015, annunciò che alla fine della stagione si sarebbe ritirato. Incominciò così un lungo cammino di addio&amp;lt;ref&amp;gt;La Gazzetta dello Sport, &#039;&#039;Kobe Bryant. L&#039;uomo che ha incantato il basket&#039;&#039;, pp. 14-16.&amp;lt;/ref&amp;gt;; in ogni campo dove avrebbero giocato i Lakers vi fu il tutto esaurito, persino nei campi più ostici come quello di Boston. In qualunque arena risuonavano i cori: “Kobe, Kobe”. Il 14 febbraio 2016 a Toronto vi fu l’ultima edizione di All Star Game alla quale partecipò Kobe, che invece dei dieci minuti che voleva giocare inizialmente, ne giocò ventisette spinto dal grande e rispettoso coach Greg Popovich. In conclusione della sua memorabile carriera, il 13 aprile 2016 Bryant al centro dello Staples Center disse addio ai suoi tifosi dopo aver messo a segno 60 punti, stabilendo un nuovo record da battere: punti segnati da un giocatore nell’ultima partita della carriera&amp;lt;ref&amp;gt;Fabbri, Caianiello, &#039;&#039;Kobe Bryant&#039;&#039;, pp. 133-138.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il 18 dicembre 2017 i Lakers, in suo onore, hanno ritirato sia la maglia numero 8 che la numero 24 con una cerimonia allo Staples Center presieduta da Magic Johnson. Kobe fu quindi anche il primo giocatore nella storia dell&#039;Nba a vedere due numeri di maglia ritirati dalla stessa squadra.&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.gazzetta.it/Nba/19-12-2017/nba-kobe-la-8-o-24-seconda-stato-piu-difficile-centrare-obiettivi-240324092696.shtml ,ritiro delle maglie.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
===Nazionale===&lt;br /&gt;
La carriera in nazionale di Bryant iniziò nel 2007, quando nella panchina del Team Usa arrivo il coach Mike Krzyzewski, che Bryant avrebbe conosciuto a diciassette anni se avesse deciso di andare alla Duke, università nella quale allenava proprio il coach che venne soprannominato coach K. La nazionale a stelle e strisce veniva dal cosiddetto “nightmare Team” delle Olimpiadi di Atene, e i primi successi della coppia coach K-Black Mamba arrivarono con la vittoria dei FIBA Americas Championship di Las Vegas e con la qualificazione alle olimpiadi di Pechino del 2008. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il 10 agosto 2008 ci furono l’esordio e la vittoria contro i padroni di casa della Cina, con 13 punti e 3 assist per Kobe, che ne mise invece 25 nel successo contro l’Australia. Dopo aver battuto anche l’Argentina, Bryant si ritrovò in finale. Dopo tre quarti di partita equilibrata contro la Spagna di Pau Gasol e Ricky Rubio, il Mamba prese in mano le redini della squadra e riuscì a vincere la tanto ambita medaglia d’oro olimpica. La partita si concluse per 188 a 107. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo non aver preso parte al mondiale del 2010, Bryant tornò in campo in occasione delle olimpiadi di Londra del 2012 che si conclusero con i suoi 12 punti di media a partita e con la terza medaglia d’oro al collo. Bryant annunciò il suo ritiro dalla nazionale lo stesso anno.&amp;lt;ref&amp;gt;Fabbri, Caianiello, &#039;&#039;Kobe Bryant&#039;&#039;, pp. 91-97.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
==La vita dopo il basket==&lt;br /&gt;
Dietro l’abilità atletica di Kobe Bryant vi era anche la capacità di raccontare la sua complessa storia di vita attraverso l’arte. Nel 2017 la lettera scritta al basket due anni prima venne convertita in un cortometraggio animato&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.gazzetta.it/Nba/23-01-2018/nba-kobe-oscar-2401112399938.shtml ,nomination agli Oscar.&amp;lt;/ref&amp;gt; dal titolo &#039;&#039;Dear Basketball&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.youtube.com/watch?v=sElcsHgwKHk&amp;amp;t=260s ,cortometraggio sub ita.&amp;lt;/ref&amp;gt;diretto dall’animatore statunitense Glen Keane. Nel gennaio del 2018 venne annunciata la candidatura del cortometraggio agli Oscar come miglior cortometraggio d’animazione e il 4 marzo di quell’anno Bryant diventò il primo sportivo ad aver vinto la statuetta dorata degli Oscar. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nell’agosto 2018, Kobe lanciò un podcast per bambini chiamato &#039;&#039;The Punies&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;https://it.v-grrrl.com/what-kobe-bryants-life-was-really-like-after-retiring-from-nba ,The Punies.&amp;lt;/ref&amp;gt;, con storie audio e sceneggiatura incentrate su un personaggio chiamato Puny Pete, con l’obbiettivo di ispirare i giovani ascoltatori a raggiungere il loro pieno potenziale. Bryan ha basato la serie sulla sua infanzia, Puny Pete era infatti come disse Kobe: “Ambizioso e determinato, ma mansueto e insicuro con la paura di fallire”, come lo stesso Bryant. Nello stesso anno fondò La Mamba Sports Academy, scuola di crescita sportiva, insieme a Chad Faulkner.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il 12 novembre 2018 pubblicò un libro, intitolato &#039;&#039;The Mamba Mentality - Il mio basket&#039;&#039; nel quale parla della sua carriera, collaborando con l’ex coach Phil Jackson e con l’ex compagno di squadra Pau Gasol per la stesura di esso.&lt;br /&gt;
Ma soprattutto una volta lasciato il basket, Bryant, si dedicò alla sua famiglia, in particolare prestando molta attenzione alla figlia Gianna che stava cercando di seguire le orme del padre e sembrava averne la stoffa.&lt;br /&gt;
==La morte==&lt;br /&gt;
Il 26 gennaio 2020 Bryant, insieme a sua figlia Gianna Maria e altre sette persone, perse la vita in un incidente con l’elicottero.&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.repubblica.it/sport/basket/2021/02/09/news/morte_bryant_errore_pilota-286785881/ ,incidente.&amp;lt;/ref&amp;gt; Dopo un decollo tranquillo alle 9:40 il velivolo perse colpi, si avvitò su se stesso e precipitò, schiantandosi nella zona collinosa e boschiva di Calabasas, California, per i passeggeri non ci fu niente da fare. Tra le probabili cause dell’incidente vi era la nebbia, ma successivamente si scoprì che il pilota aveva violato le regole di volo, spingendo il velivolo “oltre ai limiti”, limiti dovuti alla scarsa visibilità che vi era a causa della nebbia. La vedova del giocatore ha denunciato la compagnia degli elicotteri e il pilota di negligenza, ottenendo 30 milioni di dollari di risarcimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per il funerale, la famiglia ha scelto una cerimonia privata, a cui erano presenti pochi intimi, nel massimo della riservatezza. Il 24 febbraio 2020, circa un mese dopo la scomparsa del Black Mamba, vi fu il Memorial allo Staples Centre di Los Angeles&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.ilpost.it/flashes/kobe-bryant-video-memorial/ ,video della commemorazione.&amp;lt;/ref&amp;gt; per un ultimo addio. Gli appassionati che hanno partecipato al memoriale erano 20.000, tra essi vi erano presenti molti ex giocatori e giocatori, nonché allenatori. Ad aprire la commemorazione è stata la cantante Beyoncè&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/02/24/kobe-bryant-in-20mila-allo-staples-center-per-lultimo-saluto-alla-stella-dei-lakers-e-sua-figlia/5716152/ ,commemorazione.&amp;lt;/ref&amp;gt;, amica di Kobe, che ha cantato due suoi brani tra cui il preferito di Kobe: &#039;&#039;Xo&#039;&#039;. Nel corso della cerimonia si sono esibite anche Christina Aguilera in &#039;&#039;Ave Maria&#039;&#039; e Alicia Keys suonando al pianoforte la &#039;&#039;Sonata al chiaro di luna&#039;&#039; di Beethoven. Si sono poi espressi in memoria di Kobe e della figlia Gianna detta Gigi, il famoso conduttore televisivo Jimmy Kimmel, la moglie e madre Vanessa Laine, Diana Taurasi giocatrice della Wnba e soprannominata da Kobe “White Mamba”, Michael Jordan e Shaquille O’Neal.&lt;br /&gt;
==Note==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references/&amp;gt;&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
*Fabrizio Fabbri ed Edoardo Caianiello, &#039;&#039;Kobe Bryant. Il morso del mamba. Dall&#039;Italia alla Nba la storia di un predestinato&#039;&#039;, Rimini,Ultra, 2015.&lt;br /&gt;
*Kevin Garnett, &#039;&#039;Senza filtro: la vita, il basket, Kobe, Lebron e tutto il resto&#039;&#039;,New York, Libreria Pienogiorno, 2022.&lt;br /&gt;
*La gazzetta dello sport, &#039;&#039;Kobe Bryant, l’uomo che ha incantato il basket&#039;&#039;, Milano, 2012.&lt;br /&gt;
*https://www.collinsdictionary.com/&lt;br /&gt;
*https://www.gazzetta.it/https://www.gazzetta.it/&lt;br /&gt;
*https://www.theplayerstribune.com/&lt;br /&gt;
*https://www.ilfattoquotidiano.it/&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>131.114.63.2</name></author>
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	<entry>
		<id>https://unipedia.fileli.unipi.it/index.php?title=Kobe_Bean_Bryant&amp;diff=5331</id>
		<title>Kobe Bean Bryant</title>
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		<updated>2024-02-21T14:23:40Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;131.114.63.2: /* Il post three-peat */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Kobe Bean Bryant è stato un cestista statunitense. È considerato tra i migliori giocatori nella storia dell&#039;Nba, ed è stato il primo atleta Nba ad aver giocato per venti stagioni nella stessa squadra: i Los Angeles Lakers.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Infanzia==&lt;br /&gt;
Kobe Bryant è nato a Philadelphia il 23 agosto 1978, dalla madre Pamela Cox e dal padre Joe Bryant, anch’egli giocatore di basket professionista; la coppia aveva già due figlie, Shaya e Sharia. Kobe deve il nome alla famoso e costoso manzo di Kobe giapponese, che i genitori avevano ordinato al ristorante poco prima del parto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Periodo in Italia===&lt;br /&gt;
Kobe ha trascorso la sua infanzia in Italia a causa della carriera del padre Joe. Questi infatti, dopo aver militato in varie squadre Nba, nella stagione 1983/4 non ebbe alcuna chiamata e fu costretto a terminare la sua carriera americana in anticipo come tanti altri campioni di quel periodo; all’epoca infatti le squadre della lega erano circa la metà di quelle di oggi. La famiglia Bryant si trasferì quindi in Italia, dove Joe firmò un contratto con la Sebastiani Rieti, allora squadra di A2&amp;lt;ref&amp;gt;Fabbri, Caianiello, &#039;&#039;Kobe Bryant&#039;&#039;, pp. 13-33.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Rieti, a differenza degli altri figli di giocatori americani che erano iscritti alla American Overseas School di Roma, Kobe e le sue sorelle frequentarono l&#039;Istituto Comprensivo &amp;quot;Guglielmo Marconi&amp;quot;, scuola pubblica nella quale il ragazzo imparò molto bene la lingua italiana, diventando così l’interprete dei genitori. Prima di lasciare la cittadina del Lazio, nella primavera del 1986, Kobe venne invitato ad un torneo di minibasket, al quale avrebbero partecipato dei bambini di dieci anni; lui ne aveva otto, ma fu comunque costretto ad uscire dal campo perchè era troppo più forte degli altri. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quegli anni in Italia per Kobe furono importanti, il ragazzo già in quegli anni mostrava un grande potenziale e il padre se ne era accorto, tanto che arrivò a pronunciare la frase: “Io sono assolutamente certo che Kobe diventerà una stella assoluta della Nba”. Le successive tre tappe della famiglia Bryant in Italia furono Reggio Calabria, Pistoia e Reggio Emilia dove all’età di undici anni Kobe frequentò, da studente, l’Istituto San Vincenzo, gestito dalle suore. Con la conclusione dell’ultima stagione giocata da Joe Bryant, la famiglia ritornò in America.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In un’intervista degli ultimi anni Kobe per ringraziare l’Italia ha detto: “I giocatori europei conoscono il basket più di quelli americani. In Europa si insegnano ai giovani le basi di questo sport, i fondamentali. Qui negli Stati Uniti, invece, no. Se non fossi vissuto in Italia quando mio padre giocava lì, quasi certamente non avrei imparato a palleggiare con la mano sinistra, come accade a tanti giocatori cresciuti e formatisi negli Usa.”&amp;lt;ref&amp;gt;Fabbri, Caianiello, &#039;&#039;Kobe Bryant&#039;&#039;, p. 9.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Carriera==&lt;br /&gt;
===High school===&lt;br /&gt;
Una volta tornato negli Stati Uniti, Kobe cominciò a sottoporsi a sedute di allenamento individuale a ogni ora del giorno e della notte. La scelta della famiglia della high school ricadde sulla Lower Marion in Pennsylvania, nella quale Kobe al termine del suo ciclo liceale avrebbe battuto il record di miglior marcatore di sempre delle high school dello stato, superando Wilt Chamberlain e i suoi 2252 punti, segnandone 2883.&lt;br /&gt;
Nel 1996, all’età di diciassette anni, decise di passare al professionismo e si dichiarò disponibile per il Draft Nba senza passare per il college, nonostante le offerte da parte di prestigiose università come Kentucky e Duke. Prima di lui, solo Kevin Garnett &amp;lt;ref&amp;gt;Kevin Garnett, &#039;&#039;Senza filtro: la vita, il basket, Kobe, Lebron e tutto il resto&#039;&#039;, p. 177.&amp;lt;/ref&amp;gt; aveva compiuto il salto diretto dalla high school alla Nba, approdando a diciannove anni nei Minnesota Timberwolves.&lt;br /&gt;
===Nba===&lt;br /&gt;
====I primi anni con i Los Angeles Lakers====&lt;br /&gt;
Il 26 giugno del 1996 Bryant venne selezionato come tredicesima scelta al Draft per far parte degli Charlotte Hornets. Questi subito dopo lo cedettero ai Los Angeles Lakers in cambio del centro Vlade Divac, in quanto i Lakers avevano appena acquistato uno dei centri più forti della Nba: Shaquille O’Neal. Kobe Bryant giocò la sua prima partita da matricola il 3 novembre, contro i Minnesota Timberwolves, con una una prova anonima di appena sei minuti, e zero punti a referto. Nella partita successiva contro i New York Knicks il minutaggio scese a tre minuti, ma Kobe segnò il suo primo punto su tiro libero. Il minutaggio in campo aumentò a 15 minuti circa a metà stagione, ma Kobe era ancora acerbo: lo dimostrarono le scelte sbagliate che prese in campo nell&#039;ultima gara dei quarti di finale playoff di quell’anno, persa contro gli Utah Jazz il 12 maggio del 1997. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo un’estate di duro allenamento, la seconda stagione cominciò molto bene per Bryant, che aveva un obbiettivo personale molto chiaro: portare in doppia cifra la media dei punti realizzati, media che l’anno precedente si era fermata a 7.6. Nella partita di apertura della stagione mise a segno 23 punti, contro gli stessi Utah Jazz che avevano interrotto il cammino ai playoff dell’anno precedente. Questa stagione fu sicuramente migliore della prima: Kobe arrivò infatti a segnare trentatré punti contro i Chicago Bulls, che però vinsero la partita, guidati da un Michael Jordan che ne segnò trentasei. La stagione si concluse ancora una volta con una sconfitta per mano degli Utah Jazz che si imposero per 4-0 nella serie. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella terza stagione Nba, Kobe fu inserito per la prima volta nel quintetto principale e acquisì sempre più fiducia, ma il risultato fu il medesimo; il 17 maggio 1999, i Lakers vennero sconfitti nella semifinale di conference contro i futuri vincitori di quell’anno: i San Antonio Spurs.&amp;lt;ref&amp;gt;Fabbri, Caianiello, &#039;&#039;Kobe Bryant&#039;&#039;, pp. 39-49.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
====Tre stagioni vittoriose====&lt;br /&gt;
La stagione 1999/2000 fu un anno di svolta per Bryant grazie all’avvento del nuovo allenatore Phil Jackson, che dopo aver vinto il quinto titolo consecutivo con i Chicago Bulls di Michael Jordan e Scottie Pippen si era preso un anno di pausa per passare del tempo con la sua famiglia. Jackson riuscì a ricucire lo strappo interno che si era creato nello spogliatoio dei Lakers tra lo stesso Kobe e il grande Shaquille O’Neal. Secondo il coach, che spesso aveva l’attitudine di vedere il basket attraverso le dottrine della religione buddista, serviva il controllo dello spirito per trasformare un grande numero di giocatori in una grande squadra e per trasformare l’immane ego di Kobe in un’arma capace di sconfiggere gli avversari. Il coach, con l’aiuto dell’allora capitano Ron Harper, guidò la squadra fino a playoff, e i Lakers con un cammino tutt&#039;altro che semplice arrivarono in finale. La serie finì 4-2 contro gli Indiana Pacers con un Bryant che nonostante una caviglia slogata riuscì a trascinare la squadra alla vittoria del titolo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella stagione successiva i conflitti tra Bryant e O’Neal erano riaffiorati. I due volevano essere entrambi leader, ma il primo era riuscito a superare il secondo nelle gerarchie della squadra, grazie a una prestazione di 40 punti nella prima partita di campionato. Ma i limiti fisici avevano mostrato a Kobe stesso che da solo non poteva farcela e che aveva bisogno delle gambe, delle ginocchia, delle teste e dei cuori dei suoi compagni. I Lakers vinsero nuovamente l’anello, ma Kobe nonostante l’ottima stagione non fu l’Mvp, acronimo di Most Valuable Player: miglior giocatore della stagione o nel caso degli All Star Game di una sola partita. Il premio venne invece assegnato ad Allen Iverson dei Philadelphia 76ers.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il 18 aprile del 2001 Bryant, andando contro il parere dei suoi genitori, sposò l’allora diciannovenne Vanessa Laine, studentessa di origini ispaniche, che aveva conosciuto tre anni prima grazie alla partecipazione di entrambi a un video musicale. Kobe viveva nella località di Brentwood insieme ai genitori, che dopo il matrimonio, si trasferirono a Philadelphia e ci vollero due anni prima che le due parti si tornassero a parlare. La lontananza dai genitori spinse il giocatore verso un notevole accrescimento di responsabilità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il 2002 fu un anno d’oro per Bryant, che alla sua terza partecipazione agli All star game vinse per la prima volta il premio di Mvp nella partita delle stelle, e nello stesso anno guidò la sua squadra al terzo titolo consecutivo, un risultato che nello sport americano viene chiamato three-peat.&amp;lt;ref&amp;gt;Fabbri, Caianiello, &#039;&#039;Kobe Bryant&#039;&#039;, pp. 50-62.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Il post three-peat====&lt;br /&gt;
Le due stagioni successive al three-peat non furono positive per i Lakers che persero entrambe le finali. Inoltre Bryant aveva accusato un dolore al ginocchio e si era quindi recato a Eagle, in Colorado per consultare uno specialista. La sera della sua presenza nella cittadina si concluse con l’accusa, da parte di una donna del posto, di violenza sessuale. L’accusa derivò dalla diversa versione dei due di quanto successe quella sera: per l’atleta era stato un rapporto consensuale, per la ragazza una violenza. La vicenda giudiziaria durata più di un anno si concluse con il ritiro delle accuse da parte della donna, ma l’episodio segnò profondamente il rapporto tra Bryant e sua moglie Vanessa. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La riconciliazione avvenne grazie alla nascita della sua primogenita Natalia Diamante il 19 gennaio 2003; a lei seguì la sorella Gianna Maria-Onore nata nel 2006 e deceduta nel 2020 nello stesso incidente in cui perse la vita il padre. I problemi del matrimonio si riproposero nel gennaio del 2011 quando la moglie avanzò una richiesta di divorzio citando “differenze inconciliabili” e richiedendo la custodia delle due figlie. Nel gennaio del 2013 la coppia annunciò sui social di aver ritrovato la serenità e di aver rinunciato al divorzio. Nel 2016 nacque la loro terza figlia Bianka Bella e il 20 giugno 2019 venne data alla luce Capri Kobe.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La vicenda di Eagle nel 2002, non influenzò negativamente solo la sua vita privata, ma anche la sua immagine pubblica: Kobe perse infatti l&#039;appoggio di moltissimi sponsor rimanendo legato solo alla Nike (che però durante quella stagione evitò le campagne pubblicitarie con il suo nome). Inoltre ebbe anche conseguenze sulla sua squadra che al termine della stagione dovette salutare Shaquille O’Neal e l’allenatore Jackson. Nella nuova stagione i “grandi Lakers” erano solo un lontano ricordo e il team, guidato prima da Rudy Tomjanovich e poi da Frank Hamblem, non arrivò neanche alla soglia dei playoff.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Con il ritorno del coach Phil Jackson, il 22 gennaio 2006, alla Staples Center di Los Angeles, Bryant raggiunse il suo carrier hight, termine americano per indicare il record personale di un giocatore di punti realizzati in una partita, mettendo a segno 81 punti. Questo risultato lo rese secondo nella storia della Nba, per punti realizzati in una partita, solo a Wilt Chamberlain che contro i Knicks ne aveva segnati 100. Quell’anno Kobe con i suoi 2832 punti fu anche il miglior marcatore della Lega. Bryant, ispirandosi a un film uscito due anni prima, &#039;&#039;Kill Bill: volume II&#039;&#039; di Quentin Tarantino, scelse il soprannome di Black Mamba&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.gazzetta.it/Nba/19-12-2017/racconti-un-altra-nba-kobe-mamba-metamorfosi-una-leggenda-240332186904.shtml ,soprannome.&amp;lt;/ref&amp;gt;: nel film infatti appariva un mamba nero, serpente a cui si sentiva di somigliare, per quello che riguardava sia il modo di giocare che il modo di agire. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La stagione 2006/2007 portò a Kobe un’operazione al ginocchio, un record di 3 partite consecutive (nelle quali segnò più di cinquanta punti diventando il quarto giocatore nella storia a solcare quel traguardo), e il suo secondo premio di Mvp agli All Star Game vinto segnando 31 punti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’anno successivo il numero sulla canotta di Bryant cambiò dall’8 al 24: questo cambiamento e il soprannome che si era scelto davano il via a una nuova serie di record e di vittorie. Il 23 dicembre del 2007 il giocatore raggiunse la quota di 20.000 punti in carriera. Tuttavia la vera svolta avvenne a gennaio con l’arrivo in squadra dello spagnolo Pau Gasol che portò tranquillità a Bryant e la risalita dei Lakers. Non arrivò la vittoria contro i Boston Celtics, quell&#039;anno, ma il ritorno alle finals fece conquistare a Kobe il titolo di Mvp della Lega, dopo dodici anni di carriera. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 2009 all&#039;All Star Game di Phoenix Bryant venne nominato Mvp e condivise il premio con l&#039;ex compagno di squadra Shaquille O&#039;Neal, con il quale sancì definitivamente la pace. Il titolo tornò ai Los Angeles Lakers, che stracciarono 4-2 i Denver Nuggets di Carmelo Anthony in finale; Bryant anche in quella occasione venne premiato come Mvp. Anche nell&#039;anno successivo Bryant fu confermato Mvp e i Lakers campioni. Era il sedicesimo titolo vinto dai Lakers e il quinto personale per Bryant. &amp;lt;ref&amp;gt;Fabbri, Caianiello, &#039;&#039;Kobe Bryant&#039;&#039;, pp. 64-87.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Verso la fine della carriera====&lt;br /&gt;
La stagione successiva, nonostante il secondo posto nella Western Conference, non attenuò il dolore al ginocchio di Kobe. Dopo un primo faticoso turno playoff contro gli Hornets la corsa della squadra si fermò al secondo turno contro i Dallas Mavericks, che quell’anno vinsero il titolo, e alla fine della stagione il coach Phil Jackson, che con Kobe aveva da sempre avuto un rapporto di amore-odio, lasciò Los Angeles. Nel 2011 Kobe lasciò un’impronta sulla Walk of Fame di Hollywood&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.quotidiano.net/sport/basket/2011/02/20/462147-bryant_nella_walk_fame.shtml,impronte sulla Walk of fame.&amp;lt;/ref&amp;gt;: fu il secondo atleta ad aver ricevuto un riconoscimento del genere dopo Magic Johnson. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il 6 febbraio 2012, diventò il quinto miglior marcatore della storia Nba, mentre all&#039;All Star Game (dove giocò nel quintetto base) segnò 28 punti superando Michael Jordan come miglior realizzatore di sempre all&#039;All-Star Game. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella stagione 2012/2013, Kobe che aspirava al suo sesto titolo in carriera, si procurò invece un brutto infortunio al tendine d’Achille, a seguito di un contrasto falloso con Harrison Barnes; anche da infortunato, segnò i 2 tiri liberi successivi al fallo e uscì dal campo sulle sue gambe, senza l&#039;ausilio della barella. La carriera di Kobe nel basket professionistico si stava avvicinando alla fine: il suo corpo stava risentendo di tutti gli infortuni subiti. Nella sua diciottesima stagione in Nba, calcò il parquet solamente sei volte, mentre in quella successiva giocando solo trentacinque partite riuscì a diventare il terzo miglior realizzatore della Lega, con 32.293 punti segnati, superando Michael Jordan.&amp;lt;ref&amp;gt;Fabbri, Caianiello, &#039;&#039;Kobe Bryant.&#039;&#039;, pp. 127-129.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
====L’ultimo Kobe====&lt;br /&gt;
Il 29 novembre 2015, annunciò che alla fine della stagione si sarebbe ritirato. Incominciò così un lungo cammino di addio&amp;lt;ref&amp;gt;La Gazzetta dello Sport, &#039;&#039;Kobe Bryant. L&#039;uomo che ha incantato il basket&#039;&#039;, pp. 14-16.&amp;lt;/ref&amp;gt;; in ogni campo dove avrebbero giocato i Lakers vi fu il tutto esaurito, persino nei campi più ostici come quello di Boston. In qualunque arena risuonavano i cori: “Kobe, Kobe”. Il 14 febbraio 2016 a Toronto vi fu l’ultima edizione di All Star Game alla quale partecipò Kobe&amp;lt;ref&amp;gt;Fabbri, Caianiello, &#039;&#039;Kobe Bryant.&#039;&#039;, pp. 133-138.&amp;lt;/ref&amp;gt;, che invece dei dieci minuti che voleva giocare inizialmente, ne giocò ventisette spinto dal grande e rispettoso coach Greg Popovich. In conclusione della sua memorabile carriera, il 13 aprile 2016 Bryant al centro dello Staples Center disse addio ai suoi tifosi dopo aver messo a segno 60 punti, stabilendo un nuovo record da battere: punti segnati da un giocatore nell’ultima partita della carriera. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il 18 dicembre 2017 i Lakers, in suo onore, hanno ritirato sia la maglia numero 8 che la numero 24 con una cerimonia allo Staples Center presieduta da Magic Johnson. Kobe fu quindi anche il primo giocatore nella storia dell&#039;Nba a vedere due numeri di maglia ritirati dalla stessa squadra.&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.gazzetta.it/Nba/19-12-2017/nba-kobe-la-8-o-24-seconda-stato-piu-difficile-centrare-obiettivi-240324092696.shtml ,ritiro delle maglie.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
===Nazionale===&lt;br /&gt;
La carriera in nazionale di Bryant iniziò nel 2007, quando nella panchina del Team Usa arrivo il coach Mike Krzyzewski, che Bryant avrebbe conosciuto a diciassette anni se avesse deciso di andare alla Duke, università nella quale allenava proprio il coach che venne soprannominato coach K. La nazionale a stelle e strisce veniva dal cosiddetto “nightmare Team” delle Olimpiadi di Atene, e i primi successi della coppia coach K-Black Mamba arrivarono con la vittoria dei FIBA Americas Championship di Las Vegas e con la qualificazione alle olimpiadi di Pechino del 2008. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il 10 agosto 2008 ci furono l’esordio e la vittoria contro i padroni di casa della Cina, con 13 punti e 3 assist per Kobe, che ne mise invece 25 nel successo contro l’Australia. Dopo aver battuto anche l’Argentina, Bryant si ritrovò in finale. Dopo tre quarti di partita equilibrata contro la Spagna di Pau Gasol e Ricky Rubio, il Mamba prese in mano le redini della squadra e riuscì a vincere la tanto ambita medaglia d’oro olimpica. La partita si concluse per 188 a 107. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo non aver preso parte al mondiale del 2010, Bryant tornò in campo in occasione delle olimpiadi di Londra del 2012 che si conclusero con i suoi 12 punti di media a partita e con la terza medaglia d’oro al collo. Bryant annunciò il suo ritiro dalla nazionale lo stesso anno.&amp;lt;ref&amp;gt;Fabbri, Caianiello, &#039;&#039;Kobe Bryant.&#039;&#039;, pp. 91-97.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
==La vita dopo il basket==&lt;br /&gt;
Dietro l’abilità atletica di Kobe Bryant vi era anche la capacità di raccontare la sua complessa storia di vita attraverso l’arte. Nel 2017 la lettera scritta al basket due anni prima venne convertita in un cortometraggio animato&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.gazzetta.it/Nba/23-01-2018/nba-kobe-oscar-2401112399938.shtml ,nomination agli Oscar.&amp;lt;/ref&amp;gt; dal titolo &#039;&#039;Dear Basketball&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.youtube.com/watch?v=sElcsHgwKHk&amp;amp;t=260s ,cortometraggio sub ita.&amp;lt;/ref&amp;gt;diretto dall’animatore statunitense Glen Keane. Nel gennaio del 2018 venne annunciata la candidatura del cortometraggio agli Oscar come miglior cortometraggio d’animazione e il 4 marzo di quell’anno Bryant diventò il primo sportivo ad aver vinto la statuetta dorata degli Oscar. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nell’agosto 2018, Kobe lanciò un podcast per bambini chiamato &#039;&#039;The Punies&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;https://it.v-grrrl.com/what-kobe-bryants-life-was-really-like-after-retiring-from-nba ,The Punies.&amp;lt;/ref&amp;gt;, con storie audio e sceneggiatura incentrate su un personaggio chiamato Puny Pete, con l’obbiettivo di ispirare i giovani ascoltatori a raggiungere il loro pieno potenziale. Bryan ha basato la serie sulla sua infanzia, Puny Pete era infatti come disse Kobe: “Ambizioso e determinato, ma mansueto e insicuro con la paura di fallire”, come lo stesso Bryant. Nello stesso anno fondò La Mamba Sports Academy, scuola di crescita sportiva, insieme a Chad Faulkner.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il 12 novembre 2018 pubblicò un libro, intitolato &#039;&#039;The Mamba Mentality - Il mio basket&#039;&#039; nel quale parla della sua carriera, collaborando con l’ex coach Phil Jackson e con l’ex compagno di squadra Pau Gasol per la stesura di esso.&lt;br /&gt;
Ma soprattutto una volta lasciato il basket, Bryant, si dedicò alla sua famiglia, in particolare prestando molta attenzione alla figlia Gianna che stava cercando di seguire le orme del padre e sembrava averne la stoffa.&lt;br /&gt;
==La morte==&lt;br /&gt;
Il 26 gennaio 2020 Bryant, insieme a sua figlia Gianna Maria e altre sette persone, perse la vita in un incidente con l’elicottero.&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.repubblica.it/sport/basket/2021/02/09/news/morte_bryant_errore_pilota-286785881/ ,incidente.&amp;lt;/ref&amp;gt; Dopo un decollo tranquillo alle 9:40 il velivolo perse colpi, si avvitò su se stesso e precipitò, schiantandosi nella zona collinosa e boschiva di Calabasas, California, per i passeggeri non ci fu niente da fare. Tra le probabili cause dell’incidente vi era la nebbia, ma successivamente si scoprì che il pilota aveva violato le regole di volo, spingendo il velivolo “oltre ai limiti”, limiti dovuti alla scarsa visibilità che vi era a causa della nebbia. La vedova del giocatore ha denunciato la compagnia degli elicotteri e il pilota di negligenza, ottenendo 30 milioni di dollari di risarcimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per il funerale, la famiglia ha scelto una cerimonia privata, a cui erano presenti pochi intimi, nel massimo della riservatezza. Il 24 febbraio 2020, circa un mese dopo la scomparsa del Black Mamba, vi fu il Memorial allo Staples Centre di Los Angeles&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.ilpost.it/flashes/kobe-bryant-video-memorial/ ,video della commemorazione.&amp;lt;/ref&amp;gt; per un ultimo addio. Gli appassionati che hanno partecipato al memoriale erano 20.000, tra essi vi erano presenti molti ex giocatori e giocatori, nonché allenatori. Ad aprire la commemorazione è stata la cantante Beyoncè&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/02/24/kobe-bryant-in-20mila-allo-staples-center-per-lultimo-saluto-alla-stella-dei-lakers-e-sua-figlia/5716152/ ,commemorazione.&amp;lt;/ref&amp;gt;, amica di Kobe, che ha cantato due suoi brani tra cui il preferito di Kobe: &#039;&#039;Xo&#039;&#039;. Nel corso della cerimonia si sono esibite anche Christina Aguilera in &#039;&#039;Ave Maria&#039;&#039; e Alicia Keys suonando al pianoforte la &#039;&#039;Sonata al chiaro di luna&#039;&#039; di Beethoven. Si sono poi espressi in memoria di Kobe e della figlia Gianna detta Gigi, il famoso conduttore televisivo Jimmy Kimmel, la moglie e madre Vanessa Laine, Diana Taurasi giocatrice della Wnba e soprannominata da Kobe “White Mamba”, Michael Jordan e Shaquille O’Neal.&lt;br /&gt;
==Note==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references/&amp;gt;&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
*Fabrizio Fabbri ed Edoardo Caianiello, &#039;&#039;Kobe Bryant. Il morso del mamba. Dall&#039;Italia alla Nba la storia di un predestinato&#039;&#039;, Rimini,Ultra, 2015.&lt;br /&gt;
*Kevin Garnett, &#039;&#039;Senza filtro: la vita, il basket, Kobe, Lebron e tutto il resto&#039;&#039;,New York, Libreria Pienogiorno, 2022.&lt;br /&gt;
*La gazzetta dello sport, &#039;&#039;Kobe Bryant, l’uomo che ha incantato il basket&#039;&#039;, Milano, 2012.&lt;br /&gt;
*https://www.collinsdictionary.com/&lt;br /&gt;
*https://www.gazzetta.it/https://www.gazzetta.it/&lt;br /&gt;
*https://www.theplayerstribune.com/&lt;br /&gt;
*https://www.ilfattoquotidiano.it/&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>131.114.63.2</name></author>
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		<id>https://unipedia.fileli.unipi.it/index.php?title=Kobe_Bean_Bryant&amp;diff=5330</id>
		<title>Kobe Bean Bryant</title>
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		<updated>2024-02-21T14:22:06Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;131.114.63.2: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Kobe Bean Bryant è stato un cestista statunitense. È considerato tra i migliori giocatori nella storia dell&#039;Nba, ed è stato il primo atleta Nba ad aver giocato per venti stagioni nella stessa squadra: i Los Angeles Lakers.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Infanzia==&lt;br /&gt;
Kobe Bryant è nato a Philadelphia il 23 agosto 1978, dalla madre Pamela Cox e dal padre Joe Bryant, anch’egli giocatore di basket professionista; la coppia aveva già due figlie, Shaya e Sharia. Kobe deve il nome alla famoso e costoso manzo di Kobe giapponese, che i genitori avevano ordinato al ristorante poco prima del parto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Periodo in Italia===&lt;br /&gt;
Kobe ha trascorso la sua infanzia in Italia a causa della carriera del padre Joe. Questi infatti, dopo aver militato in varie squadre Nba, nella stagione 1983/4 non ebbe alcuna chiamata e fu costretto a terminare la sua carriera americana in anticipo come tanti altri campioni di quel periodo; all’epoca infatti le squadre della lega erano circa la metà di quelle di oggi. La famiglia Bryant si trasferì quindi in Italia, dove Joe firmò un contratto con la Sebastiani Rieti, allora squadra di A2&amp;lt;ref&amp;gt;Fabbri, Caianiello, &#039;&#039;Kobe Bryant&#039;&#039;, pp. 13-33.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A Rieti, a differenza degli altri figli di giocatori americani che erano iscritti alla American Overseas School di Roma, Kobe e le sue sorelle frequentarono l&#039;Istituto Comprensivo &amp;quot;Guglielmo Marconi&amp;quot;, scuola pubblica nella quale il ragazzo imparò molto bene la lingua italiana, diventando così l’interprete dei genitori. Prima di lasciare la cittadina del Lazio, nella primavera del 1986, Kobe venne invitato ad un torneo di minibasket, al quale avrebbero partecipato dei bambini di dieci anni; lui ne aveva otto, ma fu comunque costretto ad uscire dal campo perchè era troppo più forte degli altri. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quegli anni in Italia per Kobe furono importanti, il ragazzo già in quegli anni mostrava un grande potenziale e il padre se ne era accorto, tanto che arrivò a pronunciare la frase: “Io sono assolutamente certo che Kobe diventerà una stella assoluta della Nba”. Le successive tre tappe della famiglia Bryant in Italia furono Reggio Calabria, Pistoia e Reggio Emilia dove all’età di undici anni Kobe frequentò, da studente, l’Istituto San Vincenzo, gestito dalle suore. Con la conclusione dell’ultima stagione giocata da Joe Bryant, la famiglia ritornò in America.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In un’intervista degli ultimi anni Kobe per ringraziare l’Italia ha detto: “I giocatori europei conoscono il basket più di quelli americani. In Europa si insegnano ai giovani le basi di questo sport, i fondamentali. Qui negli Stati Uniti, invece, no. Se non fossi vissuto in Italia quando mio padre giocava lì, quasi certamente non avrei imparato a palleggiare con la mano sinistra, come accade a tanti giocatori cresciuti e formatisi negli Usa.”&amp;lt;ref&amp;gt;Fabbri, Caianiello, &#039;&#039;Kobe Bryant&#039;&#039;, p. 9.&amp;lt;/ref&amp;gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Carriera==&lt;br /&gt;
===High school===&lt;br /&gt;
Una volta tornato negli Stati Uniti, Kobe cominciò a sottoporsi a sedute di allenamento individuale a ogni ora del giorno e della notte. La scelta della famiglia della high school ricadde sulla Lower Marion in Pennsylvania, nella quale Kobe al termine del suo ciclo liceale avrebbe battuto il record di miglior marcatore di sempre delle high school dello stato, superando Wilt Chamberlain e i suoi 2252 punti, segnandone 2883.&lt;br /&gt;
Nel 1996, all’età di diciassette anni, decise di passare al professionismo e si dichiarò disponibile per il Draft Nba senza passare per il college, nonostante le offerte da parte di prestigiose università come Kentucky e Duke. Prima di lui, solo Kevin Garnett &amp;lt;ref&amp;gt;Kevin Garnett, &#039;&#039;Senza filtro: la vita, il basket, Kobe, Lebron e tutto il resto&#039;&#039;, p. 177.&amp;lt;/ref&amp;gt; aveva compiuto il salto diretto dalla high school alla Nba, approdando a diciannove anni nei Minnesota Timberwolves.&lt;br /&gt;
===Nba===&lt;br /&gt;
====I primi anni con i Los Angeles Lakers====&lt;br /&gt;
Il 26 giugno del 1996 Bryant venne selezionato come tredicesima scelta al Draft per far parte degli Charlotte Hornets. Questi subito dopo lo cedettero ai Los Angeles Lakers in cambio del centro Vlade Divac, in quanto i Lakers avevano appena acquistato uno dei centri più forti della Nba: Shaquille O’Neal. Kobe Bryant giocò la sua prima partita da matricola il 3 novembre, contro i Minnesota Timberwolves, con una una prova anonima di appena sei minuti, e zero punti a referto. Nella partita successiva contro i New York Knicks il minutaggio scese a tre minuti, ma Kobe segnò il suo primo punto su tiro libero. Il minutaggio in campo aumentò a 15 minuti circa a metà stagione, ma Kobe era ancora acerbo: lo dimostrarono le scelte sbagliate che prese in campo nell&#039;ultima gara dei quarti di finale playoff di quell’anno, persa contro gli Utah Jazz il 12 maggio del 1997. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo un’estate di duro allenamento, la seconda stagione cominciò molto bene per Bryant, che aveva un obbiettivo personale molto chiaro: portare in doppia cifra la media dei punti realizzati, media che l’anno precedente si era fermata a 7.6. Nella partita di apertura della stagione mise a segno 23 punti, contro gli stessi Utah Jazz che avevano interrotto il cammino ai playoff dell’anno precedente. Questa stagione fu sicuramente migliore della prima: Kobe arrivò infatti a segnare trentatré punti contro i Chicago Bulls, che però vinsero la partita, guidati da un Michael Jordan che ne segnò trentasei. La stagione si concluse ancora una volta con una sconfitta per mano degli Utah Jazz che si imposero per 4-0 nella serie. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella terza stagione Nba, Kobe fu inserito per la prima volta nel quintetto principale e acquisì sempre più fiducia, ma il risultato fu il medesimo; il 17 maggio 1999, i Lakers vennero sconfitti nella semifinale di conference contro i futuri vincitori di quell’anno: i San Antonio Spurs.&amp;lt;ref&amp;gt;Fabbri, Caianiello, &#039;&#039;Kobe Bryant&#039;&#039;, pp. 39-49.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
====Tre stagioni vittoriose====&lt;br /&gt;
La stagione 1999/2000 fu un anno di svolta per Bryant grazie all’avvento del nuovo allenatore Phil Jackson, che dopo aver vinto il quinto titolo consecutivo con i Chicago Bulls di Michael Jordan e Scottie Pippen si era preso un anno di pausa per passare del tempo con la sua famiglia. Jackson riuscì a ricucire lo strappo interno che si era creato nello spogliatoio dei Lakers tra lo stesso Kobe e il grande Shaquille O’Neal. Secondo il coach, che spesso aveva l’attitudine di vedere il basket attraverso le dottrine della religione buddista, serviva il controllo dello spirito per trasformare un grande numero di giocatori in una grande squadra e per trasformare l’immane ego di Kobe in un’arma capace di sconfiggere gli avversari. Il coach, con l’aiuto dell’allora capitano Ron Harper, guidò la squadra fino a playoff, e i Lakers con un cammino tutt&#039;altro che semplice arrivarono in finale. La serie finì 4-2 contro gli Indiana Pacers con un Bryant che nonostante una caviglia slogata riuscì a trascinare la squadra alla vittoria del titolo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella stagione successiva i conflitti tra Bryant e O’Neal erano riaffiorati. I due volevano essere entrambi leader, ma il primo era riuscito a superare il secondo nelle gerarchie della squadra, grazie a una prestazione di 40 punti nella prima partita di campionato. Ma i limiti fisici avevano mostrato a Kobe stesso che da solo non poteva farcela e che aveva bisogno delle gambe, delle ginocchia, delle teste e dei cuori dei suoi compagni. I Lakers vinsero nuovamente l’anello, ma Kobe nonostante l’ottima stagione non fu l’Mvp, acronimo di Most Valuable Player: miglior giocatore della stagione o nel caso degli All Star Game di una sola partita. Il premio venne invece assegnato ad Allen Iverson dei Philadelphia 76ers.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il 18 aprile del 2001 Bryant, andando contro il parere dei suoi genitori, sposò l’allora diciannovenne Vanessa Laine, studentessa di origini ispaniche, che aveva conosciuto tre anni prima grazie alla partecipazione di entrambi a un video musicale. Kobe viveva nella località di Brentwood insieme ai genitori, che dopo il matrimonio, si trasferirono a Philadelphia e ci vollero due anni prima che le due parti si tornassero a parlare. La lontananza dai genitori spinse il giocatore verso un notevole accrescimento di responsabilità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il 2002 fu un anno d’oro per Bryant, che alla sua terza partecipazione agli All star game vinse per la prima volta il premio di Mvp nella partita delle stelle, e nello stesso anno guidò la sua squadra al terzo titolo consecutivo, un risultato che nello sport americano viene chiamato three-peat.&amp;lt;ref&amp;gt;Fabbri, Caianiello, &#039;&#039;Kobe Bryant&#039;&#039;, pp. 50-62.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
====Il post three-peat====&lt;br /&gt;
Le due stagioni successive al three-peat non furono positive per i Lakers che persero entrambe le finali. Inoltre Bryant aveva accusato un dolore al ginocchio e si era quindi recato a Eagle, in Colorado per consultare uno specialista. La sera della sua presenza nella cittadina si concluse con l’accusa, da parte di una donna del posto, di violenza sessuale. L’accusa derivò dalla diversa versione dei due di quanto successe quella sera: per l’atleta era stato un rapporto consensuale, per la ragazza una violenza. La vicenda giudiziaria durata più di un anno si concluse con il ritiro delle accuse da parte della donna, ma l’episodio segnò profondamente il rapporto tra Bryant e sua moglie Vanessa. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La riconciliazione avvenne grazie alla nascita della sua primogenita Natalia Diamante il 19 gennaio 2003; a lei seguì la sorella Gianna Maria-Onore nata nel 2006 e deceduta nel 2020 nello stesso incidente in cui perse la vita il padre. I problemi del matrimonio si riproposero nel gennaio del 2011 quando la moglie avanzò una richiesta di divorzio citando “differenze inconciliabili” e richiedendo la custodia delle due figlie. Nel gennaio del 2013 la coppia annunciò sui social di aver ritrovato la serenità e di aver rinunciato al divorzio. Nel 2016 nacque la loro terza figlia Bianka Bella e il 20 giugno 2019 venne data alla luce Capri Kobe.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La vicenda di Eagle nel 2002, non influenzò negativamente solo la sua vita privata, ma anche la sua immagine pubblica: Kobe perse infatti l&#039;appoggio di moltissimi sponsor rimanendo legato solo alla Nike (che però durante quella stagione evitò le campagne pubblicitarie con il suo nome). Inoltre ebbe anche conseguenze sulla sua squadra che al termine della stagione dovette salutare Shaquille O’Neal e l’allenatore Jackson. Nella nuova stagione i “grandi Lakers” erano solo un lontano ricordo e il team, guidato prima da Rudy Tomjanovich e poi da Frank Hamblem, non arrivò neanche alla soglia dei playoff.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Con il ritorno del coach Phil Jackson, il 22 gennaio 2006, alla Staples Center di Los Angeles, Bryant raggiunse il suo carrier hight, termine americano per indicare il record personale di un giocatore di punti realizzati in una partita, mettendo a segno 81 punti. Questo risultato lo rese secondo nella storia della Nba, per punti realizzati in una partita, solo a Wilt Chamberlain che contro i Knicks ne aveva segnati 100. Quell’anno Kobe con i suoi 2832 punti fu anche il miglior marcatore della Lega. Bryant, ispirandosi a un film uscito due anni prima, &#039;&#039;Kill Bill: volume II&#039;&#039; di Quentin Tarantino, scelse il soprannome di Black Mamba&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.gazzetta.it/Nba/19-12-2017/racconti-un-altra-nba-kobe-mamba-metamorfosi-una-leggenda-240332186904.shtml ,soprannome.&amp;lt;/ref&amp;gt;: nel film infatti appariva un mamba nero, serpente a cui si sentiva di somigliare, per quello che riguardava sia il modo di giocare che il modo di agire. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La stagione 2006/2007 portò a Kobe un’operazione al ginocchio, un record di 3 partite consecutive (nelle quali segnò più di cinquanta punti diventando il quarto giocatore nella storia a solcare quel traguardo), e il suo secondo premio di Mvp agli All Star Game vinto segnando 31 punti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’anno successivo il numero sulla canotta di Bryant cambiò dall’8 al 24: questo cambiamento e il soprannome che si era scelto davano il via a una nuova serie di record e di vittorie. Il 23 dicembre del 2007 il giocatore raggiunse la quota di 20.000 punti in carriera. Tuttavia la vera svolta avvenne a gennaio con l’arrivo in squadra dello spagnolo Pau Gasol che portò tranquillità a Bryant e la risalita dei Lakers. Non arrivò la vittoria contro i Boston Celtics, quell&#039;anno, ma il ritorno alle finals fece conquistare a Kobe il titolo di Mvp della Lega, dopo dodici anni di carriera. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 2009 all&#039;All Star Game di Phoenix Bryant venne nominato Mvp e condivise il premio con l&#039;ex compagno di squadra Shaquille O&#039;Neal, con il quale sancì definitivamente la pace. Il titolo tornò ai Los Angeles Lakers, che stracciarono 4-2 i Denver Nuggets di Carmelo Anthony in finale; Bryant anche in quella occasione venne premiato come Mvp. Anche nell&#039;anno successivo Bryant fu confermato Mvp e i Lakers campioni. Era il sedicesimo titolo vinto dai Lakers e il quinto personale per Bryant. &amp;lt;ref&amp;gt;Fabbri, Caianiello, &#039;&#039;Kobe Bryant.&#039;&#039;, pp. 64-87.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
====Verso la fine della carriera====&lt;br /&gt;
La stagione successiva, nonostante il secondo posto nella Western Conference, non attenuò il dolore al ginocchio di Kobe. Dopo un primo faticoso turno playoff contro gli Hornets la corsa della squadra si fermò al secondo turno contro i Dallas Mavericks, che quell’anno vinsero il titolo, e alla fine della stagione il coach Phil Jackson, che con Kobe aveva da sempre avuto un rapporto di amore-odio, lasciò Los Angeles. Nel 2011 Kobe lasciò un’impronta sulla Walk of Fame di Hollywood&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.quotidiano.net/sport/basket/2011/02/20/462147-bryant_nella_walk_fame.shtml,impronte sulla Walk of fame.&amp;lt;/ref&amp;gt;: fu il secondo atleta ad aver ricevuto un riconoscimento del genere dopo Magic Johnson. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il 6 febbraio 2012, diventò il quinto miglior marcatore della storia Nba, mentre all&#039;All Star Game (dove giocò nel quintetto base) segnò 28 punti superando Michael Jordan come miglior realizzatore di sempre all&#039;All-Star Game. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nella stagione 2012/2013, Kobe che aspirava al suo sesto titolo in carriera, si procurò invece un brutto infortunio al tendine d’Achille, a seguito di un contrasto falloso con Harrison Barnes; anche da infortunato, segnò i 2 tiri liberi successivi al fallo e uscì dal campo sulle sue gambe, senza l&#039;ausilio della barella. La carriera di Kobe nel basket professionistico si stava avvicinando alla fine: il suo corpo stava risentendo di tutti gli infortuni subiti. Nella sua diciottesima stagione in Nba, calcò il parquet solamente sei volte, mentre in quella successiva giocando solo trentacinque partite riuscì a diventare il terzo miglior realizzatore della Lega, con 32.293 punti segnati, superando Michael Jordan.&amp;lt;ref&amp;gt;Fabbri, Caianiello, &#039;&#039;Kobe Bryant.&#039;&#039;, pp. 127-129.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
====L’ultimo Kobe====&lt;br /&gt;
Il 29 novembre 2015, annunciò che alla fine della stagione si sarebbe ritirato. Incominciò così un lungo cammino di addio&amp;lt;ref&amp;gt;La Gazzetta dello Sport, &#039;&#039;Kobe Bryant. L&#039;uomo che ha incantato il basket&#039;&#039;, pp. 14-16.&amp;lt;/ref&amp;gt;; in ogni campo dove avrebbero giocato i Lakers vi fu il tutto esaurito, persino nei campi più ostici come quello di Boston. In qualunque arena risuonavano i cori: “Kobe, Kobe”. Il 14 febbraio 2016 a Toronto vi fu l’ultima edizione di All Star Game alla quale partecipò Kobe&amp;lt;ref&amp;gt;Fabbri, Caianiello, &#039;&#039;Kobe Bryant.&#039;&#039;, pp. 133-138.&amp;lt;/ref&amp;gt;, che invece dei dieci minuti che voleva giocare inizialmente, ne giocò ventisette spinto dal grande e rispettoso coach Greg Popovich. In conclusione della sua memorabile carriera, il 13 aprile 2016 Bryant al centro dello Staples Center disse addio ai suoi tifosi dopo aver messo a segno 60 punti, stabilendo un nuovo record da battere: punti segnati da un giocatore nell’ultima partita della carriera. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il 18 dicembre 2017 i Lakers, in suo onore, hanno ritirato sia la maglia numero 8 che la numero 24 con una cerimonia allo Staples Center presieduta da Magic Johnson. Kobe fu quindi anche il primo giocatore nella storia dell&#039;Nba a vedere due numeri di maglia ritirati dalla stessa squadra.&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.gazzetta.it/Nba/19-12-2017/nba-kobe-la-8-o-24-seconda-stato-piu-difficile-centrare-obiettivi-240324092696.shtml ,ritiro delle maglie.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
===Nazionale===&lt;br /&gt;
La carriera in nazionale di Bryant iniziò nel 2007, quando nella panchina del Team Usa arrivo il coach Mike Krzyzewski, che Bryant avrebbe conosciuto a diciassette anni se avesse deciso di andare alla Duke, università nella quale allenava proprio il coach che venne soprannominato coach K. La nazionale a stelle e strisce veniva dal cosiddetto “nightmare Team” delle Olimpiadi di Atene, e i primi successi della coppia coach K-Black Mamba arrivarono con la vittoria dei FIBA Americas Championship di Las Vegas e con la qualificazione alle olimpiadi di Pechino del 2008. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il 10 agosto 2008 ci furono l’esordio e la vittoria contro i padroni di casa della Cina, con 13 punti e 3 assist per Kobe, che ne mise invece 25 nel successo contro l’Australia. Dopo aver battuto anche l’Argentina, Bryant si ritrovò in finale. Dopo tre quarti di partita equilibrata contro la Spagna di Pau Gasol e Ricky Rubio, il Mamba prese in mano le redini della squadra e riuscì a vincere la tanto ambita medaglia d’oro olimpica. La partita si concluse per 188 a 107. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo non aver preso parte al mondiale del 2010, Bryant tornò in campo in occasione delle olimpiadi di Londra del 2012 che si conclusero con i suoi 12 punti di media a partita e con la terza medaglia d’oro al collo. Bryant annunciò il suo ritiro dalla nazionale lo stesso anno.&amp;lt;ref&amp;gt;Fabbri, Caianiello, &#039;&#039;Kobe Bryant.&#039;&#039;, pp. 91-97.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
==La vita dopo il basket==&lt;br /&gt;
Dietro l’abilità atletica di Kobe Bryant vi era anche la capacità di raccontare la sua complessa storia di vita attraverso l’arte. Nel 2017 la lettera scritta al basket due anni prima venne convertita in un cortometraggio animato&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.gazzetta.it/Nba/23-01-2018/nba-kobe-oscar-2401112399938.shtml ,nomination agli Oscar.&amp;lt;/ref&amp;gt; dal titolo &#039;&#039;Dear Basketball&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.youtube.com/watch?v=sElcsHgwKHk&amp;amp;t=260s ,cortometraggio sub ita.&amp;lt;/ref&amp;gt;diretto dall’animatore statunitense Glen Keane. Nel gennaio del 2018 venne annunciata la candidatura del cortometraggio agli Oscar come miglior cortometraggio d’animazione e il 4 marzo di quell’anno Bryant diventò il primo sportivo ad aver vinto la statuetta dorata degli Oscar. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nell’agosto 2018, Kobe lanciò un podcast per bambini chiamato &#039;&#039;The Punies&#039;&#039;&amp;lt;ref&amp;gt;https://it.v-grrrl.com/what-kobe-bryants-life-was-really-like-after-retiring-from-nba ,The Punies.&amp;lt;/ref&amp;gt;, con storie audio e sceneggiatura incentrate su un personaggio chiamato Puny Pete, con l’obbiettivo di ispirare i giovani ascoltatori a raggiungere il loro pieno potenziale. Bryan ha basato la serie sulla sua infanzia, Puny Pete era infatti come disse Kobe: “Ambizioso e determinato, ma mansueto e insicuro con la paura di fallire”, come lo stesso Bryant. Nello stesso anno fondò La Mamba Sports Academy, scuola di crescita sportiva, insieme a Chad Faulkner.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il 12 novembre 2018 pubblicò un libro, intitolato &#039;&#039;The Mamba Mentality - Il mio basket&#039;&#039; nel quale parla della sua carriera, collaborando con l’ex coach Phil Jackson e con l’ex compagno di squadra Pau Gasol per la stesura di esso.&lt;br /&gt;
Ma soprattutto una volta lasciato il basket, Bryant, si dedicò alla sua famiglia, in particolare prestando molta attenzione alla figlia Gianna che stava cercando di seguire le orme del padre e sembrava averne la stoffa.&lt;br /&gt;
==La morte==&lt;br /&gt;
Il 26 gennaio 2020 Bryant, insieme a sua figlia Gianna Maria e altre sette persone, perse la vita in un incidente con l’elicottero.&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.repubblica.it/sport/basket/2021/02/09/news/morte_bryant_errore_pilota-286785881/ ,incidente.&amp;lt;/ref&amp;gt; Dopo un decollo tranquillo alle 9:40 il velivolo perse colpi, si avvitò su se stesso e precipitò, schiantandosi nella zona collinosa e boschiva di Calabasas, California, per i passeggeri non ci fu niente da fare. Tra le probabili cause dell’incidente vi era la nebbia, ma successivamente si scoprì che il pilota aveva violato le regole di volo, spingendo il velivolo “oltre ai limiti”, limiti dovuti alla scarsa visibilità che vi era a causa della nebbia. La vedova del giocatore ha denunciato la compagnia degli elicotteri e il pilota di negligenza, ottenendo 30 milioni di dollari di risarcimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per il funerale, la famiglia ha scelto una cerimonia privata, a cui erano presenti pochi intimi, nel massimo della riservatezza. Il 24 febbraio 2020, circa un mese dopo la scomparsa del Black Mamba, vi fu il Memorial allo Staples Centre di Los Angeles&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.ilpost.it/flashes/kobe-bryant-video-memorial/ ,video della commemorazione.&amp;lt;/ref&amp;gt; per un ultimo addio. Gli appassionati che hanno partecipato al memoriale erano 20.000, tra essi vi erano presenti molti ex giocatori e giocatori, nonché allenatori. Ad aprire la commemorazione è stata la cantante Beyoncè&amp;lt;ref&amp;gt;https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/02/24/kobe-bryant-in-20mila-allo-staples-center-per-lultimo-saluto-alla-stella-dei-lakers-e-sua-figlia/5716152/ ,commemorazione.&amp;lt;/ref&amp;gt;, amica di Kobe, che ha cantato due suoi brani tra cui il preferito di Kobe: &#039;&#039;Xo&#039;&#039;. Nel corso della cerimonia si sono esibite anche Christina Aguilera in &#039;&#039;Ave Maria&#039;&#039; e Alicia Keys suonando al pianoforte la &#039;&#039;Sonata al chiaro di luna&#039;&#039; di Beethoven. Si sono poi espressi in memoria di Kobe e della figlia Gianna detta Gigi, il famoso conduttore televisivo Jimmy Kimmel, la moglie e madre Vanessa Laine, Diana Taurasi giocatrice della Wnba e soprannominata da Kobe “White Mamba”, Michael Jordan e Shaquille O’Neal.&lt;br /&gt;
==Note==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references/&amp;gt;&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
*Fabrizio Fabbri ed Edoardo Caianiello, &#039;&#039;Kobe Bryant. Il morso del mamba. Dall&#039;Italia alla Nba la storia di un predestinato&#039;&#039;, Rimini,Ultra, 2015.&lt;br /&gt;
*Kevin Garnett, &#039;&#039;Senza filtro: la vita, il basket, Kobe, Lebron e tutto il resto&#039;&#039;,New York, Libreria Pienogiorno, 2022.&lt;br /&gt;
*La gazzetta dello sport, &#039;&#039;Kobe Bryant, l’uomo che ha incantato il basket&#039;&#039;, Milano, 2012.&lt;br /&gt;
*https://www.collinsdictionary.com/&lt;br /&gt;
*https://www.gazzetta.it/https://www.gazzetta.it/&lt;br /&gt;
*https://www.theplayerstribune.com/&lt;br /&gt;
*https://www.ilfattoquotidiano.it/&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>131.114.63.2</name></author>
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		<id>https://unipedia.fileli.unipi.it/index.php?title=Kingdom_Hearts&amp;diff=5311</id>
		<title>Kingdom Hearts</title>
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		<updated>2024-01-11T12:49:15Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;131.114.63.2: /* Versioni */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&#039;&#039;Kingdom Hearts&#039;&#039; è una serie di videogiochi action RPG, pubblicata a partire dal 2002. La serie è prodotta dalla Square Enix, in collaborazione con la Disney Interactive Studios, e diretta da Tetsuya Nomura. Nel corso degli anni sono usciti numerosi titoli della serie per varie piattaforme; nel dicembre 2023 sono in sviluppo altri titoli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Trama ==&lt;br /&gt;
La saga rivive le avventure dei personaggi di alcuni dei film Disney e Pixar più popolari, per esempio &#039;&#039;Aladdin&#039;&#039;, &#039;&#039;Winnie The Pooh&#039;&#039;, &#039;&#039;Hercules&#039;&#039;, &#039;&#039;Toy Story&#039;&#039;. Durante le loro avventure, i giocatori, aiutati spesso da Topolino, Paperino e Pippo, viaggiano attraverso i mondi dei film Disney per sigillare le serrature dei regni e scacciare i nemici. I nemici, attraverso gli antagonisti dei film Disney, come per esempio Malefica, Jafàr, Ursula, vogliono impadronirsi dei cuori puri delle principesse Disney per risvegliare il Kingdom Hearts. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La guerra dei Keyblade ===&lt;br /&gt;
Nel regno delle fiabe esiste Kingdom Hearts, un grande cuore di luce protetto da una grande spada lucente, la X-Blade. Il Maestro dei Maestri crea repliche della X-Blade chiamate i Keyblade, assegnandole ai suoi apprendisti, i &amp;quot;Veggenti&amp;quot;. Luxu, il discepolo principale, riceve il compito di tramandare il Keyblade del maestro. La guerra dei Keyblade porta alla divisione della X-Blade in venti pezzi (tredici di oscurità e sette di luce) e alla scomparsa di Kingdom Hearts. I Denti di Leone, ragazzi sopravvissuti alla guerra, si impegnano a proteggere i mondi e a tramandare la storia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La saga di Xehanort ===&lt;br /&gt;
Il maestro dei Keyblade Xehanort manipola il cuore del suo allievo, Ventus, per creare Vanitas, parte oscura del cuore di Ventus, e ottenere il potere di Kingdom Hearts. Ventus, salvato dal cuore di Sora, un piccolo abitante delle Isole del Destino, segue Xehanort nella ricerca della X-Blade. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Xehanort manipola Terra, poiché Aqua diventa Maestra dei Keyblade, dopo aver sconfitto Terra durante l&#039;esame per ottenere il titolo. Ventus, Terra e Aqua, allievi del maestro dei Keyblade Eraqus, affrontano Xehanort e i suoi servitori, Vanitas e Breig. Aqua nasconde il cuore di Ventus nel Castello dell&#039;Oblio, creato da lei stessa per mezzo del Keyblade. La ragazza cerca Terra, posseduto da Xehanort, a Giardino Radioso, città nella quale convergono numerosi scienziati. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Terra si ribella e distrugge l&#039;animo di Xehanort, aprendo un varco verso il mondo oscuro. Aqua si getta nel buio per salvare Terra, rimanendo intrappolata. Ansem il Saggio, uno scienziato e ricercatore del luogo, incontra Xehanort. Egli, preso il controllo di Terra, convince Ansem a costruire una macchina per evocare i cuori delle persone. Tradito il Saggio, crea il suo Heartless (essere di pura oscurità), lo chiama Ansem e crea l&#039;Organizzazione XIII, con a capo Xemnas, parte vuota della sua anima. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Re Topolino incarica Pippo e Paperino di cercare il Keyblade di luce. Sora, Riku e Kairi, abitanti delle Isole del Destino, decidono di viaggiare tra i mondi, ma Riku apre una porta verso l&#039;oscurità. Sora, una volta risvegliato il Keyblade di luce e giunto a Città di Mezzo, luogo che raccoglie gli abitanti dei mondi colpiti dall&#039;oscurità, incontra Pippo e Paperino. I tre fermano Malefica e Riku, desiderosi di evocare il Kingdom Hearts. Sora libera il cuore di Kairi, creando Roxas e Naminé, due giovani entità dai loro cuori. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel regno dell&#039;oscurità, Sora, Pippo e Paperino fermano Ansem e liberano Riku, chiudendo la breccia tra i mondi, ma Riku e Topolino rimangono nell&#039;oscurità. &lt;br /&gt;
Sora, Pippo e Paperino vanno alla ricerca dei due amici nel Castello dell&#039;Oblio, dove i ricordi di Kairi vengono sostituiti da quelli di Naminé. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Roxas si unisce all&#039;Organizzazione XIII a Crepuscopoli, città in cui regna sempre il tramonto, e si lega ad Axel e Xion. Axel scopre i piani di Marluxia e Larxene contro Xemnas, ma per guadagnare la fiducia di Marluxia deve uccidere Vexen. Naminé ripristina i veri ricordi dei protagonisti, che accettano di dormire per un anno. &lt;br /&gt;
Riku e Topolino, con le divise dell&#039;Organizzazione donate da un uomo misterioso, Diz, intraprendono il loro viaggio. Le capsule di Sora, Pippo e Paperino vengono spostate a Crepuscopoli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Naminé scopre che Roxas e Xion ostacolano il recupero di Sora. Riku convince Xion ad abbandonare l&#039;Organizzazione e restituire i ricordi a Sora. Axel cerca di recuperare Xion. Roxas scopre la verità, uccide Xion e affronta Riku, che sconfigge Roxas. Diz digitalizza Roxas per farlo ricongiungere con Sora a Crepuscopoli. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sora, Pippo e Paperino si risvegliano a Crepuscopoli, guidati da Re Topolino, e apprendono il piano dell&#039;Organizzazione XIII. Dirigendosi verso la Fortezza Oscura, scoprono che Kairi è stata rapita da Axel. Durante l&#039;attacco alla Fortezza, Axel rivela l&#039;obiettivo dell&#039;Organizzazione XIII di creare un Kingdom Hearts artificiale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sora, Pippo e Paperino tornano a Crepuscopoli, trovano il laboratorio di Diz e scoprono una Crepuscopoli alternativa. &lt;br /&gt;
I tre entrano nel mondo virtuale e Axel si sacrifica per condurli alla base dell&#039;Organizzazione XIII. Qui Sora affronta Roxas e si ricongiunge con Kairi e Topolino. Diz rivela di essere il vero Ansem. L&#039;esplosione della macchina creata da Ansem elimina l&#039;oscurità dal cuore di Riku. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo la sconfitta dell&#039;Organizzazione XIII, Xemnas assorbe il Kingdom Hearts artificiale, intrappolando il gruppo. Naminé e Roxas li aiutano a fuggire, ma Sora e Riku affrontano Xemnas. Re Topolino riceve un messaggio proveniente da Naminé. La giovane rivela che il cuore di Sora è collegato con i cuori di Roxas, Naminé, Xion, Axel, Terra, Aqua e Ventus. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Re Topolino, preoccupato, cerca di ritrovare Terra, Aqua e Ventus con l&#039;aiuto del suo maestro, Yen Sid, e apprende che Xehanort è di nuovo completo, dopo l&#039;eliminazione di Xemnas e Ansem. Yen Sid chiede a Topolino di convocare Sora e Riku per l&#039;esame di Maestro dei Keyblade. &lt;br /&gt;
Gli allievi di Ansem il Saggio si risvegliano a Giardino Radioso e Lea (Axel) decide di aiutare Sora. Sora e Riku per il test devono risvegliare sette mondi, sconfiggendo gli Incubi con l&#039;aiuto degli Spiriti, guardiani dei maestri dei Keyblade. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Durante il test, Sora e Riku affrontano Ansem, Xemnas e il giovane Xehanort. Sora viene intrappolato in un sonno profondo, ma Riku, diventato lo Spirito di Sora, affronta l&#039;Organizzazione XIII. Xehanort rivela la necessità di tredici membri d&#039;oscurità e sette di luce per formare la X-Blade. &lt;br /&gt;
Riku risveglia Sora, diventando Maestro del Keyblade. Yen Sid addestra i nuovi portatori, Kairi e Lea, mentre Sora, Pippo e Paperino si dirigono al Monte Olimpo per recuperare le forze.&amp;lt;ref&amp;gt;Giordana Moroni (testo) e Federico Maggiore (voce), &#039;&#039;[https://www.youtube.com/watch?v=5aPEHbv8APQ]&#039;&#039;, &#039;&#039;Kingdom Hearts: tutta la storia in forma di racconto&#039;&#039;, in &#039;&#039;Multiplayer.it&#039;&#039;, 2019.&amp;lt;/ref&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo aver recuperato il potere del Risveglio, Sora salva Aqua e risveglia Ventus. Durante la battaglia finale, Terra-Xehanort sembra prevalere sui membri della luce. Con l&#039;aiuto di Kairi e Naminé, Sora riavvolge il tempo per affrontare nuovamente Terra-Xehanort. Terra, risvegliato dalla forza di volontà grazie a Naminé, combatte contro Xehanort.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nello scontro finale vengono sconfitti nove membri dell&#039;Organizzazione XIII, tranne Xigbar che finge la sua caduta. Luxord concede a Sora un jolly, promettendogli un futuro favore. Terra è liberato, Xion e Roxas si risvegliano, ma Kairi viene rapita da Xemnas. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sora, Riku e Topolino affrontano Ansem, Xemnas e il giovane Xehanort. Dopo la morte di Kairi, causata da Xehanort, e l&#039;apertura di Kingdom Hearts, Sora, Pippo e Paperino inseguono e sconfiggono Xehanort a Scala ad Caelum (regno in cui vivevano i &amp;quot;Veggenti&amp;quot;) e chiudono la porta del regno. Sora salva Kairi ma scompare nel processo a causa del potere del Risveglio. Xigbar, la cui vera identità è Luxu, convoca i Veggenti per avviare la nuova fase del piano.&amp;lt;ref&amp;gt;Antonello “Kirito” Bello (testo), Gabriele Laurino (voce) e Michele Verardi (montaggio), &#039;&#039;[https://www.youtube.com/watch?v=_EEU2rUjFn8]&#039;&#039; , &#039;&#039;Kingdom Hearts 3: riassunto della storia prima della recensione del DLC ReMind&#039;&#039;, in &#039;&#039;Everyeye.it&#039;&#039;, 2020.&amp;lt;/ref&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sora si risveglia nel Mondo Finale, dove incontra un ragazzo misterioso, Yozora, che è lì per salvarlo. Il ragazzo però attacca Sora e sconfiggendolo lo manda in un altro mondo. Riku cerca Sora nei sogni, Kairi lo cerca nei ricordi, grazie alla tecnologia di Giardino Radioso. In uno dei ricordi, Kairi affronta Xehanort e con l&#039;aiuto di Riku scopre il luogo in cui è nascosto Sora, Quadratum. Riku entra in quel mondo e Kairi decide di continuare ad allenarsi con Aqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Videogiochi ==&lt;br /&gt;
=== Versioni === &lt;br /&gt;
La saga, iniziata nel 2002, si è arricchita nel corso degli anni con sequel e prequel che hanno ampliato e approfondito la storia dei protagonisti.&amp;lt;ref&amp;gt;Francesco Muccino (testo), &#039;&#039;[https://www.everyeye.it/articoli/guida-kingdom-hearts-ordine-giocarli-seguire-storia-53217.html]&#039;&#039;, &#039;&#039;Kingdom Hearts: in che ordine giocarli per seguire la storia?&#039;&#039;, in &#039;&#039;Everyeye.it&#039;&#039;, 2021.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Kingdom Hearts&#039;&#039; debutta su PlayStation 2 nel febbraio 2002 in Giappone e nel settembre dello stesso anno nel resto del mondo. A dicembre, viene pubblicata una versione con contenuti di trama inediti, denominata &#039;&#039;Kingdom Hearts Final Mix&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Kingdom Hearts: Chain of Memories&#039;&#039; debutta su Game Boy Advance nel novembre 2004 in Giappone. Una versione rimasterizzata, intitolata &#039;&#039;Kingdom Hearts Re: Chain of Memories&#039;&#039;, viene pubblicata nel 2007 per PlayStation 2. Il gioco presenta un sistema di combattimento a turni basato sull&#039;utilizzo di un mazzo di carte.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Kingdom Hearts II&#039;&#039; fa il suo debutto su PlayStation 2 nel 2005 in Giappone e nel 2006 nel resto del mondo. Successivamente, viene pubblicata una versione con contenuti aggiuntivi denominata &#039;&#039;Kingdom Hearts II Final Mix&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Kingdom Hearts Coded&#039;&#039;, inizialmente ditribuito solo in Giappone, poi globalmente come &#039;&#039;Kingdom Hearts Re: Coded&#039;&#039; per Nintendo DS tra il 2010 e il 2011, è ambientato tra gli eventi conclusivi di &#039;&#039;Kingdom Hearts II&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Kingdom Hearts Birth By Sleep&#039;&#039; è stato pubblicato per PlayStation Portable (PSP) nel 2010. L&#039;anno successivo, una versione con contenuti extra è stata pubblicata col titolo &#039;&#039;Kingdom Hearts Birth By Sleep Final Mix&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Kingdom Hearts X&#039;&#039;, noto inizialmente come &#039;&#039;Kingdom Hearts for PC Browsers&#039;&#039;, è stato un browser game giocabile in Giappone dal 2013 al 2016. Successivamente, ha ricevuto un porting internazionale denominato &#039;&#039;Kingdom Hearts Unchained X&#039;&#039;, pubblicato per dispositivi Android e iOS nel 2016. Nel 2017, il titolo è cambiato in &#039;&#039;Kingdom Hearts Union X&#039;&#039;. Con l&#039;introduzione di &#039;&#039;Kingdom Hearts Dark Road&#039;&#039; nel 2020, giocabile all&#039;interno del gioco mobile, il titolo è diventato &#039;&#039;Kingdom Hearts X Dark Road&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Kingdom Hearts III&#039;&#039; è stato pubblicato per PlayStation 4 e Xbox One nel gennaio 2019. La sua creazione è stata oggetto di numerosi leak subito dopo l&#039;uscita di &#039;&#039;Kingdom Hearts II&#039;&#039;, ma l&#039;annuncio ufficiale è stato dato nell&#039;estate del 2013. Circa un anno dopo, è stato dichiarato che il gioco sarebbe ripartito da zero con un nuovo motore grafico. La data di uscita è stata annunciata nel 2017 per il 2018, ma il gioco è stato poi posticipato fino a gennaio 2019. Nel 2020 è stato rilasciato un DLC, chiamato &#039;&#039;Re Mind&#039;&#039;, che ha introdotto dei contenuti aggiuntivi.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Kingdom Hearts Melody of Memory&#039;&#039; è stato pubblicato per PlayStation 4, Xbox One e Nintendo Switch nel 2020. Si tratta di un gioco musicale che attraverso le colonne sonore della saga ripercorre tutte le avventure dei protagonisti, aggiungendo elementi di trama.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Raccolte ===&lt;br /&gt;
Nel corso degli anni, la casa di produzione ha pubblicato delle raccolte dei giochi, arricchite da aggiunte di trama e miglioramenti grafici.&amp;lt;ref&amp;gt; Pagina ufficiale italiana Square Enix, &#039;&#039;[https://www.kingdomhearts.com/home/it/]&#039;&#039;, in &#039;&#039;KINGDOM HEARTS&#039;&#039;. &amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Kingdom Hearts HD 1.5 Remix&#039;&#039;, uscita nel 2013 per PlayStation 3, include versioni rimasterizzate di &#039;&#039;Kingdom Hearts Final Mix&#039;&#039;, &#039;&#039;Kingdom Hearts Re: Chain of Memories&#039;&#039;, e filmati in versione rimasterizzata di &#039;&#039;Kingdom Hearts 358/2 Days&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Kingdom Hearts HD 2.5 Remix&#039;&#039;, pubblicata nel 2014 per PlayStation 3, contiene versioni rimasterizzate di &#039;&#039;Kingdom Hearts II Final Mix&#039;&#039;, &#039;&#039;Kingdom Hearts Birth By Sleep Final Mix&#039;&#039; e filmati rimasterizzati di &#039;&#039;Kingdom Hearts Re Coded&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Kingdom Hearts HD 2.8 Final Chapter Prologue&#039;&#039;, uscita nel 2017 per PlayStation 4 e nel 2020 per Xbox One, comprende una versione rimasterizzata di &#039;&#039;Kingdom Hearts 3D: Dream Drop Distance&#039;&#039;, un lungometraggio rimasterizzato che racconta la storia di &#039;&#039;Kingdom Hearts X&#039;&#039;, e un nuovo gioco della saga, &#039;&#039;Kingdom Hearts 0.2: Birth By Sleep – A Fragmentary Passage&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Kingdom Hearts HD 1.5 + 2.5 Remix&#039;&#039;, pubblicata nel 2017 per PlayStation 4 e nel 2020 per Xbox One, include tutti i titoli delle due raccolte &#039;&#039;Kingdom Hearts HD 1.5 Remix&#039;&#039; e &#039;&#039;Kingdom Hearts HD 2.5 Remix&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Kingdom Hearts: The Story So Far&#039;&#039;, uscita alla fine del 2018, contiene &#039;&#039;Kingdom Hearts HD 1.5 + 2.5 Remix&#039;&#039; e &#039;&#039;Kingdom Hearts HD 2.8 Final Chapter Prologue&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Kingdom Hearts: All-In-One Package&#039;&#039;, pubblicato come versione digitale nel 2019 e come copia fisica in Nord America dal 2020, include la raccolta &#039;&#039;Kingdom Hearts: The Story So Far&#039;&#039; e &#039;&#039;Kingdom Hearts III + Re Mind&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Progetti futuri ===&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Kingdom Hearts IV&#039;&#039;, annunciato nel 2022 per celebrare i vent&#039;anni della saga.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Kingdom Hearts Missing-Link&#039;&#039;, un gioco mobile per Android e iOS.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Musiche ==&lt;br /&gt;
Le musiche della serie sono state composte da Yoko Shimomura, con arrangiamenti di Kaoru Wada. &lt;br /&gt;
Le esecuzioni orchestrali sono state curate dall&#039;orchestra New Japan Philharmonic e dalla Tokyo Philharmonic Orchestra. &lt;br /&gt;
Le sigle di apertura, eseguite dall&#039;artista giapponese Hikaru Utada, includono &#039;&#039;Hikari&#039;&#039; e &#039;&#039;Passion&#039;&#039;, note anche come &#039;&#039;Simple and Clean&#039;&#039; e &#039;&#039;Sanctuary&#039;&#039; in inglese. &lt;br /&gt;
&#039;&#039;Face My Fears&#039;&#039;, utilizzata in &#039;&#039;Kingdom Hearts III&#039;&#039;, è stata realizzata in collaborazione con Sonny John Moore, in arte Skrillex&amp;lt;ref&amp;gt;Emanuele D&#039;Ascanio (testo), &#039;&#039;[https://www.tomshw.it/videogioco/kingdom-hearts-iii-skrillex-e-presente-nella-colonna-sonora]&#039;&#039;, &#039;&#039;Kingdom Hearts III, Skrillex è presente nella colonna sonora&#039;&#039;, in &#039;&#039;Tom&#039;s Hardware - Game Division&#039;&#039;, 2018.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
Un&#039;altra sigla, usata nei titoli di coda di &#039;&#039;Kingdom Hearts III&#039;&#039;, è &#039;&#039;Don&#039;t Think Twice&#039;&#039;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La traccia utilizzata nei titoli del primo gioco è stata riconosciuta come la quarta miglior traccia di un RPG&amp;lt;ref&amp;gt;Luca Porro (testo), &#039;&#039;[https://multiplayer.it/articoli/yoko-shimomura-musica-kingdom-hearts.html]&#039;&#039;, &#039;&#039;Yoko Shimomura e la musica di Kingdom Hearts&#039;&#039;, in &#039;&#039;Multiplayer.it&#039;&#039;, 2020.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 2019, Square Enix ha annunciato il tour mondiale &#039;&#039;Kingdom Hearts Orchestra World of Tres&#039;&#039;, che ha visto l&#039;esecuzione delle colonne sonore della saga e dei mondi Disney in varie sedi, tra cui il Teatro degli Arcimboldi di Milano.&amp;lt;ref&amp;gt;Davide Leoni (testo), &#039;&#039;[https://www.everyeye.it/notizie/il-concerto-kingdom-hearts-orchestra-world-of-tres-arrivera-in-italia-ottobre-361012.html]&#039;&#039;, &#039;&#039;Il concerto Kingdom Hearts Orchestra World of Tres arriverà in Italia&#039;&#039;, in &#039;&#039;Everyeye.it&#039;&#039;, 2019.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Sviluppo e accoglienza==&lt;br /&gt;
Nel 1991, Tetsuya Nomura inizia la collaborazione con Square Soft come beta tester per la serie &#039;&#039;Final Fantasy&#039;&#039;. Dopo una serie di contributi al game design di &#039;&#039;Final Fantasy V&#039;&#039; e &#039;&#039;Final Fantasy VI&#039;&#039;, Nomura si distingue con &#039;&#039;Final Fantasy VII&#039;&#039;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nomura ispirato da &#039;&#039;Mario 64&#039;&#039; propone un gioco Disney con Sora come protagonista, originariamente pensato come ibrido umano-leone con una motosega. Nonostante le sfide iniziali nei diritti, il progetto prende vita. &lt;br /&gt;
Nel 2000, Nomura inizia lo sviluppo del gioco chiamato inizialmente &#039;&#039;Kingdom&#039;&#039;, ispirato al parco &#039;&#039;Magic Kingdom&#039;&#039; della Walt Disney. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il gioco, pubblicato nel 2002 in Giappone, supera le aspettative di vendita, diventando un successo globale.&amp;lt;ref&amp;gt;Vincenco Lettera (testo), Alessandro Bazzucchini (regia) e Piaerpaolo Greco (voce), &#039;&#039;[https://multiplayer.it/articoli/kingdom-hearts-storia-origini-saga-punto-doc.html]&#039;&#039;, &#039;&#039;La storia di Kingdom Hearts: le origini della saga - Punto Doc&#039;&#039;, in &#039;&#039;Multiplayer.it, 2019.&amp;lt;/ref&amp;gt; Per la pubblicazione mondiale, sono coinvolte le voci ufficiali dei personaggi Disney. Dopo una fase di declino con &#039;&#039;Final Fantasy X&#039;&#039;, la Square Soft si riprende e rinomina Square Enix. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In risposta alle richieste della Disney e dei fan, Nomura sviluppa un gioco per Game Boy Advance con Jupiter e così nasce &#039;&#039;Kingdom Hearts: Chain of Memories&#039;&#039;. &lt;br /&gt;
&#039;&#039;Kingdom Hearts II&#039;&#039; riutilizza le idee scartate nel primo gioco, tra le quali l&#039;inserimento del mondo de Il Re Leone. In parallelo, Nomura lavora con Jupiter per &#039;&#039;The World Ends With You&#039;&#039;, i cui personaggi verranno inseriti in &#039;&#039;Kingdom Hearts 3D: Dream Drop Distance&#039;&#039;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le difficoltà con la Playstation 3 portano alla creazione di tre giochi per sopperire ai problemi: &#039;&#039;Kingdom Hearts Coded&#039;&#039;, &#039;&#039;Kingdom Hearts 358/2 Days&#039;&#039; e &#039;&#039;Kingdom Hearts Birth By Sleep&#039;&#039;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La saga diventa il gioco più venduto del 2002 e si espande con rappresentazioni come manga, carte e un tour dell&#039;orchestra. Progetti scartati includono giochi mobile e una serie animata. Nel 2019, il terzo titolo include mondi Pixar, come Toy Story.&amp;lt;ref&amp;gt;Vincenco Lettera (testo), Alessandro Bazzucchini (regia) e Piaerpaolo Greco (voce), &#039;&#039;[https://multiplayer.it/articoli/kingdom-hearts-tutta-storia-sviluppo-kingdom-hearts-3-video.html]&#039;&#039;, &#039;&#039;Kingdom Hearts: tutta la storia dello sviluppo fino a Kingdom Hearts 3&#039;&#039;, in &#039;&#039;Multiplayer.it, 2019.&amp;lt;/ref&amp;gt; La saga riscuote un enorme successo, ottenendo delle ottime valutazioni, come riportato da alcuni recensori come Vandal, Gameblog e Gamepro-de.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Bibliografia ==&lt;br /&gt;
* Giordana Moroni e Federico Maggiore, &#039;&#039;Kingdom Hearts: tutta la storia in forma di racconto&#039;&#039;, in &#039;&#039;Multiplayer.it&#039;&#039;, 2019.&lt;br /&gt;
* Antonello “Kirito” Bello, Gabriele Laurino e Michele Verardi, &#039;&#039;Kingdom Hearts 3: riassunto della storia prima della recensione del DLC ReMind&#039;&#039;, in &#039;&#039;Everyeye.it&#039;&#039;, 2020&lt;br /&gt;
* Francesco Muccino, &#039;&#039;Kingdom Hearts: in che ordine giocarli per seguire la storia?&#039;&#039;, in &#039;&#039;Everyeye.it&#039;&#039;, 2021.&lt;br /&gt;
* Pagina ufficiale italiana Square Enix, in &#039;&#039;KINGDOM HEARTS&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
* Emanuele D&#039;Ascanio, &#039;&#039;Kingdom Hearts III, Skrillex è presente nella colonna sonora&#039;&#039;, in &#039;&#039;Tom&#039;s Hardware - Game Division&#039;&#039;, 2018.&lt;br /&gt;
* Luca Porro, &#039;&#039;Yoko Shimomura e la musica di Kingdom Hearts&#039;&#039;, in &#039;&#039;Multiplayer.it&#039;&#039;, 2020.&lt;br /&gt;
* Davide Leoni, &#039;&#039;Il concerto Kingdom Hearts Orchestra World of Tres arriverà in Italia&#039;&#039;, in &#039;&#039;Everyeye.it&#039;&#039;, 2019.&lt;br /&gt;
* Vincenco Lettera, Alessandro Bazzucchini e Piaerpaolo Greco, &#039;&#039;La storia di Kingdom Hearts: le origini della saga - Punto Doc&#039;&#039;, in &#039;&#039;Multiplayer.it, 2019.&lt;br /&gt;
* Vincenco Lettera, Alessandro Bazzucchini e Piaerpaolo Greco, &#039;&#039;Kingdom Hearts: tutta la storia dello sviluppo fino a Kingdom Hearts 3&#039;&#039;, in &#039;&#039;Multiplayer.it, 2019.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>131.114.63.2</name></author>
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		<id>https://unipedia.fileli.unipi.it/index.php?title=Kingdom_Hearts&amp;diff=5310</id>
		<title>Kingdom Hearts</title>
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		<updated>2024-01-11T12:48:13Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;131.114.63.2: /* La saga di Xehanort */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&#039;&#039;Kingdom Hearts&#039;&#039; è una serie di videogiochi action RPG, pubblicata a partire dal 2002. La serie è prodotta dalla Square Enix, in collaborazione con la Disney Interactive Studios, e diretta da Tetsuya Nomura. Nel corso degli anni sono usciti numerosi titoli della serie per varie piattaforme; nel dicembre 2023 sono in sviluppo altri titoli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Trama ==&lt;br /&gt;
La saga rivive le avventure dei personaggi di alcuni dei film Disney e Pixar più popolari, per esempio &#039;&#039;Aladdin&#039;&#039;, &#039;&#039;Winnie The Pooh&#039;&#039;, &#039;&#039;Hercules&#039;&#039;, &#039;&#039;Toy Story&#039;&#039;. Durante le loro avventure, i giocatori, aiutati spesso da Topolino, Paperino e Pippo, viaggiano attraverso i mondi dei film Disney per sigillare le serrature dei regni e scacciare i nemici. I nemici, attraverso gli antagonisti dei film Disney, come per esempio Malefica, Jafàr, Ursula, vogliono impadronirsi dei cuori puri delle principesse Disney per risvegliare il Kingdom Hearts. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La guerra dei Keyblade ===&lt;br /&gt;
Nel regno delle fiabe esiste Kingdom Hearts, un grande cuore di luce protetto da una grande spada lucente, la X-Blade. Il Maestro dei Maestri crea repliche della X-Blade chiamate i Keyblade, assegnandole ai suoi apprendisti, i &amp;quot;Veggenti&amp;quot;. Luxu, il discepolo principale, riceve il compito di tramandare il Keyblade del maestro. La guerra dei Keyblade porta alla divisione della X-Blade in venti pezzi (tredici di oscurità e sette di luce) e alla scomparsa di Kingdom Hearts. I Denti di Leone, ragazzi sopravvissuti alla guerra, si impegnano a proteggere i mondi e a tramandare la storia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La saga di Xehanort ===&lt;br /&gt;
Il maestro dei Keyblade Xehanort manipola il cuore del suo allievo, Ventus, per creare Vanitas, parte oscura del cuore di Ventus, e ottenere il potere di Kingdom Hearts. Ventus, salvato dal cuore di Sora, un piccolo abitante delle Isole del Destino, segue Xehanort nella ricerca della X-Blade. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Xehanort manipola Terra, poiché Aqua diventa Maestra dei Keyblade, dopo aver sconfitto Terra durante l&#039;esame per ottenere il titolo. Ventus, Terra e Aqua, allievi del maestro dei Keyblade Eraqus, affrontano Xehanort e i suoi servitori, Vanitas e Breig. Aqua nasconde il cuore di Ventus nel Castello dell&#039;Oblio, creato da lei stessa per mezzo del Keyblade. La ragazza cerca Terra, posseduto da Xehanort, a Giardino Radioso, città nella quale convergono numerosi scienziati. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Terra si ribella e distrugge l&#039;animo di Xehanort, aprendo un varco verso il mondo oscuro. Aqua si getta nel buio per salvare Terra, rimanendo intrappolata. Ansem il Saggio, uno scienziato e ricercatore del luogo, incontra Xehanort. Egli, preso il controllo di Terra, convince Ansem a costruire una macchina per evocare i cuori delle persone. Tradito il Saggio, crea il suo Heartless (essere di pura oscurità), lo chiama Ansem e crea l&#039;Organizzazione XIII, con a capo Xemnas, parte vuota della sua anima. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Re Topolino incarica Pippo e Paperino di cercare il Keyblade di luce. Sora, Riku e Kairi, abitanti delle Isole del Destino, decidono di viaggiare tra i mondi, ma Riku apre una porta verso l&#039;oscurità. Sora, una volta risvegliato il Keyblade di luce e giunto a Città di Mezzo, luogo che raccoglie gli abitanti dei mondi colpiti dall&#039;oscurità, incontra Pippo e Paperino. I tre fermano Malefica e Riku, desiderosi di evocare il Kingdom Hearts. Sora libera il cuore di Kairi, creando Roxas e Naminé, due giovani entità dai loro cuori. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel regno dell&#039;oscurità, Sora, Pippo e Paperino fermano Ansem e liberano Riku, chiudendo la breccia tra i mondi, ma Riku e Topolino rimangono nell&#039;oscurità. &lt;br /&gt;
Sora, Pippo e Paperino vanno alla ricerca dei due amici nel Castello dell&#039;Oblio, dove i ricordi di Kairi vengono sostituiti da quelli di Naminé. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Roxas si unisce all&#039;Organizzazione XIII a Crepuscopoli, città in cui regna sempre il tramonto, e si lega ad Axel e Xion. Axel scopre i piani di Marluxia e Larxene contro Xemnas, ma per guadagnare la fiducia di Marluxia deve uccidere Vexen. Naminé ripristina i veri ricordi dei protagonisti, che accettano di dormire per un anno. &lt;br /&gt;
Riku e Topolino, con le divise dell&#039;Organizzazione donate da un uomo misterioso, Diz, intraprendono il loro viaggio. Le capsule di Sora, Pippo e Paperino vengono spostate a Crepuscopoli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Naminé scopre che Roxas e Xion ostacolano il recupero di Sora. Riku convince Xion ad abbandonare l&#039;Organizzazione e restituire i ricordi a Sora. Axel cerca di recuperare Xion. Roxas scopre la verità, uccide Xion e affronta Riku, che sconfigge Roxas. Diz digitalizza Roxas per farlo ricongiungere con Sora a Crepuscopoli. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sora, Pippo e Paperino si risvegliano a Crepuscopoli, guidati da Re Topolino, e apprendono il piano dell&#039;Organizzazione XIII. Dirigendosi verso la Fortezza Oscura, scoprono che Kairi è stata rapita da Axel. Durante l&#039;attacco alla Fortezza, Axel rivela l&#039;obiettivo dell&#039;Organizzazione XIII di creare un Kingdom Hearts artificiale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sora, Pippo e Paperino tornano a Crepuscopoli, trovano il laboratorio di Diz e scoprono una Crepuscopoli alternativa. &lt;br /&gt;
I tre entrano nel mondo virtuale e Axel si sacrifica per condurli alla base dell&#039;Organizzazione XIII. Qui Sora affronta Roxas e si ricongiunge con Kairi e Topolino. Diz rivela di essere il vero Ansem. L&#039;esplosione della macchina creata da Ansem elimina l&#039;oscurità dal cuore di Riku. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo la sconfitta dell&#039;Organizzazione XIII, Xemnas assorbe il Kingdom Hearts artificiale, intrappolando il gruppo. Naminé e Roxas li aiutano a fuggire, ma Sora e Riku affrontano Xemnas. Re Topolino riceve un messaggio proveniente da Naminé. La giovane rivela che il cuore di Sora è collegato con i cuori di Roxas, Naminé, Xion, Axel, Terra, Aqua e Ventus. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Re Topolino, preoccupato, cerca di ritrovare Terra, Aqua e Ventus con l&#039;aiuto del suo maestro, Yen Sid, e apprende che Xehanort è di nuovo completo, dopo l&#039;eliminazione di Xemnas e Ansem. Yen Sid chiede a Topolino di convocare Sora e Riku per l&#039;esame di Maestro dei Keyblade. &lt;br /&gt;
Gli allievi di Ansem il Saggio si risvegliano a Giardino Radioso e Lea (Axel) decide di aiutare Sora. Sora e Riku per il test devono risvegliare sette mondi, sconfiggendo gli Incubi con l&#039;aiuto degli Spiriti, guardiani dei maestri dei Keyblade. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Durante il test, Sora e Riku affrontano Ansem, Xemnas e il giovane Xehanort. Sora viene intrappolato in un sonno profondo, ma Riku, diventato lo Spirito di Sora, affronta l&#039;Organizzazione XIII. Xehanort rivela la necessità di tredici membri d&#039;oscurità e sette di luce per formare la X-Blade. &lt;br /&gt;
Riku risveglia Sora, diventando Maestro del Keyblade. Yen Sid addestra i nuovi portatori, Kairi e Lea, mentre Sora, Pippo e Paperino si dirigono al Monte Olimpo per recuperare le forze.&amp;lt;ref&amp;gt;Giordana Moroni (testo) e Federico Maggiore (voce), &#039;&#039;[https://www.youtube.com/watch?v=5aPEHbv8APQ]&#039;&#039;, &#039;&#039;Kingdom Hearts: tutta la storia in forma di racconto&#039;&#039;, in &#039;&#039;Multiplayer.it&#039;&#039;, 2019.&amp;lt;/ref&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo aver recuperato il potere del Risveglio, Sora salva Aqua e risveglia Ventus. Durante la battaglia finale, Terra-Xehanort sembra prevalere sui membri della luce. Con l&#039;aiuto di Kairi e Naminé, Sora riavvolge il tempo per affrontare nuovamente Terra-Xehanort. Terra, risvegliato dalla forza di volontà grazie a Naminé, combatte contro Xehanort.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nello scontro finale vengono sconfitti nove membri dell&#039;Organizzazione XIII, tranne Xigbar che finge la sua caduta. Luxord concede a Sora un jolly, promettendogli un futuro favore. Terra è liberato, Xion e Roxas si risvegliano, ma Kairi viene rapita da Xemnas. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sora, Riku e Topolino affrontano Ansem, Xemnas e il giovane Xehanort. Dopo la morte di Kairi, causata da Xehanort, e l&#039;apertura di Kingdom Hearts, Sora, Pippo e Paperino inseguono e sconfiggono Xehanort a Scala ad Caelum (regno in cui vivevano i &amp;quot;Veggenti&amp;quot;) e chiudono la porta del regno. Sora salva Kairi ma scompare nel processo a causa del potere del Risveglio. Xigbar, la cui vera identità è Luxu, convoca i Veggenti per avviare la nuova fase del piano.&amp;lt;ref&amp;gt;Antonello “Kirito” Bello (testo), Gabriele Laurino (voce) e Michele Verardi (montaggio), &#039;&#039;[https://www.youtube.com/watch?v=_EEU2rUjFn8]&#039;&#039; , &#039;&#039;Kingdom Hearts 3: riassunto della storia prima della recensione del DLC ReMind&#039;&#039;, in &#039;&#039;Everyeye.it&#039;&#039;, 2020.&amp;lt;/ref&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sora si risveglia nel Mondo Finale, dove incontra un ragazzo misterioso, Yozora, che è lì per salvarlo. Il ragazzo però attacca Sora e sconfiggendolo lo manda in un altro mondo. Riku cerca Sora nei sogni, Kairi lo cerca nei ricordi, grazie alla tecnologia di Giardino Radioso. In uno dei ricordi, Kairi affronta Xehanort e con l&#039;aiuto di Riku scopre il luogo in cui è nascosto Sora, Quadratum. Riku entra in quel mondo e Kairi decide di continuare ad allenarsi con Aqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Videogiochi ==&lt;br /&gt;
=== Versioni === &lt;br /&gt;
La saga, iniziata nel 2002, si è arricchita nel corso degli anni con sequel e prequel che hanno ampliato e approfondito la storia dei protagonisti.&amp;lt;ref&amp;gt;Francesco Muccino (testo), &#039;&#039;[https://www.everyeye.it/articoli/guida-kingdom-hearts-ordine-giocarli-seguire-storia-53217.html]&#039;&#039;, &#039;&#039;Kingdom Hearts: in che ordine giocarli per seguire la storia?&#039;&#039;, in &#039;&#039;Everyeye.it&#039;&#039;, 2021.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Kingdom Hearts&#039;&#039; debutta su PlayStation 2 nel febbraio 2002 in Giappone e nel settembre dello stesso anno nel resto del mondo. A dicembre, viene pubblicata una versione con contenuti di trama inediti, denominata &#039;&#039;Kingdom Hearts Final Mix&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Kingdom Hearts: Chain of Memories&#039;&#039; debutta su Game Boy Advance nel novembre 2004 in Giappone. Una versione rimasterizzata, intitolata &#039;&#039;Kingdom Hearts Re: Chain of Memories&#039;&#039;, viene pubblicata nel 2007 per PlayStation 2. Il gioco presenta un sistema di combattimento a turni basato sull&#039;utilizzo di un mazzo di carte.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Kingdom Hearts II&#039;&#039; fa il suo debutto su PlayStation 2 nel 2005 in Giappone e nel 2006 nel resto del mondo. Successivamente, viene pubblicata una versione con contenuti aggiuntivi denominata &#039;&#039;Kingdom Hearts II Final Mix&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Kingdom Hearts Coded&#039;&#039;, inizialmente esclusivo in Giappone, poi distribuito globalmente come &#039;&#039;Kingdom Hearts Re: Coded&#039;&#039; per Nintendo DS tra il 2010 e il 2011, è ambientato tra gli eventi conclusivi di &#039;&#039;Kingdom Hearts II&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Kingdom Hearts Birth By Sleep&#039;&#039; è stato pubblicato per PlayStation Portable (PSP) nel 2010. L&#039;anno successivo, una versione con contenuti extra è stata pubblicata col titolo &#039;&#039;Kingdom Hearts Birth By Sleep Final Mix&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Kingdom Hearts X&#039;&#039;, noto inizialmente come &#039;&#039;Kingdom Hearts for PC Browsers&#039;&#039;, è stato un browser game giocabile in Giappone dal 2013 al 2016. Successivamente, ha ricevuto un porting internazionale denominato &#039;&#039;Kingdom Hearts Unchained X&#039;&#039;, pubblicato per dispositivi Android e iOS nel 2016. Nel 2017, il titolo è cambiato in &#039;&#039;Kingdom Hearts Union X&#039;&#039;. Con l&#039;introduzione di &#039;&#039;Kingdom Hearts Dark Road&#039;&#039; nel 2020, giocabile all&#039;interno del gioco mobile, il titolo è diventato &#039;&#039;Kingdom Hearts X Dark Road&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Kingdom Hearts III&#039;&#039; è stato pubblicato per PlayStation 4 e Xbox One nel gennaio 2019. La sua creazione è stata oggetto di numerosi leak subito dopo l&#039;uscita di &#039;&#039;Kingdom Hearts II&#039;&#039;, ma l&#039;annuncio ufficiale è stato dato nell&#039;estate del 2013. Circa un anno dopo, è stato dichiarato che il gioco sarebbe ripartito da zero con un nuovo motore grafico. La data di uscita è stata annunciata nel 2017 per il 2018, ma il gioco è stato poi posticipato fino a gennaio 2019. Nel 2020 è stato rilasciato un DLC, chiamato &#039;&#039;Re Mind&#039;&#039;, che ha introdotto dei contenuti aggiuntivi.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Kingdom Hearts Melody of Memory&#039;&#039; è stato pubblicato per PlayStation 4, Xbox One e Nintendo Switch nel 2020. Si tratta di un gioco musicale che attraverso le colonne sonore della saga ripercorre tutte le avventure dei protagonisti, aggiungendo elementi di trama.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Raccolte ===&lt;br /&gt;
Nel corso degli anni, la casa di produzione ha pubblicato delle raccolte dei giochi, arricchite da aggiunte di trama e miglioramenti grafici.&amp;lt;ref&amp;gt; Pagina ufficiale italiana Square Enix, &#039;&#039;[https://www.kingdomhearts.com/home/it/]&#039;&#039;, in &#039;&#039;KINGDOM HEARTS&#039;&#039;. &amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Kingdom Hearts HD 1.5 Remix&#039;&#039;, uscita nel 2013 per PlayStation 3, include versioni rimasterizzate di &#039;&#039;Kingdom Hearts Final Mix&#039;&#039;, &#039;&#039;Kingdom Hearts Re: Chain of Memories&#039;&#039;, e filmati in versione rimasterizzata di &#039;&#039;Kingdom Hearts 358/2 Days&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Kingdom Hearts HD 2.5 Remix&#039;&#039;, pubblicata nel 2014 per PlayStation 3, contiene versioni rimasterizzate di &#039;&#039;Kingdom Hearts II Final Mix&#039;&#039;, &#039;&#039;Kingdom Hearts Birth By Sleep Final Mix&#039;&#039; e filmati rimasterizzati di &#039;&#039;Kingdom Hearts Re Coded&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Kingdom Hearts HD 2.8 Final Chapter Prologue&#039;&#039;, uscita nel 2017 per PlayStation 4 e nel 2020 per Xbox One, comprende una versione rimasterizzata di &#039;&#039;Kingdom Hearts 3D: Dream Drop Distance&#039;&#039;, un lungometraggio rimasterizzato che racconta la storia di &#039;&#039;Kingdom Hearts X&#039;&#039;, e un nuovo gioco della saga, &#039;&#039;Kingdom Hearts 0.2: Birth By Sleep – A Fragmentary Passage&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Kingdom Hearts HD 1.5 + 2.5 Remix&#039;&#039;, pubblicata nel 2017 per PlayStation 4 e nel 2020 per Xbox One, include tutti i titoli delle due raccolte &#039;&#039;Kingdom Hearts HD 1.5 Remix&#039;&#039; e &#039;&#039;Kingdom Hearts HD 2.5 Remix&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Kingdom Hearts: The Story So Far&#039;&#039;, uscita alla fine del 2018, contiene &#039;&#039;Kingdom Hearts HD 1.5 + 2.5 Remix&#039;&#039; e &#039;&#039;Kingdom Hearts HD 2.8 Final Chapter Prologue&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Kingdom Hearts: All-In-One Package&#039;&#039;, pubblicato come versione digitale nel 2019 e come copia fisica in Nord America dal 2020, include la raccolta &#039;&#039;Kingdom Hearts: The Story So Far&#039;&#039; e &#039;&#039;Kingdom Hearts III + Re Mind&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Progetti futuri ===&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Kingdom Hearts IV&#039;&#039;, annunciato nel 2022 per celebrare i vent&#039;anni della saga.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Kingdom Hearts Missing-Link&#039;&#039;, un gioco mobile per Android e iOS.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Musiche ==&lt;br /&gt;
Le musiche della serie sono state composte da Yoko Shimomura, con arrangiamenti di Kaoru Wada. &lt;br /&gt;
Le esecuzioni orchestrali sono state curate dall&#039;orchestra New Japan Philharmonic e dalla Tokyo Philharmonic Orchestra. &lt;br /&gt;
Le sigle di apertura, eseguite dall&#039;artista giapponese Hikaru Utada, includono &#039;&#039;Hikari&#039;&#039; e &#039;&#039;Passion&#039;&#039;, note anche come &#039;&#039;Simple and Clean&#039;&#039; e &#039;&#039;Sanctuary&#039;&#039; in inglese. &lt;br /&gt;
&#039;&#039;Face My Fears&#039;&#039;, utilizzata in &#039;&#039;Kingdom Hearts III&#039;&#039;, è stata realizzata in collaborazione con Sonny John Moore, in arte Skrillex&amp;lt;ref&amp;gt;Emanuele D&#039;Ascanio (testo), &#039;&#039;[https://www.tomshw.it/videogioco/kingdom-hearts-iii-skrillex-e-presente-nella-colonna-sonora]&#039;&#039;, &#039;&#039;Kingdom Hearts III, Skrillex è presente nella colonna sonora&#039;&#039;, in &#039;&#039;Tom&#039;s Hardware - Game Division&#039;&#039;, 2018.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
Un&#039;altra sigla, usata nei titoli di coda di &#039;&#039;Kingdom Hearts III&#039;&#039;, è &#039;&#039;Don&#039;t Think Twice&#039;&#039;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La traccia utilizzata nei titoli del primo gioco è stata riconosciuta come la quarta miglior traccia di un RPG&amp;lt;ref&amp;gt;Luca Porro (testo), &#039;&#039;[https://multiplayer.it/articoli/yoko-shimomura-musica-kingdom-hearts.html]&#039;&#039;, &#039;&#039;Yoko Shimomura e la musica di Kingdom Hearts&#039;&#039;, in &#039;&#039;Multiplayer.it&#039;&#039;, 2020.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 2019, Square Enix ha annunciato il tour mondiale &#039;&#039;Kingdom Hearts Orchestra World of Tres&#039;&#039;, che ha visto l&#039;esecuzione delle colonne sonore della saga e dei mondi Disney in varie sedi, tra cui il Teatro degli Arcimboldi di Milano.&amp;lt;ref&amp;gt;Davide Leoni (testo), &#039;&#039;[https://www.everyeye.it/notizie/il-concerto-kingdom-hearts-orchestra-world-of-tres-arrivera-in-italia-ottobre-361012.html]&#039;&#039;, &#039;&#039;Il concerto Kingdom Hearts Orchestra World of Tres arriverà in Italia&#039;&#039;, in &#039;&#039;Everyeye.it&#039;&#039;, 2019.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Sviluppo e accoglienza==&lt;br /&gt;
Nel 1991, Tetsuya Nomura inizia la collaborazione con Square Soft come beta tester per la serie &#039;&#039;Final Fantasy&#039;&#039;. Dopo una serie di contributi al game design di &#039;&#039;Final Fantasy V&#039;&#039; e &#039;&#039;Final Fantasy VI&#039;&#039;, Nomura si distingue con &#039;&#039;Final Fantasy VII&#039;&#039;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nomura ispirato da &#039;&#039;Mario 64&#039;&#039; propone un gioco Disney con Sora come protagonista, originariamente pensato come ibrido umano-leone con una motosega. Nonostante le sfide iniziali nei diritti, il progetto prende vita. &lt;br /&gt;
Nel 2000, Nomura inizia lo sviluppo del gioco chiamato inizialmente &#039;&#039;Kingdom&#039;&#039;, ispirato al parco &#039;&#039;Magic Kingdom&#039;&#039; della Walt Disney. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il gioco, pubblicato nel 2002 in Giappone, supera le aspettative di vendita, diventando un successo globale.&amp;lt;ref&amp;gt;Vincenco Lettera (testo), Alessandro Bazzucchini (regia) e Piaerpaolo Greco (voce), &#039;&#039;[https://multiplayer.it/articoli/kingdom-hearts-storia-origini-saga-punto-doc.html]&#039;&#039;, &#039;&#039;La storia di Kingdom Hearts: le origini della saga - Punto Doc&#039;&#039;, in &#039;&#039;Multiplayer.it, 2019.&amp;lt;/ref&amp;gt; Per la pubblicazione mondiale, sono coinvolte le voci ufficiali dei personaggi Disney. Dopo una fase di declino con &#039;&#039;Final Fantasy X&#039;&#039;, la Square Soft si riprende e rinomina Square Enix. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In risposta alle richieste della Disney e dei fan, Nomura sviluppa un gioco per Game Boy Advance con Jupiter e così nasce &#039;&#039;Kingdom Hearts: Chain of Memories&#039;&#039;. &lt;br /&gt;
&#039;&#039;Kingdom Hearts II&#039;&#039; riutilizza le idee scartate nel primo gioco, tra le quali l&#039;inserimento del mondo de Il Re Leone. In parallelo, Nomura lavora con Jupiter per &#039;&#039;The World Ends With You&#039;&#039;, i cui personaggi verranno inseriti in &#039;&#039;Kingdom Hearts 3D: Dream Drop Distance&#039;&#039;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le difficoltà con la Playstation 3 portano alla creazione di tre giochi per sopperire ai problemi: &#039;&#039;Kingdom Hearts Coded&#039;&#039;, &#039;&#039;Kingdom Hearts 358/2 Days&#039;&#039; e &#039;&#039;Kingdom Hearts Birth By Sleep&#039;&#039;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La saga diventa il gioco più venduto del 2002 e si espande con rappresentazioni come manga, carte e un tour dell&#039;orchestra. Progetti scartati includono giochi mobile e una serie animata. Nel 2019, il terzo titolo include mondi Pixar, come Toy Story.&amp;lt;ref&amp;gt;Vincenco Lettera (testo), Alessandro Bazzucchini (regia) e Piaerpaolo Greco (voce), &#039;&#039;[https://multiplayer.it/articoli/kingdom-hearts-tutta-storia-sviluppo-kingdom-hearts-3-video.html]&#039;&#039;, &#039;&#039;Kingdom Hearts: tutta la storia dello sviluppo fino a Kingdom Hearts 3&#039;&#039;, in &#039;&#039;Multiplayer.it, 2019.&amp;lt;/ref&amp;gt; La saga riscuote un enorme successo, ottenendo delle ottime valutazioni, come riportato da alcuni recensori come Vandal, Gameblog e Gamepro-de.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Bibliografia ==&lt;br /&gt;
* Giordana Moroni e Federico Maggiore, &#039;&#039;Kingdom Hearts: tutta la storia in forma di racconto&#039;&#039;, in &#039;&#039;Multiplayer.it&#039;&#039;, 2019.&lt;br /&gt;
* Antonello “Kirito” Bello, Gabriele Laurino e Michele Verardi, &#039;&#039;Kingdom Hearts 3: riassunto della storia prima della recensione del DLC ReMind&#039;&#039;, in &#039;&#039;Everyeye.it&#039;&#039;, 2020&lt;br /&gt;
* Francesco Muccino, &#039;&#039;Kingdom Hearts: in che ordine giocarli per seguire la storia?&#039;&#039;, in &#039;&#039;Everyeye.it&#039;&#039;, 2021.&lt;br /&gt;
* Pagina ufficiale italiana Square Enix, in &#039;&#039;KINGDOM HEARTS&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
* Emanuele D&#039;Ascanio, &#039;&#039;Kingdom Hearts III, Skrillex è presente nella colonna sonora&#039;&#039;, in &#039;&#039;Tom&#039;s Hardware - Game Division&#039;&#039;, 2018.&lt;br /&gt;
* Luca Porro, &#039;&#039;Yoko Shimomura e la musica di Kingdom Hearts&#039;&#039;, in &#039;&#039;Multiplayer.it&#039;&#039;, 2020.&lt;br /&gt;
* Davide Leoni, &#039;&#039;Il concerto Kingdom Hearts Orchestra World of Tres arriverà in Italia&#039;&#039;, in &#039;&#039;Everyeye.it&#039;&#039;, 2019.&lt;br /&gt;
* Vincenco Lettera, Alessandro Bazzucchini e Piaerpaolo Greco, &#039;&#039;La storia di Kingdom Hearts: le origini della saga - Punto Doc&#039;&#039;, in &#039;&#039;Multiplayer.it, 2019.&lt;br /&gt;
* Vincenco Lettera, Alessandro Bazzucchini e Piaerpaolo Greco, &#039;&#039;Kingdom Hearts: tutta la storia dello sviluppo fino a Kingdom Hearts 3&#039;&#039;, in &#039;&#039;Multiplayer.it, 2019.&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>131.114.63.2</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://unipedia.fileli.unipi.it/index.php?title=Pattinaggio_di_figura_su_ghiaccio&amp;diff=5833</id>
		<title>Pattinaggio di figura su ghiaccio</title>
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		<updated>2024-01-09T15:56:10Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;131.114.63.2: /* Pattini */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;Il pattinaggio di figura su ghiaccio è una tra le varie discipline sportive del pattinaggio su ghiaccio. In questo sport ogni atleta è tenuto ad eseguire a ritmo di musica una serie di elementi tecnici, quali salti, trottole e passi, all&#039;interno di un programma di gara. Come dimostrano i parametri di giudizio utilizzati dai giudici, il pattinaggio di figura non è però solo una disciplina tecnica ma è anche eleganza e precisione. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Attrezzatura e abbigliamento==&lt;br /&gt;
===Pattini===&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il pattinaggio di figura utilizza uno specifico modello di pattini da ghiaccio, denominato stivaletto da pattinaggio artistico, dotato di una calzatura fasciante, con un livello di rigidità che consente sia di sostenere la caviglia durante le spinte e gli atterraggi dei salti che di facilitare un movimento morbido e fluido. Tale stivaletto è realizzato in cuoio, pelle sintetica o kevlar. &amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.sullaneve.it/magazine/attrezzatura/pattini-da-ghiaccio-artistico.htm, &#039;&#039;Pattini da ghiaccio artistico&#039;&#039;, «Sullaneve»];&lt;br /&gt;
[https://www.sullaneve.it/magazine/attrezzatura/pattini-da-ghiaccio.htm, &#039;&#039;Pattini da ghiaccio&#039;&#039;, «Sullaneve»].&amp;lt;/ref&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sotto la suola della calzatura viene montata la lama, che è più corta rispetto a quella presente nei pattini da velocità e sporgente posteriormente oltre il tacco dello stivaletto. Inoltre presenta una sagomatura convessa che da maggiore dinamicità dei movimenti e che permette una più ampia gamma di direzioni ma che allo stesso tempo riduce l’attrito con la superficie ghiacciata. Nella parte anteriore della lama è poi presente una zona seghettata che permettere di avere maggiore presa durante l&#039;esecuzione dei salti: grazie alle punte dentate della lama, l&#039;atleta riesce infatti ad arrestare il pattino immediatamente e ad eseguire il salto con il solo aiuto di una leggera spinta. Tutte le lame infine presentano una scannellatura centrale che porta alla formazione di due spigoli detti fili, posti uno all&#039;esterno e uno all&#039;interno della lama, grazie ai quali il pattino aderisce al ghiaccio.&amp;lt;ref&amp;gt;Paolo Pizzocari e Roberto Ghetti (a cura di), &#039;&#039;Pattinaggio artistico e danza sul ghiaccio&#039;&#039;, p. 54.&amp;lt;/ref&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In commercio esistono però molti modelli diversi di pattini che si differenziano in base al materiale utilizzato, all’altezza del tacco, alla rigidità dei supporti per la caviglia e al prezzo. Inoltre ogni atleta deve individuare il modello più adatto per la sua corporatura e per il suo livello tecnico: ai principianti sono consigliati modelli morbidi che li facilitino nell’apprendimento dei movimenti base mentre ai professionisti sono consigliati pattini dotati di stivaletto più rigido in grado di sostenere maggiormente la caviglia. Un’altra tipologia di pattino da ghiaccio, noleggiata principalmente presso le strutture delle piste da coloro che vogliono imparare senza impegno a pattinare, è dotata di uno stivaletto in plastica imbottito all&#039;interno e di una lama medio lunga.&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.sullaneve.it/magazine/attrezzatura/pattini-da-ghiaccio-artistico.htm, &#039;&#039;Pattini da ghiaccio artistico&#039;&#039;, «Sullaneve»];&lt;br /&gt;
[https://www.sullaneve.it/magazine/attrezzatura/pattini-da-ghiaccio.htm, &#039;&#039;Pattini da ghiaccio&#039;&#039;, «Sullaneve»].&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Abbigliamento===&lt;br /&gt;
Per quanto riguarda l’abbigliamento non vi è una regola ben precisa da seguire; sono comunque consigliati capi confortevoli e comodi ma allo stesso tempo elastici ed idonei all’esecuzione di ampi movimenti. Inoltre è fondamentale vestirsi a strati in modo tale da poter gestire al meglio i cambi di temperatura del proprio corpo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Durante gli allenamenti all’interno dei palazzetti sportivi, l’abbigliamento più usato è composto da una tuta termica elasticizzata e aderente e da pantaloni leggeri ma impermeabili, da indossare sopra la calzamaglia per non rischiare di bagnarsi a seguito di cadute. Sono fondamentali poi i guanti come protezione sia dal freddo che dal rischio di infortunio poiché le mani sono la prima parte del corpo che istintivamente si appoggia a terra in caso di cadute. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Soprattutto per coloro che sono alle prime armi, è suggerito infine l’utilizzo di parapolsi, gomitiere e ginocchiere, come quelle previste per lo sci o per lo snowboard.&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.sullaneve.it/magazine/abbigliamento/abbigliamento-pattinaggio-su-ghiaccio.htm, &#039;&#039;Abbigliamento pattinaggio sul ghiaccio&#039;&#039;, «Sullaneve»].&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Body di gara===&lt;br /&gt;
Il body da pattinaggio artistico è l’indumento principale indossato dai pattinatori e dalle pattinatrici che si cimentano nella gare. Solitamente le donne indossano un abito corto definito tutù mentre gli uomini indossano la tuta o un completo composto da pantalone lungo e maglia aderente. Si tratta anche in questo caso di un capo tecnico progettato per garantire un’ampia libertà di movimento e che deve conformarsi alle norme del regolamento internazionale che impone alle donne di indossare un gonnellino e agli uomini di coprire le braccia e di non lasciare il torace troppo scoperto. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il body per il pattinaggio artistico è realizzato in tessuto aderente, elasticizzato, leggero e traspirante. Il materiale più impiegato è la lycra, anche se sono presenti in commercio body dei più diversi tessuti, tra i quali il velluto. I modelli di body per pattinaggio artistico si differenziano anche per il design e i colori e per la diversa disposizione di strass, pietre e applicazioni di ogni genere utilizzati per creare un maggiore effetto scenico e scelti soprattutto in base alla musica scelta. Tuttavia, è sconsigliato l’uso eccessivo di decorazioni che andrebbero ad appesantire l’abito e che potrebbero staccarsi durante l’esecuzione. Inoltre sono di maggior effetto i modelli a manica lunga in quanto sottolineano i movimenti delle braccia e sono sconsigliati i gonnellini lunghi e stretti, rispetto a quelli  corti e svolazzanti, poiché potrebbero intralciare l’azione di pattinaggio e rendere difficile l’esecuzione dei salti e delle figure.&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.sullaneve.it/magazine/abbigliamento/body-pattinaggio-artistico.htm, &#039;&#039;Body pattinaggio artistico&#039;&#039;, «Sullaneve»].&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;ref&amp;gt;Paolo Pizzocari e Roberto Ghetti (a cura di), &#039;&#039;Pattinaggio artistico e danza sul ghiaccio&#039;&#039;, p. 59.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Origini==&lt;br /&gt;
Il pattinaggio è nato originariamente per motivi di necessità come modo per potersi spostare più velocemente da una parte all’altra del territorio, specialmente nei periodi più freddi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In Olanda già nel Quattrocento era molto diffuso l&#039;utilizzo dei pattini come mezzo per spostarsi sui canali ghiacciati e fu proprio in questo periodo che nacque il pattinaggio di velocità. L&#039;Olanda è però considerata anche la patria del pattinaggio artistico perché fu in questo luogo che venne inventata la lama metallica con due fili e perché furono le classi aristocratiche a interessarsi al pattinaggio inteso come forma d&#039;arte e a sperimentare pose eleganti e armoniose. A testimoniare la presenza in Olanda del pattinaggio come sport nazionale è l&#039;opera &#039;&#039;Vita alme virginis Lijdwine&#039;&#039; di Johannem Brugman nella quale viene narrata la storia di Liduina di Schiedam, una santa rimasta paralizzata a causa di una caduta sui pattini, eletta per questo motivo patrona dei pattinatori. Nel 1572 venne combattuta la “battaglia del fiume” fra spagnoli e olandesi e fu proprio la capacità di pattinare e di muoversi velocemente su superfici ghiacciate di questi ultimi che li aiutò a vincere questo scontro. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il pattinaggio fu introdotto poi nelle corti inglesi grazie a James Stuart, figlio di Carlo I, il quale si appassionò a questa disciplina durante il suo esilio nei Paesi Bassi, e grazie a suo fratello Carlo II, il quale importò i pattini nel Regno Unito e in seguito in tutto il mondo. Il pattinaggio artistico moderno nacque a tutti gli effetti in Gran Bretagna quando Robert Jones scrisse il primo trattato tecnico sull’argomento. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dall&#039;Inghilterra il pattinaggio si diffuse anche in Germania ma soprattutto in Francia dove divenne uno dei principali passatempi della corte e della stessa Maria Antonietta. I francesi rivedevano in questo sport una forma d’arte e spettacolo; Garcin, membro della compagnia di artisti sul ghiaccio Gilet Rouge, nel 1813 pubblicò un altro trattato sul pattinaggio intitolato &#039;&#039;le vrai patineur&#039;&#039;, nel quale sottolinea l&#039;importanza della componente espressiva. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel frattempo questo sport si diffuse velocemente anche in America, dove era stato introdotto nella prima metà del Settecento dai soldati inglesi, tanto che in soli cinquant’anni veniva già praticato da gran parte della popolazione. Nella seconda metà dell&#039;Ottocento in Europa si affermarono la scuola inglese e quella viennese, molto diverse tra loro poiché la prima era più interessata all&#039;aspetto tecnico di questo sport mentre la seconda, essendo aperta all&#039;arte, alla musica e alla danza, si dedicava maggiormente al lato artistico ed interpretativo. Questa distinzione rimase netta fino al 1940 circa quando venne trovata una mediazione fra le due scuole e vennero quindi definite le posizioni e lo stile di quello che poi è diventato il pattinaggio moderno.&amp;lt;ref&amp;gt;Paolo Pizzocari e Roberto Ghetti (a cura di), &#039;&#039;Pattinaggio artistico e danza sul ghiaccio&#039;&#039;, pp. 1-11.&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.treccani.it/enciclopedia/pattinaggio_%28Enciclopedia-dei-ragazzi%29/, Alessandro Capriotti, &#039;&#039;Pattinaggio&#039;&#039;, Enciclopedia per ragazzi, 2009];&lt;br /&gt;
[https://www.technogym.com/it/newsroom/pattinaggio-sul-ghiaccio-arte-e-velocita/, &#039;&#039;Pattinaggio sul ghiaccio: tra arte e velocità&#039;&#039;, Technogym.com].&amp;lt;/ref&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 1891 vennero organizzati ad Amburgo i primi campionati europei di pattinaggio artistico maschile. Nel 1892 in Olanda, a seguito di un congresso internazionale, fu fondata l&#039;attuale International skating Union (ISU). Nel 1896 si realizzò il campionato mondiale maschile a San Pietroburgo mentre quello femminile fu organizzato a Davos nel 1906. Il pattinaggio artistico sul ghiaccio venne introdotto nei Giochi Invernali nel 1924 anche se aveva già esordito come sport olimpionico ai Giochi Olimpici estivi di Londra nel 1908, durante i quali vennero disputate quattro prove di pattinaggio artistico. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Parallelamente questa disciplina prese piede anche in Italia e i primi campionati italiani si tennero nel 1914 in provincia di Varese.&amp;lt;ref&amp;gt;[http://www.guidaolimpiadi.it/index.php?option=com_content&amp;amp;view=category&amp;amp;layout=blog&amp;amp;id=46&amp;amp;Itemid=282, &#039;&#039;Pattinaggio di figura&#039;&#039;, guidaolimpiadi.it].&amp;lt;/ref&amp;gt; La Federazione Italiana Sport per il Ghiaccio (Fisg) è nata infine a Milano nel settembre del 1926 a seguito della fusione della Federazione Italiana di Pattinaggio (Fipg), della Federazione Italiana di Hockey sul ghiaccio (Fihg) e del Bob Club d&#039;Italia, fondate in precedenza.&amp;lt;ref&amp;gt;Paolo Pizzocari e Roberto Ghetti (a cura di), &#039;&#039;Pattinaggio artistico e danza sul ghiaccio&#039;&#039;, p. 39.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Gli elementi tecnici==&lt;br /&gt;
Gli elementi tecnici o “difficoltà” che l’atleta esegue in questa disciplina sono tre: i salti, le piroette e le sequenze di passi o elementi di transizione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Salti===&lt;br /&gt;
I salti sono gli elementi tecnici più complessi del pattinaggio artistico in quanto per eseguirli senza difficoltà e con una buona tecnica servono molti anni di allenamento. In tutti i salti di questo sport il corpo del pattinatore rimane eretto, l&#039;asse di rotazione è verticale ed è sempre perpendicolare al ghiaccio e normalmente si ruota in senso antiorario, ad eccezione dei mancini che ruotano in senso opposto. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel salto si susseguono quattro fasi: la preparazione, la partenza, la fase di rotazione in volo e l’atterraggio. Per quanto riguarda la preparazione, tutti i salti partono dalla curva, pattinando su un arco di cerchio, e in questa fase il pattinatore si mette nella posizione che gli consente, in base al salto specifico, di sollevarsi da terra e ruotare. Al momento della partenza invece il baricentro si sposta sulla punta della lama, la quale costituisce il perno dello slancio, e il pattinatore già prima di staccarsi dal pavimento ghiacciato compie dei movimenti tali da far ruotare il corpo di 45-60º; fanno eccezione i cosiddetti salti puntati, dove la rotazione inizia sulla punta del piede che effettua la puntata. Successivamente, nella fase di rotazione, il pattinatore deve tenere le braccia raccolte a circa dieci centimetri dal corpo in posizione “di preghiera” e i gomiti rivolti verso il basso; deve tenere le gambe dolcemente estese con la gamba sinistra incrociata sulla destra, i piedi vicini e la testa rivolta verso la spalla sinistra. Tutti i salti infine presentano un atterraggio sul filo esterno indietro della gamba destra piegata mentre la gamba libera deve essere stesa indietro gradualmente con la punta rivolta verso il basso. Prima dell’atterraggio è però necessario aprire le braccia e la gamba libera in modo tale da interrompere la rotazione. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I salti presenti nel regolamento sono i seguenti: Toe-loop, Salchow, Flip, Lutz, Rittberger (o loop) e Axel. Tutti questi presentano la stessa posizione in volo e all’atterraggio e si differenziano quindi in base alla posizione di partenza. Essi possono essere inoltre classificati sia in base al numero di rotazioni (semplici (360°), doppi (720°), tripli, quadrupli) che in base al fatto di essere salti puntati (nello stacco del salto si usa la punta del piede libero) o spinti direttamente dalla lama. L&#039;unico salto che rappresenta un’eccezione è l’Axel poiché, siccome viene effettuato partendo dall’avanti, presenta una mezza rotazione in più rispetto agli altri; si parla quindi di Axel semplice quando viene compiuta una rotazione di 540°. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I salti possono poi essere eseguiti in combinazione o  sequenza: nel primo caso il piede di arrivo del primo salto coincide con quello di partenza del salto successivo e non si possono quindi inserire passi o elementi di connessione tra i suddetti salti mentre nel secondo caso questo è possibile.&amp;lt;ref&amp;gt;Paolo Pizzocari e Roberto Ghetti (a cura di), &#039;&#039;Pattinaggio artistico e danza sul ghiaccio&#039;&#039;, pp. 108-115.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Piroette o trottole===&lt;br /&gt;
Le piroette, denominate anche “trottole”, sono elementi tecnici nei quali il pattinatore ruota attorno al suo asse verticale. Una trottola corretta tecnicamente deve essere veloce e centrata ovvero l’asse di rotazione deve rimanere invariato e più la posizione assunta è elegante e armonica più la piroetta acquisisce valore. Dal punto di vista pratico, durante l’esecuzione di questi elementi tecnici, ruotando poggiando il peso sul filo interno indietro nelle trottole avanti e sul filo esterno indietro in quelle indietro, la lama va a disegnare dei piccoli cerchi sul ghiaccio. Una piroetta è considerata di maggior valore se i cerchi realizzati sono di uguale dimensione e se sono sovrapposti l’uno sull’altro. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ogni piroetta può essere eseguita alta, bassa o ad angelo. Anche le piroette, come i salti, possono essere eseguite in combinazione sullo stesso piede o con un cambio di piede. Nella piroetta alta il pattinatore ruota attorno al proprio asse, in quella bassa la gamba portante è piegata in modo tale da formare un angolo di novanta gradi mentre in quella ad angelo il busto è parallelo alla superficie ghiacciata e la gamba portante e quella libera sono perpendicolari l’una rispetto all’altra. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Infine in una classificazione a parte si trovano le piroette saltate ovvero trottole con cambio di piede nelle quali però il pattinatore, invece di appoggiare a terra il piede, fa un salto per passare da un piede all’altro in modo tale che il salto stesso costituisca l’inizio della piroetta successiva.&amp;lt;ref&amp;gt;Paolo Pizzocari e Roberto Ghetti (a cura di), &#039;&#039;Pattinaggio artistico e danza sul ghiaccio&#039;&#039;, pp. 128-132.&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;ref&amp;gt; [https://www.elle.com/it/salute/fitness/a39770523/pattinaggio-su-ghiaccio-sport/, Redazione Digital, &#039;&#039;Pattinaggio artistico su ghiaccio, non uno sport da dilettanti&#039;&#039;].&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
===Sequenza di passi===&lt;br /&gt;
Per muoversi sulla pista il pattinatore per la maggior parte del tempo disegna sul ghiaccio degli archi di cerchio più o meno profondi a seconda dell&#039;inclinazione del corpo. Il pattinatore può infatti assecondare la spinta rotatoria e ruotare quindi il tronco o si può opporre a questa spinta continuando a pattinare in curva. In totale esistono quattro tipi di archi in quanto questi ultimi possono essere o interni o esterni e possono essere eseguiti in avanti o all&#039;indietro.&amp;lt;ref&amp;gt;Paolo Pizzocari e Roberto Ghetti (a cura di), Pattinaggio artistico e danza sul ghiaccio, pp. 71-72.&amp;lt;/ref&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per girarsi invece davanti all&#039;indietro o viceversa si utilizzano alcune figure, denominate becchi, le quali si distinguono in due categorie: appartengono alla prima i becchi mediante i quali il pattinatore si gira rimanendo sullo stesso piede mentre alla seconda appartengono  quelli mediante i quali il pattinatore girandosi cambia piede. Appartengono alla prima categoria il tre, il controtre, la vende o volta e la controvende o controvolta. Ogni becco può essere poi eseguito sia sul filo esterno che su quello interno e può essere avanti o indietro in base alla curva di entrata. In totale quindi esistono 16 tipi diversi di becchi su un piede. Appartengono alla seconda categoria invece il Mohawk e il Choctaw.&amp;lt;ref&amp;gt;Paolo Pizzocari e Roberto Ghetti (a cura di), &#039;&#039;Pattinaggio artistico e danza sul ghiaccio&#039;&#039;, p. 79.&amp;lt;/ref&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Appartengono ad un&#039;altra categoria chiamata Body movements tutti i movimenti coreografici di braccia, busto, testa e gamba libera, nei quali il pattinatore deve modificare l&#039;equilibrio del corpo durante almeno tre momenti di tutta la sequenza e nei quali almeno due parti del corpo devono essere coinvolte.&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.fisr.it/artistico/regolamenti-di-settore/category/382-norme-stagioni-precedenti.html?download=5527:ws-norme-rollart-singolo-2019, World Skate Artistic Technical Commission, &#039;&#039;Regolamento per pattinaggio artistico&#039;&#039;, Fisr, 2019, p. 20].&amp;lt;/ref&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il tre, il controtre e il Mohawk si eseguono pattinando su un solo cerchio poiché l’arco di preparazione e quello di uscita si tracciano su di esso. Nella vende, nella controverde e nel Choctaw gli archi presi in considerazione sono due in quanto quello di entrata del becco si esegue su un cerchio mentre l&#039;arco di uscita si esegue su un altro cerchio tangente al primo e con lo stesso asse longitudinale. Il tre e il controtre sono due passi molto simili nell&#039;esecuzione in quanto in entrambi girandosi il pattinatore cambia filo (si passa dall&#039;esterno avanti all&#039;interno indietro o dall&#039;esterno indietro all&#039;interno avanti) ma differiscono nel fatto che nel primo caso la punta del pattino guarda il centro del cerchio immaginario su cui si sta pattinando mentre nel controtre la punta guarda verso l&#039;esterno del cerchio. La stessa cosa accade anche nella vende e nella controvende poiché nel primo caso la punta guarda verso l&#039;interno mentre nel secondo guarda l&#039;esterno ma in questo caso girandosi il pattinatore rimane sullo stesso filo (si passa dal filo esterno avanti a quello esterno indietro o dal filo interno indietro a quello interno avanti).&amp;lt;ref&amp;gt;Paolo Pizzocari e Roberto Ghetti (a cura di), Pattinaggio artistico e danza sul ghiaccio, pp. 79-80.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Infine il Mohawk e il Choctaw sono due passi simili fra loro in quanto entrambi si utilizzano per girarsi davanti all&#039;indietro o viceversa utilizzando entrambe le gambe. L&#039;unica differenza è che nel primo caso, nonostante ci sia un cambio di piede, il filo di entrata e quello di uscita sono uguali mentre nel secondo caso si cambia contemporaneamente piede e filo. Per entrambi gli elementi tecnici esistono però sia l&#039;esecuzione aperta che l&#039;esecuzione chiusa del passo stesso. Nei Mohawk chiusi l&#039;entrata del passo guarda il centro del cerchio di entrata mentre in quelli aperti il contrario;  nel primo caso il passo ha quindi il disegno di un tre mentre nel secondo caso di un controtre. Nei Choctaw chiusi l&#039;entrata del passo guarda il centro del cerchio di entrata mentre in quelli aperti il contrario; nel primo caso il passo assume quindi il disegno di una vende mentre nel secondo caso di una controvende.&amp;lt;ref&amp;gt;Paolo Pizzocari e Roberto Ghetti (a cura di), &#039;&#039;Pattinaggio artistico e danza sul ghiaccio&#039;&#039;, p. 92.&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;ref&amp;gt;Paolo Pizzocari e Roberto Ghetti (a cura di), &#039;&#039;Pattinaggio artistico e danza sul ghiaccio&#039;&#039;, p. 95.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In conclusione quindi i passi sono un insieme di elementi tecnici che fungono da collante fra i salti e le trottole presenti nel programma di gara ma possono anche essere eseguiti all’interno di una sequenza di passi o elementi di transizione che, come indica il nome, rappresenta la successione di una varietà di passi e rotazioni sul ghiaccio. Quest’ultima può essere eseguita su una linea retta (da un capo all’altro della pista), in cerchio o in una serpentina (l’insieme dei passi traccia una forma di S).&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.fisr.it/artistico/regolamenti-di-settore/category/382-norme-stagioni-precedenti.html?download=5527:ws-norme-rollart-singolo-2019, World Skate Artistic Technical Commission, &#039;&#039;Regolamento per pattinaggio artistico&#039;&#039;, Fisr, 2019, p. 5].&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==La gara==&lt;br /&gt;
Durante una gara di pattinaggio la giuria è tenuta a esaminare e giudicare la performance degli atleti in base a parametri tecnici e artistici. Ogni pattinatore si presenta in gara con un proprio programma eseguito a ritmo di musica e formato dai vari elementi tecnici collegati fra loro da passi, posizioni e da un pattinaggio di buon livello.&amp;lt;ref&amp;gt;Paolo Pizzocari e Roberto Ghetti (a cura di), &#039;&#039;Pattinaggio artistico e danza sul ghiaccio&#039;&#039;, p. 210.&amp;lt;/ref&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La componente artistica e la danza differenziano questa disciplina da tutti gli altri sport. Di fatto la componente atletica e quella agonistica caratterizzano l&#039;aspetto più sportivo del pattinaggio mentre la parte artistica e musicale rende questo sport più creativo e spettacolare: il pattinatore non è tenuto solamente ad eseguire dei salti, delle piroette o dei passi, più o meno difficili, ma deve anche riuscire ad eseguire il tutto in un insieme finito, in una coreografia compatta e coesa, che deve risultare quindi come un balletto che prende vita direttamente dalla musica. Il pattinatore non deve solamente concentrarsi sulla potenza e sulla tecnica ma deve anche essere originale, avere una grande capacità espressiva e deve essere aggraziato, elegante e in armonia con la musica. Il pattinaggio è quindi uno sport che permette all’atleta di essere attore e protagonista della scena e che consente alla persona di esprimere appieno la propria creatività attraverso il movimento.&amp;lt;ref&amp;gt;Paolo Pizzocari e Roberto Ghetti (a cura di), &#039;&#039;Pattinaggio artistico e danza sul ghiaccio&#039;&#039;, pp. XI-XII.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli atleti che partecipano ad una determinata gara vengono suddivisi sia in base all&#039;anno di nascita che in base alla categoria di appartenenza scelta in relazione agli elementi tecnici da eseguire. Le categorie si dividono in debuttanti e professionisti. Ogni competizione di pattinaggio artistico si suddivide poi in programma corto e programma libero.&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.technogym.com/it/newsroom/pattinaggio-sul-ghiaccio-arte-e-velocita/, &#039;&#039;Pattinaggio sul ghiaccio: tra arte e velocità&#039;&#039;, Technogym.com].&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il programma corto è il primo ad essere eseguito e in base alle regole dell&#039;International Skating Union non può durare più di due minuti e 40 secondi. In questa fase l&#039;atleta deve eseguire 8 elementi obbligatori e se la loro esecuzione non è corretta va incontro ad una penalità o decurtazione di punti. Nel pattinaggio individuale gli elementi da eseguire sono due salti diversi fra loro, uno dei quali deve essere preceduto da una serie di passi, una combinazione di due salti, tre diverse piroette, di cui una deve essere saltata e una deve essere combinata, e due diverse sequenze di passi. Inoltre una tra le figure obbligatorie è un doppio o un triplo Axel. Al termine di questa gara i 24 atleti con il punteggio più alto proseguono eseguendo il programma libero.&amp;lt;ref&amp;gt;Paolo Pizzocari e Roberto Ghetti (a cura di), &#039;&#039;Pattinaggio artistico e danza sul ghiaccio&#039;&#039;, pp. 215-216.&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.technogym.com/it/newsroom/pattinaggio-sul-ghiaccio-arte-e-velocita/, &#039;&#039;Pattinaggio sul ghiaccio: tra arte e velocità&#039;&#039;, Technogym.com].&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il programma libero, chiamato anche programma lungo, presenta una durata di 4 minuti per le donne e 4 minuti e 30 secondi per gli uomini, anche se possono essere aggiunti o tolti 10 secondi in base alle necessità. In questo programma l’atleta è quasi libero di inserire gli elementi che più gli si addicono in quanto, nel corso degli anni, il Regolamento Tecnico è diventato sempre più rigido e preciso. La disposizione degli elementi tecnici all&#039;interno del programma è libera ma in base ad ogni categoria è prevista l’esecuzione massima e minima di alcuni di essi. Inoltre gli atleti e i loro allenatori devono tenere di conto del fatto che gli elementi inseriti nella seconda metà del programma saranno giudicati di maggior valore poiché eseguiti con maggior difficoltà dall’atleta più affaticato rispetto all’inizio. A tali esercizi verrà quindi assegnato un punteggio più elevato del 10% rispetto a quello base.&amp;lt;ref&amp;gt;Paolo Pizzocari e Roberto Ghetti (a cura di), &#039;&#039;Pattinaggio artistico e danza sul ghiaccio&#039;&#039;, pp. 212-213.&amp;lt;/ref&amp;gt;&amp;lt;ref&amp;gt;[https://www.technogym.com/it/newsroom/pattinaggio-sul-ghiaccio-arte-e-velocita/, &#039;&#039;Pattinaggio sul ghiaccio: tra arte e velocità&#039;&#039;, Technogym.com].&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Note==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
==Bibliografia==&lt;br /&gt;
* Paolo Pizzocari e Roberto Ghetti (a cura di), &#039;&#039;Pattinaggio artistico e danza sul ghiaccio&#039;&#039;, Milano, Sperling &amp;amp; Kupfer Editori, 2001.&lt;br /&gt;
* [https://www.treccani.it/enciclopedia/pattinaggio_%28Enciclopedia-dei-ragazzi%29/, Alessandro Capriotti, &#039;&#039;Pattinaggio&#039;&#039;, Enciclopedia per ragazzi, 2009.]&lt;br /&gt;
* [https://www.technogym.com/it/newsroom/pattinaggio-sul-ghiaccio-arte-e-velocita/, &#039;&#039;Pattinaggio sul ghiaccio: tra arte e velocità&#039;&#039;, Technogym.com]&lt;br /&gt;
* [http://www.guidaolimpiadi.it/index.php?option=com_content&amp;amp;view=category&amp;amp;layout=blog&amp;amp;id=46&amp;amp;Itemid=282, &#039;&#039;Pattinaggio di figura&#039;&#039;, guidaolimpiadi.it]&lt;br /&gt;
* [https://www.elle.com/it/salute/fitness/a39770523/pattinaggio-su-ghiaccio-sport/, Redazione Digital, &#039;&#039;Pattinaggio artistico su ghiaccio, non uno sport da dilettanti&#039;&#039;, Elle, 05/05/2022]&lt;br /&gt;
* [https://www.sullaneve.it/magazine/attrezzatura/pattini-da-ghiaccio-artistico.htm, &#039;&#039;Pattini da ghiaccio artistico&#039;&#039;, «Sullaneve»]&lt;br /&gt;
* [https://www.sullaneve.it/magazine/attrezzatura/pattini-da-ghiaccio.htm, &#039;&#039;Pattini da ghiaccio&#039;&#039;, «Sullaneve»]&lt;br /&gt;
* [https://www.sullaneve.it/magazine/abbigliamento/body-pattinaggio-artistico.htm, &#039;&#039;Body pattinaggio artistico&#039;&#039;, «Sullaneve»]&lt;br /&gt;
* [https://www.sullaneve.it/magazine/abbigliamento/abbigliamento-pattinaggio-su-ghiaccio.htm, &#039;&#039;Abbigliamento pattinaggio sul ghiaccio&#039;&#039;, «Sullaneve»]&lt;br /&gt;
* [https://www.fisr.it/artistico/regolamenti-di-settore/category/382-norme-stagioni-precedenti.html?download=5527:ws-norme-rollart-singolo-2019, World Skate Artistic Technical Commission, &#039;&#039;Regolamento per pattinaggio artistico&#039;&#039;, Fisr, 2019]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>131.114.63.2</name></author>
	</entry>
	<entry>
		<id>https://unipedia.fileli.unipi.it/index.php?title=Kingdom_Hearts&amp;diff=5296</id>
		<title>Kingdom Hearts</title>
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		<updated>2024-01-08T13:56:14Z</updated>

		<summary type="html">&lt;p&gt;131.114.63.2: /* Trama */&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;&#039;&#039;Kingdom Hearts&#039;&#039; è una serie di videogiochi action RPG, pubblicata a partire dal 2002. La serie è prodotta dalla Square Enix, in collaborazione con la Disney Interactive Studios, e diretta da Tetsuya Nomura. Nel corso degli anni sono usciti numerosi titoli della serie per varie piattaforme; nel dicembre 2023 sono in sviluppo altri titoli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Trama ==&lt;br /&gt;
La saga rivive le avventure dei personaggi del mondo Disney e Pixar, i quali aiutano spesso i protagonisti nelle loro avventure, in particolare Topolino, Pippo e Paperino. Durante le loro avventure, i protagonisti viaggiano attraverso i mondi Disney per sigillare le serrature dei regni e scacciare i nemici, i quali, attraverso i principali antagonisti di quelle storie, vogliono impadronirsi dei cuori puri delle principesse Disney per risvegliare il Kingdom Hearts. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La guerra dei Keyblade ===&lt;br /&gt;
Nel regno delle fiabe esiste Kingdom Hearts, un grande cuore di luce protetto dalla X-Blade, una grande spada lucente. Il Maestro dei Maestri crea repliche della X-Blade chiamate Keyblade, assegnandole ai suoi apprendisti, i &amp;quot;Veggenti&amp;quot;. Luxu, il discepolo principale, riceve il compito di tramandare il Keyblade del maestro. La guerra dei Keyblade, porta alla divisione della X-Blade in venti pezzi (tredici di oscurità e sette di luce) e alla scomparsa di Kingdom Hearts. I Denti di Leone, giovani ragazzi sopravvissuti alla guerra, si impegnano a proteggere i mondi e a tramandare la storia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== La saga di Xehanort ===&lt;br /&gt;
Il giovane Xehanort manipola il cuore di Ventus, giovane allievo del maestro, per creare Vanitas, parte oscura del cuore di Ventus, e ottenere il potere di Kingdom Hearts. Ventus salvato dal cuore di Sora, piccolo abitante delle Isole del Destino, segue Xehanort nella ricerca della X-Blade. &lt;br /&gt;
Xehanort manipola Terra, dopo che Aqua diventa Maestra del Keyblade. Ventus, Terra e Aqua, giovani allievi del maestro dei Keyblade, affrontano Xehanort e i suoi servitori, Vanitas e Breig. Aqua nasconde il cuore di Ventus nel Castello dell&#039;Oblio, e cerca Terra, posseduto da Xehanort a Giardino Radioso. &lt;br /&gt;
Terra si ribella e distrugge l&#039;animo di Xehanort, aprendo un varco verso il mondo oscuro. Aqua si getta nel buio per salvarlo, rimanendo intrappolata. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ansem il Saggio, uno scienziato e ricercatore del luogo, incontra Xehanort, il quale, preso il controllo di Terra, convince Ansem a costruire una macchina per evocare i cuori delle persone. Tradito Ansem, crea il suo Heartless che chiama Ansem, l&#039;Organizzazione XIII, con a capo Xemnas. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Re Topolino incarica Pippo e Paperino di cercare il Keyblade. Sora, Riku e Kairi, abitanti delle Isole del Destino, decidono di viaggiare tra i mondi, ma Riku apre una porta verso l&#039;oscurità. &lt;br /&gt;
Sora, giunto a Città di Mezzo con il Keyblade, incontra Pippo e Paperino. Insieme, fermano Malefica e Riku, desiderosi di evocare il Kingdom Hearts. Sora libera il cuore di Kairi, creando Roxas e Naminé due giovani entità dai loro cuori. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel regno dell&#039;oscurità, Sora, Pippo e Paperino fermano Ansem e liberano Riku, chiudendo la breccia tra i mondi, ma Riku e Topolino rimangono nell&#039;oscurità. &lt;br /&gt;
Sora, Pippo e Paperino vanno alla ricerca dei due amici nel Castello dell&#039;Oblio, dove i ricordi di Kairi vengono sostituiti da quelli di Naminé. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Roxas si unisce all&#039;Organizzazione XIII a Crepuscopoli e si lega ad Axel e Xion. Axel scopre i piani di Marluxia e Larxene contro Xemnas, ma per guadagnare la fiducia di Marluxia deve uccidere Vexen. Naminé ripristina i veri ricordi dei protagonisti, che accettano di dormire per un anno. &lt;br /&gt;
Riku e Topolino, con le divise dell&#039;Organizzazione donate da un uomo misterioso, Diz, intraprendono il loro viaggio. Le capsule di Sora, Pippo e Paperino vengono spostate a Crepuscopoli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Naminé scopre che Roxas e Xion ostacolano il recupero di Sora. &lt;br /&gt;
Riku convince Xion ad abbandonare l&#039;Organizzazione e restituire i ricordi a Sora. Axel cerca di recuperare Xion, ma Roxas, scoprendo la verità, la uccide e affronta Riku, perdendo. Diz digitalizza Roxas per farlo ricongiungere con Sora a Crepuscopoli. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sora, Pippo e Paperino si risvegliano a Crepuscopoli, guidati da Re Topolino, e apprendono il piano dell&#039;Organizzazione XIII. Dirigendosi verso la Fortezza Oscura, scoprono che Kairi è stata rapita da Axel, il quale, durante l&#039;attacco alla Fortezza, rivela l&#039;obiettivo dell&#039;Organizzazione XIII di creare un Kingdom Hearts artificiale ma vengono interrotti da Saix. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sora, Pippo e Paperino tornano a Crepuscopoli, trovano il laboratorio di Diz e scoprono una Crepuscopoli alternativa. &lt;br /&gt;
I tre entrano nel mondo virtuale e Axel si sacrifica per condurli alla base dell&#039;Organizzazione XIII. Qui Sora affronta Roxas, si ricongiunge con Kairi e Topolino e Diz rivela di essere il vero Ansem. L&#039;esplosione della sua macchina elimina l&#039;oscurità dal cuore di Riku. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo la sconfitta dell&#039;Organizzazione XIII, Xemnas assorbe il Kingdom Hearts artificiale, intrappolando il gruppo. Naminé e Roxas li aiutano a fuggire, ma Sora e Riku affrontano Xemnas. &lt;br /&gt;
Il Grillo Parlante avverte Re Topolino di un messaggio nel Grillario proveniente da Naminé, che rivela la connessione del cuore di Sora con Roxas, Naminé, Xion, Axel, Terra, Aqua e Ventus. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Re Topolino, preoccupato, cerca la posizione di Terra, Aqua e Ventus da Yen Sid, e apprende che Terra è disperso, e che Xehanort è di nuovo completo dopo l&#039;eliminazione di Xemnas e Ansem. Yen Sid chiede a Topolino di convocare Sora e Riku per l&#039;esame di Maestro del Keyblade. &lt;br /&gt;
Gli allievi di Ansem il Saggio si risvegliano a Giardino Radioso e Lea (Axel) decide di aiutare Sora. Sora e Riku per il test devono risvegliare sette mondi, sconfiggendo gli Incubi con l&#039;aiuto degli Spiriti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Durante il test, Sora e Riku affrontano Ansem, Xemnas e il giovane Xehanort. Sora viene intrappolato in un sonno profondo, ma Riku, diventato lo Spirito di Sora, affronta l&#039;Organizzazione XIII. Xehanort rivela la necessità di tredici membri d&#039;oscurità e sette di luce per formare la X-Blade. &lt;br /&gt;
Riku risveglia Sora, diventando Maestro del Keyblade. Yen Sid addestra i nuovi portatori, Kairi e Lea, mentre Sora, Pippo e Paperino si dirigono al Monte Olimpo per recuperare le forze.&amp;lt;ref&amp;gt;Giordana Moroni (testo) e Federico Maggiore (voce), &#039;&#039;[https://www.youtube.com/watch?v=5aPEHbv8APQ]&#039;&#039;, &#039;&#039;Kingdom Hearts: tutta la storia in forma di racconto&#039;&#039;, in &#039;&#039;Multiplayer.it&#039;&#039;, 2019.&amp;lt;/ref&amp;gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo aver recuperato il potere del Risveglio, Sora salva Aqua e risveglia Ventus. &lt;br /&gt;
Nella battaglia finale, Terra-Xehanort sembra prevalere sui membri della luce. Con l&#039;aiuto di Kairi e Naminé, Sora riavvolge il tempo per affrontare nuovamente Terra-Xehanort. Terra, risvegliato dalla forza di volontà grazie a Naminé, combatte contro Xehanort.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nello scontro finale, vengono sconfitti nove membri dell&#039;Organizzazione XIII, tranne Xigbar che finge la sua caduta. Luxord concede a Sora un jolly, promettendogli un futuro favore. Terra è liberato, Xion e Roxas si risvegliano, ma Kairi viene rapita da Xemnas. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sora, Riku e Topolino affrontano Ansem, Xemnas e il giovane Xehanort. Dopo la morte di Kairi per mano di Xehanort e l&#039;apertura di Kingdom Hearts, Sora, Pippo e Paperino inseguono e sconfiggono Xehanort a Scala ad Caelum, chiudendo la porta. Sora salva Kairi ma scompare nel processo a causa del Risveglio. &lt;br /&gt;
Xigbar, in realtà Luxu, convoca i Veggenti per avviare la nuova fase del piano.&amp;lt;ref&amp;gt;Antonello “Kirito” Bello (testo), Gabriele Laurino (voce) e Michele Verardi (montaggio), &#039;&#039;[https://www.youtube.com/watch?v=_EEU2rUjFn8]&#039;&#039; , &#039;&#039;Kingdom Hearts 3: riassunto della storia prima della recensione del DLC ReMind&#039;&#039;, in &#039;&#039;Everyeye.it&#039;&#039;, 2020.&amp;lt;/ref&amp;gt; Sora si risveglia nel Mondo Finale, dove incontra un ragazzo misterioso, Yozora, che è lì per salvarlo. Il ragazzo però attacca Sora e lo spedisce in un altro mondo. Riku cerca Sora nei sogni, mentre Kairi lo cerca nei ricordi, dove affronta Xehanort. Con l&#039;aiuto di Riku, Kairi scopre il luogo in cui è nascosto Sora, Quadratum. Riku entra in quel mondo e Kairi decide di continuare ad allenarsi con Aqua.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Videogiochi ==&lt;br /&gt;
=== Versioni === &lt;br /&gt;
La saga, iniziata nel 2002, si è arricchita nel corso degli anni con sequel e prequel che hanno ampliato e approfondito la storia dei protagonisti.&amp;lt;ref&amp;gt;Francesco Muccino (testo), &#039;&#039;[https://www.everyeye.it/articoli/guida-kingdom-hearts-ordine-giocarli-seguire-storia-53217.html]&#039;&#039;, &#039;&#039;Kingdom Hearts: in che ordine giocarli per seguire la storia?&#039;&#039;, in &#039;&#039;Everyeye.it&#039;&#039;, 2021.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Kingdom Hearts&#039;&#039; debutta su PlayStation 2 nel febbraio 2002 in Giappone e nel settembre dello stesso anno nel resto del mondo. A dicembre, viene pubblicata una versione con contenuti di trama inediti, denominata &#039;&#039;Kingdom Hearts Final Mix&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Kingdom Hearts: Chain of Memories&#039;&#039; debutta su Game Boy Advance nel novembre 2004 in Giappone. Una versione rimasterizzata, intitolata &#039;&#039;Kingdom Hearts Re: Chain of Memories&#039;&#039;, viene rilasciata nel 2007 per PlayStation 2. Il gioco presenta un sistema di combattimento a turni basato sull&#039;utilizzo di un mazzo di carte.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Kingdom Hearts II&#039;&#039; fa il suo debutto su PlayStation 2 nel 2005 in Giappone e nel 2006 nel resto del mondo. Successivamente, viene pubblicata una versione con contenuti aggiuntivi denominata &#039;&#039;Kingdom Hearts II Final Mix&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Kingdom Hearts Coded&#039;&#039;, inizialmente esclusivo in Giappone, poi distribuito globalmente come &#039;&#039;Kingdom Hearts Re: Coded&#039;&#039; per Nintendo DS tra il 2010 e il 2011, è ambientato tra gli eventi conclusivi di &#039;&#039;Kingdom Hearts II&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Kingdom Hearts Birth By Sleep&#039;&#039; è stato pubblicato per PlayStation Portable (PSP) nel 2010. L&#039;anno successivo, una versione con contenuti extra è stata pubblicata col titolo &#039;&#039;Kingdom Hearts Birth By Sleep Final Mix&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Kingdom Hearts X&#039;&#039;, noto inizialmente come &#039;&#039;Kingdom Hearts for PC Browsers&#039;&#039;, è stato un browser game giocabile in Giappone dal 2013 al 2016. Successivamente, ha ricevuto un porting internazionale denominato &#039;&#039;Kingdom Hearts Unchained X&#039;&#039;, pubblicato per dispositivi Android e iOS nel 2016. Nel 2017, il titolo è cambiato in &#039;&#039;Kingdom Hearts Union X&#039;&#039;. Con l&#039;introduzione di &#039;&#039;Kingdom Hearts Dark Road&#039;&#039; nel 2020, giocabile all&#039;interno del gioco mobile, il titolo è diventato &#039;&#039;Kingdom Hearts X Dark Road&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Kingdom Hearts III&#039;&#039; è stato pubblicato per PlayStation 4 e Xbox One nel gennaio 2019. La sua creazione è stata oggetto di numerosi leak subito dopo l&#039;uscita di &#039;&#039;Kingdom Hearts II&#039;&#039;, ma l&#039;annuncio ufficiale è stato dato nell&#039;estate del 2013. Circa un anno dopo, è stato dichiarato che il gioco sarebbe ripartito da zero con un nuovo motore grafico. La data di uscita è stata annunciata nel 2017 per il 2018, ma il gioco è stato poi posticipato fino a gennaio 2019. Nel 2020 è stato rilasciato un DLC, chiamato &#039;&#039;Re Mind&#039;&#039;, che ha introdotto dei contenuti aggiuntivi.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Kingdom Hearts Melody of Memory&#039;&#039; è stato pubblicato per PlayStation 4, Xbox One e Nintendo Switch nel 2020. Si tratta di un gioco musicale che attraverso le colonne sonore della saga ripercorre tutte le avventure dei protagonisti, aggiungendo elementi di trama.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Raccolte ===&lt;br /&gt;
Nel corso degli anni, la casa di produzione ha pubblicato delle raccolte dei giochi, arricchite da aggiunte di trama e miglioramenti grafici.&amp;lt;ref&amp;gt; Pagina ufficiale italiana Square Enix, &#039;&#039;[https://www.kingdomhearts.com/home/it/]&#039;&#039;, in &#039;&#039;KINGDOM HEARTS&#039;&#039;. &amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Kingdom Hearts HD 1.5 Remix&#039;&#039;, uscita nel 2013 per PlayStation 3, include versioni rimasterizzate di &#039;&#039;Kingdom Hearts Final Mix&#039;&#039;, &#039;&#039;Kingdom Hearts Re: Chain of Memories&#039;&#039;, e filmati in versione rimasterizzata di &#039;&#039;Kingdom Hearts 358/2 Days&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Kingdom Hearts HD 2.5 Remix&#039;&#039;, pubblicata nel 2014 per PlayStation 3, contiene versioni rimasterizzate di &#039;&#039;Kingdom Hearts II Final Mix&#039;&#039;, &#039;&#039;Kingdom Hearts Birth By Sleep Final Mix&#039;&#039; e filmati rimasterizzati di &#039;&#039;Kingdom Hearts Re Coded&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Kingdom Hearts HD 2.8 Final Chapter Prologue&#039;&#039;, uscita nel 2017 per PlayStation 4 e nel 2020 per Xbox One, comprende una versione rimasterizzata di &#039;&#039;Kingdom Hearts 3D: Dream Drop Distance&#039;&#039;, un lungometraggio rimasterizzato che racconta la storia di &#039;&#039;Kingdom Hearts X&#039;&#039;, e un nuovo gioco della saga, &#039;&#039;Kingdom Hearts 0.2: Birth By Sleep – A Fragmentary Passage&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Kingdom Hearts HD 1.5 + 2.5 Remix&#039;&#039;, pubblicata nel 2017 per PlayStation 4 e nel 2020 per Xbox One, include tutti i titoli delle due raccolte &#039;&#039;Kingdom Hearts HD 1.5 Remix&#039;&#039; e &#039;&#039;Kingdom Hearts HD 2.5 Remix&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Kingdom Hearts: The Story So Far&#039;&#039;, uscita alla fine del 2018, contiene &#039;&#039;Kingdom Hearts HD 1.5 + 2.5 Remix&#039;&#039; e &#039;&#039;Kingdom Hearts HD 2.8 Final Chapter Prologue&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Kingdom Hearts: All-In-One Package&#039;&#039;, pubblicato come versione digitale nel 2019 e come copia fisica in Nord America dal 2020, include la raccolta &#039;&#039;Kingdom Hearts: The Story So Far&#039;&#039; e &#039;&#039;Kingdom Hearts III + Re Mind&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
=== Progetti futuri ===&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Kingdom Hearts IV&#039;&#039;, annunciato nel 2022 per celebrare i vent&#039;anni della saga.&lt;br /&gt;
* &#039;&#039;Kingdom Hearts Missing-Link&#039;&#039;, un gioco mobile per Android e iOS.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Musiche ==&lt;br /&gt;
Le musiche della serie sono state composte da Yoko Shimomura, con arrangiamenti di Kaoru Wada. &lt;br /&gt;
Le esecuzioni orchestrali sono state curate dall&#039;orchestra New Japan Philharmonic e dalla Tokyo Philharmonic Orchestra. &lt;br /&gt;
Le sigle di apertura, eseguite dall&#039;artista giapponese Hikaru Utada, includono &#039;&#039;Hikari&#039;&#039; e &#039;&#039;Passion&#039;&#039;, note anche come &#039;&#039;Simple and Clean&#039;&#039; e &#039;&#039;Sanctuary&#039;&#039; in inglese. &lt;br /&gt;
&#039;&#039;Face My Fears&#039;&#039;, utilizzata in &#039;&#039;Kingdom Hearts III&#039;&#039;, è stata realizzata in collaborazione con Sonny John Moore, in arte Skrillex&amp;lt;ref&amp;gt;Emanuele D&#039;Ascanio (testo), &#039;&#039;[https://www.tomshw.it/videogioco/kingdom-hearts-iii-skrillex-e-presente-nella-colonna-sonora]&#039;&#039;, &#039;&#039;Kingdom Hearts III, Skrillex è presente nella colonna sonora&#039;&#039;, in &#039;&#039;Tom&#039;s Hardware - Game Division&#039;&#039;, 2018.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
Un&#039;altra sigla, usata nei titoli di coda di &#039;&#039;Kingdom Hearts III&#039;&#039;, è &#039;&#039;Don&#039;t Think Twice&#039;&#039;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La traccia utilizzata nei titoli del primo gioco è stata riconosciuta come la quarta miglior traccia di un RPG&amp;lt;ref&amp;gt;Luca Porro (testo), &#039;&#039;[https://multiplayer.it/articoli/yoko-shimomura-musica-kingdom-hearts.html]&#039;&#039;, &#039;&#039;Yoko Shimomura e la musica di Kingdom Hearts&#039;&#039;, in &#039;&#039;Multiplayer.it&#039;&#039;, 2020.&amp;lt;/ref&amp;gt;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel 2019, Square Enix ha annunciato il tour mondiale &#039;&#039;Kingdom Hearts Orchestra World of Tres&#039;&#039;, che ha visto l&#039;esecuzione delle colonne sonore della saga e dei mondi Disney in varie sedi, tra cui il Teatro degli Arcimboldi di Milano.&amp;lt;ref&amp;gt;Davide Leoni (testo), &#039;&#039;[https://www.everyeye.it/notizie/il-concerto-kingdom-hearts-orchestra-world-of-tres-arrivera-in-italia-ottobre-361012.html]&#039;&#039;, &#039;&#039;Il concerto Kingdom Hearts Orchestra World of Tres arriverà in Italia&#039;&#039;, in &#039;&#039;Everyeye.it&#039;&#039;, 2019.&amp;lt;/ref&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Sviluppo e accoglienza==&lt;br /&gt;
Nel 1991, Tetsuya Nomura inizia la collaborazione con Square Soft come beta tester per la serie &#039;&#039;Final Fantasy&#039;&#039;. Dopo contributi al game design di &#039;&#039;Final Fantasy V&#039;&#039; e &#039;&#039;Final Fantasy VI&#039;&#039;, Nomura si distingue con &#039;&#039;Final Fantasy VII&#039;&#039;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nomura ispirato da &#039;&#039;Mario 64&#039;&#039; propone un gioco Disney con Sora come protagonista, originariamente pensato come ibrido umano-leone con una motosega. Nonostante le sfide iniziali nei diritti, il progetto prende vita. &lt;br /&gt;
Nel 2000, Nomura inizia lo sviluppo del gioco chiamato inizialmente Kingdom, ispirato al parco Magic Kingdom della Walt Disney. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il gioco, pubblicato nel 2002 in Giappone, supera le aspettative di vendita, diventando un successo globale.&amp;lt;ref&amp;gt;Vincenco Lettera (testo), Alessandro Bazzucchini (regia) e Piaerpaolo Greco (voce), &#039;&#039;[https://multiplayer.it/articoli/kingdom-hearts-storia-origini-saga-punto-doc.html]&#039;&#039;, &#039;&#039;La storia di Kingdom Hearts: le origini della saga - Punto Doc&#039;&#039;, in &#039;&#039;Multiplayer.it, 2019.&amp;lt;/ref&amp;gt; Per la pubblicazione mondiale, sono coinvolte le voci ufficiali dei personaggi Disney. Dopo una fase di declino con &#039;&#039;Final Fantasy X&#039;&#039;, la Square Soft si riprende e rinomina Square Enix. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In risposta alle richieste della Disney e dei fan, Nomura sviluppa un gioco per Game Boy Advance con Jupiter e così nasce &#039;&#039;Kingdom Hearts: Chain of Memories&#039;&#039;. &lt;br /&gt;
&#039;&#039;Kingdom Hearts II&#039;&#039; riutilizza le idee scartate nel primo gioco, tra le quali l&#039;inserimento del mondo de Il Re Leone. In parallelo, Nomura lavora con Jupiter per &#039;&#039;The World Ends With You&#039;&#039;, i cui personaggi verranno inseriti in &#039;&#039;Kingdom Hearts 3D: Dream Drop Distance&#039;&#039;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le difficoltà con la Playstation 3 portano alla creazione di tre giochi per sopperire ai problemi: &#039;&#039;Kingdom Hearts Coded&#039;&#039;, &#039;&#039;Kingdom Hearts 358/2 Days&#039;&#039; e &#039;&#039;Kingdom Hearts Birth By Sleep&#039;&#039;. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La saga diventa il gioco più venduto del 2002 e si espande con rappresentazioni come manga, carte e un tour dell&#039;orchestra. Progetti scartati includono giochi mobile e una serie animata. Nel 2019, il terzo titolo include mondi Pixar, come Toy Story.&amp;lt;ref&amp;gt;Vincenco Lettera (testo), Alessandro Bazzucchini (regia) e Piaerpaolo Greco (voce), &#039;&#039;[https://multiplayer.it/articoli/kingdom-hearts-tutta-storia-sviluppo-kingdom-hearts-3-video.html]&#039;&#039;, &#039;&#039;Kingdom Hearts: tutta la storia dello sviluppo fino a Kingdom Hearts 3&#039;&#039;, in &#039;&#039;Multiplayer.it, 2019.&amp;lt;/ref&amp;gt; La saga riscuote un enorme successo, ottenendo delle ottime valutazioni, come riportato da alcuni recensori come Vandal, Gameblog e Gamepro-de.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Note ==&lt;br /&gt;
&amp;lt;references/&amp;gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
== Bibliografia ==&lt;br /&gt;
* Giordana Moroni e Federico Maggiore, &#039;&#039;Kingdom Hearts: tutta la storia in forma di racconto&#039;&#039;, in &#039;&#039;Multiplayer.it&#039;&#039;, 2019.&lt;br /&gt;
* Antonello “Kirito” Bello, Gabriele Laurino e Michele Verardi, &#039;&#039;Kingdom Hearts 3: riassunto della storia prima della recensione del DLC ReMind&#039;&#039;, in &#039;&#039;Everyeye.it&#039;&#039;, 2020&lt;br /&gt;
* Francesco Muccino, &#039;&#039;Kingdom Hearts: in che ordine giocarli per seguire la storia?&#039;&#039;, in &#039;&#039;Everyeye.it&#039;&#039;, 2021.&lt;br /&gt;
* Pagina ufficiale italiana Square Enix, in &#039;&#039;KINGDOM HEARTS&#039;&#039;.&lt;br /&gt;
* Emanuele D&#039;Ascanio, &#039;&#039;Kingdom Hearts III, Skrillex è presente nella colonna sonora&#039;&#039;, in &#039;&#039;Tom&#039;s Hardware - Game Division&#039;&#039;, 2018.&lt;br /&gt;
* Luca Porro, &#039;&#039;Yoko Shimomura e la musica di Kingdom Hearts&#039;&#039;, in &#039;&#039;Multiplayer.it&#039;&#039;, 2020.&lt;br /&gt;
* Davide Leoni, &#039;&#039;Il concerto Kingdom Hearts Orchestra World of Tres arriverà in Italia&#039;&#039;, in &#039;&#039;Everyeye.it&#039;&#039;, 2019.&lt;br /&gt;
* Vincenco Lettera, Alessandro Bazzucchini e Piaerpaolo Greco, &#039;&#039;La storia di Kingdom Hearts: le origini della saga - Punto Doc&#039;&#039;, in &#039;&#039;Multiplayer.it, 2019.&lt;br /&gt;
* Vincenco Lettera, Alessandro Bazzucchini e Piaerpaolo Greco, &#039;&#039;Kingdom Hearts: tutta la storia dello sviluppo fino a Kingdom Hearts 3&#039;&#039;, in &#039;&#039;Multiplayer.it, 2019.&lt;/div&gt;</summary>
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